Delio Rossi

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Delio Rossi
Delio Rossi.jpg
Delio Rossi ai tempi della Lazio
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1990 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1978-1980 Forlimpopoli 54 (2)
1980-1981 Cattolica 29 (3)
1981-1987 Foggia 127 (3)
1987-1989 Vis Pesaro 40 (0)[1]
1989-1990 Fidelis Andria 15 (0)
Carriera da allenatore
1990-1991 Blu e Rosso.png Torremaggiore
1991-1993 Foggia Primavera
1993-1995 Salernitana
1995-1996 Foggia
1996-1997 Pescara
1997-1999 Salernitana
1999-2000 Genoa
2000 Pescara
2001 Pescara
2002-2004 Lecce
2004-2005 Atalanta
2005-2009 Lazio
2009-2011 Palermo
2011 Palermo
2011-2012 Fiorentina
2012-2013 Sampdoria
2015 Bologna
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 28 ottobre 2015

Delio Rossi (Rimini, 26 gennaio 1960[2]) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È padre di tre figli avuti con la moglie Maria Rosaria, ex pallavolista conosciuta tra il 1981 ed il 1982:[3] il primogenito Dario (collaboratore dell'ex direttore sportivo del Palermo Walter Sabatini dal momento in cui il padre è divenuto l'allenatore dei rosanero),[4] la secondogenita Greta[5][6][7] e un'altra figlia più piccola di nome Giulia.

Durante l'inizio della stagione 2011-2012, quando era ancora senza squadra, è stato ingaggiato da Sportitalia come opinionista fisso della trasmissione Che domenicA, programma di approfondimento calcistico sulla Serie A.[8]

È dichiaratamente tifoso del Foggia[9].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

È un allenatore bravo a lavorare con i giovani.[10]

Tatticamente utilizza di solito una difesa a 4, adattando il suo modulo in base ai giocatori a disposizione.[11]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce come giocatore nel Forlimpopoli dove trascorre due stagioni dal 1978 al 1980. Poi passa al Cattolica ed infine approda nel 1981 al Foggia nel quale giocherà fino al 1987 (151 presenze in campionato, 31 delle quali in Serie B, e 4 reti complessive,[12] delle quali 3 in campionato).[13]

Conclude la sua carriera da atleta dopo un biennio alla Vis Pesaro (1987-1989) ed un anno alla Fidelis Andria.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Delio Rossi (a sinistra) e Claudio Grimaudo festeggiano la promozione della Salernitana in Serie B dopo la finale play-off nel 1994.

Incoraggiato dal direttore sportivo Giuseppe Pavone ad intraprendere la carriera da allenatore,[14] consegue quasi subito il patentino, iniziando nel 1990 - a trent'anni[15] - nel Campionato Promozione allenando il Torremaggiore per poi passare alle giovanili del Foggia. Nel 1993, passa ad allenare la Salernitana nella Serie C1: al termine della stagione regolare conclude il campionato di Serie C1 girone B al secondo posto con la Reggina e alle spalle del Perugia, e conquistando l'accesso ai play-off. Le vittorie contro la Lodigiani per 4-0 e la Juve Stabia per 3-0 permettono a Rossi di ottenere la promozione in Serie B al primo anno da allenatore professionista.

All'esordio in Serie B con i campani riesce quasi nell'impresa del doppio salto dalla Serie C1 alla Serie A in due anni. Il sogno granata si spezza allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, all'ultima giornata di campionato contro l'Atalanta che, vincendo 2-1, conquista la promozione proprio ai danni della Salernitana. Nel luglio 1995, torna al Foggia, e nel 1996 passa al Pescara, dove la squadra rimane imbattuta per le prime 12 giornate, ma in seguito a un calo di forma nel girone di ritorno manca la promozione in A chiudendo al sesto posto.

