Siniša Mihajlović

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Siniša Mihajlović
Siniša Mihajlović.JPG
Mihajlović nel 2010, alla guida della Fiorentina
Nazionalità Jugoslavia Jugoslavia
Jugoslavia Jugoslavia (dal 1992)
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro (dal 2003)
Serbia Serbia (dal 2006)
Altezza 185[1] cm
Peso 78[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, difensore)
Squadra Torino
Ritirato 15 giugno 2006 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1988-1990 Vojvodina 73 (19)
1990-1992 Stella Rossa 38 (9)
1992-1994 Roma 54 (1)
1994-1998 Sampdoria 110 (12)
1998-2004 Lazio 126 (20)
2004-2006 Inter 25 (5)
Nazionale
1991 Jugoslavia Jugoslavia 4 (0)
1994-2002 Jugoslavia Jugoslavia 58 (9)
2003 Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro 1 (0)
Carriera da allenatore
2006-2008 Inter Vice
2008-2009 Bologna
2009-2010 Catania
2010-2011 Fiorentina
2012-2013 Serbia Serbia
2013-2015 Sampdoria
2015-2016 Milan
2016- Torino
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 13 aprile 2016

Siniša Mihajlović (in serbo Синиша Михајловић?; IPA: [sǐniʃa mixǎjloʋit͡ɕ]; Vukovar, 20 febbraio 1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore serbo con cittadinanza italiana, in precedenza jugoslavo, di ruolo centrocampista o difensore, tecnico del Torino.

È stato commissario tecnico della Nazionale serba dal maggio 2012 al novembre 2013, e possiede il passaporto italiano.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È sposato dal 2005 con Arianna Rapaccioni, ex soubrette televisiva, conosciuta nel 1995. Da questa relazione ha avuto cinque figli. Da una relazione precedente, nel 1993, aveva avuto un altro figlio, riconosciuto sin dall'inizio, ma incontrato solo nel dicembre 2004 a causa della fine della relazione con la madre, avvenuta prima della sua nascita.[3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Dotato di un sinistro potente e preciso, è ritenuto uno dei maggiori specialisti della sua generazione nell'esecuzione di calci piazzati:[4][5][6][7] acquisì questa reputazione durante la sua militanza nelle file della Stella Rossa, allorché il suo tiro divenne oggetto di studio di alcuni ricercatori del dipartimento di fisica dell'Università di Belgrado, i quali calcolarono una velocità massima di 160 km/h.[8] Il giocatore mise in mostra le proprie doti balistiche anche in Italia, perfezionandole ulteriormente: dapprima incentrati sulla potenza, i suoi tiri divennero progressivamente più precisi.[9] In Serie A, Mihajlović ha realizzato 28 reti su punizione, di cui 3 in una sola partita: si tratta di due record per il massimo campionato italiano – il primo dei quali calcolato a partire dal 1987[10] –, condivisi rispettivamente con Andrea Pirlo[11] e Giuseppe Signori.[12] Tra i «segreti» della sua abilità nei calci di punizione, Mihajlović annoverò la rincorsa breve che sorprendeva i portieri, la tendenza a usare diverse tecniche di tiro nonché l'insolita routine di esercizio, che comprendeva l'impiego di barriere artificiali poste a una distanza inferiore a quella prevista in partita.[8][13]

In origine centrocampista avanzato che prediligeva la fascia sinistra,[14] nei primi anni di militanza nel campionato italiano non brillò per continuità di rendimento né per senso tattico, pur lasciando intravedere qualità tecniche e fisiche di tutto rispetto.[9] Ebbe un decisivo cambio di ruolo nelle file della Sampdoria: schierato al centro della difesa dal tecnico Sven-Göran Eriksson,[14] Mihajlović diede prova di significativi miglioramenti, al punto da essere considerato, sul finire degli anni 1990, il più rappresentativo tra i giocatori jugoslavi[15] nonché uno dei migliori difensori nel panorama calcistico mondiale dell'epoca,[9][16] grazie alla capacità di svolgere compiti difensivi e di impostazione della manovra con eguale efficacia.[16]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominato Sergente per via della forte personalità, è un allenatore noto per la capacità di spronare i propri giocatori a dare il meglio di se stessi, oltre che per la tendenza a dare fiducia agli elementi più giovani della rosa.[17][18][19]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e l'arrivo in Italia[modifica | modifica wikitesto]
Mihajlović (in basso a sinistra) festeggia con i compagni della Stella Rossa la vittoria della Coppa dei Campioni 1990-1991

