Nicola Caccia

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Nicola Caccia
Nicola Caccia - SSC Napoli 1996-97.jpg
Caccia al Napoli nella stagione 1996-1997
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Squadra Siviglia (coll. tecnico)
Ritirato 2006 - giocatore
Carriera
Giovanili
1983-1987 Empoli
Squadre di club1
1987-1991 Empoli 73 (11)[1]
1991 Bari 7 (0)
1991-1992 Modena 24 (3)
1992-1995 Ancona 93 (24)
1995-1996 Piacenza 33 (14)
1996-1997 Napoli 33 (7)
1997-2000 Atalanta 101 (40)
2000-2003 Piacenza 71 (25)
2003 Como 16 (5)
2003-2006 Genoa 73 (13)
Carriera da allenatore
2006 Biellese
2007 Biellese
2007 Sangiovannese
2011-2012 Livorno Assistente
2012-2015 Fiorentina Coll. tecnico
2015-2016 Sampdoria Coll. tecnico
2016-2017 Milan Coll. tecnico
2017-SivigliaColl. tecnico
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2016

Nicola Caccia (Castello di Cisterna, 10 aprile 1970) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, collaboratore tecnico del Siviglia.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Centravanti mobile e tecnicamente dotato[2][3], poteva giocare anche come mezzapunta[4][5] o ala sinistra in un tridente d'attacco[6][7], per convergere verso il centro e liberarsi al tiro[5].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nella scuola calcio San Nicola di Castello di Cisterna, comune dell'entroterra napoletano[8], nel 1983 entra nel settore giovanile dell'Empoli[9], con cui esordisce in Serie A il 31 gennaio 1988, nella sconfitta per 4-0 sul campo della Juventus. Rimane in forza ai toscani fino al 1991, vivendo la doppia retrocessione del club (dalla Serie A alla Serie C1) tra il 1988 e il 1989; scende in campo anche nello spareggio perso contro il Brescia, il 25 giugno 1989, che sancisce la retrocessione in terza serie[10].

Nel 1991 torna nella massima serie, ingaggiato dal Bari: con i galletti disputa 7 partite di campionato fino a novembre, senza andare a segno, e nel mercato autunnale viene ceduto in prestito al Modena, in Serie B[4]. Rientrato a Bari, passa in comproprietà all'Ancona[4][11], neopromosso in Serie A: pur impiegato con regolarità (26 presenze), non realizza reti, e a fine stagione i dorici retrocedono in Serie B. Viene riconfermato anche nelle due stagioni successive, nelle quali segna rispettivamente 10 e 14 reti, componendo con Edoardo Artistico e Cristian Baglieri il reparto offensivo, sotto la guida di Attilio Perotti[3][12]; ciononostante, viene duramente contestato dalla tifoseria[13].

Gli anni della Serie A: Piacenza, Napoli e Atalanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 viene acquistato dal Parma, che lo gira al Piacenza nell'ambito dell'operazione che porta Filippo Inzaghi ai ducali[14]. Schierato come attaccante centrale nel tridente con Francesco Turrini e Gianpietro Piovani, realizza 14 reti (suo miglior bottino in Serie A) con le quali contribuisce alla salvezza della squadra allenata da Luigi Cagni[15]. A fine stagione, dopo aver disputato alcune amichevoli in una tournée estiva con la maglia del Milan[16], passa al Napoli[17], dove forma con Alfredo Aglietti la coppia d'attacco titolare[18]. Con la maglia azzurra offre un rendimento inferiore alle attese[19], che provoca una nuova contestazione nei suoi confronti[20][21], anche a causa di un'espulsione rimediata nella finale di Coppa Italia, persa contro il Vicenza[22]; per questa ragione passa all'Atalanta[21], dove vive una nuova stagione negativa nella quale realizza 6 reti (3 delle quali su rigore)[19], viene fischiato dai tifosi nerazzurri[20][23] e retrocede in Serie B.

La Serie B a Bergamo e il ritorno a Piacenza[modifica | modifica wikitesto]

La formazione orobica lo riconferma per le due successive annate tra i cadetti, nelle quali Caccia torna a segnare con regolarità totalizzando 34 reti complessive e contribuendo alla promozione nel campionato 1999-2000, quando con 16 reti è il miglior marcatore della squadra davanti a Cristiano Doni[19]; inoltre è capocannoniere della Coppa Italia 1999-2000 con 6 gol[24]. Caccia non segue l'Atalanta in Serie A, e fa ritorno al Piacenza dove ottiene una nuova promozione nella massima serie: utilizzato da Walter Novellino come principale terminale offensivo della squadra[25], vince il titolo di capocannoniere della serie cadetta con 23 reti[26]. Nell'aprile 2001 Caccia, insieme al compagno di squadra Stefano Sacchetti, viene trovato positivo al nandrolone in seguito a un test antidoping eseguito dopo la partita Sampdoria-Piacenza del 23 dicembre 2000[27]; sospeso all'inizio di maggio[28], viene squalificato per 8 mesi, poi ridotti a 4[29].

