Leeds United Association Football Club

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Leeds United A.F.C
Calcio Football pictogram.svg
LeedsUtd.png
The Whites; The Peacocks
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px losanghe Giallo e Blu con barra e rosa Bianche.png bianco, blu e giallo
Simboli Pavone
Dati societari
Città Leeds
Paese Inghilterra Inghilterra
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Football League Championship
Fondazione 1919
Proprietario Italia Massimo Cellino
Presidente Bahrein Salah Nooruddin[1]
Allenatore Inghilterra Brian McDermott
Stadio Elland Road
(39.402 posti)
Sito web www.leedsunited.com
Palmarès
Premier.pngPremier.pngPremier.png FA Cup.png Carling.png CommunityShield.pngCommunityShield.png UEFA - Inter-Cities Fairs Cup.svgUEFA - Inter-Cities Fairs Cup.svg
Titoli d'Inghilterra 3
Coppe d'Inghilterra 1
Coppe di Lega inglesi 1
Charity/Community Shield 2
Trofei internazionali 2 Coppe delle Fiere
Si invita a seguire il modello di voce

Il Leeds United Association Football Club è una società di calcio della città inglese di Leeds, fondata nel 1919 sulle ceneri del Leeds City, nato nel 1904. Attualmente gioca nel campionato di seconda divisione inglese, il Football League Championship.

Nel suo palmarès figurano tre campionati (1968–69, 1973–74, 1991–92) e una FA Cup (1972). Fra gli anni sessanta e gli anni settanta si impose come una delle migliori squadre europee vincendo due volte la Coppa delle Fiere (1968, 1971) e giungendo in finale di Coppa dei Campioni (1975) e Coppa delle Coppe (1973).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il primo Leeds United, per la stagione 1920-1921

Prima del Leeds United, la città inglese era rappresentata nei campionati nazionali da un'altra formazione: il Leeds City Football Club, nata nel 1904, venne radiata dalla Federazione calcistica nel 1919 a causa di alcuni pagamenti illegali compiuti per l'acquisto di alcuni giocatori nel periodo della Prima guerra mondiale. Da allora si decise di formare un nuovo club che rappresentasse la città, il Leeds United, che iniziò a giocare nella Midland Football League, un campionato di seconda fascia inglese dove spesso giocavano le squadre giovanili delle formazioni della prima divisione: la neonata formazione prese proprio il posto vacante lasciato dalla formazione delle riserve del vecchio Leeds City. Nel 1920, il Leeds venne riconosciuto dalla Federazione calcistica inglese e poté così partecipare ai campionati nazionali. Nello stesso anno, la squadra venne acquistata da Hilton Crowther, il presidente del Huddersfield Town F.C..

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

La squadra partecipò alla Second Division fino al 1924 quando venne promossa in Prima Divisione. La loro permanenza durà solo due anni fino al 1926/27, quando piazzandosi penultimi in campionato vennero di nuovo retrocessi. Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, il Leeds venne due volte in seconda divisione ed in entrambi i casi riuscì a riconquistare la massima serie l'anno successivo. Nel 1947, subito dopo la guerra, i Whites retrocedettero per la terza volta, nella stagione peggiore della loro storia.

Il Leeds rimase nella Seconda Divisione per ben nove stagioni fino al 1956, quando la squadra riuscì a centrare di nuovo la promozione in First Division, grazie al fondamentale apporto del campione gallese John Charles, che militò nella formazione inglese anche nella stagione successiva prima di essere ceduto alla Juventus per la cifra record di 65.000 sterline. La perdita di questo campione determinò un nuovo declino per la squadra che venne retrocessa nuovamente nel 1960.

