Sabino Arana

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Sabino Arana Goiri

Sabino Arana Goiri o Arana ta Goiri'taŕ Sabin (secondo il metodo anagrafico da lui inventato; Bilbao, 26 gennaio 1865Sukarrieta, 25 novembre 1903) è stato un politico spagnolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

In prigione a Larrinaga
La sua casa a Bilbao, città che considerava troppo spagnola e con influenze straniere tanto da prender moglie nel circondario rurale
Sul letto di morte
L'Ikurriña così come fu disegnata da Sabino Arana nel 1896[1]

Sabino Arana nasce a Bilbao, nel 1865 da Luis Arana, membro di una ricca famiglia basca carlista.[2] All'età di 11 anni viene mandato a studiare dai gesuiti. Nel 1883 si iscrive alla facoltà di diritto di Barcellona, dove inizia a studiare il basco.

Con in testa il basco

Arana è stato il pioniere del nazionalismo basco. Nel 1893 pronuncia il famoso discorso di Larràzabal, dove enuncia per la prima volta la necessità di rendere indipendente la Biscaglia.

Nel 1894 fonda il PNV, dalla forte impronta confessionale. Ha disegnato, insieme con il fratello Luis Arana Goiri, l'Ikurriña, la bandiera dietro la quale si riconoscono oggi le sette province tradizionali basche, e ha inventato la parola Euzkadi per indicare la regione storica abitata da sempre dal popolo basco.

È stato autore di diversi libri in cui affermava la superiorità della razza basca[3] rispetto a quelle che si trovano geograficamente vicine e in cui auspicava il possesso del territorio di Euskal Herria da parte dei Baschi, liberi e indipendenti. Il padre era carlista odiava le influenze straniere visti come liberali (guiri) e spagnola ormai evidenti in città come Bilbao e la moderna industria, preferiva una società tradizionale di lingua basca e legata all'agricoltura: era un razzista, ispanofobico[4] Pedro José Chacón Delgado, Con hierro y sangre, su elespanol.com, 16 aprile 2020. URL consultato il 16 febbraio 2022. e antisemita[5] (In contraddizione col fatto che il Regno di Navarra fu l'ultimo territorio annesso al regno di Castiglia e quindi ad espellere gli ebrei)[6][7].[8]

Nel 1896 e 1902 viene difeso dall'avvocato carlista Daniel Irujo[9] che negli anni precedenti aveva avuto uno scambio epistolare col padre nel quale affermava che l'ideologia carlista "come se fosse innata in me".[2]

È morto a Sukarrieta all'età di 38 anni a causa di una grave malattia, contratta durante la prigionia che ha dovuto scontare dopo essere stato accusato di alto tradimento per aver cercato di spedire una lettera all'allora presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt, chiedendogli di aiutare Cuba a rendersi indipendente dalla Spagna.

Neologismi[modifica | modifica wikitesto]

Coniò i seguenti neologismi:

  • Aberria, Abertzale - patria basca, patriota
  • Euskadi - Paesi Baschi
  • Ikurrina - Bandiera nazionale basca

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ fu poi modificata ampliando le bande bianche e verdi, nella sua casa natale presso la fondazione è conservato il disegno originale
  2. ^ a b Jordi Canal, V La grande famiglia, in Il calismo: Storia di una tradizione controrivoluzionaria nella Spagna contemporanea, Storiografica, Milano, Guerini e Associati, 2011, p. 120, ISBN 978-88-6250-245-0.
  3. ^ ovvero era un suprematista basco
  4. ^ definitiva gli spagnoli maketos, termine peggiorativo
  5. ^ definiva gli ebrei sporchi
  6. ^ Filmato audio (ES) EITB, Judios en Navarra, 20 agosto 2020. URL consultato il 16 febbraio 2022.
  7. ^ Filmato audio (EN) Hella Basque, Comunità ebraica a Vitoria-Gasteiz - Storia dei Paesi Baschi, 30 gennaio 2020. URL consultato il 16 febbraio 2022.
  8. ^ (ES) Jesús González Pérez*, EL RACISMO DE SABINO ARANA, su boe.es. URL consultato il 16 febbraio 2022.
  9. ^ Jordi Canal, V La grande famiglia, in Il calismo: Storia di una tradizione controrivoluzionaria nella Spagna contemporanea, Storiografica, Milano, Guerini e Associati, 2011, p. 171, ISBN 978-88-6250-245-0.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jordi Canal, V La grande famiglia, in Il calismo: Storia di una tradizione controrivoluzionaria nella Spagna contemporanea, Storiografica, Milano, Guerini e Associati, 2011, ISBN 978-88-6250-245-0.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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