Società Sportiva Calcio Napoli 1996-1997

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Società Sportiva Calcio Napoli
Stagione 1996-1997
AllenatoreItalia Luigi Simoni, poi
Italia Vincenzo Montefusco
PresidenteItalia Corrado Ferlaino
Serie A13º posto
Coppa ItaliaFinale
Maggiori presenzeCampionato: Taglialatela (34)
Miglior marcatoreCampionato: Aglietti (8)
StadioSan Paolo

Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti la Società Sportiva Calcio Napoli nelle competizioni ufficiali della stagione 1996-1997.

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Serie A[modifica | modifica wikitesto]

La squadra allenata da Luigi Simoni fu protagonista di un'ottima prima metà di campionato giungendo, alla sosta Natalizia, al secondo posto (a pari merito con il sorprendente Vicenza di Francesco Guidolin) alle spalle della Juventus. Tra i giocatori migliori della rosa spiccavano il capitano e motorino del centrocampo partenopeo Fabio Pecchia, il mediano, specialista in calci piazzati, André Cruz, il talentuoso centrocampista transalpino Alain Boghossian, il libero e nazionale argentino Ayala e infine il portiere "rigorista" Giuseppe Taglialatela, autore di un ottimo campionato.

La rosa era composta da altri discreti giocatori come il centrale difensivo Francesco Colonnese, il terzino sinistro Mauro Milanese e l'esterno offensivo Francesco Turrini; la squadra era schierata con un solido 4-4-2, con una difesa non certamente estrosa, ma aggressiva e compatta e un centrocampo propositivo nella fase offensiva e valido anche per schermare la difesa.[1] Il grande limite fu rappresentato dal reparto offensivo: gli attaccanti titolari, il promettente Nicola Caccia (14 gol in Serie A l'anno precedente nel Piacenza) e il brasiliano Beto, talentuoso ma poco incline alla vita d'atleta, furono la delusione del campionato con pochi gol realizzati: si mise invece in evidenza l'attaccante di riserva Alfredo Aglietti, di sgraziate movenze ma efficace in zona goal, tanto da essere, alla fine, il capocannoniere della squadra con 8 reti realizzate in campionato.[1]

Il nuovo tecnico Gigi Simoni condusse inizialmente il Napoli a un girone di andata in zona-scudetto; tuttavia una costante flessione nella seconda metà del campionato, unito a un già raggiunto accordo con l'Inter per la successiva stagione, portò al suo esonero prima della fine del torneo.

Nel girone di ritorno la scarsa vena realizzativa degli attaccanti fu pagata a caro prezzo con una lunga serie di pareggi che fecero precipitare il Napoli nella seconda metà di classifica. Inoltre la squadra pareggiò anche parecchie partite che avrebbero potuto esser vinte, talvolta a causa di alcune sfortunate decisioni arbitrali, una su tutte la clamorosa beffa durante la sfida contro il Perugia, con un goal di mano assegnato all'attaccante Milan Rapaić. La squadra partenopea si disunì passando rapidamente da uno stato d'esaltazione a uno di profonda depressione; tra diverse sconfitte e ancora più pareggi, il Napoli non ottenne vittorie per quasi due mesi, scivolando sempre più indietro nella classifica.[1]

Quando il presidente Corrado Ferlaino decise di esonerare il tecnico Luigi Simoni perché reo di aver già firmato un contratto con l'Inter per la stagione successiva, la squadra fu guidata nell'ultimo mese di campionato dell'allenatore della primavera Vincenzo Montefusco e la crisi si aggravò. Così il Napoli chiuse mestamente il campionato al tredicesimo posto, con soli quattro punti sulla zona retrocessione (anche se in realtà non fu mai seriamente invischiato nella lotta per non retrocedere) ma il risultato finale andò, probabilmente, molto al di sotto delle potenzialità della squadra, che fu comunque capace di proseguire ed esaltarsi (come nella prima metà di campionato) nel suo percorso in Coppa Italia, arrivando addirittura a conquistarne la finale.[1]

Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il Napoli conquistò e perse la finale di Coppa Italia: nei turni precedenti i partenopei avevano eliminato Monza e Pescara, ma soprattutto, ai quarti di finale, l'agguerrita Lazio di Giuseppe Signori, Pierluigi Casiraghi e Luca Marchegiani. I campani vinsero per 1-0 al San Paolo e riuscirono a pareggiare per 1-1 all'Olimpico resistendo per quaranta minuti in nove uomini a causa delle espulsioni di Aglietti e Francesco Baldini. In semifinale il Napoli ebbe la meglio sull'Inter di Iván Zamorano, Youri Djorkaeff e Gianluca Pagliuca ai calci di rigore, dove fu splendido protagonista lo "specialista" Taglialatela (nei tempi regolamentari entrambe le sfide si erano concluse sull'1-1).

