Real Club Celta de Vigo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Real Club Celta de Vigo SAD)
Jump to navigation Jump to search
RC Celta de Vigo
Calcio Football pictogram.svg
Rc celta de vigo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Celta Vigo2.png Celeste
Dati societari
Città Vigo
Nazione Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg FEF
Campionato Primera División
Fondazione 1923
Presidente Spagna Carlos Mouriño
Allenatore Argentina Eduardo Coudet
Stadio Balaídos
(29 000 posti)
Sito web rccelta.es
Palmarès
Coppa Intertoto
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Real Club Celta de Vigo SAD (IPA: re̞ˈal ˈkluβ̞ ˈθe̞lta ð̞e̞ ˈβ̞iɰo̞), conosciuto comunemente come Celta Vigo, è una società calcistica spagnola con sede nella città di Vigo, in Galizia. Milita nella Primera División del campionato spagnolo di calcio.

Il club fu fondato il 23 agosto 1923. La compagine, soprannominata Los Celestes (I Celesti) gioca tradizionalmente in tenuta bianco-celeste nello stadio casalingo Balaídos, che può ospitare fino a 32.500 spettatori ed il cui nome, in lingua galiziana, significa "campo libero"[1].

Il Celta Vigo ha disputato un gran numero di stagioni nella massima divisione spagnola e conta tre finali di Coppa del Re (1948, 1994 e 2001, tutte perse). Ha partecipato, specialmente negli anni '90, varie volte alle competizioni europee, dove ha ottenuto, quale miglior risultato, la semifinale, raggiunta nell'Europa League 2016-2017.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione ed esordi[modifica | modifica wikitesto]

Il Vigo Football Club, precursore nel 1912 del Celta

Il Celta de Vigo nacque come risultato dell'ambizione delle squadre di Vigo di farsi avanti a livello nazionale dopo risultati non positivi, specialmente conseguiti contro le squadre basche che erano divenute in quel periodo le bestie nere delle compagini cittadine. L'idea originaria era di unire le due principali formazioni della zona per ottenere una squadra più competitiva. Il principale ispiratore di questa iniziativa fu Manuel de Castro "Handicap", un giornalista sportivo che lavorava al Faro de Vigo che, dal 1915, cominciò a scrivere nei suoi articoli tale necessità per poter aspirare a traguardi più elevati. Lo slogan del suo movimento era "Todo por y para Vigo" (Tutto da e per Vigo), che trovò successivamente la simpatia dei dirigenti sia del Real Vigo Sporting (nato nel 1911) che del Real Club Fortuna de Vigo (fondato nel 1905)[2]. Raggiunse presto consenso unanime, tanto che De Castro stesso presentò la mozione Federazione calcistica della Spagna a Madrid, il 22 giugno 1923[3].

Il 12 luglio seguente, ai consigli amministrativi delle due società storiche tenutesi al Teatro Odeon e nell'Hotel Moderno, la fusione venne approvata. Il nome scelto inizialmente era "Squadra di Galizia" ma la scelta fu rimandata successivamente alla prima assemblea della neonata società ed i nomi suggeriti furono vari: Real Unión de Vigo, Club Galicia, Real Atlántic, Breogán, Real Club Olimpico.

Nonostante l'ultimo nome fosse piuttosto popolare, alla fine la scelta cadde su Real Club Celta, che richiama all'antico popolo celtico che abitava la Galizia. Il primo presidente del Celta fu Manuel Bárcena de Andrés, conte di Torre Cedeira. Alla stessa assemblea fu decisa la squadra, che comprendeva in totale ben 64 calciatori facenti parte di entrambe le vecchie compagini: Isidro, Lilo e Rubido tra i portieri, Otero, Pasarín, Juanito Clemente, Daniel e Kaíto tra i difensori, Jacobo Torres, Balbino, Queralt, Hermida, Pombo, Cruces, Córdoba, Máximo e Bienvenido tra i centrocampisti e Reigosa, Chiarroni, Posada, Polo, Correa, Gerardito, Ramón González, Caride, Pinilla, Salvador, Chicha, Miguelito e Casal infine tra gli attaccanti. Francis Cuggy fu il primo allenatore. Il primo match amichevole della nuova squadra venne disputato il 23 settembre, contro i portoghesi del Boavista, e vide i galiziani vittoriosi per 8-2[4].

