Nazionale di calcio della Bolivia

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Bolivia Bolivia
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FBF
Federación Boliviana de Fútbol
Codice FIFA BOL
Soprannome La Verde
Selezionatore Bolivia Mauricio Soria
Record presenze Luis Cristaldo e Marco Sandy (93)
Capocannoniere Joaquín Botero (20)
Ranking FIFA 66°
Esordio internazionale
Cile Cile 7 - 1 Bolivia Bolivia
Santiago del Cile, Cile; 12 ottobre 1926
Migliore vittoria
Bolivia Bolivia 7 - 0 Venezuela Venezuela
La Paz, Bolivia; 22 agosto 1993
Bolivia Bolivia 9 - 2 Haiti Haiti
Oruro, Bolivia; 5 marzo 2000
Peggiore sconfitta
Uruguay Uruguay 9 - 0 Bolivia Bolivia
Lima, Perù; 6 novembre 1927
Brasile Brasile 10 - 1 Bolivia Bolivia
San Paolo, Brasile; 10 aprile 1949
Campionato del mondo
Partecipazioni 3 (esordio: 1930)
Miglior risultato Primo turno nel 1930, 1950, 1994
Coppa America
Partecipazioni 25 (esordio: 1926)
Miglior risultato Campioni nel 1963
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 1999)
Miglior risultato Primo turno nel 1999

La Nazionale di calcio della Bolivia (sp. Selección nacional de fútbol de Bolivia) è la squadra di calcio rappresentativa della Bolivia ed è posta sotto l'egida della federazione calcistica boliviana.

Ha vinto la Coppa America nel 1963 e conta tre presenze al Campionato del mondo, dove è sempre stata eliminata al primo turno. La Verde, soprannome della selezione boliviana derivato dal colore della maglia da gioco, è storicamente una delle Nazionali più deboli della CONMEBOL. Attualmente, a ottobre 2014, occupa la 103ª posizione nel Ranking mondiale FIFA quindi attualmente è la peggiore nazionale sudamercana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e il primo Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La Nazionale boliviana nacque nel 1926, un anno dopo l'istituzione della Federazione nazionale, e nello stesso anno dell'affiliazione alla FIFA. La prima partita della selezione avvenne nell'àmbito del Campeonato Sudamericano de Football 1926, il 12 ottobre a Santiago del Cile: nello stadio di calcio dei Campos de Sports de Ñuñoa, la Bolivia fu sconfitta per 7-1 dalla Nazionale del Cile.[1] La Nazionale boliviana era stata invitata dalla Federazione cilena;[2] a guidare la selezione, che vestiva maglia bianca, pantaloni neri e calzettoni neri,[3] era Job de la Cerda[4] (secondo altre fonti, l'allenatore era invece Jorge Valderrama, uno dei giocatori).[1] La prima formazione della Bolivia fu: Bermúdez; Chavarría, Lara; J. Soto, Sáinz, Angulo; C. Soto, Méndez, Aguilar, Bustamante, Alborta. A realizzare il primo gol assoluto fu Teófilo Aguilar.[1] Anche nel secondo incontro con l'Argentina, la Bolivia apparve ancora fragile dal punto di vista tecnico,[5] benché non fosse scarsa la sua preparazione fisica.[2] Nelle quattro gare disputate nel Sudamericano del 1926, la Bolivia registrò altrettante sconfitte, con 2 gol all'attivo a fronte di 24 subìti.

La Nazionale boliviana al Mondiale, poco prima dell'incontro con la Jugoslavia.

Nel 1927 la Bolivia tornò a prendere parte al Campeonato Sudamericano de Football: ancora una volta, perse tutte le partite disputate, segnando 3 gol e subendone 19.[6] Le 7 gare giocate tra il 1926 e il 1927 (bilancio complessivo: 7 sconfitte, 43 gol subìti e 5 fatti) rimasero le uniche fino al 1930.[7] Proprio nel 1930 la Bolivia ricevette l'invito a partecipare al primo Campionato mondiale di calcio, Uruguay 1930, e per prepararsi alla competizione il CT Ulises Saucedo e la commissione tecnica attinsero principalmente dalla selezione dipartimentale di Oruro, che aveva vinto il Campeonato Nacional de selecciones, il principale torneo calcistico boliviano dell'epoca.[8]

La Bolivia, che giunse in Uruguay accompagnata da una delegazione che includeva, oltre ai giocatori e al CT Saucedo, anche i dirigenti Eduardo Sapovich Lizaraga e Luis Zabala,[9] debuttò contro la Jugoslavia il 17 luglio, perdendo 4-0.[10] La rappresentativa boliviana si schierò in campo indossando delle divise che recavano ciascuna una lettera, che affiancate componevano la scritta "Viva Uruguay", in omaggio alla nazione ospitante.[11] Il 20 luglio la selezione, sempre nella consueta divisa bianca di quel periodo, affrontò il Brasile, subendo un'altra sconfitta per 4-0; anche in questa occasione, come contro la Jugoslavia, la Bolivia non apparve dotata di affinate capacità tecniche, benché fosse in grado di opporsi agli avversari facendo affidamento sulle doti di resistenza fisica dei suoi giocatori.[12] La partecipazione boliviana al Mondiale si chiuse quindi con due sconfitte su due incontri, con 8 gol al passivo e nessuno segnato: la Nazionale, che annoverava tra i suoi giocatori diversi elementi che avevano giocato nella prima partita del 1926, era ancora inesperta a livello internazionale.[8]

Gli anni '30 e '40[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1932 e il 1935 la Guerra del Chaco constrinse la Bolivia a interrompere le attività sportive, calcio compreso.[8] La Nazionale saltò quindi i due Sudamericani del 1935 e del 1937, tornando a disputare una partita ufficiale durante i Giochi bolivariani del 1938. Quel torneo vide il debutto assoluto delle Nazionali di Colombia, Ecuador e Venezuela: la Bolivia giunse al secondo posto con 5 punti, dietro al Perù, superando l'Ecuador nello spareggio del 22 agosto 1938 e ottenendo la medaglia d'argento.[13] Nel corso della manifestazione la Bolivia ottenne i primi punti della sua storia, dapprima con il pareggio dell'8 agosto con l'Ecuador e poi con la prima vittoria assoluta, il 3-1 sul Venezuela dell'11 agosto.[13] Il commissario tecnico era l'uruguaiano Julio Borelli.[8]

La prima Nazionale boliviana a vestire una divisa diversa da quella bianca (1946)

