Difensore

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Il difensore, in alcuni sport di squadra, è il giocatore che viene chiamato a difendere la propria squadra dall'azione degli attaccanti della squadra avversaria.

Baseball[modifica | modifica sorgente]

Nel baseball i difensori hanno lo scopo di impedire agli avversari di fare punto, per poterlo fare devono eseguire tre out in ogni inning. In difesa la disposizione dei giocatori è tale da coprire più terreno di gioco possibile, vengono chiamati interni o infielders i quattro giocatori limitrofi alle basi (tranne il lanciatore e il ricevitore) ed esterni od outfielders i tre giocatori più lontani da casa base.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ruoli del baseball.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Un difensore (maglia bianca) affronta l'attaccante avversario

Nel calcio i difensori sono schierati davanti al portiere e costituiscono l'ultima difesa della propria porta prima del portiere stesso. Nel calcio moderno sono generalmente schierati in modo da formare una linea ideale, parallela alla linea di fondo campo e operano per la quasi totalità della partita tra la propria area di rigore e la linea di metà campo. Si spingono oltre di essa solo nel caso si tratti di terzini fluidificanti o eventualmente in occasione dei calci d'angolo, per sfruttare le loro doti di colpitori di testa. Il compito primario del difensore è infatti evitare che gli attaccanti avversari arrivino in prossimità della propria rete. In base alla sua posizione, un giocatore in difesa può essere definito:

  • terzino o laterale, destro o sinistro, che si occupa delle fasce laterali nella marcatura a zona e delle ali avversarie in caso di difesa a uomo;
  • terzino fluidificante, destro o sinistro, che, oltre a svolgere i compiti del classico terzino, propone e costruisce il gioco sulle fasce laterali;
  • stopper, centrale, che marca il centravanti avversario;
  • libero o battitore libero, centrale, che si schiera tra stopper e portiere ed è libero dai compiti di marcatura per poter bloccare gli avversari sfuggiti ai difensori più avanzati; a volte, il ruolo ha assunto anche un compito di costruzione del gioco;
  • difensore centrale, che nella difesa a zona fonde i ruoli di stopper e libero.

Differenziazione in base alla posizione[modifica | modifica sorgente]

Terzino[modifica | modifica sorgente]

Il terzino è un giocatore di calcio che ricopre il ruolo di difensore laterale, di destra o di sinistra.[1] L'origine della denominazione sta nel fatto che un tempo erano denominati "terze linee" i due giocatori che giocavano dietro a tutti gli altri. Oggi si definiscono terzini soltanto i due difensori laterali.

Ha il compito di contrastare e pressare il portatore di palla avversario che si trova appunto nella sua zona di campo; inoltre viene spesso chiamato in causa per sovrapporsi ed effettuare un'eventuale azione offensiva lungo la fascia di campo laterale.[2]

Il ruolo del terzino è importante quando la difesa effettua la diagonale: il terzino opposto e i centrali stringono verso il lato in cui si subisce l'attacco mentre il terzino stringe al centro dell'area per coprire l'attaccante o il centrocampista avversario che si inseriscono per andare al tiro.

Il terzino può affrontare differenti tipi di avversari: da attaccanti potenti e fisici ad altri più tecnici e rapidi. Pertanto, il terzino dev'essere pronto a contrastare ogni tipo d'avversario, ed essere preparato sia dal punto di vista tecnico che da quello fisico (corsa, resistenza e forza).[1] Tra le caratteristiche principali dei terzini vi sono, in fase difensiva, il senso dell'anticipo e l'abilità nel sottrarre il pallone all'avversario; per la fase offensiva, invece, sono curati particolarmente i cross e i tiri dalla distanza,[3] anche se negli ultimi anni si sono affermati terzini meno portati al cross quanto all'appoggio a terra ed all'inserimento in area, per poter giocare come un vero e proprio attaccante aggiunto.

