Nazionale di calcio della Croazia

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Croazia Croazia
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione HNS
Hrvatski Nogometni Savez
Confederazione UEFA
Codice FIFA HRV
Soprannome Vatreni (I fuocosi)
Selezionatore Croazia Ante Čačić
Record presenze Dario Srna (134)
Capocannoniere Davor Šuker (45)
Ranking FIFA 16°[1] (9 febbraio 2017)
Esordio internazionale
Flag of Banate of Croatia (1939-1941).svg Croazia 4 - 0 Svizzera Svizzera
Zagabria, Croazia; 2 aprile 1940
Migliore vittoria
Croazia Croazia 10 - 0 San Marino San Marino
Rijeka, Croazia; 4 giugno 2016
Peggiore sconfitta
Germania Germania 5 - 1 Stato Indipendente di Croazia Croazia
Vienna, Germania; 15 giugno 1941
Italia Italia 4 - 0 Stato Indipendente di Croazia Croazia
Genova, Italia; 5 aprile 1942
Germania Germania 5 - 1 Stato Indipendente di Croazia Croazia
Stoccarda, Germania; 1º novembre 1942
Inghilterra Inghilterra 5 - 1 Croazia Croazia
Londra, Regno Unito; 9 settembre 2009
Campionato del mondo
Partecipazioni 4 (esordio: 1998)
Miglior risultato Bronzo Terzo posto nel 1998
Campionato d'Europa
Partecipazioni 5 (esordio: 1996)
Miglior risultato Quarti di finale nel 1996, 2008

La nazionale di calcio croata (cr. Hrvatska nogometna reprezentacija) è la rappresentativa calcistica della Croazia ed è posta sotto l'egida della federcalcio croata. La nazionale è nata ufficialmente nel 1991, dopo l'ottenimento di indipendenza dello Stato dalla Jugoslavia.

La nazionale croata è, tra quelle nate dalla dissoluzione dello stato jugoslavo, la migliore sia in termini di risultati ottenuti agli europei (dove ha raggiunto i quarti di finale in due occasioni) ed ai mondiali (dove ha ottenuto il terzo posto nel 1998, anno in cui ha piazzato Davor Šuker al primo posto della classifica dei marcatori del torneo), che quella con il maggior numero di partecipazioni nelle fasi finali di entrambe le competizioni. Ha mancato la partecipazione ad Euro 2000 ed a Sudafrica 2010.

Sulla divisa sono raffigurati i tradizionali scacchi di colore bianco e rosso, in riferimento allo stemma nazionale.

Nella classifica mondiale FIFA, creata nell'agosto 1993, la Croazia ha raggiunto il miglior piazzamento nel gennaio 1999 con il 3º posto. La posizione più bassa è stata invece il 125º posto (marzo 1994).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Nazionale di calcio della Jugoslavia.

Pre-indipendenza (1940-1945)[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale croata debuttò contro la Svizzera il 2 aprile 1940, vincendo 4-0. Successivamente all'invasione militare delle forze italo-tedesche ed alla istituzione, il 10 aprile 1941, dello Stato Indipendente di Croazia, la selezione nazionale giocò 16 incontri nel periodo 1940-1944, tra cui uno perso 4-0 con l'Italia nel 1942.[2]

Nazionale iugoslava (1945-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale la Croazia entrò a far parte della Jugoslavia e la nazionale croata non giocò quindi più alcuna partita fino all'indipendenza del 1990.

Ricomparsa (1990-1994)[modifica | modifica wikitesto]

La Croazia disputò la prima gara ufficiale dopo la separazione dalla Jugoslavia il 17 ottobre 1990 allo Stadio Maksimir contro gli Stati Uniti, vincendo per 2-1 sotto la guida del traghettatore Dražan Jerković. Il match contro gli statunitensi segnò l'introduzione della tradizionale divisa a scacchi bianchi e rossi. Sebbene l'indipendenza della Croazia sarebbe stata sancita ufficialmente solo un anno più tardi (l'8 ottobre 1991), questa compagine era di fatto la nazionale di calcio croata. Sotto la gestione Jerković furono disputate altre due amichevoli: contro la Romania nel dicembre 1990 e contro la Slovenia nel giugno 1991.

Il 3 luglio 1992 la Croazia fu riammessa alla FIFA e giocò le prime tre partite da affiliata alla FIFA contro l'Australia, a Melbourne, Adelaide e Sydney. Questa nazionale era allenata da Stanko Poklepović. Nell'aprile 1993 fu nominato commissario tecnico Vlatko Marković e nel giugno 1993 la Croazia fu ammessa alla UEFA, troppo tardi per partecipare alle qualificazioni al mondiale 1994, già iniziate l'anno prima. Marković guidò la nazionale solo in una partita, quella vinta in casa contro l'Ucraina nel giugno 1993. Nel febbraio 1994 fu esonerato e rimpiazzato un mese dopo da Miroslav Blažević.