Nel marzo del 1961, il club ingaggiò uno degli allenatori più importanti della sua storia: Don Revie. Alla sua prima stagione trovò non poche difficoltà, in quanto il club si trovava in una situazione finanziaria pessima. Alla fine della stagione 1961/62, il Leeds riuscì a salvarsi dalla retrocessione in Third Division solo nelle ultime giornate del campionato. Solamente due anni dopo nel 1964, Revie riuscì a riportare la squadra di nuovo nella massima serie del campionato inglese. Dal 1965 al 1974, il Leeds di Revie non terminò mai una stagione al di sotto delle prime quattro posizioni inanellando una serie di successi che portarono il club sul tetto d'Inghilterra e d'Europa.

Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

L'era d'oro di Don Revie[modifica | modifica sorgente]

La statua del capitano Billy Bremner, fuori dall' Elland Road

I Whites in questo periodo d'oro vinsero due campionati nel 1969 e nel 1974, la FA Cup nel 1972 e la League Cup nel 1968. Negli stessi anni la squadra riuscì a trovare anche una conferma del suo buon momento a livello continentale aggiudicandosi per ben due volte la Coppa delle Fiere, nel 1968 e nell'ultima edizione del trofeo del 1971; il 22 settembre dello stesso anno gli inglesi disputarono la finale che la UEFA organizzò per l'assegnazione definitiva del trofeo, contro il Barcellona, formazione che era riuscita ad aggiudicarsi la coppa per più volte. Il Leeds non riuscì ad avere la meglio sui catalani che si aggiudicarono il trofeo vincendo l'incontro per 2-1.

In questi anni il Leeds arrivò per ben cinque volte secondo in classifica; raggiunse inoltre diverse finali senza vincere il trofeo, in FA Cup (nel 1965, nel 1970 e nel 1973), nella Coppa delle Fiere del 1967 e nella Coppa delle Coppe del 1973, quest'ultimo perso in maniera molto controversa. L'ultima stagione alla guida dei Whites di Revie fu nel 1974, quando il Leeds vinse il suo secondo campionato, l'anno successivo l'allenatore passò alla nazionale inglese che aveva appena fallito l'accesso ai mondiali.

Il dopo Revie e la finale della Coppa dei Campioni[modifica | modifica sorgente]

Brian Clough prese il posto di Don Revie sulla panchina del Leeds, il suo arrivo fu aspramente criticato dai tifosi che erano ormai legati da anni all'impostazione tattica del vecchio allenatore. Sotto la gestione Clough, la squadra non riuscì mai a decollare, fornendo prestazioni di basso livello, dopo soli 44 giorni il tecnico fu costretto a dimettersi e al suo posto venne ingaggiato Jimmy Armfield, ex capitano della nazionale. Con l'arrivo del nuovo allenatore la squadra cominciò a decollare soprattutto in Coppa dei Campioni dove il Leeds arrivò trionfalmente alla finale il 28 maggio 1975 al Parco dei Principi di Parigi contro il Bayern Monaco: la partita, però, terminò per 2-0 a favore della formazione tedesca in circonstanzie abbastanza polemiche.[2]

Il lento declino[modifica | modifica sorgente]

Dopo cinque anni di stagioni mediocri, la dirigenza desiderosa di nuovi successi decise di esonerare Armfield e di ingaggiare Jock Stein che dopo poco più di un mese abbandonò l'incarico per allenare la Nazionale scozzese. Jimmy Adamson prese il suo posto sulla panchina ma il suo apporto non riuscì a stoppare il declino iniziato dopo la finale della Coppa Campioni.

LeedsUtd.png
Gli allenatori del Leeds United

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Un nuovo periodo difficile[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980, Adamson fu sostituito dalla vecchia stella della nazionale e del Leeds Allan Clarke. Nonostante la campagna acquisti dispendiosa compiuta dalla dirigenza la squadra nella stagione 1981/82 retrocesse di nuovo dopo molti anni in Seconda Divisione. Clarke venne così sostituito da Eddie Gray

Con poche risorse economiche a disposizione, Gray cercò di sfruttare le giovani promesse provenienti dalla primavera del Leeds, questa politica non pagò l'allenatore che non riuscì a centrare l'obiettivo promozione, venne così esonerato nel 1985. Il nuovo tecnico, Billy Bremner, riuscì a portare due anni dopo la squadra ai play-off per la promozione dove i Whites vennero sconfitti per 3-2 dal Charlton Athletic dopo i tempi supplementari.

