Leeds United Association Football Club

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Leeds United A.F.C.
Calcio Football pictogram.svg
LeedsUtd.png
The Whites; The Peacocks
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px losanghe Giallo e Blu con barra e rosa Bianche.png bianco, blu e giallo
Simboli Pavone
Dati societari
Città Leeds
Paese Inghilterra Inghilterra
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Football League Championship
Fondazione 1919
Presidente Italia Massimo Cellino
Allenatore Inghilterra Neil Redfearn
Stadio Elland Road
(39.402 posti)
Sito web www.leedsunited.com
Palmarès
Premier league trophy icon.pngPremier league trophy icon.pngPremier league trophy icon.png FA Cup.png Carling.png CommunityShield.pngCommunityShield.png UEFA - Inter-Cities Fairs Cup.svgUEFA - Inter-Cities Fairs Cup.svg
Titoli d'Inghilterra 3
Coppe d'Inghilterra 1
Coppe di Lega inglesi 1
Charity/Community Shield 2
Trofei internazionali 2 Coppe delle Fiere
Si invita a seguire il modello di voce
« È la migliore squadra del paese il Leeds! Migliori giocatori, miglior stadio, miglior staff. Sono i migliori in tutto. »
(Il maledetto United)

Il Leeds United Association Football Club, noto semplicemente come Leeds United o solo Leeds, è una società calcistica inglese con sede nella città di Leeds, fondata nel 1919 sulle ceneri del Leeds City, nato nel 1904; gioca nel campionato di seconda divisione inglese, il Football League Championship.

Il 1º febbraio 2014 il club è stato rilevato dall'imprenditore italiano, Massimo Cellino. I colori sociali sono il bianco, con bordi gialli e blu. Il Leeds gioca le gare interne ad Elland Road. Il soprannome del club è The Whites (i bianchi).

Nel suo palmarès figurano tre campionati (1968–69, 1973–74, 1991–92) e una FA Cup (1972). Fra gli anni sessanta, e gli anni settanta, guidato dall'allenatore Don Revie, si impose come una delle migliori squadre europee vincendo due volte la Coppa delle Fiere (1968, 1971) e giungendo in finale di Coppa dei Campioni (1975) e Coppa delle Coppe (1973).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Leeds United, per la stagione 1920-1921

Prima del Leeds United, la città inglese era rappresentata nei campionati nazionali da un'altra formazione: il Leeds City Football Club, nata nel 1904, venne radiata dalla Federazione calcistica nel 1919 a causa di alcuni pagamenti illegali compiuti per l'acquisto di alcuni giocatori nel periodo della Prima guerra mondiale. Da allora si decise di formare un nuovo club che rappresentasse la città, il Leeds United, che iniziò a giocare nella Midland Football League, un campionato di seconda fascia inglese dove spesso giocavano le squadre giovanili delle formazioni della prima divisione: la neonata formazione prese proprio il posto vacante lasciato dalla formazione delle riserve del vecchio Leeds City. Nel 1920, il Leeds venne riconosciuto dalla Federazione calcistica inglese e poté così partecipare ai campionati nazionali. Nello stesso anno, la squadra venne acquistata da Hilton Crowther, il presidente del Huddersfield Town F.C..

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni di John Charles[modifica | modifica wikitesto]

John Charles, bandiera del Leeds degli anni '50.

La squadra partecipò alla Second Division fino al 1924 quando venne promossa in Prima Divisione. La loro permanenza durà solo due anni fino al 1926/27, quando piazzandosi penultimi in campionato vennero di nuovo retrocessi. Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, il Leeds venne due volte in seconda divisione ed in entrambi i casi riuscì a riconquistare la massima serie l'anno successivo. Nel 1947, subito dopo la guerra, i Whites retrocedettero per la terza volta, nella stagione peggiore della loro storia.

Il Leeds rimase nella Seconda Divisione per ben nove stagioni fino al 1956, quando la squadra riuscì a centrare di nuovo la promozione in First Division, grazie al fondamentale apporto del campione gallese John Charles, che militò nella formazione inglese anche nella stagione successiva prima di essere ceduto alla Juventus per la cifra record di 65.000 sterline. La perdita di questo campione determinò un nuovo declino per la squadra che venne retrocessa nuovamente nel 1960.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

L'era d'oro di Don Revie[modifica | modifica wikitesto]

Don Revie, allenatore degli Whites dal 1961 al 1974.

