Evaristo Beccalossi

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Evaristo Beccalossi
Evaristo Beccalossi (Inter).jpg
Beccalossi all'Inter nella stagione 1981-1982
Nazionalità Italia Italia
Altezza 176 cm
Peso 74 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista
Ritirato 1991 - giocatore
Carriera
Giovanili
1972-1975 Brescia
Squadre di club1
1972-1978 Brescia 94 (14)
1978-1984 Inter 216 (30)
1984-1985 Sampdoria 9 (0)
1985-1986 Monza 14 (3)
1986-1988 Brescia 48 (0)
1988-1989 Barletta 26 (6)
1989-1990 Pordenone 24 (4)
1990-1991 Breno ? (?)
Nazionale
1976-1980 Italia Italia U-21 3 (0)
1979-1980 Italia Italia Olimpica 4 (1)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956) è un ex calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo centrocampista.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Beccalossi era un fantasista dotato di grandi qualità tecniche – molto abile, in particolare, nel dribbling e nell'ultimo passaggio – ma discontinuo nel rendimento:[1][2][3] la sua presenza in campo risultava tanto efficace nelle giornate di grazia quanto infruttuosa nei periodi di scarsa vena, al punto da indurre alcuni compagni di squadra ad affermare ironicamente, prima delle partite: «oggi giochiamo in dieci o in dodici».[2] Facendo riferimento alla propria militanza nell'Inter, lo stesso Beccalossi ha espresso riconoscenza ai gregari Baresi, Marini e Oriali, in quanto «correvano anche per me».[2] Mancino naturale, poco avvezzo all'utilizzo del piede destro,[1] fu più volte paragonato a Mario Corso per il suo estroso stile di gioco,[4][5] che gli valse il nomignolo Dribblossi, ideato da Gianni Brera.[6]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Beccalossi in azione al Brescia nella stagione 1986-1987

Proveniente dal vivaio della squadra della sua città, il Brescia (con il quale si era aggiudicato il Campionato Primavera 1974-1975 da titolare), fu acquistato dall'Inter a fine stagione 1977-1978. In 6 anni di permanenza in nerazzurro collezionò 216 presenze tra campionato, coppe europee, Coppa Italia, realizzando 37 reti, tra cui una doppietta nel derby vinto per 2-0 il 28 ottobre 1979.[7] Divenne campione d'Italia nella stagione 1979-1980 e giunse fino alle semifinali di Coppa dei Campioni 1980-1981. Coi nerazzurri vince anche la Coppa Italia 1981-1982.

L'ingaggio di Hansi Müller da parte dell'Inter (col quale la convivenza non fu sempre facile) ne attenuò il rendimento, sino al prestito alla Sampdoria nella stagione 1984-1985, quando la squadra ligure si classificò al quarto posto in campionato e vinse la Coppa Italia 1984-1985. Il Monza, in Serie B, lo acquistò dall'Inter nell'ottobre 1985; coi brianzoli, quell'anno, si classificò all'ultimo posto in campionato e retrocesse in Serie C.

Dopo due stagioni col Brescia, di cui una in Serie A finita con la retrocessione in Serie B all'ultima giornata, terminò la carriera da professionista al Barletta in Serie B, ottenendo la salvezza. Nella stagione 1989-1990 fu ingaggiato dal Pordenone in Serie D, con cui finì la stagione ultimo in classifica retrocedendo nel campionato di Promozione, e poi dal Breno (Serie D), dove concluse la carriera. In carriera totalizzò complessivamente 249 presenze e 30 reti in Serie A, 159 presenze e 23 reti in Serie B.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1976 al 1980 ha disputato 3 partite con la nazionale Under-21; al suo attivo anche 4 presenze e una rete nell'Italia olimpica.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 fu nominato consulente personale del nuovo presidente del Taranto D'Addario.[8] Nel 2013 si candidò alle Elezioni regionali in Lombardia con l'UDC per Gabriele Albertini presidente, nella circoscrizione di Milano, ottenendo 102 voti e non risultando eletto in Consiglio Regionale.

