Antonio Cabrini

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Antonio Cabrini
Antonio Cabrini - Juventus FC.jpg
Cabrini in allenamento alla Juventus negli anni 1980
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178[1] cm
Peso 72[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1991 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-1970non conosciuta San Giorgio
1970-1973Cremonese
Squadre di club1
1973-1975Cremonese29 (2)
1975-1976Atalanta35 (1)
1976-1989Juventus297 (33)[2]
1989-1991Bologna55 (2)
Nazionale
1975-1976Italia Italia U-188 (0)
1976-1978Italia Italia U-2113 (0)
1977-1978Italia Italia militare6 (0)
1978-1979Italia Italia B2 (0)
1978-1987Italia Italia73 (9)
Carriera da allenatore
2000-2001Arezzo
2001Crotone
2004Pisa
2005-2006Novara
2007-2008Siria Siria
2012-2017Italia ItaliaFemminile
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 4 agosto 2017

Antonio Cabrini (Cremona, 8 ottobre 1957) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982.

Ritenuto uno dei primi terzini moderni, nonché uno dei maggiori interpreti del ruolo a livello mondiale,[3] legò il proprio nome principalmente alla Juventus, squadra nella quale militò per tredici stagioni a cavallo degli anni 1970 e 1980, e di cui fu capitano dal 1988 al 1989. Insieme al portiere Dino Zoff, allo stopper Claudio Gentile e al libero Gaetano Scirea, compagni di squadra e di nazionale, Cabrini formò una delle migliori linee difensive della storia del calcio.[4]

Coi bianconeri ha totalizzato 440 partite e 52 reti, vincendo sei scudetti, due Coppe Italia e tutte le maggiori competizioni UEFA per club: primo giocatore (assieme al già citato Scirea) a raggiungere tale traguardo.[5] In nazionale ha disputato 73 gare realizzando 9 gol, che lo rendono il difensore più prolifico nella storia degli Azzurri.[6]

Più volte candidato al Pallone d'oro, si classificò 13º nel 1978.[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu soprannominato Bell'Antonio e Fidanzato d'Italia in virtù della grande popolarità di cui godeva presso il pubblico femminile.[8]

Il 15 settembre 2008 partecipò come concorrente alla sesta edizione del programma televisivo L'isola dei famosi,[9] ritirandosi tuttavia dopo tre settimane a causa di un'ernia. Nello stesso anno si è cimentato come scrittore pubblicando il suo primo romanzo, Ricatto perfetto.[10][11] Sempre in televisione, nel 2010 è stato telecronista per Dahlia TV.

Nell'estate 2009 entrò a far parte dell'Italia dei Valori, divenendo responsabile dello sport per il Lazio del movimento politico guidato da Antonio Di Pietro.[12]

Così come Gianni Rivera e Antonio Di Natale, nel 2012 non ha condiviso l'appello al coming out per i calciatori gay lanciato dall'allora commissario tecnico degli azzurri nonché ex compagno di squadra, Cesare Prandelli, affermando che: «è a discrezione personale, ma è chiaro che il mondo del calcio non è proprio quello ideale per dichiararsi, porterebbe di sicuro dei problemi. Negli stadi c'è molta ignoranza sul tema della diversità, basta vedere come vengono trattati i calciatori stranieri, si immagini che cosa accadrebbe se un giocatore in attività si dichiarasse, quale sarebbe la pressione mediatica sulla squadra, i compagni, l'ambiente».[13]

È stato ambassador per Expo Milano 2015.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Nato come ala sinistra, durante la militanza nelle giovanili della Cremonese il tecnico Nolli[14] — «È stato il mio vero scopritore, lui mi ha creato come giocatore»[15] — lo arretrò con successo in difesa: «quel giorno fu chiaro che il calcio cremonese aveva perso una discreta ala e guadagnato un promettente terzino sinistro», ricorderà Carlo Felice Chiesa.[14]

