Claudio Garella

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Claudio Garella
Claudio Garella - AC Hellas Verona 1984-85.jpg
Claudio Garella al Verona nella stagione 1984-1985
Nazionalità Italia Italia
Altezza 184[1] cm
Peso 80[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Termine carriera 1991 - giocatore
Carriera
Giovanili
1970-1972Torino
Squadre di club1
1972-1973Torino1 (0)
1973-1975Juniorcasale68 (-43; 1)
1975-1976Novara38 (-29)
1976-1978Lazio29 (-36)
1978-1981Sampdoria113 (-97)
1981-1985Verona119 (-108)
1985-1988Napoli88 (-66)
1988-1990Udinese63 (-62)
1991Avellino2 (-2)
Carriera da allenatore
2010-2011600px vertical Blue HEX-120059 Red HEX-F4001C.svg Barracuda
2011-2012PergocremaPortieri
2012-2013600px vertical Green HEX-296D14 Red HEX-DF0728.svg Cit TurinJuniores
2013-2014600px vertical Blue HEX-120059 Red HEX-F4001C.svg Barracuda
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Claudio Garella (Torino, 16 maggio 1955Torino, 12 agosto 2022[2]) è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo italiano, di ruolo portiere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era sposato con Laura, con la quale aveva avuto due figlie, Claudia (1975) e Chantal (1985).[3]

È morto il 12 agosto 2022 a 67 anni, in un ospedale di Torino, per complicazioni cardiocircolatorie in seguito ad un intervento al cuore.[4]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

«Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però»

(Gianni Agnelli[5][6])

Era famoso per la tendenza a parare con ogni parte del corpo, in uno stile poco ortodosso ma efficace,[6][7] soprattutto nelle uscite basse.[5] Talvolta criticato per alcuni errori definiti «garellate» da Beppe Viola,[5][6] seppe rispondere agli scetticismi contribuendo con ottime prestazioni allo scudetto vinto dal Verona nel 1985, venendo ribattezzato da lì in avanti con un nomignolo da supereroe, Garellik.[5][6][7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Garella e Giancarlo Galdiolo alla Sampdoria nella stagione 1980-1981

Debuttò in Serie A nel corso del campionato 1972-1973 con la maglia del Torino (gara contro il Lanerossi Vicenza).[3] Seguirono due stagioni con il Casale in Serie D e Serie C con un gol all'attivo segnato su rigore.[3]

Dopo un anno al Novara fu tesserato dalla Lazio con la quale rimase per due anni: nel primo fu sempre in panchina perché chiuso da Felice Pulici, mentre l'anno successivo divenne titolare, totalizzando 29 presenze, grazie alla fiducia accordatagli dal tecnico biancoceleste Luís Vinício.[3] Dopo due prestazioni mediocri contro il Lens nelle coppe europee e contro il Vicenza in campionato, Garella fu contestato dalla tifoseria biancoceleste, che cominciò a deriderlo con il soprannome di Paperella.[3][5] Fu ceduto, quindi, alla Sampdoria in Serie B, dove militò per tre stagioni,[3] totalizzando in totale 113 presenze e 97 gol subiti in maglia blucerchiata.[3]

Dopo l'esperienza sotto la Lanterna passò al Verona allenato da Osvaldo Bagnoli, con il quale partecipò alla storica conquista dello scudetto nella stagione 1984-1985.[3] Garella risulterà determinante in più partite, specialmente in Roma-Verona del 21 ottobre 1984, in cui mantenne la porta inviolata con una serie di interventi decisivi.[6]

Garella al Napoli nella stagione 1987-1988

Nell'estate del 1985 passò al Napoli, che stava costruendo una squadra intorno a Diego Armando Maradona che potesse vincere il Campionato. Al primo anno chiuse la stagione al terzo posto. La stagione successiva totalizzò 15 clean sheet su 29 incontri disputati che consentirono al Napoli di vincere il primo scudetto della sua storia. E nello stesso anno fu protagonista di un altro evento storico ovvero la vittoria della Coppa Italia 1986-1987[3], che consentì al Napoli di vincere in Italia entrambi i titoli Nazionali.

L'annata successiva debutta in Coppa dei Campioni a Madrid contro il Real.

In campionato è titolare inamovibile e chiude la stagione senza subire reti in 14 incontri disputati su 29, ma un calo a fine stagione della squadra non gli consente di vincere il secondo scudetto consecutivo con gli azzurri che terminano il campionato al secondo posto, dopo essere stati primi da inizio campionato fino a 3 giornate dalla fine.

