Gianluca Pagliuca

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Gianluca Pagliuca
Pagliuca 1994.jpg
Pagliuca in nazionale nel 1994
Nazionalità Italia Italia
Altezza 190[1] cm
Peso 87[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Squadra Bologna giovanis. naz.
Ritirato 2007 - giocatore
Carriera
Giovanili
Bologna
Squadre di club1
1987-1994 Sampdoria 198 (-183)
1994-1999 Inter 165 (-165)
1999-2006 Bologna 248 (-310)
2006-2007 Ascoli 23 (-38)
Nazionale
1987-1989 Italia Italia U-21 1 (-1)
1996 Italia Italia olimpica 3 (-5)
1990-1998 Italia Italia 39 (-27)
Carriera da allenatore
2014-2015 Bologna giovan. naz.
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Argento Stati Uniti 1994
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gianluca Pagliuca (Bologna, 18 dicembre 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere. Vice-campione del mondo con la nazionale italiana nel 1994.

Spesso annoverato tra i migliori portieri italiani di sempre,[2][3][4][5] nonché tra i primi al mondo nel corso degli anni novanta,[6][7][8] ha trascorso le annate più brillanti della propria carriera con le maglie di Sampdoria e Inter: con i blucherchiati ha conquistato uno scudetto, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe, mentre con i nerazzurri ha vinto una Coppa UEFA. Successivamente si è trasferito al Bologna, trascorrendovi sette stagioni culminate con un'inattesa retrocessione in Serie B nel 2005.[9] Ha interrotto l'attività agonistica nel 2007, a 40 anni compiuti, dopo aver disputato un'ultima stagione in Serie A con la maglia dell'Ascoli.

In nazionale ha totalizzato 39 presenze, disputando due Mondiali da titolare (1994 e 1998) e uno da terzo portiere (1990); al suo attivo anche due partecipazioni ai Giochi olimpici (riserva nel 1988, titolare nel 1996).

Con 592 partite, è secondo tra i portieri e quinto in assoluto nella classifica di presenze in Serie A, preceduto da Paolo Maldini (647), Javier Zanetti (615), Francesco Totti e Gianluigi Buffon (in attività); è inoltre l'estremo difensore col maggior numero di rigori parati nella massima serie (24).[10] È stato inserito per tre volte nell'elenco dei 50 candidati al Pallone d'oro, classificandosi 21º nel 1991.[11]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

« Pagliuca è l'istinto, le doti naturali, l'elasticità, l'unicità del ruolo. A vederlo da dietro la porta è Superman, spalle larghe e petto imponente, la faccia da bravo ragazzo tradita dai capelli sempre un po' arruffati, il ciuffo scomposto a coprirgli mezza fronte. Se, smessa la divisa, portasse gli occhiali, sarebbe Clark Kent. »
(Licia Granello, La partita dei portieri è cominciata, in la Repubblica, 7 luglio 1994)

Soprannominato Il Gatto di Casalecchio,[12][13] Pagliuca è stato un portiere atletico,[14][15][16] robusto[17] e tecnicamente completo:[2][14][18] dava il meglio di sé tra i pali,[15][19][20] sfruttando ottime doti acrobatiche[20][21] e un buon senso della posizione,[20] ma si faceva apprezzare anche nelle uscite alte,[18][15][19] seppur in misura minore.[20][21][22] Tra i suoi pregi spiccavano, inoltre, l'abilità nel controllo di palla[19][23] e la precisione nel rinvio,[15] frutto di un eccellente piede sinistro,[24][25] che faceva da contraltare a un destro non altrettanto efficace.[26] All'occorrenza, era in grado di agire da libero aggiunto, estendendo il proprio raggio d'azione oltre l'area di rigore: questa caratteristica, oltre a facilitare il suo approdo in nazionale, consentì a Pagliuca di adeguarsi con profitto alle innovazioni introdotte nei primi anni novanta, che obbligarono i portieri a partecipare più frequentemente alla costruzione della manovra.[27][28] Fisicamente integro per quasi tutta la carriera – tra il 12 marzo 2000 e il 28 gennaio 2007 non ha mai saltato una partita di campionato[29] –, si è distinto come uno dei migliori portieri d'Italia anche in età avanzata.[30][31][32]

