Gianluca Pagliuca

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Gianluca Pagliuca
Gianluca Pagliuca - UC Sampdoria 1988-89.jpg
Pagliuca alla Sampdoria nel 1988
Nazionalità Italia Italia
Altezza 190[1] cm
Peso 87[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 2007 - giocatore
Carriera
Giovanili
1984-1986[1] Bologna
1986-1987 Sampdoria
Squadre di club1
1987-1994 Sampdoria 198 (-183)
1994-1999 Inter 165 (-165)
1999-2006 Bologna 248 (-310)
2006-2007 Ascoli 23 (-38)
Nazionale
1989 Italia Italia U-21 1 (-1)
1996 Italia Italia olimpica 3 (-5)
1991-1998 Italia Italia 39 (-27)
Carriera da allenatore
2014-2015 Bologna Giovan. Naz.
2017- Bologna Preparatore dei portieri Primavera
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Argento Stati Uniti 1994
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gianluca Pagliuca (Bologna, 18 dicembre 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere, vice-campione del mondo con la nazionale italiana nel 1994.

Spesso annoverato tra i migliori portieri italiani di sempre,[2][3][4][5] nonché tra i primi al mondo nel corso degli anni 1990,[3][6][7][8] ha trascorso le annate più brillanti della propria carriera con le maglie di Sampdoria e Inter: con i blucerchiati ha conquistato uno scudetto, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe, mentre con i nerazzurri ha vinto una Coppa UEFA. Successivamente si è trasferito al Bologna, trascorrendovi sei stagioni in Serie A e una in B, per poi concludere l'attività agonistica con la maglia dell'Ascoli, nel 2007.

Nella nazionale maggiore ha totalizzato 39 presenze, disputando due Mondiali da titolare (1994 e 1998) e uno da terzo portiere (1990). Al suo attivo anche due partecipazioni ai Giochi olimpici (riserva nel 1988, titolare nel 1996).

È stato incluso nella classifica IFFHS dei migliori portieri del periodo 1987-2011, piazzandosi in 16ª posizione.[9] Detentore del record di rigori parati in Serie A (24 su 91),[10] tra il 2006[11] e il 2016[12] è stato l'estremo difensore con più incontri disputati nella massima serie (592), prima di essere scavalcato da Gianluigi Buffon. Inserito per tre volte nell'elenco dei 50 candidati al Pallone d'oro, è giunto 21º nel 1991.[13]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Ceretolo, frazione di Casalecchio di Reno,[14] è membro della Fondazione Virtus,[15] che nel 2012 ha acquisito la Virtus Pallacanestro Bologna.[16]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominato Il Gatto di Casalecchio,[17][18] Pagliuca è stato un portiere atletico,[19][20][21] robusto[22] e tecnicamente completo:[3][19][23] dava il meglio di sé tra i pali,[21][24][25] in virtù di doti acrobatiche,[24][26] riflessi[21][22] e senso della posizione,[24][27] ma si faceva apprezzare anche nelle uscite,[21][25][28] seppur in misura minore;[24][26][29] tra i suoi pregi spiccavano, inoltre, l'abilità nel controllo di palla[20][25][30] e la precisione nel rinvio,[20][21] frutto di un eccellente piede sinistro,[31][32][33] che faceva da contraltare a un destro non altrettanto efficace.[31] Adatto al gioco a zona, era in grado di agire da «libero aggiunto», estendendo il proprio raggio d'azione oltre l'area di rigore:[34][35][36] questa caratteristica, oltre a facilitare il suo approdo in nazionale,[34] gli consentì di adeguarsi con profitto alle innovazioni tattiche e regolamentari introdotte nei primi anni 1990.[35] Fisicamente integro per quasi tutta la carriera – numerose le partite disputate consecutivamente[4][37][38] –, si distinse come uno dei migliori portieri d'Italia anche in età avanzata.[39][40][41]