Il Napoli giunse così in finale di Coppa Italia, finale che, dopo le imprese compiute, pareva essere abbordabile, da giocare contro la sorpresa del campionato, il già citato Vicenza di Guidolin. La gara di andata giocata a Napoli e vide il successo dei campani per 1-0, con il goal di Fabio Pecchia, ma al ritorno Giampiero Maini pareggiò i conti al ventesimo del primo tempo: la situazione di vantaggio minimo resistette fino al novantesimo, e si andò quindi ai supplementari. Il Napoli perse Nicola Caccia per espulsione diretta al 2' del primo tempo supplementare e fu costretto a giocare in 10 uomini (dopo aver sfiorato il goal dell'1-1 colpendo, verso la fine del secondo tempo regolamentare, il palo proprio con Caccia). Negli ultimi due minuti di gioco, prima del ricorso ai rigori in cui il Napoli si sarebbe affidato ancora a Taglialatela, giunsero le reti di Maurizio Rossi e Alessandro Iannuzzi che consegnarono il trofeo ai veneti.

Tuttavia il Napoli di quella stagione fu, prima del ritorno ai vertici del calcio italiano con l'era De Laurentiis, l'ultima squadra partenopea in grado di poter competere e lottare per la conquista di un obiettivo importanti: per la squadra di Corrado Ferlaino fu il canto del cigno. All'indomani dello svanire della vittoria in Coppa Italia, che avrebbe garantito l'accesso alla Coppa delle Coppe con relativi introiti, la società partenopea - ormai da tempo in crisi economica - si vide costretta ancora una volta a cedere i migliori giocatori della stagione: fu così per Pecchia ceduto alla Juventus, per Colonnese ceduto alla nuova Inter di Simoni, per André Cruz ceduto al Milan e Alain Boghossian acquistato dalla Sampdoria. Nel 1998 il Napoli sarebbe retrocesso in Serie B (dopo 33 anni consecutivi di Serie A) disputando uno dei peggiori campionati della sua storia in massima divisione.[1]

Piazzamento[modifica | modifica wikitesto]

  • 13º in Serie A, finalista di Coppa Italia

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Maglie e sponsor[modifica | modifica wikitesto]

Il francese Alain Boghossian, alla sua terza e ultima stagione a Napoli, con indosso la seconda divisa bianca.

Lo sponsor ufficiale è Centrale latte di Napoli e il fornitore tecnico è Lotto.[2]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Giuseppe Taglialatela
2 Argentina D Roberto Ayala
3 Italia D Mauro Milanese
4 Italia C Roberto Bordin
5 Francia C Alain Boghossian
6 Brasile D André Cruz
7 Italia C Francesco Turrini
8 Brasile A Caio
9 Italia C Massimiliano Esposito
10 Brasile C Beto
11 Italia C Fabio Pecchia
12 Italia P Raffaele Di Fusco
13 Italia D Luigi Panarelli
14 Italia A Alfredo Aglietti
N. Ruolo Giocatore
15 Italia D Francesco Baldini
16 Italia D Francesco Colonnese
18 Italia A Nicola Caccia
19 Italia C Carmelo Imbriani
20 Italia A Arturo Di Napoli
21 Italia C Roberto Policano
22 Belgio D Bertrand Crasson
23 Italia C Raffaele Longo
24 Italia C Luca Altomare
25 Italia D Mirko Taccola
27 Italia C Gennaro Scarlato
Italia P Ferdinando Coppola
Italia D Luigi Malafronte
Italia A Dino Fava Passaro

Calciomercato[modifica | modifica wikitesto]

Sessione estiva[modifica | modifica wikitesto]

Acquisti
R. Nome da
A Italia Alfredo Aglietti Reggina
C Italia Beto Botafogo
C Italia Nicola Caccia Piacenza
A Brasile Caio Inter
D Belgio Bertrand Crasson Anderlecht
A Italia Massimiliano Esposito Lazio
C Italia Mauro Milanese Torino
D Italia Luigi Panarelli Taranto
C Italia Francesco Turrini Piacenza
Cessioni
R. Nome a
A Italia Massimo Agostini Cesena
C Italia Renato Buso Lazio
C Italia Carmelo Imbriani Pistoiese
C Italia Fausto Pari Piacenza
C Italia Fausto Pizzi Perugia
D Italia Massimo Tarantino Inter

Sessione invernale (dal 7/1 al 2/2)[modifica | modifica wikitesto]

Acquisti
R. Nome da
Cessioni
R. Nome a
D Italia Mirko Taccola Cagliari
A Italia Arturo Di Napoli Inter

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Serie A 1996-1997.

