Antonello Cuccureddu

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Antonello Cuccureddu
Antonello Cuccureddu - Juventus FC 1975-76.jpg
Cuccureddu alla Juventus nel 1975
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1985 - giocatore
Carriera
Giovanili
1966 Alghero Alghero
Squadre di club1
1967-1968 Torres Torres 34 (0)
1968-1969 Brescia Brescia 22 (0)
1969-1981 Juventus 303 (26)
1981-1984 Fiorentina 34 (0)
1984-1985 Novara Novara 22 (0)
Nazionale
1975-1978 Italia Italia 13 (0)
Carriera da allenatore
 ????-???? Juventus Primavera
1997-1998 Acireale Acireale
1998 Ternana Ternana
1999-2001 Crotone Crotone
2002-2003 Al-Ittihad Al-Ittihad
2004-2005 Avellino Avellino
2005-2006 Torres Torres
2006-2007 Grosseto Grosseto
2007-2008 Perugia Perugia
2008 Perugia Perugia
2009-2010 Pescara Pescara
2013 Alghero Alghero
2013-2014 Grosseto Grosseto
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 26 novembre 2013

Antonello Cuccureddu (Alghero, 4 ottobre 1949) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Cuccureddu con la Fiorentina, in allenamento nel 1983-1984.

Impiegato come jolly (difensore e centrocampista), rivelò spiccate attitudini offensive: il primo gol con la maglia della Juventus arrivò contro il Cagliari, e fu il primo di 26 segnature in Serie A nella sua militanza in bianconero — ne siglò 39 in totale — che fecero di lui uno dei difensori-centrocampisti più prolifici di sempre nella massima divisione italiana.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Cuccureddu (accosciato, primo da sinistra) al Brescia nel 1969

Iniziò la sua carriera calcistica con la squadra della sua città. Nella stagione 1966-1967 venne acquistato per due milioni di lire dalla Torres, dove fu impiegato come centrocampista. Nell'annata 1967-1968 passò quindi al Brescia, in Serie A, senza segnare. Nell'autunno del 1969 la Juventus lo prelevò dai lombardi per trecentocinquanta milioni di lire,[1] esordendo in bianconero il 16 novembre seguente nella trasferta di Cagliari, e trovando nell'occasione anche la sua prima rete in massima serie, che valse l'1-1 finale.[2]

Il gol più importante della sua carriera lo segnò il 20 maggio 1973, durante l'ultima giornata del campionato 1972-1973: mentre il Milan, in vantaggio di un punto rispetto ai bianconeri, perdeva 5-3 a Verona, la Juventus riusciva a recuperare lo svantaggio iniziale in casa della Roma, dapprima pareggiando con Altafini e poi vincendo 2-1 a tre minuti dalla fine, con un tiro da fuori area di Cuccureddu; questa vittoria consentì ai piemontesi di vincere il loro quindicesimo scudetto.

Cuccureddu giocò per dodici stagioni con la maglia bianconera, per poi passare nel campionato 1981-1982 alla Fiorentina dove chiuse la carriera in Serie A a causa di vari infortuni alla schiena. Nel torneo 1984-1985 concluse poi la carriera agonistica nel Novara, in Serie C2.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cuccureddu (in piedi, primo da sinistra) in Nazionale nel 1978

Furono 13 in totale le presenze di Cuccureddu in Nazionale (la prima nel 1975), tutte sotto la gestione Bearzot: tra queste sono comprese le 5 partite disputate al campionato del mondo 1978 in Argentina. L'ultimo incontro di Cuccureddu in Nazionale risale al dicembre 1978 contro la Spagna.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Cuccureddu, alla fine della carriera agonistica, intraprende la professione di allenatore.

Dapprima è alla guida delle giovanili della Juventus vincendo, nella stagione 1993-1994, Campionato Primavera e Torneo di Viareggio; due successi che mancavano alla "Primavera" bianconera, rispettivamente, da oltre venti e trent'anni[3]. Nel 1997-1998 ottiene l'ottava posizione con l'Acireale in Serie C1. Dopo una fugace esperienza alla guida della Ternana in Serie B nel 1998-1999 (sostituito da Delneri), nel 1999-2000 passa ad allenare il Crotone, sempre in C1, portando la squadra pitagorica, dopo un entusiasmante campionato, alla storica promozione in cadetteria con quattro giornate di anticipo.

Cuccureddu (al centro) festeggia, assieme ai ragazzi della "Primavera" juventina, la vittoria nel campionato di categoria del 1993-1994.

La separazione dai crotonesi avviene l'anno successivo, quando è esonerato dopo alcune giornate. Nel 2004-2005, allena l'Unione Sportiva Avellino in C1 ma, a poche giornate dal termine, viene sollevato dall'incarico e non può dunque partecipare attivamente alla promozione in B dei biancoverdi. Nella stagione 2005-2006 allena la Polisportiva Sassari Torres arrivando alle semifinali dei play-off dove la sua squadra viene eliminata dal Grosseto.