Altalenante fu il suo rapporto con i calci di rigore: pur essendo abile nell'opporvisi[24][42][43] – spesso decisivo, in tal senso, nelle file della Sampdoria[44][45][46][47] –, con le maglie dell'Inter[48][49][50] e della nazionale[51][52] subì diverse sconfitte dagli undici metri. Sebbene non gli facessero difetto personalità e temperamento,[24][26][32] talvolta tradiva una certa emotività,[53][54][55] che sfociava in occasionali periodi di flessione;[56][57][58] al netto di ciò, il suo rendimento era costante e quasi sempre adeguato all'importanza della posta in palio[59][60] (Vujadin Boškov lo riteneva «una sicurezza, decisivo nelle partite cruciali»).[39][41] «Istintivo»[61] ed elegante negli interventi,[62][63][64] non disdegnava «la parata spettacolare».[65]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Mosse i primi passi da giocatore in due piccole compagini bolognesi, la Polisportiva Ceretolese e il Casteldebole, giocando come mezzala;[66] divenuto portiere all'età di 12 anni,[13] fu scoperto da Pietro Battara, ex calciatore divenuto preparatore dei portieri, che rimase colpito dalle doti del giovane Pagliuca e spinse per il suo passaggio al Bologna.[67]

Nel 1986 passò in prestito alla Sampdoria, con la quale disputò da protagonista il Torneo di Viareggio.[68] Le qualità messe in mostra durante la competizione convinsero il presidente Paolo Mantovani ad acquistarlo a titolo definitivo per 300 milioni di lire; la trattativa fu facilitata dalla fiducia che il Bologna riponeva nel portiere Nello Cusin, destinato alla prima squadra a discapito di Pagliuca.[69]

Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

« Pagliuca? Lo abbiamo comprato gratis dal cielo. »
(Paolo Mantovani[13])

Nella stagione 1987-1988 fece da secondo a Guido Bistazzoni,[70] ed esordì in Serie A l'8 maggio 1988, nella partita Sampdoria-Pisa conclusasi 0-0.[71] Disputò anche l'ultima di campionato contro il Napoli e la finale di Coppa Italia contro il Torino, che vide la Sampdoria prevalere ai supplementari.

Pagliuca in blucerchiato nel 1989

Promosso titolare da Vujadin Boškov – convinto che il giocatore avesse un notevole potenziale inespresso[72] –, si erse in breve tempo a pilastro della squadra,[60][73][74] ampliando il proprio palmarès con la Coppa Italia 1988-1989, la Coppa delle Coppe 1989-1990 e lo storico scudetto del 1991, epilogo di una stagione che vide Pagliuca protagonista di numerosi interventi decisivi: su tutti, il penalty respinto a Lothar Matthäus nella vittoriosa trasferta contro l'Inter,[47] in cui il portiere della Sampdoria salvò a più riprese il risultato.[75] Nello stesso anno, il club blucerchiato giunse anche in finale di Coppa Italia, dove fu sconfitto dalla Roma; nei quarti di finale della competizione, Pagliuca parò tre tiri di rigore al Torino.[44] Il rendimento profuso nel corso della stagione gli valse la 6ª posizione nella classifica IFFHS dei migliori portieri del 1991,[76] la candidatura al Pallone d'oro (21º posto)[13] e l'esordio in nazionale, della quale diverrà titolare nel 1992.

Nella stagione 1991-1992, iniziata con la conquista della Supercoppa italiana, la Sampdoria non riuscì a ripetersi in campionato, classificandosi sesta, ma approdò in finale di Coppa dei Campioni, nella quale fu sconfitta per 1-0 dal Barcellona a Wembley: Pagliuca, tra i migliori in campo,[77] fu battuto sul finire dei tempi supplementari da un violento calcio di punizione di Ronald Koeman.[78] Reduce da un'annata buia,[79][80] il portiere risalì la china durante la stagione 1992-1993 (terminata anzitempo a causa di un serio incidente stradale),[81] adeguandosi senza particolari difficoltà alla difesa a zona di Sven-Göran Eriksson e riaffermandosi tra i migliori numeri 1 del campionato.[34][35] Chiuse il ciclo in maglia blucerchiata nel 1994, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria di una terza Coppa Italia: dopo aver neutralizzato tre rigori al Pisa al secondo turno,[45] ne respinse due alla Roma agli ottavi di finale.[46]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Pagliuca all'Inter nella stagione 1994-1995

