Questa pagina è semiprotetta. Può essere modificata solo da utenti registrati
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui
Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni

Juventus Football Club

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Juventus)


Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Juventus" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Juventus (disambigua).
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Juve" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Juve (disambigua).
Juventus Football Club
Calcio Football pictogram.svg
Campione d'Italia in carica Campione d'Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Juventusstemma.png
La vecchia Signora, Madama, La fidanzata d'Italia,
Le Zebre, I bianconeri
(per approfondire: Soprannomi della Juventus Football Club)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Nero e Bianco (Strisce).svg bianco e nero
Simboli Zebra
Inno Juve (storia di un grande amore)
Paolo Belli
Dati societari
Città Torino
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1897
Proprietario Italia Famiglia Agnelli
(attraverso EXOR N.V.)

Borsa Italiana: JUVE

Presidente Italia Andrea Agnelli
Allenatore Italia Massimiliano Allegri
Stadio Juventus Stadium
(41 507 posti)
Sito web www.juventus.com
Palmarès
Star*.svgStar*.svgStar*.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppa Ali della Vittoria.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Coppauefa.pngCoppauefa.pngCoppauefa.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png UEFA - Intertoto.svg
Scudetti 32
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 11 Coppe Italia
7 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 2 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
3 Coppe UEFA/Europa League
2 Supercoppe UEFA
1 Coppe Intertoto
2 Coppe Intercontinentali
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La Juventus Football Club (dal latino: iuventūs, gioventù), meglio nota come Juventus (/juˈvɛntus/),[1] è una società calcistica italiana per azioni con sede a Torino.

Fondata nel 1897 da un gruppo di studenti liceali torinesi,[2] la Juve[3] è la seconda squadra di calcio italiana per anzianità tra quelle tuttora attive – dopo quella del Genoa – e, insieme al Torino, una delle due che rappresentano nel calcio professionistico il capoluogo piemontese. Legata fin dagli anni 1920 alla famiglia Agnelli, il club ha militato stabilmente nella massima categoria del campionato italiano di calcio (dal 1929 denominata Serie A) sin dalla sua fondazione, eccezion fatta per la stagione 2006-07.

La Juventus è la società calcistica con maggior tradizione sportiva del Paese, nonché una delle più vittoriose al mondo,[4] essendo stata nominata come miglior club italiano e secondo a livello europeo del XX secolo dalla IFFHS.[5] Allenata da Giovanni Trapattoni divenne la prima squadra d'Europa ad avere vinto tutte e tre le maggiori competizioni gestite dall'UEFA, ovvero la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa UEFA.[6] Infine, con la conquista della Supercoppa UEFA 1984, della Coppa Intercontinentale 1985 e della Coppa Intertoto 1999, la Juventus divenne il primo – e rimane tuttora l'unico – club al mondo ad avere conquistato almeno una volta tutti i trofei ufficiali messi in palio dalla confederazione di appartenenza.[7]

In base a quanto emerge da un sondaggio della società Demos & Pi (settembre 2016), la Juventus risulta la squadra con il più alto numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la preferenza del 34% del campione.[8] Inoltre, il club vanta uno dei maggiori bacini potenziali di simpatizzanti al mondo contandone oltre 300 milioni – di cui 41 milioni nel resto del territorio europeo –, in base a un rapporto dell'azienda di indagini sul mercato sportivo Repucom S.A. del 2015.[9]

Unica società sportiva presente nell'indice FTSE Italia Mid Cap del Mercato telematico azionario (MTA),[10] dopo esserlo stata nel segmento STAR della Borsa Italiana,[11] è anche uno dei tre club calcistici italiani, assieme a Lazio e Roma, a essere quotato nella citata borsa valori.

Al 2016, secondo la rivista Forbes, il valore della Juventus è di circa 1,15 miliardi di euro, prima tra i club italiani e nella top 10 del mondo.[12]

Storia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Juventus Football Club.
La Juventus di Carlo Carcano della stagione 1933-34, al quarto scudetto del Quinquennio d'oro

Nell'autunno del 1897 vide la luce a Torino lo «Sport-Club Juventus» per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo classico Massimo d'Azeglio.[2] Tre anni più tardi, con il nome di «Foot-Ball Club Juventus»,[13] la società si iscrisse al suo primo campionato nazionale.[14] Il primo titolo nazionale arrivò nel 1905.[14] L'anno dopo il presidente della società, lo svizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio, lasciò la Juventus e si unì, assieme a un gruppo di soci dissidenti, alla FC Torinese dando vita al Torino,[15] segnando così l'origine del derby della Mole e l'inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera, nel 1913, alle soglie della retrocessione in Promozione.[16]

Dopo la Grande Guerra la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini, migliorò il suo piazzamento in campionato e fornì i primi giocatori alla Nazionale.[17] Edoardo Agnelli assunse la presidenza della società il 24 luglio 1923;[18] con l'ulteriore arrivo del primo allenatore professionista, l'ungherese Jenő Károly, giunse la vittoria del secondo tricolore nella stagione 1925-26.[19]

Omar Sívori, John Charles e Giampiero Boniperti, il Trio Magico dei torinesi tra gli anni 1950 e 1960: per la leggenda juventina Boniperti, prima 15 anni da calciatore bianconero e poi 19 da presidente del club

Il primo ciclo vincente della società, grazie all'apporto di elementi come Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi, Luis Monti e il trio difesivo Combi-Rosetta-Caligaris,[20] giunse tra il 1930-31 e il 1934-35, quando arrivarono cinque scudetti consecutivi, uniti al raggiungimento delle semifinali di Coppa dell'Europa Centrale per quattro anni di fila. Allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu Carlo Carcano,[21] uno dei precursori del Metodo;[19] molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della Nazionale italiana vittoriosa nella Coppa Internazionale e nel campionato del mondo 1934.[22] La prematura morte di Edoardo Agnelli, avvenuta nel 1935, coincise con la fine del cosiddetto Quinquennio d'oro. Sul finire del periodo interbellico arrivò comunque la prima Coppa Italia dei bianconeri (1938).

Nel secondo dopoguerra, sotto la presidenza di Gianni Agnelli e, in seguito, di suo fratello Umberto, la Juventus tornò alla ribalta dopo tre lustri conoscendo un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all'arrivo di Omar Sívori e John Charles che, insieme a Giampiero Boniperti, formarono il Trio Magico:[23] tre scudetti tra il 1958 e il 1961, il primo dei quali, il decimo, le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la stella.[24] Sívori divenne inoltre nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a vincere il Pallone d'oro.[25]

La Juventus di Giovanni Trapattoni della stagione 1983-84, che centrò il double composto da scudetto e Coppa delle Coppe

Nel 1971 Boniperti diventò presidente del club, e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel 1971-72, bissato da quello successivo del 1972-73: furono i primi di un terzo vittorioso ciclo che nei successivi quindici anni, sotto la guida tecnica dapprima di Čestmír Vycpálek, poi di Carlo Parola e infine di Giovanni Trapattoni, portarono a Torino nove scudetti, due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero della Juventus la prima a vincere tutte le competizioni dell'UEFA e, a seguire, la primo al mondo a conquistare tutte le competizioni ufficiali per club.

In particolare, nel 1977 arrivò la prima vittoria internazionale in Coppa UEFA, al termine di un'accesa finale contro gli spagnoli dell'Athletic Bilbao;[26] il titolo nella Coppa dei Campioni 1984-85, conseguito a Bruxelles il 29 maggio 1985 sul Liverpool, circa un anno dopo la vittoria, da imbattuta, in Coppa delle Coppe, fu invece oscurato da gravi incidenti pre-gara generati dagli hooligan britannici che portarono alla morte di 39 spettatori. Lo scudetto vinto nel 1986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione, complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella Nazionale italiana al campionato del mondo di Argentina 1978, e 6 in quella che si laureò campione nella successiva edizione di Spagna 1982.

La Juventus di Marcello Lippi celebra i trionfi del 1996 in Champions League e Coppa Intercontinentale.

Tramontata la generazione di calciatori che avevano costituito l'asse portante della squadra, la Juventus affrontò un periodo di nove anni privo di risultati in campo nazionale, anche se giunsero a Torino una Coppa Italia (1990) e due Coppe UEFA (1990 e 1993).[27] Nel 1994 l'arrivo in panchina di Marcello Lippi fu il preludio al quarto ciclo vincente dei bianconeri: in dieci stagioni, con l'intervallo di un biennio d'interregno di Carlo Ancelotti il quale vinse la Coppa Intertoto, la squadra fece suoi cinque scudetti e una Coppa Italia, raggiunse quattro finali di Champions League vincendo quella del 1996 a Roma, e conquistò una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e quattro Supercoppe di Lega.

La gestione tecnica di Fabio Capello, con due campionati consecutivi vinti a metà degli anni 2000, venne di fatto cancellata dall'esito del caso Calciopoli: nell'estate del 2006 la giustizia sportiva revocò ai bianconeri i titoli conseguiti nel precedente biennio, declassandoli d'ufficio, per la prima volta nella loro storia, in Serie B.[28] La Juventus fu promossa in massima categoria un anno più tardi vincendo il campionato cadetto. Nel 2010 Andrea Agnelli, quarto esponente della dinastia torinese, assume la presidenza del club. Sotto il suo mandato, con la guida tecnica dapprima di Antonio Conte e poi di Massimiliano Allegri, i bianconeri danno vita a un quinto ciclo di successi, bissando la squadra del Quinquennio d'oro e inanellando cinque scudetti consecutivi dal 2012 al 2016.[29] Nello stesso lustro arrivano inoltre a Torino due double consecutivi – un unicum nel calcio italiano – grazie alle vittorie in Coppa Italia,[30] nonché tre Supercoppe di Lega.

Cronistoria

Cronistoria della Juventus Football Club
  • 1897 · 1º novembre, data convenzionale di fondazione dello «Sport-Club Juventus».
  • 1898 · Non prende parte al Campionato Federale.
  • 1899 · Cambia denominazione in «Foot-Ball Club Juventus».[13]
Non prende parte al Campionato Federale.

2ª nel girone eliminatorio piemontese del Campionato Italiano di Prima Categoria.
3ª nel girone eliminatorio piemontese del Campionato Federale di Prima Categoria.

  • 1910-11 · 9ª nel girone ligure-lombardo-piemontese di Prima Categoria.
  • 1911-12 · 8ª nel girone ligure-lombardo-piemontese di Prima Categoria.
  • 1912-13 · 6ª nel girone eliminatorio piemontese di Prima Categoria. Noatunloopsong.png Inizialmente retrocessa in Promozione, viene successivamente ripescata nel girone lombardo.
  • 1913-14 · 2ª nel girone lombardo; 4ª nel girone finale del campionato del Nord Italia di Prima Categoria.
  • 1914-15 · 2ª nel gruppo B del campionato dell'Alta Italia (girone piemontese centrale); 3ª nel gruppo A del girone semifinale Interregionale di Prima Categoria.[32]
  • 1915-16 · 1ª nel girone piemontese occidentale; 2ª nel girone finale della Coppa Federale.
  • 1916–1919 · Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919-20 · 1ª nel gruppo A piemontese; 1ª nel girone B delle semifinali interregionali; 2ª nel girone finale del campionato del Nord Italia di Prima Categoria.