Dagli albori agli anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Una partita del Celta degli anni '20 nel vecchio campo di Coia

Il club esordì a livello locale nel Campionato Regionale di Galizia, che vinse per 3 volte fra il 1923 ed il 1926. Nel 1925 disputa il primo scontro con i futuri rivali storici del Deportivo la Coruna[4], mentre del 1928 è l'esordio nello stadio Balaídos, in seguito la casa storica della squadra[5]. Nella stagione 1928-1929 il club esordì in un campionato nazionale, non riuscendo a salvarsi nella neonata Segunda División. Nel 1930-1931 la squadra riguadagnò la categoria cadetta, mentre è datata 1936 la prima storica promozione in Primera División[6]; l'esordio nella massima serie del calcio spagnolo dovette tuttavia attendere tre anni a causa dell'interruzione delle copetizioni causata dalla guerra civile spagnola. La permanenza in Liga durò cinque anni: nel 1944-45 la squadra tornò in Segunda, dove però restò un solo anno. Si aprì così un lungo periodo di militanza in Liga di 14 anni, nel quale la squadra ottenne come miglior risultato il quarto posto in campionato nella stagione 1947-1948[7]. Lo stesso anno, i galiziani riuscirono a raggiungere per la prima volta la finale di una competizione nazionale, la Coppa del Generalissimo, persa per 4-1 contro il Siviglia[8].

Nel decennio seguente il Celta riuscì ad imporsi come una presenza fissa nella Liga, prima di una nuova retrocessione in Segunda nel 1959. Si aprì così per la squadra un periodo difficile, che la vide militare per tutto il decennio successivo in serie cadetta, prima di ottenere una nuova promozione nel 1969[9].

Tornata in Primera, la compagine galiziana riuscì a mantenere la categoria e a qualificarsi per la prima volta, al termine della stagione 1970-71, una delle migliori della storia della squadra (che rimase imbattuta in casa per tutto l'arco del torneo[10]), ad una competizione europea, la Coppa UEFA dell'anno seguente, grazie al 6º posto maturato in campionato, a pari punti con l'Athletic Club. L'esordio in Europa non fu tuttavia particolarmente brillante per il club, estromesso al primo turno dall'Aberdeen non riuscendo a recuperare un 2-0 incassato in casa[11].

La seconda metà degli anni '70 aprì un periodo turbolento per il Celta, che per il successivo decennio non riuscì quasi mai a mantenere la categoria, venendo costantemente promosso o retrocesso. Nel 1980 la squadra retrocesse in Segunda División B, la terza categoria del calcio spagnolo, a quasi cinquant'anni di distanza dall'ultima volta. Risalito in Primera dopo soli due anni grazie ad una doppia promozione nel biennio 1980-1982 sotto la guida del tecnico jugoslavo Milorad Pavić[12], il club dovette attendere la fine degli anni'80 per riguadagnare stabilmente una posizione in massima serie.

Gli anni Novanta e l' "Euro Celta" (1990-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Balaídos nella storica serata del 9 marzo 2000, quando il Celta colse una vittoria per 4-0 contro la Juventus negli ottavi di ritorno della Coppa UEFA

L'arrivo degli anni '90 vide la compagine galiziana confermarsi come una stabile nella prima serie spagnola; la squadra riuscì a raggiungere nel 1994 una nuova finale di Coppa del Re, persa questa volta contro il Real Saragozza solo ai calci di rigore[13].

Nella stagione 1998-1999 il Celta ottenne, grazie al sesto posto conquistato nella stagione precedente, una storica qualificazione alla Coppa UEFA dell'anno successivo, che permise alla squadra di tornare a disputare un torneo europeo a 27 anni di distanza dalla prima volta. La campagna europea fu questa volta più soddisfacente, con il Celta che riuscì a raggiungere gli i quarti di finale, dopo aver eliminato fra le altre il Liverpool, vincendo sia la gara di andata sia quella di ritorno ad Anfield Road[14].

La qualificazione europea non restò un'impresa isolata, ma venne ripetuta già l'anno successivo. Nella stagione seguente fu memorabile in particolare la vittoria, nella gara di ritorno degli ottavi di finale della Coppa UEFA, per 4-0 in casa ai danni della Juventus (dopo aver rimontato l'1-0 subito a Torino nella partita di andata)[15].

