Stadio Atleti Azzurri d'Italia

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Stadio Atleti Azzurri d'Italia
Stadio Mario Brumana
Stadio comunale
Bergamo stadio dalla Rocca.JPG
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Viale Giulio Cesare, 18
Bergamo
Inizio lavori 1927
Inaugurazione 23 dicembre 1928
Struttura Pianta ovale
Copertura Tribune centrali
Pista d'atletica Non presente
Ristrutturazione 1949, 1984, 2015
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 x 68 m
Area totale 35 000 m2
Proprietario Stadio Atalanta S.r.l. [1][2][3]
Progetto Ing. Luigi De Beni,
Ing. Giamba Zanchi 1927
Uso e beneficiari
Calcio Atalanta
(1928-presente)
Virescit Boccaleone
(1984-1992)
Alzano Virescit
(1999-2000)
AlbinoLeffe
(2003-presente)
Capienza
Posti a sedere 21 300[4]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°42′32″N 9°40′51″E / 45.708889°N 9.680833°E45.708889; 9.680833

Lo stadio Atleti Azzurri d'Italia, originariamente stadio Mario Brumana e successivamente stadio comunale, è il principale impianto sportivo della provincia di Bergamo.
È situato nella città di Bergamo nel quartiere Conca Fiorita ed è utilizzato come sede di eventi calcistici. Ospita regolarmente le partite casalinghe dell'Atalanta dal 1928 e dell'AlbinoLeffe dal 2003.

Dall'estate del 2017 la proprietà dello stadio è stata ufficialmente acquistata dalla società Stadio Atalanta S.r.l., facente capo ad Antonio Percassi.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'ex Ippodromo di Borgo Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Su iniziativa del cav. Carlo Pesenti[5] e di Francesco Roncalli fu costituita a Bergamo la "Società Ippotecnica Bergamasca"[6] che inaugurò il 24 agosto 1902 l'ippodromo situato al confine col comune di Seriate.[7]

All'interno dell'ippodromo fu ricavato il campo di calcio che fu utilizzato dal Foot-Ball Club Bergamo dal 1905 al 1910[8] e successivamente dalla Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma dal 1913 al 1920.[9]

Il campo, che fu utilizzato anche da squadrette uliciane e per gare di podismo e ciclismo, era rimasto a lungo inutilizzato[10] e per questo motivo il federale fascista di Bergamo, Pietro Capoferri, lo acquisì dalla Società dell'Ippodromo.[10]

Dalla costruzione al secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione dell'impianto iniziò sul finire del 1927 su progetto dell'ingegner Luigi De Beni, grazie al sostegno dell'allora presidente atalantino Pietro Capoferri che portò avanti l'idea di un nuovo grande stadio da sostituire al modesto campo della Clementina.[11]

L'area prescelta (circa 35 000 m²) fu quella dell'allora esistente ippodromo di Borgo Santa Caterina, che fu demolito.

Il costo previsto per la costruzione del nuovo impianto fu 3 500 000 lire.[10]

Lo stadio fu ultimato verso la fine del 1928 ed inizialmente intitolato a Mario Brumana, un milite fascista originario della Valle Imagna caduto a Gallarate durante i moti che precedettero l'avvento del regime.[12]

Il terreno di gioco misurava 120 metri per 70 ed era aggirato da una pista d'atletica di 430 metri e larga 6, in cenere. A lati erano presenti due tribune, una scoperta e una coperta, per una capienza complessiva di 12 000 posti (ottomila sulle tribune e quattromila nel parterre). Il complesso polisportivo era completato da un campo di pallacanestro, da una piscina e da due campi da tennis.[11]

L'inaugurazione avvenne in due cerimonie separate: la prima, non ufficiale, il primo novembre 1928, in occasione della partita Atalanta-Triestina, la seconda, ufficiale, il 23 dicembre, con Atalanta-Dominante alla presenza di numerose autorità.[12] Con la fine della seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo venne eliminata l'intitolazione a Mario Brumana e fino al 1994 l'impianto fu chiamato semplicemente "stadio comunale".