4º turno eliminatorio di Coppa Italia.[33]
Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.

Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.[35]
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
Semifinalista in Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Finalista in Coppa Rio.[37]
3ª in Coppa Latina.
Semifinalista in Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).

Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coppa delle Alpi.JPG Vince la Coppa delle Alpi (1º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Finalista in Coppa delle Fiere.
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
2º posto alla Coppa delle Alpi.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
1º turno di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa dei Campioni.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.

1º turno di Coppa Italia.
Finalista in Coppa delle Fiere.
3ª nel Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Finalista in Coppa Italia.
Finalista in Coppa dei Campioni.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Finalista in Coppa Intercontinentale.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa UEFA.
1º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (1º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa delle Coppe.

Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Finalista nel Torneo di Capodanno.
1º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (7º titolo).
Finalista in Coppa dei Campioni.
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo).
Coppacampioni.png Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (8º titolo).
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (2º titolo).

Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa delle Coppe.
Finalista in Supercoppa italiana.
Finalista in Coppa Italia.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (3º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (9º titolo).
Finalista in Coppa UEFA.
Coppacampioni.png Vince la Champions League (2º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (2º titolo).
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (2º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
UEFA - Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Prima fase a gironi di Champions League.
Finalista in Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista in Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (4º titolo).
Finalista in Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista in Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Europa League.
Finalista in Coppa Italia.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (5º titolo).
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (6º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Semifinalista in Europa League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (10º titolo).
Finalista in Champions League.
Finalista in Supercoppa italiana.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (11º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa italiana (7º titolo).
Ottavi di finale di Champions League.
In Coppa Italia.
Finalista in Supercoppa italiana.
In Champions League.

Colori e simboli

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli della Juventus Football Club.

Colori

I fondatori-giocatori dello Sport-Club Juventus nel biennio 1897-1898, con indosso l'originaria divisa rosanero

L'uniforme di gioco della Juventus è una maglia a strisce verticali bianche e nere,[42] tradizionalmente abbinata a pantaloncini e calzettoni bianchi. La divisa degli esordi, adottata a cavallo tra XIX e XX secolo, era invece composta da una camicia rosa (abbinata a scelta con cravatta o farfallino) e pantaloni neri. In seguito, a causa dei frequenti lavaggi, il rosa scolorì in maniera talmente evidente che il club ne decise il cambio.[42]

Nel 1903 fu così chiesto all'inglese John Savage, tra i membri della società, di cercare nel suo Paese un kit da gioco più consono e resistente all'usura. Savage aveva un amico di Nottingham tifoso del Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere: per tale ragione fu spedito a Torino un set di uniformi analogo a quello usato dai Magpies.[43]

Simboli ufficiali

Stemma

Eccezion fatta per un particolare simbolo in uso dal 1979 all'inizio degli anni 1990 (che ha affiancato lo stemma ufficiale), ovvero la silhouette nera con righe diagonali bianche – influenzata dall'op art – di una zebra rampante,[44] fin dagli anni 1920 l'emblema identificativo della Juventus è rimasto sostanzialmente invariato,[45] essendo stato soggetto solamente a moderati restyling, il più recente dei quali risalente al 2004.[46]

La zebra rampante, oltreché simbolo iconografico del club, ne è stata anche logotipo da fine anni 1970 ai primi anni 1990

Esso raffigura uno scudo ovale a strisce verticali bianche e nere, che nella versione più recente sono sette, quattro bianche e tre nere.[46] Il nome del club è impresso in caratteri neri e sottolineato in oro su di un'area bianca convessa. Il gioco di ombreggiature del logo ha lo scopo di conferire a esso una parvenza di tridimensionalità.[46] Nella parte inferiore dello stemma, in bianco su sfondo nero, è rappresentato il toro, simbolo civico di Torino.

In passato lo sfondo del nome del club fu anche di colore blu Savoia, omaggio alla tradizione sabauda di Torino, e di forma concava.[45] Anche lo sfondo dello stemma civico fu blu Savoia, mentre il toro e il nome del club erano di colore giallo-oro.[45] Dal logo attuale sono state eliminate le due stelle, presenti fin dal 1982, in quanto considerate un riconoscimento sportivo (variabile nel tempo) e non un elemento d'identità del club.[46]

Inno

L'inno ufficiale della Juventus – il quinto nella storia del club – è Juve (storia di un grande amore), scritto da Alessandra Torre e Claudio Guidetti, nella versione del cantante e musicista emiliano Paolo Belli composta nel 2007.[47] Tra quelle composte dagli artisti più noti, figura Juvecentus, opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club.[48]

Mascotte

Nella storia della Juventus, a fianco dei tradizionali simboli societari hanno ciclicamente trovato spazio anche alcune mascotte, indirizzate soprattutto ai tifosi più giovani. A metà degli anni 1980 debuttò Giampi, un bobtail con ciuffo bianconero e divisa juventina, che nel nome riprendeva quello della bandiera nonché, al tempo, presidente del club Giampiero Boniperti.[49] Nel 1995 arrivò Alex, una versione caricaturale dell'allora n. 10 della squadra, Alessandro Del Piero,[50] cui seguì nel 1999 la zebra Zig Zag.[51] Dal 2015 la mascotte juventina è J, in seguito ribattezzata Jay, ancora una zebra, stavolta dai tratti e comportamenti antropomorfi.[52]

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Stadium, Stadio Olimpico Grande Torino, Stadio delle Alpi, Campo Juventus, Stadio di Corso Sebastopoli, Velodromo Umberto I e Piazza d'armi (Torino).
L'ingresso del Campo Juventus, impianto interno dal 1922 al 1933 nonché di proprietà del club

I primi impianti utilizzati dal club furono il Parco del Valentino e il Giardino della Cittadella, nel biennio 1897-1898. Fino al 1908 la squadra si spostò al campo della piazza d'armi torinese, all'epoca sita tra i corsi Galileo Ferraris e Duca degli Abruzzi, tranne nel biennio 1905-1906 durante il quale il terreno di casa fu lo stadio motovelodromo Umberto I.[53] Dal 1909 al 1922 l'impianto utilizzato fu quello di Corso Sebastopoli e, da qui al 1933, quello di Corso Marsiglia che fu teatro della conquista di quattro campionati, tre dei quali consecutivi.[54]

Dal 1933 al 1990 il club ha disputato i suoi incontri interni allo stadio Comunale, nella zona di Santa Rita. Nato col nome di Municipale “Benito Mussolini” per dotare la città di un impianto che potesse ospitare le gare del campionato del mondo 1934, ribattezzato dopo la seconda guerra mondiale dapprima in «Comunale» e, in seguito, Comunale “Vittorio Pozzo”, esso ospitò 890 incontri di campionato della Juventus;[55] dal 1963, dopo la definitiva dismissione dello stadio Filadelfia, fu condiviso con i concittadini del Torino. Il Comunale fu utilizzato fino al 1990, anno in cui le due compagini cittadine si trasferirono allo stadio delle Alpi, costruito nel quartiere di Vallette in occasione del campionato del mondo 1990 e che fu l'impianto interno dei bianconeri dal 1990 al 2006.[56]

Lo Juventus Stadium, impianto casalingo dal 2011

Nel 2002 la giunta torinese concesse lo sfruttamento dell'area del Delle Alpi alla società bianconera per novantanove anni;[56] qui, nel 2008 la Juventus decise la costruzione di un nuovo stadio cittadino,[57] sito nell'area dell'ormai abbandonato impianto. Dal 2006 al 2011 la squadra ritornò temporaneamente a disputare i suoi incontri interni al Comunale, rinnovato in occasione dei XX Giochi olimpici invernali e ribattezzato Olimpico;[55] come già accaduto nei decenni passati, anche stavolta l'impianto è stato condiviso con la squadra granata. Dal 2011 il club bianconero gioca le sue partite interne allo Juventus Stadium, costruito sulle ceneri del vecchio Delle Alpi e primo impianto moderno realizzato in Italia nonché di proprietà di una società calcistica,[58] concepito prettamente per la disciplina.[59]

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo sportivo Gianpiero Combi, Sisport Fiat e Juventus Center.
Morini, Salvadore e il tecnico Vycpálek nel 1972 al Campo Combi, centro di allenamento della Juventus per oltre cinquant'anni

Nei suoi primi decenni la Juventus ancora non disponeva di strutture ad hoc per le sue sedute di allenamento, ripiegando così sugli stessi campi amatoriali dove si svolsero le prime sfide calcistiche della sua storia, la piazza d'armi cittadina, e il Velodromo Umberto I nel quartiere Crocetta, con l'eccezione della patinoire al Parco del Valentino; prima dello scoppio della Grande Guerra la società usufruì fugacemente anche di quello che era il maggiore impianto polisportivo della Torino del tempo, lo Stadium.[60]

Nel periodo interbellico i bianconeri, ancora privi di una struttura appositamente dedicata alla pratica, svolsero gli allenamenti nelle loro sedi di gara casalinghe, dapprima al Campo Juventus e poi dal 1933 allo stadio Mussolini,[60] finché nel 1943 venne inaugurato il primo centro d'allenamento del club, il Campo Combi – come sarà denominato ufficialmente nel 1956, in memoria dello storico portiere juventino[61] – di via Filadelfia, a pochi passi dal Mussolini, dove la squadra rimase quasi ininterrottamente per il successivo mezzo secolo.[60]

Nel 1990 la Juventus abbandonò una prima volta il Combi per le strutture della Sisport a Orbassano,[62] salvo farvi ritorno nel 1994[60] stante la possibilità di sfruttare anche il limitrofe Comunale, nel frattempo non più utilizzato per l'attività agonistica.[63] L'addio definitivo alla zona avvenne nel 2003 quando, data la riqualificazione urbanistica dettata dai XX Giochi olimpici invernali ospitati di lì a qualche anno dal capoluogo piemontese,[64] il Comunale venne riconvertito in Olimpico, e il Combi demolito; la Juventus migrò inizialmente a poca distanza, al centro Sisport di via Guala,[65] dove rimase per un triennio in attesa del completamento dello Juventus Center di Vinovo,[66] dal 2006 centro di allenamento di prima squadra e giovanili.[67]

Società

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stile Juventus.
Umberto (sopra) e Gianni Agnelli (sotto) con la squadra bianconera, rispettivamente, negli anni 1950 e 1990. La famiglia Agnelli detiene la maggioranza del club torinese fin dal 1923, un unicum nel panorama calcistico mondiale

