Juary

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Juary
Juary - 1982 - Inter Milan.jpg
Juary all'Inter nel 1982.
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 168 cm
Peso 64 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1992 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1976-1979Santos41 (18)
1979-1980UAG25 (5)
1980-1982Avellino34 (13)
1982-1983Inter21 (2)
1983-1984Ascoli27 (5)
1984-1985Cremonese19 (2)
1985-1988Porto40 (11)
1988-1989Portuguesa? (?)
1989-1990Santos6 (0)
1990-1991Moto Club? (?)
1991-1992Vitória-ES? (?)
Nazionale
1979Brasile Brasile2 (0)
Carriera da allenatore
2005-2006AvellinoBerretti
2006-2007PotenzaBerretti
2007-2008NapoliBerretti
2008PortoGiovanili
2008-2009Flag blue HEX-0434B1.svg MontoroGiovanili
2009600px Giallo e Blu.svg Banzi
2009-2010Aversa Normanna
2010-2013Sestri Levante
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Bronzo Copa América 1979
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Juary Jorge dos Santos Filho (São João de Meriti, 16 giugno 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 ha inciso un 45 giri, con la canzone Sarà così[1], scritta da Giacomo Simonelli ed Emilio Iarrusso. Dopo il ritiro dall'attività agonistica è stato opinionista in diverse trasmissioni sportive. Suo figlio, Juary Jorge dos Santos Neto, ha giocato a calcio nella formazione Berretti dell'Avellino, e a calcio a 5 nel CUS Avellino, prima di ritirarsi dalla carriera.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Giunse in Italia nel 1980 in occasione della riapertura delle frontiere. Proveniva dall'UAG di Guadalajara, titolata squadra messicana. In precedenza aveva militato in patria nel Santos, squadra che lo portò alla nazionale brasiliana (con la quale disputò la Coppa America 1979) ma che abbandonò a causa di problemi con la società[2]; con questa formazione nel 1978 segnò tre gol nel derby contro il San Paolo vinto dalla sua squadra per 3-1[1]. Con lo stesso club giocò anche la partita di addio di Pelé.[2]

Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Juary (a destra) all'Avellino nella stagione 1981-1982, assieme al capitano degli irpini Di Somma.

Acquistato dall'Avellino di Antonio Sibilia, dopo un'iniziale diffidenza dovuta al suo fisico minuto[3], divenne il beniamino della tifoseria e convinse appieno mostrando di essere un attaccante dalle caratteristiche ideali per una squadra come quella irpina in lotta per la salvezza. Riscosse subito simpatie non solo per il suo carattere aperto e solare ma soprattutto per la caratteristica "danza della bandierina", il suo modo folkloristico di esultare dopo aver segnato un gol, facendo tre giri intorno alla bandierina del calcio d'angolo, che lo portò all'attenzione generale[1].

Al suo esordio con l'Avellino, in una partita di Coppa Italia al Partenio vinta per 4 a 1 contro il Catania, segnò quello che lui ricorda come il gol più bello fatto nella sua carriera.[2] Nell'ottobre del 1980 accompagna, a sua insaputa, il presidente Sibilia a un'udienza di un processo in cui è imputato Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata[4]: in quell'occasione, Juary consegna al boss una medaglia d'oro con dedica («A Raffaele Cutolo dall'Avellino Calcio»).[5]

Dopo due positivi anni di militanza in Irpinia (34 presenze con 13 reti), scelse di giocare in una grande squadra accettando le offerte dell'Inter. In realtà la società nerazzurra lo acquistò soprattutto come pedina di scambio per avere dal Cesena l'attaccante Walter Schachner[2]; tuttavia, sfumate le trattative, Juary rimase in nerazzurro per il campionato 1982-1983 dove collezionò 21 presenze e 2 reti, anche per problemi di affiatamento della squadra[3]. Venne ceduto l'anno successivo all'Ascoli ma anche la permanenza nelle Marche durò solo un campionato (27 gare e 5 gol). Nel 1984-85 altro trasferimento, alla Cremonese (19 presenze e 2 reti), sempre senza raggiungere i livelli di rendimento che lo avevano posto all'attenzione generale nelle stagioni ad Avellino.

