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Athletic Club

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Athletic Club
Calcio Football pictogram.svg
Athletic Club.png
Leones o Lehoiak (Leoni)
Rojiblancos o Zurigorriak (Rossobianchi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso e Bianco (strisce).png Rosso-Bianco
Inno Athletic-en himnoa (1983)
Feliciano Beobide (musica originale)
Carmelo Bernaola (riadattamento)
Juan Antón Zubikarai (testo in basco)
Dati societari
Città Bilbao
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato La Liga
Fondazione 1898
Presidente Spagna Josu Urrutia
Allenatore Spagna Ernesto Valverde
Stadio Estadio de San Mamés
(53.332 posti)
Sito web www.athletic-club.net
Palmarès
Liga.pngLiga.pngLiga.pngLiga.pngLiga.pngLiga.pngLiga.pngLiga.png Coppadelre10.pngCoppadelre10.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.png RFEF - Supercopa de España.svg
Titoli di Spagna 8
Trofei nazionali 23 Coppe del Re
1 Supercoppe di Spagna
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Athletic Club (basco Athletic Kluba), conosciuto anche come Athletic Bilbao, è una società calcistica spagnola con sede a Bilbao, situata nella provincia di Biscaglia, nei Paesi Baschi; milita nella massima serie del campionato spagnolo.

È uno dei tre club spagnoli a non essere mai retrocesso e ad aver partecipato a tutte le edizioni della Primera División (record condiviso con il Real Madrid e con il Barcellona). È inoltre una delle formazioni più vincenti del calcio spagnolo potendo annoverare nel suo palmarès 8 campionati, 23[1] Coppe del Re ed una Supercopa de España.

A livello europeo i migliori risultati conseguiti sono stati il secondo posto in Coppa UEFA nel 1976-77, ottenuto perdendo la finale contro la Juventus per la regola dei gol in trasferta (sconfitta per 0-1 a Torino, successo per 2-1 a Bilbao), ed il secondo posto in UEFA Europa League nel 2011-2012, con sconfitta subita dall'Atlético Madrid per 3-0 nella finalissima. In precedenza aveva perso la finale della Coppa Latina nel 1956 contro il Milan.

Il club è noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori che siano baschi o di origini basche (sia di Hegoalde che di Iparralde), oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi. Tuttavia, per mantenere la sua internazionalità, l'Athletic ha conservato la h nel suo nome per sottolineare la sua origine britannica (tranne nel periodo franchista in cui fu obbligato a sostituire la parola Athletic con Atlético per nazionalizzare il nome) e tessera spesso allenatori non baschi. A inizio 2010 un sondaggio compiuto tra i tifosi dell'Athletic da parte della dirigenza circa la possibilità di tesserare giocatori stranieri (cambiando le regole di tesseramento), ha portato ad un 94% di risposte negative, confermando l'attaccamento dei tifosi alla nota tradizione del club. Un secondo sondaggio relativo ad un'eventuale possibilità di tesserare giocatori "oriundi" (stranieri con origini basche), ha portato ad un 52% di risposte affermative, ma solo se di prima generazione (con genitori o nonni baschi) oppure che abbiano iniziato a giocare nelle giovanili di squadre basche oppure con provata fede calcistica "rojoblanca".

La cantera dell'Athletic è uno dei più importanti settori giovanili dell'intera Spagna e dell'Europa. Tra i giocatori più talentuosi fatti esordire negli ultimi anni spiccano i nomi di Andoni Iraola, Asier del Horno, Fernando Amorebieta, Fernando Llorente, Ander Iturraspe, Javi Martínez e Iker Muniain.

Negli anni 2000 il fatturato del club, una delle poche società calcistiche spagnole a non essere una Sociedad Anónima Deportiva, è arrivato a 58,6 milioni di euro.

I giocatori dell'Athletic Club sono noti come Rojiblancos, dal colore della loro divisa, o come Los Leones, in quanto lo stadio di San Mamés è costruito vicino a una chiesa dedicata a Mamés (conosciuto in Italia come Mamante), un antico cristiano che i Romani diedero in pasto ai leoni, i quali, però, si rifiutarono di mangiarlo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del calcio a Bilbao[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'Athletic Club non può prescindere dalla situazione presente in Biscaglia alla fine del XIX secolo. Durante questo periodo nel porto di Bilbao giungevano numerose navi provenienti dal Regno Unito cariche di materie prime necessarie alla fiorente industria biscaglina. Insieme con le materie prime giungevano in Spagna anche numerosi tecnici e lavoratori inglesi, portando con loro la propria cultura. In un progetto di scambio culturale i giovani bilbaini della borghesia si recavano nel Regno Unito per studiare nei prestigiosi college inglesi, apprendendo così la cultura inglese.

Questo continuo interscambio culturale fece sì che si importasse in Biscaglia uno sport tipicamente inglese, il foot-ball, che si aggiunse agli sport baschi tipici della zona, che all'epoca erano gli unici conosciuti e praticati. La curiosità per questo nuovo sport presto si trasformò in passione e in breve tempo nacque la prima squadra cittadina, il Bilbao Foot-ball Club.

La nascita dell'Athletic Club nel 1898[modifica | modifica wikitesto]

L'Athletic vincitore della Copa del Rey 1903, edizione inaugurale del torneo, contro il Madrid.