Dopo aver militato nel Vojvodina e nella Stella Rossa, squadra con cui vinse la Coppa dei Campioni 1990-1991, nel 1992 Mihajlović arriva nel campionato italiano grazie alla Roma, che lo acquista per 8,5 miliardi di lire.[20] Con la formazione capitolina colleziona 54 presenze e 1 gol, contro il Brescia, 1 gol in Coppa UEFA contro il Dortmund, e 5 gol in Coppa Italia, di cui uno in finale contro il Torino.

L'affermazione tra Sampdoria e Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 1994 viene acquistato in prestito dalla Sampdoria. Riscattato dai blucerchiati nell'estate successiva, vive a Genova una serie di stagioni soddisfacenti, attestandosi come uno specialista dei gol su calcio di punizione.

Mihajlović alla Sampdoria nell'annata 1994-1995

Nel 1998 passa alla Lazio a titolo definitivo per una cifra vicina ai 22 miliardi di lire. Nel 1999 sigla il primo gol della storia della Lazio in Champions League, nella prima gara della fase a gironi in casa del Bayer Leverkusen, pareggiata (1-1) grazie al calcio di punizione del serbo.[21] Nel dicembre del 2000, durante una partita di Champions League tra la Lazio e gli inglesi dell'Arsenal, si rende protagonista di insulti razzisti a Patrick Vieira.[22][23] Nel 2003 riceve una pesante squalifica (8 giornate) per aver sputato e calpestato Adrian Mutu, all'epoca giocatore del Chelsea,[24] oltre che per aver lanciato una bottiglietta addosso al delegato UEFA dopo la sua espulsione;[24] per questi gesti viene ovviamente multato.[24] Durante la sua militanza biancoceleste, realizza diversi gol pesanti come quello contro il Chelsea (2-1 per la Lazio a Londra nel match di Champions League). Lascia la Lazio dopo sei stagioni, nelle quali vince un campionato (2000), due Supercoppe Italiane (1998 e 2000), una Supercoppa Europea (1999), una Coppa delle Coppe (1999) e due Coppe Italia (2000 e 2004).

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 al 2006 gioca per l'Inter, formazione della quale è il marcatore più anziano in campionato.[25] In Ascoli-Inter dell'8 aprile 2006 (1-2) segna infatti un gol a 37 anni e 47 giorni.[26] Con la squadra nerazzurra vince 2 Coppe Italia e uno scudetto, assegnato a tavolino alla società lombarda.[27]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con la Nazionale jugoslava ha preso parte al campionato del mondo 1998 ed al campionato d'Europa 2000, collezionando in totale 63 presenze e 9 reti.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Ha svolto il ruolo di allenatore in seconda dell'Inter dal 1º luglio 2006 al 29 maggio 2008, con Roberto Mancini in panchina, per poi lasciare l'incarico poco dopo l'arrivo di José Mourinho. Con il tecnico jesino, Mihajlović ha vinto due campionati italiani, nella stagione 2006-2007 e nella stagione 2007-2008, nonché la Supercoppa italiana del 2006.

Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Dal 3 novembre 2008 è stato il tecnico del Bologna, subentrato all'esonerato Daniele Arrigoni. Ha esordito l'8 novembre successivo contro la Roma (1-1). Dopo cinque pareggi consecutivi in campionato, ha vinto il suo primo incontro il 13 dicembre (Bologna-Torino 5-2). Il 14 aprile 2009, dopo una serie di risultati non positivi culminata con la sconfitta interna per 1-4 contro il Siena, la quarta consecutiva per i rossoblu, viene esonerato e sostituito da Giuseppe Papadopulo[28].

Catania[modifica | modifica wikitesto]

Dall'8 dicembre 2009 prende il posto di Gianluca Atzori sulla panchina del Catania[29]. Debutta il 13 dicembre perdendo contro il Livorno (0-1).