Il momento migliore del Celta risale proprio al periodo tra la fine degli anni novanta e l'inizio dei primi anni duemila (1997-2003), durante i quali la squadra riuscì a divenire pressoché stabilmente la sesta forza della nazione, portando al culmine i propri sforzi nel 2001-2002, quando non scese mai sotto il sesto posto per tutto il campionato. La compagine galiziana fu soprannominata EuroCelta dalla stampa spagnola e nel febbraio 2001 la IFFHS dichiarò il Celta la migliore squadra del mondo in termini di risultati ottenuti in quel periodo[16]. A coronamento del periodo felice dei galiziani, il raggiungimento nel Coppa del Re della terza finale di Coppa del Re, persa nuovamente contro il Real Saragozza per 3-1[17].

Nel 2002-2003, sotto la guida del nuovo tecnico Miguel Ángel Lotina, il Celta si piazzò quarto in campionato, qualificandosi così per la prima volta nella sua storia alla Champions League. Nell'edizione 2003-2004 del massimo torneo calcistico continentale riuscì a superare il gruppo di qualificazione grazie ad una vittoria per 2-1 sul campo del Milan detentore del trofeo[18] e a raggiungere gli ottavi di finale, dove fu eliminato dall'Arsenal. Malgrado il buon risultato in Champions, il tecnico Lotina fu sollevato dall'incarico in quella stessa stagione, alla fine di gennaio, prima ancora degli ottavi di Champions, a causa di pesanti sconfitte rimediate contro i rivali storici del Deportivo (0-5) e contro la Real Sociedad (2-5), risultati che lasciarono il Celta ad un punto dalla zona retrocessione[19]. Al suo posto fu chiamato Radomir Antić[20], con cui la squadra fece intravedere segnali di ripresa, prima dell'eliminazione contro l'Arsenal (due sconfitte, per 2-3 in casa e per 2-0 ad Highbury). Intanto in campionato il Celta crollò e si avviò vesto un mesto ritorno in Segunda División. Antić si dimise alla fine di marzo, ma a nulla valse l'arrivo di Ramón Carnero e Rafa Sáez, con cui il rendimento migliorò, ma non a tal punto da evitare la caduta in seconda serie a 12 anni di distanza dall'ultima apparizione[21].

Declino e risalita (2006- )[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la squadra fosse stata pesantemente ridimensionata dopo la retrocessione, con la cessione degli elementi più validi e l'incorporazione di numerosi giovani provenienti dalla squadra B[19], nella stagione successiva il Celta ottenne subito la promozione in prima divisione.

Il Celta della stagione 2016-2017, semifinalista di Europa League.

Tornata in massima serie, nel 2005-06 ottenne un ottimo sesto posto, che permise di nuovo alla squadra galiziana di partecipare alla Coppa UEFA dell'anno successivo. La squadra fu presto eliminata in Europa dal Werder Brema ed accusò i vari fronti in cui era impegnata, precipitando al 18º posto in campionato e retrocedendo nuovamente, nonostante l'arrivo in panchina dell'ex Pallone d'Oro Hristo Stoičkov[22]. La caduta fu causata anche da problemi economici piuttosto seri della società[2], che riuscì in estate tuttavia ad evitare l'amministrazione controllata. Giocò pertanto la stagione 2007-08 nella seconda divisione spagnola. Dopo alcuni anni di stazionamento nella parte medio-bassa della classifica, nel 2010-11 i dirigenti del Celta riuscirono a plasmare una buona squadra, che sfiorò di poco la promozione, perdendo ai play-off col Granada solamente ai rigori[23]. Nel 2011-12, continuando nel solco del buon lavoro dell'anno precedente, terminò al secondo posto in campionato e ritornò dopo 5 anni in Liga[24]. Nella stagione 2012-13 lottò per non retrocedere e, nonostante una situazione piuttosto drammatica ad inizio maggio, riuscì ad ottenere un filotto di risultati positivi che lo mantennero a galla. All'ultima giornata, costretto a vincere, non fallì l'obiettivo e si salvò a discapito del rivale Deportivo, che perse in casa con la Real Sociedad. Nel 2013 arrivò sulla panchina del Celta Luis Enrique[25], con cui la squadra ottenne un buon nono posto nella Liga 2013-14.

