Sociedad Deportiva Eibar

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Sociedad Deportiva Eibar
Calcio Football pictogram.svg
Armeros
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso e Blu Strisce-Flag.svg Rosso-blu
Dati societari
Città Escudo de Eibar.svg Eibar
Nazione Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg FEF
Campionato La Liga
Fondazione 1940
Presidente Spagna Amaia Gorostiza
Allenatore Spagna José Luis Mendilibar
Stadio Municipal de Ipurua
(5.250 posti)
Sito web www.sdeibar.com
Palmarès
Trofei nazionali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Sociedad Deportiva Eibar, chiamata comunemente Eibar, (in basco Eibar Kirol Elkartea) è una società calcistica spagnola con sede nella città di Eibar, nella comunità autonoma dei Paesi Baschi.

Fondata nel 1940, in seguito alla prima storica promozione avvenuta al termine della stagione 2013/2014, gioca nella Prima divisione spagnola.

È il primo club di calcio europeo che ha ottenuto la certificazione di qualità UNE-EN-ISO 9001.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno dello stadio Ipurua

Il club fu fondato il 30 novembre 1940 dalla fusione tra il Deportivo Gallo e l'Unión Deportiva Eibarresa, prendendo il nome di Eibar Fútbol Club. In seguito il nome venne cambiato in Sociedad Deportiva Eibar.

Nei primi anni l'attività sportiva fu irregolare e saltuaria, dal momento che la squadra non partecipò ad alcun campionato. A partire dalla stagione 1943-1944 il club si riorganizzò con una struttura sportiva a tutti gli effetti, partecipando ai campionati regionali ed adottando la colorazione rosso-blu, divenuta poi ufficiale e rimasta immutata nel tempo, grazie ad una donazione di una fornitura completa del Barcellona da cui ereditò appunto i colori, presenti anche nella bandiera municipale. Nella stagione 1947-1948 venne inaugurato il campo sportivo Ipurua, mentre tre anni più tardi arrivò la promozione in Tercera División, in quel tempo terzo livello del calcio spagnolo.

Dopo tre anni, in cui conquistò due primi ed un secondo posto, riuscì a salire ulteriormente di categoria, approdando alla Segunda División, rimanendovi per cinque anni. Alla retrocessione in Tercera Division del 1957, seguirono numerose stagioni in cui la squadra sfiorò il ritorno nella seconda serie per un soffio (in sette stagioni consecutive si classificò tre volte al primo posto e quattro al secondo), salvo poi incappare in un periodo infelice che culminò nel 1975-1976 con un ulteriore declassamento nelle categorie regionali.

Tre anni di “purgatorio” e nella stagione 1978-1979 la squadra fece ritorno in Tercera Division, diventata però il quarto livello del calcio spagnolo. Nei successivi sette anni si classificò per sei volte sul podio del proprio girone, centrando la promozione soltanto al termine del campionato 1985-1986, dopo aver sconfitto nei play-off il Coria ed il Badajoz. Dopo un'annata di assestamento, nel 1987-1988 l'Eibar, guidato dall'allenatore Alfonso Barasoain, riuscì a vincere il campionato, ritornando in Segunda Division dopo trent'anni esatti.

Questa volta il club riuscì a strutturarsi in modo tale da diventare una realtà consolidata della categoria, tanto da diventarne la squadra con la più lunga militanza consecutiva, con 18 stagioni. In questo periodo vi furono numerosi alti e bassi, tra i quali si segnalano la salvezza ottenuta in extremis nel 1998/99, quando la squadra riuscì a conquistare 25 punti su 27 nelle ultime giornate, ma anche il quarto posto della stagione 2004-2005, a soli tre punti dalla promozione nella Primera División. In questo periodo vi furono anche alcune partite che entrarono di diritto nella storia della società basca, come la vittoria per 2-1 (gol di Leniz e Arenaza) contro l'Atletico Madrid ottenuta il 22 aprile 2001, il pareggio per 1-1 nella Coppa del Re 2003-2004 contro il Real Madrid (seguito da una sconfitta per 2-0 nella gara di ritorno al Santiago Bernabéu) e l'amichevole con l'Ajax, squadra campione d'Europa, organizzata nell'ambito dei festeggiamenti per il cinquantesimo anno di fondazione della società nel 1990 e terminata con il risultato di 1-1.

Festa della promozione nella Liga, nel giugno 2014

La lunga militanza in Segunda Division fu interrotta dalla retrocessione maturata nel campionato 2005-2006, concluso in ultima posizione. Il purgatorio durò un solo anno, dato che il campionato successivo venne coronato dalla vittoria del proprio girone che permise un pronto ritorno nel secondo livello del calcio spagnolo, grazie alla vittoria nei play-off contro L'Hospitalet ed il Rayo Vallecano.

