Romeo Benetti

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Romeo Benetti
Romeo Benetti a Euro 1980.jpg
Benetti in nazionale al campionato d'Europa 1980
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex mediano, interno)
Ritirato 1981 - giocatore
1987 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1963-1964 Bolzano 32 (10)
1964-1965 Siena 31 (7)
1965-1967 Taranto 63 (11)
1967-1968 Palermo 35 (2)
1968-1969 Juventus 24 (1)
1969-1970 Sampdoria 27 (2)
1970-1976 Milan 170 (32)
1976-1979 Juventus 83 (12)
1979-1981 Roma 27 (1)
Nazionale
1971-1980 Italia Italia 55 (2)
Carriera da allenatore
1981-1984 Roma Primavera
1984-1985 Cavese
1986-1987 Carrarese
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Romeo Benetti (Albaredo d'Adige, 20 ottobre 1945) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo mediano o interno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel veronese, era l'ultimo di otto fratelli, nato da un parto gemellare: i genitori diedero il nome di Romeo a lui e quello di Giulietta alla gemella.[1] Anche suo fratello Bruno è stato un calciatore.

Si trasferì quindi con la famiglia a Bolzano,[2] ma rimase in collegio a Venezia fra gli 8 e i 16 anni; il suo primo lavoro fu quello di tipografo.[1] In tempi più recenti si è stabilito a Leivi, nel genovese.[3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Benetti (in primo piano) alle prese con il fantasista francese Michel Platini nel 1978

Dotato di un fisico particolarmente robusto, era un elemento combattente noto per la grinta, lo stile grezzo e la grande aggressività tipica del gioco all'italiana.[4] Si distingueva soprattutto per dinamismo e furore agonistico, uscendo quasi sempre vittorioso dai contrasti. Il suo rendimento era costante e di alto livello; denotava uno spiccato senso tattico e una discreta visione di gioco, che gli permetteva di gestire una grande quantità di palloni e impostare rapidamente la manovra offensiva.[5]

Aveva una personalità da leader che gli garantì il rispetto di compagni e avversari: era solito uscire a testa alta dalla difesa, palla al piede, cercando un compagno a cui passare la sfera.[6] Giunto al Milan dalla Sampdoria, dove giocava in posizione più avanzata, fu Nereo Rocco a lanciarlo come mediano onde sfruttarne la grande forza fisica. Aveva tra le sue doti migliori un tiro molto potente e preciso da fuori area.[5][7]

Alcuni critici lo consideravano uno "scarpone" per alcuni episodi in cui non era riuscito a controllare la propria irruenza; in particolare per il fallo che stroncò la carriera di Francesco Liguori.[4][8] La stampa gli assegnò nomignoli come "killer" e "duro del calcio italiano", grazie ai quali incuteva grande timore agli avversari, pur se in carriera non venne mai espulso.[9] Ciò nonostante, tale fama è andata a consolidarsi col tempo: nel 2008 il tabloid britannico The Sun lo ha posizionato al quarto posto nella lista dei calciatori più duri di tutti i tempi,[10] mentre nel 2018 il Daily Mail lo ha inserito tra i 20 calciatori europei più cattivi di tutti i tempi.[4]

Tra gli altri pareri, il giornalista Gianni Brera gli diede il soprannome di Maultier, riferito ai cingolati dell'esercito tedesco nella seconda guerra mondiale; lo sportivo Angelo Rovelli lo definì "impavido e roccioso";[1] infine l'ex commissario tecnico Gian Piero Ventura lo inserì a posteriori come regista arretrato nella squadra ideale della nazionale italiana di tutti i tempi.[11]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi nelle serie minori[modifica | modifica wikitesto]

Mosse i primi passi nel mondo del calcio con il Bolzano, in Serie D, arrivando alla massima serie dopo una lunga gavetta in Serie C e B con le maglie di Siena, Taranto e Palermo. Nella stagione 1965-1966 il Foggia & Incedit perfezionò il suo acquisto, ma all'ultimo momento il presidente Rosa non volle ufficializzarlo poiché Benetti doveva partire per il servizio di leva, lasciandolo al Taranto che ne promise per l'anno successivo l'approdo tra le file dei rossoneri; la stagione successiva questo accordo non venne tuttavia rispettato dagli ionici, che lo vendettero al Palermo.[12][13]