Il diffondersi del nuovo sport non si fermò qui e presto divenne un fenomeno regionale tanto da far nascere, nel 1898, il primo club basco, l'Athletic Club. Nel febbraio del 1901 vennero redatte le regole di gestione del club che furono accettate e rese effettive l'11 giugno. Dopo aver ricevuto il permesso dal governo civile il club divenne effettivo il 5 settembre 1901 con 33 membri fondatori e un presidente, Luis Márquez Marmolejo.

Inizialmente ci fu rivalità con il già esistente Bilbao Foot-ball Club, ma poi le due società decisero di unirsi creando una formazione chiamata Bizkaia. Questa squadra vinse la prima coppa nazionale nel 1902 sconfiggendo il Barcelona per due reti a una.

Gli inizi della storia dell'Athletic Club sono fatti di vittorie. Infatti i primi anni della sua storia la squadra vince di nuovo il campionato spagnolo oltre ad altri tornei, come ad esempio la Coppa di Biscaglia, e numerose amichevoli. Una data storica è quella che vede per la prima volta i giocatori dell'Athletic Club vestirsi di rojiblanco, ovvero di rosso e bianco. Questa data è il 9 gennaio 1910 e questi colori accompagneranno il Club per sempre.

La nascita del San Mamés[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni seguenti il calcio si diffonde a macchia d'olio e il numero di tifosi dell'Athletic aumenta vertiginosamente. Il presidente di quegli anni decide, quindi, di costruire uno stadio che possa ospitare le partite casalinghe del Club e una discreta parte di tifosi che volessero assistere alle partite. La zona prescelta è quella tra la Gran Via e l'asilo San Mamés. Il progetto del nuovo stadio fu affidato all'architetto Manuel María Smith e i lavori incominciarono il 20 gennaio 1913. L'impianto prevedeva 3500 posti a sedere e fu inaugurato il 21 agosto 1913 alla presenza del re Alfonso XIII. Gli venne dato il nome di San Mamés.

L'Athletic che vinse il campionato di Primera División 1930-1931

Dopo aver vinto la Coppa di Biscaglia per tre volte consecutive (di cui l'ultima nel 1916), l'Athletic cade in un periodo di disgrazia, dovuto anche allo scoppio della prima guerra mondiale che costrinse l'allenatore (di nazionalità inglese) ad abbandonare il Club per tornare in patria. L'arrivo di Frederick Pentland come nuovo allenatore dei rojiblancos nel 1922 porta, oltre a un periodo di successi, anche ad alcune innovazioni, come l'allenamento fisso quotidiano e il pagamento di uno stipendio per i giocatori che vestono la maglia dell'Athletic. La stagione 1928-29 vede nascere la prima lega spagnola formata da 10 squadre e il relativo primo campionato nazionale. Ad imporsi è il Barcelona, ma l'Athletic è la squadra che segna il maggior numero di gol. La seconda stagione vede l'Athletic fare la prima doppietta spagnola della storia: vince campionato (senza essere mai sconfitto) e coppa nazionale. La direzione di Pentland porta numerosi successi e vittorie di goleada, tra cui il record storico di più larga vittoria per 12-1 contro il Barcelona.

Dopo la guerra civile spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Dopo tre anni senza gare ufficiali l'Athletic necessita di essere ricostruito da zero. Gli ultimi anni degli anni trenta sono, quindi, un periodo di transizione in cui viene lentamente costruita una grande squadra con acquisti come Zarra e Panizo. Nel 1941 un decreto governativo impedisce qualsiasi denominazione che non sia di lingua spagnola. Per questo motivo il nome della società passa da essere Athletic Club ad essere Atlético de Bilbao.

La stagione 1942-43 vede i rojiblancos tornare alla vittoria con un'altra doppietta, trionfando in campionato e in coppa. È la quinta vittoria in campionato e questo gli dà il diritto di conservare il trofeo. Fino al 1950, inoltre, l'Athletic vince altre 4 coppe. Durante il mondiale di Brasile del 1950 Zarra diventa un eroe nazionale dopo aver segnato il gol del definitivo 1-0 contro l'Inghilterra.

Gli anni cinquanta non iniziano molto bene per l'Athletic, anche a causa di continui cambi in panchina. Cambi che durarono fino all'ingaggio di Ferdinand Daučík, allenatore slovacco, famoso per la sua linea d'attacco, composta da Iriondo, Venancio, Zarra, Panizo e Gaínza. Grazie alla guida del nuovo allenatore l'Athletic vince in due anni due coppe e un campionato e partecipa, per la prima volta, nel 1956 ad una competizione europea.

L'esordio in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 settembre 1956 gioca la sua prima partita in Europa: si tratta della Champions League (all'epoca conosciuta come Coppa dei Campioni). Dopo un prestigioso successo contro gli ungheresi della Honvéd, con l'incontro di ritorno disputato a Bruxelles invece che a Budapest per l'invasione dell'esercito sovietico successivo alla rivoluzione ungherese, viene eliminata ai quarti di finale dal Manchester United dopo il doppio confronto vinto in casa dall'Athletic per 5-3 e perso all'Old Trafford per 3-0. L'anno successivo vince un'altra coppa nazionale.

Nel 1962 viene tesserato colui che diventerà un'autentica bandiera per l'Athletic Club, José Ángel Iribar. Egli vestirà la maglia rojiblanco per 18 stagioni consecutive e concluderà la carriera nel club. Al 2012 è il giocatore dell'Athletic con più presenze all'attivo; in tutto sono 614, contando campionato e coppe, sia nazionali che europee. Il 28 aprile 1962 vengono inaugurate le illuminazione elettriche al San Mamés.

