Antonio Cabrini

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Antonio Cabrini
Antonio Cabrini - Juventus FC.jpg
Cabrini in allenamento alla Juventus negli anni 1980
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178[1] cm
Peso 72[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1991 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-1970 non conosciuta San Giorgio
1970-1973 Cremonese
Squadre di club1
1973-1975 Cremonese 29 (2)
1975-1976 Atalanta 31 (1)
1976-1989 Juventus 297 (33)
1989-1991 Bologna 55 (2)
Nazionale
1975-1976 Italia Italia U-18 8 (0)
1976-1978 Italia Italia U-21 13 (0)
1977-1978 Italia Italia militare 6 (0)
1978-1979 Italia Italia B 2 (0)
1978-1987 Italia Italia 73 (9)
Carriera da allenatore
2000-2001 Arezzo
2001 Crotone
2004 Pisa
2005-2006 Novara
2007-2008 Siria Siria
2012-2017 Italia Italia Femminile
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 4 agosto 2017

Antonio Cabrini (Cremona, 8 ottobre 1957) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982.

Ritenuto uno dei primi terzini moderni, nonché uno dei maggiori interpreti del ruolo a livello mondiale,[2] legò il proprio nome principalmente alla Juventus, squadra in cui militò per tredici stagioni a cavallo degli anni 1970 e 1980, e di cui fu capitano dal 1988 al 1989. Insieme al portiere Dino Zoff, allo stopper Claudio Gentile e al libero Gaetano Scirea, compagni di squadra e di nazionale, Cabrini formò una delle migliori linee difensive della storia del calcio.[3]

Coi bianconeri ha vinto, tra altro, sei titoli di campione d'Italia e tutte le maggiori competizioni UEFA per club, primo giocatore — assieme al già citato Scirea — a raggiungere tale traguardo.[4] Disputò con la squadra torinese un totale di 352 partite in Serie A e realizzando 35 reti in un totale di quindici stagioni. In nazionale ha disputato 73 gare, di cui 10 da capitano, realizzando 9 reti.

Fu soprannominato Bell'Antonio e Fidanzato d'Italia in virtù della grande popolarità di cui godeva presso il pubblico femminile.[5]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Nato come ala sinistra, durante la militanza nelle giovanili della Cremonese il tecnico Nolli[6] — «È stato il mio vero scopritore, lui mi ha creato come giocatore»[7] — lo arretrò con successo in difesa: «quel giorno fu chiaro che il calcio cremonese aveva perso una discreta ala e guadagnato un promettente terzino sinistro», ricorderà Carlo Felice Chiesa.[6] Dai suoi precedenti trascorsi sulla fascia ereditò caratteristiche come «potenza e velocità», attraverso le quali reinventò il ruolo, emergendo come un «terzino-attaccante»[2] dal rendimento costante e molto prolifico sottorete — grazie a frequenti sganciamenti in avanti dove mise a frutto la sua notevole elevazione di testa e il suo tiro da fuori, nonché a una buona tecnica che gli permise di trovare il gol su punizione e dal dischetto.[7] È riconosciuto tra i migliori terzini al mondo della sua generazione, assieme a colleghi quali il francese Bossis, il tedesco Briegel, il brasiliano Júnior, il belga Renquin e l'inglese Sansom.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi a Cremona e Bergamo[modifica | modifica wikitesto]
Cabrini (a destra) agli esordi con la Cremonese nella prima metà degli anni 1970

Dopo i primi calci nel San Giorgio, squadra di Casalbuttano,[7] entrò e crebbe nel settore giovanile della Cremonese.[6] Esordì sedicenne nella prima squadra grigiorossa,[6] agli ordini di Battista Rota, collezionando 3 presenze nel campionato di Serie C 1973-1974 (debuttando sul campo dell'Empoli)[7] e diventando titolare la stagione seguente. Nel 1975 passò all'Atalanta, club che lo aveva nel frattempo acquistato in compartecipazione con la Juventus.[6][7] Nell'unica annata trascorsa a Bergamo disputò un positivo campionato di Serie B, con 35 presenze e 1 gol, al termine del quale venne riscattato dal club torinese.[6][7]