Palermo, Juventus e Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Coi siciliani, che lo acquistarono per 50 milioni di lire,[14] rimase solo per la stagione 1967-1968, collezionando 35 presenze e segnando 2 reti in un campionato cadetto che vide primeggiare i rosanero; a Palermo, per il centrocampista, anche 2 presenze e un gol in Coppa Italia. In quella stagione in Sicilia fu spesso schierato come seconda punta.[1] Debuttò in Serie A nella stagione 1968-1969 con la maglia della Juventus, a cui fu venduto per più di 300 milioni,[14] ma non si integrò nella squadra per la scarsa considerazione che aveva di lui il tecnico Heriberto Herrera. Dopo una sola stagione fu quindi ceduto alla Sampdoria,[8] nell'ambito dell'operazione che portò a Torino Francesco Morini e Roberto Vieri. A Genova, nella stagione 1969-1970 disputò 27 partite corredate da 2 gol in Serie A, e 3 partite e 2 reti in Coppa Italia.

Milan[modifica | modifica wikitesto]
Benetti al Milan negli anni 1970
Benetti con la fascia di capitano del Milan nella stagione 1975-1976

Nel 1970 fu acquistato dal Milan, dove rimase per le successive sei stagioni. Reduce dall'esperienza blucerchiata che l'aveva visto schierato in posizione avanzata, a Milano fu il tecnico Nereo Rocco ad assegnargli quella posizione di mediano che ne avrebbe fatto la fortuna;[7] proprio il paròn aveva voluto Benetti in rossonero, dopo esserne rimasto colpito in una partita tra lombardi e liguri, dove in uno scontro di gioco aveva conservato la palla lasciando a terra Trapattoni, Cudicini e Schnellinger.[1]

A Milano collezionò numerosi piazzamenti di rilievo: nel suo primo triennio giunse per tre volte secondo in campionato, compreso quello di esordio del 1970-1971, in cui il Milan subì la rimonta finale dell'Inter dopo avere guidato a lungo la graduatoria, e quello del 1972-1973, perso rocambolescamente all'ultima giornata con la sconfitta nella cosiddetta Fatal Verona.

Oltre alle vittorie in Coppa Italia nelle edizioni del 1971-1972 e 1972-1973, annata quest'ultima in cui sollevò anche la Coppa delle Coppe pur non giocando la finale, disputò un'altra finale di Coppa delle Coppe e una di Supercoppa UEFA nella stagione 1973-1974, e ancora due finali di Coppa Italia nelle edizioni 1970-1971 e 1974-1975.

Durante la militanza in rossonero, il 10 gennaio 1971, per un fallo su Francesco Liguori del Bologna, il quale riportò un serio infortunio al ginocchio destro e vide la propria carriera stroncata,[15] fu denunciato alla Procura di Milano e il commissariato di Pubblica Sicurezza del quartiere "Bolognina" inviò un rapporto sull'incidente alla Pretura di Bologna.[16] Nell'ultima sua stagione a Milano, a causa del temporaneo ritiro dall'attività agonistica di Gianni Rivera, vestì la fascia di capitano della squadra.

Ritorno alla Juventus[modifica | modifica wikitesto]
Benetti in azione alla Juventus nella sfida interna di Coppa dei Campioni 1978-1979 contro i Rangers

Nell'estate 1976 fu oggetto di uno scambio di mercato con Fabio Capello della Juventus: il friulano approdò a Milano, mentre Benetti, voluto dall'ex compagno di squadra Trapattoni nel frattempo sedutosi sulla panchina bianconera, e da cui era molto stimato,[1] fece ritorno a Torino dopo sette anni. Considerato erroneamente dal Milan in fase calante, al contrario in maglia bianconera raggiunse la piena maturità come centrocampista sia in fase di copertura sia nell'impostazione del gioco,[5] andando a formare una linea mediana formidabile con Giuseppe Furino e Marco Tardelli.[8]

Sotto la Mole continuò a fornire grandi prestazioni e divenne una delle colonne della squadra[17] che, nel triennio seguente, vinse i due scudetti del 1976-1977 e 1977-1978, un'altra coppa nazionale e la Coppa UEFA 1976-1977, quest'ultimo il primo trofeo confederale del club piemontese. Chiuse la seconda esperienza a Torino con 159 presenze e 23 reti tra campionato e coppe.