Nel 1997 ritorna a Salerno, e con una cavalcata - il cui apice è toccato nel dicembre 1997 con la vittoria a Venezia e il sorpasso in classifica proprio ai danni del Venezia - conquista la promozione in Serie A. La Salernitana riesce a stabilire il record di punti (fino a quell'epoca) in serie cadetta. A Rossi viene così dato il soprannome di Profeta.[16]

L'anno seguente (1998-1999) è esonerato due volte dal presidente Aniello Aliberti: la prima all'indomani della sconfitta di Vicenza, lo vede tornare in sella a furor di popolo - vedasi episodi incresciosi in una torrida conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Francesco Oddo;[17] la seconda all'indomani della sconfitta di Perugia. Riceve inoltre la cittadinanza onoraria salernitana.

Seguono ancora in Serie B le esperienze al Genoa, e poi al Pescara, dove è esonerato e poi richiamato per concludere il campionato, che termina con la retrocessione degli adriatici in Serie C1.

Nel gennaio 2002 subentra ad Alberto Cavasin sulla panchina del Lecce, e la stagione si conclude con la retrocessione in Serie B. Nel 2002-2003 conquista la promozione in Serie A con i giallorossi salentini e l'anno successivo guida il Lecce al 10º posto finale e alla salvezza in Serie A, grazie anche a due vittorie di fila contro la Juventus al Delle Alpi (prima volta per i salentini) e l'Inter al Via del Mare.

Alla 15ª giornata del campionato 2004-2005 gli viene affidata la guida tecnica dell'Atalanta ultima in classifica, che non riuscirà a salvare dalla retrocessione nonostante abbia ottenuto 28 punti in 23 partite.

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

La prima stagione: qualificazione in Coppa UEFA sul campo e vicenda "Calciopoli"[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2005 approda alla Lazio di Claudio Lotito con un contratto per una stagione.[18]

Nella stagione 2005-2006 ottiene sul campo un sesto posto, con la conseguente qualificazione alla Coppa UEFA ma, in seguito allo scoppio di Calciopoli, e la penalità di trenta punti da scontare nella stagione appena conclusa, la Lazio perde i requisiti per la partecipazione alla Coppa UEFA 2006-2007.

Il 10 marzo 2006 firma il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2009.[19]

La seconda stagione: terzo posto e qualificazione ai preliminari di Champions League[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2006-2007 dei biancocelesti è anch'essa condizionata dal verdetto di Calciopoli. La penalità inizialmente è di 11 punti, poi ridotti in appello a 3. Sul terreno di gioco la sua squadra, obbligata a recuperare nel più breve tempo possibile lo svantaggio, nella prima fase del campionato pare incapace di vincere costantemente, ma i risultati auspicati non tarderanno ad arrivare. Tra il febbraio e l'aprile 2007 si registrano otto vittorie consecutive (ottenute contro Torino, Cagliari, Catania, Sampdoria, Reggina, Empoli, Udinese e Messina). La squadra termina il campionato in terza posizione, garantendo così all'allenatore la prima qualificazione ai preliminari della massima competizione europea. Il 10 dicembre 2006 ottiene la vittoria nel derby romano con un 3-0 sui giallorossi, con conseguente tuffo notturno nella Fontana del Gianicolo per festeggiare.[20][21]

La terza stagione: 12º posto e la squalifica di tre giornate[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2007-2008 inizia con la qualificazione in Champions League, grazie al pareggio all'Olimpico per 1-1 e alla vittoria ottenuta nella gara di ritorno a Bucarest per 3-1, ai danni della Dinamo.

Fuori dal campo inoltre, il 9 ottobre 2007 viene deferito dalla Procura Federale alla Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC per aver violato l'art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva tentando di indurre il presidente Lotito ad influenzare le prestazioni del Lecce al termine della stagione 2004-2005.[22] Il tecnico si dichiara estraneo ai fatti, definendo la questione "pura spazzatura"[23] proclamando in seguito il silenzio stampa. Ciò non gli evita, nel maggio del 2008, la condanna, da parte della Commissione Disciplinare della FIGC, ad una squalifica di tre giornate.

Al termine del campionato 2007-2008 la Lazio si classifica al 12º posto: il presidente Lotito decide comunque di confermarlo per la stagione successiva.