La domenica successiva, 20 dicembre 2009, conquista la sua prima vittoria col Catania a Torino contro la Juventus per 1-2 (non succedeva dal 1963 che gli etnei vincessero a Torino), seguita da una serie di risultati positivi, che permettono al Catania di sollevarsi dal terzultimo posto e raggiungere una zona tranquilla della classifica. Il 12 marzo 2010 battendo l'Inter per 3-1 interrompe un'assenza di successi che vedeva i rossazzurri senza vittorie sui nerazzurri da 44 anni. Il 9 maggio seguente centra la salvezza matematica (42 punti) con il Catania nello scontro con il Bologna allo stadio dall'Ara, con un pareggio per 1-1. La domenica successiva, ultima di campionato, battendo il Genoa al Massimino per 1-0 permette al Catania di conquistare il record di punti (45) nella recente storia della squadra rossazzurra in Serie A (migliorato poi nella stagione 2012-2013 da Rolando Maran) e la 13ª posizione in classifica finale. Il 24 maggio Mihajlović si dimette dall'incarico di allenatore tramite una lettera mandata alla società[30].

Fiorentina[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno 2010, la Fiorentina annuncia ufficialmente di avere ingaggiato l'allenatore serbo che siederà sulla panchina viola al posto di Cesare Prandelli.[31] Il serbo firma un contratto che lo lega al club viola per due anni con un'opzione sul terzo; il nuovo mister percepisce un ingaggio poco superiore a 700 000 euro.[32] Come suo vice, Mihajlović sceglie Dario Marcolin, già suo collega in panchina nella stagione sportiva 2009-2010 al Catania. Al termine della stagione 2010-2011, viene riconfermato dal patron Andrea Della Valle per un altro anno sulla panchina viola.[33] La prima stagione in viola si conclude con un 9º posto in classifica con ben 15 pareggi all'attivo. Dopo essere stato in corsa con altri allenatori per sedersi sulla panchina dell'Inter, il 23 giugno 2011 ribadisce la propria volontà di restare a Firenze ancora a lungo.[34]

Il 7 novembre seguente, all'indomani della sconfitta per 1-0 con il Chievo fuori casa, viene esonerato e sostituito dal tecnico riminese Delio Rossi.[35]

Nazionale serba[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 maggio 2012 diventa il nuovo commissario tecnico della Nazionale serba[36] firmando un contratto quadriennale fino agli Europei 2016. Il suo vice è Nenad Sakic, anch'egli ex giocatore della Sampdoria.[37] Non riesce però ad ottenere la qualificazione ai Mondiali 2014 essendosi piazzato terzo nel girone con 14 punti dietro a Belgio (26) e Croazia (17). Il 20 novembre 2013 lascia la Nazionale serba dopo 19 incontri ufficiali (7 vittorie, 8 sconfitte e 4 pareggi) per tornare in Italia ad allenare la Sampdoria.

Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 novembre 2013 diventa il nuovo allenatore della Sampdoria, sua ex squadra, con un contratto fino a fine stagione con rinnovo automatico per un'altra stagione in caso di salvezza.[38] In questa nuova avventura lo seguono i collaboratori tecnici Nenad Sakić ed Emilio De Leo e il preparatore atletico Antonio Bovenzi.[39][40] Il 24 novembre, all'esordio sulla panchina blucerchiata, pareggia per 1-1 contro la Lazio, dopo essere stato in vantaggio fino al minuto 94.[41] L'8 dicembre vince la sua prima partita in campionato con la Sampdoria per 2-0 contro il Catania; con lo stesso risultato perde invece il 6 gennaio seguente contro il Napoli, la prima gara stagionale. Quattro giorni dopo viene eliminato agli Ottavi di finale di Coppa Italia dalla Roma. Il 3 febbraio 2014 vince il Derby di Genova per 1-0 grazie al gol di Maxi López. Conclude la stagione al 12º posto con 45 punti totali; di cui 36 ottenuti nelle 26 partite in cui è Siniša a sedere in panchina. Inoltre porta la media punti a partita della Sampdoria da 0,75 a 1,38. Il 20 maggio la Sampdoria comunica di aver rinnovato fino al 30 giugno 2015 il rapporto contrattuale con il mister.[42]

Nella stagione 2014-2015 la Sampdoria in classifica si mantiene in zona Champions per buona parte del campionato e il 28 settembre vince il derby per 0-1 con gol di Gabbiadini mentre il 21 gennaio 2015 viene eliminata dalla Coppa Italia agli Ottavi dall'Inter di Roberto Mancini, ex compagno di squadra e allenatore. Il 24 febbraio pareggia per 1-1 il derby di ritorno. Conclude la stagione al 7º posto in campionato frutto di 13 vittorie, 17 pareggi e 8 sconfitte.

