Ricardo Zamora

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Ricardo Zamora
Zamora barca 1919.jpg
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 194[1] cm
Peso 89 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Portiere
Ritirato 1938 - giocatore
1961 - allenatore
Carriera
Giovanili
1914-1916 non conosciuta Universitari
Squadre di club1
1916-1919Espanyol? (-?)
1919-1922Barcellona? (-?)
1922-1930Espanyol26 (-?)
1930-1936Madrid CF82 (-?)
1936-1938Nizza39 (-?)
Nazionale
1920-1930Catalogna Catalogna? (-?)
1920-1936Spagna Spagna46 (-?)
Carriera da allenatore
1939-1946 Atlético Madrid
1946-1949 Celta Vigo
1949-1951 Málaga
1952 Spagna Spagna
1954-1955 Celta Vigo
1955-1957 Espanyol
1960-1961 Espanyol
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Argento Anversa 1920
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ricardo Zamora Martínez (Barcellona, 21 gennaio 1901Barcellona, 8 settembre 1978) è stato un calciatore e allenatore di calcio spagnolo, di ruolo portiere.

Considerato uno dei più grandi portieri di sempre,[2][3][4][5] soprannominato El Divino,[2][3] Zamora fu inserito nell'elenco dei migliori calciatori del XX secolo dalla rivista World Soccer. Detenne il primato di presenze con la nazionale spagnola per 38 anni, prima di essere superato da José Ángel Iribar. Al termine del campionato spagnolo di massima divisione viene assegnato al portiere meno battuto il Trofeo Zamora, in suo onore.[2][3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre, un medico di Cadice,[6] avrebbe voluto che il giovane Ricardo intraprendesse la stessa carriera.[2] Il figlio, Ricardo Zamora de Grassa, fu anche lui portiere e vinse una Coppa delle Fiere con il Valencia C.F.[7]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Portiere sicuro dei propri mezzi, elegante e spettacolare negli interventi,[2] Zamora è passato alla storia per la non comune capacità di capire in anticipo dove avrebbe tirato l'attaccante avversario.[8] Dotato di grandi riflessi e notevole temperamento, era noto anche per la tendenza a intervenire al di fuori dell'area di rigore[8] e a respingere i tiri con i gomiti e gli avambracci, parti del corpo che difficilmente venivano utilizzate dai portieri per parare.[2][8]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Zamora in uscita durante gli anni all'Espanyol

Zamora giocò la maggior parte della sua carriera nelle due maggiori squadre di Barcellona, il FC Barcellona e l'Espanyol. Nell'agosto del 1930 passo dai periquitos al Madrid CF per circa 150.000 pesetas (350.000 lire)[9][10].

Il 15 ottobre 1930, in una gara di campionato tra Club Atlético e Madrid CF, subì un brutto infortunio che gli costò la frattura della clavicola e la lussazione dell'omero[11].

Nel 1936, nella finale di Coppa di Spagna tra il Madrid CF e il FC Barcelona, suscitò grande ammirazione per una spettacolare parata all'ultimo minuto di gioco su un potente tiro angolato di Escolà che valse la vittoria del titolo da parte del Madrid.

Oltre che nelle tre squadre spagnole giocò anche nel Nizza, in Francia.

Nel dicembre del 1923, dopo Spagna-Portogallo 3-0, fu convinto dall'amico Juan Luqué a giocare due partite amichevoli nella provincia di Cadice. Il 18 dicembre difese la porta dell'Alfonso XIII di Puerto Real, battuto 3-1 dall'Español FC Cádiz. Il 23 fu organizzata nel capoluogo gaditano un'amichevole in suo onore tra l'Español e l'Europa F.C. di Gibilterra: una sua uscita avventata causò l'1-1 degli ospiti, ma i padroni di casa si imposero infine per 3-2[12].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Zamora (a destra) capitano della Spagna al campionato del mondo 1934, mentre saluta un altro dei grandi portieri del periodo interbellico, l'italiano Gianpiero Combi, prima della sfida dei quarti di finale.

Esordì in nazionale a 19 anni alle Olimpiadi del 1920[13] e vi disputò in totale 46 partite fino al 1936, anno del suo ritiro, rimanendo per ben 21 volte con la porta inviolata, e alcuni incontri anche con la maglia della Catalogna.

Nel 1929, in occasione di una partita tra Spagna e Inghilterra, continuò a giocare malgrado si fosse rotto lo sterno. Alla fine la Spagna batté i rivali per 4-3, diventando la prima squadra al di fuori delle Isole britanniche a sconfiggere la nazionale inglese.

Nel 1934 capitanò la nazionale alla seconda edizione dei Mondiali di calcio, in Italia. Durante la prima partita, vinta dalla Spagna per 3-1, parò un rigore all'attaccante brasiliano Leonidas. Nella stessa competizione fu costretto a saltare per infortunio la ripetizione della gara dei quarti di finale contro l'Italia, dopo che nella prima sfida si era distinto per una brillante prestazione[13].

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Come allenatore guidò l'Atlético Aviación alla conquista di due titoli di Liga. In Spagna allenò, oltre al Atlético Madrid, diverse squadre: Celta Vigo, Espanyol, Málaga. Fu anche commissario tecnico della nazionale spagnola nel 1952.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Madrid CF: 1931-1932, 1932-1933
FC Barcelona: 1920, 1922
Espanyol: 1928-1929
Madrid CF: 1934, 1936
Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]
Espanyol: 1918, 1929
Barcellona: 1919-1920, 1920-1921, 1921-1922
Real Madrid: 1930-1931
1931, 1932, 1933, 1934, 1935

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Anversa 1920

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Atlético Madrid: 1939-40, 1940-41
Atlético Madrid: 1940

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ricardo Zamora - player profile, su transfermarkt.com. URL consultato il 12 febbraio 2016.
  2. ^ a b c d e f (EN) Spain's trendsetting glove master, su fifa.com, 21 settembre 2011. URL consultato il 12 febbraio 2016.
  3. ^ a b c (EN) 'The Divine One', su realmadrid.com. URL consultato il 12 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2016).
  4. ^ (EN) IFFHS' Century Elections - World - Keeper of the Century, su rsssf.com. URL consultato il 17 gennaio 2016.
  5. ^ Rossano Donnini, Guerin Sportivo, novembre 2013.
  6. ^ Granado, Sevilla, Lebrero, Rodríguez, p. 237.
  7. ^ Ficha de Ricardo Zamora, su ciberche.net. URL consultato il 20 luglio 2011.
  8. ^ a b c Angelo Carotenuto, Ricardo Zamora, il Divino che fece paura al Duce, su carotenuto.blogautore.repubblica.it, 2 gennaio 2014.
  9. ^ Zamora ancora l'uomo del giorno, in La Stampa. URL consultato il 4 luglio 2015.
  10. ^ È morto Zamora, in Stampa Sera, 8 settembre 1978. URL consultato il 21 marzo 2014.
  11. ^ L'infortunio di Zamora, in La Stampa. URL consultato il 4 luglio 2015.
  12. ^ Granado, Sevilla, Lebrero, Rodríguez, pp. 236-237.
  13. ^ a b Carlo F. Chiesa, We are the champions - I 150 fuoriclasse che hanno fatto la storia del calcio, in Calcio 2000, nº 26, Milano, Action Group S.r.l., dicembre 2000, p. 64.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Manuel Granado Palma, Juan Manuel Sevilla Santos, Juan Antonio Lebrero Infante e Francisco Rodríguez Barrios, Cien años de historia del Cádiz C.F. 1910-2010, vol. 1, Cadice, Quorum Editores, 2010, ISBN 978-84-92581-27-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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