Riza Lushta

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Riza Lushta
Riza Lushta - Juventus anni '40.jpg
Lushta alla Juventus negli anni 1940
Nazionalità Albania Albania
Altezza 172 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 1954
Carriera
Giovanili
19??-19?? non conosciuta FK Rudar
Squadre di club1
1934-1939 Tirana 69 (39)
1939-1940 Bari 16 (3)
1940-1945 Juventus 85 (46)[1]
1945-1946 Napoli 27 (6)
1946-1948 Alessandria 47 (17)
1948-1951 Cannes 27 (3)
1951-1952 Siena 27 (4)[2]
1952-1953 Forlì 21 (?)
1953-1954 Rapallo Ruentes 22 (?)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Riza Lushta (Mitrovicë, 22 gennaio 1916Torino, febbraio 1997[3]) è stato un calciatore albanese naturalizzato italiano di ruolo attaccante.

A lui è dedicato uno degli stadi della sua città natale, utilizzato dallo KF Trepça '89.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Lushta era un attaccante dotato di buona tecnica individuale e visione di gioco[4]. Prediligeva il ruolo di mezzo sinistro, ma la buona vena realizzativa lo invogliarono ad una carriera anche da centravanti[5], nel quale si distinse per l'alto numero di reti realizzate ed una tecnica di base buonissima[4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Kosovaro di Mitrovica (ex Jugoslavia - più precisamente Kosovo - alla sua nascita), si trasferì ben presto con la famiglia in Albania - tanto che spesso, ma erroneamente, verrà considerato per anni come di origine Albanese - dove interruppe la scuola di agricoltura per passare al calcio, sua grande passione. Iniziò la sua carriera nel FK Rudar, da cui passò allo SK di Tirana, conquistando tre titoli nazionali (1934, 1936 e 1937) e la prima Coppa d'Albania, nel 1939. Giunto in Italia, dopo l'annessione dell'Albania al regno d'Italia, giocò in Serie A nel Bari, per una stagione; nel 1940 fu acquistato dalla Juventus, che nella prima stagione lo schierò mezzala sinistra per la presenze nel ruolo di centravanti di Guglielmo Gabetto[6]. In seguito alla cessione di Gabetto, divenne il centravanti titolare della formazione bianconera[4].

Con i bianconeri vinse la Coppa Italia 1941-1942 segnando una tripletta nella gara di ritorno della finale, grazie alla quale la Juventus batté in casa il Milan 4-1[6]. Con la Juventus partecipò anche al Campionato Alta Italia 1944, giocando 5 gare e segnando altrettante reti.

Al termine della Seconda guerra mondiale passò al Napoli[5]. Segnò il suo primo gol contro il Bari[7]. La folla esultò così animatamente da far crollare una tribuna dello stadio; si realizzò così la profetica dichiarazione del giornalista dello "Sport del Mezzogiorno" Carlo Di Nanni che, ironizzando sulle brutte prestazioni in campo dell'albanese, aveva affermato: «Quando Lushta segnerà, crollerà lo stadio»[7]. In azzurro non si ripete sui livelli raggiunti con la Juventus, anche a causa del livello modesto della squadra[4], e a fine stagione viene posto in lista di trasferimento[8].

Passò quindi all'Alessandria, dove rimase per due stagioni: nella prima ritrovava con frequenza la via della rete, mentre nella seconda realizzò 4 gol in 21 partite. Dopo una parentesi in Francia nel Cannes, giocò in terza serie con il Siena e in quarta serie con Forlì e Rapallo, chiudendo la carriera nel 1954 a 38 anni.

In Serie A disputò complessivamente 170 gare, segnando 68 gol.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Abbandonato il mondo del calcio, si trasferì per vent'anni negli Stati Uniti, lavorando per una ditta di ascensori[6], per poi tornare a vivere a Torino, dove verrà a mancare il 6 febbraio del 1997[9].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

SK Tirana: 1934, 1936, 1937
SK Tirana: 1938-1939
Juventus: 1941-1942

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1936 (11 gol), 1937 (25 gol)
1941-1942 (8 gol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sono comprese 5 partite e 5 reti del Campionato Alta Italia del 1944
  2. ^ 30 (4) se si comprendono le partite di spareggio della Serie C 1951-1952.
  3. ^ La Stampa, 4 febbraio 1997, pagina 40
  4. ^ a b c d Profilo su Enciclopediadelcalcio.it
  5. ^ a b "Napoli è ormai la mia città" dice Lushta calciatore giramondo e poeta, Il Corriere dello Sport, 28 settembre 1945, pag.1
  6. ^ a b c Riza Lushta Ilpalloneracconta.blogspot.com
  7. ^ a b Renato Tavella, 101 gol che hanno fatto grande la Juventus.
  8. ^ Elenco dei calciatori autorizzati a cambiare società nella stagione 1946-47, Il Corriere dello Sport, 28 agosto 1946, pag.3
  9. ^ La Stampa, 21 agosto 1976, pagina 11

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vladimiro Caminiti, Juventus Juventus. Dizionario storico romantico dei bianconeri, Milano, Edizioni Elle, 1977, p. 151.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Marchetti (a cura di), Riza Lushta, su Enciclopediadelcalcio.it, 2011.