Lo stesso Borelli fu alla guida della Nazionale boliviana che, dopo 18 anni di assenza, tornò a partecipare a un Campeonato Sudamericano nel 1945.[14] Nell'incontro del 18 gennaio con l'Argentina, la Nazionale perse per 4-0; contro il Brasile, invece, venne superata per 2-0. L'11 febbraio la Bolivia riuscì a guadagnare il primo punto della sua storia in una edizione del Sudamericano, pareggiando per 0-0 con l'Ecuador; riuscì a impattare anche con la Colombia, questa volta per 3-3, e per la prima volta non chiuse all'ultimo posto: con 2 punti, infatti, giunse sesta su sette partecipanti, con un punto in più dell'Ecuador.[14] La Nazionale boliviana che prese parte al Campeonato Sudamericano 1946 abbandonò per la prima volta la maglietta bianca, vestendo una divisa a strisce bianco-nere che richiamava i colori della selezione del dipartimento di Cochabamba;[15] la squadra tornò a perdere tutte le gare disputate, finendo all'ultimo posto.[16] Nel Campeonato Sudamericano de Football 1947, con Diógenes Lara in panchina, la selezione Verde riuscì a pareggiare altre due partite, nuovamente contro Ecuador e Colombia.[17] Il 1947 vide anche il debutto di uno dei giocatori più importanti della storia del calcio boliviano, Víctor Ugarte.[8]

Nel 1949 la Nazionale ottenne il suo miglior risultato fino a quel momento, classificandosi quarta nel Campeonato Sudamericano che si teneva in Brasile.[8] Vinse la sua prima partita in un Sudamericano il 6 aprile 1949 contro il Cile, per 3-2 a San Paolo; subì poi la sua più pesante sconfitta in assoluto, 10-1 contro i padroni di casa brasiliani, per poi vincere contro Uruguay, Ecuador e Colombia: con 8 punti, 4 vittorie e 3 sconfitte, la Bolivia chiuse quarta,[18] mostrando segni di ulteriori progressi a livello tecnico.

Gli anni '50: il secondo Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla defezione dell'Argentina, la Bolivia si qualificò al campionato del mondo 1950, in programma in Brasile, insieme al Cile.[19] Per la sua seconda partecipazione al Mondiale la Federazione assunse un tecnico italiano, Mario Pretto: la Bolivia giocò un solo incontro poiché nel suo gruppo, il D, vi furono due ritiri (Scozia e Turchia).[20] Sconfitta per 8-0 dall'Uruguay, la Nazionale fu nuovamente estromessa dalla competizione senza ottenere neanche un punto.[19] Passarono tre anni prima che la selezione tornasse in campo:[21] nel 1953, infatti, prese parte al Campeonato Sudamericano, esordendo con una vittoria per 1-0 sul Perù nella gara d'apertura del torneo.[22] La rosa presentava alcune variazioni rispetto a quella dell'edizione precedente del Sudamericano (1949) e a quella del Mondiale: la rete di Víctor Ugarte contro il Perù fu la prima segnata all'Estadio Nacional del Perú.[23] La Bolivia chiuse il suo 1953 con una vittoria, un pareggio e 4 sconfitte,[21] che la portarono al penultimo posto del Sudamericano.[22] Per l'ultima volta la Nazionale vestì la maglia bianca: dal 1957 in poi venne adottata la divisa verde.[15]

La Nazionale boliviana nel 1957 durante le qualificazioni al Mondiale

Nel 1957 la Bolivia disputò una competizione amichevole contro il Paraguay, la Copa Paz del Chaco, che si svolse in quattro incontri: con due vittorie, un pareggio e una sconfitta, la Bolivia si aggiudicò la prima edizione del trofeo.[24] Per la prima volta, inoltre, la Bolivia prese parte al torneo di qualificazione per i Mondiali (già nel 1950 aveva disputato le due gare previste contro il Cile, ma con il ritiro dell'Argentina esse furono considerate amichevoli, visto che avevano perso la loro validità ai fini della qualificazione al Mondiale).[19] Inserita nel gruppo 2 della CONMEBOL, la Nazionale esordì il 23 settembre con una sconfitta per 2-1 a Santiago del Cile, cui il 29 settembre seguì la vittoria per 3-0 sempre contro i cileni; il 6 ottobre la Bolivia ottenne la prima vittoria contro l'Argentina della loro storia (le precedenti sfide con gli argentini si erano sempre concluse con la vittoria dei bianco-celesti con larghi margini[21]), mentre al ritorno fu sconfitta per 4-0.[19] Con due vittorie e due sconfitte, la Nazionale chiuse al secondo posto nel girone con 4 punti.[19]

Nel 1959 tutte le gare disputate furono valide per il Campeonato Sudamericano tenutosi in Argentina: su 6 partite, gli andini subirono 5 sconfitte, riuscendo a pareggiare contro il Perù solo all'ultima giornata, finendo all'ultimo posto su 7 squadre.[25] La Bolivia non tornò in campo fino al 1961.[21]

Gli anni '60: la vittoria del '63[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni '60 della Bolivia furono aperti dal torneo di qualificazione al campionato del mondo 1962.[21] L'avversario della Bolivia fu l'Uruguay: la prima gara si disputò all'Estadio Hernando Siles il 15 luglio, e terminò in parità (1-1); al ritorno a Montevideo la Nazionale Verde fu sconfitta per 2-1, venendo eliminata dal Mondiale.[26] Nel 1962 venne disputata la seconda edizione della Copa Paz del Chaco, nuovamente vinta dalla Bolivia.[21]

Anche il 1963 fu inaugurato dalla Copa Paz del Chaco, che in quell'occasione fu appannaggio del Paraguay.[21] In quell'anno si disputò il Campeonato Sudamericano de Football, che per la prima volta veniva ospitato dalla Bolivia.[27] Per l'occasione vi furono numerosi rimodernamenti delle infrastrutture (furono ristruttrati l'Estadio Hernando Siles e l'Estadio Félix Capriles, i due principali impianti sportivi del Paese) e venne intensificata la preparazione tecnica e atletica della squadra nazionale.[27] La Federazione assunse anche un nuovo commissario tecnico, Danilo, che esordì con due sconfitte nella Copa Paz del Chaco 1963, ma fu ugualmente confermato anche per il Sudamericano.[27] Il 10 marzo Bolivia ed Ecuador aprirono la manifestazione con un pareggio per 4-4 a La Paz; la seconda partita, giocata il 17 marzo, vide la Bolivia sconfiggere la Colombia per 2-1 con due reti di Máximo Alcócer.[28] Con i successi su Perù (3-2), Paraguay (2-0) e Argentina (3-2) la Bolivia si assicurò, con l'ultima giornata ancora da disputare, un vantaggio di un punto sui paraguaiani (9 contro 8).[27] Il 31 marzo la Bolivia sconfisse il Brasile per 5-4, con l'ultimo gol della carriera di Alcócer all'86' (il giocatore subì poi un infortunio che lo costrinse al ritiro) e vinse, per la prima volta nella sua storia, il titolo di Campione del Sudamerica, con 5 vittorie, 1 pareggio e 0 sconfitte.[27][28]