Fortemente voluto da Ottavio Bianchi ed Ernesto Pellegrini,[82] Pagliuca passò all'Inter per la stagione 1994-1995, al termine di una trattativa lunga e complessa,[83] che si concretizzò per 8 miliardi di lire più i cartellini di Walter Zenga e Riccardo Ferri[84] (per un totale di 12 miliardi).[85] Nell'arco di un quinquennio, il portiere offrì ottime prestazioni[25][86] – eccezion fatta per un periodo di crisi sul finire del 1995[58][87] –, raggiungendo l'apice del suo rendimento nelle stagioni 1996-1997[88][89] e 1997-1998.[90][91] Quest'ultima si rivelò la più brillante sul piano dei risultati: l'Inter si classificò seconda in campionato dopo un lungo testa a testa con la Juventus – culminato in uno scontro diretto ricco di polemiche e perso per 1-0, nonostante un rigore parato da Pagliuca ad Alessandro Del Piero[92] –, vincendo nel contempo la Coppa UEFA,[93] competizione di cui era già stata finalista l'anno precedente.[50] Per Pagliuca, capitano in occasione del 3-0 inflitto alla Lazio in finale,[94] fu l'unico trofeo conquistato con la maglia dell'Inter, nonché l'ultimo della sua carriera.

Dopo il deludente ottavo posto dell'annata 1998-1999 – in cui Pagliuca, seppur non impeccabile,[37][86] risultò tra i pochi interisti ad aver disputato una discreta stagione[95][96] –, l'Inter tentò di risollevarsi ingaggiando Marcello Lippi, vincitore di numerosi trofei alla guida della Juventus. Il tecnico viareggino, col quale Pagliuca aveva avuto delle incomprensioni in passato,[97] richiese l'acquisto di Angelo Peruzzi, inducendo l'ormai ex portiere dell'Inter a trovare una nuova sistemazione,[98] dopo 234 presenze in maglia nerazzurra.

Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Declinando alcune offerte provenienti da Spagna e Inghilterra,[70] Pagliuca fece ritorno nella propria città, trasferendosi al Bologna per la stagione 1999-2000.[69] Nel corso della sua prima stagione con i felsinei, durante una partita di Coppa Italia contro la Sampdoria, Pagliuca fu vittima di un fitto lancio di oggetti da parte di alcuni tifosi del club genovese, evento che spinse l'arbitro Gianluca Paparesta a sospendere l'incontro.[99] Al Bologna verrà attribuita la vittoria per 2-0 a tavolino.[100]

In rossoblù, Pagliuca disputò sei annate in Serie A e una in B: il Bologna retrocedette nel 2005, a dispetto della buona tenuta difensiva (36 reti subite) e dell'elevato rendimento del portiere – nel frattempo divenuto capitano[101] –, che disputò una delle sue migliori stagioni[89]Penso che Buffon e Dida non si offenderanno se dico che in questo momento Pagliuca è il miglior portiere di Serie A», disse di lui, a campionato in corso, il suo allenatore Carlo Mazzone).[41] La discesa nella serie cadetta è stata definita dallo stesso Pagliuca la più cocente delusione della sua carriera.[66]

Ascoli[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della stagione 2005-2006, prossimo ai quarant'anni, Pagliuca chiuse l'esperienza al Bologna e firmò per l'Ascoli, ritrovando la massima serie. Alla seconda giornata della stagione 2006-2007, in occasione di una partita contro il Messina, toccò quota 571 presenze, superando Dino Zoff e diventando il portiere con più apparizioni in Serie A[11] (record battuto dieci anni dopo da Gianluigi Buffon[12]). La sua stagione terminò dopo 23 partite: frenato da un virus influenzale prima della sfida contro il Livorno, una volta ristabilitosi non ritrovò posto in squadra, poiché il tecnico Nedo Sonetti gli preferì Dīmītrios Eleutheropoulos.[102] Conclusa la militanza nell'Ascoli, Pagliuca rimase senza contratto, terminando di fatto la propria carriera agonistica.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Under-21 e olimpica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, in concomitanza con la sua prima stagione in Serie A, ricevette due convocazioni nella nazionale Under-21 di Cesare Maldini, senza scendere in campo. Nel 1989 disputò, da fuoriquota, la sua unica partita con gli azzurrini, un'amichevole contro la nazionale B dell'Inghilterra.[103]

