Claudio Garella

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Claudio Garella
Claudio Garella.jpg
Garella al Napoli nella stagione 1987-1988
Nazionalità Italia Italia
Altezza 184[1] cm
Peso 80[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 1991 - giocatore
Carriera
Giovanili
1970-1972 Torino
Squadre di club1
1972-1973 Torino 1 (-0)
1973-1975 Casale 68 (-43; 1)
1975-1976 Novara 38 (-29)
1976-1978 Lazio 29 (-36)
1978-1981 Sampdoria 113 (-97)
1981-1985 Verona 119 (-108)
1985-1988 Napoli 88 (-66)
1988-1990 Udinese 63 (-62)
1990-1991 Avellino 2 (-2)
Carriera da allenatore
2010-2011 Blu e Rosso (Strisce).png Barracuda
2011-2012 Pergocrema Portieri
2012-2013 Rosso e Verde (Strisce).png Cit Turin Juniores
2013-2014 Blu e Rosso (Strisce).png Barracuda
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però »
(Gianni Agnelli[2][3])

Claudio Garella (Torino, 16 maggio 1955) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere, dirigente del Barracuda.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Laura e ha due figlie, Claudia (classe 1975) e Chantal (classe 1985).[4]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominato Garellik, era famoso per la tendenza a parare con ogni parte del corpo, producendosi in interventi stilisticamente sgraziati ma nondimeno efficaci.[2][3][5] Dal rendimento alterno, talvolta commetteva degli errori, ribattezzati "Garellate" da stampa e tifosi.[2][3][5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Garella assieme a Giancarlo Galdiolo nella Sampdoria della stagione 1980-1981.

Debuttò in Serie A nel corso del campionato 1972-1973 con la maglia del Torino (gara contro il Lanerossi Vicenza).[4] Seguirono due stagioni con il Casale in Serie D e Serie C con un gol all'attivo segnato su rigore.[4]

Dopo un anno al Novara fu tesserato dalla Lazio con la quale rimase per due anni: nel primo fu sempre in panchina perché chiuso da Felice Pulici, mentre l'anno successivo divenne titolare, totalizzando 29 presenze, grazie alla fiducia accordatagli dal tecnico biancoceleste Luís Vinício.[4] Dopo due prestazioni mediocri contro il Lens nelle coppe europee e contro il Vicenza in campionato, Garella fu contestato dalla tifoseria biancoceleste, che cominciò anche a soprannominarlo Paperella.[4][2] Fu ceduto, quindi, alla Sampdoria in Serie B, dove militò per tre stagioni,[4] totalizzando in totale 113 presenze e 97 gol subiti in maglia blucerchiata.[4]

Dopo l'esperienza sotto la Lanterna passò all'Hellas Verona allenato da Osvaldo Bagnoli, con il quale partecipò alla storica conquista dello scudetto nella stagione 1984-1985.[4] Garella risulterà determinante in più partite, specialmente in Roma-Verona del 21 ottobre 1984, in cui mantenne la porta inviolata con una serie di interventi decisivi.[3]

Garella ai tempi dell'Hellas Verona

Nell'estate del 1985 passò al Napoli col quale vinse un altrettanto storico scudetto e la Coppa Italia 1986-1987.[4] Dopo una "rivolta" mai ben chiarita, che lo vide protagonista insieme a Ferrario, Salvatore Bagni e Bruno Giordano contro l'allenatore Ottavio Bianchi, venne ceduto all'Udinese in Serie B.[4]

Si ritirò dopo il campionato 1990-1991 giocato in cadetteria con la maglia dell'Avellino, collezionando 2 presenze e subendo 2 reti[4], per un brutto infortunio subito nell'autunno del 1990.[6] In carriera ha totalizzato complessivamente 245 presenze in A e 218 in B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Prima allena a Torino l'U.S.D. Barracuda, squadra di Prima Categoria. Nel 2011 ricopre l'incarico di preparatore dei portieri del Pergocrema.[7] Nella stagione 2012-2013 diventa allenatore della squadra giovanile juniores del Cit Turin.[8] Il 26 settembre 2013 subentra come allenatore della prima squadra del Barracuda in Prima Categoria.[9]

Dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

È stato direttore sportivo di una squadra dilettantistica di Pecetto Torinese, in provincia di Torino, militante in Promozione, e successivamente osservatore della Canavese, compagine di Serie D.[4][2] Nel 2015 è dirigente del Barracuda.[6]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Verona: 1984-1985
Napoli: 1986-1987
Napoli: 1986-1987
Verona: 1981-1982
Casale: 1973-1974 (girone A)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 1 (1984-1985), Panini, 7 maggio 2012, p. 54.
  2. ^ a b c d e Sebastiano Vernazza, Garellik è "disperso" in serie D, La Gazzetta dello Sport, 23 gennaio 2007. URL consultato il 12 aprile 2016.
  3. ^ a b c d Timothy Ormezzano, Fare miracoli con i Piedi, la Repubblica, 28 luglio 2010. URL consultato il 12 aprile 2016.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Garella, io che paravo senza mani, in Corriere dello Sport - Stadio, 5 ottobre 2003, p. 2.
  5. ^ a b Gianni Mura, 'Le mie mani sulla città', la Repubblica, 13 maggio 1987. URL consultato il 12 aprile 2016.
  6. ^ a b Claudio Garella, voglio un'uscita spericolata, calcionews24.com, 20 gennaio 2015. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  7. ^ Toronews.net
  8. ^ Ilcorrieresportivopiemonte.it
  9. ^ Prima Categoria / Claudio Garella nuovo tecnico del Barracuda, in piemonteingol.it, 26 settembre 2013. URL consultato il 21 gennaio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]