Particolare importanza è data alla selezione del terzino sinistro.[2] La pratica del piede destro comporta nel gioco del calcio una asimmetria di svolgimento lungo l'asse maggiore del campo, con prevalenza di attacchi proprio nella zona di campo difesa dal terzino sinistro che generalmente pratica il gioco col piede sinistro. La scarsa pratica col piede sinistro, in contrasto con attaccanti fortissimi di piede destro porta a valutazioni di ingaggio dei migliori terzini sinistri di piede sinistro tra le più alte in assoluto. Benché il ruolo possa essere coperto, come in effetti avviene in molte formazioni, da un giocatore di piede destro, l'uso del piede sinistro consente alcuni vantaggi tra cui quello di operare passaggi al centro o i cross dal fondo.[2] Per questo motivo non è raro vedere allenatori che, in caso d'emergenza, preferiscono adattare a sinistra dei centrali di difesa di piede sinistro, piuttosto che utilizzare un terzino destro.

Altri tecnici invece preferiscono portare sulle fascie difensive giocatori con piede opposto rispetto alla fascia di appartenza, ovvero un mancino a destra e un destro a sinistra. Tale tattica viene utilizzata in pochi casi, solitamente quando i terzini hanno veramente molta precisione nei tiri, dando loro la possibilità di accentrarsi e tentare con più facilità e frequenza la conclusione a rete.

Terzino fluidificante[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni il terzino, che originariamente aveva compiti prettamente difensivi, ha iniziato a dare spinta alla manovra offensiva: è nato così il ruolo di terzino d'ala o terzino fluidificante, che è dotato tecnicamente, ha l'abilità di saltare l'uomo e di proporsi con tiri o cross dalle fasce.[2]

Stopper[modifica | modifica sorgente]

Con il termine inglese stopper si indica il particolare difensore arretrato preposto a marcare e fermare il centravanti avversario. Dopo la modifica della regola del fuorigioco nel 1925, che modificava il numero di giocatori che deve avere davanti il giocatore avversario che riceve un passaggio (da 3 a 2), il sistema di Herbert Chapman ve ne fu aggiunto un terzo, che fu chiamato terzino centrale. La denominazione non ebbe comunque successo ma si affermò piuttosto il termine inglese di "stopper", il centromediano del metodo veniva arretrato e destinato a fermare l'attaccante avversario e a seguirne i movimenti.

Lo stopper non ha precisi punti di riferimento determinati dal campo (il terzino ha invece, per esempio, la linea laterale); pertanto, egli dev'essere capace di controllare con attenzione l'attaccante centrale avversario, che ha maggiori alternative visto lo spazio a sua disposizione.[4] Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, lo stopper è simile al centravanti: abile nel gioco aereo e forte fisicamente (per meglio fronteggiare l'avversario), dev'essere anche rapido nei movimenti, per evitare d'essere superato in velocità dall'attaccante, e avere un buon tempismo.[4] Dal punto di vista tattico, è deputato alla marcatura dell'attaccante centrale, ma può anche raddoppiare la marcatura sui centrocampisti più avanzati e rafforzare il pressing della propria squadra.[5]

Libero[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni cinquanta si diffuse il ruolo del terzino libero, nome che fu presto soppiantato da battitore libero o più semplicemente libero, in quanto, libero da marcature fisse, interveniva in seconda battuta sugli avversari che si erano liberati dal controllo dei diretti marcatori. Un compito del libero è indiscutibilmente quello di comandare il reparto arretrato, affinché venga mantenuto il rispetto dei ruoli e delle marcature, ai fini di una corretta ed efficace marcatura in fase di non possesso palla.[6] Al libero è anche affidato il controllo della linea difensiva: è lui a dettare i tempi ai compagni per mettere gli avversari in fuorigioco e a impostare l'azione di ripartenza.[6] È lui, inoltre, a fare da punto di raccordo tra difesa e centrocampo, aiutando a costruire l'azione.[6]