Pur essendo abile nell'opporsi ai calci di rigore[20][33][34] – spesso decisivo, in tal senso, nelle file della Sampdoria[35][36][37][38] – , con le maglie dell'Inter[39][40][41] e della nazionale[42][43] ha dovuto far fronte a diverse sconfitte giunte proprio dagli undici metri. Sul piano caratteriale era grintoso e determinato,[44][45] dotato di forte temperamento e personalità nel dirigere la difesa.[20][21][24] Talvolta manifestava una certa emotività,[46] andando incontro a occasionali periodi di flessione, specialmente dopo aver commesso un errore;[47][48] tuttavia, il suo rendimento era quasi sempre adeguato all'importanza della posta in palio (Vujadin Boškov lo riteneva «una sicurezza, decisivo nelle partite cruciali»).[30][31] Dal punto di vista tecnico, aveva il proprio punto debole nelle uscite basse: tendeva infatti, in situazioni di uno contro uno con l'attaccante avversario, a tirare indietro la testa.[22]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi nelle giovanili bolognesi e il trasferimento alla Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Mosse i primi passi da giocatore in due piccole compagini bolognesi, la Polisportiva Ceretolese e il Casteldebole, giocando come mezzala;[9] divenuto portiere all'età di 12 anni,[11] fu scoperto da Pietro Battara, ex calciatore divenuto preparatore dei portieri, che rimase colpito dalle doti del giovane Pagliuca e spinse per il suo passaggio al Bologna.[13]

Ritenuto talentuoso ma non ancora maturo per esordire in prima squadra, nel 1986 passò in prestito alla Sampdoria, con la quale disputò da protagonista il Torneo di Viareggio; le qualità messe in mostra durante la competizione convinsero il presidente Paolo Mantovani ad acquistarlo a titolo definitivo per 300 milioni di lire.[49]

Pagliuca nel 1989 alla Sampdoria

1987-1994: l'esordio in Serie A e i successi in blucerchiato[modifica | modifica wikitesto]

« Pagliuca? Lo abbiamo comprato gratis dal cielo. »
(Paolo Mantovani[11])

Nella stagione 1987-1988 fece da secondo a Guido Bistazzoni,[50] ed esordì in Serie A l'8 maggio 1988, nella partita Sampdoria-Pisa conclusasi 0-0.[51] Disputò anche l'ultima di campionato contro il Napoli e la finale di Coppa Italia contro il Torino, che vide la Sampdoria prevalere ai supplementari.

Promosso titolare da Vujadin Boškov, nelle stagioni seguenti Pagliuca si erse a pilastro della propria squadra,[52] ampliando il proprio palmarès con numerosi trofei: la Coppa Italia 1988-1989, la Coppa delle Coppe 1989-1990 e lo storico scudetto del 1991, epilogo di una stagione che vide Pagliuca protagonista di numerosi interventi decisivi: su tutti, il rigore respinto a Lothar Matthäus nella vittoriosa trasferta contro l'Inter, in cui il portiere della Sampdoria salvò a più riprese il risultato.[53][54] Il rendimento profuso gli valse la 6ª posizione nella classifica IFFHS dei migliori portieri del 1991,[55] la candidatura al Pallone d'oro (21º posto)[11] e l'esordio in nazionale, della quale diverrà titolare nel 1992.

Nella stagione 1991-1992, iniziata con la conquista della Supercoppa italiana, la Sampdoria non riuscì a ripetersi in campionato, classificandosi sesta, ma approdò in finale di Coppa dei Campioni, nella quale fu sconfitta per 1-0 dal Barcellona a Wembley: in questa occasione, pur risultando tra i migliori in campo,[56] Pagliuca fu battuto da una violenta punizione dello specialista Ronald Koeman.[57] Reduce da un'annata poco brillante,[58][59] Pagliuca risalì la china durante la stagione 1992-1993 (terminata anzitempo a causa di un serio incidente stradale),[60] adeguandosi senza particolari difficoltà alla difesa a zona di Sven-Göran Eriksson e affermandosi definitivamente ad alti livelli.[27][28] Chiuse il ciclo in maglia blucerchiata nel 1994, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria di una terza Coppa Italia.[37][38]

