Gianluca Pagliuca

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Gianluca Pagliuca
Pagliuca 1994.jpg
Pagliuca in Nazionale nel 1994
Nazionalità Italia Italia
Altezza 190[1] cm
Peso 87[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Squadra Bologna giovanis. naz.
Ritirato 2007 - giocatore
Carriera
Giovanili
Bologna
Squadre di club1
1987-1994 Sampdoria 198 (-183)
1994-1999 Inter 165 (-165)
1999-2006 Bologna 248 (-310)
2006-2007 Ascoli 23 (-38)
Nazionale
1987-1989
1996
1990-1998
Italia Italia U-21
Italia Italia Olimpica
Italia Italia
1 (-1)
3 (-5)
39 (-27)
Carriera da allenatore
2014- Bologna giovan. naz.
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
Argento Stati Uniti 1994
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gianluca Pagliuca (Bologna, 18 dicembre 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere. Vice-campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1994.

Spesso annoverato tra i migliori portieri italiani di sempre,[2][3][4] nonché tra i primi al mondo nel corso degli anni novanta,[5][6] ha trascorso il periodo più brillante della propria carriera con le maglie di Sampdoria e Inter: con i blucherchiati ha conquistato uno scudetto, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa delle Coppe, mentre con i nerazzurri ha vinto una Coppa UEFA.

Con 592 partite, è primo tra i portieri e quarto in assoluto nella classifica di presenze in Serie A, preceduto da Paolo Maldini (647), Javier Zanetti (615) e Francesco Totti (in attività). Con la Nazionale ha disputato tre Mondiali, due dei quali da titolare, totalizzando 39 gettoni (quinto tra i portieri, alle spalle di Gianluigi Buffon, Dino Zoff, Walter Zenga e Gianpiero Combi).

Tra il 12 marzo 2000 e il 28 gennaio 2007 non ha mai saltato una partita di campionato, arrivando a disputare 247 incontri consecutivi fra Serie A e B.[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato soprannominato The Wall (Il Muro)[8][9] e Il Gatto di Casalecchio,[9][10] in riferimento al suo comune di origine, Casalecchio di Reno, della città metropolitana di Bologna.

Nel 1993 subì un serio incidente stradale in cui riportò la frattura di una clavicola, che gli fece terminare anzitempo la stagione.[11]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Abile tra i pali come nelle uscite,[12][13] Pagliuca era un portiere atletico[13][14] e carismatico,[15][16] valido tecnicamente[2][14] e a proprio agio anche col pallone tra i piedi.[12][17] Dotato di grande esplosività negli arti inferiori[13] e di un ottimo colpo di reni,[18][19] era in grado di agire da libero aggiunto[20][21] e di rinviare con precisione.[13] Per sua stessa ammissione, non eccelleva nell'uno contro uno in uscita bassa.[22]

Gioie e delusioni dagli undici metri[modifica | modifica wikitesto]

Pagliuca era piuttosto abile nell'opporsi ai calci di rigore:[2][23] è suo il record assoluto di tiri dal dischetto neutralizzati in Serie A (24).[24] Ciononostante, la sua carriera è stata costellata di alcune dolorose sconfitte giunte proprio dagli undici metri: con lui in porta, l'Italia fu eliminata dai Mondiali 1994[25] e 1998[26] ai tiri di rigore, malgrado un penalty parato in entrambe le occasioni; con la maglia dell'Inter, sempre ai rigori, Pagliuca subì due eliminazioni in Coppa UEFA[27][28] e una in Coppa Italia.[29]

Ebbe più fortuna con la maglia della Sampdoria: nel 1991, nella decisiva sfida-scudetto contro l'Inter, parò il tiro di Lothar Matthäus, contribuendo al successo per 2-0 della propria squadra.[30] Nello stesso anno permise ai blucerchiati di accedere alle semifinali di Coppa Italia respingendo tre rigori al Torino,[31] e si ripetè nell'edizione 1993-1994, parandone tre al Pisa[32] e due alla Roma[33] (la Samp vincerà poi il trofeo sconfiggendo l'Ancona in finale).[34]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Pagliuca nel 1989 alla Sampdoria

