Francesco Zanoncelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Francesco Zanoncelli
Francesco Zanoncelli - Ascoli 1992-93.jpg
Zanoncelli all'Ascoli nella stagione 1992-1993
Nazionalità Italia Italia
Altezza 177[1] cm
Peso 76[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 2003 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-1986 Milan
Squadre di club1
1986-1987 Milan 6 (0)
1987-1988 Empoli 23 (0)
1988-1989 Monza 31 (0)
1989 Atalanta 4 (0)
1989-1990 Brescia 18 (9)
1990-1992 Padova 70 (1)
1992-1995 Ascoli 101 (10)
1995-1997 Lecce 58 (1)
1997-1999 Cagliari 63 (0)
1999-2000 Brescia 34 (2)
2000-2001 Genoa 28 (0)
2001-2002 Crotone 23 (0)
2002-2003 SPAL 23 (0)
Nazionale
1986-1989 Italia Italia U-21 23 (2)
Carriera da allenatore
2006-2007 Giacomense
2007-2008 Pizzighettone
2008-2009 Salò
2009-2010 Carpenedolo
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Francesco Zanoncelli (Milano, 11 settembre 1967) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver dato i primi calci a un pallone nella squadra della sua città, Lodi Vecchio, è stato acquistato dal Milan, dove, dopo una trafila nelle giovanili, ha esordito in prima squadra nella fine della stagione 1985-86 nel Torneo Estivo. Nella stagione seguente, a 19 anni, ha giocato 6 partite di campionato. Era un difensore centrale.

Zanoncelli al Monza nella stagione 1988-1989

Dopo aver giocato con Empoli, Monza, Brescia, Atalanta, Padova e Ascoli, nella stagione 1996-1997 è passato al Lecce con cui ha conquistato la promozione in Serie A sotto la guida dell'allenatore Giampiero Ventura, il quale l'anno dopo lo ha portato con sé insieme ad altri suoi compagni di squadra (Tiziano De Patre, Gianni Cavezzi, Fabio Macellari) al Cagliari, nuovamente nella serie cadetta. Nella formazione sarda è rimasto le due successive stagioni (1997-1998 e 1998-1999), cogliendo nuovamente al primo anno la promozione in Serie A.

Terminanta l'esperienza con i rossoblù, Zanoncelli è tornato a giocare nuovamente al Brescia per una stagione, per poi passare a Genoa, Crotone e infine finire la carriera da calciatore con la maglia della SPAL. Ha collezionato 23 presenze e 2 gol con la Nazionale Under-21 allenata da Cesare Maldini.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Divenuto allenatore professionista di prima categoria, ha iniziato come collaboratore di Sonzoni prima e in seguito di Discepoli nella SPAL, successivamente sempre in qualità di collaboratore nel Napoli di Ventura. Dopo aver allenato la Berretti del Pizzighettone[senza fonte] è passato nel campionato successivo alla guida della Giacomense in Serie D (2006-2007), venendo esonerato, per poi passare alla guida del Pizzighettone nella stagione 2007-2008, dove viene esonerato a causa degli scarsi risultati che portano la squadra al terz'ultimo posto. Nel 2008 passa alla guida del Salò Valsabbia, in Serie D.

Il 3 luglio 2009 viene ufficializzato il suo passaggio alla guida del Carpenedolo in Seconda Divisione[2]. Nel gennaio del 2010 Zanoncelli, dopo che la squadra era in zona play-out e non vinceva da 12 gare, è stato esonerato dal Carpenedolo a seguito della sconfitta in casa per 3-0 in campionato contro l'Alghero; ha vinto in totale col Carpenedolo 5 partite su 20. Dal 2011 lavora a Sydney in Australia, allenando i giovani tra i 15 e i 17 anni d'età per l'AC Milan Soccer School Academy, assieme ad Andrea Icardi[3].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Lecce: 1995-1996 (girone B)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 33.
  2. ^ Michele Troiano, Presentazione Francesco Zanoncelli, A.C. Carpenedolo.it, 6 luglio 2009. URL consultato il 25 gennaio 2011.
  3. ^ Zanoncelli, sogno australe, archiviostorico.corriere.it, Articolo del 16 marzo 2013. (archiviato dall'url originale il ).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]