Paolo Di Canio

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Paolo Di Canio
Paolo Di Canio Upton Park 11 September 2010.jpg
Di Canio nel 2010 a Upton Park
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 2008 - giocatore
Carriera
Giovanili
1984-1986 Lazio
Squadre di club1
1986-1987 Ternana 27 (2)
1987-1990 Lazio 54 (4)
1990-1993 Juventus 78 (6)
1993-1994 Napoli 26 (5)
1994-1996 Milan 37 (6)
1996-1997 Celtic 26 (12)
1997-1999 Sheffield Weds 41 (15)
1999-2003 West Ham Utd 117 (48)
2003-2004 Charlton 31 (4)
2004-2006 Lazio 50 (11)
2006-2008 Cisco Roma 46 (14)
Nazionale
1988-1990 Italia Italia U-21 9 (2)
Carriera da allenatore
2011-2013 Swindon Town
2013 Sunderland
Palmarès
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Bronzo Francia 1990
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 22 settembre 2013

Paolo Di Canio (Roma, 9 luglio 1968) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Elisabetta, dalla quale ha avuto due figlie, Ludovica e Lucrezia[1].

Nel settembre del 1999 Paolo Di Canio ha realizzato un cortometraggio come attore dal titolo Strade Parallele. Girato in quattro settimane, è stato realizzato dal regista Luca Borri[2]. Ha anche recitato, in Inghilterra, per uno spot della Imperial Bathtime.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]
Di Canio in azione con la maglia della Lazio nel 1989, alle prese con il pisano Cuoghi.

Trascorre l'infanzia nel quartiere romano del Quarticciolo e comincia a giocare a calcio nelle giovanili della Pro Tevere Roma. In questo periodo, durante una partita della piccola squadra romana, venne notato da Aldo Angelucci (il padre di un suo avversario in quella sfida), il quale scrisse al Corriere Laziale affermando che lo stesso Di Canio era un vero e futuro talento per la Lazio. Passò quindi proprio alla società biancoceleste.

Cresce nelle giovanili delle Aquile e, dopo una stagione in prestito alla Ternana in Serie C2, con Mario Facco come allenatore e Vincenzo D'Amico come compagno di squadra (e dove rischia anche la carriera a causa di un grave infortunio), esordisce in Serie A con la maglia della Lazio, allenata da Giuseppe Materazzi, il 9 ottobre 1988 nella trasferta sul campo del Cesena (0-0).

Ha segnato il gol decisivo alla Roma il 15 gennaio 1989 (1-0), correndo sotto la curva giallorossa con il dito indice alzato, al primo derby dopo tre anni di assenza della Lazio dalla massima serie.

Juventus, Napoli e Milan[modifica | modifica wikitesto]

Si trasferisce alla Juventus nel 1990, ceduto dall'allora presidente laziale Gianmarco Calleri che incassa 7,5 miliardi di lire[3].

Il successivo triennio a Torino, con Gigi Maifredi prima e Giovanni Trapattoni poi in panchina, non è positivo per Di Canio a causa dei suoi cattivi rapporti soprattutto con il Trap,[4][5] tanto da arrivare a chiedere di esser ceduto almeno in prestito per un anno, dopo aver comunque vinto in maglia bianconera la Coppa UEFA 1992-1993.

Di Canio alla Juventus nella stagione 1990-1991

Va quindi a giocare nel Napoli allenato da Marcello Lippi, dove disputerà una sola stagione coronata da cinque gol, di cui uno segnato allo stadio San Paolo, dopo aver dribblato Paolo Maldini e Franco Baresi, contro il Milan campione d'Italia[6].

Nel novembre del 1994, dopo un breve ritorno da fuorirosa alla Juventus, passa proprio al Milan per 6,38 miliardi di lire.[7] A Milano vince il suo primo scudetto, nella stagione 1995-1996, tuttavia un litigio con l'allenatore dei rossoneri, Fabio Capello, durante la tournée in Oriente della squadra, lo porterà a chiudere con i meneghini e a cominciare svariate esperienze britanniche[5].