1994-1999: il quinquennio all'Inter e la Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Fortemente voluto da Ottavio Bianchi ed Ernesto Pellegrini,[61] Pagliuca passò all'Inter per la stagione 1994-1995, al termine di una trattativa lunga e complessa,[62] che si concretizzò per 8 miliardi di lire più i cartellini di Walter Zenga e Riccardo Ferri[63] (per un totale di 12 miliardi).[64] Pur con il difficile compito di non far rimpiangere Zenga, il portiere non deluse le attese e, nell'arco di un quinquennio, offrì ottime prestazioni;[19][65][66] l'Inter, tuttavia, visse stagioni in chiaroscuro.

Pagliuca all'Inter nella stagione 1994-1995

Nelle stagioni 1994-1995 e 1995-1996 la squadra ottene un sesto e un settimo posto in campionato, mentre in Coppa UEFA subì due eliminazioni al primo turno contro Aston Villa[67] e Lugano;[68] la sconfitta contro il club svizzero coincise con una prova negativa dello stesso Pagliuca, che attraversò un periodo di smarrimento in seguito alla perdita del posto in nazionale, dovuta all'affermazione del portiere della Juventus Angelo Peruzzi.[47]

Nelle due annate successive, con Pagliuca tornato ad alti livelli di rendimento,[44][69] l'Inter esperì un miglioramento netto, ottenendo un terzo e un secondo posto in Serie A. In particolare, nel 1998, il club milanese sfiorò lo scudetto dopo un lungo testa a testa con la Juventus, culminato in uno scontro diretto ricco di polemiche e perso per 1-0, nonostante un rigore parato da Pagliuca ad Alessandro Del Piero, autore del gol decisivo.[70] La squadra ottenne risultati brillanti anche in Coppa UEFA, riscattando le precoci eliminazioni dei due anni precedenti: nel 1997 i nerazzurri giunsero in fondo alla competizione, arrendendosi in finale allo Schalke 04 dopo i tiri di rigore,[40] mentre nel 1998 vinsero il torneo, battendo per 3-0 la Lazio al Parco dei Principi.[71] Fu l'unico trofeo conquistato da Pagliuca con la maglia dell'Inter, nonché l'ultimo della sua carriera.

Dopo due stagioni più che positive, i meneghini si presentarono ai nastri di partenza dell'annata 1998-1999 con aspettative elevate,[72] ma non andarono oltre l'ottavo posto in campionato, perdendo anche lo spareggio contro il Bologna per l'accesso alla Coppa UEFA.[73] Nel tentativo di risollevarsi da un anno deludente, caratterizzato dall'avvicendarsi di quattro allenatori,[74] nel 1999 l'Inter ingaggiò Marcello Lippi, vincitore di numerosi trofei alla guida della Juventus. Il tecnico viareggino – col quale Pagliuca aveva avuto delle incomprensioni in passato[75] – richiese l'acquisto di Peruzzi, inducendo l'ormai ex portiere dell'Inter a trovare una nuova sistemazione,[76] dopo 165 presenze in campionato con i nerazzurri (di cui 162 consecutive).[77]

1999-2007: il ritorno a Bologna, l'inattesa retrocessione e l'ultima stagione in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Declinando alcune offerte provenienti da Spagna e Inghilterra,[50] Pagliuca fece ritorno nella propria città, trasferendosi al Bologna per la stagione 1999-2000.[49] Nel corso della sua prima stagione con i felsinei, durante una partita di Coppa Italia contro la Sampdoria, Pagliuca fu vittima di un fitto lancio di oggetti da parte di alcuni tifosi del club genovese, evento che spinse l'arbitro Gianluca Paparesta a sospendere l'incontro.[78] Al Bologna verrà attribuita la vittoria per 2-0 a tavolino.[79]

In rossoblù, Pagliuca disputò sei annate in Serie A e una in B: il Bologna retrocedette inaspettatamente nel 2005,[80] a dispetto della buona tenuta difensiva (36 reti subite) e dell'elevato rendimento del portiere – nel frattempo divenuto capitano –, che disputò una delle sue migliori stagioni («Penso che Buffon e Dida non si offenderanno se dico che in questo momento Pagliuca è il miglior portiere di Serie A», disse di lui, a campionato in corso, il suo allenatore Carlo Mazzone).[30][81] La discesa nella serie cadetta è stata definita dallo stesso Pagliuca la più cocente delusione della sua carriera.[9]