Il 1º giugno 2015 annuncia l'addio al club genovese con una lettera pubblicata sul sito della squadra.[43]

Il 4 giugno 2015 ritira ad Amalfi il premio Football Leader - Allenatore dell'anno.[44][45]

Milan[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 giugno 2015, diventa il nuovo allenatore del Milan, firmando un contratto biennale e subentrando all'esonerato Filippo Inzaghi.[46] Esordisce sulla panchina rossonera il 17 agosto seguente, vincendo per 2-0 il terzo turno preliminare di Coppa Italia a San Siro contro il Perugia.[47] Conquista la finale di Coppa Italia ma, a seguito della sconfitta casalinga 1-2 contro la Juventus in campionato, giunta al culmine di una serie di prove negative con 5 partite consecutive senza vittorie, il 12 aprile 2016 viene esonerato e sostituito da Cristian Brocchi.[48]

Torino[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio 2016 viene ufficializzato come nuovo allenatore del Torino, firmando un contratto biennale e subentrando all'uscente Gian Piero Ventura.[49] Esordisce sulla panchina granata il 13 agosto 2016 allo Stadio Olimpico Grande Torino con la vittoria interna per 4-1 sulla Pro Vercelli nel terzo turno di Coppa Italia. Mihajlović schiera i granata con un 4-3-3 di matrice aggressiva e termina il girone di andata siglando il record di punti dell'era Cairo (29), ma un girone di ritorno meno brillante garantisce al Torino la nona posizione complessiva, con il sesto attacco (71 gol fatti) e la quart'ultima difesa (66 gol subiti).

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Dedicò un necrologio[50] al suo amico Željko Ražnatović (che era anche capo degli ultras della Stella Rossa,[51] squadra dove giocò Mihajlović), noto criminale serbo accusato di crimini contro l'umanità. Di Ratko Mladić, generale accusato di genocidio disse: "Mladic? Un grande guerriero che combatte per il suo popolo".[52] Del regime di Slobodan Milošević ebbe a dire: "tra noi abbiamo sempre litigato, ma siamo tutti serbi. E preferisco combattere per un mio connazionale e difenderlo contro un aggressore esterno. So dei crimini attribuiti a Milosevic, ma nel momento in cui la Serbia viene attaccata, io difendo il mio popolo e chi lo rappresenta."[53]

Da calciatore, il 7 novembre 2003 fu squalificato per 8 giornate e condannato a pagare 12 300 euro di multa dall'UEFA per aver scalciato e sputato al rumeno Adrian Mutu, con l'aggravante della recidività, in Lazio-Chelsea di Champions League.[54] Durante la partita Lazio-Arsenal del 17 ottobre 2000 insultò, definendolo per sua stessa ammissione "nero di merda", il calciatore francese di origine senegalese Patrick Vieira; dichiarò successivamente di non esserne pentito ma di non voler esser definito razzista. Per questo fatto la DIGOS presentò un esposto alla procura di Roma.[55]