In Scozia e Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1996 approda all'estero, precisamente a Glasgow, in Scozia. Qui gioca una stagione con il Celtic, dove viene votato giocatore dell'anno;[8] i successi personali non corrispondono però con quelli della squadra, dato che le Hoops avranno risultati peggiori dell'altra squadra cittadina, i Rangers. Dopo un anno si sposta in Inghilterra militando per un anno e mezzo con lo Sheffield Weds: nel primo anno segna 12 gol, mentre nel secondo viene squalificato per undici giornate a causa di una spinta all'arbitro Paul Allcock.[9]

Di Canio firma autografi l'11 settembre 2010 a Upton Park, stadio del West Ham Utd, squadra a cui è rimasto molto legato.

Nel dicembre del 1998 passa al West Ham Utd, dove in quattro anni e mezzo segna 48 gol e colleziona 118 presenze, giocando con continuità anche grazie ai due allenatori di quel periodo, Harry Redknapp e Glenn Roeder. Tra le reti segnate è degna di nota quella messa a segno contro l'AFC Wimbledon il 26 marzo 2000, realizzata con uno spettacolare tiro al volo.[10] Nel corso della stagione 1999-2000 vince con gli Hammers la Coppa Intertoto, superando in finale i francesi del Metz, portando così i londinesi in Coppa UEFA; a fine anno viene nominato miglior giocatore dell'anno della squadra in Premier League, dove realizza 17 gol in Premier League, suo record personale.

Uno degli episodi più famosi della carriera di Di Canio si consuma il 18 dicembre 2000, durante la trasferta del West Ham Utd sul campo dell'Everton: il portiere dei padroni di casa, Paul Gerrard, si avventura in un'uscita al limite dell'area ma le sue ginocchia cedono e cade su sé stesso, mentre la palla schizza verso l'ala destra dove Trevor Sinclair mette al centro un cross per Di Canio, il quale poteva colpire il pallone prima di ogni altro giocatore; l'italiano, invece, afferra la palla con le mani fermando il gioco.[11] Appena la folla capì quello che era successo, il Goodison Park esplose in una ovazione, e in seguito per tale gesto Di Canio ricevette il FIFA Fair Play Award unito a lettera ufficiale di encomio firmata da Joseph Blatter.[12] Nello stesso anno scrive e pubblica la sua autobiografia, e viene inserito dai tifosi nell'undici ideale di tutti i tempi del West Ham Utd.

Il giocatore romano viene lasciato libero al termine della stagione 2002-2003 in seguito alla retrocessione degli Hammers. Decide di rimanere a Londra per giocare la sua ultima stagione anglosassone nel Charlton: 31 incontri in Premier e 4 reti. In particolare si ricorda quella siglata al Leicester City, su calcio di rigore, dove dopo la trasformazione mostra una maglia con su scritto «Onore a Fabrizio eroe vero» dedicata a Fabrizio Quattrocchi, rapito e poi ucciso in Iraq in quei giorni.[13]

Alla conclusione della stagione 2003-2004 lascia la Gran Bretagna, dove dal 1996 al 2004, tra campionato scozzese e inglese, ha collezionato 227 presenze e realizzato 90 reti, divenendo inoltre uno dei calciatori italiani più amati all'estero e venendo insignito del premio Hammer of the year nel 2000 e nella top-11 all time nel libro The Official West Ham United Dream Team del 2003, il risultato del sondaggio fu chiesto a 500 tifosi.

Ritorno alla Lazio, Cisco Roma[modifica | modifica wikitesto]

Torna alla Lazio per la stagione 2004-2005 (rinunciando a tre quarti del suo stipendio in Premier League),[14] giocando una prima parte di stagione con mister Domenico Caso in panchina; in questo periodo segnerà quattro reti. Caso viene poi esonerato e sostituito da Giuseppe Papadopulo, a causa della infelice posizione in classifica dei biancocelesti nonché dei suoi problemi con lo stesso Di Canio (il quale qualche anno più tardi racconterà di aver aggredito fisicamente il tecnico)[15]. Il calciatore termina il campionato con uno score di 23 presenze, 6 gol e una stagione che verrà ricordata, anche e soprattutto, per il gol nel derby del 6 gennaio 2005 (vinto 3-1), segnato sotto la curva romanista proprio come sedici anni prima. Un altro evento che caratterizzò l'annata fu la squalifica rimediata nella gara contro la Juventus, a causa del saluto romano rivolto ai tifosi della propria curva[16]. Il 2005 vede anche l'uscita del suo secondo libro, da titolo Il ritorno - Un anno vissuto pericolosamente, nel quale racconta le emozioni del ritorno in maglia biancoceleste.