Dai suoi precedenti trascorsi sulla fascia ereditò caratteristiche come «potenza e velocità» attraverso le quali reinventò il ruolo, emergendo come un «terzino-attaccante»[3] dal rendimento costante e molto prolifico sottorete grazie a frequenti sganciamenti in avanti, dove mise a frutto la sua notevole elevazione e il suo tiro da lontano, nonché a una buona tecnica che lo rese un valido esecutore di punizioni e rigori.[15] È riconosciuto tra i migliori terzini al mondo della sua generazione, assieme a colleghi quali il francese Bossis, il tedesco Briegel, il brasiliano Júnior, il belga Renquin e l'inglese Sansom.[15]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi a Cremona e Bergamo[modifica | modifica wikitesto]
Cabrini (a destra) agli esordi con la Cremonese nella prima metà degli anni 1970

Dopo i primi calci nel San Giorgio, squadra di Casalbuttano,[15] entrò e crebbe nel settore giovanile della Cremonese.[14] Esordì sedicenne nella prima squadra grigiorossa,[14] agli ordini di Battista Rota, collezionando 3 presenze nel campionato di Serie C 1973-1974 (debuttando sul campo dell'Empoli)[15] e diventando titolare la stagione seguente. Nel 1975 passò all'Atalanta, club che lo aveva nel frattempo acquistato in compartecipazione con la Juventus.[14][15] Nell'unica annata trascorsa a Bergamo disputò un positivo campionato di Serie B, con 35 presenze e 1 gol, al termine del quale venne riscattato dal club torinese.[14][15]

I successi alla Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Con la maglia bianconera debuttò il 13 febbraio 1977, all'età di diciannove anni, nella gara casalinga contro la Lazio terminata con la vittoria dei piemontesi per 2-0.[15] Nella sua prima stagione a Torino collezionò 7 presenze e 1 rete, conquistando da comprimario il suo primo scudetto.

Bissò il successo tricolore nell'annata seguente: partito da rincalzo, sul finire del campionato venne promosso titolare dall'allenatore Giovanni Trapattoni,[14] affermandosi come «rivelazione» del torneo[16] e divenendo in breve tra gli inamovibili della squadra juventina per il decennio a venire — con una sola flessione all'inizio del campionato 1978-1979 quando all'indomani del mundial argentino, quasi stordito dall'improvvisa fama, prestazioni sottotono fecero sì che sia Trapattoni in bianconero, sia Enzo Bearzot in azzurro, lo rispedissero temporaneamente in panchina.[15]

Cabrini (a destra) alla Juventus nel campionato 1985-1986, a colloquio con il tecnico Trapattoni.

Presto ritrovata la titolarità, dopo la Coppa Italia vinta nel 1979 arrivarono per Cabrini altri due scudetti con la Vecchia Signora, nei campionati 1980-1981 e 1981-1982. In questi due campionati il terzino mostrò sempre maggior confidenza con la rete, realizzando 12 gol complessivi.

Negli anni seguenti conquistò con la maglia della Juventus, oltre ad altri due scudetti che portarono a sei il suo bottino personale, la seconda Coppa Italia nel 1983, la Coppa delle Coppe nel 1984 e, l'anno successivo, Supercoppa UEFA e Coppa dei Campioni, divenendo così uno dei primi giocatori (con alcuni compagni di squadra) a vincere le tre maggiori coppe europee (già nella stagione 1976-1977 aveva sollevato la Coppa UEFA); nello stesso anno arrivò inoltre a conquistare tutte le competizioni internazionali per club grazie al trionfo nella Coppa Intercontinentale, divenendo il primo, assieme al compagno di squadra Gaetano Scirea, a raggiungere tale traguardo sportivo.[17]

Gli ultimi anni a Torino, l'epilogo a Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Cabrini continuò a giocare nella Juventus fino alla stagione 1988-1989, diventando in quest'ultima anche capitano dopo il ritiro di Scirea.

Cabrini (a destra) al Bologna nel 1990, alle prese con il cesenate Đukić.

