Roberto Galbiati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Roberto Galbiati
Roberto Galbiati.jpg
Galbiati alla Fiorentina nel 1980-1981
Nazionalità Italia Italia
Altezza 176 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1990 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1974-1976 Inter 18 (0)
1976-1978 Pescara 63 (1)
1978-1982 Fiorentina 111 (1)
1982-1985 Torino 75 (1)
1985-1986 Lazio 30 (0)
1986-1987 Fiorentina 25 (0)
1987-1989 Prato 55 (1)
1989-1990 Spezia 29 (0)
Nazionale
1976-1980 Italia Italia U-21 14 (0)
Carriera da allenatore
1995-1996 Poggibonsi
1996-1997 Spezia
2001 Fiorentina Primavera
2002-2005 Fiorentina Vice
2006-2007 Fortis Juventus
2007 Fortis Juventus
2007 Cecina
2009-2011 Fortis Juventus
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 22 novembre 2010

Roberto Galbiati (Cernusco sul Naviglio, 16 settembre 1957) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo libero.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Debuttò in Serie A nel campionato 1974-1975 con la maglia dell'Inter, scendendo in campo il 24 novembre 1974 nel pareggio 1-1 sul campo della Sampdoria. Dopo due stagioni a Milano con 18 presenze nella massima serie e 10 in Coppa Italia, passò nel Pescara, in Serie B, con cui conquistò la promozione in A giocando 38 gare. Tornato nell'élite del calcio italiano disputò 25 gare con la maglia degli abruzzesi per poi passare alla Fiorentina.

Galbiati (a destra) al Pescara nel 1978, assieme a Gaetano Scirea; col collega di reparto Roberto Tricella, all'epoca i tre fecero salire alla ribalta la loro città natale, Cernusco sul Naviglio, come il "paese dei liberi".[1][2]

Col club viola rimase per quattro stagioni, giocando 111 gare in A. Passò poi al Torino, per due anni, sempre in massima categoria, e nella stagione 1985-1986 vestì la maglia biancoceleste della Lazio, tra i cadetti.

Tornato a Firenze nel campionato 1986-1987, scese poi nuovamente di categoria spendendo i suoi ultimi anni d'attività in Serie C1, andando dapprima a giocare nel Prato e concludendo poi la carriera nello Spezia, nel campionato 1989-1990.

In carriera ha totalizzato complessivamente 254 presenze e 2 reti in Serie A, e 68 presenze ed una rete in Serie B.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1976 e il 1980 fu convocato 15 volte nella Nazionale Under-21, con cui disputò 11 partite.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Terminata l'attività di calciatore, ha intrapreso quella di allenatore, iniziando dal settore giovanile della Fiorentina.

Nel corso della stagione 2005-2006 viene chiamato dalla Fortis Juventus per sostituire Maurizio Cerasa. Contro ogni pronostico la squadra si piazza seconda a solo un punto dalla Fortis Spoleto, arrivando a giocarsi la semifinale play-off contro il Celano. L'annata seguente continua ad allenare i biancoverdi, ma per una polemica viene esonerato. Tuttavia, visti i risultati poco convincenti della formazione toscana, Galbiati viene richiamato a poche giornate dal termine e, grazie ad un buon finale di campionato, riesce a giungere ai play-out contro l'Aglianese con il vantaggio della classifica; nella doppia sfida ottiene lo stesso risultato (1-1), permettendo alla Fortis di restare in Serie D.

Durante la stagione 2007-2008 ha allenato il Cecina, sempre nel massimo livello dilettantistico.

Nell'annata 2009-2010 torna ad allenare la Fortis Juventus per cercare di raggiungere la salvezza, che riesce a ottenere con una giornata d'anticipo; il 10 gennaio 2011 viene esonerato dalla panchina della squadra di Borgo San Lorenzo.

Commentatore sportivo[modifica | modifica wikitesto]

È stato uno dei commentori tecnici dell'emittente Sportitalia per le partite del Campionato Primavera. È anche uno degli opinionisti di Platinum Calcio sulla rete locale Italia 7 Toscana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Darwin Pastorin, Gaetano Scirea, fuoriclasse in tutto, in l'Unità, 6 febbraio 2005, p. 18.
  2. ^ Moretti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]