I successi alla Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Con la maglia bianconera debuttò il 13 febbraio 1977, all'età di diciannove anni, nella gara casalinga contro la Lazio terminata con la vittoria dei piemontesi per 2-0.[7] Nella sua prima stagione a Torino collezionò 7 presenze e 1 rete, conquistando da comprimario il suo primo scudetto. Bissò il successo tricolore nell'annata seguente in cui Cabrini, partito da rincalzo, sul finire del campionato venne promosso titolare dall'allenatore Giovanni Trapattoni,[6] divenendo in breve tra gli inamovibili della squadra juventina per il decennio a venire — con una sola flessione all'inizio del campionato 1978-1979 quando all'indomani del mundial argentino, quasi stordito dall'improvvisa fama, prestazioni sottotono fecero sì che sia Trapattoni in bianconero, sia Enzo Bearzot in azzurro, lo rispedissero temporaneamente in panchina.[7]

Cabrini (a destra) alla Juventus a metà degli anni 1980, a colloquio con il tecnico Trapattoni.

Presto ritrovata la titolarità, dopo la Coppa Italia vinta nel 1979 arrivarono per Cabrini altri due scudetti con la Vecchia Signora, nei campionati 1980-1981 e 1981-1982, in cui il terzino si mostrò sempre più avvezzo alla rete con 12 gol nell'arco dei due tornei. Negli anni seguenti con la maglia della Juventus conquistò, oltre a due nuovi scudetti che portarono a sei il suo computo personale, la seconda Coppa Italia nel 1983, la Coppa delle Coppe nel 1984 e, l'anno successivo, Supercoppa UEFA e Coppa dei Campioni, divenendo così uno dei primi giocatori (con alcuni compagni di squadra) a vincere le tre maggiori coppe europee (già nella stagione 1976-1977 aveva sollevato la Coppa UEFA) e, ulteriormente, tutte le competizioni internazionali per club con il trionfo sul finire dello stesso anno nella Coppa Intercontinentale.

Gli ultimi anni a Torino, l'epilogo a Bologna[modifica | modifica wikitesto]
Cabrini (a destra) al Bologna nel 1990, alle prese con il cesenate Đukić.

Continuò a giocare nella Juventus sino alla stagione 1988-1989, divenendo in quest'ultima anche capitano del club dopo il ritiro di Scirea. Stante l'impossibilità data dall'età e da una sempre più precaria forma fisica, di continuare a giocare su buoni livelli da terzino, nonché divergenze tattiche con Dino Zoff circa un suo possibile impiego da mediano, ruolo ambito da Cabrini ma in cui l'ex compagno di squadra, nel frattempo divenuto allenatore bianconero, gli preferì il giovane Marocchi,[8] nell'estate seguente lasciò dopo tredici anni Torino per accasarsi al Bologna. In Emilia disputò altre due stagioni in massima serie, raggiungendo inoltre nel 1991 i quarti di finale della Coppa UEFA, prima di chiudere la carriera agonistica nello stesso anno.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha fatto parte della nazionale Under-21.

Senza aver ancora esordito in nazionale A, Cabrini fu convocato dal commissario tecnico Enzo Bearzot per il campionato del mondo 1978 in Argentina. Fece il suo esordio il 2 giugno 1978, a vent'anni, nella partita Italia-Francia (2-1) disputata a Mar del Plata; si conquistò subito il posto in squadra, disputando tutte le partite della rassegna iridata chiusa dagli Azzurri al quarto posto, e venendo inoltre premiato dalla FIFA come miglior giovane dell'edizione.[9]

Un esordiente Cabrini (a destra) in nazionale ai Mondiali 1978, in marcatura sull'argentino Bertoni.

Il 20 settembre di quello stesso anno realizzò anche il suo primo gol in maglia azzurra, nella partita amichevole contro la Bulgaria (1-0) disputata a Torino. Dopo aver superato nel biennio 1978-1979 un breve periodo di appannamento all'indomani del mundial sudamericano, in cui rischiò di perdere il posto in azzurro (patendo la concorrenza di Aldo Maldera, Franco Baresi e soprattutto Nela),[7] tornò ben presto titolare inamovibile partecipando al campionato d'Europa 1980 dove l'Italia, padrona di casa, si classificò ancora quarta.

Fu poi tra i protagonisti del campionato del mondo 1982 in Spagna, dove gli Azzurri conquistarono il loro terzo titolo mondiale. Nel secondo turno, realizzò un gol nella partita vinta contro i campioni in carica dell'Argentina (2-1), mentre sbagliò un calcio di rigore nella finale di Madrid contro la Germania Ovest, quando il punteggio era ancora sullo 0-0; rimane l'unico giocatore ad aver fallito un penalty in una finale di Coppa del Mondo nei tempi regolamentari.