Rimane al Piacenza anche nella stagione successiva, nella quale si ritrova chiuso da Dario Hübner e Paolo Poggi, totalizzando 27 presenze senza reti[30][31]. Inizia la stagione 2002-2003 alternandosi a Johnnier Montaño come spalla di Hubner[32]; nel mercato di gennaio, tuttavia, viene ceduto al Como, in cambio di Ciro De Cesare[33]. Con i lariani realizza 5 reti in 16 partite, senza evitare la retrocessione della squadra allenata da Eugenio Fascetti.

Il finale di carriera nel Genoa[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2003 si trasferisce al Genoa[34], nell'ambito del passaggio di Enrico Preziosi dalla presidenza del Como a quella della società rossoblu[35]. Con i Grifoni disputa due stagioni in Serie B, culminate con la promozione in Serie A revocata a causa delle vicende del Caso Genoa, nel 2005, e rimane anche dopo la retrocessione in Serie C1[36]. Contribuisce alla promozione dopo i play-off con 17 presenze e una rete, in una stagione minata da problemi fisici[37][38] che lo portano al ritiro nell'estate 2006[39].

Il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of Fame[40].

Allenatore e dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Caccia nel 2011

Terminata la carriera da calciatore, nel 2006 diventa allenatore della Biellese, militante nel campionato italiano di Serie C2; viene esonerato il 18 settembre dopo aver perso le prime 3 partite di campionato, e successivamente richiamato a gennaio[41]. Con i piemontesi retrocede dopo i play-out persi contro il Lumezzane.

Nella stagione successiva viene chiamato dal direttore sportivo Francesco Baiano alla Sangiovannese[42], squadra di Serie C1 da cui viene esonerato il 1º ottobre[43]. Nell'estate 2011 entra a far parte dello staff Livorno come assistente tecnico di Walter Novellino e poi di Armando Madonna[44][45].

Il 6 luglio 2012 viene chiamato nello staff della Fiorentina, ricoprendo il ruolo di collaboratore tecnico dell'allenatore Vincenzo Montella[44]. Segue Montella, sempre nel il ruolo di collaboratore tecnico, anche nel 2015 alla Sampdoria, nel 2016 al Milan e nel 2017 al Siviglia.