Al termine della stagione 2005-2006, prossimo ai quarant'anni, Pagliuca chiuse l'esperienza al Bologna e firmò per l'Ascoli, ritrovando la massima serie.[82] Alla seconda giornata della stagione 2006-2007, in occasione di una partita contro il Messina, toccò quota 571 presenze, superando Dino Zoff e diventando il portiere con più apparizioni in Serie A,[83] record battuto dieci anni dopo da Gianluigi Buffon. La sua stagione terminò dopo 23 partite: frenato da un virus influenzale prima della sfida contro il Livorno, una volta ristabilitosi non ritrovò posto in squadra, poiché il tecnico Nedo Sonetti – con cui ebbe un rapporto complicato – gli preferì Dimitrios Eleftheropoulos.[84] Conclusa la militanza nell'Ascoli, Pagliuca rimase senza contratto, terminando di fatto la propria carriera agonistica.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

1987-1994: gli esordi, la maglia da titolare e il primo Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, in concomitanza con la sua prima stagione in Serie A, ricevette due convocazioni nella nazionale Under-21, senza scendere in campo. L'anno successivo partecipò ai Giochi olimpici di Seul come rincalzo di Stefano Tacconi e Giuliano Giuliani,[85] per poi esordire in Under-21 nel 1989, da fuoriquota, in un'amichevole contro la nazionale B dell'Inghilterra.[86]

Pagliuca (in piedi, terzo da destra) in azzurro nel 1991

Entrato nel giro della nella nazionale maggiore, fu convocato da Azeglio Vicini per il Mondiale 1990 come terzo portiere, dietro il titolare Walter Zenga e la riserva Tacconi. Debuttò il 16 giugno 1991, contro l'Unione Sovietica, durante un quadrangolare amichevole (Torneo Scania 100) vinto dall'Italia ai rigori.[87]

Sul finire del 1992, il nuovo commissario tecnico Arrigo Sacchi scelse l'emergente Luca Marchegiani come successore di Zenga,[88] ma una prestazione mediocre contro la Svizzera impedì al portiere del Torino di mantenere il posto, determinando il suo avvicendamento con Pagliuca,[25] che inanellò una serie di prove convincenti e conquistò la maglia da titolare per il Mondiale 1994.[89]

Le performance di Pagliuca nel corso del torneo furono discontinue nel rendimento e inframmezzate da una squalifica di due turni, comminatagli a causa di un'espulsione ricevuta durante la fase a gironi.[90] Rientrato dalla sospensione, risultò determinante nella vittoria sulla Spagna ai quarti di finale, impedendo a Julio Salinas di portare in vantaggio gli iberici a pochi minuti dalla fine,[91][92] ma incappò in una prova incerta nella finalissima contro il Brasile:[42] degno di nota l'errore commesso alla mezz'ora del secondo tempo, quando un tiro dalla lunga distanza di Mauro Silva gli sfuggì di mano e si infranse sul palo, al quale il portiere azzurro mandò un simbolico bacio per aver impedito che il pallone finisse in rete.[93] Dopo 120 minuti senza gol, l'Italia si arrese ai tiri di rigore: Pagliuca parò quello di Márcio Santos, il secondo della sequenza che si concluse con la sconfitta degli azzurri.[42]

1994-1998: l'esclusione da Euro '96, il Mondiale di Francia e il congedo[modifica | modifica wikitesto]

Terminato il Mondiale, la titolarità di Pagliuca fu messa a rischio dalla dura concorrenza di Sebastiano Rossi[94][95] e, soprattutto, dall'ascesa del giovane Angelo Peruzzi.[96] Respinto l'assalto di Rossi, che gli fece da riserva in due occasioni senza scendere in campo,[97] Pagliuca mantenne il posto, indossando anche la fascia da capitano in un'amichevole contro la Turchia, ma entrò presto in competizione con Peruzzi, che nel 1995 lo scavalcò nelle gerarchie.[19][98] Sacchi non ritenne opportuno che l'ex titolare facesse da secondo al più giovane collega,[99][100] pertanto il ruolo di prima riserva fu affidato a Francesco Toldo, mentre Luca Bucci, già convocato al Mondiale, fu confermato come terza scelta. Estromesso dal giro azzurro, con qualche ripercussione sul suo rendimento,[47] Pagliuca saltò l'Europeo 1996. Tuttavia, nello stesso anno fu selezionato come fuoriquota per la nazionale olimpica guidata da Cesare Maldini, con la quale prese parte ai Giochi per la seconda volta, scendendo in campo da titolare.[101] L'Italia non andò oltre la fase a gironi.