L'avanzare dell'età, i primi problemi fisici, nonché divergenze tattiche con Dino Zoff circa un suo possibile impiego da mediano, ruolo ambito da Cabrini ma in cui l'ex compagno di squadra, nel frattempo divenuto allenatore bianconero, gli preferì il giovane Marocchi,[18] lo indussero nell'estate seguente a lasciare Torino dopo tredici anni, 297 partite in Serie A e 33 reti, per accasarsi al Bologna.

In Emilia disputò altre due stagioni in massima serie, raggiungendo inoltre nel 1991 i quarti di finale della Coppa UEFA, prima di chiudere la carriera agonistica nello stesso anno.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nazionali giovanili[modifica | modifica wikitesto]

In ambito giovanile, nella seconda metà degli anni 1970 ha fatto parte delle nazionali Under-18 e Under-21 italiane, oltreché della nazionale militare e di quella cadetta.

Nazionale maggiore[modifica | modifica wikitesto]
1978-1982[modifica | modifica wikitesto]
Un esordiente Cabrini (a destra) in nazionale ai Mondiali 1978, in marcatura sull'argentino Bertoni.

Senza aver ancora esordito in nazionale A, e addirittura senza vantare un posto di rilievo nella sua squadra di club, sul promettente Cabrini scommise il commissario tecnico degli Azzurri, Enzo Bearzot, il quale lo convocò per il campionato del mondo 1978 in Argentina, preferendolo al fin lì titolare Aldo Maldera.[19] Fece il suo esordio il 2 giugno 1978, a vent'anni, nella partita Italia-Francia (2-1) disputata a Mar del Plata; conquistato il posto di titolare, giocò tutte le partite della rassegna iridata, chiusa dagli Azzurri al quarto posto, venendo inoltre premiato dalla FIFA come miglior giovane dell'edizione.[20]

Il 20 settembre di quello stesso anno realizzò anche il suo primo gol in maglia azzurra, nella partita amichevole contro la Bulgaria (1-0) disputata a Torino. Dopo aver superato nel biennio 1978-1979 un breve periodo di appannamento all'indomani del mundial sudamericano, in cui rischiò di perdere il posto in azzurro — patendo la concorrenza del succitato Maldera e del più giovane Franco Baresi,[15] oltreché di un Oriali non ancora dirottato a centrocampo[19] —, tornò ben presto titolare inamovibile, partecipando al campionato d'Europa 1980 dove l'Italia, padrona di casa, si classificò ancora quarta.

Cabrini (accosciato, al centro) nell'Italia vittoriosa ai Mondiali 1982

Nella prima metà degli anni 1980, vinta anche la concorrenza di nuovi rivali nel frattempo emersi nella Serie A del tempo — Luciano Marangon[19] ma soprattutto Nela[15][19] —, fu poi tra i protagonisti del campionato del mondo 1982 in Spagna dove gli Azzurri conquistarono il loro terzo titolo mondiale: nel secondo turno realizzò un gol nella partita vinta contro i campioni in carica dell'Argentina (2-1), mentre sbagliò un calcio di rigore nella finale di Madrid contro la Germania Ovest (3-1), quando il punteggio era ancora a reti bianche; rimane l'unico giocatore ad aver fallito un penalty in una finale di Coppa del Mondo nei tempi regolamentari.

1983-1987[modifica | modifica wikitesto]

Con altri nove compagni già campioni del mondo, continuò a far parte del gruppo storico della nazionale nella prima metà degli anni 1980, senza tuttavia più raggiungere risultati di rilievo. La fallita qualificazione al campionato d'Europa 1984 fu un primo campanello d'allarme circa il declino della generazione mundial, poi esploso al campionato del mondo 1986 in Messico, torneo in cui l'Italia fu eliminata negli ottavi di finale dalla Francia, e in cui lo stesso Cabrini fu suo malgrado tra i peggiori della spedizione italiana.[21]