Con l'Italia olimpica prese parte a due edizioni dei Giochi: nel 1988 fu convocato da Francesco Rocca come rincalzo di Stefano Tacconi e Giuliano Giuliani,[104] chiudendo il torneo al quarto posto, mentre nel 1996, fuoriquota, fu titolare della selezione guidata da Maldini,[105] che non andò oltre la fase a gironi nonostante il buon rendimento del portiere.[106][107]

Nazionale maggiore[modifica | modifica wikitesto]

1989-1995[modifica | modifica wikitesto]
Pagliuca (in piedi, terzo da destra) in nazionale nel 1991

Entrato nel giro della nella nazionale maggiore sul finire del 1989,[108] fu convocato da Azeglio Vicini per il Mondiale 1990 come terzo portiere, dietro il titolare Walter Zenga e la riserva Tacconi. Debuttò il 16 giugno 1991, contro l'Unione Sovietica, durante un quadrangolare amichevole (Torneo Scania 100) vinto dall'Italia ai rigori.[109]

Sul finire del 1992, il nuovo commissario tecnico Arrigo Sacchi scelse l'emergente Luca Marchegiani come successore di Zenga,[110] ma una prestazione mediocre contro la Svizzera impedì al portiere del Torino di mantenere il posto,[33] determinando il suo avvicendamento con Pagliuca, che inanellò una serie di prove convincenti[111][112] e conquistò la maglia da titolare per il Mondiale 1994. Le sue performance nel corso del torneo si rivelarono, tuttavia, inferiori alle attese:[113] colto fuori posizione da un tiro di Ray Houghton nel match inaugurale perso contro l'Irlanda,[114] nel successivo impegno con la Norvegia fu espulso per aver toccato il pallone con una mano fuori dall'area di rigore, venendo squalificato per due turni.[115] Rientrato dalla sospensione, risultò determinante nella vittoria sulla Spagna ai quarti di finale, impedendo a Julio Salinas di portare in vantaggio gli iberici a pochi minuti dalla fine,[116][117] ma incappò in una prova incerta nella finalissima contro il Brasile:[51] degno di nota l'errore commesso alla mezz'ora del secondo tempo, quando un tiro dalla lunga distanza di Mauro Silva gli sfuggì di mano e si infranse sul palo, al quale il portiere azzurro mandò un simbolico bacio per aver impedito che il pallone finisse in rete.[118][119] Dopo 120 minuti senza gol, l'Italia si arrese ai tiri di rigore: Pagliuca parò quello di Márcio Santos, il secondo della sequenza che si concluse con la sconfitta degli azzurri.[51]

Al termine di un Mondiale «non esaltante»,[25][120] la titolarità di Pagliuca fu messa a rischio dalla concorrenza di Sebastiano Rossi[121][122] e Angelo Peruzzi.[123] Respinto l'assalto di Rossi, che gli fece da riserva in due occasioni senza scendere in campo,[124] Pagliuca mantenne il posto per tutto il 1994, indossando anche la fascia da capitano in un'amichevole contro la Turchia,[125] ma fu presto incalzato dall'emergente Peruzzi: approfittando di un infortunio occorso al bolognese nel marzo del 1995, il portiere della Juventus lo sostituì nei successivi impegni contro Estonia e Ucraina,[25][126] per poi scavalcarlo definitivamente a partire dal match di settembre contro la Slovenia.[120][127] Non ritenendo opportuno che l'ex titolare facesse da secondo al più giovane collega[125] – «Pagliuca è una prima scelta, non posso chiamarlo a far panchina»[128] –, Sacchi lo estromise dal giro azzurro, non convocandolo per l'Europeo 1996.