Questa volta la permanenza durò molto meno della precedente, dato che al termine della seconda stagione (2008-2009) arrivò una nuova retrocessione. Seguirono quattro campionati in Segunda Division B in cui la squadra ottenne un primo, due secondi ed un terzo posto, riuscendo a salire di categoria al termine del campionato 2012-2013, dopo aver battuto nuovamente L'Hospitalet nei play-off. In quell'annata L'Eibar si segnalò anche per aver eliminato i “cugini” dell'Athletic Bilbao nei sedicesimi di finale della Coppa del Re (doppio pareggio per 0-0 in casa ed 1-1 in trasferta).

Il successivo campionato in Liga Adelante la squadra, costruita per conquistare la salvezza con un fatturato minimo (stimato in circa 400 mila euro[1]), sovvertì ogni pronostico vincendo il campionato ed ottenendo per la prima volta nella sua storia la promozione nella Liga, massimo livello calcistico spagnolo, il 25 maggio 2014 dopo la vittoria nel derby basco contro il Deportivo Alavés (1-0 con gol di Jota).

La bella favola della piccola realtà basca rischiò di infrangersi subito contro una normativa che obbligava ogni club di seconda divisione ad avere un capitale pari al 25% delle spese medie di tutte le altre squadre della categoria (tolte le due più piccole e le due più grosse), pena la retrocessione. Questa norma, confrontata con i 420 mila euro del capitale sociale, obbligò la società ad aumentare di circa 2 milioni il proprio budget entro l'inizio della stagione 2014-2015, nonostante il club non avesse debiti o pendenze a suo carico[2]. Seguì una lunga campagna per la vendita di azioni del club, terminata positivamente il 15 luglio 2014, una settimana prima del termine prefissato[3], che permise alla squadra basca di presentarsi regolarmente al via del campionato di Prima Divisione.[4]

Il 24 agosto 2014 esordì nella Liga con una vittoria per 1-0 nel derby basco con la Real Sociedad. Dopo due sconfitte (contro Atlético Madrid e Deportivo La Coruña), alla quarta giornata ottenne la sua prima vittoria esterna nella Liga, battendo per 2-0 l'Elche. Dopo aver disputato un ottimo girone d'andata, al termine del quale si posizionò in una tranquilla zona di metà classifica, nella seconda parte della stagione subì un clamoroso calo, tanto da totalizzare solo sette punti in tutto il girone di ritorno. Dopo un convulso finale, i baschi si trovarono appaiati a pari punti al terz'ultimo posto con Granada e Deportivo La Coruña, ma retrocedettero per via di una classifica avulsa peggiore rispetto agli altri due club. La retrocessione portò all'esonero dell'allenatore Gaizka Garitano.

Il 5 giugno 2015 l'Eibar fu tuttavia ripescato nella massima serie al posto dell'Elche, retrocesso per via dei numerosi debiti contratti con il fisco spagnolo.

Il 18 luglio 2015 l'Eibar celebrò il proprio 75º anniversario con un'amichevole contro il Celtic, introdotta da solenni celebrazioni alla presenza dell'esercito basco.

Nel 2015-2016 l'Eibar ottenne una brillante salvezza grazie al 14º posto nella Liga, con un margine di 5 punti sulla terzultima. Il 23 maggio 2016 fu eletta la prima donna presidente in 76 anni di storia, Amaia Gorostiza.

Il 12 gennaio 2017, pareggiando senza gol dopo aver battuto l'Osasuna per 3-0 all'andata, si è qualificato per la prima volta nella sua storia per i quarti di finale di Coppa del Re, prima di essere eliminato dall'Atlético Madrid (3-0, 2-2).

Storia nella Liga[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2013-2014
1987-1988, 2006-2007, 2010-2011

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 2009-2010 (gruppo I), 2012-2013 (gruppo II)
Terzo posto: 2011-2012 (gruppo II)

Rosa 2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 17 agosto 2018.

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Yoel
2 Cile A Fabián Orellana
3 Spagna D Pedro Bigas
4 Spagna D Iván Ramis
5 Argentina C Gonzalo Escalante
6 Spagna C Sergio Álvarez
7 Spagna A Marc Cardona
8 Senegal C Papa Diop
9 Spagna A Sergi Enrich
10 Portogallo A Bebé
11 Spagna D Rubén Peña
12 Portogallo D Paulo Oliveira
13 Spagna P Asier Riesgo
15 Spagna D José Ángel
N. Ruolo Giocatore
16 Spagna A Pere Milla
17 Spagna A Kike
18 Spagna A Pablo Hervías
19 Brasile A Charles
20 Spagna D Alejandro Gálvez
21 Spagna A Pedro León
23 Spagna D Anaitz Arbilla
24 Spagna C Joan Jordán
25 Serbia P Marko Dmitrović
Spagna D Jordi Calavera

Giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.D. Eibar

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jota regala all'Eibar una storica promozione, corrieredellosport.it, 26 maggio 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  2. ^ L’incredibile storia dell’Eibar: promossa nella Liga, ma “vicina” alla retrocessione, calcioweb.eu, 26 maggio 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  3. ^ (ES) La S.D. Eibar consigue con éxito la cantidad mínima para la Ampliación de Capital, sdeibar.com, 15 luglio 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2014).
  4. ^ Breve storia dell’Eibar, ilpost.it, 19 ottobre 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(ES) Sito ufficiale