Fondata sotto la forma di un club sociale,[68] la Juventus è dal 27 giugno 1967 una società per azioni a capitale interamente privato.[69] Dal 1º marzo 2009, la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Juventus è la finanziaria EXOR, nata dalla fusione di IFIL Investment S.p.A. e Istituto Finanziario Industriale, entrambe holding controllate dalla Giovanni Agnelli e C. S.a.p.Az., che attualmente detiene il 52,99% della citata EXOR e, tramite quest'ultima, il 63,8% del capitale azionario della Juventus.[70][71] Il rimanente capitale azionario è detenuto dall'azienda irlandese Lindsell Train Investment Trust Ltd. al 10% e da azionisti diffusi al 26,2%[70] attraverso l'Associazione Piccoli Azionisti della Juventus Football Club, fondata nel 2010 e costituita da oltre 40 000 membri,[72] includendo investitori quali il Royal Bank of Scotland, il governo di Norvegia, il fondo pensione degli impiegati pubblici della stato americano della California e la società finanziaria BlackRock.[73]

Secondo l'attuale organigramma societario, la Juventus è articolata su 7 aree interne: Amministrazione e Finanza, Risorse umane, Informazione tecnologica, Area commerciale, Pianificazione, Controllo e progetti speciali, Area comunicazione e Area sportiva.[74] La società è guidata da un consiglio di amministrazione composto da dieci membri eletti dalla proprietà tra cui il presidente Andrea Agnelli e l'amministratore delegato Aldo Mazzia.[75]

Terza società calcistica in Italia – dopo Lazio e Roma – a essere quotata in Borsa, dal 3 dicembre 2001 al 19 settembre 2011 la Juventus fu listata nel segmento STAR del citato mercato finanziario.[76][11] Da ottobre 2016 il titolo è presente nell'indice FTSE Italia Mid Cap del Mercato telematico azionario (MTA), essendo l'unico appartenente a un club sportivo nel Paese che ne fa parte.[10]

Dal 1º luglio 2008 la società bianconera ha implementato un sistema di gestione della sicurezza per i lavoratori e gli atleti in conformità ai requisiti previsti dalla norma internazionale OHSAS 18001:2007[77] e un sistema di gestione della qualità del settore medico secondo la norma internazionale ISO 9001:2000.[78]

In base a quanto emerge del cosiddetto Deloitte Football Money League 2017, rapporto stilato dalla società di revisione e consulenza aziendale statunitense Deloitte Touche Tohmatsu, la Juventus risulta essere il decimo club a livello mondiale – primo in Italia – in termini di fatturato (341,1 milioni di euro a tutto il 30 giugno 2016);[79] inoltre è stata inserita al nono posto in ambito internazionale – prima squadra italiana –, in termini di valore borsistico, nella classifica annuale stilata dalla rivista statunitense Forbes (1 299 miliardi di dollari equivalenti a 1 150 miliardi di euro a maggio 2016), divenendo così la prima società calcistica italiana a superare la soglia del miliardo di euro.[12] Tale pubblicazione inserì il club torinese al settimo posto a livello mondiale – anch'essa prima squadra italiana – nella speciale classifica per profitti (81 milioni di dollari al 30 giugno 2015),[80] mentre il marchio del club è stato qualificato con un rating AAA («estremamente forte»), posizionandosi al quinto posto tra i brand calcistici più potenti al mondo[81] e valutato all'undicesimo posto nella graduatoria internazionale stilata dall'organizzazione di consulenza inglese Brand Finance (287 milioni di dollari equivalenti a 264 milioni di euro al 6 giugno 2016).[82] Tutto ciò ne fa complessivamente la seconda società sportiva per valore del patrimonio di marca in Italia – prima nel settore calcistico – dopo la Scuderia Ferrari.[83]

Il club torinese è anche uno dei membri fondatori dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14 e composta dai principali club calcistici, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

Organigramma societario

Organigramma aggiornato al 6 agosto 2016.[84]

Area amministrativa

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale

La Juventus è attiva nel campo sociale e umanitario. Tra i programmi sociali intrapresi, figurano Fatti e Progetti per i Giovani, orientato al miglioramento della qualità di vita e a favorire l'accesso all'istruzione ai giovani extracomunitari minorenni[88] tramite un centro di accoglienza, e la realizzazione – in collaborazione con la facoltà di Economia dell'Università di Torino – di un corso di formazione allo studio del management sportivo.[88]

In ambito sanitario, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna di Torino partecipa al progetto Crescere insieme al Sant'Anna,[89] programma di ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell'ospedale “Sant'Anna”[89] e sostiene le attività della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.[88]

Altro progetto comunitario della società bianconera è il “Centro di accoglienza” intitolato a Edoardo Agnelli e realizzato in collaborazione con l'Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano al fine di dare ospitalità a madri in condizioni disagiate.[88]

Nel 2000, inoltre, la Juventus intraprese il progetto Un sogno per il Gaslini, allo scopo di dotare l'istituto pediatrico “G. Gaslini” di Genova di una dépendance da adibire a luogo di studio e svago per i bambini ivi ricoverati, da realizzarsi tramite il recupero edilizio dell'abbazia di san Gerolamo, che si trova all'interno della struttura dell'ospedale. Per il raggiungimento dello scopo furono necessari 4,5 milioni di euro, dei quali 2 donati dalla famiglia Gaslini, e i rimanenti raccolti dalla Juventus attraverso donazioni e iniziative di beneficenza organizzate dai propri giocatori, come la partecipazione in qualità di ospiti al festival di Sanremo 2003[90] e al programma televisivo Juventus, una squadra per amico,[91] la realizzazione e vendita di libri fotografici e CD, il più famoso dei quali fu, nel 2003, una versione del successo di Lucio Battisti Il mio canto libero,[92] il cui ricevette un disco d'oro e uno di platino dalla Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) nel marzo di quell'anno in ragione di oltre 100 000 copie vendute durante le prime quattro settimane di distribuzione.[93]

Nel 2009, il club istituì due iniziative che costituiscono un unico progetto societario che promuove la lotta antirazzista e l'integrazione socio-culturale, Un calcio al razzismo e Gioca con me,[94][95] il cui è stato incluso dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) nella lista dei dieci programme scelti a livello mondiale – l'unico svolto nel continente europeo – per la giornata internazionale in ricordo dell'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani nell'ottobre 2013, essendo presentato al NGO UNESCO Liaison Committee in un convegno celebrato a Parigi nel marzo 2014.[96][97]

Settore giovanile

La formazione giovanile della Juventus vincitrice, nel 1994, del Campionato Primavera; l'undici era capitanato da un ventenne Alessandro Del Piero (a destra), in seguito bandiera della prima squadra per i successivi due decenni

Il settore giovanile della Juventus Football Club è composto di 17 squadre maschili che competono a livello nazionale ed eventualmente internazionale nei vari tornei di categoria.[98] Analogamente a club di altri paesi, la Juventus ha istituito alcune scuole calcio sotto forma di club-satellite[99] e campi (Summer Camps) in tutta Italia (riservati ai giovani dagli 8 ai 16 anni) e all'estero, precisamente in Inghilterra (dagli 11 ai 16 anni).[100] Porta inoltre avanti progetti come Juventus University, la prima università del calcio al mondo (con il supporto dell'Università di Torino),[101] Juventus National Academy che si rivolge, attraverso la creazione di una rete di scuole calcio dislocate sul territorio nazionale e, all'estero, in Malta, ai ragazzi dai 6 ai 12 anni[102] e il programma Juventus Soccer Schools International attraverso la gestione di scuole di calcio in diciotto paesi.

Storicamente la Juventus ha sempre avuto una rete di osservatori giovanili su tutto il territorio nazionale nonché all'estero.[99] Tra i giocatori che hanno iniziato a militare in giovane età nei piemontesi, nella prima parte del XX secolo si segnalano Carlo Bigatto, Gianpiero Combi, Pietro Rava (vincitore della medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Berlino 1936 e campione del mondo nell'edizione di Francia 1938), Carlo Parola, Giovanni Viola e soprattutto Giampiero Boniperti, da sempre legato ai colori bianconeri, dalle giovanili alla carica di presidente e, dal 2006, a quella di presidente onorario del club.

Nella seconda metà del Novecento, tra gli altri calciatori di prestigio cresciuti nel vivaio bianconero ci sono due bandiere del club quali Giuseppe Furino e Roberto Bettega; grazie a un'opera di scouting, arrivarono inoltre in giovane età a Torino elementi quali Pietro Anastasi, Franco Causio e il Pallone d'oro 1982 Paolo Rossi. All'inizio del III millennio, dal settore giovanile della Juventus si è messo in evidenza su tutti il torinese Claudio Marchisio, entrato nella società bianconera a tenera età e in seguito diventato punto fermo della prima squadra.

Diffusione nella cultura di massa

Francobollo delle poste italiane celebrativo della vittoria della Juventus in Champions League 1995-96

Si trovano diversi riferimenti alla Juventus in ambito cinematografico: tra le opere di maggior rilevanza, figurano pellicole come Il presidente del Borgorosso Football Club (1970), in cui il personaggio eponimo, interpretato da Alberto Sordi, ingaggia l'ex juventino Omar Sívori, presente nel film nella parte di sé stesso,[103] Eccezzziunale… veramente (1982) con protagonista Diego Abatantuono[104] e il film cult L'allenatore nel pallone (1984).

Murale allusivo alla Juventus ad Albuquerque, Nuovo Messico (Stati Uniti)

La poesia-tributo Madama Juve, scritta in piemontese dallo scrittore e giornalista Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro Opere (1992), antologia a cura dei poeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo Romano.[105] Tale poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da Arpino, è stata tradotta in italiano dal critico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera Stile e stiletto (1997).[106] Sempre a opera di Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in Racconti di vent'anni (1974)[107] e in Opere scelte (2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'italianista veneziano Rolando Damiani.[108] Ancora in ambito letterario la Juventus è stata riferita in diversi romanzi di Mario Soldati quali Le due città (1964),[109] America primo amore (1935),[110] Un prato di papaveri. Diario 1947-1964 (1973)[111] e Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971 (1975)[112] e fa da sfondo, come punto di riferimento della vita del protagonista, nel romanzo di Aldo Nove Puerto Plata Market[113] e, nel romanzo del giornalista Aldo Cazzullo I ragazzi di via Po, è parte del contesto storico-culturale della società torinese degli anni 1950.[114] Entrambi i lavori citati sono del 1997. Nel 2003, i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus di Trapattoni campione d'Italia nel 1977 e 1978 all'interno del contesto storico e sociale della crisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro In bianco e nero.[115]

Fuori dall'Italia la Juventus è citata come F.C. Piemonte nell'anime giapponese Captain Tsubasa Road to 2002 (2001) e con il suo nome vero nel manga omonimo.[116] In Inghilterra, i tifosi del Notts County sono usi intonare il loro coro da stadio It's just like watching Juve (È proprio come guardare la Juve), in riferimento alla comunanza cromatica delle uniformi dei due club, ogni volta che la loro squadra realizza una grande prestazione.[117]

Tra gli eventi culturali aventi come oggetto il club bianconero figura la mostra Juventus. 110 anni a opera di arte, organizzata in occasione del centodecimo anniversario della fondazione della società.[118] Tale esposizione, curata dal critico d'arte Luca Beatrice, ha illustrato lo sviluppo della storia, dei personaggi e dei successi della Juventus e il suo rapporto con la città di Torino attraverso un'analisi artistica e culturale sul calcio.[118]