Gli inizi nelle giovanili bolognesi e i successi con la Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Mosse i primi passi da giocatore in due piccole compagini bolognesi, la Polisportiva Ceretolese e il Casteldebole, giocando come attaccante;[10] divenuto portiere all'età di 12 anni,[35] fu scoperto da Pietro Battara, ex calciatore divenuto preparatore dei portieri, che rimase colpito dalle doti del giovane Pagliuca e lo portò a fare dei provini per il Bologna.[10]

Distintosi come una delle migliori promesse del calcio italiano,[36] nel 1986 passò alla Sampdoria, dapprima in prestito e poi a titolo definitivo, per volere del presidente Paolo Mantovani, che sborsò 300 milioni di lire.[10] Nella stagione 1987-1988 fece da secondo a Guido Bistazzoni,[37] ed esordì in Serie A l'8 maggio 1988, nella partita Sampdoria-Pisa conclusasi 0-0. Disputò anche l'ultima di campionato contro il Napoli e la finale di Coppa Italia contro il Torino, che vide la Sampdoria prevalere ai supplementari, vincendo 2-0 all'andata e perdendo 2-1 al ritorno.

Divenuto titolare a discapito di Bistazzoni, nelle stagioni successive ampliò il proprio palmarès con numerosi trofei, tra i quali spiccano la Coppa delle Coppe 1989-1990 (conseguente alla conquista di una seconda Coppa Italia) e lo storico scudetto del 1991, seguito dalla Supercoppa italiana nello stesso anno.

Sempre con i blucerchiati, Pagliuca disputò le finali di Coppa delle Coppe 1988-1989 e Coppa dei Campioni 1991-1992, entrambe perse contro il Barcellona, la prima 2-0 a Berna, la seconda 1-0 a Wembley:[30] in questa occasione, pur risultando tra i migliori in campo,[38] dovette capitolare di fronte ad una violentissima punizione dello specialista Ronald Koeman.[39]

Il quinquennio all'Inter e la Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Chiuso il ciclo alla Sampdoria con una terza Coppa Italia, nel 1994 Pagliuca passò all'Inter, fortemente voluto da Ottavio Bianchi ed Ernesto Pellegrini.[40] La trattativa per il trasferimento fu lunga e complessa: affinché si concretizzasse, furono necessari 8 miliardi di lire più i cartellini di Walter Zenga e Riccardo Ferri, per un totale di 12 miliardi.[41][42]

Pagliuca all'Inter nella stagione 1994-1995

Pur con il difficile compito di non far rimpiangere Zenga, Pagliuca non deluse le attese e, salvo rare eccezioni,[43] offrì un rendimento costantemente alto.[12][16][44] I risultati di squadra furono però altalenanti: solo i campionati 1996-1997 e 1997-1998, chiusi rispettivamente al terzo e al secondo posto, si rivelarono degni di nota. In particolare, nel 1998, l'Inter sfiorò lo scudetto dopo un lungo testa a testa con la Juventus, culminato in uno scontro diretto ricco di polemiche e perso per 1-0, malgrado un rigore fallito dai bianconeri.[45]

Particolarmente variegata fu l'esperienza in Coppa UEFA: nella stagione d'esordio, il cammino europeo dell'Inter si chiuse con una precoce sconfitta ai rigori contro l'Aston Villa (decisivi gli errori di Davide Fontolan e Ruben Sosa).[27] Non andò meglio l'anno successivo: nuova, deludente eliminazione contro il modesto Lugano, complice un errore dello stesso Pagliuca.[43]

Ben diversi furono i risultati nelle due edizioni seguenti: nel 1997 i nerazzurri arrivarono in fondo alla competizione, arrendendosi in finale allo Schalke 04 dopo i tiri di rigore,[28] mentre nel 1998 vinsero il torneo,[30] battendo per 3-0 la Lazio al Parco dei Principi. Fu l'unico trofeo conquistato da Pagliuca con la maglia dell'Inter, nonché l'ultimo della sua carriera.