Gli anni sessanta e settanta sono poveri dal punto di vista delle competizioni. L'Athletic si afferma solo due volte nella coppa nazionale e non riesce a vincere nessun altro titolo. Dal punto di vista societario il 1973, a 75 anni dalla fondazione, avviene il primo congresso dei Peñas del Athletic, ovvero i supporters della squadra. Quattro anni più tardi l'Athletic si avvicina al suo più importante titolo in campo internazionale. Riesce, dopo aver sconfitto squadre come il Milan di Capello e Albertosi e il Barcellona di Cruijff, ad arrivare alla doppia finale di Coppa UEFA contro la Juventus. Perde a Torino per 1-0 e si impone al San Mamés per 2-1, ma la differenza delle reti segnate in trasferta è a favore dei bianconeri che si aggiudicano la coppa Uefa.

José Ángel Iribar, storica bandiera dell'Athletic, guida in campo i compagni di squadra a Torino, per la finale d'andata della Coppa UEFA 1976-1977 contro la Juventus.

Dopo la fine della stagione 1976-77 inizia un periodo poco brillante sia per il gioco,sia per i risultati poco edificanti.In campionato non ottiene più risultati degni di nota, in coppa si fa addirittura battere dal Castilla, filiale di segunda del Real Madrid e ottiene una sonora sconfitta per 7-1 al Camp Nou contro il Barcellona. Tutto questo prima del 1980, anno nel quale il San Mamés viene selezionato come uno degli stadi ospitanti le partite del mondiale di Spagna del 1982.

Oltre a questo, la stagione successiva diviene un'altra stagione chiave nella storia dei rojiblancos; la panchina viene affidata a Javier Clemente, precedentemente allenatore della squadra B. Egli rende il gioco dell'Athletic più appassionante e divertente e inoltre inserisce molti giovani nelle file della prima squadra che, con l'aiuto dei veterani già presenti, divengono essi stessi una colonna portante della squadra negli anni futuri. Il primo anno porta l'Athletic in quarta posizione, che gli vale un posto in Coppa UEFA.

Gli ultimi titoli[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1982-83 vede l'Athletic laurearsi, dopo 27 anni, campione di Spagna. Il campionato è segnato da una lotta serrata tra l'Athletic e il Real Madrid che si decide in favore dei baschi solo all'ultima giornata, quando i rojiblancos vincono a Las Palmas e il Real perde 1-0 a Valencia. Il titolo vinto porta nelle strade circa un milione di appassionati in tutta la Biscaglia per festeggiare il successo. La squadra percorre su una barca (battezzata Athletic) il fiume Nervión dove riceve il plauso dei tifosi posizionati su entrambe le sponde.

L'anno successivo l'Athletic bissa la vittoria in campionato, con l'aggiunta della conquista della coppa dopo aver sconfitto per 1-0 il Barcelona in finale. La partita è tristemente nota per lo scontro tra i giocatori a fine partita, tra i quali Maradona. Anche questa volta, la doppietta in campionato e coppa fa scatenare la festa in tutta la Biscaglia.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo queste due stagioni inizia un nuovo periodo di transizione in cui l'Athletic oltre a sfruttare il proprio vivaio, inizia anche ad acquistare giocatori da altri clubs, arrivando a pagare anche la cifra record di 300 milioni di peseta (nuovo record) per Lorenzo Juarros. La situazione non migliora e, dopo vari avvicendamenti in panchina, nel 1990 torna Clemente, il cui ritorno non restituisce al club i fasti di otto anni prima e viene esonerato a metà stagione.

Dopo altri cambi di panchina giunge nell'estate del 1992 il tedesco Jupp Heynckes il quale "pesca" dal vivaio dell'Athletic nuovi giocatori da far esordire in prima squadra, tra i quali Julen Guerrero. La direzione del nuovo tecnico porta dei discreti risultati, come un ottavo posto e la qualificazione alla Coppa UEFA. Alla fine del suo contratto, però, decide di non rinnovare e lascia il club nel 1994.

La stagione successiva è una delle più difficili nella storia del club. Dopo l'acquisto (non senza polemiche) di Joseba Etxeberria dalla Real Sociedad per 550 milioni di pesetas, la squadra è costretta a lottare per non retrocedere, ottenendo la salvezza solo all'ultima giornata di campionato.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996 al 2000 il nuovo tecnico è Luis Miguel Fernández. Durante la sua panchina l'Athletic acquista nuovi giocatori come Ismael Urzaiz, José Mari e Bixente Lizarazu. In generale anche l'Athletic diviene un club che si interessa nella compravendita dei giocatori come vuole il calcio moderno; unica differenza, però, è la scelta di acquistare solo giocatori di scuola calcistica basca, ovvero tutti quelli che hanno iniziato la loro carriera giovanile in squadre di una delle sette province storiche di Euskal Herria, oppure giocatori di origini basche.

Nel 1998 l'Athletic Club festeggia il suo centenario con la qualificazione alla Champions League. Oltre al piano sportivo, il centenario viene festeggiato in vari modi tra i quali un concerto di Luciano Pavarotti al San Mamés, un'amichevole casalinga contro il Brasile e una carovana in viaggio per vari luoghi della Biscaglia. Le due stagioni successive, però, sono molto altalenanti e prive di successi, sia in campo nazionale che internazionale.