Nella stagione successiva è titolare pressoché stabile nella Lazio ora guidata da Delio Rossi, che raggiunge la qualificazione alla Coppa UEFA. Di Canio lascia la società dopo l'ultimo derby romano, perso per 2-0, per attriti con l'allenatore e il presidente biancoceleste Claudio Lotito, il quale non rinnova il contratto del giocatore.[17]

Nel luglio del 2006 scende quindi in Serie C2 passando alla Cisco Roma. Il calciatore milita nel club fino al marzo del 2008 quando, a fronte di una lunga serie d'infortuni, annuncia il proprio ritiro dall'attività agonistica. L'ultima partita della sua carriera è la sfida interna contro il Benevento (persa 2-4) del 27 gennaio 2008, dove segna una doppietta, insulta l'arbitro e rimedia 4 giornate di squalifica.[18] Durante una trasferta a Viterbo viene inoltre colpito con una bottiglia da un tifoso ospite.[19]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha fatto parte della Nazionale Under-21 dal 1988 al 1990 con 9 presenze e 2 gol su un totale di 11 convocazioni.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Swindon Town[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 2011 lo Swindon Town, dopo essere arrivato ultimo nel campionato inglese di League One ed essere conseguentemente retrocesso in League Two, lo nomina proprio allenatore.[20] Dopo una serie di quattro sconfitte di fila, Di Canio porta i Robins a un filotto di vittorie e risultati positivi, alla finale di Johnstone's Paint Trophy e al quarto turno di FA Cup dopo aver battuto il Wigan per 2-1 (viene poi eliminato dal Chesterfield con il risultato di 2-0). A Swindon dimostra grande saggezza tattica e abnegazione al lavoro, producendo un calcio offensivo e divertente, e il 21 aprile 2012 raggiunge la matematica promozione in League One con due turni d'anticipo.[21]

Il 18 febbraio 2013, dopo i continui contrasti con la dirigenza del club, rassegna le dimissioni.[22]

Sunderland[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 marzo 2013 diventa il tecnico del Sunderland al posto dell'esonerato Martin O'Neill.[23]. La cosa ha sollevato alcune polemiche dopo che Di Canio è stato etichettato come «fascista»;[24] in risposta David Miliband ha lasciato il suo ruolo nella direzione della squadra.[25] Esordisce nella sconfitta esterna per 2-1 contro il Chelsea.[26] Nei due successivi incontri, i Black Cats ottengono due importanti vittorie per la permanenza in Premier League, nel derby contro il Newcastle Utd e nella partita contro l'Everton,[27] e a fine stagione il Sunderland riesce a salvarsi.

La stagione 2013-2014 non si apre nel migliore dei modi: la squadra ottiene infatti un solo punto nelle prime cinque partite di campionato, subendo 11 reti e segnandone 3. Il 22 settembre 2013, in seguito a questi risultati negativi, Di Canio viene sollevato dall'incarico di allenatore dei Black Cats[28].

Beach soccer[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 Di Canio, così come il suo ex compagno di squadra Marco Ballotta, passa al calcio a 5 su spiaggia diventando attaccante titolare della Nazionale italiana.[29]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2009 partecipa come opinionista al programma sportivo Guida al campionato, insieme con l'ex calciatore Francesco Graziani, ed è ospite nelle trasmissioni sportive della piattaforma televisiva Mediaset Premium, inoltre è spesso chiamato in veste di commentatore sportivo per le partite di UEFA Europa League. Dalla stagione 2014-2015 è opinionista per Fox Sports,[30] dove conduce il programma House of Football.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Saluto romano[modifica | modifica wikitesto]

Da quando è rientrato a far parte del calcio italiano, Paolo Di Canio ha spesso fatto parlare di sé per il saluto romano usato per salutare i tifosi laziali.