Nel novembre del 2006 diviene il nuovo allenatore proprio dei grossetani, e in sei mesi riesce a portare la squadra maremmana dai bassifondi della classifica alla prima posizione. Il 13 maggio 2007, il Grosseto vince 1-0 a Padova e viene promosso per la prima volta in Serie B. Cuccureddu a Grosseto ha ottenuto una delle migliori medie-punti di sempre tra gli allenatori biancorossi: 53 punti in venticinque match, pari a 2,12 punti a partita.

Cuccureddu al Pescara nel 2009-2010

Nel giugno del 2007 arriva la chiamata del Perugia, in C1, che con Cuccureddu punta alla promozione[4]. Dopo una buona partenza la squadra accusa un calo e, a seguito di quattro sconfitte interne consecutive, viene esonerato[5]: sarà richiamato dopo due sole partite, coincise con altrettante sconfitte[6].

Il 23 marzo 2009 viene chiamato dal Pescara, in sostituzione dell'esonerato Galderisi[7]. Dopo aver centrato la salvezza diretta, viene confermato per altre due stagioni. Tuttavia nell'annata successiva, il 12 gennaio 2010, dopo una serie negativa di risultati e all'indomani della sconfitta in casa con la Cavese, viene sollavato dalla guida tecnica degli abruzzesi[8].

Il 30 settembre 2013 viene annunciato il suo ingaggio come direttore tecnico dell'Alghero, in Eccellenza[9], ma, dopo appena un mese, si dimette dall'incarico per divergenze sui programmi[10]. Poche settimane dopo, il 26 novembre, in seguito all'esonero di Cuoghi, riassume l'incarico di allenatore del Grosseto, in Prima Divisione[11], dove viene esonerato il 27 gennaio 2014 a seguito della sconfitta contro il Perugia[12], dopo aver collezionato 11 punti in otto partite, frutto di tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
26/10/1975 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
17/11/1976 Roma Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1978 - Ammonizione al 68’ 68’
22/12/1976 Lisbona Portogallo Portogallo 2 – 1 Italia Italia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
26/01/1977 Roma Italia Italia 2 – 1 Belgio Belgio Amichevole -
16/11/1977 Londra Inghilterra Inghilterra 2 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 - Ingresso al 83’ 83’
03/12/1977 Roma Italia Italia 3 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1978 - Ammonizione al 13’ 13’
06/06/1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º Turno - Ingresso al 78’ 78’
10/06/1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º Turno - Ingresso al 6’ 6’
18/06/1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º Turno - Ingresso al 46’ 46’
21/06/1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º Turno -
24/06/1978 Buenos Aires Brasile Brasile 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 3-4 Posto - 4º Posto
23/09/1978 Firenze Italia Italia 1 – 0 Turchia Turchia Amichevole - Uscita al 82’ 82’
21/12/1978 Roma Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Amichevole - Ingresso al 67’ 67’
Totale Presenze 13 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1971-1972, 1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981
Juventus: 1978-1979

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1976-1977

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Crotone: 1999-2000 (girone B)
Grosseto: 2006-2007 (girone A)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1994
Juventus: 1993-1994

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "cuccureddu" nella lingua sarda significa "cocuzzolo" e, in senso figurato, "pazzerello".[senza fonte] Nella città di Olbia crea una squadra chiamata "Cuccureddu", poi fallita nel 2007-2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il centrocampista Cuccureddu in comproprietà alla Juventus in La Stampa, 30 ottobre 1969, p. 21.
  2. ^ Giovanni Arpino, Cuccureddu, gol provvidenziale in Stampa Sera, 17 novembre 1969, p. 7.
  3. ^ 25 giugno 1994, Primavera tricolore in juventus.com, 24 giugno 2011.
  4. ^ Cuccureddu nuovo allenatore del Perugia in Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2007. URL consultato il 27 novembre 2013.
  5. ^ Perugia, esonerato Cuccureddu in rivieraoggi.it, 22 gennaio 2008. URL consultato il 27 novembre 2013.
  6. ^ Perugia, il caos è sovrano In sella torna Cuccureddu in Il Tirreno, 13 febbraio 2008. URL consultato il 27 novembre 2013.
  7. ^ UFFICIALE: Pescara, via Galderisi. Ecco Cuccureddu in tuttomercatoweb.com, 23 marzo 2009. URL consultato il 27 novembre 2013.
  8. ^ UFFICIALE: Pescara esonerato Cuccureddu in tuttomercatoweb.com, 13 gennaio 2010. URL consultato il 27 novembre 2013.
  9. ^ 1945 Alghero: Cuccureddu e Salaris in panchina in alguer.it, 30 settembre 2013. URL consultato il 26 novembre 2013.
  10. ^ Calcio, l'Alghero perde il duo Salaris-Cuccureddu in algheronotizie.it, 5 novembre 2013. URL consultato il 27 novembre 2013.
  11. ^ Grosseto: Cuccureddu nuovo tecnico in ANSA, 26 novembre 2013. URL consultato il 27 novembre 2013.
  12. ^ Grosseto, Cuccureddu esonerato. La panchina affidata a Leonardo Acori in La Nazione, 27 gennaio 2014. URL consultato il 27 gennaio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]