Il ritorno in First Division[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 1988 con la squadra inchiodata sulla ventunesima posizione in classifica, Bremner venne esonerato ed al suo posto arrivò Howard Wilkinson, che riportò il Leeds dopo otto anni nella First Division l'anno successivo nel 1989/90. La chiave dell'immediato successo, furono gli acquisti chiave effettuati il primo anno di Wilkinson come: Gordon Strachan forte mediano dal Manchester United, Vinnie Jones, Mel Sterland, Lee Chapman e Chris Fairclough. Questi importanti rinforzi si aggiunsero ad una squadra ricca di talenti cresciuti nel vivaio su tutti David Batty e Gary Speed.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

La rinascita[modifica | modifica sorgente]

Wilkinson continuò la sua opera di consolidamento della squadra, scartò giocatori per lui poco adatti al livello della Prima Divisione, e ne acquistò altri di livello superiore come ad esempio il portiere John Lukic, uno degli acquisti più costosi della storia dei Whites, il difensore Chris Whyte ed il centrocampista scozzese Gary McAllister. Alla prima stagione dopo il ritorno nella massima serie il Leeds finì al quarto posto, l'ottima annata spinse la società ad accontentare Wilkinson e per la stagione successiva vennero acquistati il difensore Tony Dorigo, il centrocampista Steve Hodge ed il talentuoso attaccante francese Eric Cantona che insieme a Rod Wallace formò una formidabile coppia d'attacco. Grazie a questi importanti innesti la squadra riuscì a vincere il terzo titolo della sua storia nel 1992 e nello stesso anno la Charity Shield, la Supercoppa inglese, battendo il Liverpool per 4-3.

La nuova crisi[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo la squadra finì diciassettesima, a tre piazzamenti dalla zona retrocessione. La squadra di Wilkinson ebbe un inizio di ripresa solo nel 1996 quando arrivò nella finale della Coppa di Lega, dove perse contro l'Aston Villa. Inoltre c'è la vendita di Eric Cantona al Manchester United.

La ripresa[modifica | modifica sorgente]

Alan Smith, dal 1998 al 2004 al Leeds, vanta 172 presenze e 38 gol

George Graham sostituì Wilkinson sulla panchina; il suo arrivo fu causa di diverse controversie da parte della stampa e dei tifosi. Graham alle spalle aveva subìto una lunga squalifica da parte della Federazione, per via di alcuni pagamenti illegali versati ad alcuni agenti di giocatori.
Il nuovo allenatore mise a segno alcuni astuti acquisti, grazie ai quali il Leeds riuscì a qualificarsi per la Coppa UEFA. Nell'ottobre del 1998, Graham lasciò i Whites ed al suo posto venne ingaggiato David O'Leary come direttore tecnico, al suo fianco come allenatore c'era Eddie Gray. Grazie a questa coppia il Leeds, introdusse moltissimi giovani talenti nel mondo del calcio inglese come il difensore Jonathan Woodgate, il trequartista Alan Smith ed il centrocampista Stephen McPhail, il loro talento contribuì a portare la squadra alle semifinali della Coppa UEFA ed al terzo posto in classifica, grazie al quale il Leeds ottenne l'accesso per la UEFA Champions League.
Insieme a Michael Jones, Smith è primatista di reti (14) con Leeds nelle competizioni calcistiche europee.[3] Nella semifinale di andata della Coppa UEFA, gli inglesi si trovarono di fronte ai turchi del Galatasaray. Disgraziatamente prima dell'inizio di quella partita persero la vita due tifosi del Leeds, Christopher Loftus e Kevin Speight, vittima della violenza di alcune frange di tifo estreme della squadra turca. Nella partita di ritorno venne osservato un minuto di silenzio, che da allora viene ripetuto ogni volta che il Leeds gioca un incontro in prossimità della data della tragedia, il 9 aprile 2000.