Di Canio si è ripetutamente esibito in questo saluto in occasione del derby del 6 gennaio 2005 vinto dalla Lazio per 3-1. I commenti, pro e contro il giocatore, sono stati tanti, generando una campagna mediatica anche all'estero, e provocando l'interessamento della FIFA.[31] Di Canio in questa occasione, ha voluto precisare di essere «un giocatore professionista e vorrei sottolineare che le mie esultanze non hanno nulla a che vedere con comportamenti politici di alcun tipo».[32] Successivamente, non essendo squalificato per nessun turno in campionato, ha dato ulteriori spiegazioni sul suo gesto, puntualizzando che non avrebbe accettato di buon grado nessuna squalifica.[33] Deferito alla disciplinare, nel marzo del 2005 al giocatore come alla Lazio è stata comunque inferta una multa di 10 000 euro.[34]

Di Canio esulta sotto la Curva Sud dell'Olimpico, dopo la rete segnata alla Roma nel derby del 15 gennaio 1989.

Il saluto romano è stato ripetuto alla fine del 2005 in altre tre occasioni, nella partita contro il Siena, poi durante la trasferta sul campo del Livorno dell'11 dicembre, al momento della sostituzione. Il 17 dello stesso mese, sempre al momento di uscire dal campo, in occasione della partita casalinga contro la Juventus, Di Canio ha riproposto alla curva lo stesso saluto, e per questo ha subito una giornata di squalifica e una multa di 10 000 euro, mentre un'altra ammenda di pari importo è stata inflitta alla società per responsabilità oggettiva.[35] Questi episodi ravvicinati hanno suscitato accese polemiche anche a livello internazionale; il segretario della FIFA Joseph Blatter ha anche minacciato dure sanzioni contro il giocatore.[36]

Di Canio ha mostrato però di non temere le conseguenze del suo perseverare, dichiarandosi disposto a essere messo sotto inchiesta ogni domenica per ogni saluto[37]. Durante il succedersi di questi episodi si sono schierati dalla sua parte il premier italiano Silvio Berlusconi (il quale lo ha definito «un ragazzo per bene, non è fascista. Lo fa solo per i tifosi, non per cattiveria. Un bravo ragazzo, ma un po' esibizionista»[38]) e Alessandra Mussolini, benché Di Canio abbia voluto prendere le distanze anche da essi, riaffermando la sua apoliticità, per lo meno in relazione al saluto romano: «il mio non è un gesto politico. Ribadisco che non voglio offendere nessuno, perché io non sono mai contro, ma a favore... Ora ci saranno altre partite, ma torneranno a strumentalizzare tutto solo quando ci sarà il ritorno di Lazio-Livorno e le elezioni saranno ancora più vicine». Il calciatore ha poi specificato cosa significa per lui il saluto romano, ovvero non una istigazione alla violenza, non una apologia del fascismo, ma un semplice gesto di appartenenza che lo avvicina alla curva (e facendo leva su queste distinzioni, ha presentato ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo[39]); salvo poi smentire parte di quelle dichiarazioni, affermando: «fascista sì, ma razzista no».[40]

A seguito delle forti proteste contro la nomina di un allenatore con un passato di tipo fascista, e dietro pressione del club, Di Canio ha cercato di ritrattare le sue posizioni riguardo al fascismo dichiarando: «non supporto l'ideologia fascista, sono solo un uomo di famiglia, con valori semplici». Ciò tuttavia non ha placato le proteste in quanto le dichiarazioni in parola sono state considerate come tardive e in contrasto con sue precedenti ammissioni. Il club è stato fatto altresì oggetto di forti pressioni per licenziare l'allenatore, in considerazione del suo passato fascista. Le proteste hanno coinvolto anche gli sponsor che hanno minacciato il ritiro e la rescissione dei contratti di pubblicità con il club, a meno che Di Canio non venga allontanato.