Nel 1965 la Bolivia riprese l'attività internazionale in occasione delle qualificazioni a Inghilterra 1966: la Nazionale andina chiuse all'ultimo posto nel gruppo 3, dietro ad Argentina e Paraguay.[21] I boliviani mostrarono alcuni segni di cedimento dovuti all'età media della squadra, piuttosto alta, e per la prima volta persero a La Paz (Bolivia-Argentina 1-2, 29 agosto).[26] Nel 1967 la Bolivia prese parte al Campeonato Sudamericano da campione in carica: nell'incontro inaugurale perse 4-0 con i padroni di casa dell'Uruguay.[29] La squadra, che annoverava nella sua rosa alcuni dei campioni del 1963, perse 4 partite su 5, pareggiandone una: chiuse all'ultimo posto, sconfitta anche dall'esordiente Venezuela.[29][30] Il titolo passò dalla Bolivia all'Uruguay.

Gli anni '60 terminarono con le qualificazioni a Messico 1970: con la vittoria per 3-1 sull'Argentina all'esordio, la Bolivia, rinnovata dopo la negativa prestazione del 1967, riuscì a tornare alla vittoria dopo 4 anni.[31] Il 17 agosto a La Paz la Bolivia riuscì a battere anche il Perù, ma con due sconfitte in altrettante gare di ritorno perdette la possibilità di partecipare al Mondiale.[31]

Gli anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 la Bolivia disputò un solo incontro, l'amichevole del 15 agosto a La Paz contro il Cile, conclusasi con una sconfitta per 4-3.[21] Nel 1972 prese parte alla Coppa d'Indipendenza Brasiliana, classificandosi al 4º e penultimo posto nel gruppo 3. Nel 1973, dopo una serie di partite amichevoli di preparazione, la Nazionale boliviana iniziò le qualificazioni al campionato del mondo 1974, in cui veniva contrapposta ad Argentina e Paraguay nel gruppo 2.[31] La prima partita, giocata a La Paz il 2 settembre 1973, finì con la vittoria paraguaiana per 2-1: le seguenti gare videro la Bolivia sempre sconfitta, con 11 gol al passivo e uno all'attivo.[21] La prestazione della Verde in questo torneo di qualificazione fu la peggiore della sua storia.[31]

Dopo oltre un anno di inattività, la selezione boliviana tornò in campo il 27 giugno 1975 contro l'Argentina, perdendo per 2-1: questa partita fu la prima di tre gare preparatorie fissate in vista della Coppa America 1975 (le altre due furono con Paraguay ed Ecuador nel mese di luglio).[21] La compagine andina aveva rinnovato la propria rosa, sostituendo gran parte dei giocatori degli anni '60 in favore di nuovi elementi.[30] Per conservare il vantaggio derivato dal giocare le partite a elevate altitudini, per la prima volta la Federazione designò l'Estadio Jesús Bermúdez di Oruro quale sede delle partite della Nazionale.[30] Il 20 luglio la Bolivia esordì sconfiggendo il Cile per 2-1, a Oruro; decisiva fu la doppietta di Ovidio Mezza.[32] Alla vittoria seguirono però tre sconfitte, che impedirono alla Bolivia il passaggio del turno e la fermarono all'ultimo posto del girone, con 2 punti.[32]

Circa un anno e mezzo dopo l'ultima partita del 1975, quella del 13 agosto con il Cile, la Bolivia riprese a giocare in occasione della Copa Paz del Chaco del 1977, persa contro il Paraguay.[21] Iniziarono poi le qualificazioni per Argentina 1978: per tale competizione, la squadra cambiò stile di gioco, cercando di valorizzare le doti tecniche dei suoi elementi tramite l'aggiunta di giocatori a centrocampo (fu pertanto abbandonato il 4-2-4 degli anni precedenti).[31] A livello tattico, tuttavia, la Bolivia mostrava ancora qualche obsolescenza, e benché fosse dotata di una solida difesa pativa la scarsa efficacia dei suoi attaccanti.[31] Le vittorie su Uruguay e Venezuela (2 volte) e il pareggio del 27 marzo a Montevideo nella gara di ritorno con gli uruguaiani permisero alla Bolivia, per la prima volta, il passaggio del turno come prima qualificata nel proprio girone, con 7 punti.[31] Giunta al girone finale, la formazione boliviana subì due larghe sconfitte da Brasile (8-0) e Perù (5-0) che la costrinsero a disputare lo spareggio inter-zona con l'Ungheria: contro i danubiani pesò la sconfitta di Budapest (6-0, prima gara giocata dalla Bolivia in terra europea), che boliviani non riuscirono a recuperare a La Paz, dove persero nuovamente.[21] Nel 1977 si disputò anche la prima amichevole con una Nazionale europea, quella con la Polonia del 12 giugno.[21]

Per tutto il 1978 la Bolivia rimase inattiva; tornò a giocare nel luglio 1979, dapprima per la Copa Paz del Chaco e in seguito per la Coppa America.[21] Accoppiata ad Argentina e Brasile, la Bolivia riuscì a superare l'Albiceleste per 2-1 a La Paz con doppietta di Jesús Reynaldo; lo stesso risultato si ripeté contro il Brasile, ma nelle due gare di ritorno la Bolivia subì altrettante sconfitte.[33] Al termine della Coppa America la Nazionale boliviana si classificò al secondo posto, sopra i campioni del mondo argentini per un punto, ma non ottenne comunque il passaggio al turno successivo.[33]

Gli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Nel biennio 1980-1981 la Bolivia giocò numerose partite amichevoli, tra cui due con la Finlandia e altrettante con la Cecoslovacchia; nel 1981 prese parte alle qualificazioni al campionato del mondo 1982, esordendo il 15 febbraio con una vittoria sul Venezuela.[21] Le seguenti 3 sconfitte, due contro il Brasile (sia a La Paz che a Rio de Janeiro) e una con il Venezuela a Caracas, estromisero la Bolivia dal Mondiale, facendola terminare le eliminatorie al 2º posto nel girone, davanti al Venezuela per la miglior differenza reti (-1 contro -8).[21]