1997-1998[modifica | modifica wikitesto]

A distanza di due anni dall'ultima convocazione, Pagliuca tornò in azzurro durante la gestione di Cesare Maldini, in vista del Tournoi de France.[129] Divenuto la prima alternativa a Peruzzi, fu inizialmente selezionato come secondo portiere per il Mondiale 1998, e poi promosso titolare a causa dello stiramento occorso allo juventino pochi giorni prima dell'inizio della competizione.[130] Nel corso del torneo, riscattò le altalenanti prestazioni del Mondiale americano con ottimi interventi, in particolar modo nell'ottavo di finale contro la Norvegia, in cui fermò sulla linea un colpo di testa da distanza ravvicinata di Tore André Flo, risultando decisivo per il passaggio del turno.[131][132] Il cammino dell'Italia si interruppe nel successivo quarto di finale contro la Francia: il persistente 0-0 portò la sfida ai rigori, e la parata di Pagliuca sul penalty di Bixente Lizarazu non bastò ad evitare agli azzurri la terza eliminazione consecutiva dal dischetto.[52] Pochi giorni prima della finalissima, la FIFA rese noto l'elenco dei 38 migliori giocatori del torneo, nel quale il bolognese risultò uno dei quattro portieri inclusi, nonché l'unico membro della spedizione italiana insieme a Christian Vieri.[133]

Non confermato dal nuovo commissario tecnico Dino Zoff,[134] Pagliuca concluse la propria carriera in nazionale con 39 presenze e 27 reti subite. Singolare sarà la sua presenza nella formazione FIFA World Stars in un'amichevole disputata contro l'Italia nel dicembre del 1998, per celebrare il centenario della FIGC.[135]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Ritiratosi, ha intrapreso una carriera da opinionista per le emittenti Sky e Mediaset Premium,[136] e nel 2009 ha conseguito il patentino di allenatore.[137] In seguito, ha coordinato la preparazione dei portieri delle giovanili del Bologna, per poi allenare, nella stagione 2014-2015, i Giovanissimi Nazionali della compagine felsinea.[136]

Ha inoltre giocato, sempre come portiere, nella nazionale italiana di beach soccer.[138][139]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 27 maggio 2007.

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1987-1988 Italia Sampdoria A 2 -1 CI 2 -2 - - - - - - 4 -3
1988-1989 A 33 -25 CI - - CdC 9 -9 SI 1 -3 43 -37
1989-1990 A 34 -26 CI - - CdC 9 -4 SI 1 -2 44 -30
1990-1991 A 32 -22 CI 10 -10 CdC 6 -6 SU 2 -3 50 -41
1991-1992 A 34 -31 CI - - CC 11 -10 SI 1 -0 46 -41
1992-1993 A 29 -39 CI 0 -0 - - - - - - 29 -39
1993-1994 A 34 -39 CI 10 -5 - - - - - - 44 -44
Totale Sampdoria 198 -183 22 -17 35 -29 5 -8 260 -237
1994-1995 Italia Inter A 34 -34 CI 7 -5 CU 2 -1 - - - 43 -40
1995-1996 A 34 -30 CI 6 -6 CU 2 -2 - - - 42 -38
1996-1997 A 34 -35 CI 7 -6 CU 12 -8 - - - 53 -49
1997-1998 A 34 -26 CI 4 -8 CU 11 -8 - - - 49 -42
1998-1999 A 29+2[140] -40 + -4[140] CI 6 -8 UCL 10[141] -9[142] - - - 47 -57
Totale Inter 165+2 -165 + -4 30 -33 37 -28 - - 234 -230
1999-2000 Italia Bologna A 32 -39 CI 3 -5 CU 6 -7 - - - 41 -51
2000-2001 A 34 -53 CI - - - - - - - - 34 -53
2001-2002 A 34 -40 CI 0 -0 - - - - - - 34 -40
2002-2003 A 34 -47 CI 0 -0 Int 6 -7 - - - 40 -54
2003-2004 A 34 -53 CI 0 -0 - - - - - - 34 -53
2004-2005 A 38+2[143] -36 + -2[143] CI 0 -0 - - - - - - 40 -38
2005-2006 B 42 -42 CI 2 -1 - - - - - - 44 -43
Totale Bologna 248+2 -310 + -2 5 -4 12 -14 - - 267 -330
2006-2007 Italia Ascoli A 23 -38 CI 2 -1 - - - - - - 25 -39
Totale carriera 634+4 -696 + -6 59 -55 84 -71 5 -8 786 -836