Roma[modifica | modifica wikitesto]

Lasciò la Juventus nel 1979 per approdare alla Roma, voluto dal presidente Dino Viola il quale stava rifondando la squadra con un mix di giovani promettenti ed esperti elementi. Logoro dopo anni di calcio giocato soprattutto fisicamente, le prestazioni in campo ne risentirono ma si distinse comunque per la sua consueta professionalità.[17] Giocò con i giallorossi per due stagioni, aggiudicandosi altre due Coppe Italia e collezionando un totale di 42 presenze e 3 gol; disputò così anche il derby di Roma, il quarto della carriera dopo quelli di Torino, Genova e Milano.[8]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la stagione 1970-1971 disputata con il Milan, il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi lo fece esordire in nazionale il 25 settembre 1971, a 26 anni, facendolo subentrare a De Sisti nella gara amichevole contro il Messico.[1] Divenne presto titolare e vi rimase quasi ininterrottamente per i nove anni successivi.

Nel campionato d'Europa 1972 prese parte al ritorno dei quarti di finale contro il Belgio, che vide gli azzurri sconfitti 2-1 ed eliminati. Giocò tutte e tre le partite nella disastrosa spedizione dell'Italia al mondiale di Germania Ovest 1974, e fu tra i pochi elementi di quel gruppo a venire confermati dal nuovo selezionatore Fulvio Bernardini per il successivo corso della nazionale.

Benetti (in piedi, primo da destra) in nazionale nel 1974

Disputò anche incontri validi per la qualificazione al campionato d'Europa 1976, al quale l'Italia non prese parte dopo essere stata eliminata dalle favorite Polonia e Paesi Bassi. Fu sotto la gestione di Enzo Bearzot che Benetti offrì il meglio di sé in maglia azzurra;[5] in particolare, al campionato del mondo 1978 fu una delle colonne dell'Italia che espresse grande gioco e si vide eliminata solo nel girone di semifinale, tra molte recriminazioni, dai Paesi Bassi.[18]

Disputò l'ultima gara in nazionale a Napoli contro la Cecoslovacchia, nella finale per il 3º posto del campionato d'Europa 1980, realizzando uno dei rigori della serie finale che vide la sconfitta dei padroni di casa. Chiuse la carriera in azzurro collezionando 55 presenze e 2 gol, il primo nel 1977 alla Finlandia in una partita di qualificazione al mundial argentino, e il secondo l'anno dopo, nella fase finale della succitata manifestazione, contro l'Ungheria.[1]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la carriera di allenatore nella stagione 1981-1982, subentrando a Saul Malatrasi alla guida della formazione Primavera della Roma e rimanendo in panchina per tre stagioni. Con i giallorossi vinse il torneo di Viareggio 1983 e il Campionato Primavera 1983-1984, grazie a un promettente gruppo che vantava elementi come Giuseppe Giannini, Stefano Desideri e Paolo Baldieri.[1]

Dopo questi successi con i giovani romanisti, nella stagione 1984-1985 gli venne affidata la panchina della prima squadra della Cavese, appena retrocessa dalla Serie B alla C1, ma a stagione inoltrata gli subentrò Corrado Viciani. Dopo un anno d'inattività, la sua ultima esperienza come allenatore di squadre di club fu ancora in C1, alla guida della Carrarese,[19] dove fu ingaggiato nel gennaio 1986 per sostituire Corrado Orrico; una volta portata la squadra alla salvezza, venne confermato per il successivo campionato 1986-1987 in cui tuttavia non riuscì a evitare la retrocessione dei toscani in Serie C2.