Gli anni duemila: le difficoltà economiche e la lenta risalita[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio del 2000 l'immagine del Leeds venne sporcata da un incidente in cui due giocatori, Jonathan Woodgate e Lee Bowyer aggredirono uno studente indiano nel centro della città.

Nella stagione 2000/01, O'Leary condusse il Leeds alle semifinali della Champions League, contro il Valencia di Hector Cuper. Nella prima partita pareggiò all'Elland Road per 0-0, nella partita di ritorno venne sconfitta pesantemente a Valencia per 3-0. Dopo l'importante stagione europea, Peter Ridsdale, presidente del club, decise di chiedere numerosi prestiti da utilizzare nella campagna acquisti, con la prospettiva di recuperare i liquidi con i diritti Tv ed i premi per la qualificazione in Champions League. Nonostante l'importante stagione europea del Leeds, in campionato la squadra non riuscì a raggiungere la zona che permetteva l'accesso alla massima competizione continentale. Il mancato raggiungimento della qualificazione, mandò a monte i piani del presidente ed il club non riuscì ad ottenere abbastanza denaro per poter colmare i debiti.

La crisi finanziaria costrinse la dirigenza a vendere alcuni dei giocatori più rappresentativi, come Rio Ferdinand, venduto al Manchester United per 30 milioni di sterline. O'Leary indispettito dall'atteggiamento del presidente nel 2002 si dimise dall'incarico ed al suo posto Ridsdale ingaggiò Terry Venables. Con il nuovo allenatore la squadra non riuscì a raggiungere una buona intesa, mentre altri giocatori vennero ceduti uno di questi fu la bandiera Jonathan Woodgate, nonostante le promesse del presidente che in precedenza aveva dichiarato che mai l'avrebbe ceduto. Alla fine della stagione nel 2003, Venables venne sostituito da Peter Reid che traghettò la squadra fino alla fine del campionato riuscendo ad ottenere una miracolosa salvezza, nella penultima giornata. Nel frattempo Ridsdale tentò di risanare la gravosa situazione economica ridisegnando i quadri societari ed affidandosi ad un esperto di economia, il professor John McKenzie dell'Università di Leeds. La pessima partenza della stagione 2003/04 costrinse il club ad un nuovo cambio di panchina che venne affidata di nuovo ad Eddie Gray, lo stesso anno vide un cambio alla presidenza dove si insediò Gerald Krasner. Quella stagione vide una nuova retrocessione dopo 14 anni per il Leeds che arrivò penultimo in classifica.

Gray lasciò la panchina nel 2004/05 a Kevin Blackwell, molti dei giocatori dopo la retrocessione si svincolarono a paramentro zero dal club ed altri vennero venduti; anche se ciò portò ad un miglioramento dei bilanci, la situazione finanziaria rimase comunque grave. Il Leeds fu costretto a vendere i beni immobili societari e la proprietà dell'Elland Road, il suo stadio, per 4,2 milioni di sterline nell'autunno del 2004.

Un miglioramento sostanziale dei conti ci fu solamente il 21 gennaio 2005, quando Krasner annunciò la vendita del 50% del pacchetto societario a Ken Bates per 10 milioni di sterline. Backwell riuscì a creare una certa stabilità all'interno della squadra grazie all'arrivo di molti giocatori svincolati e acquistati a basso costo, raggiungendo la posizione di metà classifica. Nel 2005/06, il Leeds concluse il campionato di Seconda Divisione tra le prime sei squadre raggiungendo i play-off per la promozione, ma sfortunatamente uscirono sconfitti nello scontro contro il Watford.