I risultati ottenuti dalla Croazia prima dell'indipendenza del 1991 non furono tenuti in considerazione dalla FIFA, ragion per cui la Croazia fece il proprio ingresso nel ranking FIFA al 125° posto.

Generazione d'oro (1994-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà degli anni '90 la Croazia si affermò come una delle migliori nazionali calcistiche del mondo, potendo contare su una fitta schiera di talenti quali Zvonimir Boban, Robert Prosinečki, Aljoša Asanović, Robert Jarni, Slaven Bilić, Igor Štimac, Davor Šuker, Mario Stanić, Goran Vlaović, Igor Tudor e Dario Šimic, molti dei quali si erano laureati campioni del mondo 1987 con la Jugoslavia Under-20 e avevano giocato il campionato del mondo 1990 con la Jugoslavia[3].

La Croazia prima della vittoriosa partita contro l'Italia del 16 novembre 1994 a Palermo.

Il 4 settembre 1994 la Croazia esordì nelle qualificazioni al campionato europeo 1996 ottenendo la prima vittoria dopo l'indipendenza, un 2-0 contro l'Estonia. La prima sconfitta dopo l'indipendenza avvenne l'11 giugno 1995 in casa dell'Ucraina, nel corso delle stesse qualificazioni, durante le quali la Croazia affrontò l'Italia di Arrigo Sacchi, vice-campione del mondo in carica, rimanendo imbattuta nelle due gare con gli azzurri (vittoria per 2-1 a Palermo[4] il 16 novembre 1994 e pareggio per 1-1 a Spalato l'8 ottobre 1995). La Croazia vinse il girone di qualificazione e si qualificò per la fase finale dell'europeo. Nel 1994 fu eletta FIFA Best Mover of the Year, essendosi issata al 62° posto del ranking FIFA alla fine dell'anno.

Ottenuto l'accesso alla fase finale di Euro '96, in Inghilterra la formazione croata bagnò il debutto con una vittoria, grazie ad un gol di Goran Vlaović che piegò la Turchia. Poi sconfisse i campioni d'Europa in carica della Danimarca (3-0) e perse l'ultimo match contro il Portogallo (3-0). Si qualificò così per i quarti di finale, dove fu battuta per 2-1 ed eliminata dalla Germania poi vincitrice del torneo.

Boban contrastato da Roberto Baggio, a terra, nel confronto tra Italia e Croazia del 16 novembre 1994 a Palermo.

Raggiunta la qualificazione al mondiale 1998 dopo aver concluso il girone dietro la Danimarca e aver vinto lo spareggio contro l'Ucraina (2-0 in casa e 1-1 in trasferta), trascinata dai gol del cannoniere Šuker (miglior realizzatore della competizione con 6 gol in 7 partite), la Croazia fu la rivelazione di Francia '98[5][6]. Entrata tra le prime 8 (secondo posto nel girone dopo il 3-1 alla Giamaica, l'1-0 al Giappone e la sconfitta per 1-0 contro l'Argentina)[7], estromise dal torneo proprio i tedeschi, all'epoca secondi nel ranking FIFA[8]. Sconfitta in semifinale dalla Francia[9], non si lasciò sfuggire il terzo posto battendo i Paesi Bassi[10].

L'exploit della Croazia a Francia '98 fu una delle migliori prestazioni di una debuttante ai mondiali (fu eguagliato il risultato del Portogallo, che da esordiente si piazzò quarto a Inghilterra 1966). Nel gennaio 1999 la Croazia si elevò al terzo posto del ranking FIFA, miglior posizionamento di sempre nella graduatoria.

Gestioni Jozić e Barić (2000-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado gli ottimi risultati ottenuti nei primi due grandi tornei cui partecipò, la nazionale croata non riuscì a qualificarsi per il campionato d'Europa 2000, giungendo terza nel proprio girone di qualificazione dietro Jugoslavia e Irlanda. Blažević rimase in sella, ma si dimise nell'ottobre 2000 dopo due pareggi nelle prime due partite di qualificazione al campionato mondiale 2002 contro Belgio e Scozia. Gli subentrò Mirko Jozić, laureatosi campione del mondo nel 1987 con la nazionale jugoslava Under-20.

