Artemio Franchi

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Artemio Franchi

Artemio Franchi (Firenze, 8 gennaio 1922Siena, 12 agosto 1983) è stato un dirigente sportivo italiano che ha diretto ai massimi livelli il calcio nazionale e internazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Partita del 23 ottobre 1960, tribuna d'onore a Firenze, da sinistra il presidente Befani con i fratelli Agnelli e il dirigente Artemio Franchi.

Artemio Franchi è nato a Firenze, ma i suoi genitori, senesi, vi erano arrivati da appena due mesi. "Senese iure sanguinis o fiorentino iure soli?". Questa contesa sul suo luogo di origine lo divertì sempre molto. Frequentò le scuole elementari ed il ginnasio a Firenze, per poi iscriversi alla facoltà di Economia e Commercio, diventando uno degli allievi prediletti del prof. Vedovato, esperto di diritto internazionale. Nel 1943 fu chiamato alle armi e destinato al Sud dell’Italia. Fece ritorno a Firenze nell’ottobre del 1944.

Una stagione di disagi e di incertezze, nel corso della quale riprese i suoi studi e cominciò a lavorare presso una azienda di autotrasporti. In quel tempo seguì il primo corso arbitri indetto dal Gruppo Arbitri Poderini di Firenze (oggi Sezione “Giacinto Zoli”), primo contatto ufficiale col mondo dello sport. Nel 1948 si laurea, col massimo dei voti, in diritto internazionale e l’anno successivo si sposa in Duomo, matrimonio celebrato da Don Benzi, con Alda Pianigiani.

La vita professionale[modifica | modifica wikitesto]

Si inserì quasi per gioco nella distribuzione dei prodotti combustibili, e nel 1954 fondò con altri soci la ditta petrolifera "Angelo Bruzzi", assumendone le funzioni di amministratore delegato. Rimase sempre molto legato alla città di Siena ed alla vita contradaiola: dal 1971 fino alla sua morte fu Capitano della Contrada della Torre.

Carriera di dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

La festa della Fiorentina dopo la vittoria nell'edizione inaugurale del 1960-1961, giocata a carattere non ufficiale; la manifestazione verrà riconosciuta e organizzata dall'UEFA a partire dall'edizione successiva su iniziativa dell'allora dirigente viola Artemio Franchi.

Carlo Antonini rilevò la società della Fiorentina da Ardelio Allori nel 1948, affidando l'anno successivo la segreteria della società ad Artemio Franchi, che rimase in carica fino al 1951.[1] Grazie alle sue capacità economiche ed alla consulenza di Luigi Ferrero, portò a Firenze calciatori che vinsero nel 1955-1956 la Serie A, come Ardico Magnini, Sergio Cervato, Giuseppe Chiappella e Francesco Rosetta.[2]

Dopo esser stato dirigente sportivo[3][4] presso la Fiorentina (dopo la vittoria nell'edizione inaugurale della Coppa delle Coppe, giocata a carattere non ufficiale; la manifestazione verrà riconosciuta e organizzata dall'UEFA a partire dall'edizione successiva su iniziativa dell'allora dirigente viola Artemio Franchi), ricoprì una prima volta l'incarico di Presidente della FIGC dal 1967 [5] al 1976, succedendo a Giuseppe Pasquale e dopo essere stato Commissario Straordinario della Lega Nazionale Professionisti: sotto la sua gestione per la prima volta l'Italia, guidata dal CT Ferruccio Valcareggi, tornò a vincere nelle competizioni internazionali dopo trent'anni, conquistando il Campionato europeo di calcio 1968 e arrivando seconda al Campionato mondiale di calcio 1970.

Bobby Moncur riceve da Artemio Franchi la Coppa Anglo-Italiana 1973, il Newcastle United il 3 giugno a Firenze superò in finale per 2-1 la Fiorentina.

Il 15 marzo 1973 Franchi fu eletto presidente dell'UEFA, e nel 1974 Vicepresidente della FIFA, ragion per cui lasciò nel 1976 l'incarico in FIGC a Franco Carraro; dovette poi assumere nuovamente la presidenza della Federcalcio italiana due anni dopo, quando lo stesso Carraro fu nominato Presidente del CONI, finché lo scoppio dello scandalo del calcio scommesse non lo costrinse alle dimissioni nel 1980. Mantenne invece fino alla morte i propri incarichi presso FIFA e UEFA: fu Presidente del Comitato d’organizzazione del Campionato d'Europa; Vice Presidente della Federazione Calcistica Internazionale; Presidente della Commissione di Finanza della FIFA e Presidente della Commissione Arbitri; sempre presente nel Comitato Organizzatore dei Campionati mondiali.

Dal suo amore per il calcio nacque il Centro Tecnico Federale di Coverciano, la più efficace ed integrata realizzazione di una base scientifica e di un lucido supporto organizzativo al servizio dello sport.