Il ritorno a Bologna, l'inattesa retrocessione e l'ultima stagione in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la deludente stagione 1998-1999, chiusa in ottava posizione, l'Inter provò a risollevarsi ingaggiando Marcello Lippi come nuovo allenatore. Il tecnico viareggino, proveniente dalla vittoriosa esperienza alla Juventus, richiese l'acquisto di Angelo Peruzzi, e Pagliuca, a malincuore,[46] dovette lasciare la squadra, dopo 165 presenze in campionato (di cui 162 consecutive)[7] e 234 in totale. Declinando alcune offerte provenienti da Spagna e Inghilterra,[37] a 32 anni fece ritorno nella propria città, trasferendosi al Bologna.[47] In rossoblu disputò sei stagioni in Serie A e una in B: i felsinei retrocedettero inaspettatamente nel 2005,[30] nonostante la buona tenuta difensiva (36 reti subite) e l'elevato rendimento del portiere, che disputò una delle sue migliori stagioni.[44][48]

Nel luglio 2006, prossimo ai quarant'anni, ritrovò la massima serie, firmando per l'Ascoli.[49] Alla seconda giornata della stagione 2006-2007, in occasione di una partita contro il Messina, toccò quota 571 presenze, superando Dino Zoff e diventando il portiere con più apparizioni in Serie A.[50] La sua stagione terminò dopo 23 partite: frenato da un virus influenzale prima della sfida contro il Livorno,[51] una volta ristabilitosi non ritrovò posto in squadra, poiché il tecnico Nedo Sonetti gli preferì il greco Dimitrios Eleftheropoulos. Conclusa l'esperienza nell'Ascoli, Pagliuca rimase senza contratto, terminando di fatto la propria carriera agonistica.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi, la maglia da titolare e il Mondiale americano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver partecipato ai Giochi Olimpici del 1988 come riserva di Stefano Tacconi e Giuliano Giuliani,[52] fu convocato da Azeglio Vicini al Mondiale 1990, nuovamente come terzo portiere, alle spalle di Walter Zenga e Tacconi. Il suo esordio in Nazionale avverrà il 16 giugno 1991 contro l'Unione Sovietica durante un quadrangolare amichevole (Torneo Scania 100), poi vinto dall'Italia ai rigori.[53]

Pagliuca (in piedi, terzo da destra) in azzurro nel 1991

Sul finire del 1992, il nuovo commissario tecnico Arrigo Sacchi gli affidò la maglia numero 1 della Nazionale,[54] dopo un iniziale ballottaggio con Luca Marchegiani;[55] Pagliuca partecipò così da titolare al Mondiale 1994. L'avvio non fu dei migliori: l'Italia fu sconfitta dall'Eire per 1-0 nella gara inaugurale, decisa da Ray Houghton, che approfittò di un rinvio errato di Franco Baresi e colse Pagliuca fuori dai pali con un tiro da lontano.[56] Nella seconda partita del girone, contro la Norvegia, un errore della linea difensiva nell'applicazione del fuorigioco costrinse Pagliuca ad un'uscita disperata che provocò la sua espulsione, per aver toccato il pallone con una mano fuori dall'area di rigore.[57] Pur ridotta in 10 uomini, l'Italia riuscì ugualmente a vincere per 1-0.[58] A norma di regolamento, Pagliuca fu squalificato per due turni,[59] saltando la gara conclusiva del girone contro il Messico e l'ottavo di finale contro la Nigeria. In entrambe le occasioni fu sostituito da Marchegiani, che ben figurò,[60] portando parte della critica a sperare in una sua riconferma;[61][62] ciononostante, Pagliuca tornò in campo in occasione del quarto di finale contro la Spagna, risultando determinante per la vittoria dell'Italia.[63]

Giocò anche la semifinale contro la Bulgaria e la finale di Pasadena contro il Brasile, in cui fu protagonista di un singolare episodio nel secondo tempo: nel tentativo di bloccare un tiro da lontano di Mauro Silva, il pallone gli sfuggì di mano e si stampò sul palo, al quale il portiere azzurro mandò un simbolico bacio per averlo salvato da un errore che avrebbe potuto condizionarne la carriera.[64] La partita si decise ai tiri di rigore: Pagliuca parò quello di Márcio Santos, il secondo della sequenza che si concluse con la sconfitta degli azzurri (errori di Baresi, Massaro e Roberto Baggio).[25]