A Luis Enrique, passato ad allenare il Barcellona, subentrò l'argentino Eduardo Berizzo, ex calciatore del Celta, che rimase in carica per tre stagioni ottenendo l'ottavo posto nel 2014-15, stagione in cui la squadra colse una vittoria (1-0) contro il Barcellona che mancava al Camp Nou da oltre 70 anni[26]. Il sesto posto del 2015-16, con conseguente ritorno nelle coppe europee, fu il miglior posizionamento dei precedenti dieci anni. La stessa stagione vide inoltre il Celta battere per 4-1 al Balaídos il Barcellona e raggiungere la semifinale di Coppa del Re, dove la squadra galiziana fu eliminata dal Siviglia dopo essersi imposta nei turni precedenti l'Atlético Madrid in una memorabile sfida di ritorno dei quarti di finale[27].

Nel 2016-2017 il Celta si rese protagonista di un lodevole percorso in Europa League, dove arrivò in semifinale per la prima volta nella propria storia, prima di cadere per mano del Manchester Utd (1-0 al Balaídos e 1-1 a Old Trafford)[28], e in Coppa del Re, dove eliminò anche il Real Madrid (sconfiggendolo allo Stadio Santiago Bernabéu)[29] prima di cadere in semifinale contro l'Alavés. In campionato la squadra pagò l'impegno europeo e non andò oltre la tredicesima posizione in graduatoria. Alla fine della stagione il tecnico argentino lasciò la panchina galiziana[30]. Durò una sola stagione la gestione di Juan Carlos Unzué, dimessosi al termine dell'annata 2017-2018, conclusa al tredicesimo posto. Ancor più breve fu la gestione dell'argentino Antonio Mohamed, subentrato in panchina nel maggio 2018 ed esonerato il 12 novembre seguente, dopo un inizio di campionato negativo (tre vittorie in tredici giornate)[31]. Lo sostituì il portoghese Miguel Cardoso, anch'egli esonerato, agli inizi di marzo 2019, per gli scarsi risultati (11 punti in 14 partite)[32]. Fu il successore Fran Escribá a condurre la squadra, sospinta da Iago Aspas, alla salvezza, ottenuta all'ultima giornata a spese del Girona. Anche la gestione di Escribá ebbe vita breve, dato che il tecnico fu esonerato nel novembre 2019, dopo un brutto avvio di stagione. La panchina è stata poi affidata a Oscar Garcia Junyent[33].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Real Club Celta de Vigo
  • Nel 1923 inizia l'attività professionistica come Real Club Celta de Vigo.
  • 1923-1924 Vince il Campionato Regionale di Galizia
  • 1924-1925 Vince il Campionato Regionale di Galizia
  • 1925-1926 Vince il Campionato Regionale di Galizia
  • 1926-1927 - 2º nel Campionato Regionale di Galizia
  • 1927-1928 - 2º nel Campionato Regionale di Galizia
  • 1928-29 Red Arrow Down.svg 9º nel Gruppo II di Segunda División. Retrocesso in Tercera División. 2º nel Campionato Regionale di Galizia.
  • 1929-30 Vince il Campionato Regionale di Galizia. Non prende parte alla Tercera División

  • 1930-31 Green Arrow Up.svg 1º nel Gruppo I di Tercera División. Promosso in Segunda División. Dopo aver vinto gli spareggi contro Barakaldo CF e Recreativo Huelva. 2º nel Campionato Regionale di Galizia.
  • 1931-32 - 9º in Segunda División. Vince il Campionato Regionale di Galizia
  • 1932-33 - 7º in Segunda División.
  • 1933-34 - 4º in Segunda División. Vince il Campionato Regionale di Galizia
  • 1934-35 - 1º nel Gruppo I di Segunda División. 3º nel Gruppo di Promozione. Vince il Campionato Mancomunado Asturo-Gallego
  • 1935-36 Green Arrow Up.svg 1° ne Gruppo I di Segunda División. 1º nel Gruppo di Promozione. Promosso in Primera División.
  • 1936-39: Campionato sospeso a causa della Guerra civile spagnola.
  • 1939-40 - 10º in Primera División. Mantiene la categoria dopo aver vinto lo spareggio con il Deportivo la Coruna.

Finalista in Coppa del Generalissimo.
  • 1948-49 - 11º in Primera División.
  • 1949-50 - 7º in Primera División.