Neil Warnock, ex allenatore del club

Nella stagione 2006/07 il Leeds, che ad inizio anno era fra le maggiori candidate per la promozione, si rivela protagonista di un'annata iniziata male, con l'esonero di Kevin Blackwell e la sua sostituzione con l'ex bandiera del Chelsea del presidente Bates Dennis Wise, e proseguita peggio, che ha fatto sprofondare la squadra in fondo alla classifica, secondo molti tifosi anche per l'inadeguatezza dello stesso Wise. A tale situazione, col Leeds terzultimo in classifica, si sono poi aggiunti ulteriori problemi societari che hanno portato la società ad entrare in stato di amministrazione controllata: in base alle norme inglesi, ciò ha comportato una penalizzazione di dieci punti che ha condannato un già virtualmente retrocesso Leeds United all'ultima piazza e la conseguente discesa aritmetica nella Football League One, l'equivalente della Serie C1 italiana, che rappresenta il punto più basso nella storia centenaria della squadra britannica, la quale non era mai retrocessa nel terzo livello del calcio inglese.

La stagione 2007/08 è cominciata con una penalizzazione di 15 punti in classifica, ed il futuro societario del Leeds è ancor oggi incerto.

Dopo una sofferta stagione 2007/08, nella quale il Leeds ha evitato la retrocessione, e nella quale si è qualificata ai play off, senza però superarli (Doncaster Leeds 1-0), la stagione 2008/09 è iniziata con nuove vittorie e nuovi successi, il Leeds si trova nelle parti alte della classifica ed è segnalata come una tra le squadre favorite per la promozione. Anche nella stagione 2008/09 è stata eliminata nei play-off, questa volta dal Millwall. Nella stagione 2009/2010 arriva 2^ in League One battendo nell'ultima giornata di campionato i Bristol Rovers per 2-1 e raggiungendo così la promozione diretta in Championship.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione successiva, quella 2010/2011, il club disputa quindi la Championship, ovvero la seconda divisione inglese, dove riesce a posizionarsi, dopo una buona stagione, al settimo posto con 72 punti, a soli 3 punti dai play-off, invece raggiunti dal Nottingham Forest.

Il 21 novembre 2012 è stata resa nota l'acquisizione del 100% delle quote del club da parte di una banca d'affari di Dubai, la GFH Capital.[4]

L'era Cellino[modifica | modifica sorgente]

Il 1 febbraio 2014 la società GFH rende noto di aver ceduto il 75% delle azioni del Leeds United alla società Eleonora Sport Ltd facente capo alla famiglia Cellino.[5] Cellino inizialmente licenzia l'allenatore McDermott poi, dopo aver visto vincere la sua squadra per 5-1 nel derby sull'Huddersfield Town (tripletta di Ross McCormack), opta per riassumerlo.[5]

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Leeds United Association Football Club

  • 1910/1911 - Second Division: 11º posto.
  • 1911/1912 - Second Division: 19º posto.
  • 1912/1913 - Second division: 6º posto.
  • 1913/1914 - Second division: 4º posto.
  • 1914/1915 - Second division: 15º posto.
  • 1915/1916 - non giocato[6]
  • 1916/1917 - non giocato[6]
  • 1917/1918 - non giocato[6]
  • 1918/1919 - non giocato[6]
  • 1919/1920 - Dalle ceneri del Leeds City nasce il Leeds United Association Football Club

  • 1920/1921 - Second division: 14º posto.
  • 1921/1922 - Second division: 8º posto.
  • 1922/1923 - Second Division: 7º posto.
  • 1923/1924 - Second Division: 1º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1924/1925 - First division: 18º posto.
  • 1925/1926 - First division: 19º posto.
  • 1926/1927 - First division: 21º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.
  • 1927/1928 - Second division: 2º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1928/1929 - First division: 13º posto.
  • 1929/1930 - First division: 5º posto.