Allenatori e presidenti

Allenatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Juventus Football Club.
Giovanni Trapattoni, con 14 trofei in 13 stagioni, è il tecnico più vincente nella storia della Juventus

Sono 44 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Juventus; 10 di essi hanno ricoperto l'incarico ad interim.[119]

Fino alla prima metà degli anni 1920 non esisteva nel calcio italiano un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi un paio di volte alla settimana in diversi scenari per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, sempre sotto il coordinamento del capitano della squadra.[120]

Il primo allenatore della storia bianconera fu l'ungherese Jenő Károly, scelto dal presidente Edoardo Agnelli nel 1923 al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Károly allenò la squadra per 70 incontri fino alla morte, avvenuta nel 1926.[19]

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora Giovanni Trapattoni, rimasto alla guida della squadra per tredici stagioni, di cui dieci consecutive, dal 1976-77 al 1985-86 e poi dal 1991-92 al 1993-94. Sia il numero di annate consecutive sia quello totale sono record per tecnici di club italiani; il Trap vanta anche il primato complessivo di panchine (596) e di trofei vinti con il club (14, record tra gli allenatori italiani).[119]

Da menzionare inoltre tecnici come Carlo Carcano, deus ex machina[121] della squadra del Quinquennio d'oro nella prima metà degli anni 1930 e unico allenatore in Italia ad avere vinto quattro campionati consecutivi, tra il 1931 e il 1934,[21] nonché Antonio Conte, in panchina a Torino dal 2011 al 2014, ed entrato nell'occasione nel ristretto novero dei tecnici capaci di conseguire tre titoli nazionali di fila.[121]

Presidenti

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Juventus Football Club.
Edoardo Agnelli, primo esponente della famiglia torinese a legare il suo nome al club: il suo mandato, dal 1923 al 1935, culminò nel Quinquennio d'oro.

In più di 110 anni di storia societaria, alla guida della Juventus si sono avvicendati 23 presidenti e 2 comitati di gestione.[122]

Il primo presidente della società bianconera fu Eugenio Canfari, uno dei soci fondatori.[19] Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Giampiero Boniperti, alla guida della Juventus per 19 anni dal 1971 al 1990;[122] Boniperti, al pari del suo successore Vittorio Caissotti di Chiusano, presidente dal 1990 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia del club.[123]

L'imprenditore Umberto Agnelli, divenuto presidente ventiduenne nel 1956,[124] fu il più giovane a ricoprire tale carica.[19] Da citare anche le presidenze dello svizzero Alfred Dick e del francese Jean-Claude Blanc, gli unici non italiani ad assumere la massima carica del club;[19] in particolare, Dick fu il presidente del primo scudetto bianconero (1905). Dal 2010 la presidenza bianconera è ricoperta dall'imprenditore Andrea Agnelli.[125]

Calciatori

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Juventus Football Club.

In più di 110 anni di storia hanno vestito la maglia della Juventus oltre 700 calciatori, in gran parte italiani;[126] alcuni di questi ultimi hanno anche militato nella Nazionale italiana.

Tra i calciatori italiani di rilievo che hanno militato nella Juventus figurano Carlo Bigatto, considerato il primo giocatore-simbolo del club,[127] Giampiero Boniperti, riconosciuto come il calciatore più rappresentativo della storia della società,[128] Carlo Parola (autore della più famosa rovesciata del calcio italiano, gesto che ispirerà il marchio dell'album Calciatori della Panini),[129] Dino Zoff (vincitore tra altri di sei scudetti e una Coppa UEFA con la Juventus, della quale difese la porta per 330 partite consecutive di campionato tra il 1972 e il 1983 e a tutt'oggi unico calciatore italiano ad avere vinto sia il campionato d'Europa sia quello del mondo con l'Italia, nominato dalla FIGC nel 2004 UEFA Golden Player italiano),[130] Paolo Rossi, capocannoniere con l'Italia ai Mondiali del 1982 e Pallone d'oro nello stesso anno, Gaetano Scirea, Sergio Brio, Antonio Cabrini e Stefano Tacconi, quattro dei cinque soli calciatori ad aver vinto tutte le competizioni ufficiali UEFA per club,[131] Roberto Baggio, Pallone d'oro 1993, e Alessandro Del Piero, giocatore-simbolo della squadra a cavallo di II e III millennio, sei volte campione d'Italia e vincitore nel 1996 della Champions League e della Coppa Intercontinentale, nonché campione del mondo 2006 con la Nazionale italiana assieme a Gianluigi Buffon, capitano della squadra dal 2012, il quale ricopre lo stesso ruolo anche in maglia azzurra dov'è peraltro il pluripresente.

Il francese Michel Platini, vincitore in bianconero per tre anni consecutivi del Pallone d'oro di France Football

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Juventus, si segnalano negli anni 1950 e 1960 il fantasista argentino Omar Sívori, il quale da oriundo fu il primo Pallone d'oro bianconero nel 1961, e il centravanti gallese John Charles, i quali insieme a Boniperti formarono un trio d'attacco che portò alla Juventus tre scudetti; tra gli anni 1960 e 1970 ci fu il tedesco Helmut Haller, già campione d'Italia con il Bologna, che alla Juventus vinse due titoli. Dagli anni 1980 in avanti, tra gli stranieri più rappresentativi figurano i francesi Michel Platini, campione d'Europa nell'edizione di Francia 1984 con la sua squadra nazionale e vincitore l'anno dopo della Coppa dei Campioni con la Juventus, e Zinédine Zidane, campione del mondo a Francia 1998 e d'Europa a Belgio-Paesi Bassi 2000 con i Bleus, vincitore del Pallone d'oro 1998, campione del mondo di club con la Juventus e, con essa, vincitore di due scudetti; oltre a loro, il ceco Pavel Nedvěd, primo giocatore straniero per numero di presenze in competizioni ufficiali con il club,[132] nonché vincitore del Pallone d'oro 2003, e il franco-argentino David Trezeguet, capocannoniere del campionato di Serie A nel 2002 e miglior marcatore straniero della storia bianconera con 171 gol.[133]

Contributo alle Nazionali di calcio

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia.

Al 7 novembre 2016, la Juventus è il club che ha fornito il maggior numero di giocatori alla Nazionale italiana: a tale data, infatti, 140 elementi hanno vestito la maglia azzurra all'epoca della loro militanza juventina (a fronte dei 107 dell'Inter e dei 105 del Milan).[134]

Sono 22 in totale i giocatori della Juventus militanti nelle selezioni nazionali italiane campioni del mondo: nove nel 1934 (Bertolini, Borel II, Caligaris, Combi, Ferrari, Monti, Orsi, Rosetta e Varglien I), due nel 1938 (Foni e Rava), sei nel 1982 (Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi) e cinque nel 2006 (Buffon, Cannavaro, Camoranesi, Zambrotta e Del Piero).[135] Tre sono, invece, i calciatori della Juventus laureatisi campioni d'Europa con la Nazionale, nell'edizione di Italia 1968 (Bercellino, Càstano e Salvadore).

La nazionale italiana all'esordio al campionato del mondo 1978: vi figurano 8 giocatori all'epoca militanti nella Juventus

Il contributo maggiore in elementi prestati alla Nazionale risale al campionato del mondo 1978, edizione in cui il club bianconero vide schierati in maglia azzurra, in due occasioni (nella prima fase contro i padroni di casa dell'Argentina, e successivamente nella seconda fase contro i Paesi Bassi), ben nove suoi elementi: Zoff, Gentile, Cabrini, Benetti, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega e Cuccureddu, il che costituisce un primato nazionale in competizioni ufficiali.[136][137]

La Juventus guida la particolare classifica dei club che vantano giocatori campioni del mondo con la propria Nazionale, con 24: ai 22 citati vanno infatti aggiunti Didier Deschamps e Zinédine Zidane, campioni nell'edizione di Francia 1998 con la Francia: precede in tale graduatoria Bayern Monaco (23, di cui 21 con la Germania) e Inter (19, di cui 14 con la nazionale italiana).[138]

Quanto al campionato d'Europa, oltre ai tre citati, altri tre giocatori sono vincitori del torneo con Nazionali diverse da quella italiana: Luis del Sol con la Spagna (Spagna 1964), e Michel Platini (Francia 1984) e Zinédine Zidane (Belgio-Paesi Bassi 2000) con la Francia.

In occasione della finale del campionato mondiale di calcio 2006, la Juventus stabilì un ulteriore record internazionale in quanto, oltre ai cinque Nazionali italiani dei quali si è fatta menzione, scesero in campo tre bianconeri con la maglia francese: Lilian Thuram, Patrick Vieira e David Trezeguet,[139] per un totale di otto tesserati di uno stesso club sul terreno di gioco, eguagliando così il primato stabilito nella finale di settantadue anni prima dai cecoslovacchi dello Slavia Praga.[140]

Palmarès

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palmarès della Juventus Football Club.

Competizioni nazionali

La squadra del 1905, per la prima volta campione d'Italia dopo la vittoria nel torneo di Prima Categoria
1905; 1925-26; 1930-31; 1931-32; 1932-33; 1933-34; 1934-35; 1949-50; 1951-52; 1957-58 Star*.svg
1959-60; 1960-61; 1966-67; 1971-72; 1972-73; 1974-75; 1976-77; 1977-78; 1980-81; 1981-82 Star*.svg Star*.svg
1983-84; 1985-86; 1994-95; 1996-97; 1997-98; 2001-02; 2002-03; 2011-12; 2012-13; 2013-14 Star*.svg Star*.svg Star*.svg
2014-15; 2015-16
1937-38; 1941-42; 1958-59; 1959-60; 1964-65; 1978-79; 1982-83; 1989-90; 1994-95; 2014-15; 2015-16
1995; 1997; 2002; 2003; 2012; 2013; 2015
2006-07
  • Campionato Federale di Prima Categoria: 1
1908[141]
  • Campionato Italiano di Prima Categoria: 1
1909[141]

Competizioni internazionali

Giuseppe Furino, tra gli storici capitani bianconeri, con la Coppa UEFA 1976-77, il primo trofeo confederale vinto dal club torinese
1985; 1996
1984-85; 1995-96
1983-84
1976-77; 1989-90; 1992-93
1984; 1996
1999

Competizioni giovanili

La sezione giovanile della Juventus è una delle più vittoriose della sua categoria sia a livello nazionale, potendo vantare 9 titoli di campione d'Italia, sia internazionale, con più di 100 trofei ufficiali, tra i quali alcuni relativi alle competizioni più importanti al mondo nella categoria come per esempio il Torneo di Viareggio, vinto un record di 9 volte, la più recente delle quali nel 2016.[142] Inoltre, la squadra fu finalista del Blue Stars/FIFA Youth Cup nel 1962.[143]

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record della Juventus Football Club.