  • 1950-51 - 8º in Primera División.
  • 1951-52 - 9º in Primera División.
  • 1952-53 - 13º in Primera División. Mantiene la categoria dopo essersi classificato 3º nel Gruppo Promozione.
  • 1953-54 - 10º in Primera División.
  • 1954-55 - 11º in Primera División.
  • 1955-56 - 10º in Primera División.
  • 1956-57 - 13º in Primera División.
  • 1957-58 - 7º in Primera División.
  • 1958-59 Red Arrow Down.svg 16º in Primera División. Retrocesso in Segunda División.
  • 1959-60 - 2 º nel Gruppo I di Segunda División. Perde gli spareggi promozione.

  • 1960-61 - 2º nel Gruppo I Segunda División. Perde gli spareggi promozione.
  • 1961-62 - 6º nel Gruppo I di Segunda División.
  • 1962-63 - 6º nel Gruppo I di Segunda División.
  • 1963-64 - 9º nel Gruppo I di Segunda División.
  • 1964-65 - 5º nel Gruppo I di Segunda División.
  • 1965-66 - 2º nel Gruppo I di Segunda División. Perde gli spareggi promozione.
  • 1966-67 - 3 º nel Gruppo I di Segunda División.
  • 1967-68 - 3 º nel Gruppo I di Segunda División.
  • 1968-69 Green Arrow Up.svg 2° in Segunda División. Promosso in Primera División.
  • 1969-70 - 10º in Primera División.

  • 1970-71 - 6º in Primera División.
  • 1971-72 - 10º in Primera División.
Trentaduesimi di finale Coppa UEFA.


Finalista in Coppa del Re.
  • 1994-95 - 13º in Primera División.
  • 1995-96 - 11º in Primera División.
  • 1996-97 - 16º in Primera División.
  • 1997-98 - 6º in Primera División.
  • 1998-99 - 5º in Primera División.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
  • 1999-00 - 7º in Primera División.
Quarti di finale di Coppa UEFA.

Finalista in Coppa del Re.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
  • 2001-02 - 5º in Primera División.
Secondo Turno di Coppa UEFA.
  • 2002-03 - 4º in Primera División.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
  • 2007-08 - 16º in Segunda División.
  • 2008-09 - 17º in Segunda División.
  • 2009-10 - 12º in Segunda División.

Semifinale di Europa League.
  • 2017-18 - 13º in Primera División.
  • 2018-19 - 17° in Primera División.
  • 2019-20 - 17º in Primera División.

Identità sociale[modifica | modifica wikitesto]

Divise[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'immagine tradizionale del Celta Vigo sia in maglia celeste, pantaloncini bianchi e calzettoni celesti, la prima divisa storica era in realtà totalmente differente dato che era composta da una maglia rossa, pantaloncini neri e calzettoni blu. Fu soltanto l'anno successivo, che la dirigenza decise di attuare la divisa storica ed attuale, perché fosse maggiormente fedele ai colori della bandiera galiziana[2].

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Prima divisa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Classica
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1995-98
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1998-00
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2001-03

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Santiago, presente nello stemma del club

Il Celta Vigo non ha mai cambiato, se non per qualche leggera modifica estetica (il colore rosso inizialmente scelto per lo sfondo è stato sostuituito da quello celeste, distintivo del club, nel 1928[34]), il proprio stemma sociale: si tratta di uno scudo celeste, a richiamare i colori sociali del club, con impresse al centro le lettere in bianco CC, iniziali di Club Celta, sovrapposto ad una Croce di Santiago rossa[35], uno dei simboli più diffusi della Galizia, in particolare dell'area circostante Santiago di Compostela (tanto che anche lo SD Compostela, oggigiorno caduto nelle serie inferiori ma un tempo nel calcio professionistico, utilizza divise e stemmi molto similari ed anche il Racing Ferrol ha nello stemma una Croce di Santiago).

Nel 1923 divenne uno dei vari club calcistici a ricevere l'approvazione della corona spagnola, ereditata dai club da cui aveva tratto le origini, e pertanto ricevette il titolo di Real ("reale") nel proprio nome sociale e l'immagine di una corona reale nello stemma. Questo diritto fu concesso al Celta da Alfonso XIII e da quel momento il club fu conosciuto col nome attuale di Real Club Celta de Vigo. Tuttavia durante la Seconda repubblica spagnola (1931—1936) vennero rimossi sia il titolo che la corona, ripristinati solo durante il periodo franchista[34].

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Balaídos.
Veduta panoramica del Balaídos.