La Nazionale sospese le attività dal marzo 1981 al luglio 1983: tornò a giocare contro il Cile a La Paz il 19 luglio 1983.[21] Dopo tre partite di preparazione alla Coppa America, iniziò la manifestazione vera e propria. Inserita nel girone 3 con Colombia e Perù, la Bolivia debuttò con una sconfitta con i colombiani a La Paz,[34] che rappresentò la prima sconfitta della Bolivia con la Colombia dopo 45 anni.[30] Seguirono poi il pareggio per 1-1 con il Perù (21 agosto), quello per 2-2 con la Bolivia (31 agosto) e infine la sconfitta per 2-1 con i peruviani a Lima (4 settembre), che determinò l'ultimo posto boliviano nel girone, con 2 punti e 0 vittorie.[34]

Nel 1985, in vista delle qualificazioni per Messico 1986, la Bolivia giocò sette amichevoli, cinque delle quali nel mese di febbraio.[21] Il girone, che vedeva contrapposte Bolivia, Brasile e Paraguay, iniziò con l'1-1 tra i boliviani e i paraguaiani; la Bolivia perse poi due gare e pareggiò quella di ritorno con il Brasile a San Paolo: avendo ottenuto due punti, si classificò al terzo e ultimo posto.[21]

Nel 1987 la Bolivia tornò in campo per prepararsi alla Coppa America, disputando due partite con Paraguay e Uruguay, entrambe perse.[21] La Nazionale andina fu assegnata al gruppo C, contenente Colombia e Paraguay.[35] Per la Coppa, tornata a disputarsi in un solo paese dopo tre edizioni senza sede fissa, furono chiamati diversi giocatori d'esperienza e alcuni di rilievo, ma la squadra non pareva superiore rispetto alle edizioni precedenti.[30] Durante la competizione la Bolivia pareggiò per 0-0 con il Paraguay e perse 2-0 con la Colombia, chiudendo al 2º posto su 3 squadre (riuscì a ottenere un miglior piazzamento rispetto al Paraguay grazie alla miglior differenza reti, -2 contro -3).[35]

Nel 1989 la selezione Verde dovette affrontare due competizioni ufficiali, la Coppa America e le qualificazioni a Italia 1990. Per giungere preparata a questi due impegni,[30] la Federazione organizzò 6 incontri amichevoli, nei quali la Nazionale registrò una vittoria, un pareggio e 4 sconfitte.[21] La selezione includeva in rosa diversi elementi che fecero bene negli anni 1990.[30] Il 4 luglio debuttò in Coppa America, venendo sconfitta per 3-0 dall'Uruguay; il girone, che comprendeva 5 squadre, era completato da Argentina, Cile ed Ecuador.[36] Con l'Ecuador giunse un pareggio per 0-0; arrivarono poi la sconfitta con il Cile (5-0) e un altro pareggio senza gol con l'Argentina: la Bolivia giunse all'ultimo posto del girone con 2 punti, senza gol segnati e con 8 reti al passivo.[36] Il girone eliminatorio per i Mondiali, invece, fu caratterizzato da buoni risultati: con 3 vittorie e una sconfitta, la Nazionale boliviana chiuse al secondo posto dietro l'Uruguay con 6 punti, e solo la differenza reti impedì ai boliviani di qualificarsi a Italia 1990.[21]

Gli anni '90: USA 1994 e il secondo posto in Coppa America[modifica | modifica wikitesto]

La preparazione per la Coppa America 1991 fu breve e previde solo due gare con il Paraguay, valevoli per la Copa Paz del Chaco;[21] La Nazionale boliviana integrò il gruppo B, formato da Brasile, Colombia, Ecuador e Uruguay: al debutto, la Nazionale pareggiò per 1-1 con l'Uruguay.[37] Sconfitta dal Brasile nella gara successiva, la Bolivia ottenne un altro punto grazie allo 0-0 con la Colombia, ma fu poi superata per 4-0 dall'Ecuador, e al termine della Coppa fu ancora una volta l'ultima classificata del proprio gruppo.[37] La Bolivia si fermò dal luglio 1991 al gennaio 1993: tornò a giocare il 29 gennaio contro l'Honduras.[21] Dopo una lunga serie di amichevoli con squadre centroamericane (Honduras, El Salvador, Stati Uniti) e sudamericane, la Nazionale boliviana si presentò alla Coppa America 1993 senza molte aspettative, benché la rosa fosse composta da elementi di discreto valore.[30] Nel gruppo C la selezione andina si trovò ad affrontare Argentina, Colombia e Messico, prima Nazionale centroamericana a disputare la Coppa America.[38] Una rete di Gabriel Batistuta segnò la vittoria argentina per 1-0 alla prima giornata, il 17 giugno; seguirono poi due pareggi, il primo per 1-1 con la Colombia, il secondo per 0-0 con il Messico.[38] La Bolivia chiuse la Coppa all'ultimo posto nel proprio gruppo.[38]

Il torneo di qualificazione al campionato del mondo 1994 vide per la prima volta la Bolivia qualificata al Mondiale tramite i gironi preliminari: nel 1930 e nel 1950, infatti, la selezione Verde non aveva partecipato ai turni eliminatori, accedendo direttamente alla fase finale. Le qualificazioni iniziarono il 18 luglio, meno di un mese dopo la fine della Coppa America: la Bolivia superò per 7-1 il Venezuela, con una delle vittorie più larghe della sua storia.[21] Il 25 luglio 1993 la Nazionale sconfisse il Brasile per 2-0 a La Paz: si trattò della prima sconfitta della selezione verde-oro nelle qualificazioni mondiali.[39] Il cammino della Bolivia proseguì con altre tre vittorie contro Uruguay, Ecuador e Venezuela (7-0, miglior vittoria della storia per i boliviani), e nonostante le sconfitte per 6-0 e 1-2 patite rispettivamente da Brasile e Uruguay, la Nazionale riuscì a qualificarsi per il Mondiale del 1994, grazie al secondo posto nel proprio girone alle spalle del Brasile.