Statistiche di squadra

La Juventus della stagione 1976-77 rimane l'unica formazione italiana ad aver vinto un trofeo internazionale, la Coppa UEFA, con una rosa di soli giocatori nazionali

La Juventus esordì nel campionato federale l'11 marzo 1900. Quella 2016-17 sarà dunque la sua 112ª stagione sportiva; nelle 111 precedenti, ha partecipato a 103 campionati di massima serie (2 di Campionato Federale, 9 di Prima Categoria Nazionale, 5 di Prima Divisione, 4 di Divisione Nazionale e 83 di Serie A propriamente detta) e uno di Serie B (nel 2006-07), mentre in altre 7 occasioni non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese. Nel corso delle 110 stagioni nei campionati di massima serie la Juventus si è classificata al primo posto in 33 occasioni (record italiano), sebbene il club abbia in realtà vinto 32 titoli di campione d'Italia.[28] La Juventus, inoltre, è giunta seconda in 21 tornei e terza in 13, totalizzando il 60,99% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni.

La vittoria in gara ufficiale con il maggior scarto fu un 15-0 in casa del Cento, secondo turno di Coppa Italia 1926-27. Il suddetto primato è anche record nella competizione a pari merito con l'incontro fra l'Alessandria e l'A.C. Bologna (17-2, disputatosi nel medesimo turno della citata edizione del torneo) e la partita fra il Cittadella e il Potenza (15-0 nel primo turno eliminatorio dell'edizione 2015-16).[144] In campionato, il record fu invece un 11-0 realizzato due volte, nel torneo 1928-29, contro Fiorentina e Fiumana, rispettivamente nella 2ª e 6ª giornata.[144] La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno 0-8 subìto dal Torino nel campionato 1912-13.[145]

Nell'annata 1976-77 la squadra stabilì il record di punti per campionati italiani a 16 squadre (51).[146] Nella stagione 2011-12 il club bianconero stabilì il primato d'imbattibilità assoluta in una singola stagione della Serie A (con zero sconfitte in 38 partite), stabilendo anche il record d'imbattibilità nel corso di una singola stagione (42).[147]

Tra i numerosi primati ottenuti dalla squadra nel triennio 2014-2016 ci sono il maggior numero di punti in una singola edizione di Serie A (102 nella stagione 2013-14, anche record nei principali campionati del continente europeo);[148] nella stagione 2015-16 ha inanellato il suo primo treble nazionale unendo a campionato e coppa nazionale anche la Supercoppa di Lega.[30]

In ambito nazionale la squadra ha disputato 16 finali di Coppa Italia (11 vittorie, record nazionale) e 12 in Supercoppa LNP (7 vittorie, anch'esso record).

I bianconeri dell'annata 1984-85 che, trionfando in Coppa dei Campioni, fecero del club piemontese il primo nella storia del calcio a fare suoi tutti i maggiori tornei dell'UEFA

La Juventus vanta anche, tra tutti i club italiani, il maggior numero di stagioni disputate nei competizioni UEFA, che fino alla stagione 2016-17 sono 47 (considerando che nelle stagioni 2009-10 e 2013-14 ha partecipato prima alla fase a gironi di Champions League e, dopo la sosta invernale, a quella a eliminazione diretta di Europa League). Di esse, 31 sono relative a partecipazioni in Coppa dei Campioni/Champions League, 4 in Coppa delle Coppe e 14 complessive in Coppa UEFA/Europa League);[149] nel computo globale delle competizioni a livello confederale risulta il primo club italiano e quarto a livello europeo per numero di punti conquistati (518). Inoltre, è il club italiano con il maggior numero di partite disputate (397), partite vinte (215), gol realizzati (687), differenza reti (+322) e percentuale di vittorie (54,16%) in competizioni UEFA a tutto il 9 settembre 2016.[150]

La formazione bianconera ha disputato un totale di 19 finali in competizioni ufficiali a livello internazionale, nona al mondo nonché quinta in Europa ex aequo con il Bayern Monaco, e seconda tra i club italiani in questa graduatoria.[151] Delle 19 finali citate, 8 sono state giocate in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in Coppa delle Coppe (una vittoria), 4 in Coppa UEFA (3 vittorie), una in Coppa Intertoto (una vittoria), 2 in Supercoppa UEFA (2 vittorie) e 3 in Coppa Intercontinentale (2 vittorie).[152][7] Il trionfo in Coppa UEFA 1976-77 la fece diventare l'unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una rosa composta esclusivamente da calciatori provenienti da un solo Paese.[26]

Sempre in ambito internazionale, è l'unico club del mondo ad avere vinto tutte le competizioni per club organizzate dalla confederazione di appartenenza[153] e uno dei quattro club ad avere vinto tutte le tre principali competizioni dell'UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel 1985 – seguita dall'Ajax nel 1992, dal Bayern Monaco nel 1996 e dal Chelsea nel 2013 – e per tale ragione, nel 1988 le fu riconosciuta la speciale Targa UEFA.[154]

La Juventus fu classificata nel 2000 al 7º posto (prima società calcistica italiana) nella lista dei migliori club del XX secolo stilata dalla FIFA,[155] mentre che nel 2009 fu inoltre classificata al 2º posto (idem) nel ranking dei migliori club europei del XX secolo stilato dalla IFFHS.[5]

Statistiche individuali

Alessandro Del Piero, primatista di presenze e reti nella storia juventina

Il giocatore che detiene il record di presenze in Serie A, a tutto il 20 maggio 2012, è Alessandro Del Piero con 478, cui vanno sommate 35 presenze in Serie B, che ne fanno complessivamente il giocatore juventino con il maggior numero di presenze nei campionati italiani, 513.[132] Il precedente record di presenze, superato il 6 febbraio 2011, apparteneva a Giampiero Boniperti che, dal 1946 al 1961, scese in campo 443 volte.[156]

Il già citato Del Piero detiene inoltre il record assoluto di presenze ufficiali con la maglia bianconera, 705, nonché quello di gol, 289 (altro record), dei quali 188 in Serie A e 54 nelle competizioni internazionali.[157] Il precedente record di gol, superato nel gennaio 2006, apparteneva al citato Boniperti con 182.[158]

Il miglior marcatore della Juventus in un campionato a girone unico fu Borel II, con 32 gol in 34 gare nel campionato 1933-34.[159] mentre l'ungherese Ferenc Hirzer detenne in precedenza il record assoluto di gol segnati in una singola edizione del campionato italiano, 35 in 26 incontri nella Prima Divisione 1925-26.[160] Infine, Omar Sívori detiene, insieme a Silvio Piola, il record di marcature in una singola partita: 6 gol, segnati all'Inter nella 28ª giornata del campionato 1960-61.[161]

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tifoseria della Juventus Football Club.
Striscione celebrativo del 109º anniversario della Juventus, stadio Olimpico, 1º novembre 2006

Al 2016 i tifosi della Juventus sono stimati tra i 12 e i 14 milioni in Italia.[162][163] Secondo il sondaggio condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2016 su la Repubblica il club risulta essere il più sostenuto del Paese con il 34% di preferenze da parte del campione esaminato,[8] La società vanta, inoltre, 41 milioni di sostenitori in Europa e oltre 300 milioni nel resto del mondo in base a un'analisi pubblicata dall'agenzia di indagini sul mercato sportivo Repucom S.A. nel novembre 2015.[9] Numerosi sono anche i fan club sparsi a livello internazionale,[164] in particolare nei Paesi a forte emigrazione italiana.[165]

Il tifo per la Juventus, tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese,[166] è molto marcato anche nel Mezzogiorno d'Italia e nelle isole,[167] il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus, dal punto di vista sociologico, una squadra «nazionale».[168]

Storia

Il pensiero comune d'inizio XX secolo voleva che il tifo per la Juventus fosse appannaggio delle classi borghesi, laddove quello per la sua rivale cittadina, il Torino, traesse linfa dalle classi popolari e proletarie.[169] Qualche decennio dopo, con l'ingresso degli Agnelli nel capitale societario della cosiddetta Vecchia Signora (1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà della famiglia, la FIAT. Essendo iniziato un fenomeno migratorio – poi divenuto massiccio nel secondo dopoguerra – verso Torino e gli altri grandi poli industriali del Settentrione da parte dei lavoratori meridionali in cerca di impiego, la Juventus già dagli anni 1930 divenne il primo club italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o, al più, regionalmente, ma a carattere nazionale.[170][171]

Tifoseria juventina allo stadio Comunale di Torino alla fine del campionato 1974-75

Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli anni 1950 e i primi anni 1970 la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente torinese e cittadina.[170] In anni più recenti, comunque, le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino a essere oramai, di fatto, nulle.

Gemellaggi e rivalità

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Torino, Derby d'Italia e Rivalità calcistica Juventus-Milan.

In ragione della posizione raggiunta dalla squadra al vertice del calcio nazionale, in maniera pressoché duratura dal cosiddetto «dopoguerra calcistico», della diffusione del suo tifo e anche di diverse rivendicazioni anticampanilistiche, le rivalità sono molteplici e molto sentite:[172] la tifoseria rivale d'elezione è quella del concittadino Torino.[173] A seguire, quella dell'Inter, fin dagli anni 1960 e rinfocolata dopo le decisioni giudiziarie riguardanti lo scandalo del calcio italiano del 2006,[174] e quella del Milan, nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti sportivo-commerciali con reciproci scambi di giocatori.[175]

Murale allusivo al gemellaggio tra la tifoseria organizzata della Juventus e quella dell'ADO Den Haag, nonché in ricordo delle vittime della Strage dell'Heysel, a L'Aia (Paesi Bassi)

Più recenti, e legate all'imporsi alla ribalta negli anni 1980 delle loro squadre con conseguente lotta sportiva per la conquista del primato nazionale, le rivalità con la tifoseria della Fiorentina, legata principalmente alla lotta-scudetto del campionato 1981-82,[176] e con quella della Roma, che fino alla metà di quel decennio fu la più valida contendente dei bianconeri al titolo.[177] Non è inoltre da tralasciare l'antagonismo col Napoli, in essere fin dagli anni 1950 ma acuitasi all'inizio del III millennio.[178]

In senso opposto, a partire dagli anni 1980 vi è un legame di amicizia tra la tifoseria juventina e quella dell'Avellino, andato a scemare a fine anni 1990 ma poi rinsaldatosi nei primi anni 2010.[179] Fuori dall'Italia esistono saldi gemellaggi con i tifosi organizzati dell'ADO Den Haag dell'Aia e con quelli del Legia Varsavia;[180] dagli anni 2010 si è inoltre rinforzata l'amicizia con i supporter del Notts County – squadra di Nottingham che vanta legami storici con la Juventus[181] –, così come è nata un'amicizia con i sostenitori dell'Elche.[182]

Organico

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 2016-2017.

