Legnano

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Legnano
comune
Legnano – Stemma Legnano – Bandiera
Uno scorcio di corso Garibaldi a Legnano
Uno scorcio di corso Garibaldi a Legnano
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Sindaco Alberto Centinaio (PD) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°35′48.84″N 8°54′32″E / 45.5969°N 8.908889°E45.5969; 8.908889 (Legnano)Coordinate: 45°35′48.84″N 8°54′32″E / 45.5969°N 8.908889°E45.5969; 8.908889 (Legnano)
Altitudine 199 m s.l.m.
Superficie 17,72 km²
Abitanti 59 119[1] (30-11-2013)
Densità 3 336,29 ab./km²
Frazioni nessuna
Comuni confinanti Busto Arsizio (VA), Canegrate, Castellanza (VA), Cerro Maggiore, Dairago, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona, Villa Cortese
Altre informazioni
Cod. postale 20025
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015118
Cod. catastale E514
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti legnanesi
Patrono san Magno
Giorno festivo 5 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Legnano
Posizione del comune di Legnano all'interno della provincia di Milano
Posizione del comune di Legnano all'interno della provincia di Milano
Sito istituzionale

Legnano (IPA: [leɲˈɲano][2], Legnàn o Lignàn in dialetto legnanese[3][4]) è un comune italiano di 59.119 abitanti in provincia di Milano a circa 20 km dal capoluogo lombardo[5]. Situata nell'Alto Milanese ed attraversata dal fiume Olona, è la tredicesima città più popolosa della Lombardia[6].

Le origini dell'abitato sono rintracciabili tra il XXI ed il XIX secolo a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del Comune. Già in epoche remote, infatti, le colline che costeggiano l'Olona si dimostravano luoghi abitabili[7].

Grazie ad una storica battaglia, Legnano è l'unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell'inno nazionale. Ogni anno i legnanesi ricordano questa battaglia con il palio delle Contrade.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Legnano è situata lungo il corso della valle del fiume Olona, a sud delle Prealpi Varesine. Il suolo è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla[8]. Un tempo era coperto da un sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte groana. A causa della presenza di strati argillosi sedimentati in corrispondenza di antichi alvei dell'Olona, il terreno fatica ad assorbire l'acqua piovana[9].

Il territorio ha una superficie di 17,72 km² ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 192 m ed i 227 m s.l.m.[10]. Secondo la classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003[11].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Milano Malpensa.

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G[12]. Situata nell'alta pianura padana, Legnano ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa lungo il tratto terminale dell'Olona, dove il terreno è altimetricamente più basso rispetto all'abitato. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i 30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Legnano, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione[13]. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ultimamente, le piogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della nebbia.

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm e presentano un picco primaverile ed autunnale, con un minimo relativo invernale[14][15][16].

MILANO MALPENSA
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) -4,4 -2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 -3,6 -3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
T. max. assolutaC) 21,0
(1982)
24,4
(1990)
25,4
(1990)
28,0
(1975)
30,7
(1979)
34,3
(1965)
37,0
(1983)
35,8
(1974)
33,9
(1988)
28,1
(1986)
22,8
(1964)
21,1
(1967)
24,4 30,7 37,0 33,9 37,0
T. min. assolutaC) -18,0
(1985)
-15,6
(1987)
-12,2
(1971)
-6,1
(1970)
-5,2
(1979)
0,6
(1974)
4,7
(1974)
4,7
(1979)
0,5
(1976)
-5,3
(1974)
-13,6
(1988)
-15,2
(1973)
-18,0 -12,2 0,6 -13,6 -18,0
Nuvolosità (okta al giorno) 4,8 4,6 4,4 4,7 4,9 4,4 3,6 3,9 3,8 4,1 4,9 4,6 4,7 4,7 4,0 4,3 4,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338,0 257,6 286,9 1 081,7
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Pressione a 0 metri s.l.m. (hPa) 1 019 1 017 1 016 1 014 1 015 1 016 1 016 1 015 1 018 1 020 1 016 1 017 1 017,7 1 015 1 015,7 1 018 1 016,6
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

L'Olona a Legnano

Legnano è attraversata dal fiume Olona, che taglia in due parti quasi uguali il territorio comunale. Per la stragrande maggioranza è incanalato in argini in cemento o pietra, costruiti per minimizzare le esondazioni. Un tempo una cospicua parte dell'alveo era ricoperta da una struttura in cemento (per la maggior parte in corrispondenza delle aree degli ex cotonifici Cantoni e Dell'Acqua). L'Olona, prima della costruzione di argini e canali scolmatori, è stato un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa. L'ultima che ha fatto danni ingenti alla città si è verificata il 13 settembre 1995[17], mentre l'ultima in ordine cronologico è avvenuta nel novembre 2002[18].

Nel passato esistevano deviazioni del corso del fiume: naturali, come l'Olonella, ed artificiali, come i canali e le rogge scavate dai contadini. Questi ultimi erano necessari per raggiungere i terreni più lontani dall'Olona. L'estrazione delle acque dal fiume e più in genere le attività connesse allo sfruttamento dell'Olona furono regolate durante i secoli da contratti e regolamenti[19].

È stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia, anche se la qualità delle acque sta gradualmente migliorando[20]. Oggi, grazie alla costruzione di canali scolmatori, le esondazioni sono diventate eventi rari. In seguito al miglioramento dello stato d'inquinamento delle acque si è provveduto a scoprire il fiume[21].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Legnano.
Le origini del nome

Una delle ipotesi più probabili[7] è che "Legnano" derivi dal latino Liciniacum, nome scelto in onore del console romano Lucio Licinio Crasso.

Nei documenti antichi è anche chiamata Liniano, Livian, Legniano.

In latino è conosciuta come Ledegnanum.

Preistoria ed epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Fin dai tempi più antichi gli abitanti di Legnano vissero sui margini della valle scavata dall'Olona. Questi terreni, più alti rispetto al corso del fiume, non erano infatti allagati dalle regolari piene del corso d'acqua[22]. Di conseguenza, i più rilevanti ritrovamenti archeologici, dalla preistoria fino alla dominazione romana, sono stati scoperti lungo i margini della valle dell'Olona, e si riferiscono ad inumazioni[23][24].

I più antichi reperti archeologici trovati a Legnano sono dei frammenti di un vaso riconducibili alla cultura di Remedello. Venuti alla luce tra il 1926 ed il 1928, risalgono ad un periodo compreso tra il XXI ed il XIX secolo a.C. Da un sito archeologico vicino alla Strada Statale del Sempione sono stati ritrovati dei bronzi risalenti alla dominazione celtica, databili tra il IV ed il I secolo a.C. (la cosiddetta cultura di La Tène)[7].

I più importanti reperti di epoca romana furono scoperti nel 1925 in una necropoli nella zona est della città. Si trattava di monete, piatti, coppe, bicchieri, balsamari, specchi, utensili in ferro. Altre tombe risalenti allo stesso periodo sono state trovate nel 1985 vicino al centro storico e nel 1991 durante i restauri della chiesa di Sant'Ambrogio. In un altro scavo archeologico sono stati portati alla luce oggetti di tarda età romana. Il corredo era formato da ciottoli, coltelli, rasoi e fibbie[7].

Tutti questi oggetti sono esposti nel Museo civico di Legnano[7][25].

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Battaglia di Legnano. Particolare da un quadro di Amos Cassioli (1832-1891)

Nel medioevo Legnano era divisa in due parti. La prima, sulla riva destra dell'Olona, comprendeva l'abitato principale e corrisponde all'attuale centro della città (conosciuta, fino all'inizio del XX secolo, come Contrada Granda, in dialetto legnanese). La seconda, Legnanello, si trovava sulla riva sinistra del fiume (da quest'ultima è derivato il nome della contrada di Legnarello). L'abitato principale si sviluppò con una pianta con forma allungata lungo un'importante strada, che ne costituiva l'asse principale attraversandolo da nord a sud. Proveniente dalla valle dell'Olona, questa via di comunicazione attraversava Castellanza, Legnano, l'odierno quartiere "costa di San Giorgio" e proseguiva verso Milano. Nei punti in cui questa strada entrava e usciva da Legnano si trovavano due porte, di cui una, detta «porta di sotto», è stata demolita nel 1818. Era situata nell'attuale corso Magenta, poco più avanti dell'ingresso di Palazzo Leone da Perego[26][27].