Dal 1928 il Celta disputa le proprie partite casalinghe nello Stadio Balaídos, situato a Vigo. La capienza dell'impianto (conosciuto attualmente come "Abanca-Balaídos" per motivi di sponsorizzazione) è di 29.000 spettatori[36].

Nella sua storia ha ospitato anche tre incontri del campionato del mondo 1982, tutti quelli della prima fase dell'Italia poi campione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

[modifica | modifica wikitesto]

Il Celta Vigo vanta il record di maggior durata di una sponsorship in Spagna sulle divise da gioco: dalla stagione 1985–86[37] alla stagione 2015-16, è stata sponsorizzata dalla Citroën: il fatto non è un caso, dato che la società automobilistica francese ha vari stabilimenti in città ed è il maggior datore di lavoro di Vigo. Dalla stagione 2016-17, lo sponsor principale è il birrificio gallego Estrella Galicia. Anche per il fornitore tecnico la situazione è stata a lungo tempo similare: dopo qualche anno di fornitura Adidas, il Celta ha indossato per circa 24 anni divise Umbro, che aveva degli stabilimenti nella vicina Redondela. Dopo una parentesi di tre stagioni con fornitore tecnico l'azienda cinese Li-Ning, dalla stagione 2013-14, il fornitore tecnico è nuovamente Adidas.

Periodo Fornitore tecnico Sponsor
1982–1986 Adidas None
1986–2010 Umbro Citroën
2010-2013 Li-Ning
2013-2016 Adidas
2016- Estrella Galicia

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Come molte altre società spagnole, anche il Celta Vigo possiede un distaccamento giovanile, il Real Club Celta de Vigo B (denominazione assunta solo nel 1995), che può vantare nella propria bacheca una Copa Federación de España conquistata nel 2002[38]. Nella stagione 2019-2020 partecipa al campionato di Segunda División B.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Real Club Celta Vigo Fútbol Sala.

La società del Celta ha anche un settore dedicato al calcio a 5, autonomo rispetto al settore del calcio a 11 e costituito nel 2006 dalla fusione del Barcel Euro Puebla Fútbol Sala e del Vigo Fútbol Sala, quest'ultima con una storia di oltre quindici anni nel calcio a 5, anche se mai ai vertici di tale sport. La società risultante dalla fusione attualmente disputa la Division de Honor spagnola.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del R.C. Celta de Vigo

Di seguito sono riportati gli allenatori del club[39]:

Allenatori

Giocatori famosi[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del R.C. Celta de Vigo

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1934-1935 (gruppo I), 1935-1936 (gruppo I), 1981-1982, 1991-1992
1980-1981 (gruppo I)
1930-1931

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

2000

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato galeico: 6
1924, 1925, 1926, 1930, 1932, 1934
  • Campionato asturo-galeico: 1
1935
  • Coppa Xunta de Galicia: 2
2007, 2008

Trofei amichevoli[modifica | modifica wikitesto]

1972, 1973, 1975, 1976, 1980, 1984, 1986, 1988, 1991, 1992, 1993, 1994, 1997, 1998, 1999, 2000, 2002, 2005, 2006, 2008, 2009, 2012
  • Trofeo Memorial Quinocho: 14
1995, 1996, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2007, 2008, 2009, 2011, 2015
1999
  • Trofeo Xacobeo: 1
1999
2016

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Finalista: 1947-1948, 1993-1994, 2000-2001
Semifinalista: 1925, 1926, 1932, 1941, 1967-1968, 1996-1997, 2015-2016, 2016-2017
Secondo posto: 1959-1960 (gruppo I), 1960-1961 (gruppo I), 1965-1966 (gruppo I), 1968-1969, 1975-1976, 2004-2005, 2011-2012
Terzo posto: 1944-1945, 1966-1967 (gruppo I), 1967-1968 (gruppo I), 1977-1978, 1984-1985
Semifinalista: 2016-2017

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1928-1929 alla 2020-2021 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai campionati nazionali:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Primera División 55 1939-1940 2020-2021 55
Segunda División 33 1928-1929 2011-2012 33
Tercera División 1 1930-1931 1

Tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Il Celta ha vinto un trofeo internazionale, la Coppa Intertoto 2000. A parte questo, il miglior risultato generale è la semifinale, che è stata raggiunta nella UEFA Europa League 2016-2017: è stato però sconfitto dai futuri campioni del Manchester Utd. Di rilievo anche il cammino nell'unica partecipazione alla Champions League, nella stagione 2003-2004: dopo essersi qualificato alla fase a gironi, accede come secondo dietro al Milan agli ottavi: è qui battuto dall'Arsenal.