Nel 1994 la compagine Verde giocò molte amichevoli di preparazione con squadre d'ogni continente: nel periodo febbraio-giugno giocò 12 gare pre-Mondiale.[21] L'urna mise i boliviani nel Girone C insieme alla Germania campione uscente, alla Spagna ed alla Corea del Sud. Il 17 giugno esordì contro la Germania nella prima partita del torneo e perse 1-0 con gol di Jurgen Klinsmann, viziato da una maldestra uscita dell'estremo difensore boliviano Carlos Trucco. Da segnalare anche l'esordio di Marco Etcheverry, soprannominato El Diablo, il miglior calciatore boliviano degli anni novanta, che si fece espellere dopo tre minuti dal suo ingresso in campo (era subentrato al 34º minuto della ripresa a Ramallo) per un calcio a Lothar Matthäus. Il 23 giugno la Bolivia conquistò il suo primo ed unico punto ad un Mondiale, frutto di uno 0-0 contro la Corea del Sud. Nonostante avesse conquistato fino a quel momento un solo punto, la Bolivia nutriva ancora qualche speranza di ottenere la qualificazione agli ottavi, a patto di battere la Spagna guidata da Javier Clemente. Tuttavia, la Bolivia perse 3-1 con rete su rigore di Josep Guardiola nel primo tempo, raddoppio di José Luis Caminero al 65º minuto della ripresa e risposta di Sanchez un minuto più tardi. Quella di Sanchez è l'unica rete segnata ai Mondiali dalla Bolivia. A chiudere i conti fu ancora Caminero.[40]

Nel 1995 la Bolivia giocò alcune gare in vista della Coppa America, unica competizione ufficiale programmata per quell'anno.[21] Antonio López Habas, nuovo tecnico della Nazionale, operò un limitato rinnovamento della rosa, mantenendo di fatto le basi della formazione che aveva partecipato al Mondiale e alla Coppa America precedente.[30] Inclusa nel girone C con Argentina, Cile e Stati Uniti, la selezione boliviana perse al debutto con gli argentini e vinse per 1-0 sugli Stati Uniti: grazie al pareggio per 2-2 contro il Cile, figlio di una buona prestazione,[30] valse alla Bolivia il passaggio del turno, ritrovato dopo molti anni e, di fatto ottenuto per la prima volta dall'introduzione della formula a più gironi nella Coppa. Ai quarti di finale la Bolivia fu sconfitta ed eliminata dall'Uruguay, futuro vincitore del titolo.[41] Nel 1996 gran parte degli incontri disputati fu valido per le qualificazione a Francia 1998, primo torneo eliminatorio a girone unico e primo a svolgersi in due anni (1996 e 1997) anziché solo in quello antecedente al Mondiale.[21]

In mezzo alle partite di qualificazione fu programmata la Coppa America, la cui organizzazione fu assegnata alla Bolivia per la seconda volta nella storia.[42] Per ospitare la manifestazione furono scelte cinque città, i cui stadi furono parzialmente rimodernati.[42] Con tre vittorie in altrettante partite nella prima fase (contro Perù, Uruguay e Venezuela) la Bolivia si qualificò ai quarti come prima del girone, imbattuta e senza aver subìto reti.[43] Ai quarti venne sconfitta la Colombia, con gol su calcio di punizione di Marco Etcheverry e rete di Erwin Sánchez;[42] la semifinale fu vinta dai boliviani per 3-1 sui messicani, in una gara ricca di duri contrasti tra i giocatori (6 ammoniti e due espulsi).[42][43] La finale vide contrapposte Bolivia e Brasile: nonostante il provvisorio pareggio per 1-1 raggiunto da E. Sánchez dopo il gol di Edmundo, la Bolivia perse per 3-1, con le altre due reti brasiliane segnate da Ronaldo e Zé Roberto.[43]

Le qualificazioni al Mondiale si chiusero il 16 novembre 1997:[21] la Bolivia si classificò al penultimo posto (8º su 9), con 17 punti. Per tutto il 1998 la Bolivia rimase inattiva, e riprese a giocare il 24 gennaio 1999 con un'amichevole contro gli Stati Uniti.[21] Nella Coppa America 1999 la Verde, guidata dal tecnico argentino Héctor Veira, uscì al primo turno, con 2 pareggi e una sconfitta:[44] la compagine andina mostrò alcune difficoltà in fase realizzativa.[45]

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione 2007 della Copa América, svoltasi in Venezuela, la Bolivia è stata eliminata al primo turno dopo un pareggio per 2-2 nella prima partita contro i padroni di casa e un pareggio ottenuto all'86º minuto dal Perù.

Il 1º aprile 2009, in una partita valida per le Qualificazioni al Mondiale di Sudafrica 2010, la Verde ha ottenuto un risultato storico battendo 6-1 l'Argentina allo Stadio Hernando Siles di La Paz.[46]

Nella Coppa America 2011 esordisce pareggiando contro i padroni di casa dell'Argentina per 1-1. La seconda partita sembrava l'occasione per tornare a vincere una partita nella competizione continentale, ma la "Verde" perde per 0-2 contro la Costa Rica, squadra composta da giocatori Under-23. Pochi giorni dopo viene definitivamente eliminata, perdendo 2-0 contro la Colombia.

Il problema dell'altitudine[modifica | modifica wikitesto]

La Bolivia è ben nota nel mondo calcistico per un problema particolare: gioca infatti le sue partite a La Paz che, con un'altitudine media di circa 3600 m s.l.m., è la capitale più alta del mondo. Questa situazione climatica e ambientale ha da sempre favorito la selezione verde nelle partite casalinghe: a certe altitudini, infatti, l'aria diventa molto più rarefatta e l'ossigenazione più difficile. Se i calciatori boliviani sono tutti o quasi abituati a giocare in queste condizioni atmosferiche, le nazionali ospitate trovano grosse difficoltà e non sono mancati i casi nei quali a fine partita i calciatori avversari hanno avuto la necessità di aiutarsi con bombole d'ossigeno. Anche i risultati risultano a volte falsati e, non a caso, le formazioni non abituate, specialmente se la tenuta atletica non è al meglio, tendono a crollare a livello fisico nell'ultimo quarto d'ora della partita favorendo i boliviani che non poche volte hanno vinto proprio negli ultimi minuti. A questo c'è da aggiungere che il pallone, sempre per l'elevata altitudine, tende ad assumere traiettorie a volte imprevedibili e velocità più elevate della norma.[47]

A causa della preoccupazione della FIFA per la salute dei calciatori, incalzata anche da varie proteste di molte federazioni calcistiche, la Bolivia rischia di vedere bandito il proprio stadio nazionale: la stessa FIFA ha emanato un divieto di giocare partite internazionali a più di 2.500 metri prima,[48] e 3.000 dopo (a seguito delle proteste di Colombia ed Ecuador, anch'esse andine), concedendo poi una deroga fino al 2012 alla Bolivia in modo che possa cercare una nuova collocazione. In Bolivia è divenuto un caso di orgoglio nazionale e di protesta, dato che lo stesso presidente boliviano, Evo Morales, ha disputato con altri membri del governo una partita a circa 6.000 metri d'altezza sulle Ande.[49]

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei convocati resa nota il 1 giugno 2015.