Nel marzo del 1961, il club ingaggiò uno degli allenatori più importanti della sua storia: Don Revie. Alla sua prima stagione trovò non poche difficoltà, in quanto il club si trovava in una situazione finanziaria pessima. Alla fine della stagione 1961/62, il Leeds riuscì a salvarsi dalla retrocessione in Third Division solo nelle ultime giornate del campionato. Solamente due anni dopo nel 1964, Revie riuscì a riportare la squadra di nuovo nella massima serie del campionato inglese. Dal 1965 al 1974, il Leeds di Revie non terminò mai una stagione al di sotto delle prime quattro posizioni inanellando una serie di successi che portarono il club sul tetto d'Inghilterra e d'Europa.

I Whites in questo periodo d'oro vinsero due campionati nel 1969 e nel 1974, la FA Cup nel 1972 e la League Cup nel 1968. Negli stessi anni la squadra riuscì a trovare anche una conferma del suo buon momento a livello continentale aggiudicandosi per ben due volte la Coppa delle Fiere, nel 1968 e nell'ultima edizione del trofeo del 1971; il 22 settembre dello stesso anno gli inglesi disputarono la finale che la UEFA organizzò per l'assegnazione definitiva del trofeo, contro il Barcellona, formazione che era riuscita ad aggiudicarsi la coppa per più volte. Il Leeds non riuscì ad avere la meglio sui catalani che si aggiudicarono il trofeo vincendo l'incontro per 2-1.

In questi anni il Leeds arrivò per ben cinque volte secondo in classifica; raggiunse inoltre diverse finali senza vincere il trofeo, in FA Cup (nel 1965, nel 1970 e nel 1973), nella Coppa delle Fiere del 1967 e nella Coppa delle Coppe del 1973, quest'ultimo perso in maniera molto controversa. L'ultima stagione alla guida dei Whites di Revie fu nel 1974, quando il Leeds vinse il suo secondo campionato, l'anno successivo l'allenatore passò alla nazionale inglese che aveva appena fallito l'accesso ai mondiali.

Il dopo Revie e la finale della Coppa dei Campioni[modifica | modifica wikitesto]

Brian Clough, allenatore per soli 44 giorni del Leeds.

Il 20 luglio 1974 Brian Clough, che aveva lasciato il Brighton & Hove dopo solo 8 mesi, prese il posto di Don Revie sulla panchina del Leeds che fu chiamato ad allenare l'Inghilterra. Il suo arrivo fu aspramente criticato dai tifosi che erano ormai legati da anni all'impostazione tattica del vecchio allenatore. Sotto la gestione Clough, la squadra non riuscì mai a decollare, fornendo prestazioni di basso livello. Nel romanzo biografico Il maledetto United, l'autore David Peace descrive Don Revie e Brian Clough come acerrimi rivali. Costantemente accusato di scarso fair play da Brian Clough e da molti altri personaggi di spicco dell'Inghilterra degli anni settanta, Don Revie fu rimpianto dai giocatori del Leeds, che accusavano Brian Clough di aver sempre detestato la loro squadra e di cercare di farla retrocedere, con allenamenti mediocri e schierando i giocatori peggiori. I principali promotori dell'ammutinamento furono Joe Jordan e Gordon McQueen. Brian Clough non trovò un'intesa con l'ambiente e infine, dopo quarantaquattro giorni di insuccessi, venne esonerato. Come da clausola contrattuale per la rescissione, ottenne dal Leeds una buonuscita di 25.000 sterline, il saldo delle tasse sulla propria casa e una Mercedes. Al suo posto venne ingaggiato Jimmy Armfield, ex capitano della nazionale.