Nel luglio 2014 diventò supervisore del Lecco[9]; il successivo 11 settembre ne assunse la carica di presidente[10].

È stato opinionista sportivo alle trasmissioni Qui studio a voi stadio di Telelombardia[11], Controcampo di Italia 1[12], Diretta stadio... ed è subito goal! di 7 Gold.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

L'attore Paolo Rossi, tifoso nerazzurro, dedicò a Beccalossi uno dei suoi più noti monologhi comici.

Nel 1983 il cantautore Mauro Minelli gli ha dedicato il brano Scusa se insisto, mi chiamo Evaristo, che riprende nel titolo una celebre frase di Beppe Viola.[13] Nel 1997 il cantautore Enrico Ruggeri ha dedicato a Beccalossi, Gigi Meroni, George Best, Diego Armando Maradona e in generale agli "sregolati" del calcio, il brano Il fantasista, inserito nell'album Domani è un altro giorno. Ha partecipato, nel 2006, al videoclip Spasimo dei Rezophonic.

In ambito teatrale, nel 1992 l'attore comico Paolo Rossi inscenò una pièce intitolata Lode a Evaristo Beccalossi rifacendosi alla gara Inter-Slovan Bratislava (2-0) del 15 settembre 1982, andata di sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe, in cui il calciatore fallì a pochi minuti di distanza due calci di rigore.[14]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Brescia: 1974-1975

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1979-1980
Inter: 1981-1982
Sampdoria: 1984-1985

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1974
1981-1982

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Nicola Cecere, Mi chiamo Evaristo, il genio, gazzetta.it, 31 maggio 2008.
  2. ^ a b c Pasquale Guarro, Beccalossi: "Io e Mueller non ci potevamo vedere, ecco perché. Oriali mi diceva...", fcinter1908.it, 5 marzo 2016.
  3. ^ Angelo Carotenuto, Dieci italiani più uno che avrebbero meritato la nazionale, carotenuto.blogautore.repubblica.it, 13 ottobre 2015.
  4. ^ Vernazza, p. 115.
  5. ^ Bruno Longhi, Sono Evaristo, festeggio i 60. Scusate se insisto, sportmediaset.mediaset.it, 12 maggio 2016.
  6. ^ Pezzotti, Vietti, p. 27.
  7. ^ Beccalossi, doppietto risolutore, in La Stampa, 29 ottobre 1979, p. 12.
  8. ^ A Taranto domani arriva Beccalossi, lagazzettadelmezzogiorno.it.
  9. ^ Il primo giorno di Beccalossi: "Il Lecco deve tornare a investire sui giovani, ilgiorno.it, 22 luglio 2014.
  10. ^ Lecco: Evaristo Beccalossi è presidente, ansa.it, 11 settembre 2014.
  11. ^ Beck, il genio in cravatta, in la Repubblica, 9 dicembre 2003.
  12. ^ Forlì: due nuovi incontri sotto la torre, Volcic e Beccalossi, romagnaoggi.it, 7 luglio 2008.
  13. ^ Turrini, p. 61.
  14. ^ Rossi.
  15. ^ La spunta il Brescia ma solo con i rigori, in La Stampa, Cronache della Liguria, 1º settembre 1974, p. II.
  16. ^ Carlin's Boys: la grande rivelazione, in La Stampa, Cronache della Liguria, 3 settembre 1974, p. II.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Rossi, Si fa presto a dire pirla, Milano, Baldini&Castoldi, 1992, ISBN 88-85988-35-0.
  • Gianluigi Pezzotti e Rita Vietti, Dizionario della grande Inter, Roma, Newton Compton Editori, 2002, ISBN 9788882894962.
  • Leo Turrini, Pazza Inter. Cento anni di una squadra da amare, Milano, Mondadori, 2007.
  • Sebastiano Vernazza, I personaggi: Evaristo Beccalossi, in Inter. Cento di questi anni, Milano, La Gazzetta dello Sport, 2008, pp. 114-117.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]