Divenuto CT della nazionale maggiore nel dicembre del 1996, Maldini ripropose Pagliuca tra i convocati in vista del Tournoi de France,[102] e lo selezionò come secondo portiere per il Mondiale 1998. In seguito allo stiramento occorso a Peruzzi pochi giorni prima dell'inizio della competizione, Pagliuca fu promosso titolare;[103] durante il torneo, riscattò le altalenanti prestazioni del Mondiale americano con ottimi interventi,[104] in particolar modo nell'ottavo di finale contro la Norvegia, in cui fermò sulla linea un colpo di testa da distanza ravvicinata dell'attaccante scandinavo Tore André Flo.[105][106] Il cammino dell'Italia si interruppe ai quarti di finale contro la Francia, padrona di casa: il persistente 0-0 portò la sfida ai rigori, e la parata di Pagliuca sul rigore di Bixente Lizarazu non bastò ad evitare agli azzurri la terza eliminazione consecutiva dal dischetto.[43]

Malgrado l'ottimo torneo disputato in terra francese, Pagliuca non fu preso in considerazione dal nuovo commissario tecnico Dino Zoff, che preferì puntare sull'emergente Gianluigi Buffon come titolare e su Francesco Toldo come riserva, retrocedendo Peruzzi a terza scelta.[107] Con qualche rammarico,[108] la carriera in nazionale di Pagliuca terminò dopo 39 presenze (27 le reti subite).

Singolare sarà la sua presenza nella formazione FIFA World Stars in un'amichevole disputata contro la nazionale italiana nel dicembre del 1998 per celebrare il centenario della FIGC.[109]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Ritiratosi, ha intrapreso una carriera da opinionista per le emittenti Sky e Mediaset Premium,[45] e nel 2009 ha conseguito il patentino di allenatore.[110] In seguito, ha coordinato la preparazione dei portieri delle giovanili del Bologna, per poi allenare, nella stagione 2014-2015, i Giovanissimi Nazionali della compagine felsinea.[45]

Ha inoltre giocato, sempre come portiere, nella nazionale italiana di beach soccer.[111][112]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 27 maggio 2007.

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1987-1988 Italia Sampdoria A 2 -1 CI 2 -2 - - - - - - 4 -3
1988-1989 A 33 -25 CI - - CdC 9 -9 SI 1 -3 43 -37
1989-1990 A 34 -26 CI - - CdC 9 -4 SI 1 -2 44 -30
1990-1991 A 32 -22 CI 10 -10 CdC 6 -6 SU 2 -3 50 -41
1991-1992 A 34 -31 CI - - CC 11 -10 SI 1 -0 46 -41
1992-1993 A 29 -39 CI 0 -0 - - - - - - 29 -39
1993-1994 A 34 -39 CI 10 -5 - - - - - - 44 -44
Totale Sampdoria 198 -183 22 -17 35 -29 5 -8 260 -237
1994-1995 Italia Inter A 34 -34 CI 7 -5 CU 2 -1 - - - 43 -40
1995-1996 A 34 -30 CI 6 -6 CU 2 -2 - - - 42 -38
1996-1997 A 34 -35 CI 7 -6 CU 12 -8 - - - 53 -49
1997-1998 A 34 -26 CI 4 -8 CU 11 -8 - - - 49 -42
1998-1999 A 29+2[113] -40 + -4[113] CI 6 -8 UCL 10[114] -9[115] - - - 47 -57
Totale Inter 165+2 -165 + -4 30 -33 37 -28 - - 234 -230
1999-2000 Italia Bologna A 32 -39 CI 3 -5 CU 6 -7 - - - 41 -51
2000-2001 A 34 -53 CI - - - - - - - - 34 -53
2001-2002 A 34 -40 CI 0 -0 - - - - - - 34 -40
2002-2003 A 34 -47 CI 0 -0 Int 6 -7 - - - 40 -54
2003-2004 A 34 -53 CI 0 -0 - - - - - - 34 -53
2004-2005 A 38+2[116] -36 + -2[116] CI 0 -0 - - - - - - 40 -38
2005-2006 B 42 -42 CI 2 -1 - - - - - - 44 -43
Totale Bologna 248+2 -310 + -2 5 -4 12 -14 - - 267 -330
2006-2007 Italia Ascoli A 23 -38 CI 2 -1 - - - - - - 25 -39
Totale carriera 634+4 -696 + -6 59 -55 84 -71 5 -8 786 -836