Rosa

Rosa e numerazione sono aggiornate al 3 gennaio 2017.[183]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Gianluigi Buffon (capitano)
3 Italia D Giorgio Chiellini (vice capitano)
4 Marocco D Medhi Benatia
5 Bosnia ed Erzegovina C Miralem Pjanić
6 Germania C Sami Khedira
7 Colombia A Juan Cuadrado
8 Italia C Claudio Marchisio
9 Argentina A Gonzalo Higuaín
11 Brasile C Hernanes
12 Brasile D Alex Sandro
14 Italia C Federico Mattiello
15 Italia D Andrea Barzagli
17 Croazia A Mario Mandžukić
18 Gabon C Mario Lemina
19 Italia D Leonardo Bonucci
20 Croazia A Marko Pjaca
21 Argentina A Paulo Dybala
N. Ruolo Giocatore
22 Ghana C Kwadwo Asamoah
23 Brasile D Dani Alves
24 Italia D Daniele Rugani
25 Brasile P Norberto Neto
26 Svizzera D Stephan Lichtsteiner
27 Italia C Stefano Sturaro
28 Venezuela C Tomás Rincón
29 Italia D Paolo De Ceglie
32 Italia P Emil Audero
33 Francia D Patrice Evra
34 Italia A Moise Kean [184]
35 Francia D Yoan Severin [184]
36 Italia P Leonardo Loria [184]
37 Italia C Leonardo Merio [184]
38 Italia C Rolando Mandragora
40 Italia D Luca Coccolo [184]
41 Svezia D Mattias Andersson [184]

Staff tecnico

Staff tecnico e sanitario aggiornati al 6 agosto 2016.[84]

Staff
Staff tecnico prima squadra
  • Italia Massimiliano Allegri – Allenatore
  • Italia Marco Landucci – Allenatore in 2ª
  • Italia Claudio Filippi – Preparatore portieri
  • Italia Maurizio Trombetta – Collaboratore tecnico
  • Italia Aldo Dolcetti – Collaboratore tecnico
  • Italia Emilio Doveri – Collaboratore tecnico
  • Italia Roberto Bosco – Collaboratore tecnico
  • Italia Simone Folletti – Responsabile preparazione atletica
  • Italia Andrea Pertusio – Preparatore atletico
  • Italia Duccio Ferrari Bravo - Peparatore atletico
  • Italia Antonio Gualtieri – Preparatore atletico
  • Italia Roberto Sassi – Responsabile training check

Staff medico
  • Italia Claudio Rigo - Responsabile sanitario
  • Italia Marco Luison - Rieducazione massofisioterapista
  • Italia Maurizio Delfini - Massofisioterapista
  • Italia Dario Garbiero - Massofisioterapista
  • Italia Francesco Pieralisi - Massofisioterapista
  • Italia Emanuele Randelli - Massofisioterapista
  • Italia Gianluca Scolaro - Massofisioterapista
  • Italia Stefano Grani - Riatletizzatore

Staff settore giovanile
  • Italia Fabio Grosso – Allenatore squadra Primavera
  • Italia Stefano Suraci – Responsabile medico settore giovanile
  • Italia Stefano Baldini - Coordinatore tecnico settore giovanile
  • Italia Antonio Marchio - Coordinatore tecnico attività di base

Attività polisportiva

Il club svolse attività polisportiva a periodi alterni sino alla fine degli anni 1970. Tra i suoi fondatori e primi soci vi erano giovani atleti che praticavano ciclismo, atletica, lotta e podismo, quali il lottatore Enrico Piero Molinatti, primo segretario-cassiere e figura di riferimento dei primi anni della società,[185] e una nutrita schiera di podisti, di cui facevano parte i fratelli Perocchio, con i fratelli Guido e Giovanni Botto che si distinsero nella corsa e Torchio e Rolfo nella marcia.[186] Durante quel periodo, l'unica sezione ad avere raggiunto risultati di rilievo fu quella podistica.[186] Il 1º ottobre 1899, ai campionati di resistenza italiani organizzati dall'allora Unione Pedestre Italiana (UPI), il socio Giovanni Botto ottenne il secondo posto nei 100 metri alle spalle di Umberto Colombo della SEF Mediolanum; alla stessa gara partecipò, giungendo al quarto posto, anche l'altro socio juventino Guido Botto (ma iscrittosi alla manifestazione con l'Audace Torino).[187] In quell'anno, i soci bianconeri decisero di rinunciare alle altre sezioni sportive per concentrarsi sul calcio, comportando il cambio della ragione sociale.[188]

Nella prima metà degli anni 1920 l'attività della Juventus fu nuovamente estesa ad altri sport, per iniziativa del nepresidente Edoardo Agnelli, con la nascita della Juventus – Organizzazione Sportiva S.A., inizialmente istituita per dare impulso professionistico e manageriale alla società.[189] Così, durante i seguenti vent'anni il club parteciperà ai principali campionati nazionali di diverse discipline quali le bocce, il nuoto, il disco su ghiaccio e il tennis,[190] ottenendo con quest'ultima i maggiori successi.[191]

Intanto gli eventi della seconda guerra mondiale portarono nel 1943 alla fusione della Juventus O.S.A. con altre aziende piemontesi, dando vita alla Manifatture Bosco – Compagnia Industriale Sportiva Italia (CISITALIA).[192] Sotto questa nuova denominazione, l'attività polisportiva del club sarà potenziata dall'imprenditore Piero Dusio, eletto presidente della Juventus due anni prima, attraverso la costruzione dell'allora maggior complesso sportivo di Torino e primo scenario tennistico nel Paese,[190] ed estesa a altre discipline quali pallacanestro, pallanuoto e pattinaggio su ghiaccio.[189]

Con la fine del conflitto armato ebbe inizio il declino della polisportiva a causa degli impegni di Dusio con la sua casa automobilistica,[189] aggravata dalla crisi finanziaria che coinvolse la Cisitalia e che portò alla cessione delle infrastrutture del circolo societario oltreché alla chiusura delle diverse sezioni della polisportiva, in seguito liquidata entro il febbraio del 1949;[193] fecero eccezione quelle tennistica e hockeistica, ricostituite dopo diversi trasferimenti di proprietà negli anni successivi fino a diventare, rispettivamente, il Circolo della Stampa – Sporting e l'Hockey Club Torino.[189][194]

Infine, nel settembre del 1970 fu creata una sezione sciistica, lo «Sporting Club Juventus», che partecipò ai campionati italiani nell'inverno seguente[195] svolgendo l'attività a Bardonecchia e al Sestriere, e avendo tra i suoi principali atleti Roberta Bosco, Roberto Persico ed Emilio Campaneto.[196] Successivamente ribattezzato «Sci Club Juventus»,[197] partecipò anche a diversi tornei giovanili durante il decennio successivo.[198]