Il primo documento pervenuto sulla storia di Legnano riguarda il quartiere di Legnanello (o Legnarello). Si riferisce ad una permuta di terreni situati nella piccola frazione ed è datato 23 ottobre 789[28][29]. Sembra che il rione esistesse già nel 687, quando ebbe inizio la celebrazione della benedizione e dell'offerta delle candele, introdotta da Papa Sergio I, che si officiava ogni 2 febbraio[30].

Il Carroccio in un dipinto di Amos Cassioli (1832-1891).

Nel medioevo Legnano fu teatro della già citata battaglia[31]: in diverse campagne militari, prima del celebre scontro, l'imperatore tedesco Federico I (detto "il Barbarossa") ambiva ad affermare il suo dominio sui Comuni dell'Italia settentrionale. Questi ultimi superarono le rivalità interne unendosi nella Lega Lombarda, presieduta da Papa Alessandro III. Il 29 maggio 1176 l'esercito dell'imperatore Federico Barbarossa fu sconfitto nella battaglia, combattuta nei dintorni di Legnano, dalle truppe della Lega Lombarda. Lo scontro rese celebre la compagnia della morte, guidata da Alberto da Giussano, che aveva il compito di difendere il Carroccio, sul quale stavano un'antenna con la Croce di Ariberto e con lo stendardo, un altare e una campana (la "martinella"). L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costume dell'epoca per le vie della città, cui segue il palio delle Contrade. Per questo evento storico l'esercito italiano ha dedicato alla città sei unità militari, la 58ª divisione, il 67º ed il 68º reggimenti fanteria, il 27º ed il 58º reggimento artiglieria e il Reggimento Artiglieria a Cavallo. Oggi prende il nome della città il 1º battaglione del 232º reggimento trasmissioni. Giuseppe Verdi ha lavorato all'opera La battaglia di Legnano, nel 1849.

Fino al 1288 nella città visse Bonvesin de la Riva, il maggiore poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, esponente più in vista del movimento poetico didattico del nord Italia. Il letterato descrisse Legnano così: «[...]Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l'aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il sole tra i corpi celesti, per la fertilità del suolo e la disponibilità dei beni occorrenti agli uomini[...]»[7].

A Legnano soggiornò anche Leone da Perego, vescovo di Milano dal 1241 al 1257. Visse nel palazzo omonimo, ora dedicato a museo. Qui morì il 14 ottobre 1257. In un primo momento fu sepolto nella chiesa di Sant'Ambrogio, poi la salma scomparve[32].

Dal Quattrocento al Seicento[modifica | modifica sorgente]

Già nel medioevo Legnano non era considerato un villaggio, bensì un borgo, denominazione riservata ai paesi dotati di un mercato e di una fortificazione. Queste infrastrutture in genere sorgevano nei centri più popolosi e servivano anche i centri limitrofi. Nel 1549 la popolazione, decimata dalle epidemie di peste del 1529 e del 1540, era di 576 abitanti, distribuiti in 184 famiglie[33]. Già in questi secoli l'agricoltura legnanese era molto variegata. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite ed il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta. Oltre alla coltura di cereali, l'economia legnanese si basava anche sull'allevamento del bestiame e l'artigianato[34].

Il castello in una immagine del 1905.

Durante il Rinascimento Legnano fu dominata da diverse famiglie nobiliari. Le principali furono i Lampugnani, i Vismara, i Visconti, i Crivelli, i Maino ed i Caimi[35]. Nel corso del XV secolo Legnano si arricchì di molte abitazioni nobiliari, oltre al Castello di San Giorgio ed al Palazzo Leone da Perego. Una di esse si trovava a Legnanello tra l'attuale strada statale del Sempione (anticamente conosciuto come "strada magna"[36]) e l'Olona, dove ora si trova il largo Franco Tosi: si trattava di una casa ampia e circondata da giardino, con un ingresso sulla strada che scendeva al fiume. L'edificio originale, che apparteneva a Oldrado Lampugnani, è stato demolito nel 1927. Il Comune lo fece ricostruire in corso Garibaldi, ed ora è sede del Museo civico[25].

Al periodo seguente la Controriforma risale la costruzione dei conventi e della maggior parte delle chiese: le famiglie nobiliari dell'epoca facevano infatti a gara per accattivarsi il favore degli arcivescovi milanesi o per legare il proprio nome in opere di beneficenza o dirette alla comunità. Per quanto riguarda i conventi, nel borgo si trovavano due importanti monasteri: uno maschile, intitolato a Santa Maria degli Angeli, detto comunemente Sant'Angelo, ed uno femminile, intitolato a Santa Chiara[37].

Il Settecento e l'Ottocento[modifica | modifica sorgente]

L'elemento caratterizzante dei secoli XVIII e XIX fu la costruzione di molti mulini ad acqua lungo l'Olona. Nel periodo di massima espansione dell'attività molinatoria si potevano contare diciassette mulini che sfruttavano la forza motrice del fiume. Gli ultimi sette sono stati demoliti tra il XIX ed il XX secolo dalle grandi industrie cotoniere legnanesi per essere sostituiti da impianti più moderni, che sfruttavano la forza motrice del fiume con maggior efficienza[38].

I bassi redditi che forniva l'economia agricola e d'allevamento stimolava i contadini ad integrare l'impiego nei campi con altri lavori, ai quali partecipavano, durante la giornata, le donne. Alla sera i contadini legnanesi diventavano filatori e tessitori di seta, di lana e di cotone, e tintori[39].

Corso Sempione in un'immagine del 1927. Sulla sinistra si vede l'entrata dell'ospedale civile.

Durante l'epoca napoleonica fu potenziata un'opera che risulterà decisiva, insieme alle attività artigianali sopraccennate, per la nascita delle industrie. Il governo potenziò infatti la strada del Sempione, già esistente, che collegava Milano con Parigi sul tragitto Rho - Legnano - Gallarate - Arona - Domodossola - Briga, attraversando le Alpi al passo del Sempione. Questa importante via di comunicazione contribuì notevolmente anche ad accrescere l'importanza strategica di Legnano, seconda stazione di posta da Milano[40].

Nel XIX secolo l'Amministrazione comunale di Legnano era governata dai grandi proprietari terrieri e da esponenti della borghesia più abbiente. Era spesso costretta ad intervenire per dettare norme in materia di agricoltura, pascoli e tutela dei terreni, e per risolvere le accese dispute tra gli agricoltori ed i mugnai, specialmente in periodi di magra dell'Olona[41]. Nel 1821 il governo austriaco autorizzò per la prima volta la creazione del Consiglio comunale di Legnano.

Il 16 giugno 1862, da un balcone di un edificio ora non più esistente (nel luogo ora si trova la sede centrale della Banca di Legnano), Giuseppe Garibaldi esortò i legnanesi[42] alla costruzione di un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176. L'opera fu poi inaugurata nel 1900.

Nel 1882 ci fu una disastrosa esondazione dell'Olona: per le coraggiose e filantropiche azioni dei suoi abitanti, come si può leggere nella motivazione dell'onorificenza, a Legnano fu conferita la Medaglia d'oro al valor civile.

Da borgo agricolo a città industriale[modifica | modifica sorgente]

Il cotonificio Dell'Acqua.

L'industrializzazione di Legnano è avvenuta tra il 1820 e il 1880. Le tradizioni di artigianato e di manifattura domestica, praticata per integrare il lavoro nei campi, ebbero un peso determinante per la nascita dell'industria nella città. Nella seconda metà del secolo si ebbe la seconda fase della rivoluzione industriale di Legnano, che portò alla nascita delle fabbriche tessili e di quelle meccaniche. Diverse filature nate nei primi decenni del XIX secolo si trasformarono in vere e proprie industrie. Alcune di esse diventarono tra i principali cotonifici lombardi[43].

Le macchine utilizzate nell'industria tessile, sempre più efficienti e quindi complesse, comportavano la necessità di possedere l'attrezzatura per la manutenzione e la velocità nelle riparazioni. Di conseguenza, negli ultimi decenni del XIX secolo nacquero le prime industrie meccaniche di Legnano, che costruivano e riparavano macchinari tessili. Successivamente si raggiunse una produzione più ampia nel settore meccanico: nel 1876 Eugenio Cantoni assunse l'ingegnere Franco Tosi, appena rientrato da un periodo di tirocinio in Germania, quale direttore della sua azienda. Franco Tosi fondò poi, nel 1882, l'omonima industria meccanica[43].