Gli anni più recenti dell'Athletic hanno visto il club posizionarsi sempre a metà classifica, senza più vincere titoli e qualificandosi solo una volta per la Coppa UEFA. Al di fuori dei risultati sportivi, un avvenimento importante è accaduto nel 2006. Nel settembre di quell'anno, infatti, per la prima volta nella storia del club, è stata eletta una presidentessa donna: si tratta di Ana Urquijo Elorriaga, agente immobiliare di Bilbao e socia del club fin dal 1969. È rimasta in carica fino al 12 luglio 2007, giorno in cui è stato eletto nuovo presidente Fernando García Macua.

Nell'estate tra la stagione 2007-08 e 2008-09, l'Atlethic firma per la prima volta in 110 anni di storia un contratto triennale (poi rinnovato) con uno sponsor, la compagnia petrolifera basca Petronor, che va a "sporcare" la maglia[2]. Nel 2009 l'Athletic, guidato dal tecnico Caparros, riesce ad ottenere il grande risultato di arrivare in finale di Coppa Del Re contro il Barcellona, dove viene però battuto 4-1, dopo l'inutile vantaggio siglato da Toquero.

L'era Bielsa[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi dell'Athletic a Bucarest prima della finale di Europa League 2011-2012 contro l'Atlético Madrid

Nella stagione 2011-12 la squadra basca, sotto la guida di Marcelo Bielsa, ritorna a scrivere importanti pagine di storia raggiungendo la finale sia di Copa del Rey (eliminando in semifinale la sorpresa Mirandes), che in Europa League.Nella competizione europea elimina fra gli altri il Manchester United, lo Schalke 04 e lo Sporting Lisbona, approdando in finale dopo 35 anni, nella quale viene sconfitta dai connazionali dell'Atletico Madrid di Simeone per 3-0. Il 25 maggio 2012 l'Atlethic viene sconfitto per 3-0 anche nella finale di Coppa del Re dal Barcellona dell'ormai ex allenatore Guardiola. La stagione 2012-2013 è stata meno brillante rispetto agli anni precedenti, è giunto al 12º posto in campionato ed è rimasto fuori dalle Coppe Europee. Nell'Europa League 2012-2013 è stato eliminato nella fase a gironi.

Nella stagione 2013-2014 con un sorprendente quarto posto in campionato il Bilbao conquista i preliminari di Champions League ritornando così nella massima competizione europea dopo 16 anni d'assenza. Il 27 agosto 2014 l'Athletic grazie al pareggio esterno per 1-1 e al successo casalingo per 3-1 imposto al Napoli accede alla fase a gironi di Champions League 2014-2015 che tuttavia non riesce a superare. Il terzo posto nel girone garantisce l'accesso ai sedicesimi di Europa League dove viene eliminato dal Torino perdendo la gara decisiva in casa per 3-2 dopo il pareggio per 2-2 ottenuto a Torino.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Athletic Club

Si gioca solo la coppa nazionale

  • 1901-1902 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (come Club Vizcaya).
  • 1902-1903 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (1º titolo).
  • 1903-1904 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (2º titolo).
  • 1904-1905 - Finalista.
  • 1905-1906 - Finalista.
  • 1906-1907 - N/A
  • 1907-1908 - N/A-
  • 1908-1909 - Quarti di finale
  • 1909-1910 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (3º titolo).
  • 1910-1911 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (4º titolo).
  • 1911-1912 - N/A
  • 1912-1913 - Finalista.

Gioca nella coppa nazionale e nel campionato regionale Basco

  • 1913-1914 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (5º titolo) - Vince il Campionato Basco (1º titolo).
  • 1914-1915 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (6º titolo) - Vince il Campionato Basco (2º titolo).
  • 1915-1916 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (7º titolo) - Vince il Campionato Basco (3º titolo).
  • 1919-1920 - Finalista - Vince il Campionato Basco (4º titolo).
  • 1920-1921 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (8º titolo) - Vince il Campionato Basco (5º titolo).
  • 1921-1922 - N/A
  • 1922-1923 - RFEF - Copa del Rey.svg Vincitore (9º titolo) - Vince il Campionato Basco (6º titolo).
  • 1923-1924 - Quarti di finale - Vince il Campionato Basco (7º titolo).
  • 1924-1925 - N/A
  • 1925-1926 - N/A - Vince il Campionato Basco (8º titolo).
  • 1926-1927 - N/A
  • 1927-1928 - N/A - Vince il Campionato Basco (9º titolo).

Vince il Campionato Basco (10º titolo).
  • 1929-1930 - Spagna Liga.png Campione di Spagna (1º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (10º titolo).
  • 1930-1931 - Spagna Liga.png Campione di Spagna (2º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (11º titolo).
Vince il Campionato Basco (11º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (12º titolo).
Vince il Campionato Basco (12º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (13º titolo).
Vince il Campionato Basco (13º titolo).
  • 1933-1934 - Spagna Liga.png Campione di Spagna (3º titolo).
Vince il Campionato Basco (14º titolo).
  • 1934-1935 - 4º in Primera División.
  • 1935-1936 - SpagnaLiga.png Campione di Spagna (4º titolo).
  • 1936-1938 - Sospeso per la Guerra Civile.
  • 1938-1939 - Vince il Campionato Basco (15º titolo), titolo ottenuto dalla squadra riserve: il Bilbao Athletic.
  • 1939-1940 - 3º in Primera División - Vince il Campionato Basco (16º titolo).