Il 28 maggio 2012, da CT della Serbia, ha escluso Adem Ljajić dalla Nazionale per la scelta del calciatore di non cantare l'inno nazionale serbo.[56][57]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 14 maggio 2006.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1988-1989 Jugoslavia Vojvodina SS 31 4 CJ - - - - - - - - 31 4
1989-1990 SS 28 11 CJ - - CC 2 1 - - - 30 12
1990-gen. 1991 SS 14 4 CJ - - - - - - - - 14 4
Totale Vojvodina 73 19 2 1 75 20
gen. 1991-giu. 1991 Jugoslavia Stella Rossa SS 14 1 CJ - - CC 5 1 - - - 19 2
1991-1992 SS 24 8 CJ - - CC 10 5 SU+CInt 1+1 0+0 36 13
Totale Stella Rossa 38 9 15 6 2 0 55 15
1992-1993 Italia Roma A 29 1 CI 7 5 CU 5 1 - - - 41 7
1993-1994 A 25 0 CI 3 0 - - - - - - 28 0
Totale Roma 54 1 10 5 5 1 69 7
1994-1995 Italia Sampdoria A 25 3 CI 2 0 CdC 6 1 SI 1 1 34 5
1995-1996 A 30 4 CI 2 0 - - - - - - 32 4
1996-1997 A 28 2 CI 1 0 - - - - - - 29 2
1997-1998 A 27 3 CI 4 1 CU 2 0 - - - 33 4
Totale Sampdoria 110 12 9 1 8 1 1 1 128 15
1998-1999 Italia Lazio A 30 8 CI 4 1 CdC 9 0 SI 1 0 44 9
1999-2000 A 26 6 CI 7 4 UCL 12 3 SU 1 0 46 13
2000-2001 A 18 4 CI 2 1 UCL 8 2 SI 1 1 29 8
2001-2002 A 6 0 CI 2 0 UCL 2 0 - - - 10 0
2002-2003 A 21 1 CI 1 0 CU 6 0 - - - 28 1
2003-2004 A 25 1 CI 6 0 UCL 5 1 - - - 36 2
Totale Lazio 126 20 22 6 42 6 3 1 193 33
2004-2005 Italia Inter A 20 4 CI 6 1 UCL 4 0 - - - 30 5
2005-2006 A 5 1 CI 5 0 UCL 3 0 SI 0 0 13 1
Totale Inter 25 5 11 1 7 0 0 0 43 6
Totale carriera 426 66 52 13 79 15 6 2 563 96

Record[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 11 dicembre 2017.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P  %
nov. 2008-apr. 2009 Italia Bologna A 21 4 8 9 CI 1 0 0 1 - - - - - - - - - 22 4 8 10 18,18 Sub. e eson.
dic. 2009-2010 Italia Catania A 23 9 9 5 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - 25 10 9 6 40,00 Sub. 15º
2010-2011 Italia Fiorentina A 38 12 15 11 CI 3 2 0 1 - - - - - - - - - 41 14 15 12 34,15
2011-2012 A 10 3 3 4 CI 1 1 0 0 - - - - - - - - - 11 4 3 4 36,36 Esonerato
Totale Fiorentina 48 15 18 15 4 3 0 1 52 18 18 16 34,62
nov. 2013-2014 Italia Sampdoria A 26 10 6 10 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - 28 11 6 11 39,29 Sub. 12º
2014-2015 A 38 13 17 8 CI 3 2 0 1 - - - - - - - - 41 15 17 9 36,59
Totale Sampdoria 64 23 23 18 5 3 0 2 69 26 23 20 37,68
2015-apr. 2016 Italia Milan A 32 13 10 9 CI 6 6 0 0 - - - - - - - - - 38 19 10 9 50,00 Esonerato
2016-2017 Italia Torino A 38 13 14 11 CI 3 2 0 1 - - - - - - - - - 41 15 14 12 36,59
2017-2018 A 17 5 8 4 CI 2 2 0 0 - - - - - - - - - 19 7 8 4 36,84
Totale Torino 55 18 22 15 5 4 0 1 60 22 22 16 36,67
Totale carriera 243 82 90 71 23 17 0 6 266 99 90 77 37,22

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie GF GS DR
2012 Serbia Serbia Qual. Mondiale 3º nel gruppo A, Non qualificato 4 1 1 2 25,00 6 5 +1
2013 6 3 1 2 50,00 12 6 +6
2013-2014 Amichevoli 9 3 2 4 33,33 10 10 0
Totale Serbia 19 7 4 8 36,84 28 21 +7