La quarta stagione: la vittoria della Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2008-2009 Rossi porta la squadra alla vittoria della Coppa Italia 2008-2009 contro la Sampdoria nella finale unica a Roma, dopo aver eliminato squadre come Milan e Juventus: è il primo trofeo per l'allenatore riminese, che riceve gli allori dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Durante il campionato mette un nuovo record nella storia dei Derby di Roma, è infatti la prima volta in Serie A che la Lazio segna quattro reti (4-2) alla Roma (era successo solo in Coppa Italia nel 4-1 del 1998).

Il 3 giugno 2009 annuncia che dalla successiva stagione non sarà più l'allenatore della Lazio. L'ufficialità di tale addio si concretizza in una conferenza stampa svoltasi presso il Centro sportivo di Formello l'8 giugno 2009.[24]

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Stagione 2009-2010: quinto posto dopo l'ultima giornata[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 novembre del 2009 viene scelto per sostituire Walter Zenga sulla panchina del Palermo, con cui firma un contratto biennale con opzione sul terzo.[25] Porta con sé il suo staff composto dall'allenatore in seconda Fedele Limone e dal preparatore atletico Valter Vio, mentre Mario Paradisi viene confermato preparatore dei portieri.[26] Il Presidente Maurizio Zamparini lo reputa fin dall'inizio il miglior allenatore che abbia mai avuto.[27]

Esordisce sulla panchina rosanero il 26 novembre nel Quarto turno di Coppa Italia contro la Reggina (4-1). Dopo la sconfitta alla sua prima in campionato con i rosanero (1-0 in trasferta a Verona contro il Chievo), il Palermo ottiene due vittorie in casa contro Cagliari alla 15ª giornata (2-1) e a San Siro contro il Milan nella giornata successiva (2-0).[28] Con il suo arrivo la squadra ottiene risultati convincenti, facendo registrare un buon possesso palla e buona organizzazione in fase offensiva e difensiva.[28] La squadra resta per diverse giornate al 4º posto, ma nel finale del campionato è scavalcata dalla Sampdoria. La stagione, comunque positiva, si conclude con un 5º posto che vale la qualificazione all'Europa League. Con Rossi la squadra ha conseguito in media 1,92 punti a partita, un passo che, proiettato su tutto il campionato, sarebbe valso il 3º posto.[29]

Alla fine della stagione 2009-2010, in un'intervista esclusiva al Corriere dello Sport - Stadio, dichiara di allenare già una grande squadra;[30][31] viene quindi confermato per la stagione 2010-2011.

Stagione 2010-2011: la terza finale di Coppa Italia del Palermo[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla stagione 2010-2011 è il responsabile dell'intero settore tecnico del Palermo, con l'obiettivo primario di permettere un rapido ingresso dei giovani in prima squadra.[32]

Il 28 febbraio 2011, dopo la sconfitta interna per 7-0 contro l'Udinese, è esonerato dalla guida tecnica del Palermo,[33] e sostituito con Serse Cosmi;[34] il rapporto con Zamparini era già logoro da tempo. In termini statistici Rossi è stato l'allenatore più vincente nella storia del Palermo,[35] con il record di 65 punti, quello delle 18 vittorie e delle 9 sconfitte e quello 59 reti realizzate, con un quinto posto a due punti dalla qualificazione in Champions League.[36] Lascia la squadra all'ottavo posto in campionato e con la semifinale di Coppa Italia da disputare, dopo aver subito l'eliminazione dall'Europa League nella fase a gironi. È riuscito inoltre a creare un ottimo rapporto con la tifoseria.[35][37]

Il 3 aprile 2011 è stato richiamato al Palermo in sostituzione di Cosmi,[38] esonerato a poche ore dalla sconfitta in trasferta nel derby contro il Catania (4-0); l'esser richiamato è una "prima volta" per l'allenatore. Il secondo debutto sulla panchina del Palermo coincide con il pareggio casalingo per 2-2 contro il Cesena.[39]

Il 1º giugno 2011 lascia il Palermo con la risoluzione consensuale del contratto,[40] interrompendo il rapporto di lavoro con la società di Zamparini dopo che quest'ultimo gli aveva proposto un ulteriore anno di contratto visto che Rossi era in scadenza di contratto; le divergenze fra le parti riguardavano l'aspetto tecnico-tattico, quello economico ed anche quello caratteriale.[41][42] Lascia così la squadra dopo aver chiuso la stagione all'ottavo posto in campionato e dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia contro l'Inter (3-1); è stato fra gli allenatori ad effettuare meno sostituzioni.[43]

Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 2011 diventa il nuovo allenatore della Fiorentina dopo l'esonero di Siniša Mihajlović, firmando un contratto fino al 30 giugno 2013,[44] con opzione fino al 2014.[45]

Debutta sulla panchina viola il 19 novembre successivo, nella partita casalinga finita 0-0 contro il Milan e valida per la dodicesima giornata di campionato. Il 24 novembre ottiene la prima vittoria alla guida della Fiorentina, vincendo per 2-1 sull'Empoli nel quarto turno di Coppa Italia.[46]

Il 2 maggio 2012, nella partita casalinga finita per 2-2 contro il Novara e valida per la 36ª giornata, sostituisce Adem Ljajić con Rubén Olivera al minuto 32; il giocatore applaude sarcasticamente l'allenatore insultando la sua famiglia, ne scaturisce un alterco verbale che degenera in un'aggressione fisica da parte dell'allenatore al giocatore serbo.[47] A seguito di quest'episodio l'allenatore viene immediatamente esonerato dalla dirigenza viola,[48] e il giorno successivo viene squalificato per tre mesi dal giudice sportivo.[49]

L'8 gennaio 2014 ha fatto causa alla Fiorentina e impugnando il provvedimento di licenziamento e chiedendo un risarcimento danni di 200.000 euro; la società viola quindi ha presentato una domanda riconvenzionale con cui ha chiesto al giudice un risarcimento danni per una cifra superiore alla pretesa avanzata dall'allenatore.[50] Il 1º dicembre 2014 il giudice sportivo deposita la sentenza con cui viene data ragione alla Fiorentina per quanto riguarda il licenziamento, viene escluso però qualsiasi risarcimento.[51]

Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 dicembre 2012, dopo la 17ª giornata di campionato, viene assunto come tecnico della Sampdoria in seguito all'esonero di Ciro Ferrara,[52] diventando così il settimo allenatore ad aver guidato entrambe le formazioni genovesi, e fra questi il secondo dopo Luigi Cagni ad aver guidato prima i rossoblù e dopo i blucerchiati.[53] Il debutto arriva nella partita casalinga persa per 1-0 proprio contro la Lazio, sua ex squadra, seguita da una vittoria, dopo la sosta natalizia, ottenuta a Torino contro la Juventus capolista per 2-1.

Il 10 febbraio 2013, durante Sampdoria-Roma (3-1), mostra il dito medio nei confronti del giallorosso Nicolás Burdisso.[54] Il tecnico si è poi scusato il giorno dopo tramite un comunicato apparso sul sito del club blucerchiato che lo ha multato; la somma viene devoluta in beneficenza all'ospedale Gaslini di Genova.[54] Il tecnico viene poi fermato dal Giudice Sportivo per due giornate.[54]

L'8 maggio 2013, alla 36ª giornata, la Sampdoria ottiene la salvezza matematica a seguito della gara interna con il Catania terminata 1-1.

Il 15 maggio 2013 rinnova il contratto, sottoscrivendo un biennale fino al 2015.[55]

Il 18 maggio 2013, nell'anticipo dell'ultima giornata, la Sampdoria batte 3-2 la Juventus già campione d'Italia, interrompendo l'assenza di vittorie; Delio Rossi è stato inoltre l'unico allenatore del campionato italiano (l'altro è l'allenatore del Bayern Monaco Jupp Heynckes, in Champions League)[56] ad aver battuto due volte i bianconeri nella stagione 2012-2013.[57]

L'11 novembre 2013, in seguito alla terza sconfitta consecutiva, l'ultima per 2-1 a opera della Fiorentina, sua ex squadra, viene sollevato dall'incarico insieme al suo staff[58] dopo aver totalizzato dall'inizio del campionato 9 punti in dodici partite con 2 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte lasciando la squadra in zona retrocessione.

Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 2015 viene nominato allenatore del Bologna in Serie B, in sostituzione dell'esonerato Diego López; firma un contratto fino a fine stagione, con rinnovo in caso di promozione in Serie A.[59] Il 9 giugno 2015 conquista la promozione in Serie A pareggiando 1-1 nella finale playoff contro il Pescara. Il 28 ottobre 2015, a seguito della sconfitta casalinga contro l'Inter, viene esonerato dopo aver raccolto soltanto 6 punti nelle prime 10 giornate[60].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Fino alla stagione agonistica 2012-2013, le panchine in Serie A sono 349, di cui 174 in casa e 175 in trasferta. Il bilancio è di 126 vittorie, 89 pareggi e 134 sconfitte complessive divise in 84 vittorie, 43 pareggi e 47 sconfitte casalinghe e 42 vittorie, 46 pareggi e 87 sconfitte fuori casa.

In Serie B le panchine sono 223, di cui 113 in casa e 110 in trasferta. Il bilancio è di 78 vittorie, 79 pareggi e 66 sconfitte complessive divise in 56 vittorie, 36 pareggi e 21 sconfitte casalinghe e 22 vittorie, 43 pareggi e 45 sconfitte fuori casa.

In Serie C1 le panchine sono 34, di cui 17 in casa e 17 in trasferta. Il bilancio è di 16 vittorie, 16 pareggi e 2 sconfitte complessive divise in 12 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta casalinga e 4 vittorie, 11 pareggi e 2 sconfitte fuori casa.