Cabrini (accosciato, al centro) nell'Italia vittoriosa ai Mondiali 1982

Con altri nove compagni già campioni del Mondo prese parte anche al campionato del mondo 1986 in Messico, dove l'Italia fu eliminata agli ottavi di finale dalla Francia. All'indomani della rassegna iridata nordamericana ereditò da Scirea la fascia di capitano degli Azzurri che portò sino al 17 ottobre 1987 quando, all'età di trent'anni, disputò la sua ultima partita in nazionale, a Berna, in una sfida contro la Svizzera valida per le qualificazioni al campionato europeo di calcio 1988. Dopodiché, sia per sempre più frequenti problemi fisici, sia per una sopravvenuta concorrenza nel ruolo con il più giovane De Agostini, scelse di svestire la maglia azzurra non accettando più le convocazioni del CT Azeglio Vicini.[10]

Totalizzò complessivamente 73 presenze e 9 reti in nazionale, record assoluto per un difensore, lasciando il testimone all'emergente Paolo Maldini.[2]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 giugno 2000 ha iniziato a lavorare come allenatore, debuttando alla guida dell'Arezzo, in Serie C1.[11] Il 20 giugno 2001 ha assunto la guida tecnica del Crotone, in Serie B,[12] venendo esonerato il successivo 18 ottobre per via degli scarsi risultati.[13] In seguito, dal febbraio[14] al novembre del 2004[15] ha allenato il Pisa, mentre nella stagione 2005-2006 si è seduto sulla panchina del Novara, in entrambi i casi ancora in C1. Tra il 2007 e il 2008 è stato commissario tecnico della Siria, lasciando l'incarico dopo sei mesi a causa della scarsa programmazione della nazionale asiatica.[16]

Cabrini nel 2008

Il 14 maggio 2012 viene scelto come il CT dell'Italia femminile.[17] Con le Azzurre inizia con l'Europeo 2013: l'Italia passa il primo turno assieme a Svezia e Danimarca, ma l'avventura termina ai quarti di finale contro la Germania. Alle qualificazioni al Mondiale 2015 termina il girone al secondo posto, alle spalle della Spagna, risultando poi tra le migliori seconde qualificate; alla semifinale play-off le italiane superano l'Ucraina, tuttavia nella finale che metteva in palio l'ultimo pass mondiale, escono sconfitte contro i Paesi Bassi.

Sotto la guida di Cabrini, le Azzurre si qualificano quindi per l'Europeo 2017, chiudendo alle spalle della Svizzera il proprio gruppo qualificatorio. Nella fase finale, inserita in un "girone di ferro" con Germania, Svezia e Russia, le sconfitte contro russe e tedesche precludono ulteriori ambizioni alle italiane, che solo nell'ultima e ininfluente giornata ottengono la loro unica vittoria nella competizione, superando le scandinave. Al termine di tale match, Cabrini lascia la panchina dell'Italia femminile dopo cinque anni.[18]

Fuori dal campo[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 settembre 2008 partecipò come concorrente alla sesta edizione del programma televisivo L'isola dei famosi,[19] ritirandosi tuttavia dopo tre settimane a causa di un'ernia. Nello stesso anno si è cimentato come scrittore pubblicando il suo primo romanzo, Ricatto perfetto.[20][21] Sempre in televisione, nel 2010 è stato telecronista per Dahlia TV.

Nell'estate del 2009 entrò a far parte dell'Italia dei Valori, divenendo responsabile dello sport per il Lazio del movimento politico guidato da Antonio Di Pietro.[22]

Così come Gianni Rivera e Antonio Di Natale, nel 2012 non ha condiviso l'appello al coming out per i calciatori gay lanciato dall'allora commissario tecnico degli azzurri nonché ex compagno di squadra, Cesare Prandelli, affermando che: «è a discrezione personale, ma è chiaro che il mondo del calcio non è proprio quello ideale per dichiararsi, porterebbe di sicuro dei problemi. Negli stadi c'è molta ignoranza sul tema della diversità, basta vedere come vengono trattati i calciatori stranieri, si immagini che cosa accadrebbe se un giocatore in attività si dichiarasse, quale sarebbe la pressione mediatica sulla squadra, i compagni, l'ambiente».[23]

