Fair play (comportamento)

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Fair play (in italiano gioco leale) è un termine inglese che indica un'etica comportamentale improntata al rispetto delle regole e al riconoscimento e al rispetto dell'altro da sé nei rapporti interpersonali intrattenuti nei vari campi dell'agire umano; in ambito sportivo ha il suo equivalente in inglese nel termine sportsmanship (che si può tradurre non letteralmente come tendenza a giocare per lo sport in sé e a rispettare lo spirito delle regole) e il suo contraltare in gamesmanship (inteso come attitudine a sfruttare a proprio vantaggio le regole pur nel rispetto formale delle stesse).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è molto usato in ambito sportivo come sinonimo di sportività, intesa come quell'attitudine a comportamenti leali, rispettosi dell'avversario, disinteressati al guadagno economico, che sono ritenuti e sono auspicati come l'essenza del comportamento sportivo.[1]

Nel calcio internazionale, il Fair Play, da un punto di vista formale, è l'impegno ufficiale assunto dalla Fédération Internationale de Football Association (FIFA) per promuovere l'etica nel calcio e dunque prevenire comportamenti quali violenza e discriminazione. Gli intenti del Fair Play, comunque, esulano dal miglioramento delle condizioni di vita nel mondo, e si limitano esclusivamente al settore sportivo.

La FIFA e la UEFA hanno in più occasioni premiato coloro che hanno sposato appieno i fondamenti del Fair Play. Oggi il fair play viene insegnato ai ragazzi che frequentano istituti sportivi e a coloro che rispettano queste regole viene dato il famoso cartellino verde che è stato istituito per la prima volta in serie B ad un calciatore del vicenza che ha aiutato l arbitro

Il principio del Fair Play si è successivamente esteso ad altri sport.

Fair play finanziario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: fair play finanziario.

Sempre nell'ambito del calcio internazionale, il Comitato Esecutivo della UEFA, su proposta di Michel Platini, ha deliberato, nel 2009, di voler perseguire il cosiddetto "fair play finanziario", un programma per promuovere condotte di correttezza e sostenibilità finanziaria nel mondo delle società sportive.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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