  • 1930/1931 - First division: 21º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.
  • 1931/1932 - Second division: 2º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1932/1933 - First division: 8º posto.
  • 1933/1934 - First division: 9º posto.
  • 1934/1935 - First division: 18º posto.
  • 1935/1936 - First division: 11º posto.
  • 1936/1937 - First division: 19º posto.
  • 1937/1938 - First division: 9º posto.
  • 1938/1939 - First division: 13º posto.
  • 1939/1940 - non giocato

  • 1940/1941 - non giocato
  • 1941/1942 - non giocato
  • 1942/1943 - non giocato
  • 1943/1944 - non giocato
  • 1944/1945 - non giocato
  • 1945/1946 - non giocato
  • 1946/1947 - First division: 22º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.

  • 1950/1951 - Second division: 5º posto.
  • 1951/1952 - Second division: 6º posto.
  • 1952/1953 - Second division: 10º posto.
  • 1953/1954 - Second division: 10º posto.
  • 1954/1955 - Second division: 4º posto.
  • 1955/1956 - Second division: 2º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1956/1957 - First division: 8º posto.
  • 1957/1958 - First division: 17º posto.
  • 1958/1959 - First division: 15º posto.
  • 1959/1960 - First division: 21º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.



  • 1987/1988 - Second division: 7º posto.
  • 1988/1989 - Second division: 10º posto.
  • 1989/1990 - Second division: 1º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.


  • 2000/2001 - FA Premier League: 4º posto.
  • 2001/2002 - FA Premier League: 5º posto.
  • 2002/2003 - FA Premier League: 15º posto.
  • 2003/2004 - FA Premier League: 19º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Football League Championship.
  • 2004/2005 - Football League Championship: 14º posto.
  • 2005/2006 - Football League Championship: 5º posto.
  • 2006/2007 - Football League Championship: 24º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Football League One.
  • 2007/2008 - Football League League One: 5º posto.
  • 2008/2009 - Football League League One: 4º posto.
  • 2009/2010 - Football League League One: 2º posto: Green Arrow Up.svg Promosso in Football League Championship.

  • 2010/2011- Football League Championship: 7º posto.
  • 2011/2012- Football League Championship: 14º posto.
  • 2012/2013- Football League Championship: 13º posto.
  • 2013/2014- in Football League Championship

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Una visuale di Elland Road

Il Leeds gioca le partite casalinghe ad Elland Road. È il più grande stadio dello Yorkshire e l' undicesimo per grandezza in Inghilterra.

Il Leeds United nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il Leeds United è citato nel romanzo Il maledetto United, scritto nel 2006 da David Peace. L'opera è un ritratto del celebre allenatore Brian Clough, ex calciatore di Middlesbrough e Sunderland, al quale nel 1974 viene offerta la possibilità di sostituire Don Revie sulla panchina della squadra che detesta da sempre, il Leeds United. Clough si trova ad allenare suo malgrado una squadra di calciatori viziati e arroganti, competitivi fino al limite della scorrettezza. Spinto dal suo orgoglio, allenerà l'odiato Leeds per 44 giorni cercando di modificare lo stile e l'approccio calcistico della squadra.

Nel 2009 è stato realizzato un film omonimo, Il maledetto United, diretto da Tom Hooper ed interpretato da Michael Sheen nei panni di Clough. Il film è uscito nei cinema inglesi nel marzo 2009.

La squadra del Leeds era compresa nell'assortimento del gioco da tavolo Subbuteo.

Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato al 20 marzo 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Irlanda P Paddy Kenny
2 Inghilterra D Lee Peltier (Vice-Capitano)
3 Inghilterra D Adam Drury
4 Inghilterra D Tom Lees
5 Inghilterra D Jason Pearce
6 Inghilterra C Luke Murphy
8 Giamaica C Rodolph Austin
9 Inghilterra A Connor Wickham
10 Irlanda A Noel Hunt
12 Inghilterra P Jamie Ashdown
14 Irlanda D Aidan White
15 Inghilterra D Stephen Warnock
16 Inghilterra C Danny Pugh
17 Inghilterra C Michael Brown
18 Inghilterra C Michael Tonge
19 Inghilterra C David Norris
N. Ruolo Giocatore
20 Inghilterra A Matt Smith
21 Senegal A El Hadji Diouf
22 Inghilterra D Scott Wootton
23 Inghilterra C Zac Thompson
24 Lituania D Marius Žaliūkas
25 Inghilterra D Sam Byram
26 Inghilterra A Dominic Poleon
27 Stati Uniti C Gregory Ariyibi
28 Inghilterra C Cameron Stewart
29 Inghilterra C Simon Lenighan
30 Inghilterra P Jack Butland
32 Galles C Chris Dawson
33 Inghilterra P Alex Cairns
36 Inghilterra C Alex Mowatt
38 Mali C Jimmy Kébé
44 Scozia A Ross McCormack (Capitano)

Coaching staff[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni alle coppe europee[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1968-69, 1973-74, 1991-92
vice-campione: 1964-65, 1965-66, 1969-70, 1970-71, 1971-72
1923-24, 1963-64, 1989-90
vice-campione: 1927-28, 1931-32, 1955-56
1971-72
finalista: 1964-65, 1969-70, 1972-73
1967-68
finalista: 1995-96
1969, 1992
finalista: 1974
  • Central League: 2
1937, 1938
  • East Division Central League: 2
2009, 2010

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1967-68, 1970-71
finalista:1966-67
finalista: 1974-75
finalista: 1972-73
finalista: 1971

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Di seguito la lista dei cento migliori giocatori del club stilata nel 2000 e pubblicata sul sito ufficiale della società[7].

Position Staff
Manager Inghilterra Brian McDermott
Assistant Manager Inghilterra Nigel Gibbs
First Team Coach Inghilterra Neil Redfearn
Goalkeeper Coach Inghilterra Andy Leaning
Fitness Coach Irlanda Jon Goodman
Strength & Conditioning Coach Inghilterra Matt Pears
Chief Scout Inghilterra Luke Dowling
Head Physio Inghilterra Harvey Sharman
Assistant Physio Inghilterra Marc Czuczman
Performance Analyst Inghilterra Alex Davies
Club Masseur Inghilterra Campbell Watt

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Anno Fornitore maglia Sponsor sulla maglia Secondo sponsor
1972–73 Umbro none  
1973–81 Admiral
1981–83 Umbro RFW
1983–84 Systime
1984–85 WKG
1985–86 Lion Cabinets
1986–89 Burton
1989–91 Top Man
1991–92 Evening Post
1992–93 Admiral Admiral
1993–96 Asics Thistle Hotels
1996–00 Puma Packard Bell
2000–03 Nike Strongbow
2003–04 Whyte & MacKay
2004–05 Diadora Rhodar
2005–06 Admiral
2006–07 Bet 24 Empire Direct
2007–08 Red Kite OHS
2008–11 Macron NetFlights.com
2011– Enterprise Insurance

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ organigramma del sito ufficiale
  2. ^ "Welcome To Elland Road", Les Rowley & James Brown (1999), IFG Publishing, ISBN 0-9536338-0-2
  3. ^ Leeds. URL consultato il 10 febbraio 2014.
  4. ^ (EN) Leeds United: GFH Capital finalise takeover deal, BBC Sport, 21 novembre 2012.
  5. ^ a b Cellino compra il Leeds, caccia l'allenatore, poi lo riprende in La Gazzetta dello Sport, 2 febbraio 2014. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  6. ^ a b c d I campionati 1915–1916, 1916–1917, 1917–1918, 1918–1919 sono stati sospesi per la prima guerra mondiale
  7. ^ Leeds United (2000) 100 Greatest Leeds Players, LeedsUnited.com

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]