È stato ambassador per Expo Milano 2015.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
2-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Mondiali 1978 - 1º Turno -
6-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º Turno -
10-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º Turno -
14-6-1978 Buenos Aires Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º Turno -
18-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º Turno -
21-6-1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º Turno -
24-6-1978 Buenos Aires Brasile Brasile 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 3-4 Posto - 4º Posto
20-9-1978 Torino Italia Italia 1 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole 1
23-9-1978 Firenze Italia Italia 1 – 0 Turchia Turchia Amichevole -
8-11-1978 Bratislava Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Amichevole -
21-12-1978 Roma Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Amichevole -
24-2-1979 Milano Italia Italia 3 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
26-5-1979 Roma Italia Italia 2 – 2 Argentina Argentina Amichevole -
26-9-1979 Firenze Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
16-2-1980 Napoli Italia Italia 2 – 1 Romania Romania Amichevole -
15-3-1980 Milano Italia Italia 1 – 0 Uruguay Uruguay Amichevole -
19-4-1980 Torino Italia Italia 2 – 2 Polonia Polonia Amichevole -
12-6-1980 Milano Italia Italia 0 – 0 Spagna Spagna Euro 1980 - 1º Turno -
21-6-1980 Napoli Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1 dts
(9-8 dcr)
Italia Italia Euro 1980 - 3-4 Posto - 4º Posto
24-9-1980 Genova Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
1-11-1980 Roma Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Qual. Mondiali 1982 -
15-11-1980 Torino Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Qual. Mondiali 1982 1
6-12-1980 Atene Grecia Grecia 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
3-1-1981 Montevideo Uruguay Uruguay 2 – 0 Italia Italia Mundialito -
25-2-1981 Roma Italia Italia 0 – 3 Europa Europa Amichevole -
19-4-1981 Udine Italia Italia 0 – 0 Germania Est Germania Est Amichevole -
3-6-1981 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
23-9-1981 Bologna Italia Italia 3 – 2 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
17-10-1981 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
14-11-1981 Torino Italia Italia 1 – 1 Grecia Grecia Qual. Mondiali 1982 -
5-12-1981 Napoli Italia Italia 1 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Euro 1984 -
23-2-1982 Parigi Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Amichevole -
28-5-1982 Ginevra Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole 1
14-6-1982 Vigo Italia Italia 0 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - 1º Turno -
18-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Perù Perù Mondiali 1982 - 1º Turno -
23-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Camerun Camerun Mondiali 1982 - 1º Turno -
29-6-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1982 - 2º Turno 1
5-7-1982 Barcellona Italia Italia 3 – 2 Brasile Brasile Mondiali 1982 - 2º Turno -
8-7-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - Semif. -
11-7-1982 Madrid Italia Italia 3 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1982 - Finale - 3º Titolo Mondiale
27-10-1982 Roma Italia Italia 0 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole -
12-2-1983 Limassol Cipro Cipro 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
16-4-1983 Bucarest Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
29-5-1983 Göteborg Svezia Svezia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
5-10-1983 Bari Italia Italia 3 – 0 Grecia Grecia Amichevole 1
15-10-1983 Napoli Italia Italia 0 – 3 Svezia Svezia Qual. Euro 1984 -
16-11-1983 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
22-l2-1983 Perugia Italia Italia 3 – 1 Cipro Cipro Qual. Euro 1984 1
4-2-1984 Roma Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole -
3-3-1984 Istanbul Turchia Turchia 1 – 2 Italia Italia Amichevole 1
7-4-1984 Verona Italia Italia 1 – 1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
26-9-1984 Milano Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole 1
3-11-1984 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole 1
8-12-1984 Pescara Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Amichevole -
5-2-1985 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
13-3-1985 Atene Grecia Grecia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
3-4-1985 Ascoli Piceno Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole -
2-6-1985 Città del Messico Messico Messico 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
6-6-1985 Città del Messico Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
25-9-1985 Lecce Italia Italia 1 – 2 Norvegia Norvegia Amichevole -
16-11-1985 Chorzów Polonia Polonia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
5-2-1986 Avellino Italia Italia 1 – 2 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
26-3-1986 Udine Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Amichevole -
11-5-1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole -
31-5-1986 Città del Messico Italia Italia 1 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º Turno -
5-6-1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º Turno -
10-6-1986 Puebla Italia Italia 3 – 2 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º Turno -
17-6-1986 Città del Messico Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Mondiali 1986 - Ottavi -
15-11-1986 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1988 -
24-1-1987 Bergamo Italia Italia 5 – 0 Malta Malta Qual. Euro 1988 -
14-2-1987 Lisbona Portogallo Portogallo 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
23-9-1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
17-10-1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
Totale Presenze (17º posto) 73 Reti (34º posto) 9