Dopo una "rivolta" mai ben chiarita, che lo vide protagonista insieme a Ferrario, Salvatore Bagni e Bruno Giordano contro l'allenatore Ottavio Bianchi, venne ceduto all'Udinese in Serie B.[3]

Nonostante giocasse in una delle prime squadre d'Italia non è mai stato convocato in Nazionale poiché era chiuso all'Epoca da portieri del calibro di Dino Zoff, Ivano Bordon, Giovanni Galli, Franco Tancredi, Walter Zenga e Stefano Tacconi.

Si ritirò dopo il campionato 1990-1991 giocato in cadetteria con la maglia dell'Avellino, collezionando 2 presenze e subendo 2 reti[3], per un brutto infortunio subito nell'autunno del 1990.[8] In carriera ha totalizzato complessivamente 245 presenze in A e 218 in B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Prima allena a Torino l'U.S.D. Barracuda, squadra di Prima Categoria. Nel 2011 ricopre l'incarico di preparatore dei portieri del Pergocrema.[9] Nella stagione 2012-2013 diventa allenatore della squadra giovanile juniores del Cit Turin.[10] Il 26 settembre 2013 subentra come allenatore della prima squadra del Barracuda, in Prima Categoria.[11]

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

È stato direttore sportivo di una squadra dilettantistica di Pecetto Torinese, in provincia di Torino, militante in Promozione, e successivamente osservatore della Canavese, compagine di Serie D.[3][5] Nel 2015 è dirigente del Barracuda.[8]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato
Comp Pres Reti
1972-1973 Italia Torino A 1 0
1973-1974 Italia Casale D 34 -16
1974-1975 C 34 -27
Totale Casale 68 -43
1975-1976 Italia Novara B 38 -29
1976-1977 Italia Lazio A 0 0
1977-1978 A 29 -36
Totale Lazio 29 -36
1978-1979 Italia Sampdoria B 38 -39
1979-1980 B 38 -27
1980-1981 B 37 -31
Totale Sampdoria 113 -97
1981-1982 Italia Verona B 30 -24
1982-1983 A 29 -30
1983-1984 A 30 -35
1984-1985 A 30 -19
Totale Verona 119 -108
1985-1986 Italia Napoli A 30 -21
1986-1987 A 29 -20
1987-1988 A 29 -25
Totale Napoli 88 -66
1988-1989 Italia Udinese B 35 -23
1989-1990 A 28 -39
Totale Udinese 63 -62
1990-1991 Italia Avellino B 2 -2
Totale carriera 521 -443

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Casale: 1973-1974 (girone A)
Verona: 1981-1982
Verona: 1984-1985
Napoli: 1986-1987
Napoli: 1986-1987

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 1 (1984-1985), Modena, Panini, 7 maggio 2012, p. 54.
  2. ^ L'ultima parata di Claudio Garella, il portiere dello scudetto è morto a 67 anni
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Garella, io che paravo senza mani, in Corriere dello Sport - Stadio, 5 ottobre 2003, p. 2.
  4. ^ È morto Claudio Garella, il portiere scudetto di Verona e Napoli, su La Gazzetta dello Sport, 12 agosto 2022. URL consultato il 12 agosto 2022.
  5. ^ a b c d e f Sebastiano Vernazza, Garellik è "disperso" in serie D, su La Gazzetta dello Sport, 23 gennaio 2007. URL consultato il 20 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2013).
  6. ^ a b c d e Timothy Ormezzano, Fare miracoli con i Piedi, in la Repubblica, 28 luglio 2010, p. 13.
  7. ^ a b Gianni Mura, "Le mie mani sulla città", in la Repubblica, 13 maggio 1987, p. 18.
  8. ^ a b Claudio Garella, voglio un'uscita spericolata, su calcionews24.com, 20 gennaio 2015. URL consultato il 21 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2015).
  9. ^ toronews.net, http://www.toronews.net/print.php?ID=29630.
  10. ^ ilcorrieresportivopiemonte.it, https://web.archive.org/web/20120729033538/http://www.ilcorrieresportivopiemonte.it/index.php/giovanili/item/1262-claudio-garella-al-cit-turin (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  11. ^ Prima Categoria / Claudio Garella nuovo tecnico del Barracuda, su piemonteingol.it, 26 settembre 2013. URL consultato il 21 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2015).

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