Commissario tecnico: Mauricio Soria

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
P Hugo Suárez 7 febbraio 1982 (33 anni) 12 0 Bolivia Blooming
P Romel Quiñónez 25 giugno 1992 (23 anni) 7 0 Bolivia Bolívar
P José Peñarrieta 18 novembre 1994 (20 anni) 0 0 Bolivia Petrolero de Yacuiba
D Ronald Raldes Captain sports.svg 20 aprile 1981 (34 anni) 81 1 Bolivia Oriente Petrolero
D Marvin Bejarano 6 marzo 1988 (27 anni) 20 0 Bolivia Oriente Petrolero
D Maicon Martins 4 ottobre 1991 (23 anni) 18 8 Porto Rico Puerto Rico FC
D Edward Zenteno 5 dicembre 1984 (30 anni) 15 0 Bolivia Jorge Wilstermann
D Ronald Eguino 20 febbraio 1988 (27 anni) 8 0 Bolivia Bolívar
D Miguel Hurtado 4 luglio 1985 (30 anni) 2 0 Bolivia Blooming
D Leonel Morales 2 settembre 1988 (26 anni) 2 0 Bolivia Blooming
D Cristian Coimbra 11 settembre 1989 (25 anni) 0 0 Bolivia Blooming
C Jhasmani Campos 10 maggio 1988 (27 anni) 27 2 Bolivia Bolívar
C Alejandro Chumacero 22 aprile 1991 (24 anni) 21 1 Bolivia The Strongest
C Pablo Escobar 23 febbraio 1979 (36 anni) 16 3 Bolivia The Strongest
C Wálter Veizaga 22 aprile 1986 (29 anni) 10 0 Bolivia The Strongest
C Danny Bejarano 3 gennaio 1994 (21 anni) 8 0 Bolivia Oriente Petrolero
C Damir Miranda 6 ottobre 1985 (29 anni) 4 0 Bolivia Bolívar
C Damián Lizio 30 giugno 1989 (26 anni) 2 1 Cile Club Deportivo O'Higgins
C Martin Smedberg-Dalence 10 maggio 1984 (31 anni) 1 0 Svezia IFK Göteborg
C Sebastián Gamarra 15 gennaio 1997 (18 anni) 0 0 Italia Milan
A Marcelo Moreno 18 giugno 1987 (28 anni) 49 12 Cina Changchun Yatai
A Ricardo Pedriel 1º settembre 1987 (27 anni) 15 3 Turchia Mersin İdmanyurdu
A Alcides Peña 14 gennaio 1989 (26 anni) 15 1 Bolivia Oriente Petrolero

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Record di presenze[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Presenze Reti
1. Luis Cristaldo 1989-2005 93 5
1. Marco Sandy 1993-2003 93 6
3. José Milton Melgar 1980-1997 89 6
4. Carlos Fernando Borja 1979-1997 88 1
5. Julio César Baldivieso 1991-2005 85 15
5. Juan Manuel Peña 1991-2009 85 1
7. Miguel Rimba 1989-2000 80 0
8. Óscar Carmelo Sánchez 1994-2006 78 6
9. Jaime Moreno 1991-2008 75 9
10. Marco Etcheverry 1989-2003 71 13

Record di reti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Reti
1. Joaquín Botero 1999-2009 20
2. Víctor Ugarte 1947-1963 16
3. Carlos Aragonés 1977-1981 15
3. Julio César Baldivieso 1991-2005 15
3. Erwin Sánchez 1989-2005 15
6. Marcelo Moreno 2007- 14
7. Marco Etcheverry 1989-2003 13
7. Máximo Alcócer 1953-1963 13

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Prima divisa[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione della prima divisa della Nazionale boliviana dal 1926:[15]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1926-1953
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1946
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1957-oggi

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1930
Bermúdez, P Murillo, D Chavarría, D Durandal, D Reyes Peñaranda, C Argote, C Brito, C Lara, C Noya, C Sáinz, C Valderrama, A Alborta, A Bustamante, A Fernández, A Gómez, A Méndez, A Reyes Ortiz, CT: Saucedo
Coppa del Mondo FIFA 1950
Arraya, P E. Gutiérrez, D Achá, D Bustamante, D Greco, C Aparicio, C Aráoz, C Arricio, C Cabrera, C Ferrel, C Saavedra, C Sandoval, C Valencia, A Algarañaz, A Brown, A Caparelli, A Godoy, A Guerra, A B. Gutiérrez, A Maldonado, A Mena, A Ugarte, CT: Pretto
Coppa del Mondo FIFA 1994
Trucco, 2 J. Peña, 3 Sandy, 4 Rimba, 5 Quinteros, 6 Borja, 7 Pinedo, 8 Melgar, 9 A. Peña, 10 Etcheverry, 11 Moreno, 12 Rojas, 13 Soruco, 14 Ramos, 15 Soria, 16 Cristaldo, 17 O. Sánchez, 18 Ramallo, 19 Torrico, 20 Castillo, 21 E. Sánchez, 22 Baldivieso, CT: Azkargorta

Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica wikitesto]