Dalla prima ristrutturazione all'attuale denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio in occasione della semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe 1987-1988 tra i padroni di casa dell'Atalanta e i belgi del Malines

Nel 1949 iniziarono i lavori per il primo sostanziale ampliamento dello stadio, culminati con la creazione della curva sud.[13] Di notevole impatto furono anche i lavori eseguiti nell'estate del 1984, contestualmente al ritorno dell'Atalanta nel massimo campionato calcistico, che portarono all'eliminazione della pista di atletica, utilizzata fin dal 1960 per lo svolgimento del Trofeo Baracchi di ciclismo. L'ampliamento delle due tribune con strutture metalliche permise di incrementare ulteriormente la capienza, che toccò il record storico il 16 settembre 1984, quando alla partita Atalanta-Inter terminata sul punteggio di 1-1 assistettero oltre 43 000 spettatori.[14][15] Nel 1994 la giunta del sindaco Gian Pietro Galizzi cambiò la denominazione dello stadio, intitolandolo agli atleti azzurri d'Italia. Da allora il nome dell'impianto non è più stato modificato ufficialmente nonostante nel 2007 si valutò la proposta di intitolarlo ad Achille e Cesare Bortolotti, storici presidenti dell'Atalanta.[16]

Progetti per un nuovo stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio, che alla fine degli anni venti venne costruito in un'area scarsamente abitata, dopo decenni di urbanizzazione si ritrova oggi in una zona trafficata e con un'alta densità di abitanti. Questo ha portato, fin dagli anni novanta[17], all'idea di costruire un nuovo stadio moderno in una nuova area più adeguata. Nel corso degli anni sono state vagliate varie ipotesi sui progetti e sulla locazione[18][19], tra cui quello dell'anno 2003 seguito dallo studio Arup[20][21]. Nonostante ciò ad oggi nessuna di queste idee o progetti è stata realizzata e anche la più recente idea di "spostare" lo stadio nel comune di Zanica è stata bocciata[22].

Ristrutturazione del 2015[modifica | modifica wikitesto]

A partire dai primi anni duemila diventa sempre più concreta l'ipotesi di intervenire sulla struttura già esistente, pur nel rispetto dei suoi vincoli architettonici, per ottenere un impianto allineato nella funzionalità e nella veste alle rinnovate esigenze di un impianto sportivo idoneo ad ospitare partite di Serie A e che soddisfi i requisiti UEFA. Nel corso dell'estate del 2015 la società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.a. presieduta da Antonio Percassi ha investito nell'ammodernamento delle tribune dello stadio, operando una radicale trasformazione del settore denominato "tribuna centrale" e l'adeguamento di altri settori. In particolare, sono state eliminate le barriere tra la tribuna centrale e il campo da gioco, ed è stato creato un nuovo parterre con posti denominati "Pitch View" per circa 400 spettatori nei quali sono state inserite le panchine delle squadre. Sono inoltre stati eliminati circa 3 000 posti a sedere, riducendo la capienza dello stadio a circa 21 300 spettatori a partire da settembre 2015.[23]

Il bando di alienazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 aprile 2017 il comune di Bergamo pubblica un bando di alienazione con il quale mette in vendita mediante asta pubblica l'intero impianto[24], fissando un termine di partecipazione entro l'8 maggio seguente e una base d'asta di sette milioni e ottocentoventiseimila euro[25][26]. Il bando prevede inoltre che il vincitore della gara presenti entro sei mesi dalla data di aggiudicazione un piano attuativo che esponga le attività necessarie per la riqualificazione dell'impianto e delle aree urbanistiche limitrofe.[27]

La mattina del 10 maggio 2017, nel corso di un'assemblea aperta al pubblico presso gli uffici comunali di Bergamo, la società Stadio Atalanta S.r.l. si aggiudica il bene avendo regolarmente presentato un'offerta maggiore del 10% rispetto alla base d'asta[2]. La proposta formulata dall'unico altro soggetto partecipante, la società Unione Calcio Albinoleffe S.r.l., risulta inammissibile secondo le regole del bando in quanto condizionata.[28]. Il successivo 2 agosto il TAR di Brescia decide di non accogliere l'istanza di sospensione collegata ad un ricorso avanzato dalla società di Gianfranco Andreoletti avverso l'aggiudicazione del bando[29]; quindi l'8 agosto la società collegata ad Antonio Percassi procede al perfezionamento dell'atto che sancisce l'effettivo passaggio di proprietà dell'immobile.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è raggiungibile in diversi modi[30].

Dal casello autostradale di Bergamo imboccare la circonvallazione in direzione Valli di Bergamo. Alla rotonda proseguire seguendo le indicazione per lo stadio fino ad imboccare Viale Giulio Cesare. Dato che da diversi anni viene applicata una ZTL attorno allo stadio[31][32] in occasione delle partite casalinghe dell'Atalanta, il parcheggio delle auto nelle immediate vicinanze dell'impianto è limitato e riservato solo a persone autorizzate.

