Iti Bacci

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Iti Bacci

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVIII, XXIX e XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione dell'acqua, del gas e dell'elettricità

Dati generali
Partito politico PNF

Iti Bacci nato Baccich (Sussak, 15 luglio 1892Roma, 11 gennaio 1954) è stato un politico e dirigente sportivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Irredentista, fuggì da Fiume e si arruolò volontario nei bersaglieri italiani nella prima guerra mondiale. Finita la guerra fondò il quotidiano "La Vedetta d'Italia", su posizioni nazionalistiche. Nel 1919 prese parte all'impresa di Fiume insieme al fratello maggiore Icilio. Aderì all'Associazione Nazionalista Italiana fino all'aprile 1922 e da quella data al Partito Nazionale Fascista[1], di cui fu vice segretario generale dal 1930 al 1931 e membro del Gran Consiglio del Fascismo dal 1930 al 1932.

Fu eletto deputato del Regno nel 1929 e riconfermato nel 1934[2].

Durante il regime fascista fu molto impegnato come dirigente sportivo e tenne anche per qualche tempo la presidenza del CONI, come commissario, fra il 1930 ed il 1931. Acquisì al CONI il quotidiano "Il Littoriale" di cui fu direttore.

Successivamente, presiedette i Cantieri Navali del Carnaro. Nel 1939 divenne consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, fino all'agosto 1943. Dopo l'8 settembre 1943 non aderì alla Repubblica sociale italiana e fu arrestato a Fiume dai tedeschi e liberato grazie all'interessamento del fratello Icilio, che era senatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]