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup - Ingresso al 46’ 46’
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -1 Ingresso al 46’ 46’
13/11/1991 Genova Italia Italia 1 – 1 Norvegia Norvegia Qual. Euro 1992 -1
19/02/1992 Cesena San Marino San Marino 0 – 4 Italia Italia Amichevole -
18/11/1992 Glasgow Scozia Scozia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
19/12/1992 La Valletta Malta Malta 1 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
20/01/1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
24/02/1993 Oporto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
24/03/1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 -1 Uscita al 83’ 83’
14/04/1993 Trieste Italia Italia 2 – 0 Estonia Estonia Qual. Mondiali 1994 -
01/05/1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
22/09/1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
13/10/1993 Roma Italia Italia 3 – 1 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1994 -1
17/11/1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
16/02/1994 Napoli Italia Italia 0 – 1 Francia Francia Amichevole -1
23/03/1994 Stoccarda Germania Germania 2 – 1 Italia Italia Amichevole -2
03/06/1994 Roma Italia Italia 1 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole -
11/06/1994 New Haven Italia Italia 1 – 0 Costa Rica Costa Rica Amichevole -
18/06/1994 New York Italia Italia 0 – 1 Irlanda Irlanda Mondiali 1994 - 1º Turno -1
23/06/1994 New York Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1994 - 1º Turno - Red card.svg 21’
09/07/1994 Boston Italia Italia 2 – 1 Spagna Spagna Mondiali 1994 - Quarti -1
13/07/1994 New York Italia Italia 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1994 - Semif. -1
17/07/1994 Los Angeles Brasile Brasile 0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Italia Italia Mondiali 1994 - Finale - 2º Posto
07/09/1994 Maribor Slovenia Slovenia 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -1
08/10/1994 Tallinn Estonia Estonia 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
16/11/1994 Palermo Italia Italia 1 – 2 Croazia Croazia Qual. Euro 1996 -2
21/12/1994 Pescara Italia Italia 3 – 1 Turchia Turchia Amichevole - cap., Uscita al 46’ 46’
26/04/1995 Vilnius Lituania Lituania 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
19/06/1995 Losanna Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Centenario Fed.Svizzera - cap., Uscita al 46’ 46’
21/06/1995 Zurigo Italia Italia 0 – 2 Germania Germania Centenario Fed.Svizzera -2
08/06/1997 Lione Italia Italia 3 – 3 Brasile Brasile Torneo di Francia -3
11/06/1997 Parigi Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Torneo di Francia -2
29/10/1997 Mosca Russia Russia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 - Uscita al 32’ 32’
02/06/1998 Göteborg Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
11/06/1998 Bordeaux Italia Italia 2 – 2 Cile Cile Mondiali 1998 - 1º Turno -2
17/06/1998 Montpellier Italia Italia 3 – 0 Camerun Camerun Mondiali 1998 - 1º Turno -
23/06/1998 Saint-Denis Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Mondiali 1998 - 1º Turno -1
27/06/1998 Marsiglia Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1998 - Ottavi -
03/07/1998 Parigi Italia Italia 0 – 0 dts
(3-4 dcr)
Francia Francia Mondiali 1998 - Quarti -
Totale Presenze (71º posto) 39 Reti -27

Record[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1991

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sampdoria: 1989-1990
Inter: 1997-1998

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1996-1997
Bologna: 2004-2005

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[118]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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