Nonostante il ritiro dall'attività agonistica di molti campioni della "generazione d'oro" croata, la nazionale rimase imbattuta nelle qualificazioni (5 vittorie e 3 pareggi in 8 partite) e si qualificò per Corea del Sud-Giappone 2002 in qualità di vincitrice del proprio raggruppamento. Nella fase finale del mondiale non riuscì a superare il primo turno, anche se la vittoria contro gli azzurri di Giovanni Trapattoni (2-1), vice-campioni d'Europa in carica, nella seconda partita[11] aveva fatto ben sperare. Fu fatale la sconfitta rimediata contro il già eliminato Ecuador (1-0) nella terza e decisiva partita della fase a gironi. La Croazia, già sconfitta all'esordio dal Messico (1-0), lasciò all'Italia il secondo posto e la qualificazione.

Jozić si dimise e fu sostituito, nel luglio 2002, da Otto Barić, il quale dovette ricostruire un organico che aveva perso molte delle sue stelle per sopraggiunti limiti d'età. Il ricambio generazionale diede i suoi frutti. La Croazia si classificò seconda nel suo girone di qualificazione a Euro 2004, con un punto in meno della Bulgaria e a pari merito con il Belgio, ma avvantaggiata negli scontri diretti. Nello spareggio contro la Slovenia dovette sudare per avere la meglio, dato che, dopo il pareggio per 1-1 in Croazia, la partita di ritorno si stava per concludere sullo 0-0 e arridere agli sloveni per la regola dei gol fuori casa. Fu un gol nel finale di Dado Pršo a consentire ai biancorossi di staccare il biglietto per il Portogallo. Dopo i pareggi per 0-0 contro la Svizzera e per 2-2 contro la Francia campione del mondo, la Croazia perse per 4-2 contro l'Inghilterra e fu eliminata[12]. Il contratto biennale di Barić, che terminava nel giugno 2004, non fu rinnovato.

La gestione Kranjčar (2004-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la guida del nuovo CT Zlatko Kranjčar la Croazia si qualificò per il campionato del mondo 2006 da imbattuta, giungendo prima nel girone di qualificazione davanti a Svezia e Bulgaria. Non mancarono le polemiche attorno al commissario tecnico, accusato di nepotismo per la convocazione del figlio Niko Kranjčar. A Germania 2006 la squadra uscì di scena al primo turno, dopo una sconfitta (1-0 contro il Brasile, con un rigore fallito dal croato Darijo Srna) e 2 pari (0-0 contro il Giappone e 2-2, con tre espulsi tra i croati, contro l'Australia)[13]. Nel match contro l'Australia l'arbitro britannico Graham Poll fu protagonista di una svista storica, ammonendo per tre volte Josip Šimunić, che non fu mandato via dal campo dopo il secondo cartellino giallo. Poll dichiarò che aveva scambiato Šimunić per un calciatore australiano per via del suo accento australiano. Fortemente criticato per la direzione di quella partita, Poll si ritirò dall'attività di arbitro poco dopo[14].

La gestione Bilić (2006-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine di Croazia-Inghilterra dell'11 ottobre 2006, giocata a Zagabria e vinta per 2-0 dai padroni di casa.[15]

Nel luglio 2006 la panchina della nazionale fu affidata a Slaven Bilić, già nazionale croato, protagonista in campo negli anni '90, e già allenatore della Croazia Under-21 dal 2004 al 2006. Il nuovo CT inserì una serie di giovani nella nazionale maggiore ed esordì con una bella vittoria contro l'Italia, neo-campione del mondo, in amichevole a Livorno, il 16 agosto 2006.

Dopo aver escluso Darijo Srna, Ivica Olić e Boško Balaban per motivi disciplinari, Bilić guidò la squadra alla qualificazione a Euro 2008. La Croazia concluse il girone al primo posto con ben 29 punti, perdendo solo contro la Macedonia e battendo per due volte l'Inghilterra[15]. Giunse così la rivincita contro i britannici, che avevano di fatto eliminato la Croazia da Euro 2004, ma che stavolta restarono fuori dalla fase finale di un europeo[16], fatto che non avveniva dal 1984. I croati, capitanati da Niko Kovač, ben figurarono anche nella fase finale: vinto a punteggio pieno il girone (fatto senza precedenti)[17], ai quarti si arresero alla Turchia solo ai tiri di rigore (1-1 dopo 120 minuti, errori dal dischetto di Luka Modrić, Mladen Petrić e Ivan Rakitić)[18]. La Croazia aveva dovuto affrontare le partite della fase finale senza la stella Eduardo, capocannoniere delle qualificazioni, che il 23 febbraio 2008 si era infortunato gravemente in una partita dell'Arsenal in Premier League, procurandosi la frattura di tibia e perone della gamba sinistra[19]. Al suo posto Bilić era stato costretto a convocare Nikola Kalinić e Nikola Pokrivač, nessuno dei quali aveva mai giocato in nazionale prima di allora. Ciononostante la Croazia fu eliminata da imbattuta e con il minor numero di gol subiti tra le finaliste del torneo (2).