Soppressione del campionato Basco

Finalista di Coppa del Rey.
  • 1942-1943 - Spagna Liga.png Campione di Spagna (5º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (14º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (15º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (16º titolo).
Finalista di Coppa del Rey.
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (17º titolo).
Vince la Coppa Eva Duarte (1º titolo).

Finalista di Coppa del Rey.
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (18º titolo).
  • 1955-1956 -Spagna Liga.png Campione di Spagna (6º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (19º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Rey (20º titolo).

Finalista di Coppa del Rey.
Finalista di Coppa del Rey.
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Re (21º titolo).

RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Re (22º titolo).
Finalista di Coppa del Rey.
Finalista di Coppa UEFA.

Finalista di Supercoppa di Spagna.
  • 1983-1984 -Spagna Liga.png Campione di Spagna (8º titolo).
RFEF - Copa del Rey.svg Vince la Coppa del Re (23º titolo).
RFEF - Supercopa de España.svg Vince la Supercoppa di Spagna (1º titolo).
Finalista di Coppa del Re.


Finalista di Coppa del Re.
Finalista in Supercoppa di Spagna.

Finalista in UEFA Europa League.
Finalista di Coppa del Re.
L'andamento dell'Athletic Club nella massima serie dal 1929 al 2008.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La divisa da trasferta che riprende i colori della Ikurrina, la bandiera basca.

Originariamente, la maglia dell'Athletic Club era bianca e blu. Nel 1910 adottarono i colori rosso e bianco. Non si sa con esattezza quale fosse il motivo, ma ci sono tre ipotesi: la prima vuole che abbiano adottato la combinazione di colori della squadra del Southampton, cioè maglia a strisce verticali rosse e bianche, pantaloncini neri e calzettoni bianco-rossi, in quanto i fondatori britannici provenivano principalmente da questa città; la seconda vuole che alcuni membri dell'Athletic Club furono mandati in Inghilterra per comprare le maglie bianco-blu, ma, non trovandole, abbiano ripiegato sulle maglie rosso-bianche; la terza vuole che la combinazione di strisce rosso-bianche fosse la più economica di tutte, poiché era la stessa usata per foderare i materassi.

L'unica cosa certa è che fu l'Atlético de Madrid, squadra fondata da studenti baschi emigrati a Madrid, a cambiare per prima dalla combinazione bianco-blu alla combinazione rosso-bianca e per questo furono soprannominati Los Colchoneros (I fabbricanti di materassi).

L'Athletic Club è stata una delle poche squadre che non ha avuto il logo di uno sponsor sulla sua maglietta fino al 2008. L'unica eccezione era stata fatta per la Coppa UEFA 2004-05, durante la quale sulle magliette venne scritta la parola EUSKADI, in verde, per sponsorizzare il governo basco. L'UEFA impose, però, che la maglia fosse usata anche in una competizione nazionale e quindi l'Athletic Club la sfoggiò anche per la Copa del Rey, in modo da mantenere immacolata la maglia della Liga[3].

Nel 2001 l'Athletic Club fonda un proprio marchio, la Marca Athletic. Fino alla stagione 2008-09 i baschi indossano i vestiti e le divise da gioco di tale marchio, ma nel febbraio 2009 la dirigenza firma un contratto con la marca inglese Umbro per la fornitura di divise da gioco e vestiario per le stagioni seguenti. La Marca Athletic veste comunque alcune squadre basche di categorie inferiori e continua a produrre merchandising dell'Athletic.

Fece discutere una divisa del 2005, disegnata dall'artista Dario Urzay, per celebrare il centenario del club, composta da singolari macchie rosse. La divisa, non particolarmente apprezzata e decisamente eccentrica oltre che lontana dalle maglie storiche del club, fu ironicamente appellata maglia ketchup ed è considerata una delle peggiori mai viste nei campi di calcio[4]. Nonostrante ciò, la maglia è stata molto ben considerata dalle persone legate al mondo dell'arte e, come tale, fa parte della collezione ARTIUM (Vitoria-Gasteiz), donde è stata esposta nel 2009.

L'Athletic, come maglie di trasferta ebbe tra vari colori una blu (usata tradizionalmente negli anni 70-inizi degli anni 90), una metà bianca e metà blu, ricordando la prima maglia della società, una rossa (indossata nel 1989), una nera negli anni 2000 e attualmente una verde con dettagli rossi e bianchi, a ricordare la Ikurrina.

Evolucion camisetas ath.PNG

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno dell'Athletic Club è stato composto nel 1983 dal maestro Feliciano Beobide, con riadattamento di Carmelo Bernaola. Il testo è interamente in basco, a differenza dei precedenti inni risalenti al 1913 ed al 1950 il cui testo era in spagnolo. Il testo è stato scritto da Juan Antón Zubikarai[5].

L'inno originale è stato eseguito dal coro della ABAO (Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera - Associazione Bilbaina degli Amici dell'Opera)[6] È stata anche incisa una versione punk rock dal gruppo M.C.D.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Estadio de San Mamés (1913) e Estadio de San Mamés (2013).
Il vecchio San Mamés

L'Athletic Club disputò le sue partite interne allo Stadio San Mamés. La prima pietra fu posta il 20 gennaio 1913 e fu successivamente inaugurato il 21 agosto dello stesso anno in una partita contro il Racing de Irún. Pichichi fu il primo giocatore a segnare un gol al San Mamés. Su questo campo, l'8 febbraio 1931, l'Athletic Bilbao guidato da mister Pentland riuscì ad imporsi sul Barcellona per 12-1, di fatto la vittoria più ampia della Liga spagnola. Nella stessa partita, l'attaccante basco Bata realizzò 7 reti, stabilendo un altro record.