Con l'arrivo del nuovo allenatore la squadra cominciò a decollare soprattutto in Coppa dei Campioni dove il Leeds arrivò trionfalmente alla finale il 28 maggio 1975 al Parco dei Principi di Parigi contro il Bayern Monaco: la partita, però, terminò per 2-0 a favore della formazione tedesca in circonstanze abbastanza polemiche.[1]

Il lento declino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo cinque anni di stagioni mediocri, la dirigenza desiderosa di nuovi successi decise di esonerare Armfield e di ingaggiare Jock Stein che dopo poco più di un mese abbandonò l'incarico per allenare la Nazionale scozzese. Jimmy Adamson prese il suo posto sulla panchina ma il suo apporto non riuscì a fermare il declino iniziato dopo la finale della Coppa Campioni.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Un nuovo periodo difficile[modifica | modifica wikitesto]

La statua del capitano Billy Bremner, fuori dall' Elland Road

Nel 1980, Adamson fu sostituito dalla vecchia stella della nazionale e del Leeds Allan Clarke. Nonostante la campagna acquisti dispendiosa compiuta dalla dirigenza la squadra nella stagione 1981/82 retrocesse di nuovo dopo molti anni in Seconda Divisione. Clarke venne così sostituito da Eddie Gray

Con poche risorse economiche a disposizione, Gray cercò di sfruttare le giovani promesse provenienti dalla primavera del Leeds, questa politica non pagò l'allenatore che non riuscì a centrare l'obiettivo promozione, venne così esonerato nel 1985. Il nuovo tecnico, Billy Bremner, riuscì a portare due anni dopo la squadra ai play-off per la promozione dove i Whites vennero sconfitti per 3-2 dal Charlton Athletic dopo i tempi supplementari.

Il ritorno in First Division[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 1988 con la squadra inchiodata sulla ventunesima posizione in classifica, Bremner venne esonerato ed al suo posto arrivò Howard Wilkinson, che riportò il Leeds dopo otto anni nella First Division l'anno successivo nel 1989/90. La chiave dell'immediato successo, furono gli acquisti chiave effettuati il primo anno di Wilkinson come: Gordon Strachan forte mediano dal Manchester United, Vinnie Jones, Mel Sterland, Lee Chapman e Chris Fairclough. Questi importanti rinforzi si aggiunsero ad una squadra ricca di talenti cresciuti nel vivaio su tutti David Batty e Gary Speed.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

La rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Wilkinson continuò la sua opera di consolidamento della squadra, scartò giocatori per lui poco adatti al livello della Prima Divisione, e ne acquistò altri di livello superiore come ad esempio il portiere John Lukic, uno degli acquisti più costosi della storia dei Whites, il difensore Chris Whyte ed il centrocampista scozzese Gary McAllister. Alla prima stagione dopo il ritorno nella massima serie il Leeds finì al quarto posto, l'ottima annata spinse la società ad accontentare Wilkinson e per la stagione successiva vennero acquistati il difensore Tony Dorigo, il centrocampista Steve Hodge ed il talentuoso attaccante francese Eric Cantona che insieme a Rod Wallace formò una formidabile coppia d'attacco. Grazie a questi importanti innesti la squadra riuscì a vincere il terzo titolo della sua storia nel 1992 e nello stesso anno la Charity Shield, la Supercoppa inglese, battendo il Liverpool per 4-3.

La nuova crisi[modifica | modifica wikitesto]

L'anno successivo la squadra finì diciassettesima, a tre piazzamenti dalla zona retrocessione. La squadra di Wilkinson ebbe un inizio di ripresa solo nel 1996 quando arrivò nella finale della Coppa di Lega, dove perse contro l'Aston Villa. Inoltre c'è la vendita di Eric Cantona al Manchester United.

La ripresa[modifica | modifica wikitesto]

Alan Smith, dal 1998 al 2004 al Leeds, vanta 172 presenze e 38 gol

George Graham sostituì Wilkinson sulla panchina; il suo arrivo fu causa di diverse controversie da parte della stampa e dei tifosi. Graham alle spalle aveva subìto una lunga squalifica da parte della Federazione, per via di alcuni pagamenti illegali versati ad alcuni agenti di giocatori.
Il nuovo allenatore mise a segno alcuni astuti acquisti, grazie ai quali il Leeds riuscì a qualificarsi per la Coppa UEFA. Nell'ottobre del 1998, Graham lasciò i Whites ed al suo posto venne ingaggiato David O'Leary come direttore tecnico, al suo fianco come allenatore c'era Eddie Gray. Grazie a questa coppia il Leeds, introdusse moltissimi giovani talenti nel mondo del calcio inglese come il difensore Jonathan Woodgate, il trequartista Alan Smith ed il centrocampista Stephen McPhail, il loro talento contribuì a portare la squadra alle semifinali della Coppa UEFA ed al terzo posto in classifica, grazie al quale il Leeds ottenne l'accesso per la UEFA Champions League.
Insieme a Michael Jones, Smith è primatista di reti (14) con Leeds nelle competizioni calcistiche europee.[2] Nella semifinale di andata della Coppa UEFA, gli inglesi si trovarono di fronte ai turchi del Galatasaray. Disgraziatamente prima dell'inizio di quella partita persero la vita due tifosi del Leeds, Christopher Loftus e Kevin Speight, vittima della violenza di alcune frange di tifo estreme della squadra turca. Nella partita di ritorno venne osservato un minuto di silenzio, che da allora viene ripetuto ogni volta che il Leeds gioca un incontro in prossimità della data della tragedia, il 9 aprile 2000.