Reparto della Franco Tosi in una foto d'epoca.

Tra le industrie legnanesi, la principale, per organizzazione e tecnologia, era il cotonificio fondato da Eugenio Cantoni, come risulta da un documento del 1876 conservato presso l'Archivio del Comune di Legnano[43]. Tra le più grandi aziende operanti a Legnano tra il XIX ed il XX secolo ci furono, oltre a quelle appena citate, i cotonifici Bernocchi, Dell'Acqua e De Angeli-Frua, la Manifattura di Legnano e le meccaniche Mario Pensotti ed Andrea Pensotti, oltre alla FIAL dei fratelli Ghioldi, che produceva principalmente automobili[44]. Questi industriali elargirono anche contributi per la costruzione dell'ospedale e degli istituti superiori legnanesi.

Tra il 1885 ed il 1915 ci fu la trasformazione industriale della comunità agricola[45]. Lo sviluppo industriale portò però ad una crisi agricola della zona, in quanto molti contadini abbandonarono l'attività nei campi per lavorare nelle fabbriche legnanesi.

A cavallo dei due secoli ci fu un forte sviluppo industriale e commerciale di Legnano. Per questa espansione furono molto importanti le infrastrutture per il trasporto di persone e di merci. Accanto alla stazione ferroviaria lungo la linea delle FS Milano-Varese ed il Sempione fu costruita, lungo la strada appena citata, una linea tranviaria che collegava Legnano a Milano. Fu soppressa nella seconda metà del XX secolo[46].

Durante l'industrializzazione di Legnano ci fu un largo impiego della manodopera infantile. Nel XIX secolo fu un fenomeno comune in molti paesi europei, in particolare in Inghilterra. Nei primi anni ottanta del XIX secolo furono organizzati nelle industrie legnanesi i primi scioperi e nacquero le prime società operaie[47].

Il XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Piazza San Magno nel 1901.

Dall'inizio del secolo alla Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1915, alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale in Italia, Legnano aveva 28.757 abitanti[48]. Dall'inizio del XX secolo ci fu un forte incremento demografico dovuto all'immigrazione, determinata dallo sviluppo dell'industria, che costituì un richiamo di operai e di impiegati del terziario.

Durante il conflitto le industrie di Legnano convertirono i loro impianti anche per la produzione di forniture belliche. La Franco Tosi, in particolare, contribuì ad attrezzare i reparti di artiglieria dell'Esercito. Due calamità naturali, nel 1917, peggiorarono ulteriormente la situazione causata dalla guerra: l'epidemia di spagnola, che falcidiò la popolazione, ed una devastante esondazione dell'Olona, che ruppe gli argini ed invase il centro abitato[49].

Legnano durante il fascismo[modifica | modifica sorgente]

Visita di gerarchi fascisti alla Franco Tosi.

Al termine della prima guerra mondiale, nel 1918, anche Legnano fu coinvolta da profonde tensioni sociali che sfociarono, a livello nazionale, nel biennio rosso prima e nel fascismo poi. I primi gruppi legnanesi che si ispiravano a quest'ultimo movimento politico si formarono a partire dal 1920[50].

Già nei primi anni del primo dopoguerra l'industria legnanese riprese la forte crescita[51] che l'aveva caratterizzata fino a prima dello scoppio del conflitto, nonostante la trasformazione che, negli anni successivi, il regime guidato da Benito Mussolini avrebbe imposto all'economia italiana, da liberale a corporativa. Accanto alla crescita delle industrie tessili e meccaniche, nel 1927 la società Emilio Bozzi rilevò l'attività di costruzione di biciclette dalla Franco Tosi, rilanciando la marca Legnano. Secondo un censimento del 1927, la popolazione era di circa 30 000 abitanti, con 677 esercizi industriali e artigianali. La forza lavorativa era suddivisa in 9.926 addetti negli stabilimenti tessili, in 4.056 lavoratori nelle fabbriche meccaniche, in 1.762 nel commercio, credito, assicurazioni ed altri servizi e 287 impiegati nei trasporti e comunicazioni[52]. Questi fatti e il forte incremento demografico (Legnano passò, dal 1881 al 1924, da 8.098 a 29.117 abitanti) portarono l'elevazione del Comune a Città il 15 agosto 1924, conferita dal Re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto[52].

Durante il fascismo furono ideate, progettate ed eseguite molte opere pubbliche. La più importante che toccò Legnano fu il primo tratto dell'autostrada Milano-Laghi (fino a Gallarate). Fu inaugurata il 20 settembre 1923 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, il primo tratto. Fu la prima autostrada costruita nel mondo, e fu ideata dall'ingegnere varesino Piero Puricelli[52].

Corso Garibaldi verso piazza San Magno in una foto d'epoca.

Il rapporto tra Legnano e Benito Mussolini fu forte. Il primo contatto ci fu il 29 luglio 1901 quando il giovane maestro di Predappio spedì all'allora sindaco Antonio Bernocchi una domanda di assunzione. Fu respinta poiché il posto di maestro era già coperto. La prima visita di Benito Mussolini nella città è invece datata 1921. Visitò la città come esponente del partito fascista. Tornò il 5 ottobre 1924 per la consegna del decreto di conferimento del titolo di "Città", e per l'inaugurazione delle scuole superiori Antonio Bernocchi. Visitò anche il cotonificio Bernocchi, in un periodo in cui le industrie tessili e meccaniche locali si stavano imponendo in campo nazionale. Benito Mussolini tornò nuovamente a Legnano il 4 ottobre 1934, quando parlò da un palco in piazza San Magno, collocato su una turbina della Franco Tosi, e tenne un discorso ufficiale davanti ad una folla di alcune migliaia di persone. Visitò poi il cotonificio Dell'Acqua[51].

La salma del Duce, infine, attraversò nel 1945 la periferia di Legnano[53], per giungere ad un convento di frati cappuccini a Cerro Maggiore, ai quali fu affidato momentaneamente in custodia per essere poi restituito alla moglie, Rachele Guidi.

Nel maggio 1935 venne organizzato il primo Palio di Legnano per ricordare la vittoria dei Comuni della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa nella celebre battaglia del 29 maggio 1176[52].

La Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1940 l'Italia entrò nel secondo conflitto mondiale a fianco della Germania nazista, e le vicende della guerra si ripercossero, di conseguenza, anche su Legnano. Mentre molti soldati legnanesi morivano sul campo di guerra, gli effetti delle privazioni si acutizzarono con il passare dei mesi e degli anni. Le industrie di Legnano furono convertite per la produzione bellica. La notte tra il 13 e il 14 agosto 1943 alcuni aerei sganciarono bombe, causando una decina di morti[54].

La svolta decisiva della guerra fu l'armistizio dell'8 settembre 1943 tra l'Italia e gli alleati. Però già il giorno successivo cominciarono a girare per Legnano le autoblindo tedesche. Le industrie legnanesi, ora controllate dai nazisti, iniziarono a fornire al Terzo Reich, fino alla liberazione, i manufatti necessari per proseguire la guerra[55].

Nell'ottobre del 1943 si costituirono a Legnano, e nei paesi vicini, le prime squadre armate composte da operai, studenti e soldati sbandati dopo l'8 settembre. Si formarono brigate partigiane "Carroccio", d'ispirazione cattolica, la "Garibaldi", di estrazione social-comunista, ed alcune brigate autonome, tra le quali la "Sicilia". Le "Carroccio" e "Garibaldi" operarono insieme alle compagini partigiane dell'Alta Italia in base alle disposizioni del Comitato di Liberazione Nazionale[55].

In questo contesto avvenne uno dei più dolorosi avvenimenti della resistenza legnanese. Il 5 gennaio 1944 le SS operarono una rappresaglia alla Franco Tosi. Furono prelevati 63 operai. A seguito di lunghi interrogatori, i tedeschi rimisero in libertà gli operai, eccetto sette, che furono trasferiti nei lager nazisti. Simili azioni furono eseguite negli stabilimenti della Metalmeccanica, della Manifattura di Legnano e della Società Industrie Elettriche. Durante la guerra nei lager nazisti morirono 11 lavoratori legnanesi[56].