Alla stagione 2019-2020 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/Champions League 1 2003-2004
Coppa UEFA/UEFA Europa League 8 1971-1972 2016-2017
Coppa Intertoto 1 2000

Statistiche nelle competizioni UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Tabella aggiornata alla fine della stagione 2017-2018.

Competizione Partecipazioni G V N P RF RS
UEFA Champions League 1 10 3 3 4 12 13
Coppa UEFA/UEFA Europa League 8 62 29 16 19 101 62
Coppa Intertoto 1 6 5 1 0 12 5

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La rivalità maggiormente sentita dai tifosi del Celta è sicuramente quella nei confronti del Deportivo La Coruña. Le due compagini sono infatti le due più titolate della regione, e disputano il cosiddetto Derby della Galizia[40][41].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Real Club Celta de Vigo 2019-2020.

Rosa 2020-2021[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione aggiornate al 9 novembre 2020.

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Sergio Álvarez
2 Spagna D Hugo Mallo
3 Spagna D David Costas
4 Messico D Néstor Araujo
5 Turchia C Okay Yokuşlu
6 Spagna C Denis Suárez
8 Spagna C Fran Beltrán
9 Spagna A Nolito
10 Spagna A Iago Aspas
11 Turchia C Emre Mor
13 Spagna P Rubén Blanco
14 Perù C Renato Tapia
15 Uruguay D Lucas Olaza
16 Spagna D Jorge Sáenz
17 Spagna D David Juncà
N. Ruolo Giocatore
18 Ghana D Joseph Aidoo
20 Spagna D Kevin Vázquez
22 Spagna A Santi Mina
23 Spagna C Brais Méndez
24 Colombia D Jeison Murillo
25 Spagna P Sergio Álvarez
26 Spagna P Iago Domínguez
27 Spagna C Miguel Baeza
28 Spagna D Diego Pampín
29 Spagna D José Fontán
31 Spagna C Gabri Veiga
32 Spagna A Miguel Rodríguez
34 Spagna D Sergio Carreira
35 Spagna P Álvaro Fernández