Gli anni duemila: le difficoltà economiche e la lenta risalita[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 2000 l'immagine del Leeds venne sporcata da un incidente in cui due giocatori, Jonathan Woodgate e Lee Bowyer aggredirono uno studente indiano nel centro della città.

Nella stagione 2000/01, O'Leary condusse il Leeds alle semifinali della Champions League, contro il Valencia di Hector Cuper. Nella prima partita pareggiò all'Elland Road per 0-0, nella partita di ritorno venne sconfitta pesantemente a Valencia per 3-0. Dopo l'importante stagione europea, Peter Ridsdale, presidente del club, decise di chiedere numerosi prestiti da utilizzare nella campagna acquisti, con la prospettiva di recuperare i liquidi con i diritti Tv ed i premi per la qualificazione in Champions League. Nonostante l'importante stagione europea del Leeds, in campionato la squadra non riuscì a raggiungere la zona che permetteva l'accesso alla massima competizione continentale. Il mancato raggiungimento della qualificazione, mandò a monte i piani del presidente ed il club non riuscì ad ottenere abbastanza denaro per poter colmare i debiti.

Rio Ferdinand, dal 2000 al 2002 al Leeds.

La crisi finanziaria costrinse la dirigenza a vendere alcuni dei giocatori più rappresentativi, come Rio Ferdinand, venduto al Manchester United per 30 milioni di sterline. O'Leary indispettito dall'atteggiamento del presidente nel 2002 si dimise dall'incarico ed al suo posto Ridsdale ingaggiò Terry Venables. Con il nuovo allenatore la squadra non riuscì a raggiungere una buona intesa, mentre altri giocatori vennero ceduti uno di questi fu la bandiera Jonathan Woodgate, nonostante le promesse del presidente che in precedenza aveva dichiarato che mai l'avrebbe ceduto. Alla fine della stagione nel 2003, Venables venne sostituito da Peter Reid che traghettò la squadra fino alla fine del campionato riuscendo ad ottenere una miracolosa salvezza, nella penultima giornata. Nel frattempo Ridsdale tentò di risanare la gravosa situazione economica ridisegnando i quadri societari ed affidandosi ad un esperto di economia, il professor John McKenzie dell'Università di Leeds. La pessima partenza della stagione 2003/04 costrinse il club ad un nuovo cambio di panchina che venne affidata di nuovo ad Eddie Gray, lo stesso anno vide un cambio alla presidenza dove si insediò Gerald Krasner. Quella stagione vide una nuova retrocessione dopo 14 anni per il Leeds che arrivò penultimo in classifica.

Gray lasciò la panchina nel 2004/05 a Kevin Blackwell, molti dei giocatori dopo la retrocessione si svincolarono a paramentro zero dal club ed altri vennero venduti; anche se ciò portò ad un miglioramento dei bilanci, la situazione finanziaria rimase comunque grave. Il Leeds fu costretto a vendere i beni immobili societari e la proprietà dell'Elland Road, il suo stadio, per 4,2 milioni di sterline nell'autunno del 2004.

Un miglioramento sostanziale dei conti ci fu solamente il 21 gennaio 2005, quando Krasner annunciò la vendita del 50% del pacchetto societario a Ken Bates per 10 milioni di sterline. Backwell riuscì a creare una certa stabilità all'interno della squadra grazie all'arrivo di molti giocatori svincolati e acquistati a basso costo, raggiungendo la posizione di metà classifica. Nel 2005/06, il Leeds concluse il campionato di Seconda Divisione tra le prime sei squadre raggiungendo i play-off per la promozione, ma sfortunatamente uscirono sconfitti nello scontro contro il Watford.