Per chi viaggia in aereo, dall'aeroporto di Bergamo seguire le indicazioni per il centro della città. Proseguire quindi sulla circonvallazione in direzione Valli di Bergamo. Alla rotonda proseguire seguendo le indicazioni per lo stadio fino ad imboccare Viale Giulio Cesare. L'aeroporto è inoltre servito da trasporti pubblici tramite "Airport Bus" che collegano l'aerostazione con il centro della città in pochi minuti. Una volta raggiunta la stazione degli autobus in centro lo stadio è facilmente raggiungibile con gli ATB della Linea 9.

Per chi viaggia in treno, giunti alla stazione dei treni prendere l'autobus della linea 9 dell'ATB.

Eventi calcistici tra nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Qualificazioni ai giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Bergamo
11 marzo 1964
Italia Italia 7 – 1 Turchia Turchia Stadio Comunale

Qualificazioni ai campionati europei[modifica | modifica wikitesto]

Bergamo
24 gennaio 1987
Italia Italia 5 – 0 Malta Malta Stadio Comunale

Amichevoli[modifica | modifica wikitesto]

Bergamo
3 giugno 2016
Ucraina Ucraina 3 – 1 Albania Albania Stadio Atleti Azzurri d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo stadio di Bergamo non più "Comunale", è dell'Atalanta, su ecodibergamo.it.
  2. ^ a b L'Atalanta vince il bando dello stadio, su ecodibergamo.it.
  3. ^ Verbale delle operazioni di gara (PDF), su comune.bergamo.it.
  4. ^ Completati i lavori allo Stadio dell'Atalanta, su calciogoal.it.
  5. ^ Capostipite della famiglia Pesenti.
  6. ^ Locati, p. 24.
  7. ^ Locati, vista aerea dell'area dell'ippodromo nel 1924 a p. 23.
  8. ^ Locati, p. 25.
  9. ^ Locati, p. 41.
  10. ^ a b c Locati, p. 61.
  11. ^ a b Atalanta 80 di R.Ravanelli e O.Franchioni, p. 47
  12. ^ a b 1928 A. XVI E. F. Inaugurazione del nuovo stadio, bergamoartefascista.blogspot.com. URL consultato il 17 giugno 2010.
  13. ^ Lo stadio di Bergamo: dagli anni ’20 al futuro - L'Eco di Bergamo
  14. ^ Atalanta 80 di R.Ravanelli e O.Franchioni, p. 464
  15. ^ Atalanta-Juventus, verso i 24mila spettatori: sarà record d’incassi? Bergamonews.it
  16. ^ Stadio «Achille e Cesare Bortolotti»? Palafrizzoni boccia la proposta - L'Eco di Bergamo
  17. ^ Prime idee di un nuovo stadio per Bergamo - La Repubblica
  18. ^ il Comune da l'OK al nuovo Stadio - gazzetta.it 2001
  19. ^ Nuovo stadio a Zanica
  20. ^ Progetto ARUP nuovo Stadio Bergamo
  21. ^ Stadio Bergamo - Corriere.it
  22. ^ No allo stadio a Zanica
  23. ^ Il nuovo stadio in anteprima È davvero un'opera d'arte, bergamopost.it, 31 agosto 2015. URL consultato il 19 settembre 2016.
  24. ^ Alienazione Stadio Comunale "Atleti Azzurri d'Italia", comune.bergamo.it. URL consultato il 4 maggio 2017.
  25. ^ Davide Agazzi, Vendita dello stadio, lunedì si chiude il bando, in bergamonews.it, 3 maggio 2017. URL consultato il 4 maggio 2017.
  26. ^ BANDO DI ASTA PUBBLICA (PDF), comune.bergamo.it. URL consultato il 4 maggio 2017.
  27. ^ CAPITOLATO SPECIALE PER L'ALIENAZIONE DELLO STADIO COMUNALE “ATLETI AZZURRI D’ITALIA” (PDF), comune.bergamo.it. URL consultato il 4 maggio 2017.
  28. ^ http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_10/atalanta-si-aggiudica-stadio-inammissibile-l-offerta-dell-albinoleffe-fb421aa8-354f-11e7-ae5c-ac92466523f8.shtml
  29. ^ Stadio, l’AlbinoLeffe a gamba tesa «Il Comune sospenda l’aggiudicazione» - L'Eco di Bergamo
  30. ^ Stadio - Atalanta.it
  31. ^ ZTL Stadio Comune.bergamo.it
  32. ^ ZTL Stadio Atalanta.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Aurelio Locati, Cent'anni di sport a Bergamo - volume I, Bergamo, Edizioni Bolis, maggio 1985, pp. 24, 25, 60 e 61.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]