Bilić prolungò il contratto e divenne il primo CT dopo Blažević a guidare la Croazia per più di un grande torneo internazionale. Le qualificazioni al mondiale 2010 misero di fronte ancora una volta la Croazia e l'Inghilterra. Dopo la vittoria all'esordio contro il Kazakistan, la Croazia fu battuta in casa dagli inglesi (prima sconfitta interna dopo 14 anni), che si ripeterono tra le mura amiche (5-1). Il girone proseguì con la supremazia inglese, mentre la Croazia, che pure sconfisse i kazaki nell'ultimo match, non riuscì a staccare il biglietto per il Sudafrica, perché l'Ucraina con due vittorie negli ultimi due incontri con Inghilterra e Andorra guadagnò il secondo posto, lasciando ai croati la terza posizione. Malgrado le pressioni, Bilić rimase in sella.

Calciatori croati esultano per un gol contro il Brasile al campionato del mondo 2014.

Nonostante un calo di forma che fece uscire la Croazia dalla top 10 del ranking FIFA, la squadra fu inserita tra le teste di serie per il sorteggio dei gironi di qualificazione a Euro 2012, torneo che il paese si era candidato (senza successo) ad ospitare insieme all'Ungheria. Nel girone eliminatorio si piazzò seconda dietro la Grecia e fu costretta a spareggiare contro la Turchia. Grazie al successo per 3-0 a Istanbul e allo 0-0 di Zagabria i croati si qualificarono[20] per Euro 2012, ma il loro cammino non andò oltre la fase a gruppi, nonostante i 3 gol che valsero a Mario Mandžukić il titolo di capocannoniere del torneo (ex aequo con altri 5 giocatori, tra cui Mario Balotelli e Cristiano Ronaldo)[21]. Prima della fase finale, conclusasi con uno score di una vittoria (3-1 contro l'Irlanda), un pareggio (1-1 contro l'Italia di Cesare Prandelli, futura finalista) e una sconfitta (1-0 contro la Spagna, futura vincitrice del torneo), era stato reso noto che Bilić si era accordato con la Lokomotiv Mosca e che avrebbe dunque lasciato la panchina della nazionale croata al termine dell'europeo.

Da Štimac a Kovač a Čačić (2012-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo corso partì con le nomine di Igor Štimac a CT e Davor Šuker a nuovo presidente della federcalcio croata (HNS) dopo la morte di Vlatko Marković, alla guida dell'istituzione da 14 anni.

Dopo un sofferto secondo posto nel girone di qualificazione, Štimac fu sollevato dall'incarico e rimpiazzato da Niko Kovač, già capitano della Croazia e già tecnico dell'Under-21. Un altro spareggio, stavolta con l'Islanda, portò i croati al mondiale 2014[22]. Le sconfitte per 3-1 con il Brasile padrone di casa (molto criticata la direzione di gara del giapponese Yuichi Nishimura) e il Messico, inframmezzate dalla vittoria per 4-0 contro il Camerun, eliminarono la formazione croata[23].

Durante qualificazioni a Euro 2016 Kovač fu esonerato dopo due risultati deludenti (pareggio esterno senza reti contro l'Azerbaigian e sconfitta esterna contro la Norvegia) e sostituito da Ante Čačić, che assunse le redini della squadra il 21 settembre 2015. Pur penalizzata di un punto dalla UEFA per i fatti di Spalato nel match contro l'Italia[24], la Croazia si piazzò seconda alle spalle degli azzurri di Antonio Conte (contro cui entrambi i match finirono con il risultato di 1-1) e si qualificò per la fase finale dell'europeo. In Francia la Croazia primeggiò nel proprio raggruppamento, sconfiggendo la Turchia (1-0, gol di Modrić), pareggiando contro la Rep. Ceca (2-2) e sconfiggendo la Spagna (2-1 in rimonta, gol di Kalinić e Perišić), cui bastava un pari per vincere il girone, nello scontro diretto[25]. Agli ottavi di finale la nazionale croata, indicata da molti come una possibile candidata per la vittoria finale del torneo, perse per 1-0 contro il Portogallo subendo un gol nei tempi supplementari e venendo così eliminata dalla competizione. Al termine del torneo il capitano Darijo Srna si ritirò dalla nazionale. Con 68 presenze da capitano e 134 totali, è il primatista di presenze con la nazionale croata.

Confronti con le altre Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, il bilancio della Croazia nei confronti delle Nazionali contro cui ha giocato almeno 10 incontri.