Neil Warnock, ex allenatore del club

Nella stagione 2006/07 il Leeds, che ad inizio anno era fra le maggiori candidate per la promozione, si rivela protagonista di un'annata iniziata male, con l'esonero di Kevin Blackwell e la sua sostituzione con l'ex bandiera del Chelsea del presidente Bates Dennis Wise, e proseguita peggio, che ha fatto sprofondare la squadra in fondo alla classifica, secondo molti tifosi anche per l'inadeguatezza dello stesso Wise. A tale situazione, col Leeds terzultimo in classifica, si sono poi aggiunti ulteriori problemi societari che hanno portato la società ad entrare in stato di amministrazione controllata: in base alle norme inglesi, ciò ha comportato una penalizzazione di dieci punti che ha condannato un già virtualmente retrocesso Leeds United all'ultima piazza e la conseguente discesa aritmetica nella Football League One, l'equivalente della Serie C1 italiana, che rappresenta il punto più basso nella storia centenaria della squadra britannica, la quale non era mai retrocessa nel terzo livello del calcio inglese.

La stagione 2007/08 è cominciata con una penalizzazione di 15 punti in classifica, ed il futuro societario del Leeds è ancor oggi incerto.

Dopo una sofferta stagione 2007/08, nella quale il Leeds ha evitato la retrocessione, e nella quale si è qualificata ai play off, senza però superarli (Doncaster Leeds 1-0), la stagione 2008/09 è iniziata con nuove vittorie e nuovi successi, il Leeds si trova nelle parti alte della classifica ed è segnalata come una tra le squadre favorite per la promozione. Anche nella stagione 2008/09 è stata eliminata nei play-off, questa volta dal Millwall. Nella stagione 2009/2010 arriva 2^ in League One battendo nell'ultima giornata di campionato i Bristol Rovers per 2-1 e raggiungendo così la promozione diretta in Championship.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione successiva, quella 2010/2011, il club disputa quindi la Championship, ovvero la seconda divisione inglese, dove riesce a posizionarsi, dopo una buona stagione, al settimo posto con 72 punti, a soli 3 punti dai play-off, invece raggiunti dal Nottingham Forest.

Il 21 novembre 2012 è stata resa nota l'acquisizione del 100% delle quote del club da parte di una banca d'affari di Dubai, la GFH Capital.[3]

L'era Cellino[modifica | modifica wikitesto]

Massimo Cellino, nuovo proprietario del club inglese.

Il 1º febbraio 2014 la società GFH rende noto di aver ceduto il 75% delle azioni del Leeds United alla società Eleonora Sport Ltd facente capo alla famiglia Cellino.[4] Cellino inizialmente licenzia l'allenatore McDermott poi, dopo aver visto vincere la sua squadra per 5-1 nel derby sull'Huddersfield Town (tripletta di Ross McCormack), opta per riassumerlo.[4] A causa di una condanna in primo grado per evasione fiscale comminatagli in Italia, la Football League ha inizialmente opposto il proprio diritto di veto contro l'acquisto della squadra inglese (in Inghilterra la Federazione ha infatti la possibilità di impedire scalate societarie a soggetti dalla condotta morale dubbia); i legali di Cellino hanno però presentato ricorso, evidenziando il fatto che la giurisprudenza italiana ammette la presunzione d'innocenza sino all'ultimo grado di giudizio.

Una Corte indipendente ha esaminato il ricorso, accogliendo la tesi difensiva e ordinando l'annullamento della decisione federale. Dopo alcune ore, la Football League ha riconosciuto la decisione della Corte; nel giro di alcuni giorni, quindi, l'acquisto del club viene definitivamente approvato.