Note

  1. ^ Luciano Canepari, Juventus, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ a b Manzo, Peirone, «Calcio», p. 86
  3. ^ «Nel calcio, viene abbreviato il nome di alcune squadre: Juve, Samp», cfr. Fabio Rossi, Sport e comunicazione nella società moderna, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003.
  4. ^ (EN) Juventus building bridges in Serie B, fifa.com, 20 novembre 2006.
  5. ^ a b (EN) Europe's Club of the Century, iffhs.de, 10 settembre 2009. (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2012).
  6. ^ Anche il Chelsea fa tris, su uefa.com, 15 maggio 2013.
  7. ^ a b Paul Saffer, Paris sulle orme della Juventus, su uefa.com, 10 aprile 2016.
  8. ^ a b Sondaggio Demos & Pi 2016, pp. 3; 10
  9. ^ a b (EN) AA.VV., Sports DNA, Repucom S.A., 2016 [2015]., cfr. anche Bilancio di sostenibilità 2016, p. 7
  10. ^ a b Indice FTSE Italia Mid Cap: Titoli che appartengono all'Indice, Borsa Italiana S.p.A., 2016, p. 3.
  11. ^ a b Juventus lascia segmento Star di Borsa, ansa.it, 19 settembre 2011.
  12. ^ a b (EN) Juventus, in The Business Of Soccer, forbes.com, 20 aprile 2016.
  13. ^ a b Manzo, Peirone, «Calcio», p. 92
  14. ^ a b Manzo, Peirone, «Calcio», p. 91
  15. ^ Manzo, Peirone, «Calcio», p. 87
  16. ^ Nel campionato italiano 1912-13, il primo a prevedere la retrocessione, la Juventus si classificò ultima del girone piemontese. A seguito delle proteste dei dirigenti delle società retrocesse nei vari gironi, la FIGC decise la riforma dei tornei, allargando il numero delle partecipanti e, quindi, ripescando tutte le retrocesse. Fu stabilito di scorporare la Liguria dal girone lombardo-ligure per accorparla a quello piemontese; a seguito della saturazione del nuovo girone così sorto, il Novara fu trasferito al girone lombardo; la Juventus seguì le vicende della sua corregionale, ma in sostituzione del Brescia, spostato nel girone veneto, cfr. Davide Rota, Silvio Brognara, Football dal 1902 – la storia della Biellese, Biella, Il Biellese, 1996.
  17. ^ (EN) Maurizio Mariani, Italy – International Matches 1920-1929, rsssf.com, 18 dicembre 2001.
  18. ^ Gli Agnelli e la Juve, novant'anni insieme, juventus.com, 24 luglio 2013.
  19. ^ a b c d e f Juventus – Storia
  20. ^ Cascioli, p. 324
  21. ^ a b (EN) Roberto Di Maggio, Italy – Coaches of Championship Teams, rsssf.com, 6 giugno 2008.
  22. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, pp. 208-209
  23. ^ (ES) Marco Ruiz, «Vi a Del Piero con 18 años y lo contraté en 24 horas», as.com, 5 novembre 2008.
  24. ^ Prospetto informativo OPV 2007, p. 14
  25. ^ (FR) Victor Sinet, Palmarès Ballon d'Or: 1961 – Omar Sivori, francefootball.fr, 12 dicembre 1961.
  26. ^ a b (EN) Sergio Di Cesare, Hard work pays off for Zoff, uefa.com, 1º aprile 2008.
  27. ^ La Juve mette le mani sulla Coppa, su uefa.com, 1º giugno 1993.
  28. ^ a b c d A seguito della sentenza della Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006, il titolo di campione d'Italia 2004-05 vinto dalla Juventus fu revocato e non più assegnato; quanto al titolo del 2005-06, la Juventus fu declassata dal 1º al 20º posto della classifica e retrocessa d'ufficio in Serie B per la stagione 2006-07 con un handicap di punti per «illecito associativo» – termine allora non previsto dall'ordinamento giuridico sportivo italiano, ma che fu giudicato dalla Corte Federale come una violazione dell'articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva allora in vigore riguardante ai casi di «illecito sportivo» – correlato alla stagione precedente. La posizione finale in classifica giunta dalla squadra nel campionato 2004-05 oltreché tutti i risultati ottenuti da essa durante il citato biennio, però, rimasero inalterati dopo i verdetti in via definitiva sia dalla giustizia sportiva che ordinaria (2015), cfr. Fulvio Bianchi, Calciopoli, ecco tutte le motivazioni. «Ma non è stato un colpo di spugna...», repubblica.it, 4 agosto 2006.
  29. ^ Andrea Tundo, Juventus campione d'Italia per la quinta volta consecutiva. Solo due precedenti: sempre la Signora e il Grande Torino, ilfattoquotidiano.it, 25 aprile 2016.
  30. ^ a b I numeri di un'ennesima impresa, juventus.com, 22 maggio 2016.
  31. ^ Per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio contro il Milan, cfr. Manzo, Peirone, «Calcio», pp. 91-92
  32. ^ Edizione sospesa il 23 maggio 1915 dalla FIGC per gli eventi bellici.
  33. ^ Torneo successivamente interrotto per decisione della FIGC per mancanza di date disponibili per lo svolgimento degli incontri.
  34. ^ Le prime 9 classificate dei due gironi di Divisione Nazionale 1928-29 andarono a formare la Serie A 1929-30; le squadre dal 10º posto a scendere formarono il campionato di Serie B 1929-30.
  35. ^ A causa di illeciti compiuti da alcuni giocatori della squadra cecoslovacca dello Slavia Praga, avversario della Juventus in semifinale, l'incontro fu annullato ed entrambe le squadre furono escluse dalla competizione. Il comitato organizzatore assegnò la vittoria finale al Bologna.
  36. ^ Durante
  37. ^ (EN) Paulo Martins, Copa Rio de Janeiro 1951, rsssf.com, 3 gennaio 2008.
  38. ^ a b Per quoziente reti.
  39. ^ a b Per differenza reti.
  40. ^ A seguito di spareggio vinto contro il Torino 4-2 dopo i tiri di rigore (0-0).
  41. ^ A seguito di spareggio perso contro l'Udinese 0-0 e 1-1 per la regola dei gol fuori casa.
  42. ^ a b Manzo, Peirone, «Calcio», pp. 86-87
  43. ^ (EN) Black and White, nottscountyfc.co.uk, 21 maggio 2008. (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2012).
  44. ^ D'Innocenzo, p. 17
  45. ^ a b c Il marchio Juventus
  46. ^ a b c d Nuovo logo Juventus 2004
  47. ^ Paolo Belli: biografia e discografia, rockol.it.
  48. ^ Bertoli Fans Club: Partecipazioni – Juvecentus, Pierangelo Bertoli Fans Club.
  49. ^ Giancarlo Emanuel, Pezzi di Juve, in la Repubblica, 11 dicembre 1985.
  50. ^ Alex la mascotte fa divertire prima del match, in La Stampa, 20 novembre 1995, p. 29.
  51. ^ Juve, nuova mascotte, in La Stampa, 13 ottobre 1999, p. 45.
  52. ^ Nasce JKids, juventus.com, 10 settembre 2015.
  53. ^ Giovanni De Luna, La storia nel pallone, in La Stampa, 26 marzo 2005, p. 1.
  54. ^ Tavella, Ossola, pp. 58-63
  55. ^ a b Stadio Olimpico di Torino
  56. ^ a b Enrica Tarchi, Finalmente nostro!, in Hurrà Juventus, 7 [162], Juventus Football Club S.p.A., luglio 2002, pp. 8-12, ISSN 1594-5189.
  57. ^ Il Cda approva la realizzazione del nuovo stadio, juventus.com, 18 marzo 2008. (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2008).
  58. ^ FIGC – ReportCalcio 2013, p. 154
  59. ^ Massimiliano Nerozzi, Juve, lo stadio dei sogni, lastampa.it, 21 novembre 2008. (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2012).
  60. ^ a b c d Marco Ansaldo, Da piazza d'Armi a Orbassano, in La Stampa, 28 giugno 1995, p. 34.
  61. ^ Iniziative juventine in memoria di Combi, in La Nuova Stampa, 9 settembre 1956, p. 4.
  62. ^ Piero Abrate, La Juventus trasloca per colpa di una gabbia, in Stampa Sera, 26 settembre 1990, p. 18.
  63. ^ Maurizio Caravella, Cattedrali dello sport da salvare, in La Stampa, 28 febbraio 1996, p. 40.
  64. ^ Fabio Vergnano, Addio allo stadio degli scudetti, la Juve abbandona il Comunale, in La Stampa, 28 dicembre 2002, p. 31.
  65. ^ La nuova casa dei bianconeri, in La Stampa, 8 gennaio 2003, p. 29.
  66. ^ Fabio Vergnano, Vinovo è un cantiere, Capello rinvia il trasloco, in La Stampa, 28 dicembre 2005, p. 30.
  67. ^ Prospetto informativo OPV 2007, p. 54
  68. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, p. 208
  69. ^ Prospetto informativo OPV 2007, p. 53
  70. ^ a b Relazione finanziaria annuale 2016, p. 30
  71. ^ Azionariato, exor.com.
  72. ^ Nasce l'associazione «Piccoli azionisti della Juventus», tuttosport.com, 24 settembre 2010.
  73. ^ Marco Bonetto, Juve, in Norvegia si punta sul marchio della Signora, tuttosport.com, 28 dicembre 2013.
  74. ^ Juventus – Management
  75. ^ Juventus – Organigramma
  76. ^ Juventus Football Club: Finance (Faq – Quotazione in Borsa), juventus.com, 2008. (archiviato dall'url originale il 1 febbraio 2008).
  77. ^ Juventus – Mission
  78. ^ Juventus – Staff tecnico
  79. ^ Deloitte Football Money League 2017, pp. 7; 28
  80. ^ (EN) Mike Ozanian, Manchester United Tops List Of World's Most Profitable Soccer Teams, in Forbes, 18 aprile 2016.
  81. ^ Brand Finance Football 50 2016, p. 11
  82. ^ Brand Finance Football 50 2016, pp. 13; 15
  83. ^ (EN) Ferrari, in The World's Most Valuable Sports Teams 2015, Forbes, 15 luglio 2015, p. 32.
  84. ^ a b La Juventus 2016-2017, juworld.net.
  85. ^ Nella stagione 2000-01 la Juventus inserì sulle sue divise, al posto del logo del fornitore tecnico Lotto, il marchio del secondo sponsor CiaoWeb, portale web partecipato dal Gruppo Fiat, da IFIL Investments e dalla stessa società bianconera, cfr. Emanuele Gamba, Nasce il verde Juve, in la Repubblica, 7 luglio 2000.
  86. ^ Timothy Ormezzano, La Juventus cambia sponsor tecnico: con Adidas accordo da 190 milioni, repubblica.it, 24 ottobre 2013.
  87. ^ Juventus e Fiat ancora insieme, juventus.com, 31 luglio 2014.
  88. ^ a b c d Charity – Altre iniziative
  89. ^ a b Charity – Sant'Anna
  90. ^ Giannotti, p. 119
  91. ^ Juventus, una squadra per amico, RAI Italia, 29 gennaio 2003. (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  92. ^ 2003 – Il mio canto libero. I calciatori della Juventus e i più grandi artisti italiani insieme per il progetto 'Un sogno per il Gaslini', CD Sony Music nº 5099751048121
  93. ^ Gaslini, è di platino il disco della Juve, in la Repubblica, 20 marzo 2003.
  94. ^ Charity – Un calcio al razzismo
  95. ^ Charity – Gioca con me
  96. ^ La Juve all'UNESCO, juventus.com, 15 ottobre 2013. (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).
  97. ^ (EN) Education, Sport and Cultural diversity: New ways to promote human rights around the world (PDF), United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, 6 marzo 2014.
  98. ^ Prospetto informativo OPV 2007, p. 64
  99. ^ a b 6 domande a Camillo De Nicola, settoregiovanile.figc.it.
  100. ^ Juventus Soccer Schools: Summer Camps, juventus.com. (archiviato dall'url originale l'11 aprle 2013).
  101. ^ Cos'è University, Juventus Soccer School.
  102. ^ National Academy, juvesoccerschool.com. (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2012).
  103. ^ Luguori, Smargiasse, p. 228
  104. ^ Luguori, Smargiasse, pp. 101; 227
  105. ^ (PMSIT) Giovanni Arpino, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Romano, Opere, Milano, Rusconi, 1992, p. 630, ISBN 88-18-06084-8.
  106. ^ Bruno Quaranta, Stile e stiletto. La Juventus di Arpino, Arezzo, Limina, 1997, ISBN 88-86713-30-4.
  107. ^ Giovanni Arpino, Racconti di vent'anni, Milano, Mondadori, 1974, p. 183.
  108. ^ Rolando Damiani, Arpino. Opere scelte, Milano, Mondadori, 2005, p. 1683, ISBN 88-04-52643-2.
  109. ^ Mario Soldati, Le due città, Milano, Mondadori, 2006 [1964], ISBN 88-04-56137-8.
  110. ^ Mario Soldati, America primo amore, Milano, Mondadori, 1976 [1935], p. 93.
  111. ^ Mario Soldati, Un prato di papaveri. Diario 1947-1964, Milano, Mondadori, 1973, p. 38.
  112. ^ Mario Soldati, Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971, Milano, Mondadori, 1975, pp. 103; 104.
  113. ^ Aldo Nove, Puerto Plata Market, Torino, Einaudi, 1997, ISBN 88-06-14211-9.
  114. ^ Aldo Cazzullo, I ragazzi di via Po, Milano, Mondadori, 1997, pp. 38-39; 112; 169, ISBN 88-04-43075-3.
  115. ^ Mario Parodi e Andrea Parodi, In bianco e nero: una grande Juve negli anni di piombo, Torino, Bradipolibri, 2003, ISBN 88-88329-33-1.
  116. ^ (EN) New Captain Tsubasa: Road to 2002 (Episode nº 36 sgg.), enokifilmsusa.com. (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2011).
  117. ^ (EN) Notts County chants: "It's just like watching Juve", fanchants.co.uk.
  118. ^ a b Beatrice, 2007
  119. ^ a b Elenco allenatori della Juventus F.C., myjuve.it.
  120. ^ Bruno Bernardi, Il mister, in Un secolo di football a Torino: 1917-1926, Torino Sette, La Stampa, 20 dicembre 1996, p. 1.
  121. ^ a b Mattia Fontana, Il "triplete" storico di Antonio Conte, it.eurosport.yahoo.com, 4 maggio 2014. (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2014).
  122. ^ a b Elenco presidenti della Juventus F.C., myjuve.it.
  123. ^ Presidenti della Juventus F.C.: Palmarès, myjuve.it.
  124. ^ Umberto Agnelli: la vita, lo sport, la politica, corriere.it, 28 maggio 2004.
  125. ^ Elkann: «Andrea Agnelli presidente», juventus.com, 28 aprile 2010. (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2013).
  126. ^ Area statistica: Tutti i giocatori della Juventus FC, juworld.net.
  127. ^ A un secolo dall’esordio della Leggenda Bigatto, juventus.com, 12 ottobre 2013.
  128. ^ La Juventus festeggia Boniperti, juventus.com, 4 luglio 2008. (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2008).
  129. ^ Addio mister rovesciata, RAI Sport, 22 marzo 2000.
  130. ^ (EN) Golden Players take centre stage, uefa.com, 29 novembre 2003.
  131. ^ (EN) Didier Fort, Trivia on Players regarding European Club Cups, rsssf.com, 5 giugno 2005.
  132. ^ a b Giocatori con più partite, transfermarkt.it.
  133. ^ Marcatori record, transfermarkt.it.
  134. ^ Nazionali in cifre: i convocati di una società alla Nazionale «A», figc.it.
  135. ^ Speciale Germania 2006: Italia – i convocati, su figc.it, 1º giugno 2006.
  136. ^ Bruno Perucca, Juventus e Milan vestite d'azzurro, in La Stampa, 6 marzo 1994, p. 4.
  137. ^ La formazione dell'Italia nella gara contro l'Ungheria del 20 ottobre 1933, per la 3ª giornata della Coppa Internazionale 1933-1935 (torneo predecessore dele campionato europeo di calcio), era composta da: Combi; Rosetta, Caligaris (C); Pizziolo, Monti, Bertolini; Guarisi, Cesarini, Borel II, Ferrari e Orsi. Quasi tutti i calciatori sopracitati, con le sole eccezioni di Pizziolo e Guarisi, rispettivamente tesserati per Lazio e Fiorentina, militavano all'epoca nella Juventus. Il posto di Ferrari fu occupato da Meazza, dell'Ambrosiana-Inter, nella formazione del 3 dicembre 1933 contro la Svizzera, cfr. Tavella, Ossola, p. 111
  138. ^ (EN) Norman Hubbard, Clubs' World Cup, su espnfc.com, Entertainment & Sports Programming Network Inc, 14 marzo 2012.
  139. ^ (FR) Coupe du Monde 2006: Italie – France, fff.fr, 9 luglio 2006. (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2012).
  140. ^ (DE) Fußball Weltmeisterschaft 1934 in Italien, fussballweltmeisterschaft.npage.de.
  141. ^ a b Il titolo è stato disconosciuto a posteriori dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), cfr. Manzo, Peirone, «Calcio», p. 92
  142. ^ La Juve vince la 68ª Viareggio Cup, viareggiocup.com, 30 marzo 2016.
  143. ^ (EN) Blue Stars/FIFA Youth Cup (PDF), fifa.com, pp. 7-8.
  144. ^ a b Coppa Italia: Potenza con juniores, Cittadella da record vince 15-0!, tuttosport.com, 2 agosto 2015.
  145. ^ Torino-Juventus, un derby lungo 102 anni, tuttosport.com, 5 marzo 2009.
  146. ^ Ferruccio Cavallero, Juve e Toro, due squadroni, in La Stampa, 23 maggio 1977, p. 11.
  147. ^ Paolo Menicucci, Riepilogo stagione: Italia, su uefa.com, 21 maggio 2012.
  148. ^ Il Club dei 100, su uefa.com, 19 maggio 2014.
  149. ^ (EN) Maurizio Mariani, Roberto Di Maggio, Italian Clubs in European Cups, rsssf.com, 6 giugno 2008.
  150. ^ (EN) All-time statistics, UEFA competitions (PDF), uefa.com, 14 settembre 2012, p. 76.
    (EN) All-time statistics, UEFA competitions (2012-13) (PDF), uefa.com, 16 settembre 2012, p. 100. L'UEFA, in base alla procedura di calcolo standard del coefficiente UEFA, applica il sistema di punteggio 2-1-0 per le vittorie, pareggi e sconfitte, rispettivamente, indipendentemente dalla formula in vigore, cfr. (EN) Top 125, in Champions Magazine, nº 30, Union des Associations Européennes de Football, agosto/settembre 2008, p. 96, ISSN 1740-9969.
  151. ^ Real Madrid: 31 finali in competizioni internazionali ufficiali per club; Milan: 29; Boca Juniors: 28; Barcellona: 28; Al-Ahly: 24; Independiente: 23; San Paolo: 21; Liverpool: 20 (statistiche aggiornate a tutto il 18 dicembre 2016), cfr. (EN) Roberto Di Maggio, International Finalists, rsssf.com, 19 dicembre 2013.
  152. ^ (EN) UEFA Champions League – 2016/17 Season Match Press Kits (PDF), uefa.org, 23 novembre 2016, p. 2.
  153. ^ (EN) Legend – UEFA club competition (PDF), Union des Associations Européennes de Football, 11 settembre 2009, p. 99.
  154. ^ Giorgio Viglino, Boniperti e Futre, è la volta buona, in La Stampa, 13 luglio 1988, p. 22.
  155. ^ (EN) The FIFA Clubs of the 20th Century (PDF), fifa.com, 23 dicembre 2000. (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2007).
  156. ^ Giovanni Battista Olivero, 444 Ale tra record e nuovo contratto, in La Gazzetta dello Sport, 5 febbraio 2011.
  157. ^ Gol e numeri record, Del Piero cuore Juve, ansa.it, 8 novembre 2014.
  158. ^ Francesca Fanelli, 2005, Del Piero-Juve 182 gol come Boniperti, corrieredellosport.it, 7 dicembre 2011.
  159. ^ Paradosso Higuain, gol n.30 nel giorno peggiore, ansa.it, 3 aprile 2016.
  160. ^ Da Nordahl a Angelillo: i bomber con più di 30 centri nel massimo campionato italiano in un'unica stagione, repubblica.it, 25 gennaio 2016.
  161. ^ Antonio Pannullo, Anche la Lazio ebbe il suo Totti leggendario: si chiamava Silvio Piola..., secoloditalia.it, 3 ottobre 2016.
  162. ^ Alberto Barillà, Il primo partito? È la Juve, in Corriere dello Sport – Stadio, nº 319, 18 novembre 2016, p. 2.
  163. ^ (EN) Massimo Franchi, Gentile, Boniek, Zidane and friends (PDF), in The FIFA Weekly, nº 10, 13 marzo 2015, p. 12, OCLC 862248672.
  164. ^ Centro Coordinamento Juventus Club DOC: I club esteri, juventusclubdoc.it.
  165. ^ (EN) Napoli: Back where they belong, fifa.com, 22 giugno 2007.
  166. ^ Sondaggio Demos & Pi 2013, Ilvo Diamanti, «Calcio, il declino del tifo. In curva solo gli ultras», p. 5
  167. ^ Sondaggio Demos & Pi 2013, p. 20
  168. ^ Filmato audio Accade oggi: 1º novembre 1897. Nasce la Juve, La Stampa, 1º novembre 2008. (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2014).
  169. ^ Speciale 100 anni del Derby di Torino, in La Stampa, 30 settembre 2007.
  170. ^ a b (EN) Injuries clouding Turin derby, fifa.com.
  171. ^ Papa, Panico, p. 271
  172. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, pp. 200-201; 203-207
  173. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, pp. 210-214
  174. ^ Juve-Inter, storia di una rivalità, tuttosport.com, 22 settembre 2008.
  175. ^ Corrado Sannucci, Juve e Milan, la sfida infinita: storia di rivalità e di campioni, in la Repubblica, 15 maggio 2003.
  176. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, pp. 200-201
  177. ^ (EN) Juventus & Roma, a duel of north & south, fifa.com, 4 ottobre 2014.
  178. ^ Patrick Hazard, David Gould, Three Confrontations and a Coda: Juventus of Turin and Italy, pp. 214-217
  179. ^ Guido Vaciago, Gemellaggio fra i tifosi di Juventus e Avellino, tuttosport.com, 18 dicembre 2013.
  180. ^ Paola Cipriani, Marco Mensurati e Fabio Tonacci, L'internazionale degli ultrà, in R'E Le inchieste, Gruppo Editoriale L'Espresso, 20 marzo 2014.
  181. ^ (EN) Dan Robinson, Notts County has second largest number of overseas fans in Football League, nottinghampost.com, 24 giugno 2015.
  182. ^ (ES) Intercambio de camisetas con la Juventus, elchecf.es, 13 novembre 2012. (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2012).
  183. ^ La prima squadra, juventus.com.
  184. ^ a b c d e f Aggregato dalla formazione Primavera.
  185. ^ Tavella, pp. 58-60
  186. ^ a b Tavella, Ossola, p. 279
  187. ^ Tavella, Ossola, p. 13
  188. ^ Tavella, Ossola, p. 17
  189. ^ a b c d Tavella, Ossola, p. 124
  190. ^ a b In Corso IV Novembre impianti sportivi in via di realizzazione per le nuove attività della Juventus, in La Stampa, 10 marzo 1941, p. 4.
  191. ^ Serie A1: Albo d'oro, federtennis.it.
  192. ^ Consiglio provinciale delle corporazioni di Torino, Atto costitutivo originale del 1943 (PDF), in Museo Cisitalia, Cisitalia S.A., 10 giugno 1943.
  193. ^ Attivo e passivo della 'Cisitalia', in La Stampa, 25 febbraio 1949, p. 2.
  194. ^ Favorito lo Sporting Club ai campionati di tennis, in Nuova Stampa Sera, 10 novembre 1949, p. 1.
  195. ^ Nasce a Torino lo Sporting Club Juventus, in Stampa Sera, 15 settembre 1970, p. 8.
  196. ^ Esordisce sulla neve lo Sporting Club Juventus, in La Stampa, 16 settembre 1970, p. 17.
  197. ^ Lo sci junior a Bardonecchia, in Stampa Sera, 28 marzo 1973, p. 9.
  198. ^ Ecco il signor Pierino Rossi. Ecco il piccolo stregone delle nevi, in Stampa Sera, 25 marzo 1986, p. 20.