Nell'inverno del 1944 fu catturato dai fascisti uno degli istitutori delle brigate "Garibaldi", Mauro Venegoni. I fascisti chiesero a Venegoni di confessare i nomi dei partigiani della sua compagnia e, alla sua opposizione, fu torturato, accecato e ucciso a Cassano Magnago. Per questo luttuoso episodio gli fu conferita la medaglia d'oro al valore militare alla memoria e gli fu dedicata una via di Legnano[56]. Dopo il 27 aprile 1945, giorno in cui Legnano fu definitivamente liberata dai nazi-fascisti, ci furono episodi di vendetta contro gli esponenti del regime appena crollato[57].

Legnano è tra le Città decorate dopo la guerra, poiché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante il secondo conflitto mondiale.

Dal secondo dopoguerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Largo Franco Tosi nel 1950. Sulla sinistra, il municipio.

Dopo la guerra Legnano fu colpita, come il resto dell'Italia, dalla forte recessione economica conseguente il conflitto. Erano insufficienti gli alimenti fondamentali, il trasporto pubblico era limitato e le strade erano dissestate. Il 2 maggio 1945 si riunì, per la prima volta dopo la dittatura fascista, la Giunta comunale, con Sindaco Anacleto Tenconi. I tempi per il ritorno alla democrazia e per la ricostruzione, dopo le distruzioni della guerra, furono lunghi e faticosi[57].

Regolarizzatasi la vita politica nazionale, l'economia di Legnano riprese a crescere, riprendendo la forza del periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Durante la forte crescita economica dell'Italia nel periodo del boom economico, Legnano conseguì, tra il 1951 e il 1961, il più alto indice di occupati nell'industria rispetto alla popolazione totale (65,2%), seconda dopo Sesto San Giovanni[58][59]. Nella seconda metà del XX secolo molte delle grandi aziende citate chiusero i battenti. L'unica industria citata ancora attiva è la Franco Tosi, specializzata nella produzione di turbine.

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento, come ad esempio la Franco Tosi. Si tentò quindi di puntare al settore terziario[60]. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali. Iniziò allora una fase caratterizzata dalla nascita di piccole aziende[61]. Tali processi continuano tuttora, facendo del legnanese un'area notevolmente sviluppata ed industrializzata.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Legnano

Il sito "Comuni italiani" lo descrive così[62]:

« Troncato: sopra, di rosso al leone d'argento; sotto, d'argento all'albero disseccato di rosso sopra una radura brulla »

L'origine di questo stemma è nettamente riconducibile ad uno stemma riprodotto a pagina 193 dello Stemmario Trivulziano. In questo antico volume si può leggere infatti che lo stemma di Legnano è molto somigliante a quello di Cremosano[62].

Il soggetto ed i colori presenti nello stemma sono collegati ad una leggenda. In un periodo storico imprecisato, nell'odierna piazza San Magno, si ergeva un grosso cerro. Nel giorno del Santo patrono, il 5 novembre, un agricoltore si mise a contemplare l'albero ammirandone la capacità di sopportare il gelo e la neve. Il contadino espresse così il desiderio di poter resistere nella stessa maniera alle difficoltà della vita: comparì in quel momento San Magno, che si offrì di soddisfare il sogno dell’uomo donandogli il vigore, la temerarietà e la potenza di un leone. Ordinò all'agricoltore di uccidere un coniglio e avanzare sul terreno, ammantato di neve, dove era stato versato il sangue dell’animale. San Magno esaudì quindi il desiderio del contadino, e lo trasformò in leone. Compiuto il prodigio, improvvisamente il Santo sparì, senza accontentare l’agricoltore che chiedeva di ritornare ad essere un uomo e castigando così la superbia dell'uomo. L'albero ed il leone, insieme al bianco della neve ed al rosso del sangue del coniglio, diventarono quindi i simboli di Legnano, e furono inclusi nello stemma e nel gonfalone del comune[63].

Il 15 agosto 1924 al Comune è stato concesso il titolo di città[52][64].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Per le coraggiose e filantropiche azioni, con evidente pericolo della vita, durante le inondazioni straordinarie dell'anno 1882[65]»
— Legnano, 1883
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Fedele alle secolari e nobili tradizioni del suo popolo, durante diciannove mesi di occupazione nazifascista sosteneva coraggiosamente le forze partigiane, subendo la tracotanza nemica senza mai piegarsi ed offrendo un notevole contributo nella lotta per la liberazione della Patria.[66]»
— Legnano, 1978

L'inno della città[modifica | modifica sorgente]

Me car Legnan (Mia cara Legnano) è l'inno della città, scritto in dialetto legnanese. Il testo e la musica sono di Ernesto Parini (1909-1993)[67]:

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Legnano.
Piazza e basilica di San Magno

Legnano possiede numerose chiese, dislocate su tutto il territorio. La chiesa principale della città è la Basilica di San Magno: venne realizzata nei primi decenni del XVI secolo probabilmente da Giovanni Antonio Amadeo o da suoi seguaci grazie al patrocinio delle famiglie Lampugnani e Vismara[69].

Vi è poi la chiesa di Sant'Ambrogio, la più antica della città: la prima citazione di una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio a Legnano è infatti contenuta in un documento del 1389, scritto da Goffredo da Bussero[70].

La seconda parrocchia sorta nella città, dopo quella S. Magno, fu quella del SS. Redentore, che si ritrova nella Chiesa del SS. Redentore, inaugurata nel 1902 a Legnarello, quartiere della città. Prima che fosse costruita questa chiesa la comunità religiosa del rione faceva riferimento, dal 1603, alla piccola chiesa di Santa Maria della Purificazione[71]. Di rilievo sono anche la Chiesa di San Bernardino, dedicata a San Bernardino da Siena e consacrata nel XVII secolo[72], e la Chiesa di San Domenico. Vi sono inoltre la Chiesa di Sant'Erasmo, la Chiesa dei Santi Martiri e la Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù. Oltre a quelle citate vi sono numerose chiese minori, che solitamente sono coordinate alle parrocchie di quelle maggiori.

Conventi[modifica | modifica sorgente]

Piazza Trento e Trieste in una foto del 1903. Sullo sfondo, l'ex convento di Sant'Angelo.

Il convento di Sant'Angelo fu costruito[73] tra il 1468 ed il 1471, ed ospitava 27 frati francescani. Fu soppresso all'inizio del XIX secolo da Napoleone Bonaparte. Nel 1896 fu convertito in scuola elementare. Ad esso era connesso una chiesa. Costruita tra il 1668 ed 1689 in stile medioevale, fu arricchita con opere in stile barocco. Fu abbattuta alla fine del XIX secolo. Il nome originario del convento era "Santa Maria degli Angioli", in seguito modificato in convento di Sant'Angelo. Successivamente il monastero fu arricchito di una scuola di filosofia, una ricca biblioteca e un refettorio. Il plesso scolastico fu demolito e ricostruito nel 1967.

La prima citazione documentata[74] del Convento degli Umiliati risale al 1398. Nel complesso fu edificato anche un piccolo ospedale che serviva come infermeria per i meno abbienti. Era conosciuto come Ospedale di Santa Maria ed è citato nel Liber Seminarii Mediolanensi (della fine XV secolo). Annessa al monastero era stata costruita la Chiesa di Santa Maria del Priorato. Ospitava da cinque ad otto religiosi della confraternita degli Umiliati. Il convento e gli edifici annessi furono demoliti nel 1953 per la costruzione della Galleria di piazza San Magno.

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso del Cimitero Monumentale di Legnano

Le tracce più antiche di sepolture trovate a Legnano sono delle necropoli di epoca preistorica. I resti di un primo vero e proprio cimitero, inteso nel senso moderno del termine, sono però di epoca romana, e si tratta di inumazioni rinvenute nella periferia ovest della città[24].