Con l'inizio della nuova stagione 2014-2015, il portiere Paddy Kenny non prende parte al ritiro del Leeds per decisione del presidente Massimo Cellino che lo esclude dalla rosa per motivi scaramantici, in quanto il portiere è nato di giorno 17.[5]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Leeds United Association Football Club

  • 1910/1911 - Second Division: 11º posto.
  • 1911/1912 - Second Division: 19º posto.
  • 1912/1913 - Second division: 6º posto.
  • 1913/1914 - Second division: 4º posto.
  • 1914/1915 - Second division: 15º posto.
  • 1915/1916 - non giocato[6]
  • 1916/1917 - non giocato[6]
  • 1917/1918 - non giocato[6]
  • 1918/1919 - non giocato[6]
  • 1919/1920 - Dalle ceneri del Leeds City nasce il Leeds United Association Football Club

  • 1920/1921 - Second division: 14º posto.
  • 1921/1922 - Second division: 8º posto.
  • 1922/1923 - Second Division: 7º posto.
  • 1923/1924 - Second Division: 1º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1924/1925 - First division: 18º posto.
  • 1925/1926 - First division: 19º posto.
  • 1926/1927 - First division: 21º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.
  • 1927/1928 - Second division: 2º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1928/1929 - First division: 13º posto.
  • 1929/1930 - First division: 5º posto.

  • 1930/1931 - First division: 21º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.
  • 1931/1932 - Second division: 2º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1932/1933 - First division: 8º posto.
  • 1933/1934 - First division: 9º posto.
  • 1934/1935 - First division: 18º posto.
  • 1935/1936 - First division: 11º posto.
  • 1936/1937 - First division: 19º posto.
  • 1937/1938 - First division: 9º posto.
  • 1938/1939 - First division: 13º posto.
  • 1939/1940 - non giocato

  • 1940/1941 - non giocato
  • 1941/1942 - non giocato
  • 1942/1943 - non giocato
  • 1943/1944 - non giocato
  • 1944/1945 - non giocato
  • 1945/1946 - non giocato
  • 1946/1947 - First division: 22º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.

  • 1950/1951 - Second division: 5º posto.
  • 1951/1952 - Second division: 6º posto.
  • 1952/1953 - Second division: 10º posto.
  • 1953/1954 - Second division: 10º posto.
  • 1954/1955 - Second division: 4º posto.
  • 1955/1956 - Second division: 2º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.
  • 1956/1957 - First division: 8º posto.
  • 1957/1958 - First division: 17º posto.
  • 1958/1959 - First division: 15º posto.
  • 1959/1960 - First division: 21º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second division.



  • 1987/1988 - Second division: 7º posto.
  • 1988/1989 - Second division: 10º posto.
  • 1989/1990 - Second division: 1º posto. Green Arrow Up.svg Promosso in First division.


  • 2000/2001 - FA Premier League: 4º posto.
  • 2001/2002 - FA Premier League: 5º posto.
  • 2002/2003 - FA Premier League: 15º posto.
  • 2003/2004 - FA Premier League: 19º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Football League Championship.
  • 2004/2005 - Football League Championship: 14º posto.
  • 2005/2006 - Football League Championship: 5º posto.
  • 2006/2007 - Football League Championship: 24º posto. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Football League One.
  • 2007/2008 - Football League League One: 5º posto.
  • 2008/2009 - Football League League One: 4º posto.
  • 2009/2010 - Football League League One: 2º posto: Green Arrow Up.svg Promosso in Football League Championship.

  • 2010/2011- Football League Championship: 7º posto.
  • 2011/2012- Football League Championship: 14º posto.
  • 2012/2013- Football League Championship: 13º posto.
  • 2013/2014- in Football League Championship: 15º posto