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gunther Lades, Stadium profile at, Fussballtempel.net. URL consultato il 24 marzo 2012.
  2. ^ a b c (ES) V. Masià Pous, Historial del Real Club Celta de Vigo, S.A.D., su lafutbolteca.com. URL consultato il 14 maggio 2020.
  3. ^ (ES) 1923 – NACE EL RC CELTA, su rccelta.es. URL consultato il 14 maggio 2020.
  4. ^ a b (ES) 1923-1930, su rccelta.es. URL consultato il 14 maggio 2020.
  5. ^ (EN) Estadio Municipal de Balaídos, su stadiumguide.com. URL consultato il 14 maggio 2020.
  6. ^ (ES) 1930-1940, su rccelta.es. URL consultato il 14 maggio 2020.
  7. ^ (ES) 1940-1950, su rccelta.es. URL consultato il 14 maggio 2020.
  8. ^ (ES) S. Picos, Sevilla-Celta: la final de 1948 que supuso el tercer título sevillista, in AS, 29 giugno 2016. URL consultato il 14 maggio 2020.
  9. ^ (ES) 1960-1970, su rccelta.es. URL consultato il 14 maggio 2020.
  10. ^ (EN) First Division 1970-71, su bdfutbol.com. URL consultato il 14 maggio 2020.
  11. ^ (EN) Celta 0-2 Aberdeen, su uefa.com. URL consultato il 14 maggio 2020.
  12. ^ (ES) 1980-1990, su rccelta.es. URL consultato il 15 maggio 2020.
  13. ^ (ES) J. Cudeiro, Quince años del penalti de Alejo, in El País, 6 aprile 2009. URL consultato il 15 maggio 2020.
  14. ^ (EN) Liverpool 0 - 1 Celta Vigo, su footballdatabase.eu. URL consultato il 15 maggio 2020.
  15. ^ E. Gamba, La follia bianconera espulsi Conte e Montero, in la Repubblica, 10 marzo 2000. URL consultato il 15 maggio 2020.
  16. ^ The World's Club Team of the Month - IFFHS
  17. ^ (EN) Real Zaragoza 3 - 1 Celta Vigo, su footballdatabase.eu. URL consultato il 15 maggio 2020.
  18. ^ Milan in vacanza, Celta in festa, in La Gazzetta dello Sport, 9 dicembre 2003. URL consultato il 15 maggio 2020.
  19. ^ a b (ES) 2000-2010, su rccelta.es. URL consultato il 15 maggio 2020.
  20. ^ (EN) Antic takes Celta hotseat, in UEFA, 28 gennaio 2004.
  21. ^ (ES) O. Martinez, Un Celta negado acaba en Segunda, in AS (quotidiano), 24 maggio 2004. URL consultato il 15 maggio 2020.
  22. ^ CALCIO, SPAGNA: STOICHKOV NUOVO ALLENATORE CELTA VIGO, in la Repubblica, 10 aprile 2007. URL consultato il 15 maggio 2020.
  23. ^ (ES) El Granada jugará la final por el ascenso tras eliminar al Celta en los penaltis, in RTVE, 11 giugno 2011. URL consultato il 15 maggio 2020.
  24. ^ (ES) El Celta de Vigo consigue el ascenso y acompaña al Deportivo a Primera, in RTVE, 3 giugno 2012. URL consultato il 15 maggio 2020.
  25. ^ (ES) Luis Enrique, nuevo entrenador del Celta de Vigo, in El Correo Gallego, 8 giugno 2013. URL consultato il 15 maggio 2020.
  26. ^ (EN) Barcelona 0 - 1 Celta Vigo, in BBC, 1º novembre 2014. URL consultato il 15 maggio 2020.
  27. ^ (EN) Celta Vigo shock Atlético Madrid to progress to Copa del Rey last four, in The Guardian, 27 gennaio 2016. URL consultato il 16 maggio 2020.
  28. ^ (EN) P. Doyle, Manchester United v Celta Vigo: Europa League semi-final second leg – as it happened, in The Guardian, 11 maggio 2017. URL consultato il 16 maggio 2020.
  29. ^ Coppa del Re, Real Madrid eliminato dal Celta Vigo. Atletico in semifinale, in La Gazzetta dello Sport, 25 gennaio 2017. URL consultato il 16 maggio 2020.
  30. ^ Celta: Berizzo lascia il club, possibile futuro al Siviglia, Eurosport, 21 maggio 2017.
  31. ^ (EN) Celta Vigo replace Mohamed with Cardoso after Real Madrid defeat, goal.com, 12 novembre 2018.
  32. ^ https://www.stadiosport.it/ufficiale-esonerato-cardoso-fran-escriba-nuovo-allenatore-del-celta-vigo-152930
  33. ^ D. Servadei, UFFICIALE: Oscar Garcia è il nuovo allenatore del Celta Vigo, su rccelta.it, 5 novembre 2019. URL consultato il 16 maggio 2020.
  34. ^ a b (ES) P. Bueno, El escudo del Celta: historia, significado y evolución, su eldesmarque.com, 10 ottobre 2019. URL consultato il 16 maggio 2020.
  35. ^ (ES) Manual identidad corporativa (PDF), su rccelta.es. URL consultato il 16 maggio 2020.
  36. ^ (ES) ABANCA BALAÍDOS, su rccelta.es. URL consultato il 14 maggio 2020.
  37. ^ El Celta contempla otros patrocinios para su equipaje tras dos dйcadas con Umbro - Deportes, Faro de Vigo. URL consultato il 24 marzo 2012.
  38. ^ (ES) V. Masià Pous, Historial del Real Club Celta de Vigo, S.A.D. «B», su lafutbolteca.com. URL consultato il 14 maggio 2020.
  39. ^ (EN) Celta Vigo » Storia Allenatore, in calcio.com. URL consultato il 4 agosto 2020.
  40. ^ (EN) J. Harry, Celta Vigo v Deportivo: the Galician derby, where rival fans sing together, in The Guardian, 23 marzo 2018. URL consultato il 14 maggio 2020.
  41. ^ S. Gamberini, ‘O Noso derbi’, la Galizia si ferma per Depor-Celta, su footbola.it, 23 dicembre 2017. URL consultato il 14 maggio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (ESENGL) Sito ufficiale, su celtavigo.net. URL consultato l'8 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2012).
Controllo di autoritàVIAF (EN123021005 · WorldCat Identities (ENlccn-no2019145097