Anthony Yeboah

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Anthony Yeboah
Nazionalità Ghana Ghana
Altezza 179 cm
Peso 88 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 2002
Carriera
Squadre di club1
1982 Asante Kotoko ? (?)
1983-1985 Cornerstones Kumasi 65 (68)
1986-1987 Okwawu United 35 (35)
1988-1990 Saarbrücken 65 (26)
1990-1995 E. Francoforte 123 (68)
1995-1997 Leeds Utd 62 (33)
1997-2001 Amburgo 100 (28)
2001-2002 Al-Ittihad Doha 30 (11)
Nazionale
1985-1997 Ghana Ghana 59 (18)
Palmarès
Coppa Africa.svg Coppa d'Africa
Argento Senegal 1992
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 23 novembre 2010

Anthony Yeboah detto Tony (Kumasi, 6 giugno 1966) è un ex calciatore ghanese.

Tra gli attaccanti ghanesi e africani più prolifici di tutti i tempi, a livello di club ha vestito le maglie di Saarbrücken, Eintracht Francoforte, Leeds United, Amburgo e Al-Ittihad Doha. Fece parte della nazionale ghanese per più un decennio, rappresentando il proprio paese in tre edizioni della Coppa d'Africa negli anni novanta.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Kumasi, iniziò a giocare nell'Asante Kotoko nel 1982. Dopo aver militato nel Cornerstones Kumasi e nell'Okwawu United mettendosi in luce come abile goleador, si trasferì in Germania nel 1988, ingaggiato dal Saarbrücken, squadra della seconda divisione tedesca. Dopo aver segnato 9 gol nella stagione d'esordio in Europa, nel 1989-1990 realizzò 17 gol in campionato.

Passato nel 1990 all'E. Francoforte, in Bundesliga, divenne il primo calciatore nero della squadra e subì inizialmente insulti razzisti da una parte dei sostenitori del club[1][2][3]. Nel 1990-1991 segnò 8 gol in massima serie, 15 gol l'anno successivo e si laureò capocannoniere della Bundesliga nel 1992-1993 (ex aequo con Ulf Kirsten) e nel 1993-1994 (a pari merito con Stefan Kuntz), rispettivamente con 20 e 18 gol. A Francoforte diventò il primo capitano africano di una compagine di Bundesliga.

Nel gennaio 1995, dopo aver iniziato la nuova stagione con l'Eintracht, Yeboah si trasferì al Leeds Utd per 3,4 milioni di sterline. Nella sua seconda stagione ad Elland Road fu eletto calciatore dell'anno della squadra. In 66 presenze con il Leeds realizzò 32 reti, diventando un idolo dei tifosi e segnalandosi per le marcature spesso spettacolari, come quelle realizzate al volo contro il Liverpool e contro il Wimbledon FC, votato "Gol della stagione" nel 1995-1996[4]. Con il Leeds mise a segno tre triplette, contro Ipswich Town (Elland Road, Premier League, 5 aprile 1995), Monaco (Stadio Louis II, Coppa UEFA, 12 settembre 1995) e contro il Wimbledon FC (Selhurst Park, Premier League, 23 settembre 1995). A causa di alcuni infortuni e dei dissapori con il nuovo tecnico George Graham, Yeboah, dopo aver giocato solo sei partite della gestione Graham, lasciò la squadra inglese.

Nel settembre del 1997 si accasò all'Amburgo, dove rimase fino al 2001 realizzando 28 gol. Chiuse la carriera nell'Al-Ittihad Doha, con cui realizzò 11 gol nel 2001-2002.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Esordì con la nazionale ghanese nel 1985. Militò in nazionale fino al 1997, rappresentando il proprio paese in tre edizioni della Coppa d'Africa negli anni novanta.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Al-Ittihad Doha: 2002
Al-Ittihad Doha: 2001

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1992-93, 1993-94
Marzo 1995, Settembre 1995

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Cult: Tony Yeboah, in Sports, 26 novembre 2016. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  2. ^ CALCIO NEWS - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  3. ^ (EN) Il Bar dello Sport: Tony Yeboah, il bomber che cambiò per sempre la storia di Francoforte - il Mitte, in il Mitte, 17 novembre 2014. URL consultato il 9 ottobre 2018.
  4. ^ (EN) Leeds United: Twenty years on, is this Yeboah goal now regarded as United’s best?. URL consultato il 9 ottobre 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]