Denunce[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 luglio 2009 Di Canio venne fermato, in procinto di prendere un traghetto, a Porto Santo Stefano da alcune Fiamme Gialle per un controllo, ma l'ex calciatore si rifiutò di obbedire ai finanzieri, minacciando di farli trasferire. I militari, per tutta risposta, lo denunciarono. Di Canio disse in seguito di aver reagito quando, alla richiesta di fare tutti gli accertamenti in fretta, poiché avrebbe potuto perdere il traghetto, si sarebbe sentito rispondere dai Finanzieri che potevano trattenerlo per quanto desideravano[41].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1986-1987 Italia Ternana C2 27 2 CI-C 6 3 - - - - - - 33 5
1987-1988 Italia Lazio B - - CI - - - - - - - - - -
1988-1989 A 30 1 CI 6 1 - - - - - - 36 2
1989-1990 A 24 3 CI 2 1 - - - - - - 26 4
1990-1991 Italia Juventus A 23 3 CI 6 0 CdC 5 0 SI 0 0 34 3
1991-1992 A 24 0 CI 9 1 - - - - - - 33 1
1992-1993 A 31 3 CI 4 0 CU 9 0 - - - 44 3
Totale Juventus 78 6 19 1 14 0 0 0 111 7
1993-1994 Italia Napoli A 26 5 CI 1 0 - - - - - - 27 5
1994-1995 Italia Milan A 15 1 CI 2 0 UCL - - SU+CInt 2+0 0+0 19 1
1995-1996 A 22 5 CI 4 1 CU 8 0 - - - 34 6
Totale Milan 37 6 6 1 8 0 2 0 53 7
1996-1997 Scozia Celtic PL 26 12 CS+CdL 6+2 3+0 CU 3 0 - - - 37 15
1997-1998 Inghilterra Sheffield Wed. PL 35 12 FACup+CdL 3+2 0+2 - - - - - - 40 14
lug.-dic. 1998 PL 6 3 FACup+CdL 0+2 0+0 - - - - - - 8 3
Totale Sheffield 41 15 7 2 - - - - 48 17
dic. 1998-1999 Inghilterra West Ham PL 13 5 FACup+CdL 0+0 0+0 - - - - - - 13 5
1999-2000 PL 30 17 FACup+CdL 1+4 0+1 Int+CU 6+4 0+1 - - 45 18
2000-2001 PL 31 10 FACup+CdL 3+3 1+1 - - - - - - 37 12
2001-2002 PL 26 9 FACup+CdL 1+0 0+0 - - - - - - 27 9
2002-2003 PL 17 8 FACup+CdL 0+1 0+0 - - - - - - 18 8
Totale West Ham 117 49 13 3 10 1 - - 140 53
2003-2004 Inghilterra Charlton PL 31 4 FACup+CdL 1+1 0+1 - - - - - - 33 5
2004-2005 Italia Lazio A 23 6 CI 1 0 CU 5 1 SI 1 0 30 7
2005-2006 A 27 5 CI 1 0 Int 4 2 - - - 32 7
Totale Lazio 104 15 10 2 9 3 1 0 130 20
2006-2007 Italia Cisco Roma C2 28 7 CI-C 5 3 - - - - - - 33 10
2007-2008 C2 18 7 CI-C 2 0 - - - - - - 20 7
Totale Cisco Roma 46 14 7 3 - - - - 53 17
Totale carriera 534 127 74 16 35 4 9 0 652 143

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 22 settembre 2013.

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
2011-2012 Inghilterra Swindon Town FL2 54 35 7 12 64,81
2012-2013 FL1 Dimesso 41 19 11 11 46,34
Totale Swindon Town 95 54 18 23 56,84
mar.-giu. 2013 Inghilterra Sunderland PL Subentrato, 17º 7 2 2 3 28,57
ago.-sett. 2013 Inghilterra Sunderland PL Esonerato, 17º 5 0 1 4 &&0,00
Totale Sunderland 12 2 3 7 16,67
Totale carriera 102 56 20 26 54,90

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Milan: 1995-1996
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Di Canio (in alto a destra) esulta con i compagni di squadra del Milan (in senso orario: Donadoni, Desailly, Albertini e Panucci) dopo la vittoria nella Supercoppa UEFA 1994.
Juventus: 1992-1993
Milan: 1994
West Ham Utd: 1999

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1997
1999-2000
  • Hammer of the Year: 1
West Ham Utd: 2000
2001
  • Inserito nell'undici ideale dei tifosi del West Ham Utd nell'anno 2003