Con la costruzione dei primi edifici cristiani, si iniziò a seppellire i morti nei pressi dei templi. Più precisamente i nobili erano inumati all'interno del perimetro delle chiese, mentre defunti del popolo erano sepolti in fosse comuni al di fuori degli edifici. Nel medioevo i templi legnanesi che erano maggiormente interessati al fenomeno erano la chiesa di San Martino, la chiesa di Sant'Ambrogio e soprattutto la chiesa di San Salvatore, cioè l'edificio religioso che si trovava dove ora sorge la Basilica di San Magno ed a cui la comunità legnanese faceva riferimento prima della costruzione della Basilica appena citata[24]. Quest'ultimo camposanto era ubicato nell'odierna piazza San Magno, e continuò ad essere adoperato anche dopo la costruzione della Basilica. Successivamente fu realizzata una grande stanza sotterranea dove venivano inumati i defunti. Era conosciuto come “il foppone” e fu utilizzato fino al 1808. Infatti, dopo una disposizione dell'imperatore Giuseppe II emanata nel 1786 che vietava l'uso delle fosse comuni, la comunità legnanesi fu obbligata a dotarsi di un nuovo cimitero fuori dal centro abitato. Questo camposanto aveva una superficie iniziale di 3.000 m², successivamente aumentati a 5.500 m², e si trovava nell'area ora occupata dalle scuole Bonvesin della Riva, vicino al Santuario della Madonna delle Grazie. Tra il 1808 ed il 1898 accolse le spoglie di 21.896 legnanesi[75].

A causa dell'incremento di popolazione di fine XIX secolo, l'Amministrazione comunale di Legnano decise di costruire un nuovo cimitero, poiché quello vecchio non poteva più essere ingrandito per via delle strade e delle abitazioni che sorgevano intorno. L'odierno Cimitero monumentale fu inaugurato il 24 luglio 1898, ed aveva una superficie di 18.942 m². Fu successivamente ampliato nel 1907 fino ad una superficie di 50.000 m²[76]. In esso riposano, tra le altre, le spoglie di Mauro Venegoni, un esponente della resistenza legnanese vittima dei nazifascisti[77], e Gianfranco Ferré, uno dei più famosi stilisti italiani[78].

Legnano è anche dotata di un cimitero parco, di epoca più recente, che si trova alle porte della città. La sua costruzione fu decisa negli anni sessanta poiché il Cimitero monumentale era divenuto insufficiente per le esigenze della comunità. È stato inaugurato il 15 luglio 1979, ed ha una superficie di 60.000 m²[79].

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Edifici storici e monumenti[modifica | modifica sorgente]

Il monumento ad Alberto da Giussano
Il museo civico "Guido Sutermeinster"

Il castello di Legnano[80] è conosciuto come Castrum Sancti Georgi (Castello di San Giorgio) fin dal XIII secolo, e sorge su un'isola del fiume Olona. La fortificazione è sorta su un convento di Regolari Agostiniani, e comprende la chiesetta dedicata a San Giorgio, la cui presenza è documentata fin dal 1231.

Tra il 1261 e il 1273 i Torriani costruirono le due ali a destra e a sinistra della torre originaria, che furono inglobate successivamente nel castello. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà dei Visconti fino al 1437, quando l'ultimo signore della dinastia che dominava Milano, Filippo Maria, lo assegnò in dono al fedele Oldrado Lampugnani. Nel 1445 Oldrado ottenne il permesso per la fortificazione dell'edificio con torri, mura, fossato e ponte levatoio. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà di varie famiglie nobiliari fino al 1973, quando è stato acquistato dal Comune di Legnano. Dopo secoli di degrado ed incuria, è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2005.

Il museo civico "Guido Sutermeinster"[81] è in corso Garibaldi, 225. Conserva, in particolare, materiale archeologico frutto del lavoro eseguito dall'ing. Guido Sutermeister tra il 1925 e il 1964. Le collezioni si sono poi arricchite con materiale giunto al Museo da scavi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e da donazioni di privati. I reperti provano la presenza di una civiltà nella lungo le sponde dell'Olona fin dall'età del bronzo. L'edificio che ospita il museo, costruito nel 1928, si rifà ad una villa del XV secolo appartenuta ad una delle famiglie nobili di Legnano, i Lampugnani. Il palazzo originale si trovava tra l'attuale statale del Sempione e l'Olona, più o meno presso Largo Tosi, ed è stato demolito nel 1927.

Il palazzo Leone da Perego[82] è a pochi passi dalla Basilica dedicata a San Magno e possiede due entrate, una in via Magenta e l'altra in via Girardelli. Probabilmente è sorto sui resti di un precedente edificio dell'VIII secolo. All'inizio del XIII secolo diventò nobile residenza estiva e, proprio grazie all'arcivescovo Leone da Perego da cui prende il nome, conobbe un periodo di splendore che si protrarrà sino alla fine del XV secolo. Riedificato nel 1897, nel 1973 la parte conosciuta come palazzo Ottone Visconti fu trasformata in sala conferenze e, successivamente, in cinema. La restante parte, dopo essere stata adibita a scuola materna, è dal 2001 area espositiva e rappresenta uno dei cuori pulsanti della cultura legnanese.

In piazza Monumento (vicino alla stazione ferroviaria) è situata la statua dedicata ad Alberto da Giussano (inaugurata nel 1900)[83]. Il celebre condottiero lombardo fondò, organizzò ed equipaggiò la Compagnia della Morte, associazione militare di cavalieri che ebbero una grande importanza nella Battaglia di Legnano, in quanto difesero fino allo stremo il Carroccio della Lega Lombarda. L'iconografia del monumento è stata in seguito utilizzata come logo dalle biciclette Legnano, dalla squadra di calcio della città, dal Corpo Bandistico Legnanese e dal partito politico Lega Nord.

Dell'originario centro storico, sia nell'abitato principale che a Legnarello, rimangono molti vecchi cortili, ora ristrutturati per adattarli alla nuova funzione puramente abitativa. Durante i secoli sono stati demoliti diversi edifici storici, tra i quali Palazzo Cotta, la Casa dei Cavalieri Lampugnani, molte chiese (tra le quali citiamo la chiesa di San Salvatore, che fu sostituita dalla basilica di San Magno) e due conventi. Sono stati conservati il castello di San Giorgio e diverse chiese. Nel 1897 è stato ricostruito palazzo Leone da Perego[84], e nel 1928 è stato riedificato, usando parti originali dell'edificio originario, palazzo Lampugnani (l'attuale Museo civico Sutermeister). Di grande interesse è anche la Torre Colombera, che è l'unica costruzione giunta sino a noi della Legnano quattrocentesca[85].

Archeologia industriale[modifica | modifica sorgente]

Sulla sinistra, in primo piano, i padiglioni dell'ex-cotonificio Cantoni che sono stati ristrutturati all'inizio del XXI secolo

Il Cotonificio Cantoni[86][87] è stato uno stabilimento appartenente all'omonima azienda tessile italiana attiva fra il 1830 ed il 1985. Fu il primo cotonificio ad avere la ragione sociale di S.p.A. (1872). Il primo nucleo della futura azienda è stata una filatura aperta il 2 ottobre 1830 da Camillo Borgomanero. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. L'opificio chiuse l'attività nel 1985. Gli stabilimenti sono stati demoliti all'inizio del XXI secolo per la realizzazione di un parco pubblico, un centro commerciale e delle abitazioni. Le uniche parti conservate sono le facciate sul Corso Sempione dei padiglioni per la lavorazione dei velluti, inaugurati nel 1931. Importanti dal punto di vista storico ed architettonico sono anche l'ex Cotonificio Bernocchi, la Manifattura di Legnano e la palazzina uffici della De Angeli-Frua. Di interesse è anche in nucleo originario, di inizio Novecento, delle Officine Meccaniche Franco Tosi.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Uno scorcio del parco Castello
Il laghetto del parco Castello

In origine il territorio legnanese era caratterizzato dalla crescita spontanea soltanto di cespugli, data la bassa fertilità del terreno (in Lombardia questo tipo di habitat è conosciuto come groana). Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione ad opera dei contadini e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il terreno[88]. Un tempo, infatti, vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, querce, pioppi, olmi, aceri ed ontani.

Per l'allevamento dei bachi da seta fu introdotto il gelso anche se oggi, a causa di malattie che falcidiarono la pianta, la specie risulta praticamente scomparsa. Tra il XIX ed il XX secolo fu introdotta la robinia per consolidare le massicciate stradali e ferroviarie[89]. Grazie alla sua rapida velocità di crescita la pianta risolse anche il problema, soprattutto durante le guerre, della legna da ardere. Oggi questa pianta infestante caratterizza la natura legnanese.

Nel Comune le aree verdi più importanti sono il parco Alto Milanese, il Parco locale del bosco di Legnano (conosciuto anche come parco Castello o parco di Legnano), il parco dei Mulini, il parco bosco dei Ronchi ed il parco bosco Tosi.