Ciò nonostante, all'indomani della rassegna iridata nordamericana ereditò da Scirea la fascia di capitano della nazionale, e con l'avvio del nuovo ciclo di Azeglio Vicini fu inizialmente «tra i pochi vecchi a rimanere» nel giro azzurro;[19] tuttavia di lì a breve, sia per sempre più frequenti problemi fisici, sia per una sopravvenuta concorrenza nel ruolo — nell'immediato con il più giovane De Agostini,[22] ma soprattutto con l'astro nascente Paolo Maldini[19] a cui lascerà di fatto il testimone[3] — decise di svestire la maglia azzurra non accettando più convocazioni:[22] «una scelta che fece scalpore, perché non erano ancora i tempi in cui ci si poteva chiamare fuori dalla causa azzurra: magari si faceva in modo di non farsi convocare [...], ma di certo nessuno aveva prima di lui mai annunciato l'addio all'Italia con un comunicato all'ANSA».[19]

Disputò la sua ultima partita in nazionale il 17 ottobre 1987 a Berna, all'età di trent'anni, in una sfida contro la Svizzera valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 1988. Con l'Italia totalizzò 73 presenze (9 delle quali da capitano)[23] e 9 reti, record di marcature tra i difensori azzurri.[6]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Cabrini nel 2008

Il 10 giugno 2000 ha iniziato a lavorare come allenatore, debuttando alla guida dell'Arezzo, in Serie C1.[24] Il 20 giugno 2001 ha assunto la guida tecnica del Crotone, in Serie B,[25] venendo esonerato il successivo 18 ottobre per via degli scarsi risultati.[26] In seguito, dal febbraio[27] al novembre del 2004[28] ha allenato il Pisa, mentre nella stagione 2005-2006 si è seduto sulla panchina del Novara, in entrambi i casi ancora in C1. Tra il 2007 e il 2008 è stato commissario tecnico della Siria, lasciando l'incarico dopo sei mesi a causa della scarsa programmazione della nazionale asiatica.[29]

Il 14 maggio 2012 viene scelto come il CT dell'Italia femminile.[30] Con le Azzurre inizia con l'Europeo 2013: l'Italia passa il primo turno assieme a Svezia e Danimarca, ma l'avventura termina ai quarti di finale contro la Germania. Alle qualificazioni al Mondiale 2015 termina il girone al secondo posto, alle spalle della Spagna, risultando poi tra le migliori seconde qualificate; alla semifinale play-off le italiane superano l'Ucraina, tuttavia nella finale che metteva in palio l'ultimo pass mondiale, escono sconfitte contro i Paesi Bassi.

Sotto la guida di Cabrini, le Azzurre si qualificano quindi per l'Europeo 2017, chiudendo alle spalle della Svizzera il proprio gruppo qualificatorio. Nella fase finale, inserita in un "girone di ferro" con Germania, Svezia e Russia, le sconfitte contro russe e tedesche precludono ulteriori ambizioni alle italiane, che solo nell'ultima e ininfluente giornata ottengono la loro unica vittoria nella competizione, superando le scandinave. Al termine di tale match, Cabrini lascia la panchina dell'Italia femminile dopo cinque anni.[31]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1973-1974 Italia Cremonese C 3 0 CIS ? ? - - - - - - 3 0
1974-1975 C 26 2 CIS ? ? - - - - - - 26 2
Totale Cremonese 29 2 ? ? 29 2
1975-1976 Italia Atalanta B 35 1 CI ? ? - - - - - - 35 1
1976-1977 Italia Juventus A 7 1 CI 0 0 CU 2 0 - - - 9 1
1977-1978 A 15 0 CI 2 0 CC 8 0 - - - 25 0
1978-1979 A 21 2 CI 9 1 CC 2 0 - - - 32 3
1979-1980 A 26 1 CI 3 0 CdC 7 2 - - - 36 3
1980-1981 A 28 7 CI 8 3 CU 2 1 - - - 38 11
1981-1982 A 29 5 CI 4 0 CC 4 0 - - - 37 5
1982-1983 A 25 1 CI 8 1 CC 8 1 - - - 41 3
1983-1984 A 29 5 CI 6 2 CdC 9 1 - - - 44 8
1984-1985 A 30 0 CI 8 1 CC 9 0 SU 1 0 48 1
1985-1986 A 30 2 CI 6 0 CC 6 1 CInt 1 0 43 3
1986-1987 A 17 4 CI 5 0 CC 3 2 - - - 25 6
1987-1988 A 25+1[32] 3+0 CI 9 0 CU 3 2 - - - 38 5
1988-1989 A 15 2 CI 4 1 CC 5 0 - - - 24 3
Totale Juventus 297+1 33+0 72 9 68 10 2 0 440 52
1989-1990 Italia Bologna A 32 0 CI 4 0 - - - - - - 36 0
1990-1991 A 23 2 CI 2 0 - - - - - - 25 2
Totale Bologna 55 2 6 0 61 2
Totale carriera 417 38 78 9 68 10 2 0 565 57