L'esclusione da Euro '96 e i Giochi della XXVI Olimpiade[modifica | modifica wikitesto]

Terminato il Mondiale, la titolarità di Pagliuca fu messa a rischio dalla dura concorrenza di Sebastiano Rossi[65] e, soprattutto, dall'ascesa del giovane Angelo Peruzzi.[66] Respinto l'assalto di Rossi, che gli fece da riserva in due occasioni senza scendere in campo,[67] nel 1995 Pagliuca fu scavalcato nelle gerarchie da Peruzzi, nuovo numero 1;[12] Sacchi non ritenne opportuno chiedere all'ex titolare di fare da secondo al più giovane collega,[68] pertanto il ruolo di prima riserva fu affidato a Francesco Toldo, mentre Luca Bucci, già convocato al Mondiale, fu confermato come terza scelta. Estromesso dal giro azzurro, con qualche ripercussione sul suo rendimento,[43] Pagliuca saltò l'Europeo 1996. Tuttavia, nello stesso anno fu selezionato come fuori quota per la Nazionale olimpica guidata da Cesare Maldini, con la quale prese parte da titolare ai Giochi olimpici,[69] in cui l'Italia deluse le attese e non andò oltre il primo turno.

Il Mondiale di Francia e il congedo definitivo[modifica | modifica wikitesto]

Divenuto CT della Nazionale maggiore nel dicembre del 1996, Maldini ripropose Pagliuca tra i convocati in occasione del Tournoi de France,[70] e lo selezionò come secondo portiere per il Mondiale 1998. In seguito allo stiramento occorso a Peruzzi pochi giorni prima dell'inizio della competizione, Pagliuca fu promosso titolare;[71] nel corso del torneo, riscattò le altalenanti prestazioni del Mondiale americano con ottimi interventi, in particolar modo nella partita contro la Norvegia, valida per gli ottavi di finale, in cui fermò sulla linea un colpo di testa da distanza ravvicinata dell'attaccante scandinavo Tore Andre Flo.[72] L'Italia fu però eliminata ai quarti di finale dai padroni di casa della Francia, nuovamente ai rigori, come nelle due competizioni mondiali precedenti: gli errori dal dischetto di Demetrio Albertini e Luigi Di Biagio resero inutile la parata di Pagliuca sul rigore di Bixente Lizarazu.[26]

Malgrado l'ottimo torneo disputato in terra francese,[73] Pagliuca non fu preso in considerazione dal nuovo commissario tecnico Dino Zoff, che preferì puntare sull'emergente Gianluigi Buffon come titolare e su Francesco Toldo come riserva, retrocedendo Peruzzi a terza scelta.[74] Con qualche rammarico,[75] la carriera in Nazionale di Pagliuca terminò dopo 39 presenze (27 le reti subite).

Singolare sarà la sua presenza nella formazione All Stars in un'amichevole disputata contro la Nazionale italiana nel dicembre del 1998, in occasione del centenario della FIGC.[76]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Ritiratosi, ha intrapreso una carriera da opinionista per le emittenti Sky e Mediaset Premium,[77] e nel 2009 ha conseguito il patentino di allenatore.[78] In seguito, ha coordinato la preparazione dei portieri delle giovanili del Bologna, per poi iniziare ad allenare, sul finire del 2014, i Giovanissimi Nazionali della compagine felsinea.[77]

Ha anche preso parte ad alcune partite benefiche di Inter Forever insieme a Javier Zanetti e altri ex interisti.[79]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 27 maggio 2007.