Fece quindi parte dello staff del centro tecnico federale di Coverciano, dove allenò la selezione italiana Under-15 in cui transitarono, tra gli altri, Alessandro Del Piero e Gianluigi Buffon. Studiò per entrare a Coverciano, e tra i suoi docenti vi fu Sandro Gamba, già coach della nazionale italiana di pallacanestro.[1] Fu per vent'anni anche istruttore per aspiranti allenatori, e tra i suoi allievi vi sono stati Massimiliano Allegri e Antonio Conte.[9]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Benetti è stato spesso ospite di emittenti private, nella veste di opinionista, in trasmissioni a tema calcistico.[5]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1963-1964 Italia Bolzano D 32 10 - - - - - - - - - 32 10
1964-1965 Italia Siena C 31 7 - - - - - - - - - 31 7
1965-1966 Italia Taranto C 30 7 - - - - - - - - - 30 7
1966-1967 C 33 4 - - - - - - - - - 33 4
Totale Taranto 63 11 - - - - - - 63 11
1967-1968 Italia Palermo B 35 2 CI 2 1 - - - - - - 37 3
1968-1969 Italia Juventus A 24 1 CI 5 3 CdF 4 1 - - - 33 5
1969-1970 Italia Sampdoria A 27 2 CI 3 2 - - - CdA 0 0 30 4
1970-1971 Italia Milan A 28 6 CI 9 3 - - - - - - 37 9
1971-1972 A 29 4 CI 7 1 CU 9 3 - - - 45 8
1972-1973 A 29 7 CI 7 1 CdC 7 2 - - - 43 10
1973-1974 A 26 5 CI 6 1 CdC 8 1 SU 2 0 42 7
1974-1975 A 28 5 CI 11 1 - - - - - - 39 6
1975-1976 A 30 5 CI 8 2 CU 7 2 - - - 45 9
Totale Milan 170 32 48 9 31 8 2 0 251 49
1976-1977 Italia Juventus A 30 4 CI 9 0 CU 12 2 - - - 51 6
1977-1978 A 27 5 CI 4 2 CC 7 1 - - - 38 8
1978-1979 A 26 3 CI 9 1 CC 2 0 - - - 37 4
Totale Juventus 107 13 27 6 25 4 - - 159 23
1979-1980 Italia Roma A 25 1 CI 9 2 - - - - - - 34 3
1980-1981 A 2 0 CI 3 0 CdC 1 0 TC 2 0 8 0
Totale Roma 27 1 12 2 1 0 2 0 42 3
Totale carriera 492 78 92 20 57 12 4 0 645 110

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
25-9-1971 Genova Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole - Ingresso al 46’ 46’
9-10-1971 Milano Italia Italia 3 – 0 Svezia Svezia Qual. Euro 1972 -
20-11-1971 Roma Italia Italia 2 – 2 Austria Austria Qual. Euro 1972 - Uscita al 65’ 65’
4-3-1972 Atene Grecia Grecia 2 – 1 Italia Italia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
13-5-1972 Bruxelles Belgio Belgio 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
21-6-1972 Sofia Bulgaria Bulgaria 1 – 1 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 59’ 59’
20-9-1972 Torino Italia Italia 3 – 1 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole - Ingresso al 72’ 72’
31-3-1973 Genova Italia Italia 5 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1974 -
9-6-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Brasile Brasile Amichevole -
14-6-1973 Torino Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
29-9-1973 Milano Italia Italia 2 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
20-10-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Mondiali 1974 -
14-11-1973 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
26-2-1974 Roma Italia Italia 0 – 0 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
8-6-1974 Vienna Austria Austria 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
15-6-1974 Monaco Italia Italia 3 – 1 Haiti Haiti Mondiali 1974 - 1º turno -
19-6-1974 Stoccarda Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1974 - 1º turno -
23-6-1974 Stoccarda Polonia Polonia 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1974 - 1º turno -
28-9-1974 Zagabria Jugoslavia Jugoslavia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
8-6-1975 Mosca Unione Sovietica Unione Sovietica 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
27-9-1975 Roma Italia Italia 0 – 0 Finlandia Finlandia Qual. Euro 1976 -
26-10-1975 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
22-11-1975 Roma Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Qual. Euro 1976 -
30-12-1975 Firenze Italia Italia 3 – 2 Grecia Grecia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
7-4-1976 Torino Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
23-5-1976 Washington Stati Uniti Stati Uniti 0 – 4 Italia Italia Torneo del Bicentenario -
28-5-1976 New York Inghilterra Inghilterra 3 – 2 Italia Italia Torneo del Bicentenario - Uscita al 57’ 57’
31-5-1976 New Haven Brasile Brasile 4 – 1 Italia Italia Torneo del Bicentenario -
5-6-1976 Milano Italia Italia 4 – 2 Romania Romania Amichevole - Uscita al 46’ 46’
22-9-1976 Copenaghen Danimarca Danimarca 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
17-11-1976 Roma Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1978 -
22-12-1976 Lisbona Portogallo Portogallo 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
26-1-1977 Roma Italia Italia 2 – 1 Belgio Belgio Amichevole - Ingresso al 65’ 65’
8-6-1977 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 1
8-10-1977 Berlino Ovest Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
15-10-1977 Torino Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1978 -
16-11-1977 Londra Inghilterra Inghilterra 2 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -
3-12-1977 Roma Italia Italia 3 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1978 -
8-2-1978 Napoli Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Amichevole -
18-5-1978 Roma Italia Italia 0 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
2-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Mondiali 1978 - 1º turno -
6-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º turno 1
10-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º turno -
14-6-1978 Buenos Aires Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
18-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º turno -
21-6-1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno - Uscita al 77’ 77’
20-9-1978 Torino Italia Italia 1 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
23-9-1978 Firenze Italia Italia 1 – 0 Turchia Turchia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
8-11-1978 Bratislava Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Amichevole -
21-12-1978 Roma Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Amichevole -
13-6-1979 Zagabria Jugoslavia Jugoslavia 4 – 1 Italia Italia Amichevole -
12-6-1980 Milano Italia Italia 0 – 0 Spagna Spagna Euro 1980 - 1º turno - Ingresso al 56’ 56’
15-6-1980 Torino Italia Italia 1 – 0 Inghilterra Inghilterra Euro 1980 - 1º turno -
18-6-1980 Roma Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Euro 1980 - 1º turno -
21-6-1980 Napoli Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1 dts
(9 – 8 dcr)
Italia Italia Euro 1980 - Finale 3º posto - Ingresso al 85’ 85’ - 4º posto
Totale Presenze (41º posto) 55 Reti 2