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Leeds United

Lo stemma del Leeds United è presente sulle divise da gioco dal 1964. Alla fine degli anni '60 e primi anni '70 il Leeds ha utilizzato lo script LUFC che è presente tuttora sul logo, tuttavia questo è stato presentato in maniera diagonale piuttosto che verticale. Nel 1977 lo stemma è contornato dal giallo e dal blu, l'anno successivo era di nuovo giallo, ma racchiuso in un cerchio con le parole Leeds United AFC che lo circondavano. Nel 1978-79, un nuovo logo è stato adornato, che era simile a quello precedente ma aveva il disegno di un pavone. Nel 1984, un altro distintivo è stato introdotto, che dura fino al 1998, diventando così il più longevo dell'era moderna. La rosa e la palla distintivo era distintivo, nel tradizionale blu, oro e bianco, incorporando la Rosa Bianca di York, insieme al nome del club. Nella stagione 1998-1999, il logo attuale è stato adottato ufficialmente, con alcune modifiche di queste ultime, come la Rosa Bianca di York di colore blu, oro e di colore bianco, e la scritta LUFC in verticale lungo il centro.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Per i primi quindici anni del club, il kit è stato modellato sul blu e bianco dell'Huddersfield Town a strisce verticali, con pantaloncini bianchi e calzettoni blu scuro. Nel 1934 il Leeds è passato alle maglie blu e gialle, pantaloncini bianchi e calzettoni blu con piani di colore giallo. Il kit è stato indossato per la prima volta il 22 settembre 1934; Il club ha inoltre adottato il loro primo emblema nel 1934, così come il precedente Leeds City. Nel 1950 il club passa a maglie gialle con maniche e colletti blu, pantaloncini bianchi e neri, e calzettoni blu e oro. Nel 1955 il Leeds cambia di nuovo: maglie blu con colletti d'oro, pantaloncini bianchi e calzettoni blu e giallo a cerchio, riecheggiando così l'originale Leeds City. Nel 1961, con Don Revie viene introdotta la maglia totalmente bianca, emulando così la squadra spagnola del Real Madrid.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Nell'inno del Leeds sono inserite queste strofe in ricordo dello storico giocatore Billy Bremner:

Little Billy Bremner is the captain of the crew
For the sake of Leeds United he would break himself in two
His hair is red and fuzzy and his body's black and blue
As Leeds go marching on.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elland Road.
Una visuale di Elland Road.

Il Leeds gioca le partite casalinghe ad Elland Road (Old Peacock Ground). Costruito nel 1897 e ristrutturato nel 1994 ospita, dal 1919, le gare casalinghe degli Whites.

La statua di Don Revie, nei pressi di Elland Road.

L'impianto sorge nel quartiere di Beeston ed è il più grande stadio dello Yorkshire e l' undicesimo per grandezza in Inghilterra. L'impianto dal 1919 ospita in modo permanente la squadra locale del Leeds United e per un breve periodo ospitò i loro predecessori: il Leeds City.

Ha una capienza di oltre 39 mila posti e il suo terreno di gioco ha dimensioni di 105 x 68 metri. Elland Road ha ospitato varie volte, come campo neutro, le semifinali di FA Cup ed è stato scelto come uno dei campi di gioco per il Campionato europeo di calcio 1996, disputatosi in Inghilterra.

Esternamente allo stadio, sono presenti le statue di due persone che hanno fatto la storia degli Whites: Billy Bremner, storico capitano (e in seguito anche allenatore) del Leeds per il quale ha militato per 17 anni, e Don Revie allenatore (tra gli altri proprio di Bremner) vittorioso a cavallo degli anni '60 e '70.

Società[modifica | modifica wikitesto]

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LeedsUtd.png
Sponsor tecnici del Leeds United
LeedsUtd.png
Sponsor ufficiali del Leeds United
  • 1972-1981 - assente
  • 1981-1983 - RFW
  • 1983-1984 - Systime
  • 1984-1985 - WKG
  • 1985-1986 - Lion Cabinets
  • 1986-1989 - Burton
  • 1989-1991 - Top Man
  • 1991-1992 - Evening Post
  • 1992-1993 - Admiral
  • 1993-1996 - Thistle Hotels
  • 1996-2000 - Packard Bell
  • 2000-2003 - Strongbow
  • 2003-2006 - Whyte & MacKay
  • 2006-2007 - Bet 24
  • 2007-2008 - Red Kite
  • 2008-2011 - NetFlights.com
  • 2011-2015 - Enterprise Insurance

Il Leeds United nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Leeds United è citato nel romanzo Il maledetto United, scritto nel 2006 da David Peace. L'opera è un ritratto del celebre allenatore Brian Clough, ex calciatore di Middlesbrough e Sunderland, al quale nel 1974 viene offerta la possibilità di sostituire Don Revie sulla panchina della squadra che detesta da sempre, il Leeds United. Clough si trova ad allenare suo malgrado una squadra di calciatori viziati e arroganti, competitivi fino al limite della scorrettezza. Spinto dal suo orgoglio, allenerà l'odiato Leeds per 44 giorni cercando di modificare lo stile e l'approccio calcistico della squadra.

Nel 2009 è stato realizzato un film omonimo, Il maledetto United, diretto da Tom Hooper ed interpretato da Michael Sheen nei panni di Clough. Il film è uscito nei cinema inglesi nel marzo 2009.