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
2-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Mondiali 1978 - 1º turno -
6-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º turno -
10-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º turno -
14-6-1978 Buenos Aires Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
18-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º turno -
21-6-1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
24-6-1978 Buenos Aires Brasile Brasile 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 3º-4º posto - 4º posto
20-9-1978 Torino Italia Italia 1 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole 1
23-9-1978 Firenze Italia Italia 1 – 0 Turchia Turchia Amichevole -
8-11-1978 Bratislava Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Amichevole -
21-12-1978 Roma Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Amichevole -
24-2-1979 Milano Italia Italia 3 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
26-5-1979 Roma Italia Italia 2 – 2 Argentina Argentina Amichevole -
26-9-1979 Firenze Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
16-2-1980 Napoli Italia Italia 2 – 1 Romania Romania Amichevole -
15-3-1980 Milano Italia Italia 1 – 0 Uruguay Uruguay Amichevole -
19-4-1980 Torino Italia Italia 2 – 2 Polonia Polonia Amichevole -
12-6-1980 Milano Italia Italia 0 – 0 Spagna Spagna Euro 1980 - 1º turno -
21-6-1980 Napoli Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1 dts
(9-8 dcr)
Italia Italia Euro 1980 - 3º-4º posto - 4º posto
24-9-1980 Genova Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
1-11-1980 Roma Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Qual. Mondiali 1982 -
15-11-1980 Torino Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Qual. Mondiali 1982 1
6-12-1980 Atene Grecia Grecia 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
3-1-1981 Montevideo Uruguay Uruguay 2 – 0 Italia Italia Mundialito -
25-2-1981 Roma Italia Italia 0 – 3 Europa Europa Amichevole -
19-4-1981 Udine Italia Italia 0 – 0 Germania Est Germania Est Amichevole -
3-6-1981 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
23-9-1981 Bologna Italia Italia 3 – 2 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
17-10-1981 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
14-11-1981 Torino Italia Italia 1 – 1 Grecia Grecia Qual. Mondiali 1982 -
5-12-1981 Napoli Italia Italia 1 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Euro 1984 -
23-2-1982 Parigi Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Amichevole -
28-5-1982 Ginevra Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole 1
14-6-1982 Vigo Italia Italia 0 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - 1º turno -
18-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Perù Perù Mondiali 1982 - 1º turno -
23-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Camerun Camerun Mondiali 1982 - 1º turno -
29-6-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1982 - 2º turno 1
5-7-1982 Barcellona Italia Italia 3 – 2 Brasile Brasile Mondiali 1982 - 2º turno -
8-7-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - Semif. -
11-7-1982 Madrid Italia Italia 3 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1982 - Finale - 3º titolo mondiale
27-10-1982 Roma Italia Italia 0 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole -
12-2-1983 Limassol Cipro Cipro 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
16-4-1983 Bucarest Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
29-5-1983 Göteborg Svezia Svezia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
5-10-1983 Bari Italia Italia 3 – 0 Grecia Grecia Amichevole 1
15-10-1983 Napoli Italia Italia 0 – 3 Svezia Svezia Qual. Euro 1984 -
16-11-1983 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
22-l2-1983 Perugia Italia Italia 3 – 1 Cipro Cipro Qual. Euro 1984 1
4-2-1984 Roma Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole -
3-3-1984 Istanbul Turchia Turchia 1 – 2 Italia Italia Amichevole 1
7-4-1984 Verona Italia Italia 1 – 1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
26-9-1984 Milano Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole 1
3-11-1984 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole 1
8-12-1984 Pescara Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Amichevole -
5-2-1985 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
13-3-1985 Atene Grecia Grecia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
3-4-1985 Ascoli Piceno Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole -
2-6-1985 Città del Messico Messico Messico 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
6-6-1985 Città del Messico Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
25-9-1985 Lecce Italia Italia 1 – 2 Norvegia Norvegia Amichevole -
16-11-1985 Chorzów Polonia Polonia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
5-2-1986 Avellino Italia Italia 1 – 2 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
26-3-1986 Udine Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Amichevole -
11-5-1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole -
31-5-1986 Città del Messico Italia Italia 1 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º turno -
5-6-1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º turno -
10-6-1986 Puebla Italia Italia 3 – 2 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º turno -
17-6-1986 Città del Messico Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Mondiali 1986 - Ottavi -
15-11-1986 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1988 -
24-1-1987 Bergamo Italia Italia 5 – 0 Malta Malta Qual. Euro 1988 -
14-2-1987 Lisbona Portogallo Portogallo 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
23-9-1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
17-10-1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
Totale Presenze (17º posto) 73 Reti (34º posto) 9