Il più grande fra questi è il Parco dei Mulini, che occupa una superficie di 500 ettari distribuiti nei comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago e Nerviano, perciò considerato come parco agricolo sovracomunale. Nell'area interessata, lungo il fiume, sorgono ancora oggi sei mulini. Si tratta dei mulini Meraviglia (già Melzi Salazar), Cozzi, Cornaggia (lungo l'Olona, adiacente al Parco comunale del castello di Legnano), De Toffol, Montoli di San Vittore Olona, Galletto di Canegrate ed un altro a valle di Nerviano. L'unico ancora funzionante è il mulino Meraviglia a San Vittore Olona, che è anche il più antico tra quelli che sono giunti sino a noi, dato che sarebbe stato costruito nel XIV secolo[90].

Parte integrante del Parco dei mulini è il Parco locale del bosco di Legnano o Parco Castello: nato[91] negli anni settanta, è situato accanto al Castello di San Giorgio, al confine con i comuni di Canegrate e San Vittore Olona. Nel periodo della sua costituzione, i rimboschimenti non erano effettuati basandosi su criteri specifici di salvaguardia del paesaggio locale e dunque l'area protetta annovera perlopiù piante non autoctone della zona; per questa ragione, il parco è ricco di conifere. A partire dal 1981 è stato creato all'interno del parco un sistema di laghetti e paludi di circa mezzo ettaro di superficie alimentati da acque di falda con lo scopo di fornire un ambiente favorevole alla vita di pesci e uccelli acquatici. Tra i pesci sono presenti lucci e carpe, oltre a numerose altre specie ittiche.

Il Parco Alto Milanese[92] è situato a nord del comune al confine con Castellanza e Busto Arsizio. È sorto per la salvaguardia degli aspetti naturali (flora e fauna) e lavorativi (agricoltura e allevamento) tipici della zona in questione, avente anche funzione di polmone verde per la popolazione. Con i suoi 178 ettari, si tratta della più grande area verde del territorio comunale.

Da segnalare anche:

  • Il parco Bosco dei Ronchi che si estende interamente all'interno dei confini cittadini per circa 26 ettari, al cui interno si trova anche il Parco ex-ILA.[93] Istituito nel 1992, è situato nel quartiere Canazza, a Est della città;
  • Il Bosco 1993, con la particolarità di avere un albero per ognuno dei 469 bambini nati nell'anno 1993, venne creato in data 18 dicembre 1994 mettendo in pratica la legge 113/92[94], si trova all'angolo tra via Sabotino e via Massimo D'Azeglio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[95]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Legnano con regolare permesso di soggiorno assommavano a 6287[96], cioè a circa il 10,6% della popolazione[96]. Le dieci nazionalità più consistenti erano[97]:

  1. Albania, 1309
  2. Ecuador, 540
  3. Marocco, 523
  4. Romania, 428
  5. Perù, 384
  6. Cina, 370
  7. Pakistan, 232
  8. Senegal, 230
  9. Tunisia, 218
  10. Ucraina, 208

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto legnanese e Dialetto lombardo occidentale.

Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto legnanese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il legnanese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino[98]. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti, anche se i dati sull'effettiva influenza di questi sostrati sono pochi e di varia interpretazione[99].

Un esempio di ciò è l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da -a), cadute in milanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui quelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto ad un "sostrato ligure"[100]. Il fatto che nel dialetto bustocco essa sia più avanzata che in legnanese deriverebbe da una maggiore influenza di Milano su Legnano[101].

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Milano.

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune sono presenti 9 parrocchie cattoliche[102] appartenente all'Arcidiocesi di Milano. Quelle che hanno le più antiche chiese parrocchiali sono San Magno e Sant'Ambrogio. In quest'ultima si celebra una delle poche messe in rito ambrosiano antico[103].

Vi sono in città due piccole comunità protestanti con due chiese, una Avventista del 7º giorno ed una Pentecostale dei fratelli[104][105].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Nella città sono presenti le seguenti istituzioni pubbliche:

Strutture sanitarie[modifica | modifica sorgente]

Il 4 febbraio 2010, alla presenza del Presidente della regione Roberto Formigoni, è stato inaugurato il nuovo ospedale, situato nella zona di via Novara, che ha sostituito il precedente nosocomio di corso Sempione[106].

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

Villa Jucker, sede dell'associazione Famiglia Legnanese.

Nel Comune ha sede l'associazione culturale senza fini di lucro "Famiglia Legnanese"[107]. Uno dei primi e più importanti scopi raggiunti dall'associazione fu quello di ripristinare, a partire dal mese di maggio del 1952, la Sagra del Carroccio ed il contestuale palio[108]. Infatti, la manifestazione, creata nel 1935, era stata interrotta dopo l'edizione del 1939 a causa degli eventi bellici.

All'interno della Famiglia Legnanese operano anche gruppi ludici e culturali dotati di un buon grado di autonomia organizzativa, quali il gruppo folcloristico e dialettale "I Amìs", il gruppo di astronomia "Antares"[109], il circolo fotografico, quello filatelico e quello scacchistico.

Oltre alla Famiglia Legnanese, a Legnano sono presenti diverse associazioni di volontariato, ONLUS e organizzazioni di vario tipo[110].

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Grazie all'efficienza della raccolta differenziata dei rifiuti, la città di Legnano è stata premiata dall'ANCI come "Comune Riciclone più grande non capoluogo 2011"[111].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

L'edificio che ospita l'istituto "Barbara Melzi"

La più antica scuola pubblica a Legnano venne fondata presso la chiesa di Sant'Ambrogio nel 1570 per volere di Carlo Borromeo[112]. Fino alla prima metà del XVIII secolo l'istruzione fu praticata da privati, principalmente religiosi, che la esercitavano su un'esigua minoranza di legnanesi senza dipendere dall'autorità comunale. Era comunque un'istruzione che forniva solamente i rudimenti del sapere, infatti chi avesse voluto approfondire le proprie conoscenze era obbligato a rivolgersi a centri più grandi di Legnano. La situazione iniziò a mutare nella seconda metà del XVIII secolo con un editto imperiale emanato durante la dominazione austriaca e datato 31 ottobre 1787, che imponeva l'apertura di scuole gratuite in Lombardia. A Legnano però esisteva già, prima di questo editto, una scuola gratuita sorta grazie ad un lascito testamentario del canonico Paolo Gerolamo Monti, datato 15 settembre 1749. Fu organizzata presso la Collegiata di San Magno, ma poteva accogliere solo poche decine di scolari legnanesi[113].

Il primo intervento dell'Amministrazione comunale legnanese riguardo alla pubblica istruzione è dell'inizio del XIX secolo, quando il governo cittadino affidò a due maestri la gestione di due classi di scolari, una maschile ed una femminile. È però solamente dal 1832 che furono allestiti dei locali ad uso esclusivo della scuola; precedentemente infatti le lezioni si tenevano in ambienti di fortuna. In un documento del 1848 è riportato che il numero di studenti che frequentavano questa scuola, la cui ubicazione era nell'attuale via Verdi: 470 per la classe maschile e 475 per quella femminile. Nel 1852 suddetta scuola fu trasferita nell'odierno corso Magenta. Di questi anni è la fondazione dell'istituto privato Barbara Melzi (1854), con l'allestimento della scuola materna e della scuola elementare. Di rilevanza storica è l'edificio che ospita questo istituto, appartenuto all'omonima famiglia nobiliare. Un forte impulso alla pubblica istruzione si ebbe con la promulgazione della legge Casati (1859), a seguito della quale il Comune di Legnano affittò dal marchese Cornaggia uno stabile da adibire a sede scolastica permanente. Nel 1896 l'Amministrazione comunale di Legnano acquistò il convento di Sant'Angelo convertendolo in scuole elementari, le odierne Mazzini, riedificate poi nel 1967[114].

