Giuseppe Cavanna

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Giuseppe Cavanna
Giuseppe Cavanna.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 171[1] cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Portiere
Ritirato 1946 - giocatore
1959 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1921-1925 Rosso e Verde (Strisce).png Vercellesi Erranti (-?) (-?)
1925-1929 Pro Vercelli 65 (-?)
1929-1936 Napoli 151 (-?)
1936-1937 Benevento 26 (-?)
1937-1939 Pro Vercelli 40 (-?)
1945-1946 Avezzano 4 (-5)
Nazionale
1931-1934 Italia Italia B 6 (-?)
1934 Italia Italia 0 (-0)
Carriera da allenatore
1936 Avellino
1936-1937 Benevento
194? Audax Cervinara
1945-1946 Avezzano
1946-1947 Avezzano
1951 Nocerina
1955-1956 La Chivasso
1959 Pro Vercelli
1961 Trinese
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Oro Italia 1934
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giuseppe Cavanna (Vercelli, 18 novembre 1905Vercelli, 3 novembre 1976) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere. Campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1934.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Zio di Silvio Piola[2], fu un prodotto del fertile vivaio della Vercellesi Erranti; al termine della Seconda Divisione 1923-1924 passò alla Pro Vercelli con cui esordì in campionato nel 1925, in quelle che furono tra le ultime stagioni dei piemontesi in massima divisione nel ventesimo secolo e di cui fu considerato uno dei migliori giocatori[3].

Militò successivamente nel Napoli, difendendo la porta della squadra azzurra tra le stagioni 1929-1930 e 1934-1935, nel primo periodo positivo della storia dei campani, guadagnandosi dai tifosi il soprannome di "Giaguaro"[2]: alla sua prima stagione, quella del 1929-1930 segnata dalla prematura morte dello storico presidente e mecenate Giorgio Ascarelli, la squadra si piazzò quinta[4] per migliorarsi poi ottenendo due terzi posti in Serie A nelle stagioni 1932-1933[5] e 1933-1934[6], risultati che costituirono il miglior piazzamento dei partenopei sino al secondo posto nel campionato 1967-1968[7].

Dopo un'esperienza al Benevento, in Serie C, fece ritorno a Vercelli[3], giocandovi in Serie B un totale di 40 partite.

Durante la stagione 1945-46 disputò 4 partite in Serie C difendendo la porta della Forza e Coraggio di Avezzano di cui era allenatore.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado sei presenze in Nazionale B[3], non esordì mai in Nazionale maggiore[2]; tuttavia fu convocato da Vittorio Pozzo, nel 1934[2], come secondo portiere al vittorioso Mondiale italiano, diventando il primo giocatore del Napoli a laurearsi Campione del mondo, in un periodo in cui la concorrenza per il ruolo era costituita da giocatori come Gianpiero Combi, capitano degli azzurri, Guido Masetti ed il "Leone di Highbury" Carlo Ceresoli.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Da allenatore guidò l'Avellino appena terminata l'esperienza a Napoli da giocatore.[8][9] Successivamente il Benevento nella doppia veste di allenatore-giocatore, l'Audax di Cervinara, subito dopo la guerra la Forza e Coraggio di Avezzano in Serie C per due stagioni, e la Nocerina. Il 27 settembre 1955 raggiunse l'accordo per allenare l' U.R.S. La Chivasso nel campionato Piemontese di Promozione girone A arrivando al 4º posto; lasciò la panchina a fine stagione.[10]

Nel campionato di Serie D 1961-1962 ha allenato la Trinese, venendo sostituito da Pietro Maffei[11].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Italia 1934

Note[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Cavanna (a sinistra) difende la porta del Napoli. Giovanni Vincenzi a destra.
  1. ^ I migliori portieri della nostra vita
  2. ^ a b c d Carratelli, p.52
  3. ^ a b c La Stampa, 4 novembre 1976, pagina 14 archiviolastampa.it
  4. ^ Carratelli, p.42
  5. ^ Carratelli, p.50
  6. ^ Carratelli, p.54
  7. ^ Carratelli, p.172
  8. ^ Leondino Pescatore, Avellino che storia, 100 anni da Lupi: dal niente alla serie A, 3 volumi, Lps Editore, Avellino, dicembre 2012
  9. ^ ForzAvellino: storia e immagini di una squadra di calcio (Antonio Scotti) Nuovedizioni - Napoli - R. Scarpato, 1986
  10. ^ Una Storia, tante storie (Volume 2°)
  11. ^ Massimo D’Agostino e Alexandru Palosanu, Almanacco storico della Serie D – Stagione 1961/62, 2013, p. 240.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]