Luis del Sol

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luis del Sol
Luis del Sol.JPG
del Sol nel 1962 con la divisa della Spagna
Nome Luis del Sol Cascajares
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 169 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1973 - giocatore
2001 - allenatore
Carriera
Giovanili
Betis Betis
Squadre di club1
1953-1954 non conosciuta Utrera  ? (?)
1954-1959 Betis Betis 40 (6)
1959-1962 Real Madrid Real Madrid 55 (22)
1962-1970 Juventus 228 (20)
1970-1972 Roma 50 (4)
1972-1973 Betis Betis 17 (0)
Nazionale
1960-1966 Spagna Spagna 16 (3)
Carriera da allenatore
1985-1986 Betis Betis
2000-2001 Betis Betis
Palmarès
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Spagna 1964
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 9 dicembre 2008

Luis del Sol Cascajares (Arcos de Jalón, 6 aprile 1935) è un ex calciatore e allenatore di calcio spagnolo, di ruolo centrocampista.

Considerato tra i più importanti calciatori spagnoli degli anni sessanta del XX secolo,[1] con le Furie Rosse fu Campione d'Europa nel 1964. Più volte candidato al Pallone d'oro di France Football, ha legato il suo nome al Real Betis, club della sua città in cui ha iniziato e chiuso la carriera, e di cui è assurto a icona sportiva; ha inoltre conquistato trofei con le maglie di Real Madrid e Juventus – club, questo ultimo, che l'ha eletto tra i giocatori più importanti della propria storia.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini italiane, più precisamente di Vercelli,[3] nacque a Soria, nella regione di Castiglia e León,[1] ma crebbe a Siviglia, in Andalusia.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

del Sol in azione palla al piede negli anni sessanta

Era un centrocampista di sostanza e personalità che, grazie a un dinamismo e a una resistenza atletica fuori dal comune,[4] soleva svariare il suo gioco in ogni zona del campo, sempre col pallone tra i piedi; motivo per cui si guadagnò l'appellativo di "Postino",[5] nato negli anni a Madrid grazie al compagno di squadra Alfredo Di Stéfano e poi mantenuto per il resto della carriera.[6]

Impiegato dai Blancos come ala pura, negli anni alla Juventus giostrò soprattutto da grintosa mezzala, mettendo in mostra un bagaglio tecnico fatto soprattutto di scatti e accelerazioni. Molto abile nel mantenere il possesso della palla o nel sottrarla agli avversari, talvolta eccedeva in maniera quasi testarda nel dribbling.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

del Sol alla Juventus

Si formò come calciatore nel Ferroviarios e da lì passo nelle giovanili del Real Betis. Arrivò nel club andaluso nel 1953 e, dopo un breve periodo in prestito nell'Utrera, approdò in prima squadra nella stagione 1955-1956. Rimase con la squadra biancoverde per sette stagioni, contribuento alla promozione in Segunda División nel 1954 e alla seguente salita in Primera División nel 1958. Le sue qualità attirarono l'attenzione dei tecnici del Real Madrid, squadra in cui si trasferì nell'aprile del 1960.[6]

A Madrid rimase due anni, dove ebbe l'opportunità di giocare al fianco di miti del calcio quali Di Stéfano e Puskás,[8] e contribuendo nei primi mesi in camiseta blanca alle vittorie in Coppa dei Campioni – dove ebbe tempo di giocare semifinali e finale – e Coppa Intercontinentale,[6] i due titoli più importanti della sua carriera, rispettivamente contro Eintracht Francoforte e Peñarol.

del Sol alla Roma

Iniziò quindi una lunga parentesi nel calcio italiano, firmando nel 1962 per la Juventus, che lo prelevò ventisettenne per la cifra di trecentocinquanta milioni di lire.[6][8] Primo spagnolo nella storia del club bianconero,[2] debuttò in Serie A il 16 settembre 1962 contro il Genoa, sollevando a fine anno una Coppa delle Alpi.[9] Rimase a Torino per otto stagioni, conquistando lo scudetto del 1966-1967 – rimasto nella memoria per il sorpasso all'ultima giornata su di una Grande Inter al suo crepuscolo[8][10][11] – e, in precedenza, la Coppa Italia del 1964-1965, sempre contro i meneghini.[12] Divenuto "bandiera" nonché l'emblema della Juve Operaia degli anni sessanta di Heriberto Herrera,[8] nel 2011 la società piemontese l'ha omaggiato di una stella celebrativa nella Walk of Fame bianconera allo Stadium di Torino.[2]

Nel 1970 passò alla Roma dove militò per due stagioni, indossando anche la fascia di capitano dei giallorossi dopo l'addìo del connazionale Peiró, ma sollevando unicamente trofei minori quali il Torneo Picchi e la Coppa Anglo-Italiana. Tornò infine a Siviglia, a rivestire la maglia del suo Betis, con cui chiuse la carriera nel 1973, all'età di trentotto anni.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Conta 16 presenze nella Nazionale spagnola, con 3 reti realizzate. Esordì il 15 maggio 1960 in Spagna-Inghilterra 3-0 e, durante la sua permanenza tra le Furie rosse, vinse il Campionato Europeo del 1964 giocato in casa, seppur non scendendo in campo nella fase finale, partecipando inoltre ai Mondiali del 1962 in Chile e del 1966 in Inghilterra. Giocò l'ultima gara in camiseta roja il 15 luglio 1966, uno Spagna-Svizzera terminato 2-1.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro da calciatore entrò nell'organigramma tecnico del Real Betis, ricoprendo a periodi alterni anche la posizione di allenatore e contribuendo, con le tredici panchine della stagione 2000-2001, a riportare i Verdiblancos nella Liga.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Real Madrid: 1960-1961, 1961-1962
Real Madrid: 1961-1962
Juventus: 1964-1965
Juventus: 1966-1967
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Real Madrid: 1959-1960
Real Madrid: 1960
Juventus: 1963
Roma: 1972

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ES) Miguel Á. Morán, Luis del Sol, mito del beticismo, celebra su 80 cumpleaños su marca.com, 6 aprile 2015.
  2. ^ a b c Viaggio tra le Stelle: Luis Del Sol su juventus.com, 29 giugno 2011.
  3. ^ Moretti, Il tempo dell'ambientamento
  4. ^ Moretti, L'extraterrestre del Sol
  5. ^ Del Sol allo Juventus Museum su juventus.com, 12 giugno 2014.
  6. ^ a b c d Tony Damascelli, Da Del Sol a Morata, un filo tra Juve e Real su ilgiornale.it, 4 maggio 2015.
  7. ^ Tavella, Volti sempre nuovi
  8. ^ a b c d Ordine
  9. ^ 29 giugno 1963, conquistata la Coppa delle Alpi su juventus.com, 29 giugno 2011.
  10. ^ Tavella, Uno scudetto "movimientato"
  11. ^ La Juventus campione d'Italia in La Stampa, 2 giugno 1967, p. 8.
  12. ^ La Juventus trionfa in Coppa Italia superando l'Inter a Roma: 1-0 in Stampa Sera, 30 agosto 1965, p. 9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]