Lo stadio subì diverse ristrutturazioni volte ad aumentarne la capienza e coprire gli spalti, per esempio tra febbraio 1952 e marzo 1953 sulla tribuna principale è stata installata una struttura metallica che ha permesso la rimozione delle colonne, con un conseguente miglioramento della visibilità. Inoltre, subì pesanti opere di ristrutturazione in vista del Campionato mondiale di calcio 1982.

Nel 1997 sono state eliminate le barriere che separavano il pubblico dal campo e sono stati rimossi i posti in piedi, per soddisfare le norme imposte dalla UEFA. La capacità è stata così ridotta a 40.000 posti. Il 6 dicembre 2012 si è disputata l'ultima gara europea al San Mamés, contro lo Sparta Praga, valida per l'Europa League. L'ultima partita di campionato, ha visto invece i baschi fronteggiare il Levante, il 26 maggio 2013.

L'impianto è stato demolito nel giugno delle stesso anno. A fianco è stato costruita la nuova casa dell'Athletic, che porta lo stesso nome del precedente impianto, ma viene identificato come San Mamés Barria. I lavori avevano precedentemente avuto il là tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, per essere completati nel 2013. A livello europeo, risulta essere uno stadio a 5 stelle UEFA, avente una capienza di 53.289 posti. La prima partita disputata nel nuovo stadio è data 16 settembre 2013. I baschi vinsero di misura contro il Celta Vigo.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Impianti di Lezama.

Le due squadre "riserve" e le formazioni della cantera, hanno come quartier generale il centro tecnico di Lezama, situato nel municipio di Lezama, nella provincia di Biscaglia, a meno di quindici chilometri dalla città di Bilbao.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dati ricavati dal sito ufficiale del club.[7]

Athletic Club.png
Staff dell'area amministrativa
Area direttiva
  • Spagna Josu Urrutia - Presidente
  • Spagna Koldo Asua - Responsabile sociale
  • Spagna José María Amorrortu - Direzione sportiva
  • Spagna Aitor Larrazabal - Direzione sportiva
  • Spagna José Ángel Pereda[8] - Coordinatore dei Team manager
  • Spagna Lander Hernández - Addetto alla pianificazione
  • Spagna Fernando Quintanilla - Area calcio in Biscaglia
  • Spagna María Ruiz de Oña - Area sviluppo personale e professionale
  • Spagna Santi Urkiaga - Addetto alle strutture
Area organizzativa
  • Spagna Javier Arkotxa[8] - Team manager
Area comunicazione
  • Spagna Blas Ziarreta - Area utenza
  • Spagna Iñigo Lizarralde - Area utenza

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Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile, soprannominato cantera, è composto da quattro squadre maschili che prendono parte ai campionati delle categorie Alevines, 11 e 12 anni, degli Infantiles, 13 e 14 anni, dei Cadetes, 15 e 16 anni, e dei Juveniles, 17 e 18 anni. Alle ultime due categoria l'Athletic Club partecipa con due formazioni per campionato.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Allenatori dell'Athletic Club e Categoria:Presidenti dell'Athletic Club.
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Allenatori
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Presidenti

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Calciatori dell'Athletic Club.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Liga trophy (adjusted).png Campionato spagnolo: 8

1929-30, 1930-31, 1933-34, 1935-36, 1942-43, 1955-56, 1982-83, 1983-84

RFEF - Copa del Rey.svg Coppa di Spagna: 23 [1]

(1901-02)[1], 1902-03, 1903-04, 1909-10, 1910-11, 1913-14, 1914-15, 1915-16, 1920-21, 1922-23, 1929-30, 1930-31, 1931-32, 1932-33, 1942-43, 1943-44, 1944-45, 1949-50, 1954-55, 1955-56, 1957-58, 1968-69, 1972-73, 1983-84

RFEF - Supercopa de España.svg Supercoppa di Spagna: 1

1984[11]

Coppa Eva Duarte: 1

1950

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Pequeña Copa del Mundo: 1

1967

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato basco: 16 [12]

1913-14, 1914-15, 1915-16, 1919-20, 1920-21, 1922-23, 1923-24, 1925-26, 1927-28, 1928-29, 1930-31, 1931-32, 1932-33, 1933-34, 1938-39[12], 1939-40

Coppa dei Paesi Baschi: 1

1934

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato spagnolo
secondo posto: 1931-32, 1932-33, 1940-41, 1946-47, 1951-52, 1969-70, 1997-98
  • Coppa di Spagna
finalista: 1905-06, 1912-13, 1919-20, 1941-42, 1948-49, 1952-53, 1965-66, 1966-67, 1976-77, 1984-85, 2008-09, 2011-2012, 2014-2015
  • Supercoppa di Spagna
finalista: 1983, 2009
  • Coppa Eva Duarte
finalista: 1945
finalista: 1976-77, 2011-12
finalista: 1956

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati alla fine della stagione 2011/12.