Lo sviluppo più importante della pubblica istruzione a Legnano si ebbe però nel XX secolo, con la fondazione della stragrande maggioranza dei plessi scolastici che sono giunti sino a noi, cioè le scuole elementari, le scuole medie e gli istituti superiori. Del 1904 è la Scuola Tecnica comunale, diventata nel 1963 “Scuola media Franco Tosi”. Della prima parte di questo secolo fu la fondazione di istituti tecnici e professionali che si rivolgevano alle future maestranze delle aziende locali. In questa epoca a Legnano era infatti presente la necessità di formare da un punto di vista professionale i futuri impiegati, tecnici e commerciali, e gli operai specializzati. Furono quindi fondati l'Istituto tecnico commercialeCarlo Dell’Acqua” (1917-1918) e l'Istituto professionaleAntonio Bernocchi” (1917, con l'attuale sede inaugurata il 5 ottobre 1924 alla presenza di Benito Mussolini). A quest'ultimo si aggiunse, nel 1959, l'Istituto tecnico industriale, sempre intitolato a Bernocchi. Nel 1943 fu fondato il Liceo scientifico, seguito nel 1960 da quello classico con ginnasio[115].

A Legnano sono presenti[116] nel complesso 20 plessi scolastici statali. Più precisamente 4 istituti superiori, 5 medie inferiori, 8 elementari e 3 materne. Gli istituti privati invece sono in totale 16 così suddivisi: 9 materne, 2 elementari, 2 medie e 3 superiori.

Musei[modifica | modifica sorgente]

La città gode anche di un centro museale, il Museo civico Sutermeinster e due spazi espositivi temporanei, il castello di San Giorgio e Palazzo Leone da Perego che si organizzano nel progetto S.A.Le. Quest'ultimo acronimo identifica gli Spazi Espositivi della città[117].

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Radio del legnanese ed emittente radiofonica ufficiale del Legnano Basket Knights è Radio Punto, che trasmette notizie ed informazioni di cronaca locale di Legnano e dell'hinterland. Ha sede a San Vittore Olona[118].

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune hanno una redazione locale il quotidiano nazionale Il Giorno[119] e La Prealpina[120], diffuso nella Lombardia nord-occidentale.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune aveva sede la rete televisiva Antenna 3, una delle prime emittenti private locali sorte in Italia. È stata fondata il 3 novembre 1977 da Renzo Villa con la collaborazione dell'amico Enzo Tortora. Dopo anni di crisi, il canale sta vivendo una "seconda giovinezza" riproponendo programmi di un tempo e vecchie registrazioni. Dal 2004 fa capo all'emittente televisiva Telelombardia; nei suoi vecchi studi la nuova dirigenza ha fatto confluire la propria redazione sportiva[121].

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda le infrastrutture, il Teatro Galleria è situato nella Galleria di Legnano: un passaggio coperto inserito in un edificio che collega piazza San Magno con via XXV aprile. Edificata dall'INA, è stata costruita nel 1954 e ristrutturata nel 1991; sorge dove un tempo c'era un monastero, il convento degli Umiliati. Per quanto riguarda le compagnie teatrali, invece, la città annovera "I Legnanesi", compagnia fondata da Felice Musazzi che recita commedie in insubre nella variante legnanese. Sono l'esempio più celebre di teatro en travesti in Italia[122][123].

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il Palio[modifica | modifica sorgente]

Il Carroccio durante il Palio 2007.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palio di Legnano, Sagra del Carroccio e Stadio Giovanni Mari.

L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città, a cui segue il palio delle contrade. L'avvenimento, nato nel 1935[124], è anche conosciuto come Palio di Legnano e si conclude con una gara ippica in cui partecipano le otto contrade[125].

La contrada vincitrice del Palio ha diritto a conservare nella propria chiesa, fino all'anno successivo, la Croce di Ariberto da Intimiano, che è una scultura in gesso del 1935 opera dello scultore legnanese Gersam Turri, che riproduce fedelmente la croce originale[126].

Il centro delle attività e della vita associativa della contrada è il maniero. Qui sono conservati i costumi e gli ornamenti utilizzati per la sfilata del palio. Nella sfilata storica[127], più di un migliaio di figuranti in costume d'epoca passano per le vie della città fino a raggiungere il campo sportivo, sede del palio ippico. Il corteo si chiude con il passaggio del Carroccio, dov'è posizionata la riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano.

Il palio si inserisce nel contesto del "Maggio Legnanese": una serie di eventi organizzati in città nel periodo del Palio. Tra essi, trova un posto di assoluto rilievo la manifestazione corale La Fabbrica del Canto, iniziativa nata nel 1992 dall'Associazione Musicale Jubilate. È ritenuta una delle maggiori manifestazioni non competitive[128] d'Europa dedicate alla musica polifonica.

Persone legate a Legnano[modifica | modifica sorgente]

Personalità storiche[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Antonio Amadeo (1447 – 1522) scultore, ingegnere, architetto, intagliatore e ceramista. Autore di numerosissime opere, tra cui, la Basilica di San Magno, ha lavorato, tra l'altro, a Milano, Pavia, Crema, Bergamo, Brescia, Cremona, Saronno e Busto Arsizio. Ha contribuito al Duomo di Milano ed alla Certosa di Pavia
  • Giovanni da Legnano, (1320 - 1383), giurista, diplomatico e docente universitario. Appartenente alla famiglia Oldrendi, fu il fondatore della famiglia Legnani. Fu il pupillo di Paolo da Liezaris e, grazie sua alla conoscenza del diritto canonico, fu il più strenuo difensore di Papa Urbano VI nei dibattiti, all'Università di Bologna, originati dallo Scisma d'Occidente.
  • Leone da Perego (? - 1257), Arcivescovo di Milano. Fu il primo frate francescano nominato Arcivescovo di Milano. Resse l'Arcivescovado ambrosiano dal 1241 al 1257. Durante il suo arcivescovado visse per lungo tempo a Legnano.
  • Bonvesin de la Riva (1240 circa - 1315 circa), poeta e scrittore. Frate laico appartenente al terzo ordine degli Umiliati, fu il maggiore letterato lombardo del XIII secolo e l'esponente più in vista della poesia didattica del Nord.
  • Oldrado Lampugnani, (1400 - 1460), condottiero. Appartenente alla nobile famiglia aristocratica milanese dei Lampugnani fu segretario e generale di Filippo Maria Visconti. Insegnò diritto a Pavia e fu insignito del titolo nobiliare da Francesco Sforza, per i servizi resi. La famiglia Lampugnani era a all'epoca senza dubbio la più importante di Legnano. Fortificò il Castello.
  • Bernardino Luini, (1481 - 1583), pittore. Ha dipinto opere per chiese lombarde e venete. Le sue opere sono conservate nei musei di tutto il mondo. Tra le più importanti, ricordiamo il vasto ciclo realizzato nella cappella Maggiore del Santuario di Saronno (1525).
  • Roberto Visconti, (?-1361), arcivescovo. Originario di Pogliano Milanese, fu arcivescovo di Milano dal 1354 al 1361. Alcune fonti riportano che morì a Legnano.
  • Giacinto Placido Zurla, (1769-1834), Cardinale. Papa Pio VII lo elevò al rango di Cardinale nel concistoro del 10 marzo 1823.
  • Ercole Malatesta, (?-1591), figlio di Sigismondo II, entrò nella milizia a dodici anni, servì sotto le insegne delle bandiere imperiali e nel 1551 prese parte all'assedio di Mirandola e quindi all'assedio di Siena. Nel 1585 fu eletto governatore della fortezza di Legnano, ove morì.

Personalità contemporanee[modifica | modifica sorgente]