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Vojvodina: 1988-1989
Stella Rossa: 1990-1991, 1991-1992
Lazio: 1998, 2000
Inter: 2005
Lazio: 1999-2000
Inter: 2005-2006
Lazio: 1999-2000, 2003-2004
Inter: 2004-2005, 2005-2006
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Stella Rossa: 1990-1991
Stella Rossa: 1991
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sinisa Mihajlovic, su legaseriea.it. URL consultato il 17 settembre 2016.
  2. ^ Dario Freccero, Sinisa? È la moglie il punto di forza, in ilsecoloxix.it, 14 novembre 2013. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  3. ^ Aleksandr Boskovic, È già Natale per Mihajlović, su it.uefa.com, 21 dicembre 2004.
  4. ^ Germano Bovolenta, Mihajlovic laureato in punizioni, in La Gazzetta dello Sport, 26 febbraio 1997. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  5. ^ Stefano Petrucci, Albertosi fa le classifiche: Sui calci di punizione Mihajlovic tra i più grandi, in Corriere della Sera, 15 dicembre 1998, p. 51. (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2012).
  6. ^ Stefano Petrucci, "Sinisa, genio e potenza", in Corriere della Sera, 23 ottobre 1999, p. 51.
  7. ^ (EN) Simon Rice, The Ten Best Free-Kick Specialists, su independent.co.uk, 11 settembre 2009. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  8. ^ a b Fabrizio Salvio, Professione cecchino, in La Gazzetta dello Sport, 13 marzo 2004.
  9. ^ a b c Stefano Petrucci, Mazzone: "Mihajlovic è il più forte di tutti", in Corriere della Sera, 22 ottobre 1999, p. 51. (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2015).
  10. ^ a b Paolo Tomaselli, Non è più il tempo delle punizioni, in Corriere della Sera, 16 febbraio 2007, p. 66.
  11. ^ a b Gianluca Oddenino, Un po’ Pirlo, un po’ Tevez: Dybala corre verso i record, in La Stampa, 18 gennaio 2016. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  12. ^ a b A differenza di Signori, che realizzò le prime due reti con punizioni «di seconda», Mihajlović mise a segno tre tiri diretti. Cfr. Lanfredo Birelli, Record Mihajlovic: mai 3 gol su punizione diretta, in La Gazzetta dello Sport, 14 dicembre 1998. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  13. ^ Maurizio Nicita, Mihajlovic punge Sensi e avvisa i portieri: «Sto imparando a usare anche il destro», in La Gazzetta dello Sport, 10 novembre 1999.
  14. ^ a b Maida.
  15. ^ Giampietro Agus e Nebojsa Popovic, Francia: Blanc addio nazionale se non arriva la qualificazione, in La Gazzetta dello Sport, 8 ottobre 1999. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  16. ^ a b Giuseppe Toti, Mihajlovic merita il Pallone d'oro, in Corriere della Sera, 21 ottobre 1999, p. 51.
  17. ^ Filippo Grimaldi, Ecco Mihajlovic, sergente e motivatore. Niente scuse, zero sconti e tanto lavoro, su gazzetta.it, 3 giugno 2015. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  18. ^ Umberto Zapelloni, Milan, c'è il sergente Sinisa: ecco la nuova era dopo le bandiere, su gazzetta.it, 4 giugno 2015. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  19. ^ Laura Bandinelli, Milan, peggio di prima, in La Stampa, 6 ottobre 2015. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  20. ^ Gazzetta, p. 10.
  21. ^ Si chiama Mihajlovic la sicurezza Lazio, in La Gazzetta dello Sport, 15 settembre 1999.
  22. ^ Maurizio Nicita, Mihajlovic indagato per razzismo, in La Gazzetta dello Sport, 23 dicembre 2000, p. 12. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  23. ^ Stefano Boldrini, Mihajlovic e gli insulti razzisti: «Non mi pento», in Corriere della Sera, 19 ottobre 2000, p. 45. (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2015).
  24. ^ a b c (EN) Uefa bans Mihajlovic, su news.bbc.co.uk.
  25. ^ Panini, p. 91.
  26. ^ Inter, ad Ascoli prova d'orgoglio va sotto, ma Cruz e Sinisa la salvano, su repubblica.it, 8 aprile 2006.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Maida, MIHAJLOVIC, Sinisa, in Enciclopedia dello Sport – Calcio, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002, p. 765.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 9 (1992-1993), Milano, La Gazzetta dello Sport, 2 luglio 2012.
  • Almanacco illustrato del calcio 2017, Modena, Panini, 2016.

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