Alberto Bonacossa

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Segnaletica verticale del Sentiero Alberto Bonacossa

Alberto Bonacossa (Vigevano, 24 agosto 1883Milano, 30 gennaio 1953) è stato un tennista, pattinatore artistico su ghiaccio, dirigente sportivo ed editore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conte. Partecipò alla prima guerra mondiale, fu insignito della medaglia d'argento al valor militare, e raggiunse il grado di maggiore del genio. Fu un atleta fin dalla gioventù: dal 1914 fu campione italiano di pattinaggio su ghiaccio, e prese parte alle olimpiadi di Anversa del 1920 nel tennis, e ai campionati del mondo del 1922 di Bruxelles. Fu anche calciatore del Grasshoppers di Zurigo[1].

Appassionato motociclista, fu presidente del Moto Club d'Italia dal 1914 al 1931[2] e presidente della Federazione Internazionale dei Club Motociclistici dal 1924 al 1946[3].

Fu fondatore e presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) dal 1926 al 1927, nata dall'unione della Federazione Italiana Pattinaggio, di cui fu presidente dal 1914 al 1926, con la Federazione Bob Club d'Italia e la Federazione Italiana di Hockey, di cui fu fondatore e presidente dal 1924 al 1926[4].

Il 10 ottobre 1920 fu tra i fondatori della Federazione Italiana dello Sci (FIS), che mirava al rilancio delle attività sciistiche in Italia e di cui divenne il primo presidente[5].

Su sollecitazione della dirigenza del CONI, fu anche tra i promotori della Federazione Italiana Pattinaggio a Rotelle (FIPR), costituita a Milano nel 1922[6].

In quel periodo il conte Alberto Bonacossa era anche proprietario dell'Hockey Club Milano, presidente del Tennis Club Milano . Fu editore del quotidiano sportivo Il Littoriale dal 1932 fino al 1939 (poi chiamato Corriere dello Sport)[7], e anche della Gazzetta dello Sport, fino alla morte.

A lui si devono anche i Campionati Internazionali d'Italia di Tennis svoltisi la prima volta nel 1930 a Milano [8], in quanto nel 1929 si era recato ad assistere a Parigi ai Campionati Internazionali di Francia, e a Londra al Torneo di Wimbledon. Al ritorno ne era rimasto entusiasta e l'anno successivo mise in piedi la stessa manifestazione anche per l'Italia.[senza fonte] Dal 1935 al 1946 fu presidente dell'Automobile Club d'Italia.

Fu commissario del CONI dal 28 luglio al 28 settembre del 1943 e membro del CIO dal 1925 al 1953, anno della sua morte.

Suo figlio Cesare Bonacossa scrisse una biografia del padre: Vita al Sole di Alberto Bonacossa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario biografico Treccani
  2. ^ Carlo Perelli, Buon compleanno!, Motociclismo d'Epoca dicembre 2011/gennaio 2012, pagg. 14-21
  3. ^ (ENFR) The Presidents of the FIM Archiviato il 14 novembre 2012 in Internet Archive. dal sito ufficiale della Federazione
  4. ^ "Storia della FISG" sul sito ufficiale della FISG, su fisg.it. URL consultato il 29 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2006).
  5. ^ "Cenni storici" sul sito ufficiale della FISI, su fisi.org. URL consultato il 28 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2010).
  6. ^ "La Federazione - Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio" sul sito ufficiale della FIHP, su fihp.org. URL consultato il 30 marzo 2015.
  7. ^ coninet.it
  8. ^ Repubblica

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