William Garbutt

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

« "[..] se tra voi c'è qualche fuori-classe lo sopporterò, altrimenti per fare una grande squadra mi accontenterò soltanto dei.. grandi giocatori, cioè di quei giocatori che hanno il coraggio grande, il cuore grande. Chi non ha queste virtù non è un grande giocatore, e neanche un mediocre giocatore. È soltanto nulla, quindi può vestirsi ed andarsene subito." »

(Testimonianza di Athos Zontini riportata su Sport Sud citata da Gianni Nicolini[1])
William Garbutt
Garbutt.JPG
Garbutt allenatore del Genoa nel 1915
Nome William Thomas Garbutt
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Ritirato 1912 - giocatore
1948 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1903-1906 Reading ? (?)
1906-1908 Arsenal 52 (8)
1908-1911 Blackburn 82 (10)
1911-1912 Arsenal 0 (0)
Carriera da allenatore
1912-1927 Genoa
1927-1929 Roma
1929-1935 Napoli
1935-1936 Athletic Bilbao
1936-1937 Milan
1937-1940 Genova 1893
1946-1948 Genoa
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 luglio 2007

William Thomas Garbutt (Hazel Grove, 9 gennaio 1883Warwick, 24 febbraio 1964) è stato un calciatore e allenatore di calcio inglese, di ruolo attaccante o centrocampista.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

È stato un'ala.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Hazel Grove, un villaggio nel distretto metropolitano di Stockport, nel 1883. Arruolatosi in giovane età, inizia a giocare a calcio nella squadra degli Artiglieri dell'esercito. Dopo il congedo, inizia la sua carriera di calciatore con la maglia del Reading, club per cui gioca nella Southern League dal 1903 al 1905.

Nel dicembre 1905 passa al Woolwich Arsenal, debuttando in First Division il 23 dicembre 1905 contro il Preston North End. Gioca 80 partite, di cui 52 in campionato, pur patendo diversi infortuni. Nel maggio 1908 passa al Blackburn, dove registra 82 presenze in campionato in quattro stagioni. Fu proprio durante il periodo di militanza al Blackburn che si procurò un grave infortunio, che compromise il prosieguo della sua carriera; a raccontare i fatti è Vittorio Pozzo nelle sue memorie[2]:

« Fu durante uno di questi miei viaggi di fine settimana che, per una combinazione straordinaria, vidi Garbutt terminare la sua carriera di giuocatore, Billy Garbutt che dovevo poi ritrovare in Italia come allenatore a Genova ed in altre città. Ero andato a Blackburn, con uno dei soliti treni speciali, per l'incontro Blackburn Rovers-Manchester United. Garbutt giuocava come ala destra per il Blackburn. [...] Verso la fine del primo tempo, proprio di fronte a me che stavo in prima fila dei posti popolari, in trincea, col viso proprio a livello del terreno di giuoco, Garbutt tentò di battere un avversario spedendo la palla sulla destra e lui girando a sinistra dell'ostacolo vivente. Cadde, non si rialzò. Nel brusco scarto si era prodotto una profonda lacerazione all'inguine. Fu portato fuori campo, rientrò, si ritirò dopo alcuni minuti. La sua carriera di giuocatore era finita. »

Ritorna all'Arsenal nel 1911, peraltro non giocando nemmeno una partita, per infine ritirarsi nel 1912, a 29 anni.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Genoa[modifica | modifica wikitesto]

Garbutt (in piedi, primo da sinistra) allenatore dei rossoblù campioni d'Italia nella stagione 1923-1924.

Nel 1912, dopo il ritiro dal calcio professionistico, si trasferisce a Genova per lavorare presso il Porto. Il 30 luglio 1912 viene assunto come allenatore del Genoa. Le ragioni della scelta di un allenatore alla prima esperienza da parte del club ligure (che sino a qual momento si era comunque sempre affidato ad allenatori inglesi) sono incerte. Si è ipotizzato che il suo nome fosse stato suggerito da Vittorio Pozzo o che la sua assunzione sia stata sollecitata dall'irlandese Thomas Coggins, che allenava le giovanil del Genoa.[3] L'appellativo Mister con cui vengono abitualmente indicati i moderni allenatori di calcio viene fatto derivare dal modo in cui Garbutt - da poco giunto sul suolo italiano - veniva salutato ed indicato,[4] appunto mister Garbutt.[5]