Frattanto il 2 maggio 2011 ha ottenuto la qualifica di direttore sportivo[46].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1999-2000 (6 gol)
2000-2001 (23 gol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 74 (11) se si comprende lo spareggio contro il Brescia.
  2. ^ E Tentoni gli risponde ma tardi, La Repubblica, 18 dicembre 1995, pag.44
  3. ^ a b "Mastronunzio? Tenetelo stretto", Il Resto del Carlino, 10 settembre 2009
  4. ^ a b c Qui Ancona: "Non dateci per spacciati", Il Corriere della Sera, 20 luglio 1992, pag.23
  5. ^ a b Caccia, l'inventore di “Lupo”: «Beppe meriterebbe la serie A», Il Tirreno, 20 marzo 2009, pag.15
  6. ^ Abile Di Francesco, La Repubblica, 20 novembre 1995, pag.42
  7. ^ Trapattoni ha sognato lo spettacolo, La Repubblica, 4 dicembre 1995, pag.38
  8. ^ A Napoli la fabbrica dei talenti Archiviato il 11 marzo 2011 in Internet Archive. Ussannicola.it
  9. ^ Caccia racconta Montella: "Fratelli del gol...lui è una sorpresa continua" Fiorentina.it
  10. ^ Lo spareggio di Cesena Bresciainrete.it
  11. ^ "Non c'è scelta, umiltà e basta", La Repubblica, 21 agosto 1992, pag.35
  12. ^ Perotti avverte il ' suo' Ancona 'Vendicherò il vecchio sgarro', La Repubblica, 8 dicembre 2001, pag.19 - sez.Bari
  13. ^ Ancona, tre reti contro i violenti, La Repubblica, 9 gennaio 1995, pag.45
  14. ^ Milan-Juve, accordo vicino su Baggio, Il Corriere della Sera, 29 giugno 1995, pag.43
  15. ^ Rosa 1995-1996 Storiapiacenza1919.it
  16. ^ Statistiche su Magliarossonera.it
  17. ^ Di Matteo, un azzurro al Chelsea, La Repubblica, 3 luglio 1996, pag.50
  18. ^ Napoli inquieto, Lazio da rimonta, La Repubblica, 27 novembre 1996, pag.49
  19. ^ a b c Caccia-gol torna al passato Della Morte in altalena, La Repubblica, 21 febbraio 2004, pag.13 - sez.Genova
  20. ^ a b M.Sappino, Dizionario biografico del calcio italiano, ed. Baldini&Castoldi, pag.117 Archiviato il 7 dicembre 2013 in Internet Archive.
  21. ^ a b Napoli, mercato senza soldi tanti candidati, nessun affare, La Repubblica, 4 agosto 2002, pag.7 - sez.Napoli
  22. ^ Violenza e gol, la notte del Vicenza, La Repubblica, 30 maggio 1997, pag.52
  23. ^ Lucarelli torna al gol e l'Atalanta ora spera, La Repubblica, 23 marzo 1998, pag.41
  24. ^ Auguri a... Nicola Caccia Tuttoatalanta.com
  25. ^ Provaci ancora Samp, La Repubblica, 23 dicembre 2000, pag.11 - sez.Genova
  26. ^ (EN) Italy - Serie B Top Scorers Rsssf.com
  27. ^ Monaco e Bucchi due positivi nella stessa gara, La Repubblica, 22 aprile 2001, pag.42
  28. ^ Sospesi Caccia e Sacchetti (Piacenza) sono trascorsi quattro mesi dal primo test, La Repubblica, 4 maggio 2001, pag.59
  29. ^ Caf, la sentenza: quattro mesi a Couto, Davids e agli altri, La Repubblica, 6 settembre 2001
  30. ^ Il Napoli si (ri)butta su Caccia Tuttomercatoweb.com
  31. ^ Rosa 2001-2002 Storiapiacenza1919.it
  32. ^ Le partite della stagione 2002-2003 Storiapiacenza1919.it
  33. ^ Como: preso Caccia ma il mercato continua Tuttomercatoweb.com
  34. ^ Caccia e Colacone ci sono le firme, La Repubblica, 11 luglio 2003, pag.11 - sez.Genova
  35. ^ Donadoni: 'Con Preziosi si vince, anche in C', La Repubblica, 1º luglio 2003, pag.12 - sez.Genova
  36. ^ Caccia, Lamacchi, Baldini e Rimoldi prove di 'corazzata' per la serie C, La Repubblica, 27 agosto 2005, pag.3 - sez. Genova
  37. ^ Incubo finito, il ritorno di Caccia, La Repubblica, 5 novembre 2005, pag.13 - sez.Genova
  38. ^ Genoa-Ravenna, terzo round, La Repubblica, 15 gennaio 2006, pag.12 - sez.Genova
  39. ^ Genoa, il giorno di Gasperini 'Sarà un Grifone d'assalto', La Repubblica, 29 giugno 2006, pag.18
  40. ^ LA LISTA DEI 200 - HALL OF FAMERS - Archiviato il 16 agosto 2013 in Internet Archive. genoacfc.it
  41. ^ Vincenzo e Nicola, i gemelli diversi di Castel Cisterna[collegamento interrotto] Violanews.com
  42. ^ Braglia dà un bel voto alla Lucchese, Il Tirreno, 24 settembre 2007, pag.9
  43. ^ Brevi calcio, Il Tirreno, 2 ottobre 2007, pag.18
  44. ^ a b Alla scoperta della nuova Fiorentina. Tutto lo staff di Montella. Fiorentina.it
  45. ^ Livorno-Bari: la presentazione della partita Solobarinews.it
  46. ^ Diplomati a Coverciano 56 nuovi direttori sportivi Settoretecnico.figc.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Perrone (a cura di), Il libro del calcio italiano 1999/2000, Roma, Corriere dello Sport - Stadio, 1999, p. 29.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (DEENIT) Nicola Caccia, su transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG. Modifica su Wikidata
  • Nicola Caccia, su calcio.com, HEIM:SPIEL Medien GmbH. Modifica su Wikidata
  • Nicola Caccia, su TuttoCalciatori.Net, Ascoli Piceno, Norz Srl.