Francesco Mauro

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Francesco Mauro (Domodossola, 3 marzo 1887[1]Milano, 13 gennaio 1952) è stato un dirigente sportivo e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fratello maggiore dell'arbitro Giovanni Mauro, fu uno dei massimi dirigenti federali F.I.G.C. degli anni a cavallo del primo conflitto mondiale.

Fu Presidente del Comitato Regionale Laziale della F.I.G.C. nella stagione 1914-1915. Nella stessa stagione aveva ricoperto la carica di Vicepresidente della Federazione.

Durante la stagione 1919-20, in coppia con Nino Resegotti, ha guidato l'Inter, vincitrice del suo secondo scudetto.[2] Sempre nel 1920 divenne presidente del club, mantenendo la carica fino al 1923.[3]

Allo scoppio della Grande Guerra, avocò a sé il titolo di Reggente pro tempore della Federazione, senza peraltro fosse stato nominato da alcuna assemblea, visto il perdurare delle ostilità.

Non arruolato perché al di fuori dei limiti di età stabiliti dal Ministero della Difesa (all'inizio della guerra furono arruolate le classi dal 1885 al 1895 più i volontari anche di classi precedenti), rimase alla guida della F.I.G.C. durante tutto il periodo del Commissariamento iniziato all'inizio della stagione 1916-1917.

All'inizio della stagione 1917-1918 mise in palio un trofeo patrocinando in Lombardia la Coppa Mauro riservata alle squadre di 1.a Categoria, torneo culminato con la mancata assegnazione del premio al Milan a seguito delle roventi accuse mosse a lui ed ai collaboratori del Commissario Lombardo Mario Trinchieri, arbitro e segretario-dirigente dell'A.I.A., e del suo collaboratore Gian Guido Piazza,ex Legnano ed a quel momento dirigente del Milan, in occasione del pasticcio causato dall'annullamento della partita Legnano-Internazionale (1-0) per (coatta) ammissione dell'irregolare rete segnata su fuorigioco dall'arbitro Rigoletto Trezzi di Milano.

Il pasticcio causò le paventate dimissioni di diverse società lombarde (Legnano, Enotria e Saronno) che misero a disposizione all'U.L.I.C. i propri giocatori e campi sportivi, malgrado il divieto fatto dall'Ingegnere, pena la radiazione dai ruoli federali.

Alla prima Assemblea Federale del 13 aprile 1919, a Guerra ultimata, fu proprio il Legnano a chiedere la testa dell'Ingegnere, che peraltro dette le proprie dimissioni per fine mandato, dimissioni che furono respinte dall'Assemblea a pieni voti.

Oltre a essere stato presidente del'Inter,[3] ricoprì la stessa carica nel C.O.N.I. dal 1921 al 1923 e, nello stesso periodo, fu Commissario della F.I.G.C..

Nel 1948 in occasione del 50º anniversario della F.I.G.C. fu insignito del titolo di "pioniere del calcio italiano".[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Portale storico della Camera dei Deputati.
  2. ^ SabatiniL'Inter allenatore per allenatore: 1908 / 1922.
  3. ^ a b SabatiniI presidenti.
  4. ^ Bollettino ufficiale della FIGC, comunicato ufficiale n. 45 del 18 febbraio 1949. Con comunicato n. 46, al Palazzo Tursi di Genova il 27 febbraio 1949 furono consegnati i distintivi d'onore alle persone che avevano dato un contributo rilevante allo sviluppo del gioco del calcio in Italia nel periodo 1898-1914 (comprese le persone già decedute): 7 presidenti; 12 del Piemonte; 15 della Lombardia; 5 del Veneto; 6 della Liguria; 2 dell'Emilia, 4 della Toscana; 5 del Lazio; 2 della Campania; 2 delle Puglie; 1 della Sicilia.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Varie cronache pubblicate da La Gazzetta dello Sport.
  • F.I.G.C. - Bollettino Ufficiale n. 15 datato 15 febbraio 1952 - "La morte di Francesco Mauro".
  • F.I.G.C. - 60 anni di vita (1958).
  • Sandro Sabatini, Almanacco agenda Inter 2000, Football Club Internazionale Milano, 1999.
  • C.R. Lazio una vita lunga 95 anni - F.I.G.C. L.N.D. Comitato Regionale Lazio (2004) di Roberto Avantaggiato e Rolando Mignini.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN21274170 · LCCN: (ENno2016011497 · SBN: IT\ICCU\CFIV\094475 · ISNI: (EN0000 0000 6140 8318