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
2000-2001 Italia Arezzo C1 34 16 6 12 CI-C 4 1 2 1 - - - - - - - - - - 38 17 8 13 44,74
ago.-ott. 2001 Italia Crotone B 8 2 2 4 CI 3 1 0 2 - - - - - - - - - - 11 3 2 6 27,27
feb.-mag. 2004 Italia Pisa C1 13 7 4 2 - - - - - - - - - - - - - - - 13 7 4 2 53,85
ago.-nov. 2004 C1 10 3 3 4 CI-C 5 3 2 0 - - - - - - - - - - 15 6 5 4 40,00
Totale Pisa 23 10 7 6 5 3 2 0 28 13 9 6 46,43
2005-2006 Italia Novara C1 34 12 12 10 CI-C 7 6 0 1 - - - - - - - - - - 41 18 12 11 43,90
Totale carriera 99 40 27 32 19 11 4 4 118 51 31 36 43,22

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Difensore italiano con più gol realizzati in nazionale (9).[6]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1985-1986
Juventus: 1978-1979, 1982-1983
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Cabrini (a destra), con i compagni di squadra Tardelli e Brio — e con indosso le maglie degli avversari del Liverpool —, mostra ai tifosi la targa della Supercoppa UEFA 1984 vinta con la Juventus.
Juventus: 1976-1977
Juventus: 1983-1984
Juventus: 1984
Juventus: 1984-1985
Juventus: 1985