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Swindon Town: 2011-2012

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Swindon Town: 2011-2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

[42][43]

  1. ^ Biografi di paolo Di Canio
  2. ^ Di Canio protagonista del cortometraggio "Strade Parallele"
  3. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 7 (1990-1991), Panini, 18 giugno 2012, p. 10.
  4. ^ Trapattoni: Convoco Di Canio se viene la peste
  5. ^ a b Di Canio: rifarei l'esultanza nel derby del 3-0
  6. ^ Di Canio, un solo anno a Napoli, ma idolo per sempre
  7. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 11 (1994-1995), Panini, 16 luglio 2012, p. 10.
  8. ^ SPFA best players
  9. ^ Di Canio fermo 11 partite per la spinta all'arbitro
  10. ^ Di Canio v Wimbledon « That Goal
  11. ^ Un Di Canio buonista conquista l'Inghilterra Repubblica.it
  12. ^ FIFA.com - FIFA Fair Play Award to Paolo di Canio
  13. ^ Di Canio dedica il gol a Fabrizio Quattrocchi
  14. ^ Lazio-Di Canio: è fatta!
  15. ^ Di Canio P.-Esposito E., "Il ritorno. Un anno vissuto pericolosamente", Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005.
  16. ^ Saluto romano, squalifica per Di Canio - Corriere della Sera, 20.12.2005
  17. ^ Di Canio contro Lotito: "Un romanista travestito"
  18. ^ Figli dell'Aquila: Di Canio lascia il calcio, diventerà allenatore
  19. ^ «Non sei un camerata»: aggredito Di Canio, in Corriere della Sera, 22 agosto 2006. URL consultato il 25 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  20. ^ (EN) Di Canio set to become Town boss swindontownfc.co.uk
  21. ^ Swindon Town, gioia per Di Canio: promozione in terza serie, tuttomercatoweb.com, 21 aprile 2012. URL consultato il 15 giugno 2013.
  22. ^ Inghilterra, Di Canio lascia la panchina dello Swindon Town, in La Repubblica, 19 febbraio 2013. URL consultato il 15 giugno 2013.
  23. ^ (EN) Black Cats appoint Head Coach safc.com
  24. ^ (EN) Club statement Safc.com
  25. ^ Di Canio al Sunderland fa dimettere David Miliband Ilpost.it
  26. ^ Chelsea-Sunderland 2-1: Di Canio, esordio amaro. Pareggiano Tottenham e Liverpool Gazzetta.it
  27. ^ Premier League, Di Canio batte anche l’Everton; Reading e QPR cadono ancora, in tuttocalcioestero.it, 20 aprile 2013. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  28. ^ Di Canio esonerato dal Sunderland. In pole position Roberto Di Matteo, in ilsole24ore.it, 23 settembre 2013. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  29. ^ Beach Soccer, Paolo Di Canio nella tappa di Scoglitti, SiciliaToday
  30. ^ Paolo Di Canio e Christian Panucci nuovi talent Fox Sports digital-sat.it
  31. ^ Articolo su www.gazzetta.it
  32. ^ Articolo su www.repubblica.it
  33. ^ Articolo su www.tgcom.it
  34. ^ Ultime notizie sportive - La Gazzetta dello Sport
  35. ^ Articolo su www.gazzetta.it
  36. ^ Articolo su www.tgcom.it
  37. ^ Tgcom - Articolo Tgcom
  38. ^ Articolo su www.corriere.it
  39. ^ Articolo di TGcom riportato in news.lazio.net
  40. ^ Articolo su www.repubblica.it
  41. ^ Di Canio a Gdf: "Conosco chi conta"
  42. ^ Di Canio Paolo - Carriera - stagioni, presenze, goal - TuttoCalciatori.Net
  43. ^ Di Canio, Paolo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Di Canio, Gabriele Marcotti, Paolo Di Canio. L'autobiografia, traduzione di M. Maggi, M. Mantica, Libreria dello Sport, 2001. ISBN 88-86753-40-3
  • Paolo Di Canio, Elisabetta Esposito, Il ritorno. Un anno vissuto pericolosamente, Dalai Editore, 2005. ISBN 978-88-8490-810-0

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