Girone di andata[modifica | modifica wikitesto]

Parma
8 settembre 1996
1ª giornata
Parma3 – 0
referto
NapoliStadio Ennio Tardini
Arbitro:  Messina (Bergamo)

Napoli
15 settembre 1996
2ª giornata
Napoli1 – 0
referto
ReggianaStadio San Paolo
Arbitro:  Bazzoli (Merano)

Napoli
22 settembre 1996
3ª giornata
Napoli1 – 1
referto
PiacenzaStadio San Paolo
Arbitro:  Bolognino (Siderno)

Genova
29 settembre 1996
4ª giornata
Sampdoria0 – 1
referto
NapoliStadio Luigi Ferraris
Arbitro:  Bettin (Padova)

Napoli
13 ottobre 1996
5ª giornata
Napoli1 – 1
referto
UdineseStadio San Paolo
Arbitro:  De Santis (Tivoli)

Milano
20 ottobre 1996
6ª giornata
Milan3 – 1
referto
NapoliStadio Giuseppe Meazza
Arbitro:  Ceccarini (Livorno)

Napoli
27 ottobre 1996
7ª giornata
Napoli3 – 2
referto
BolognaStadio San Paolo
Arbitro:  Racalbuto (Palma di Montechiaro)

Torino
3 novembre 1996
8ª giornata
Juventus1 – 1
referto
NapoliStadio delle Alpi
Arbitro:  Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto)

Napoli
17 novembre 1996
9ª giornata
Napoli4 – 2
referto
PerugiaStadio San Paolo
Arbitro:  Lana (Torino)

Cagliari
24 novembre 1996
10ª giornata
Cagliari1 – 1
referto
NapoliStadio Sant'Elia
Arbitro:  Cesari (Genova)

Bergamo
1º dicembre 1996
11ª giornata
Atalanta2 – 2
referto
NapoliStadio Atleti Azzurri d'Italia
Arbitro:  Farina (Genova)

Napoli
8 dicembre 1996
12ª giornata
Napoli1 – 0
referto
VeronaStadio San Paolo
Arbitro:  Tombolini (Loreto)

Roma
15 dicembre 1996
13ª giornata
Roma1 – 0
referto
NapoliStadio Olimpico
Arbitro:  Braschi (Barberino di Mugello)

Napoli
22 dicembre 1996
14ª giornata
Napoli1 – 0
referto
LazioStadio San Paolo
Arbitro:  Nicchi (Arezzo)

Firenze
5 gennaio 1997
15ª giornata
Fiorentina3 – 0
referto
NapoliStadio Artemio Franchi
Arbitro:  Pairetto (Nichelino)

Napoli
12 gennaio 1997
16ª giornata
Napoli1 – 2
referto
InterStadio San Paolo
Arbitro:  Bazzoli (Merano)

Vicenza
19 gennaio 1997
17ª giornata
Vicenza2 – 2
referto
NapoliStadio Romeo Menti
Arbitro:  Trentalange (Torino)

Girone di ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Napoli
26 gennaio 1997
18ª giornata
Napoli2 – 1
referto
ParmaStadio Ennio Tardini
Arbitro:  Braschi (Barberino di Mugello)


19
Reggiana1 – 1Napoli


20
Piacenza1 – 0Napoli


21
Napoli1 – 1Sampdoria


22
Udinese2 – 2Napoli


23
Napoli0 – 0Milan


24
Bologna2 – 1Napoli


25
Napoli0 – 0Juventus


26
Perugia1 – 1Napoli


27
Napoli1 – 1Cagliari


28
Napoli0 – 1Atalanta


29
Verona2 – 0Napoli


30
Napoli1 – 0Roma


31
Lazio3 – 2Napoli


32
Napoli2 – 2Fiorentina


33
Inter3 – 2Napoli


34
Napoli1 – 0L.R. Vicenza

Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Turno Data Partita Risultato Marcatori Spettatori
II turno 28 agosto 1996 Monza - Napoli 0-1 Esposito -
Ottavi 23 ottobre 1996 Pescara - Napoli 0-1 Pecchia -
Quarti 13 ottobre 1996 Napoli - Lazio 1-0 Aglietti -
Quarti 27 ottobre 1996 Lazio - Napoli 1-1 Caio 57.400
Semifinali 29 gennaio 1997 Inter - Napoli 1-1 Cruz -
Semifinali 26 febbraio 1997 Napoli - Inter 1-1 (6-4 dcr) Beto -
Finale 8 maggio 1997 Napoli - Vicenza 1-0 Pecchia 65.932
Finale 29 maggio 1997 Vicenza - Napoli 3-0 (dts) - -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Mimmo Carratelli, La grande storia del Napoli, Bologna, Gianni Marchesini Editore, 2008.
  2. ^ 1996/97, francescocammarota.it.