Il totale dei campionati è dunque di 606 panchine complessive, di cui 304 in casa e 302 in trasferta. Il bilancio è di 220 vittorie, 184 pareggi e 202 sconfitte complessive divise in 152 vittorie, 84 pareggi e 68 sconfitte casalinghe e 68 vittorie, 109 pareggi e 134 sconfitte fuori casa.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Salernitana: 1997-1998
Lazio: 2008-2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1990, p. 320.
  2. ^ Delio Rossi: “Un bel regalo di compleanno” (Apcom), lazio.net, 27 gennaio 2007.
  3. ^ Angela Attardo, la Repubblica, 21 aprile 2010.
  4. ^ Palermo, il figlio di Rossi sarà collaboratore di Sabatini, tuttopalermo.net.
  5. ^ Una signorina Rossi in corsa per Miss Italia, gazzetta.it.
  6. ^ Miss Italia, Greta Rossi eliminata, tgcom.mediaset.it.
  7. ^ Greta, 110 e lode con garbo, sportmediaset.mediaset.it.
  8. ^ Delio Rossi ricomincia da... Sportitalia. Ecco come seguirlo, palermo24.net.
  9. ^ L'esempio di Delio Rossi: come non vergognarsi di essere foggiani, foggialandia.it.
  10. ^ Palermo, le chiavi del centrocampo rimangono nelle mani delle giovani promesse, tuttopalermo.net.
  11. ^ Furio Zara, Corriere dello Sport, 7 settembre 2010.
  12. ^ Alfieri, usfoggia.it.
  13. ^ I marcatori di tutti i tempi, usfoggia.it.
  14. ^ Com'è originale il signor Rossi, Gazzetta.it, 19 luglio 1998.
  15. ^ Delio Rossi: «Forse è meglio allenare i bambini», avvenire.it.
  16. ^ Malfitano Mimmo, Salerno: adesso Delio Rossi chiede una punta italiana, in La Gazzetta dello Sport, 20 gennaio 1999, p. 9. URL consultato il 28 gennaio 2008.
  17. ^ Salernitana, assalto ultrà, archiviostorico.corriere.it.
  18. ^ Cieri Stefano, Lotito Rossi, è quasi fatta, in La Gazzetta dello Sport, 4 giugno 2005, p. 15. URL consultato il 28 gennaio 2009.
  19. ^ Pinelli Pietro, La firma di Rossi non placa la tifoseria, in Corriere della Sera, 11 marzo 2006, p. 11. URL consultato il 28 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  20. ^ E il popolo della notte scoprì il tuffo in fontana, roma.repubblica.it.
  21. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 23 (2006-2007), Panini, 8 ottobre 2012, p. 4.
  22. ^ Comunicato ufficiale (PDF), in Figc.it, 9 ottobre 2007.
  23. ^ Intercettazioni, deferito Delio Rossi., corriere.it, 9 ottobre 2007.
  24. ^ Rossi lascia la Lazio: "Scelta ponderata", gazzetta.it.
  25. ^ Delio Rossi è l'allenatore del Palermo, ilpalermocalcio.it.
  26. ^ Palermo, Limone sarà il vice di Rossi, tuttopalermo.net.
  27. ^ Palermo, Zamparini: "Il Palermo ha giocato meglio del Napoli", tuttopalermo.net.
  28. ^ a b Palermo, Miracolo a Milano..targato Delio Rossi, tuttopalermo.net.
  29. ^ Palermo, Stagione da record, tuttopalermo.net.
  30. ^ Palermo, Delio Rossi: "Sono qui per scelta", tuttopalermo.net.
  31. ^ Delio Rossi: "Ho detto no alla Fiorentina, alleno già una grande", palermo24.net.
  32. ^ Palermo, la rivoluzione Rossi, tuttopalermo.net.
  33. ^ Rossi sollevato dall'incarico, ilpalermocalcio.it.
  34. ^ Cosmi è il nuovo allenatore, ilpalermocalcio.it.
  35. ^ a b Stefano Saladin e Luigi Butera, Tuttosport, del 1º marzo 2011
  36. ^ Alessio D'Urso, La Gazzetta dello Sport, 6 aprile 2011.
  37. ^ Palermo, Rossi, il "Re" del Barbera, tuttopalermo.net.
  38. ^ Cosmi esonerato, richiamato Rossi, Ilpalermocalcio.it, 3 aprile 2011. URL consultato il 3 aprile 2011.
  39. ^ Palermo-Cesena 2-2, ilpalermocalcio.it.
  40. ^ Separazione consensuale tra il Palermo e Rossi, ilpalermocalcio.it.
  41. ^ Rossi e Zamparini: l'addio è ufficiale. Divergenze sul contratto e sul futuro, corrieredelmezzogiorno.corriere.it.
  42. ^ Palermo, divorzio con Rossi. Pioli in dirittura d'arrivo, gazzetta.it.
  43. ^ Parma-Palermo: le curiosità, ilpalermocalcio.it.
  44. ^ Rossi nuovo allenatore, it.violachannel.tv.
  45. ^ Delio Rossi-Fiorentina: contratto fino al 2013 con opzione per il 2014, fiorentina.it.
  46. ^ Coppa Italia: avanti la Fiorentina, sportmediaset.mediaset.it.
  47. ^ Fiorentina: Delio Rossi aggredisce Ljaic, ansa.it.
  48. ^ Andrea Della Valle: "Esonerato Delio Rossi", it.violachannel.tv.
  49. ^ Comunicato ufficiale n. 230 del 3 maggio 2012, cdn.legaseriea.it.
  50. ^ Delio Rossi fa causa alla Fiorentina, ilsecoloxix.it.
  51. ^ Licenziamento Delio Rossi, la Fiorentina vince la causa, violanews.com.
  52. ^ Comunicato stampa (PDF), sampdoria.it.
  53. ^ Delneri al Genoa, un sampdoriano in rossoblù: orgoglio e sacrilegio a Genova, blitzquotidiano.it, 25 ottobre 2012. URL consultato il 17 marzo 2014.
  54. ^ a b c Delio Rossi: 2 turni di squalifica, sportmediaset.mediaset.it, 11 febbraio 2013.
  55. ^ UFFICIALE: CARLO OSTI E DELIO ROSSI RINNOVANO PER ALTRI DUE ANNI, sampdoria.it.
  56. ^ "I'm not like Heynckes" . Delio Rossi plays down Juventus double, goal.com.
  57. ^ Sampdoria-Juventus 3-2, i campioni chiudono con un KO, repubblica.it.
  58. ^ Comunicato Stampa 11 novembre 2013 (PDF), sampdoria.it.
  59. ^ Delio Rossi è il nuovo allenatore del Bologna, bolognafc.it, 4 maggio 2015.
  60. ^ Il Bologna esonera Delio Rossi: in pole ora c'è Donadoni, in Gazzetta dello Sport, 28 ottobre 2015.

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