Garbutt restò alla guida del Genoa per oltre quindici anni, dalla stagione 1912-1913 alla stagione 1926-1927 (ad esclusione ovviamente del periodo in cui i campionati furono sospesi in concomitanza con la prima guerra mondiale). Ristrutturò il Genoa, introducendo nuovi ritmi di allenamento, con particolare attenzione all'aspetto fisico ed a quello tattico. Garbutt rappresentò il prototipo del allenatore professionista in Italia,[4] effettuando i primi acquisti di giocatori a titolo oneroso in un calcio ancora dilettantistico e dando una decisa spinta verso il professionismo.[senza fonte]

Gli acquisti di Renzo De Vecchi dal Milan e di Attilio Fresia (per 400 lire), Aristodemo Santamaria ed Enrico Sardi (per 1600 lire cadauno) dall'Andrea Doria provocarono l'accusa di professionismo nei confronti del Genoa e dei giocatori coinvolti, che dovettero scontare alcune squalifiche. Con la società rossoblu vinse i campionati 1914-1915 (campionato interrotto con il Genoa capoclassifica per l'entrata in guerra dell'Italia), 1922-1923 (stagione completata senza una sconfitta) e nel 1923-1924 (anno in cui fu istituito lo scudetto tricolore da apporre sulla maglia di campioni d'Italia).

L'ultimo contratto tra il Genoa e Garbutt sarebbe scaduto a luglio del 1926, ma l'allenatore fu convinto a restare ancora per una stagione alla guida della squadra rossoblù. Nonostante l'esito del campionato precedente - ricordato dai tifosi genoani come quello della stella mancata, a causa della contestata vittoria del Bologna in una triplice finale della Lega Nord condizionata da fattori esterni e pressioni politiche - Garbutt accettò di restare ancora per un anno sulla panchina rossoblù.

Roma e Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 Garbutt viene assunto come allenatore della neonata Roma. In due anni vince una Coppa CONI.

Nel 1929, chiamato da Giorgio Ascarelli[6], passa al Napoli, per partecipare al primo campionato di Serie A a girone unico [7].

Cambia i metodi d'allenamento, facendo esercitare i giocatori nel dribbling, a colpire la palla di testa ad altezze sempre maggiori e forzando chi usava solo un piede ad usare l'altro obbligandolo ad indossare una sola scarpa durante gli allenamenti; instaura quindi una disciplina ferrea, lasciando poco tempo libero ai suoi calciatori[6]. Ascarelli gli fornisce calciatori come Giuseppe Cavanna, Antonio Vojak e Marcello Mihalich; il suo primo anno con la società partenopea si conclude con un quinto posto in classifica[8].

A Napoli rimane complessivamente sei anni, raggiungendo per due volte il terzo posto in campionato.

Spagna ed ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Si trasferisce in Spagna nel 1935, vincendo con l'Athletic Bilbao il campionato alla prima stagione. Rientra in Italia nel dicembre 1936 e, dopo un brevissimo passaggio al Milan, fa ritorno al Genoa, ove rimane sino al 1940 e successivamente, dopo la guerra, dal 1946 al 1948, quando si ritira.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Genoa: 1914-1915, 1922-1923, 1923-1924
Roma: 1927-1928
Athletic Bilbao: 1935-1936

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Nicolini, La storia del Napoli, Editrice Italiana Roma, 1967, pagina 38
  2. ^ Vittorio Pozzo, I ricordi di Pozzo – Il Calcio Illustrato, Milano 1949-50 (PDF), su Il Calcio Illustrato, asdponderano.it, p. 12. URL consultato il 19 maggio 2011.
  3. ^ ClubFootball - Fan Channel - Content
  4. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 26 (2009-2010), Panini, 29 ottobre 2012, p. 64.
  5. ^ Genoa, alle origini del calcio italiano
  6. ^ a b Carratelli, p.41
  7. ^ Carratelli, p.38
  8. ^ Carratelli, p.42

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN108057225 · LCCN: (ENno2010041934