Bibliografia

Libri

  • (EN) Gary Armstrong e Richard Giulianotti, Fear and Loathing in World Football, Oxford, Berg Publishers, 2001, ISBN 1-85973-463-4.
  • Lino Cascioli, Storia fotografica del calcio italiano: dalle origini al campionato del mondo 1982, Roma, Newton & Compton, 1982.
  • Santa D'Innocenzo, Il merchandising come contratto sportivo, Milano, Wolters Kluwer Italia, 2010, ISBN 88-13-29956-7.
  • Marcello Giannotti, L'enciclopedia di Sanremo. 55 anni di storia del Festival dalla A alla Z, Roma, Gremese Editore, 2005, ISBN 88-8440-379-0.
  • Guido Luguori e Antonio Smargiasse, Ciak, si gioca! Calcio e tifo nel cinema italiano, Baldini Castoldi Dalai, 2000, ISBN 88-8089-884-1.
  • Luciana Manzo e Fulvio Peirone (a cura di), Sport a Torino. Luoghi, eventi e vicende tra Ottocento e Novecento nei documenti dell'Archivio Storico della Città (PDF), Archivio Storico Città di Torino, 19 dicembre 2005 – 3 marzo 2006, TO01465329.
  • Antonio Papa e Guido Panico, Storia sociale del calcio in Italia, Bologna, Il Mulino, 2002 [1993], ISBN 88-15-08764-8.
  • Renato Tavella, Nasce un mito: Juventus!, Ariccia, Newton & Compton, 2005 [2004], ISBN 88-541-0270-9.
  • Renato Tavella e Franco Ossola, Il Romanzo della Grande Juventus, Roma, Newton & Compton, 2003 [1997], ISBN 88-8289-900-4.

Pubblicazioni varie

Risorse informative in rete

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Wikimedaglia
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 1º aprile 2009 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Criteri di ammissione  ·  Voci in vetrina in altre lingue  ·  Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki

Controllo di autorità VIAF: (EN241856258 · GND: (DE4493359-9