La squadra del Leeds era compresa nell'assortimento del gioco da tavolo Subbuteo.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

LeedsUtd.png
Gli allenatori del Leeds United

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1968-69, 1973-74, 1991-92
vice-campione: 1964-65, 1965-66, 1969-70, 1970-71, 1971-72
1923-24, 1963-64, 1989-90
vice-campione: 1927-28, 1931-32, 1955-56
1971-72
finalista: 1964-65, 1969-70, 1972-73
1967-68
finalista: 1995-96
1969, 1992
finalista: 1974
  • Central League: 2
1937, 1938
  • East Division Central League: 2
2009, 2010

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1967-68, 1970-71
finalista:1966-67
finalista: 1974-75
finalista: 1972-73
finalista: 1971

Giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la lista dei cento migliori giocatori del club stilata nel 2000 e pubblicata sul sito ufficiale della società[7].

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Il Leeds United ha delle rivalità con diversi club, tra cui Manchester United, Nottingham Forest, Chelsea, Bradford City e Millwall. Una rivalità con il club turco del Galatasaray è nata dopo che due tifosi del Leeds sono stati assassinati dai sostenitori del Galatasaray prima di una gara di Coppa UEFA nel mese di aprile del 2000.[8]Tra l'altro, quando l'ex giocatore del Leeds Harry Kewell si trasferisce al Galatasaray nel 2008 ha causato scalpore con i sostenitori Leeds.[9][10][11]

LeedsUtd.png
Rivalità del Leeds United

Organico 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 2 febbraio 2015.

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Marco Silvestri
2 Inghilterra D Sam Byram
3 Costa d'Avorio D Souleymane Bamba
4 Giamaica C Rodolph Austin (capitano)
5 Italia D Giuseppe Bellusci
7 Inghilterra C Luke Murphy
8 Inghilterra C Billy Sharp (vice-capitano)
9 Brasile A Adryan
10 Albania A Edgar Çani
11 Irlanda D Aidan White
12 Svizzera D Gaetano Berardi
13 Inghilterra P Stuart Taylor
14 Italia C Tommaso Bianchi
17 Francia C Granddi N'Goyi
19 Galles A Steve Morison
N. Ruolo Giocatore
21 Inghilterra D Charlie Taylor
22 Inghilterra C Zac Thompson
23 Inghilterra C Lewis Cook
24 Galles C Chris Dawson
26 Paraguay A Brian Montenegro
27 Inghilterra C Alex Mowatt
28 Inghilterra A Lewis Walters
29 Senegal A Souleymane Doukara
30 Inghilterra P Alex Cairns
31 Slovenia C Žan Benedičič
32 Scozia D Liam Cooper
33 Danimarca C Casper Sloth
34 Italia A Mirco Antenucci
35 Italia D Dario Del Fabro

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

LeedsUtd.png
Staff tecnico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Welcome To Elland Road", Les Rowley & James Brown (1999), IFG Publishing, ISBN 0-9536338-0-2
  2. ^ Leeds. URL consultato il 10 febbraio 2014.
  3. ^ (EN) Leeds United: GFH Capital finalise takeover deal, BBC Sport, 21 novembre 2012.
  4. ^ a b Cellino compra il Leeds, caccia l'allenatore, poi lo riprende in La Gazzetta dello Sport, 2 febbraio 2014. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  5. ^ È nato il 17: Cellino licenzia il portiere del Leeds United, Paddy Kenny sportmediaset.mediaset.it
  6. ^ a b c d I campionati 1915–1916, 1916–1917, 1917–1918, 1918–1919 sono stati sospesi per la prima guerra mondiale
  7. ^ Leeds United (2000) 100 Greatest Leeds Players, LeedsUnited.com
  8. ^ Fans killed in Turkey violence in BBC News, 6 aprile 2000.
  9. ^ Kewell defends Galatasaray move in BBC News, 7 luglio 2008.
  10. ^ Kewell defends controversial Galatasaray deal: It's time to move on, he tells Leeds fans in Daily Mail (London).
  11. ^ When Saturday Comes – The Half Decent Football Magazine – Kewell move angers Leeds fans, Wsc.co.uk, 17 luglio 2008. URL consultato il 18 agosto 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]