Campeonato Sudamericano 1926
Bermúdez, P Araníbar, D Chavarría, D Lara, D Urriolagoitía, C Angulo, C Sáinz, C J. Soto, C Valderrama, A Aguilar, A Alborta, A Bustamante, A Méndez, A C. Soto, CT: de la Cerda
Campeonato Sudamericano 1927
Bermúdez, D Chavarría, D Lara, C Pinilla, C Rengel, C Sáinz, C J. Soto, C Valderrama, A Alborta, A Bustamante, A Malpartida, A Méndez, A C. Soto, A Toro, CT: Valderrama
Campeonato Sudamericano 1945
Arraya, P C. Prieto, D Achá, D N. Prieto, D Rojas, C Calderón, C Fernández, C Gorostiaga, C Gutiérrez, C Inchausti, C Saavedra, A González, A Medrano, A Orgaz, A Orozco, A Ortega, A Peredo, A Romero, A Tapia, CT: Borelli
Campeonato Sudamericano 1946
Arraya, P Navarro, D Achá, D Bustamante, D N. Prieto, C Calderón, C Delgadillo, C Fernández, C Ferrel, C Inchausti, C Vargas, A Garzón, A González, A Maida, A Orgaz, A Ortega, A Peñaloza, A Peredo, A Rosenberg, A Tapia, A Vega, ? Cuéllar, CT: Lara
Campeonato Sudamericano 1947
Arraya, P E. Gutiérrez, D Achá, D Bustamante, C Calderón, C Aráoz, C Ferrel, C Vargas, A González, A B. Gutiérrez, A Guerra, A Maida, A Maldonado, A Orgaz, A Tapia, A Tardío, A Ugarte, A Vega, CT: Lara
Campeonato Sudamericano 1949
Arraya, P E. Gutiérrez, D Achá, D Bustamante, D Delgadillo, C Arias, C Cabrera, C Ferrel, C Montaño, C Valencia, A Algarañaz, A Godoy, A B. Gutiérrez, A Maldonado, A Mena, A Rojas, A Tapia, A Ugarte, CT: Deheza
Campeonato Sudamericano 1953
E. Gutiérrez, P Reinoso, D Bustamante, D González, C Cabrera, C Miranda, C Santos, C Valencia, C Vargas, A Alcón, A Brown, A Díaz, A B. Gutiérrez, A López, A Mena, A Ramírez, A Sánchez, A Ugarte, ? Palazuelos, CT: Vicino
Campeonato Sudamericano 1963
Álvarez, P A. López, D Cainzo, D Palenque, D Torres, D Villarroel, C Camacho, C Cárdenas, C Espinoza, C Je. Herbas, C Ramírez, C Vargas, C Zabalaga, A Aguirre, A Alcócer, A Aramayo, A Blacut, A Castillo, A García, A Ja. Herbas, A R. López, A Quinteros, A Ugarte, CT: Danilo
Campeonato Sudamericano 1967
Cobo, P Issa, D Maldonado, D Palenque, D Troncoso, C Ja. Herbas, C Je. Herbas, C Quiroga, C Zabalaga, A Agreda, A Blacut, A Camacho, A Cortez, A Flores, A García, A López, A Quinteros, A Sánchez, A Urdidínea, A Vargas, CT: Trigo
Copa América 1975
C. Jiménez, D del Llano, D Iriondo, D Lima, D Rojas, C Angulo, C Liendo, C Linares, C Rimazza, C Vargas, A Díaz, A Farías, A Fernández, A P. Jiménez, A Messa, A Morales, A Pariente, A Sánchez, CT: Valda
Copa América 1979
Hoyos, P Jiménez, D Delfín, D del Llano, D Espinosa, D Fierro, D Vaca, D Vargas, C Angulo, C Aragonés, C Baldivieso, C Borja, C González, C Paniagua, C Romero, A Aguilar, A Messa, A Reynaldo, CT: Blacut
Copa América 1983
Terrazas, D Arias, D Coimbra, D Pérez, D Urizar, D Vaca, D Vargas, C Borja, C J. Camacho, C Castillo, C Melgar, C Paniagua, C Romero, C Villarroel, A Aguilar, A Messa, A Rojas, A Salinas, CT: W. Camacho
Copa América 1987
Galarza, 2 Roca, 3 Noro, 4 Vera, 5 Coimbra, 6 Villegas, 7 (Saldías), 8 Melgar, 9 Justiniano, 10 Borja, 11 Ávila, 12 Barrero, 13 (Ramos), 14 Paniagua, 15 Á. Peña, 16 Ramírez, 17 Antelo, 18 Arias, 19 Taborga, 20 Rojas, CT: Veiga
Copa América 1989
Galarza, 2 Arias, 3 Borja, 4 Etcheverry, 5 Ferrufino, 6 Fontana, 7 García, 8 Martínez, 9 Melgar, 10 Paniagua, 11 Á. Peña, 12 Barrero, 13 Rimba, 14 Roca, 15 Saldías, 16 Salinas, 17 Sánchez, 18 Takeo, 19 Villegas, 20 Castillo, CT: Habegger
Copa América 1991
Barrero, 2 Rimba, 3 Jiguchi, 4 Saldías, 5 Ferrufino, 6 Rivero, 7 Borja, 8 Melgar, 9 Suárez, 10 Etcheverry, 11 Moreno, 12 Soria, 13 J. Peña, 14 Medrano, 15 Soruco, 16 Sánchez, 17 Chávez, 18 Molina, 19 Á. Peña, 20 R. Castillo, 21 Baldivieso, 22 Aragón, CT: Blacut
Copa América 1993
Rojas, 2 J. Peña, 3 Sandy, 4 Rimba, 5 Quinteros, 6 Borja, 7 Villarroel, 8 Melgar, 9 Á. Peña, 10 Etcheverry, 11 Moreno, 12 Torrico, 13 Soruco, 14 Ríos, 15 Pérez, 16 Cristaldo, 17 Ramallo, 18 Noro, 19 I. Castillo, 20 R. Castillo, 21 Sánchez, 22 Baldivieso, CT: Azkargorta
Copa América 1995
Trucco, 2 I. Castillo, 3 Sandy, 4 Rimba, 5 J. Peña, 6 Cristaldo, 7 Angola, 8 Melgar, 9 Á. Peña, 10 Etcheverry, 11 Mercado, 12 Torrico, 13 Sánchez, 14 Ramos, 15 Quinteros, 16 Ruiz, 17 Suárez, 18 Borja, 19 Arteaga, 20 Baldivieso, 21 Medeiros, 22 Soria, CT: López
Copa América 1997
Trucco, 2 Peña, 3 Sandy, 4 Rimba, 5 Ó. Sánchez, 6 V. Soria, 7 S. Castillo, 8 Melgar, 9 Moreno, 10 Etcheverry, 11 Gutiérrez, 12 M. Soria, 13 Jiguchi, 14 Tufiño, 15 Blanco, 16 Cristaldo, 17 Méndez, 18 Coimbra, 19 I. Castillo, 20 R. Castillo, 21 E. Sánchez, 22 Baldivieso, CT: López
Copa América 1999
Fernández, 2 J. Peña, 3 Sandy, 4 Rimba, 5 Ó. Sánchez, 6 Ochoaizpur, 7 Gutiérrez, 8 Tufiño, 9 Moreno, 10 Etcheverry, 11 Coimbra, 12 Galarza, 13 Liendo, 14 Lozano, 15 Cristaldo, 16 Soria, 17 Justiniano, 18 Quinteros, 19 I. Castillo, 20 Ribera, 21 E. Sánchez, 22 Antelo, CT: Veira
Copa América 2001
Arias, 2 Loayza, 3 Sandy, 4 Colque, 5 Carballo, 6 Justiniano, 7 Ribeiro, 8 Calustro, 9 Botero, 10 Baldivieso, 11 Paz, 12 Barrientos, 13 Escalante, 14 García, 15 Álvarez, 16 Raldes, 17 Jiguchi, 18 Gutiérrez, 19 Coimbra, 20 Galindo, 21 Rojas, 22 Suárez, CT: Aragonés
Copa América 2004
J.C. Fernández, 2 Hoyos, 3 Jáuregui, 4 Álvarez, 5 Arana, 6 Rojas, 7 Cristaldo, 8 Tufiño, 9 Mercado, 10 Gutiérrez, 11 Suárez, 12 Flores, 13 Galarza, 14 Soliz, 15 Pizarro, 16 Raldes, 17 Arce, 18 Vaca Diez, 19 Galindo, 20 Botero, 21 L. Fernández, 22 Sánchez, CT: Blacut
Copa América 2007
H. Suárez, 2 J. Peña, 3 Méndez, 4 L. Álvarez, 5 Reyes, 6 García, 7 Sossa, 8 Mojica, 9 Moreno, 10 Vaca, 11 Cabrera, 12 Galarza, 13 Rodríguez, 14 Hoyos, 15 Ortiz, 16 Raldes, 17 Arce, 18 Galindo, 19 Andaveris, 20 Lima, 21 J. Campos, 22 D. Peña, CT: E. Sánchez
Copa América 2011
Arias, 2 Hoyos, 3 Gutiérrez, 4 Álvarez, 5 Rivero, 6 Flores, 7 Edivaldo, 8 García, 9 Moreno, 10 J. Vaca, 11 Peña, 12 D. Vaca, 13 Amador, 14 Vargas, 15 Robles, 16 Raldes, 17 Arce, 18 Pedriel, 19 Chávez, 20 Saucedo, 21 Campos, 22 Cardozo, 23 Galarza, CT: Quinteros
Copa América 2015
Quiñónez, 2 Rodríguez, 3 Chumacero, 4 Morales, 5 Eguino, 6 D. Bejarano, 7 Peña, 8 Smedberg-Dalence, 9 Moreno, 10 Escobar, 11 Lizio, 12 Peñarrieta, 13 Miranda, 14 Hurtado, 15 Gamarra, 16 Raldes, 17 M. Bejarano, 18 Pedriel, 19 Veizaga, 20 Campos, 21 Coimbra, 22 Zenteno, 23 Suárez, CT: Soria