Saldo positivo[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza reti Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Slovacchia Slovacchia 13 8 3 2 33 17 +16 16 ottobre 2007 11 agosto 2010 29 maggio 1998

Nota: come da regolamento FIFA, le partite risolte ai tiri di rigore sono computate in pareggio.

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1992 la Croazia non aveva una propria nazionale in quanto lo stato croato era inglobato nella Jugoslavia. Esisteva, quindi, un'unica nazionale che rappresentava tutta la Jugoslavia.

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1998 Terzo posto Bronzen medaille.svg
2002 Primo turno
2006 Primo turno
2010 Non qualificata
2014 Primo turno
Campionato europeo
Edizione Risultato
1996 Quarti di finale
2000 Non qualificata
2004 Primo turno
2008 Quarti di finale
2012 Primo turno
2016 Ottavi di finale
Giochi olimpici[26]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1998 Francia Francia Terzo posto 5 0 2 11:5
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Primo turno 1 0 2 2:3
2006 Germania Germania Primo turno 0 2 1 2:3
2010 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Brasile Brasile Primo turno 1 0 2 6:6

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1996 Inghilterra Inghilterra Quarti di finale 2 0 2 5:5
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004 Portogallo Portogallo Primo turno 0 2 1 4:6
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Quarti di finale 3 1 0 5:2
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Primo turno 1 1 1 4:3
2016 Francia Francia Ottavi di finale 2 1 1 5:4

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1995 Arabia Saudita Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997 Arabia Saudita Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999 Messico Messico Non qualificata - - - -
2001 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2003 Francia Francia Non qualificata - - - -
2005 Germania Germania Non qualificata - - - -
2009 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2013 Brasile Brasile Non qualificata - - - -
2017 Russia Russia Non qualificata - - - -

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 1998
Ladić, 2 Krpan, 3 Šerić, 4 Štimac, 5 Jurić, 6 Bilić, 7 Asanović, 8 Prosinečki, 9 Šuker, 10 Boban, 11 Marić, 12 Mrmić, 13 Stanić, 14 Soldo, 15 Tudor, 16 Kozniku, 17 Jarni, 18 Mamić, 19 Vlaović, 20 Šimić, 21 Jurčić, 22 Vasilj, CT: Blažević
Coppa del Mondo FIFA 2002
Pletikosa, 2 Šerić, 3 Šimunić, 4 Tomas, 5 Rapaić, 6 Živković, 7 Vugrinec, 8 Prosinečki, 9 Šuker, 10 N. Kovač, 11 Bokšić, 12 Butina, 13 Stanić, 14 Soldo, 15 Šarić, 16 Vranješ, 17 Jarni, 18 Olić, 19 Vlaović, 20 Šimić, 21 R. Kovač, 22 Balaban, 23 Vasilj, CT: Jozić
Coppa del Mondo FIFA 2006
Pletikosa, 2 Srna, 3 Šimunić, 4 R. Kovač, 5 Tudor, 6 Vranješ, 7 Šimić, 8 Babić, 9 Pršo, 10 N. Kovač, 11 Tokić, 12 Didulica, 13 Tomas, 14 Modrić, 15 I. Leko, 16 J. Leko, 17 Klasnić, 18 Olić, 19 N. Kranjčar, 20 Šerić, 21 Balaban, 22 Bošnjak, 23 Butina, CT: Z. Kranjčar
Coppa del Mondo FIFA 2014
Pletikosa, 2 Vrsaljko, 3 Pranjić, 4 Perišić, 5 Ćorluka, 6 Lovren, 7 Rakitić, 8 Vukojević, 9 Jelavić, 10 Modrić, 11 Srna, 12 Zelenika, 13 Schildenfeld, 14 Brozović, 15 Badelj, 16 Rebić, 17 Mandžukić, 18 Olić, 19 Sammir, 20 Kovačić, 21 Vida, 22 Eduardo, 23 Subašić, CT: Kovač