Al libero sono richieste doti fisiche comuni ai difensori (potenza fisica, preparazione atletica) e doti tecniche più affinate, più vicine a quelle dei centrocampisti che a quelle dei difensori: tra esse hanno particolare importanza la visione di gioco e il senso della posizione.[6] Le principali caratteristiche del libero sono il tempismo negli interventi, l'abilità nel gioco aereo e precisione nei lanci lunghi, utili a supportare i reparti più avanzati della squadra.[7] È inoltre necessario, per il libero, esser dotato di controllo del contatto fisico con l'avversario (per evitare i calci di rigore), che dev'essere applicato anche agli interventi in scivolata.[7]

Nelle azioni ormai a ridosso della linea di porta o nei calci piazzati a breve distanza, il libero abbandona il controllo libero e si preoccupa di marcare un ben preciso avversario, non essendo più possibile per ragioni di spazio svolgere azioni di contrasto in seconda battuta. Nel calcio moderno questo ruolo è diventato ormai obsoleto, poiché si preferisce affidare il compito di guidare la difesa al centrale o anche al portiere. Inoltre il libero è esente da marcature, e questo è ritenuto inutile al fine della difesa, che è appunto quello di non lasciar penetrare gli attaccanti in area di rigore, ostacolandoli, appunto, con la marcatura ad uomo. È singolare la storia dell'invenzione del libero. Fu Gipo Viani, nel torneo 1947/48, ad idearlo, quando dovette guidare la Salernitana alla sua prima apparizione in A. Viani era cosciente del fatto che solo con una difesa impenetrabile avrebbe potuto puntare alla salvezza. Schierò con la maglia numero 9 un finto centravanti, rinunciando così a una punta. Il meccanismo a scalare gli permetteva di avere un difensore in più, pertanto libero da compiti di marcatura a uomo: da qui il nome di "libero", che per primo toccò a Ivo Buzzegoli. La cosa non valse a Viani l'obiettivo, ma solo un ottimo campionato con la salvezza persa per un punto solo: ma l'invenzione del libero si diffuse prima in Italia e poi in ampie parti del mondo intero. Questa tecnica di "incatenare" gli attacchi avversari fu definita in seguito catenaccio. In effetti, la presenza di un giocatore destinato ad affrontare avversari che avevano superato il loro marcatore diretto, rappresentava il "sacrificio" di un membro della squadra in compiti di pura attività ostruzionistica, mirata unicamente ad interdire la costruzione del gioco avversario, anziché all'avvio di azioni di gioco offensive. Tuttavia, nulla impediva al "libero" di sganciarsi dalla sua posizione per appoggiare l'azione offensiva dei suoi compagni di squadra, laddove le condizioni lo consentissero. Tale azione determinava scompiglio nella difesa avversaria, la quale non disponeva delle risorse necessarie per fronteggiare un attaccante imprevisto. Esempio lampante il goal di Tardelli nella finale Italia - Germania del 1982: l'assist per il goal di Tardelli fu servito proprio da Scirea, che giocava nel ruolo di libero.

Difensore centrale[modifica | modifica sorgente]

Nel calcio moderno, che prevede generalmente le difese schierate in linea, i ruoli di stopper e libero sono stati riunificati dalla definizione di difensore centrale. Rappresenta il punto di riferimento e il perno di tutta la difesa. Spesso è dotato di grande statura, utile nel contrastare gli avversari sulle palle aeree.

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Difensore (hockey su ghiaccio).

Pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

I difensori sono, dopo il centrovasca, i giocatori più arretrati. Spesso è da loro che viene eseguito il tiro a rete. A loro è assegnato il compito di essere i primi a ripiegare in fase difensiva.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Damele, op. cit., p. 84.
  2. ^ a b c d Damele, op. cit., p. 85.
  3. ^ Damele, op. cit., p. 86.
  4. ^ a b Damele, op. cit., p. 87.
  5. ^ Damele, op. cit., p. 88.
  6. ^ a b c d Damele, op. cit., p. 89.
  7. ^ a b Damele, op. cit., p. 90.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]