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1985-1986
Juventus: 1978-1979, 1982-1983
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Cabrini (a destra), con i compagni di squadra Tardelli e Brio — e con indosso le maglie degli avversari del Liverpool —, mostra ai tifosi la targa della Supercoppa UEFA 1984 vinta con la Juventus.
Juventus: 1976-1977
Juventus: 1983-1984
Juventus: 1984
Juventus: 1984-1985
Juventus: 1985

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Spagna 1982

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Argentina 1978

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Panini, p. 39.
  2. ^ a b c Bartoletti.
  3. ^ Rizzo.
  4. ^ Lahm e i suoi fratelli: i giocatori mai espulsi, it.uefa.com, 8 febbraio 2017.
  5. ^ Maurizio Ternavasio, Antonio Cabrini compie 50 anni, lastampa.it, 7 ottobre 2007. (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).
  6. ^ a b c d e f g Chiesa, Attore protagonista, p. 870.
  7. ^ a b c d e f g h i j Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Antonio CABRINI, tuttojuve.com, 8 ottobre 2013.
  8. ^ Giorgio Comaschi, 'Lascio la Juve che non c'è più', in la Repubblica, 30 giugno 1989.
  9. ^ (EN) Best Young Player Award - FIFA World Cup™ Final, fifa.com. (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2013).
  10. ^ Cabrini, 'nazionale addio', in la Repubblica, 10 novembre 1987.
  11. ^ Giancarla Ghisi e Alberto Costa, Il Milan perde il derby: Farinos all'Inter, in Corriere della Sera, 10 giugno 2000, p. 44. (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  12. ^ Cabrini ha firmato: allenerà il Crotone per un anno, ilcrotonese.it, 20 giugno 2001.
  13. ^ Esonero Cabrini: decisivi gli scarsi risultati, ilcrotonese.it, 18 ottobre 2001.
  14. ^ Fabio Lugarini, Pisa: è Antonio Cabrini il nuovo allenatore, cittadellaspezia.com, 12 febbraio 2004.
  15. ^ Alessio Carli, Cabrini-Pisa, è oggi il divorzio, in La Gazzetta dello Sport, 18 novembre 2004.
  16. ^ Luca De Carolis, Cabrini, il mister delle donne: "Meno soldi e copertine, ma lavorano più degli uomini", ilfattoquotidiano.it, 18 ottobre 2012.
  17. ^ È Cabrini il nuovo allenatore: “Grazie alla Figc, grande opportunità”, figc.it, 14 maggio 2012.
  18. ^ Annunciati i nuovi tecnici delle Nazionali: all'U.21 confermato Di Biagio, Bertolini alla Femminile, figc.it, 4 agosto 2017.
  19. ^ Antonio Cabrini, isola.rai.it. (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2013).
  20. ^ Mario D'Ascoli, Clamoroso Cabrini: e se la Juve quest'anno vincesse 3 scudetti?, club.quotidianonet.ilsole24ore.com, 13 gennaio 2009.
  21. ^ Emanuele Bigi, Il bell'Antonio del calcio si dà al noir, spettacoli.tiscali.it.
  22. ^ Antonio Cabrini sceglie la politica: in campo con Di Pietro, ilsole24ore.com, 24 giugno 2009.
  23. ^ Di Natale replica al ct "Sbagliato fare coming out", repubblica.it, 2 maggio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marino Bartoletti, CABRINI, Antonio, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002, p. 640.
  • Sergio Rizzo, GENTILE, Claudio, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002, p. 696.
  • Elio Corbani, Pietro Serina, Cent'anni di Atalanta, Vol. 2, Bergamo, SESAAB, 2007, ISBN 978-88-903088-0-2.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Modena, Panini, 2012.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, 55ª puntata, Roma, Guerin Sportivo, ottobre 2016, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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