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Campionato d’Europa UEFA 1996
Ladić, 2 Jurčević, 3 Jarni, 4 Štimac, 5 Jerkan, 6 Bilić, 7 Asanović, 8 Prosinečki, 9 Šuker, 10 Boban, 11 Bokšić, 12 Mrmić, 13 Stanić, 14 Soldo, 15 Pavličić, 16 Mladenović, 17 Pamić, 18 Brajković, 19 Vlaović, 20 Šimić, 21 Cvitanović, 22 Gabrić, CT: Blažević
Campionato d'Europa UEFA 2004
Vasilj, 2 Tokić, 3 Šimunić, 4 Tomas, 5 Tudor, 6 Živković, 7 Rapaić, 8 Srna, 9 Pršo, 10 N. Kovač, 11 Šokota, 12 Butina, 13 Šimić, 14 Neretljak, 15 Leko, 16 Babić, 17 Klasnić, 18 Olić, 19 Mornar, 20 Roso, 21 R. Kovač, 22 Bjelica, 23 Didulica, CT: Barić
Campionato d'Europa UEFA 2008
Pletikosa, 2 Šimić, 3 Šimunić, 4 R. Kovač, 5 Ćorluka, 6 Vejić, 7 Rakitić, 8 Vukojević, 9 Kalinić, 10 N. Kovač, 11 Srna, 12 Galinović, 13 Pokrivač, 14 Modrić, 15 Knežević, 16 Leko, 17 Klasnić, 18 Olić, 19 Kranjčar, 20 Budan, 21 Petrić, 22 Pranjić, 23 Runje, CT: Bilić
Campionato d'Europa UEFA 2012
Pletikosa, 2 Strinić, 3 Šimunić, 4 Buljat, 5 Ćorluka, 6 Pranjić, 7 Rakitić, 8 Vukojević, 9 Jelavić, 10 Modrić, 11 Srna, 12 Kelava, 13 Schildenfeld, 14 Badelj, 15 Vrsaljko, 16 Dujmović, 17 Mandžukić, 18 Kalinić, 19 Kranjčar, 20 Perišić, 21 Vida, 22 Eduardo, 23 Subašić, CT: Bilić
Campionato d'Europa UEFA 2016
Vargić, 2 Vrsaljko, 3 Strinić, 4 Perišić, 5 Ćorluka, 6 Jedvaj, 7 Rakitić, 8 Kovačić, 9 Kramarić, 10 Modrić, 11 Srna, 12 L. Kalinić, 13 Schildenfeld, 14 Brozović, 15 Rog, 16 N. Kalinić, 17 Mandžukić, 18 Ćorić, 19 Badelj, 20 Pjaca, 21 Vida, 22 Čop, 23 Subašić, CT: Čačić


Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
12 P Lovre Kalinić 3 aprile 1990 (26 anni) 6 -5 Croazia Hajduk Spalato
23 P Danijel Subašić 27 ottobre 1984 (32 anni) 28 -13 Francia Monaco
1 P Ivan Vargić 15 marzo 1987 (29 anni) 3 0 Italia Lazio
11 D Darijo Srna 1º maggio 1982 (34 anni) 134 22 Ucraina Šachtar
5 D Vedran Ćorluka 5 febbraio 1986 (31 anni) 93 4 Russia Lokomotiv Mosca
6 D Tin Jedvaj 28 novembre 1995 (21 anni) 5 0 Germania Bayer Leverkusen
21 D Domagoj Vida 29 aprile 1989 (27 anni) 46 1 Ucraina Dinamo Kiev
13 D Gordon Schildenfeld 18 marzo 1985 (31 anni) 29 1 Croazia Dinamo Zagabria
2 D Šime Vrsaljko 10 gennaio 1992 (25 anni) 26 0 Spagna Atlético Madrid
3 D Ivan Strinić 17 luglio 1987 (29 anni) 39 0 Italia Napoli
10 C Luka Modrić 9 settembre 1985 (31 anni) 95 11 Spagna Real Madrid
7 C Ivan Rakitić 10 marzo 1988 (28 anni) 82 13 Spagna Barcellona
19 C Milan Badelj 25 febbraio 1989 (27 anni) 29 1 Italia Fiorentina
15 C Marko Rog 19 luglio 1995 (21 anni) 7 0 Italia Napoli
4 C Ivan Perišić 2 febbraio 1989 (28 anni) 54 16 Italia Inter
8 C Mateo Kovačić 6 maggio 1994 (22 anni) 32 1 Spagna Real Madrid
14 C Marcelo Brozović 16 novembre 1992 (24 anni) 25 6 Italia Inter
18 C Ante Ćorić 14 aprile 1997 (19 anni) 3 0 Croazia Dinamo Zagabria
17 A Mario Mandžukić 21 maggio 1986 (30 anni) 74 29 Italia Juventus
20 A Marko Pjaca 6 maggio 1995 (21 anni) 12 1 Italia Juventus
22 A Duje Čop 1º febbraio 1990 (27 anni) 8 1 Spagna Málaga
16 A Nikola Kalinić 5 gennaio 1988 (29 anni) 34 13 Italia Fiorentina
9 A Andrej Kramarić 19 giugno 1991 (25 anni) 19 5 Germania Hoffenheim

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Tabella aggiornata al 21 giugno 2016