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
lug.-dic. 1984 Italia Cavese C1 12 1 7 4 CI+CI-C 5+0 0+0 0+0 5+0 - - - - - - - - - - 17 1 7 9 &&5,88
gen.-giu. 1986 Italia Carrarese C1 18 4 10 4 CI-C 0 0 0 0 - - - - - - - - - - 18 4 10 4 22,22
1986-1987 C1 34 8 11 15 CI-C ? ? ? ? - - - - - - - - - - 34 8 11 15 23,53
Totale Carrarese 52 12 21 19 5+ 0+ 0+ 5+ - - - - - - - - 57 12 21 23 21,05
Totale carriera 64 13 28 23 5+ 0+ 0+ 5+ - - - - - - - - 69 13 28 28 18,84

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Benetti (a destra) e Roberto Boninsegna con il trofeo della Coppa UEFA 1976-1977 vinta con la Juventus

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Palermo: 1967-1968
Milan: 1971-1972, 1972-1973
Juventus: 1978-1979
Roma: 1979-1980, 1980-1981
Juventus: 1976-1977, 1977-1978
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Milan: 1972-1973
Juventus: 1976-1977

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Roma: 1983
Roma: 1983-1984

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Angelo Carotenuto, I 70 anni di Benetti in 70 cose essenziali, su carotenuto.blogautore.repubblica.it, 20 ottobre 2015.
  2. ^ Picchia Romeo! Il duro Benetti, baffi, tackle e canarini, su footballnotballet.com, 20 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2017).
  3. ^ Marco Tripodi, Romeo Benetti denunciato per abuso edilizio, su calciomercato.com, 11 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2016).
  4. ^ a b c I 20 calciatori più cattivi d'Europa di tutti i tempi, su corriere.it, 22 agosto 2018.
  5. ^ a b c d e Lucio Iaccarino, Romeo Benetti, il re dei contrasti, su tuttocalciatori.net, 27 gennaio 2014.
  6. ^ Vasta, Construction.
  7. ^ a b Romeo Benetti, su acmilan.com.
  8. ^ a b c d Tavella, Romeo, mio bel Romeo.
  9. ^ a b Massimiliano Castellani, Benetti: «Io come Ibra, duri dal cuore tenero», su avvenire.it, 8 febbraio 2012.
  10. ^ Simona Marchetti, I "macellai" secondo il Sun, Benetti è l'unico italiano, su gazzetta.it, 8 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2008).
  11. ^ Mario Sconcerti, Da Buffon a Riva, il gioco infinito della squadra ideale, su corriere.it, 11 gennaio 2017.
  12. ^ Autunno, p. 352.
  13. ^ Panini.
  14. ^ a b Tripisciano, p. 20.
  15. ^ Corrado Sannucci, Gioco duro, che passione, in la Repubblica, 20 novembre 1991.
  16. ^ La polizia denuncia Benetti!, in Corriere dello Sport, 6 febbraio 1971, p. 1 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2012).
  17. ^ a b Romeo Benetti, su almanaccogiallorosso.it (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2019).
  18. ^ Vinicio Saltini, La storia del Mondiale: il 1978 Italia da applausi, su iltirreno.gelocal.it, 1º giugno 2014.
  19. ^ Romeo Benetti (allenatore), su transfermarkt.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]