Partecipazioni alle coppe[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

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Partite

Nella Liga

Nella Copa del Rey 
Nelle competizioni europee 
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Campionati

Campionati disputati

  • Campionati in Primera División
    84 (tutti)
Piazzamenti 
Gol 
  • Maggior numero di gol segnati in Primera División
    88 in 30 partite (1950/51)
  • Minor numero di gol subiti in Primera División
    20 in 30 partite (1969/70)
Punti 
  • Maggior numero di punti in classifica
    70 in 38 partite (2013/14) - 3 punti a vittoria
  • Minor numero di punti in classifica
    20 in 18 partite (1928/29) - 2 punti a vittoria

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate alla stagione 2013/2014.[13]

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Record presenze
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Record Marcature
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Vincitori trofeo Pichichi
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Vincitori trofeo Zamora

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi dell'Athletic

L'Athletic conta 44 117 soci e 429 club ufficiali.[14][15] La tifoseria dell'Athletic, conosciuta anche come «la afición de San Mamés», è famosa in Spagna per il grande ambiente del suo stadio, specialmente nelle partite importanti. La tradizione vuole che durante il periodo antecedente a match particolarmente importanti, i cittadini di Bilbao e della sua provincia adornino i propri balconi, le vetrine dei negozi, i bar e gli altri esercizi commerciali con bandiere e oggetti aventi i colori biancorossi.[16][17][18]

È molto comune che la tifoseria si riunisca in massa per sostenere la squadra prima di una partita di grande importanza, come ad esempio successo prima degli ottavi di finale dell'Europa League-2012 contro il Manchester United o prima della semifinale di Copa del Rey nel 2009 contro il Siviglia, quando centinaia di sostenitori baschi aspettarono la partenza in autobus che avrebbe condotto la squadra allo stadio.[19][20] Nel marzo 2012, ben 8.000 tifosi hanno seguito la squadra a Manchester per assistere alla gara valida per gli ottavi di finale di Europa League, stabilendo così un record.[21]

Nel tempo, la tifoseria dell'Athletic ha ricevuto segni di stima da molti personaggi del mondo del calcio, come ad esempio l'ex portiere Andoni Zubizarreta o il presidente del Barcellona Sandro Rosell.[22][23][24] Anche il cantante Manu Chao, nel videoclip della canzone Mr Bobby, appare con una maglia dell'Athletic. Inoltre la tifoseria basca venne premiata dal quotidiano Marca come miglior tifoseria della stagione 2010-2011.[25]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Il Real Madrid, il Barcellona e la Real Sociedad sono le rivali storiche dell'Athletic. Con le prime due soprattutto si è contesa molti campionati e coppe, tanto che i loro incroci sono considerati un classico nella Liga. Con la Real Sociedad esiste una rivalità particolare: quando le due si incontrano disputano il Derby Vasco; esiste una certa rivalità anche con Osasuna e Deportivo Alavés.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Athletic Club 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornate al 5 giugno 2015.[26]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Gorka Iraizoz (vice capitano)
2 Spagna A Gaizka Toquero
3 Spagna D Jon Aurtenetxe
4 Francia D Aymeric Laporte
6 Spagna D Mikel San José
7 Spagna C Beñat Etxebarria
8 Spagna C Ander Iturraspe
9 Spagna A Kike Sola
10 Spagna C Óscar de Marcos
11 Spagna A Ibai Gómez
12 Spagna D Unai Bustinza
13 Spagna P Iago Herrerín
14 Spagna C Markel Susaeta
16 Spagna D Xabier Etxeita
N. Ruolo Giocatore 600px Bilbao.png
17 Spagna C Mikel Rico
18 Spagna D Carlos Gurpegi (capitano)
19 Spagna A Iker Muniain
20 Spagna A Aritz Aduriz
21 Spagna A Borja Viguera
22 Spagna A Guillermo
23 Spagna C Ager Aketxe
24 Spagna D Mikel Balenziaga
28 Spagna P Kepa Arrizabalaga
29 Spagna C Unai López
30 Spagna A Iñaki Williams
Spagna D Eneko Bóveda
Spagna C Javier Eraso
Spagna C Gorka Elustondo

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito ufficiale del club.[27]

Athletic Club.png
Staff dell'area tecnica
Area tecnica
  • Spagna Andoni Imaz - Direttore sportivo
  • Spagna Ernesto Valverde - Allenatore
  • Spagna Jon Aspiazu - Allenatore in seconda
  • Spagna Vicen Gómez[7] - Preparazione specifica
  • Spagna Aitor Iru - Preparatore dei portieri
  • Spagna José Antonio Pozanco - Preparatore atletico
  • Spagna Xabier Clemente - Preparatore atletico
  • Spagna Eduardo Estibariz[7] - Analista allenamenti
  • Spagna Iñaki Azkarraga[7] - Responsabile relazioni con i giocatori
  • Spagna Iker López - Addetto al campo
  • Spagna Txetxu Gallego - Magazziniere
  • Spagna Jon Eskalza - Magazziniere
Area sanitaria
  • Spagna Josean Lekue - Responsabile settore medico
  • Spagna Paco Angulo - Responsabile settore medico
  • Spagna Juanma Santisteban - Medico sociale
  • Spagna Gontzal Beitia - Medico sociale
  • Spagna Josean Lekue - Infermiere
  • Spagna Paco Angulo - Infermiere
  • Spagna Isusko Ortuzar - Infermiere
  • Spagna Jesús López - Infermiere
  • Spagna Juan Manuel Ipiña - Fisioterapista
  • Spagna Beñat Azula - Fisioterapista
  • Spagna Isusko Ortuzar - Fisioterapista
  • Spagna Juan Manuel Ipiña[27] - Massaggiatore
  • Spagna Kepa Galardi[27] - Podologo

Squadre affiliate[modifica | modifica wikitesto]

Bilbao Athletic[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bilbao Athletic.

