Giuliano Giuliani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuliano Giuliani
Giulianogiuliani.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Portiere
Ritirato 1993
Carriera
Giovanili
Arezzo
Squadre di club1
1976-1980 Arezzo 52 (-35)
1980-1985 Como 135 (-113)
1985-1988 Verona 86 (-85)
1988-1990 Napoli 64 (-55)
1990-1993 Udinese 76 (-76)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giuliano Giuliani (Roma, 29 settembre 1958Bologna, 14 novembre 1996) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nell'Arezzo, ha esordito in Serie A nella stagione 1980-1981 con la maglia del Como. Nel 1985 è passato al Verona e nel 1988 al Napoli, squadra con la quale ha conquistato una Coppa UEFA (1988-1989) ed uno scudetto (1989-1990). Curiosamente, al Verona, al Napoli e all'Udinese ha preso il posto di Claudio Garella. Nell'Udinese ha poi concluso la carriera, ritirandosi nel 1993.

La scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

È deceduto nel 1996 a soli 38 anni dopo aver contratto l'AIDS[1].

Era sposato con la showgirl televisiva Raffaella Del Rosario. Nel 2003 la moglie accusò in una dichiarazione al settimanale Controcampo, l'ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino e l'Antidoping. Tali dichiarazioni sono state poi definite dalla stessa Del Rosario come "inventate" in un'intervista a Libero[2], smentendo tra l'altro di aver mai attribuito all'ambiente napoletano o al Napoli qualsiasi responsabilità riguardo la morte del marito.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Napoli: 1989-1990

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Napoli: 1988-1989

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuliano Giuliani, il portiere di Maradona. Morto di Aids 20 anni fa, dimenticato da tutti
  2. ^ "Mio marito è morto di Aids e il calcio l'ha dimenticato", Libero quotidiano, 11 ottobre 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]