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1987-1988 Italia Sampdoria A 2 -1 CI 2 -2 - - - - - - 4 -3
1988-1989 A 33 -25 CI - - CdC 9 -9 SI 1 -3 43 -37
1989-1990 A 34 -26 CI - - CdC 9 -4 SI 1 -2 44 -30
1990-1991 A 32 -22 CI 10 -10 CdC 6 -6 SU 2 -3 50 -41
1991-1992 A 34 -31 CI - - CC 11 -10 SI 1 -0 46 -41
1992-1993 A 29 -39 CI 0 -0 - - - - - - 29 -39
1993-1994 A 34 -39 CI 10 -5 - - - - - - 44 -44
Totale Sampdoria 198 -183 22 -17 35 -29 5 -8 260 -237
1994-1995 Italia Inter A 34 -34 CI 7 -5 CU 2 -1 - - - 43 -40
1995-1996 A 34 -30 CI 6 -6 CU 2 -2 - - - 42 -38
1996-1997 A 34 -35 CI 7 -6 CU 12 -8 - - - 53 -49
1997-1998 A 34 -26 CI 4 -8 CU 11 -8 - - - 49 -42
1998-1999 A 29+2[80] -40 + -4[80] CI 6 -8 UCL 10[81] -9[82] - - - 47 -57
Totale Inter 165+2 -165 + -4 30 -33 37 -28 - - 234 -230
1999-2000 Italia Bologna A 32 -39 CI 3 -5 CU 6 -7 - - - 41 -51
2000-2001 A 34 -53 CI - - - - - - - - 34 -53
2001-2002 A 34 -40 CI 0 -0 - - - - - - 34 -40
2002-2003 A 34 -47 CI 0 -0 Int 6 -7 - - - 40 -54
2003-2004 A 34 -53 CI 0 -0 - - - - - - 34 -53
2004-2005 A 38+2[83] -36 + -2[83] CI 0 -0 - - - - - - 40 -38
2005-2006 B 42 -42 CI 2 -1 - - - - - - 44 -43
Totale Bologna 248+2 -310 + -2 5 -4 12 -14 - - 267 -330
2006-2007 Italia Ascoli A 23 -38 CI 2 -1 - - - - - - 25 -39
Totale carriera 634+4 -696 + -6 59 -55 84 -71 5 -8 786 -836

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup - Ingresso al 46’ 46’
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -1 Ingresso al 86’ 86’
13/11/1991 Genova Italia Italia 1 – 1 Norvegia Norvegia Qual. Euro 1992 -1
19/02/1992 Cesena Italia Italia 4 – 0 San Marino San Marino Amichevole -
18/11/1992 Glasgow Scozia Scozia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
19/12/1992 La Valletta Malta Malta 1 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
20/01/1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
24/02/1993 Oporto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
24/03/1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 -1 Uscita al 83’ 83’
14/04/1993 Trieste Italia Italia 2 – 0 Estonia Estonia Qual. Mondiali 1994 -
01/05/1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -1
22/09/1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
13/10/1993 Roma Italia Italia 3 – 1 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1994 -1
17/11/1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
16/02/1994 Napoli Italia Italia 0 – 1 Francia Francia Amichevole -1
23/03/1994 Stoccarda Germania Germania 2 – 1 Italia Italia Amichevole -2
03/06/1994 Roma Italia Italia 1 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole -
11/06/1994 New Haven Italia Italia 1 – 0 Costa Rica Costa Rica Amichevole -
18/06/1994 New York Italia Italia 0 – 1 Irlanda Irlanda Mondiali 1994 - 1º Turno -1
23/06/1994 New York Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1994 - 1º Turno - Red card.svg 21’
09/07/1994 Boston Italia Italia 2 – 1 Spagna Spagna Mondiali 1994 - Quarti -1
13/07/1994 New York Italia Italia 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1994 - Semif. -1
17/07/1994 Los Angeles Brasile Brasile 0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Italia Italia Mondiali 1994 - Finale - 2º Posto
07/09/1994 Maribor Slovenia Slovenia 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -1
08/10/1994 Tallinn Estonia Estonia 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
16/11/1994 Palermo Italia Italia 1 – 2 Croazia Croazia Qual. Euro 1996 -2
21/12/1994 Pescara Italia Italia 3 – 1 Turchia Turchia Amichevole -
26/04/1995 Vilnius Lituania Lituania 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
19/06/1995 Losanna Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Centenario Fed.Svizzera -
21/06/1995 Zurigo Italia Italia 0 – 2 Germania Germania Centenario Fed.Svizzera -2
08/06/1997 Lione Italia Italia 3 – 3 Brasile Brasile Torneo di Francia -3
11/06/1997 Parigi Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Torneo di Francia -2
29/10/1997 Mosca Russia Russia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 - Uscita al 32’ 32’
02/06/1998 Göteborg Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -1
11/06/1998 Bordeaux Italia Italia 2 – 2 Cile Cile Mondiali 1998 - 1º Turno -2
17/06/1998 Montpellier Italia Italia 3 – 0 Camerun Camerun Mondiali 1998 - 1º Turno -
23/06/1998 Saint-Denis Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Mondiali 1998 - 1º Turno -1
27/06/1998 Marsiglia Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1998 - Ottavi -
03/07/1998 Parigi Italia Italia 0 – 0 dts
(3-4 dcr)
Francia Francia Mondiali 1998 - Quarti -
Totale Presenze (62º posto) 39 Reti -27