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Spagna 1982

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Argentina 1978

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Collare d'oro al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al Merito Sportivo
— Roma, 19 dicembre 2017.[33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gazzetta, p. 39.
  2. ^ 298 (33) se si considera anche lo spareggio per l'accesso alla Coppa UEFA 1988-1989 disputato il 23 maggio 1988 contro il Torino.
  3. ^ a b c Bartoletti.
  4. ^ Rizzo.
  5. ^ Lahm e i suoi fratelli: i giocatori mai espulsi, su it.uefa.com, 8 febbraio 2017.
  6. ^ a b c Giuseppe Bagnati, I difensori e il vizio del gol. Facchetti il top, poi Matrix, su gazzetta.it, 27 ottobre 2009.
  7. ^ Giorgio Dell'Arti, Biografia di Antonio Cabrini, su cinquantamila.it, 14 novembre 2013.
  8. ^ Maurizio Ternavasio, Antonio Cabrini compie 50 anni, su lastampa.it, 7 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).
  9. ^ Antonio Cabrini, su isola.rai.it (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2008).
  10. ^ Mario D'Ascoli, Clamoroso Cabrini: e se la Juve quest'anno vincesse 3 scudetti? [collegamento interrotto], su club.quotidianonet.ilsole24ore.com, 13 gennaio 2009.
  11. ^ Emanuele Bigi, Il bell'Antonio del calcio si dà al noir, su spettacoli.tiscali.it.
  12. ^ Antonio Cabrini sceglie la politica: in campo con Di Pietro, su ilsole24ore.com, 24 giugno 2009.
  13. ^ Di Natale replica al ct "Sbagliato fare coming out", su repubblica.it, 2 maggio 2012.
  14. ^ a b c d e f g Chiesa, Attore protagonista, p. 870.
  15. ^ a b c d e f g h i j k Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Antonio CABRINI, su tuttojuve.com, 8 ottobre 2013.
  16. ^ Bruno Bernardi, Uno per uno i 16 dello scudetto, in Stampa Sera, 2 maggio 1978, p. 15.
  17. ^ Juve, sei proprio la più grande, in La Stampa, 9 dicembre 1985, p. 15.
  18. ^ Giorgio Comaschi, 'Lascio la Juve che non c'è più', in la Repubblica, 30 giugno 1989.
  19. ^ a b c d e f g Stefano Olivari, L'addio azzurro di Cabrini, su guerinsportivo.it, 9 novembre 2017.
  20. ^ (EN) Best Young Player Award - FIFA World Cup™ Final, su fifa.com (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2013).
  21. ^ Alla ricerca dell'Italia perduta, in la Repubblica, 3 agosto 1986, p. 26.
  22. ^ a b Cabrini, 'nazionale addio', in la Repubblica, 10 novembre 1987.
  23. ^ Nazionale in cifre - Capitani, su figc.it.
  24. ^ Giancarla Ghisi e Alberto Costa, Il Milan perde il derby: Farinos all'Inter, in Corriere della Sera, 10 giugno 2000, p. 44 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  25. ^ Cabrini ha firmato: allenerà il Crotone per un anno, su ilcrotonese.it, 20 giugno 2001.
  26. ^ Esonero Cabrini: decisivi gli scarsi risultati, su ilcrotonese.it, 18 ottobre 2001.
  27. ^ Fabio Lugarini, Pisa: è Antonio Cabrini il nuovo allenatore, su cittadellaspezia.com, 12 febbraio 2004.
  28. ^ Alessio Carli, Cabrini-Pisa, è oggi il divorzio, in La Gazzetta dello Sport, 18 novembre 2004.
  29. ^ Luca De Carolis, Cabrini, il mister delle donne: "Meno soldi e copertine, ma lavorano più degli uomini", su ilfattoquotidiano.it, 18 ottobre 2012.
  30. ^ È Cabrini il nuovo allenatore: “Grazie alla Figc, grande opportunità”, su figc.it, 14 maggio 2012.
  31. ^ Annunciati i nuovi tecnici delle Nazionali: all'U.21 confermato Di Biagio, Bertolini alla Femminile, su figc.it, 4 agosto 2017.
  32. ^ Spareggio per il sesto posto, valido per la qualificazione alla Coppa UEFA 1988-1989.
  33. ^ Gli azzurri del mundial '82 premiati al CONI con il Collare d'oro al Merito Sportivo, su figc.it, 19 dicembre 2017. URL consultato il 21 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marino Bartoletti, CABRINI, Antonio, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002, p. 640.
  • Sergio Rizzo, GENTILE, Claudio, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002, p. 696.
  • Elio Corbani, Pietro Serina, Cent'anni di Atalanta, Vol. 2, Bergamo, SESAAB, 2007, ISBN 978-88-903088-0-2.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 4 (1987-1988), Milano, La Gazzetta dello Sport, 2012.
  • Carlo F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano, 55ª puntata, Roma, Guerin Sportivo, ottobre 2016, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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