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

FIFA Confederations Cup 1999
Fernández, 2 J. Peña, 3 Arana, 4 Álvarez, 5 Ó. Sánchez, 6 Cristaldo, 7 Gutiérrez, 8 Tufiño, 9 Moreno, 10 Etcheverry, 11 Galindo, 12 Galarza, 13 Botero, 14 E. Sánchez, 15 Menacho, 16 Soria, 17 Justiniano, 18 Quinteros, 19 I. Castillo, 20 Ribera, CT: Veira

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Southamerican Championship 1926, RSSSF. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  2. ^ a b Bienvenida in Los Sports, 8 ottobre 1926, p. 1.
  3. ^ Fases del primer match del Campeonato Sudamericano in Los Sports, 13 ottobre 1926.
  4. ^ (ES) Directores Técnicos de la Selección Boliviana 1926-2011. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  5. ^ Segundo lance: Bolivia contra Argentina in Los Sports, 22 ottobre 1926, p. 2.
  6. ^ (EN) Southamerican Championship 1927, RSSSF. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  7. ^ (ES) Historia de Nuestro Fútbol, Capítulo 2. Nacen la FBF y la Selección 1925-1926. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  8. ^ a b c d e f (ES) Historia de Nuestro Fútbol, Capítulo 3. Un Camino Difícil 1927-1949. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  9. ^ Carbonell Debali, p. 27.
  10. ^ (EN) World Cup 1930 finals, RSSSF. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  11. ^ Carbonell Debali, p. 55.
  12. ^ Carbonell Debali, p. 66.
  13. ^ a b (EN) Bolivarian Games, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  14. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1945, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  15. ^ a b c (ES) Las Camisetas de la Selección Boliviana. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  16. ^ (EN) Southamerican Championship 1946, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  17. ^ (EN) Southamerican Championship 1947, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  18. ^ (EN) Southamerican Championship 1949, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  19. ^ a b c d e (ES) Historia de Nuestro Fútbol, Capítulo 4. Comienza El Profesionalismo 1950-1959. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  20. ^ (EN) World Cup 1950 finals, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  21. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae (EN) Bolivia - International Results, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  22. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1953, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  23. ^ (ES) Bolivia en la Copa América, Capítulo 1. 1926 – 1959. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  24. ^ (EN) Copa Paz del Chaco, RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  25. ^ (EN) Southamerican Championship 1959 (1st Tournament), RSSSF. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  26. ^ a b (ES) Bolivia en las Eliminatorias de la Copa del Mundo, Capítulo 1. 1957-1965. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  27. ^ a b c d e (ES) Bolivia en la Copa América, Capitulo 2. !Campeones Sudamericanos 1963!. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  28. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1963, RSSSF. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  29. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1967, RSSSF. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  30. ^ a b c d e f g h i j (ES) Bolivia en la Copa América, Capitulo 3. 1967 – 1995. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  31. ^ a b c d e f g (ES) Bolivia en las Eliminatorias de la Copa del Mundo, Capítulo 2. 1969 – 1977. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  32. ^ a b (EN) Copa América 1975, RSSSF. URL consultato il 19 dicembre 2012.
  33. ^ a b (EN) Copa América 1979, RSSSF. URL consultato il 19 dicembre 2012.
  34. ^ a b (EN) Copa América 1983, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  35. ^ a b (EN) Copa América 1987, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  36. ^ a b (EN) Copa América 1989, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  37. ^ a b (EN) Copa América 1991, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  38. ^ a b c (EN) Copa América 1993, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  39. ^ Enzo D'Orsi, Bolivia, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002, p. 341.
  40. ^ (EN) World Cup 1994 finals, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  41. ^ (EN) Copa América 1995, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  42. ^ a b c d (ES) Bolivia en la Copa América, Capítulo 4. 1997 un Subcampeonato Para la Historia.. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  43. ^ a b c (EN) Copa América 1997, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  44. ^ (EN) Copa América 1999, RSSSF. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  45. ^ (ES) Bolivia en la Copa América, Capítulo 5. 1999 – 2007. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  46. ^ Argentina, tremendo k.o. La Bolivia passeggia 6-1 da La Gazzetta dello Sport
  47. ^ Boliviani traditi dal fattore campo (alto) - Gazzetta dello Sport
  48. ^ (EN) Rory Carroll, Protests in Andes as Fifa bans international games over 2,500m in The Guardian, 29 maggio 2007. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  49. ^ (EN) In pictures: Bolivia head plays at top level, 13 giugno 2007. URL consultato il 20 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Arturo Carbonell Debali, Primer Campeonato Mundial de Football, Montevideo, Impresora Uruguaya, 1931.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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