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Portiere col maggior numero di presenze in Serie A: 592.[3]
  • Portiere col maggior numero di rigori parati in Serie A: 24.[24]
  • Portiere col maggior numero di presenze in Serie A con la maglia del Bologna (a partire dall'introduzione del girone unico): 206.[84]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1991

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sampdoria: 1989-1990
Inter: 1997-1998

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1996-1997
Bologna: 2004-2005

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[85]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gianluca Pagliuca - Foto e notizie, su Yahoo! Eurosport. URL consultato il 14 luglio 2015.
  2. ^ a b c Vincenzo Di Schiavi, Pagliuca, il numero 1 viaggia in 500, in Corriere della Sera, 21 settembre 2003, p. 46. URL consultato il 7 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  3. ^ a b Furio Zara, Pagliuca, tre mondiali e 592 partite di fila, in Corriere dello Sport, 18 dicembre 2011. URL consultato il 7 luglio 2015.
  4. ^ IFFHS' Century Elections - Europe - Keeper of the Century, su Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 16 luglio 2015.
  5. ^ Buffon miglior portiere degli ultimi 25 anni, in la Repubblica, 25 gennaio 2012. URL consultato il 7 luglio 2015.
  6. ^ IFFHS' World's Best Goalkeeper of the Year 1998, su Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 16 luglio 2015.
  7. ^ a b Gianluca Pagliuca » Partite di club, Calcio.com. URL consultato il 29 dicembre 2015.
  8. ^ Memories: Gianluca Pagliuca, semplicemente “the Wall”, Unione Calcio Sampdoria, 29 gennaio 2010. URL consultato il 6 febbraio 2016.
  9. ^ a b Giancarlo Dotto, Ho imparato a parare di tutto: palloni e delusioni, in Panorama. URL consultato il 6 febbraio 2016.
  10. ^ a b c d Vito Galasso, L'Inter dalla A alla Z, pp. 260-261
  11. ^ Terrore per Pagliuca, in la Repubblica, 11 maggio 1993. URL consultato il 6 febbraio 2016.
  12. ^ a b c d Giancarlo Padovan e Roberto Perrone, Del Piero Pagliuca, i puniti di Casa Italia, in Corriere della Sera, 1 settembre 1995, p. 41. URL consultato il 7 luglio 2015.
  13. ^ a b c d Giorgio Rondelli, Vialli Rambo, Tarzan Pagliuca: ecco la nazionale della Forza, in Corriere della Sera, 5 giugno 1995, p. 36. URL consultato il 7 luglio 2015.
  14. ^ a b In porta si cambia, Marchegiani spera, in La Stampa, 11 novembre 1991. URL consultato il 31 dicembre 2015.
  15. ^ Franco Arturi, Vecchio Cesare, hai sbagliato, in La Gazzetta dello Sport, 5 luglio 1998. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  16. ^ a b I migliori della Serie A 1997-98: da Pagliuca a Peruzzi, solocalcio.com. URL consultato il 7 luglio 2015.
  17. ^ Fabio Monti, PAGLIUCA, Gianluca, in Enciclopedia Treccani, 2002. URL consultato il 7 luglio 2015.
  18. ^ Fabio Monti e Roberto Perrone, E' sempre Pirlo il salvatore dell' Inter, in Corriere della Sera, 21 settembre 1998, p. 35. URL consultato il 26 settembre 2015.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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