La morte[modifica | modifica wikitesto]

Era scritto che Siena fosse la città del suo destino e che a lei si annodasse l’ultimo ricordo; guidava la sua vettura, una Fiat Argenta, per recarsi a casa di un fantino, per stringere accordi per la sua partecipazione al Palio dell’Assunta, quando nei pressi di Siena – fra Taverne d’Arbia ed Asciano sulla strada Lauretana Antica – l’auto sbandava in curva sull’asfalto bagnato e si schiantava contro un camion. Era il 12 agosto 1983. Nel luogo del tragico incidente è stata eretta una inconfondibile stele dorata, che si può vedere all'esterno di una curva poco prima del podere Mezzavia, percorrendo da Siena la Lauretana Antica verso Asciano. È sepolto a Firenze, nel cimitero di Soffiano. Nel 1991 lo stadio della Fiorentina prese definitivamente il nome di "Artemio Franchi".[6]

Ad Artemio Franchi sono stati intitolati due stadi di Siena, casa della Robur, e comunale di Firenze, casa della Fiorentina. Nel 2011 gli viene assegnato un Riconoscimento alla memoria nella Hall of fame del calcio italiano.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Franchi fu coinvolto nello scandalo del calcio europeo denunziato dal giornalista inglese Brian Glanville nel 1974. Franchi fu accusato di aiutare il general manager Italo Allodi e il faccendiere ungherese Dezső Szoltdi a corrompere gli arbitri per favorire squadre italiane includendo la rappresentativa nazionale durante gli anni 1960 e mentre presiedette l'UEFA negli anni settanta. Ciononostante, tali accuse non furono mai provate da un tribunale sportivo.[7][8]

Il suo nome compare inoltre nella lista dei membri della loggia massonica P2 ritrovata nel 1981, risultando tesserato con il numero 402; Artemio Franchi comunque ha sempre negato di averne fatto parte.

La Fondazione Artemio Franchi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua morte è nata a Firenze una Fondazione a lui dedicata, la Fondazione Artemio Franchi, che si propone il fine di mettere in risalto la molteplicità degli interessi spirituali che fu la costante ispiratrice dell’attività del grande sportivo scomparso, al quale lega il ricordo e gli scopi istituzionali; l’opera della Fondazione, dunque, più che ad un riconoscimento dei meriti acquisiti nei vari settori ai quali di volta in volta dedica la propria attenzione, è rivolta allo studio ed alla promozione dell’ambito culturale, artistico, scientifico del grande fenomeno sportivo mondiale. La Fondazione ha sede presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Il Presidente è il figlio di Artemio, Francesco Franchi, uno dei più alti dirigenti della pallavolo mondiale e membro dell'Esecutivo della F.I.V.B., la Federazione Internazionale Volleyball. Nel Comitato di Fondazione, oltre alla Lega PRO, al Comune di Firenze, alla Provincia di Firenze, al Lions Club Firenze ed al Panathlon di Firenze, figurano i più importanti uomini del mondo sportivo italiano; segretario generale della Fondazione è Franco Torrini.

Memorial Artemio Franchi[modifica | modifica wikitesto]

Il Memorial dedicato ad Artemio Franchi si è disputato nel 2008 e nel 2009 tra l'ACF Fiorentina e un grande club europeo allo stadio dedicato a Franchi a Firenze.

La prima edizione ha avuto luogo nel 2008 con il Barcellona[9] che ha battuto 3-1 i viola[10] mentre la seconda edizione vide l'affermazione del PSG sulla squadra viola.[10]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Sappino (a cura di), Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Volume 1, Dalai editore, 2000, p. 786, ISBN 8880898620.
  2. ^ Massimo Cecchi, 26 dicembre 1904: Nasce Luigi Ferrero, Museofiorentina.it. URL consultato il 17 agosto 2013.
  3. ^ Artemio Franchi - Storie di Calcio
  4. ^ Chi era Artemio Franchi, l’uomo dei due stadi
  5. ^ La Stampa del 27 agosto 1967
  6. ^ Mosti, 2004, pp. 139-140.
  7. ^ Allodi e Glanville in La Stampa, 14 giugno 1974, p. 16. URL consultato il 10 luglio 2012.
  8. ^ (EN) Brian Glanville, Obituaries: Italo Allodi in The Guardian, 8 giugno 1999. URL consultato il 9 giugno 2012.
  9. ^ www.fiorentina.info
  10. ^ a b Messi incanta Firenze e vola a Pechino. Il Barca vince 3-1 - la Repubblica.it
  11. ^ In piedi: Bechelli (v.all), Ferrero (all), Sperotto, A.Magli, Meucci, Giusti, Cervato, Galassi, Acconcia, Eliani, Presidente Antonini. Accosciati: Farabullini (mass), Grandi, Nagy, Dalla Torre, Chiappella, Rosetta, Pandolfini, Costagliola.
  12. ^ In cui in 37 presenze totalizzò 24 gol compresa la quaterna nella sfida interna contro la Roma del 2 ottobre 1949. Con la Maglia della Fiorentina, le presenze sono 135 e le reti 63.
  13. ^ (EN) Maurizio Mariani, Italy 1949/50, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation, 12 maggio 1999.
  14. ^ exploit che gli valse il quinto posto finale nella classifica cannonieri. È tuttora il miglior marcatore italiano in campionato nella storia dei gigliati, e il quarto in assoluto alle spalle di Gabriel Batistuta, Kurt Hamrin e Miguel Montuori.
  15. ^ Ardico Magnini alla Fiorentina [1]
  16. ^ Rimase coi viola fino al 1959 (316 presenze e 31 reti in Serie A, 334 presenze totali). Era infallibile dal dischetto e le sue punizioni a pelo d'erba erano micidiali.
  17. ^ Fu capitano della Fiorentina Campione d'Italia nel 1955-56 e disputò tre gare di Coppa dei Campioni 1956-1957; nella stessa stagione vinse la Coppa Grasshoppers.
  18. ^ Ha debuttato l'11 settembre 1949 in un Juventus 5-2 Fiorentina. Nella stagione 1955-1956 ha vinto lo scudetto, il primo della storia dei Viola. L'anno successivo gioco' la finale della Coppa Campioni con il Real Madrid persa 2-0, conquista la Coppa Grasshoppers. È secondo nella graduatoria di presenze con la maglia della Fiorentina. Perse due finali di Coppa Italia nel 1958 e nel 1959-1960.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]