Porto[modifica | modifica wikitesto]

Juary (a destra) al Porto nell'estate 1987, alle prese con l'interista Calcaterra.

L'impressione ormai era che la sua parabola agonistica fosse in discesa[2], ma si rivelò decisiva la scelta di cambiare ambiente accettando le offerte del Porto. In Portogallo Juary tornò al suo rendimento ottimale vincendo subito il campionato, cui seguì l'anno successivo la Coppa dei Campioni dove in finale, su passaggio di Rabah Madjer, realizzò il gol-vittoria contro il Bayern Monaco[1]. Al termine dell'esperienza lusitana seguì il ritorno in Brasile per concludere l'attività agonistica.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2005-2006 è allenatore della formazione Berretti dell'Avellino, mentre in quella successiva allena i pari età del Potenza; nell'agosto del 2007 comincia la sua esperienza come allenatore nelle giovanili del Napoli[6][7]. Dal 22 agosto 2008 è il coach della formazione Primavera del Porto. Dal 6 settembre dello stesso anno è responsabile del settore giovanile dell'ASD Montoro, società dilettantistica della provincia di Avellino. Dal 14 febbraio 2009 è il nuovo allenatore del Banzi, società militante nel campionato di Eccellenza lucana; il 5 marzo 2009 la squadra comunica l'abbandono della direzione tecnica della squadra da parte di Juary «a causa della improvvisa partenza per il Brasile»[8]. Successivamente è stato responsabile del settore giovanile e allenatore dell'Aversa Normanna, e dal 2010 passa ad allenare il Sestri Levante[1]; nel 2012 ottiene con la formazione ligure la promozione in Serie D, con sei giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato di Eccellenza ligure. Il 21 marzo 2013 si dimette da allenatore del Sestri Levante.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Brasile
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
26-7-1979 La Paz Bolivia Bolivia 2 – 1 Brasile Brasile Coppa America 1979 - 1º turno -
2-8-1979 Rio de Janeiro Brasile Brasile 2 – 1 Argentina Argentina Coppa America 1979 - 1º turno -
Totale Presenze 2 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

La tipica esultanza di Juary attorno alla bandierina dopo un gol

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni statali[modifica | modifica wikitesto]
Santos: 1978
Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Porto: 1985-1986
Porto: 1986-1987
Porto: 1986
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Porto: 1986-1987
Porto: 1987
Porto: 1987

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]
Sestri Levante: 2011-2012 (girone ligure)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Juary e l'Italia: un amore infinito Archiviato il 19 dicembre 2013 in Internet Archive. corrieredellosport.it
  2. ^ a b c d e JUARY, il re della bandierina youtube.com
  3. ^ a b «Il mio gol più bello tra droga e pistole» excalciatori.com
  4. ^ Adriaco Luise, Il «re dell'Avellino» nei guai con la legge, in La Stampa, 27 febbraio 1981, p. 7. URL consultato il 22 dicembre 2010.
  5. ^ Alessandro Leogrande, Il pallone è tondo, Napoli, L'ancora del mediterraneo, 2005.
  6. ^ «Torna Juary, fa l'allenatore»[collegamento interrotto] espresso.repubblica.it
  7. ^ «Il beniamino dei lupi Juary lavorerà per il Napoli»[collegamento interrotto] irpinianews.it
  8. ^ Comunicato ufficiale n. 1[collegamento interrotto], banzinotiziecalcio.it, 5 marzo 2009. URL consultato il 1º aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Balla Juary Sferragliando verso sud (Fabio Izzo- Ed. Il Foglio- 2009) ISBN 978-88-7606-227-8
  • Campioni & Bidoni (Enzo Palladini - Ed. La Campanella - 2001)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]