  • Il grassetto indica giocatori ancora in attività in nazionale.
Record presenze Record reti
Pos. Giocatore Periodo Presenze Reti Pos. Giocatore Periodo Reti Presenze Reti/pr.
1 Darijo Srna 2002-oggi 134 22 1 Davor Šuker 1990-2002 45 69 0,65
2 Stipe Pletikosa 1999-2014 114 0 2 Eduardo 2004-2014 29 64 0,45
3 Josip Šimunić 2001-2013 105 3 2 Mario Mandžukić 2007-oggi 29 74 0,39
4 Ivica Olić 2002-2016 104 20 4 Darijo Srna 2002-oggi 22 134 0,16
5 Dario Šimić 1996-2008 100 3 5 Ivica Olić 2002-2016 20 104 0,19
6 Luka Modrić 2006-oggi 95 11 6 Ivan Perišić 2011-oggi 16 54 0,30
7 Vedran Ćorluka 2006-oggi 93 4 6 Niko Kranjčar 2004-2013 16 81 0,20
8 Robert Kovač 1999-2009 84 0 8 Goran Vlaović 1992-2002 15 52 0,29
9 Niko Kovač 1996-2008 83 14 9 Niko Kovač 1996-2008 14 83 0,17
10 Ivan Rakitić 2007-oggi 82 13 10 Nikola Kalinić 2008-oggi 13 34 0,38
10 Mladen Petrić 2001-2016 13 45 0,29
10 Ivan Rakitić 2007-oggi 13 82 0,16

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Slaven Bilić, ex-allenatore dal 2006 al 2012, ed in passato difensore della nazionale

Staff[modifica | modifica wikitesto]

Commissario tecnico

Croazia Ante Čačić

Assistenti

Croazia Aljoša Asanović
Croazia Nikola Jurčević
Croazia Robert Prosinečki

Allenatore dei portieri

Croazia Marijan Mrmić

Divise e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma croato col suo famoso motivo a scacchi che ha ispirato da sempre anche le divise della nazionale.
Lo stadio Maksimir durante un Croazia-Inghilterra, con una coreografia a scacchi.

La Nazionale croata utilizza sin dal 1992 una maglia piuttosto particolare, ovvero bianca a scacchi rossi. Questa combinazione stilistica e cromatica richiama il simbolo patrio per eccellenza croato, il Grb o sahovnica, adottato anche come stemma nazionale e introdotto al centro dell'attuale bandiera croata. La maglia è unica nel suo genere tra le nazionali, che solitamente indossano maglie monocromatiche tradizionalmente o a strisce, ed è molto amata dai propri tifosi. Solitamente è accompagnata da pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri, o anche con tutto azzurro ma più desueto.

Croatia home kit 2008.svg Croatia away kit 2008.svg
Divise 2008

La prima divisa croata ha creato notevoli problemi per gli accostamenti cromatici con gli avversari ed è stato il principale oggetto di varie regole FIFA riguardo l'abbigliamento tecnico nelle massime competizioni ufficiali. Una regola del 2002 vieta, ad esempio, l'utilizzo di una quantità superiore al 30% di bianco in maglie di altri colori. Questo ha portato a varie rettifiche delle divise croate in corsa, oltre che a parti di materiale plastico esteticamente discutibili sulle quali applicare i numeri, solitamente azzurri, che secondo FIFA e UEFA si confondevano con gli scacchi. Emblematica fu la situazione del campionato del mondo 2006 quando la Nike, produttrice dell'abbigliamento tecnico della nazionale, fu costretta a cambiare design in prossimità della manifestazione per ottemperare a tale obbligo[27]. Da allora il produttore tecnico realizza maglie con il retro completamente bianco per i numeri e uno spazio davanti racchiuso in quadrato espressamente pensato per il numero di divisa: le maglie pertanto da una colorazione prevalentemente rossa sono passate ad una tendente tonalità bianca(anche se le precedenti maglie degli Europei 1996 e quella del 1994 avevano i quadrati bianchi per nome e numero). Una delle divise più famose e rimaste impresse nell'immaginario collettivo è quella del campionato del mondo 1998 fornita dalla Lotto, una maglia interamente bianca con degli scacchi inseriti soltanto nella parte destra e disegnati come se fossero una bandiera al vento.[28].

La divisa da trasferta croata è solitamente tutta blu, con inserti più o meno marcati coi tradizionali motivi a scacchi bianco-rossi. Soltanto una volta la Croazia vestiva completamente bianca in trasferta, non senza problemi dato che anche la prima era sostanzialmente bianca e rossa.

I fornitori tecnici sono stati dal 1990 fino al 1998 la Lotto, sostituita poi dalla Nike che è tuttora il fornitore ufficiale.