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup - Ingresso al 46’ 46’
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -1 Ingresso al 46’ 46’
13/11/1991 Genova Italia Italia 1 – 1 Norvegia Norvegia Qual. Euro 1992 -1
19/02/1992 Cesena San Marino San Marino 0 – 4 Italia Italia Amichevole -
18/11/1992 Glasgow Scozia Scozia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
19/12/1992 La Valletta Malta Malta 1 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
20/01/1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
24/02/1993 Oporto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
24/03/1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 -1 Uscita al 83’ 83’
14/04/1993 Trieste Italia Italia 2 – 0 Estonia Estonia Qual. Mondiali 1994 -
01/05/1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
22/09/1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
13/10/1993 Roma Italia Italia 3 – 1 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1994 -1
17/11/1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
16/02/1994 Napoli Italia Italia 0 – 1 Francia Francia Amichevole -1
23/03/1994 Stoccarda Germania Germania 2 – 1 Italia Italia Amichevole -2
03/06/1994 Roma Italia Italia 1 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole -
11/06/1994 New Haven Italia Italia 1 – 0 Costa Rica Costa Rica Amichevole -
18/06/1994 New York Italia Italia 0 – 1 Irlanda Irlanda Mondiali 1994 - 1º Turno -1
23/06/1994 New York Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1994 - 1º Turno - Red card.svg 21’
09/07/1994 Boston Italia Italia 2 – 1 Spagna Spagna Mondiali 1994 - Quarti -1
13/07/1994 New York Italia Italia 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1994 - Semif. -1
17/07/1994 Los Angeles Brasile Brasile 0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Italia Italia Mondiali 1994 - Finale - 2º Posto
07/09/1994 Maribor Slovenia Slovenia 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -1
08/10/1994 Tallinn Estonia Estonia 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
16/11/1994 Palermo Italia Italia 1 – 2 Croazia Croazia Qual. Euro 1996 -2
21/12/1994 Pescara Italia Italia 3 – 1 Turchia Turchia Amichevole - cap., Uscita al 46’ 46’
26/04/1995 Vilnius Lituania Lituania 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
19/06/1995 Losanna Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Centenario Fed.Svizzera - cap., Uscita al 46’ 46’
21/06/1995 Zurigo Italia Italia 0 – 2 Germania Germania Centenario Fed.Svizzera -2
08/06/1997 Lione Italia Italia 3 – 3 Brasile Brasile Torneo di Francia -3
11/06/1997 Parigi Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Torneo di Francia -2
29/10/1997 Mosca Russia Russia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 - Uscita al 32’ 32’
02/06/1998 Göteborg Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
11/06/1998 Bordeaux Italia Italia 2 – 2 Cile Cile Mondiali 1998 - 1º Turno -2
17/06/1998 Montpellier Italia Italia 3 – 0 Camerun Camerun Mondiali 1998 - 1º Turno -
23/06/1998 Saint-Denis Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Mondiali 1998 - 1º Turno -1
27/06/1998 Marsiglia Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1998 - Ottavi -
03/07/1998 Parigi Italia Italia 0 – 0 dts
(3-4 dcr)
Francia Francia Mondiali 1998 - Quarti -
Totale Presenze (71º posto) 39 Reti -27

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Portiere col maggior numero di rigori parati in Serie A (24).[10]
  • Portiere col maggior numero di presenze con la maglia della Sampdoria in Serie A (198).[144]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Pagliuca stringe in mano la Coppa Italia 1993-1994 vinta alla Sampdoria

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sampdoria: 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1991

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sampdoria: 1989-1990
Inter: 1997-1998

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1996-1997
Bologna: 2004-2005

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[145]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Panini, p. 84.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Vito Galasso, L'Inter dalla A alla Z, Roma, Newton Compton Editori, 2015, ISBN 978-88-541-8224-0.

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