Oliviero Garlini

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Oliviero Garlini
Oliviero Garlini.jpg
Oliviero Garlini con la maglia dell'Inter
Nazionalità Italia Italia
Altezza 177[1] cm
Peso 71[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirata 1992 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1975-1976 Como 3 (0)
1976-1977 Empoli 18 (6)
1977-1979 Nocerina 65 (9)
1979-1980 Fano 32 (14)
1980-1984 Cesena 119 (25)
1984-1986 Lazio 58 (19)
1986-1987 Inter 20 (4)
1987-1988 Atalanta 38 (18)
1988-1989 Ancona 23 (5)
1989-1990 Ascoli 17 (0)
1990-1991 Ravenna 24 (3)
1991-1992 Corbetta 9 (2)
Carriera da allenatore
2004-2011 600px Verde e Giallo.svg Dalmine Giovanili
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Oliviero Garlini (Stezzano, 4 marzo 1957) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Seconda punta, esordì in Serie A con la maglia del Como il 29 febbraio 1976. Dopo aver giocato per Empoli, Nocerina (con cui ottenne una storica promozione in Serie B) e Fano, ritornò in A con il Cesena promosso dalla B nel 1980-81, promozione a cui contribuì attivamente con 10 realizzazioni. In Romagna fece coppia con l'austriaco Walter Schachner realizzando 12 reti in due stagioni in massima serie e restando in bianconero anche dopo la retrocessione in B.

Nel 1984 si trasferì alla Lazio che, in preda ad una grave crisi societaria, nel 1984-85, retrocesse in Serie B. Nel campionato successivo, con allenatore Luigi Simoni, Garlini fu capocannoniere in B con 18 reti.

Nel 1986 si trasferì all'Inter per 1,3 miliardi di lire,[2] dove fu chiuso da Alessandro Altobelli e Karl-Heinz Rummenigge. Passò così all'Atalanta con cui ottenne la promozione in A, poi all'Ancona, in Serie B, nella stagione 1988-89, per poi chiudere la carriera con Ascoli in A (stagione 1989-90, conclusa all'ultimo posto) e Ravenna in C1.[3]

Ha complessivamente totalizzato 118 presenze e 18 reti in Serie A, e 189 presenze e 55 reti in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Appesi gli scarpini al chiodo, Garlini intraprende la carriera di allenatore e dal 2004 al 2011 guida le giovanili del Dalmine.

Team manager[modifica | modifica wikitesto]

Entrò successivamente nello staff del Padova, chiamato dall'amico Alessandro Altobelli, come team manager, prima in serie B e poi in serie C1. Commise però una gaffe in una partita decisiva per la salvezza, Padova-Varese giocata il 3 aprile 1999, con i biancoscudati in vantaggio per 2-0: a tre minuti dalla fine della gara non impedì la sostituzione dell'unico giocatore under 21 della squadra rimasto in campo[4], contravvenendo a una regola della federazione. L'episodio costò una sconfitta a tavolino che a fine stagione fu determinante per la retrocessione dei biancoscudati.

Dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2011 assume il ruolo di responsabile del settore giovanile dell'A.C. Bergamo Longuelo, società dilettantistica di Bergamo che milita nel campionato di Prima Categoria.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Nocerina: 1977-1978

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1985-1986 (18 gol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 1 (1984-1985), Panini, 7 maggio 2012, p. 41.
  2. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 3 (1986-1987), Panini, 21 maggio 2012, p. 10.
  3. ^ CalcioDiEccellenza :: Leggi argomento - carriere calciatori professionisti finiti nei dilettanti
  4. ^ Padova: Fedele si salva, Garlini paga per tutti, La Gazzetta dello Sport, 6 aprile 1999

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]