Lo stemma che portano i croati sul petto è quello della federazione calcistica croata, anch'esso molto incentrato sui simboli della nazione.

La maglia indossata a Euro 2016 ha il disegno a scacchi movimentato e non lineare.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il Poljud.

La Croazia non ha uno stadio nazionale predisposto per le proprie partite, ma gli impianti non vengono neanche scelti a rotazione come per Italia, Francia o Spagna che cambiano città continuamente. Solitamente la squadra croata gioca allo Stadio Maksimir di Zagabria, ma è stato a volte sostituito dallo Stadio di Poljud di Spalato. Non è escluso che prossimamente la Croazia possa giocare anche altrove, dato che sia il Maksimir che il Poljud potrebbero essere sottoposti a ingenti lavori di ristrutturazione e ammodernamento: il primo ha già un progetto pianificato, previsto per l'eventuale assegnazione degli europei al lodo Ungheria-Croazia poi sfumata, che aspetta solo il via, il secondo è un po' più arretrato in quanto sono stati presentati vari progetti, uno dei quali prevede addirittura la demolizione e lo spostamento altrove con la creazione di una struttura a forma di "vulcano": la scelta sarà affidata alla popolazione che voterà un referendum ad hoc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Men's Ranking, fifa.com.
  2. ^ Italia-Croazia 4-0, su athlet.org, 5 aprile 1942.
  3. ^ The cult World Cup teams we loved: Croatia 1998, the42.ie, 12 giugno 2014
  4. ^ Fabrizio Bocca, Palermo fischia solo dopo i gol, in la Repubblica, 17 novembre 1994.
  5. ^ Una cinica Croazia spegne il Giappone, repubblica.it, 20 giugno 1998.
  6. ^ Suker qualifica la Croazia, in la Repubblica, 21 giugno 1998.
  7. ^ Emilio Marrese, Incredibile Croazia tra le migliori otto, in la Repubblica, 1 luglio 1998.
  8. ^ Corrado Sannucci, Croazia, impresa storica tre gol, Germania fuori, repubblica.it, 5 luglio 1998.
  9. ^ Pietro Veronese, Al fronte con Mr. Blazevic La Croazia vuole il mondo, repubblica.it, 8 luglio 1998.
  10. ^ Ancora la Croazia Olanda battuta, repubblica.it, 11 luglio 1998.
  11. ^ Massimo Vincenzi, Italia battuta dai croati Annullati due gol: 1-2, repubblica.it, 8 giugno 2002.
  12. ^ Luca Taidelli, Super Rooney, l'Inghilterra vola, gazzetta.it, 21 giugno 2004.
  13. ^ Croazia e Giappone, quanti errori Il pareggio non serve a nessuno, repubblica.it, 18 giugno 2006.
  14. ^ Graham Poll philosophical about yellow card error, cbc.ca, 25 maggio 2010
  15. ^ a b Jacopo Gerna, Robinson apre la crisi inglese, gazzetta.it, 11 ottobre 2006.
  16. ^ Claudio Lenzi, Dramma Inghilterra: fuori Passano Svezia e Turchia, gazzetta.it, 21 novembre 2007.
  17. ^ La bella Croazia sorprende i panzer Srna e Olic mandano ko la Germania, repubblica.it, 12 giugno 2008.
  18. ^ Alessandro Ruta, La favola Turchia continua Croazia beffata ai rigori, gazzetta.it, 20 giugno 2008.
  19. ^ Eduardo, infortunio da film horror, in barimia. URL consultato il 21 novembre 2009.
  20. ^ Emiliano Pozzoni, Trap, il gatto è nel sacco Ronaldo impantanato, gazzetta.it, 11 novembre 2011.
  21. ^ Torres vince la Scarpa d'Oro adidas su Uefa.com, 1 luglio 2012
  22. ^ Brasile 2014: qualificate Grecia e Croazia, eliminate Romania e Islanda, gazzetta.it, 19 novembre 2013.
  23. ^ Ivan Palumbo, Mondiali, Croazia-Messico 1-3. Tricolor agli ottavi con l'Olanda, gazzetta.it, 23 giugno 2014.
  24. ^ Euro 2016, l'Uefa conferma un punto di penalizzazione per la Croazia, corrieredellosport.it, 18 settembre 2015
  25. ^ Valerio Clari, Euro 2016, Croazia-Spagna 2-1, Perisic ribalta il gruppo, gazzetta.it, 21 giugno 2016.
  26. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  27. ^ CNN.com - Croatians change World Cup jerseys - Jun 2, 2006
  28. ^ Profilo della Nazionale croata, euro2008.uefa.com.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]