Il Bilbao Athletic è la più importante delle squadre affiliate all'Athletic Club. Affonda le sue radici nel periodo post-guerra civile spagnola, ma la squadra moderna è stata fondata nel 1964. Squadra di categoria inferiore, rappresenta un trampolino di lancio per i giocatori provenienti dalla cantera basca. Molti sono i nomi importanti passati per questa squadra, per esempio Julio Salinas e Julen Guerrero tra i giocatori e Javier Clemente, José Ángel Iribar e Rafa Iriondo tra gli allenatori. Ha militato nella Segunda División B, corrispondente al terzo livello del calcio spagnolo.

Baskonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Club Deportivo Baskonia.

Il Baskonia è, a livello d'importanza, la seconda squadra affiliata all'Athletic Club. Rappresenta spesso il primo gradino per i giovani che emergono dalla cantera, da cui poi passare al livello successivo rappresentato dal Bilbao Athletic. Ha militato nella Tercera División, quarto livello del campionato spagnolo.

Squadra femminile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Athletic Club Emakumeen Futbol Taldea.

L'Athletic Club Emakumeen Futbol Taldea è la sezione femminile del club. Fondata nel 2002 in seguito alla fusione con il Leioa EFT, nella stagione 2013-2014 gioca nella Superliga Femenina, il massimo campionato del calcio femminile spagnolo. È la squadra più titolata, con quattro campionati vinti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c La Coppa del 1902 fu vinta dal Club Vizcaya, una squadra composta da elementi dell'Athletic Club e del Bilbao FC, che solo in seguito si fusero a formare il club. La coppa è custodita nel museo dell'Athletic Club, che l'annovera nelle sue vittorie, come riportato nel palmarès dell'Athletic Club sul sito ufficiale, ma non è riconosciuta né dalla lega calcio spagnola né dalla federcalcio spagnola.
  2. ^ Anche il Bilbao crolla, la maglia avrà lo sponsor su gazzetta.it
  3. ^ Anche l'Athletic si arrende allo sponsor
  4. ^ 10 of the worst...football kits - Extratime - ESPN Soccernet
  5. ^ L'inno ufficiale sul sito dell'Athletic Club, da cui è possibile prelevarlo in formato mp3 e RealAudio, in versione cantata o eseguita al pianoforte e la sua partitura
  6. ^ Sito ufficiale Abao.org
  7. ^ a b c d (ES) Lezama, athletic-club.net. URL consultato il 1º agosto 2013.
  8. ^ a b (ES) Los delegados, athletic-club.net. URL consultato il 1º agosto 2013.
  9. ^ Nelle coppe europee.
  10. ^ http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/sport/calcio/magliabilbao/magliabilbao/magliabilbao.html
  11. ^ Vittoria automatica del trofeo avendo vinto sia la Liga che la Coppa del Re.
  12. ^ a b Il campionato venne vinto dalla Squadra riserve dell'Athletic. il Bilbao Athletic.
  13. ^ http://www.athletic-club.net/web/main.asp?a=2&b=3&c=10&d=2&idi=1
  14. ^ Ingreso de los “Barria” en el Registro de Socios/as, Athletic Club, 11 agosto 2014. URL consultato l'11 agosto 2014.
  15. ^ Peñas oficiales del Athletic Club, Athletic Club. URL consultato l'11 agosto 2014.
  16. ^ Bilbao se engalana para la semifinal de la Copa, El Correo, 27 febbraio 2009. URL consultato l'11 settembre 2011.
  17. ^ ¡Saca tu Athletic!-Fotos, Athletic Club. URL consultato il 27 febbraio 2009.
  18. ^ La afición del Athletic responderá al choque de Copa, Marca. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  19. ^ La afición arropa a los leones, EITB, 15 marzo 2012. URL consultato il 19 marzo 2012.
  20. ^ La afición se vuelca con el Athletic antes del partido, El Correo, 5 de enero de 2011. URL consultato il 19 marzo 2012.
  21. ^ Éxodo bilbaíno a Manchester, Marca, 5 marzo 2012. URL consultato il 19 de marzo de 2012.
  22. ^ Zubizarreta: "San Mamés en Copa es pura pasión", La Vanguardia, 4 gennaio 2010. URL consultato l'11 settembre 2011.
  23. ^ «Rosell llegó a emocionarse con el ambiente de San Mamés», El Correo, 7 gennaio 2010. URL consultato l'11 settembre 2011.
  24. ^ Los privilegiados de San Mamés, El Correo, 10 maggio 2011. URL consultato l'11 settembre 2011.
  25. ^ El Athletic, campeón de la Liga de las Aficiones, Marca, 1º giugno 2011. URL consultato l'11 settembre 2011.
  26. ^ ATHLETIC CLUB 2014-15, athletic-club.net. URL consultato il 3 settembre 2014.
  27. ^ a b c (ES) CUERPO TÉCNICO 2013-14, athletic-club.net. URL consultato il 31 luglio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]