Antonio Bernocchi
  • Stefano Albertini (n. 1959), doppiatore. Ha dato la sua voce a molte pubblicità, documentari, film, serie televisive ma soprattutto a cartoni animati.
  • Ettore Andenna, (n. 1946), conduttore televisivo. Fu uno dei conduttori più rappresentativi di Antenna 3. Per l'emittente legnanese condusse "Settimo Round", "Telemattina" e "La bustarella". Condusse la trasmissione Giochi senza frontiere per la RAI negli anni settanta e negli anni novanta. È stato anche conduttore delle ultime due edizioni dell'Eurofestival a cui ha partecipato l'Italia, nel 1993 e 1997. È stato parlamentare europeo.
  • Antonio Bernocchi, (1859 - 1930), imprenditore. Fondatore dell'omonimo cotonificio, fu sindaco di Legnano e nel 1929 fu nominato Senatore del Regno. Tra le più importanti onorificenze conferite va ricordata quella di “Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia”.
  • Giacomo Biffi, (n. 1928), Cardinale. Ha retto la parrocchia dei Santi Martiri. È stato arcivescovo di Fidene dal 7 dicembre 1975 al 19 aprile 1984; di Bologna dal 19 aprile 1984 al 16 dicembre 2003. È arcivescovo emerito di quest'ultima città.
  • Roberto Biscardini, (n. 1947). È stato Segretario regionale prima del PSI e poi dello SDI dal 1992 al 2004. Consigliere regionale della Lombardia dal 1983 al 2004, dal 1983 al 1985 Presidente della Commissione Istruzione e Cultura, dall'89 al '92 Assessore ai Trasporti e dal 1994 al 1995 Assessore ai Lavori Pubblici. Senatore dal 2004 al 2006, è stato membro della Commissione alla Difesa.
Carlo Borsani.
Eugenio Cantoni
Giovanni Mari
  • Piero Giunni, (1912-2000), pittore. Dal 1964 ha dipinto quasi sempre in campagna, presso un mulino vicino a Legnano dove si dedica alla rappresentazione del paesaggio padano e alla natura morta.
  • Danilo Goffi, (n. 1972), atleta. È arrivato secondo alla maratona dei Campionati europei di atletica leggera 1998.
  • Carla Guidi, (n. 1920), cestista. Ha giocato l'Europeo 1950 con la Nazionale, e ha vinto due scudetti con la Comense Como.
  • Oscar Lesca, (n. 1950), calciatore ed allenatore di calcio. Ha speso quasi tutta la carriera con la maglia del Legnano, collezionando 389 presenze in campionato e mettendo a segno anche 12 reti. È considerato come uno dei migliori giocatori dell'A.C. Legnano di tutti i tempi[133].
  • Antonio Mancini, (n. 1939), pittore e scultore. Residente a Legnano, nel 1983, al "Premio Internazionale Porta dei Leoni" di Reggio Calabria, ha ricevuto il primo premio per la pittura.
  • Giovanni Mari (1920-1987), imprenditore e presidente dell'A.C. Legnano. Ha presieduto la società di calcio dal 1952 al 1954 e dal 1979 al 1987. Gli è stato dedicato lo stadio della città.
  • Augusto Marinoni (1911-1997), lessicografo, latinista e storico. È considerato uno dei maggiori studiosi di Leonardo da Vinci[134].
  • Cinzia Massironi, (n. 1966), doppiatrice per i cartoni animati, film e videogiochi.
  • Marina Massironi, (n. 1963), attrice, comica e doppiatrice. È nota anche per essere stata spalla di scena del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ha infatti un'importante carriera nel doppiaggio, nel cinema, in televisione, nel teatro e nella pubblicità. Ha ricevuto il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista per il film "Pane e tulipani", regia di Silvio Soldini.
  • Gianni Mocchetti, (n. 1947), cantautore, chitarrista e bassista. Nel 1978 partecipa al Festivalbar con Cantilena; lo stesso brano viene anche presentato da Mocchetti al Cantagiro dello stesso anno. L'anno successivo partecipò al Festival di Sanremo 1979 con Talismano nero. Nel 1980 torna al Cantagiro con Un amore in garage.
  • Franco Monaco, (n. 1951), politico e giornalista, più volte deputato e senatore.
Monumento a Felice Musazzi a Legnano
Max Pisu
Mauro Venegoni
  • Eugenio Travaini, (1930-1994), medico e scrittore. Primario ospedaliero e docente universitario in medicina fisica e riabilitazione, fondò a Legnano uno tra i primi Centri di "Servizio di Riabilitazione Motoria" che fece scuola anche all'estero per metodologia ed efficienza.
  • Daniele Turcolin, (n. 1961), allenatore ed ex-giocatore di football americano.
  • Carlo Venegoni, (1902-1983), politico e antifascista. È una delle figure di spicco dell'antifascismo milanese e lombardo. Dopo la guerra, sarà segretario della Camera del Lavoro di Genova nel 1945, e di Milano nel 1955, deputato dal 1948 al 1963 per il PCI, consigliere comunale a Legnano, poi a Milano, e dirigente dell'ANPPIA e dell'ANPI.
  • Mauro Venegoni, (1903 - 1944), antifascista. È stato decorato con Medaglia d'oro al valore militare alla Memoria[135] e gli è stata dedicata una via di Legnano. Fatto prigioniero dalle squadre fasciste a Busto Arsizio, nell'interrogatorio gli fu imposto di svelare i nomi dei partigiani del suo raggruppamento, e ad un suo rifiuto fu torturato, seviziato, mutilato, accecato e assassinato il 31 ottobre 1944. Si distinse nei combattimenti della seconda guerra mondiale.
  • Rufo Emiliano Verga, (n. 1969), ex calciatore. Fece parte della Nazionale italiana di calcio ai Campionati europei Under 21 del 1992.
  • Renzo Villa, (1941-2010), editore e conduttore televisivo. Fondatore assieme ad Enzo Tortora di Antenna 3 Lombardia, in precedenza era stato socio di Telealtomilanese.

Visite di personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Un panorama di Legnano dal campanile della basilica di san Magno del 1908. Al centro si possono riconoscere gli stabilimenti della Franco Tosi, a destra la De Angeli-Frua, oggi non più esistente.

Il tessuto urbanistico di Legnano si è sviluppato intorno al centro storico; la sua crescita però è stato influenzata da tre barriere, il fiume Olona, l'antica strada del Sempione e la ferrovia Milano-Gallarate[138].

La città è stata protagonista di una progressiva urbanizzazione che ha portato ad una notevole espansione del centro abitato[139]. All'origine di questo fenomeno c'era la nascita di molte industrie che richiamavano lavoratori da diverse zone d'Italia. Come si può notare dall'evoluzione demografica, nel periodo compreso tra il 1871 e il 1921 la popolazione quadruplicò.

Le industrie cotoniere nate nel XIX secolo sorsero lungo le rive dell'Olona[138], data la loro necessità di acqua. I nuovi quartieri residenziali occuparono di conseguenza le aree libere oltre la valle del fiume. Qui ebbero origine la copertura e l'incanalamento del fiume.

In seguito all'ulteriore crescita dell'abitato legnanese, le aziende costruirono le loro sedi sempre più in periferia. Poi, le varie crisi economiche che si sono succedute nei decenni del XX secolo hanno portato alla nascita di molte aree dismesse che sono in fase di recupero[140]. L'aumento della popolazione negli ultimi decenni e l'abitudine dei cittadini ad un uso più frequente dell'automobile hanno costretto l'amministrazione comunale a numerosi interventi sulla viabilità con la costruzione di sottopassaggi, rotatorie e la realizzazione di nuove strade.

L'intervento urbanistico più importante realizzato all'inizio del XXI secolo è stato il recupero dall'ex-Cotonificio Cantoni, un'area di 110.000 km² che è stata destinata a zona residenziale e terziario[141].

Da citare la pedonalizzazione di parte del centro storico, effettuata all'inizio del XXI secolo, la creazione del parco locale del bosco di Legnano, l'adesione al parco dell'Alto Milanese ed a quello dei Mulini.

Nell'abitato vi è una suddivisione storica in quartieri e contrade: i quartieri sono Mazzafame, Ponzella, Frati, Olmina, Canazza, Gabinella, Legnarello, Colli di Sant'Erasmo e Costa San Giorgio. La parte dell'abitato ad ovest della ferrovia è chiamato "Oltrestazione", mentre la parte ad est del Sempione è chiamata "Oltresempione". Legnano è anche suddivisa in 8 contrade, che sono San Bernardino, La Flora, Legnarello, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo. Le contrade sono le protagoniste del Palio che si svolge ogni anno nella città.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura legnanese è stata la base dello sviluppo economico del territorio. Per prima è stata investita dal processo di meccanizzazione e ristrutturazione. La meccanizzazione, grazie all'utilizzo di macchinari sempre più complessi, ha portato ad un incremento della produzione agricola.
Oggi non rappresenta un'attività importante per l'economia legnanese. Le poche aree libere da costruzioni e infrastrutture sono coltivate a cereali, principalmente grano e mais.

Industria[modifica | modifica sorgente]

L'ex cotonificio Bernocchi in corso Garibaldi

Le prime attività manifatturiere documentate risalgono al XII secolo, e sono collegate alla lavorazione della lana nei conventi dell'epoca[142]. Per le prime attività protoindustriali si dovrà aspettare il 1830, con l'apertura del nucleo originario del cotonificio Cantoni[143]. L'industria si sviluppò nella seconda metà del XIX secolo. Nei decenni successivi ci fu un miglioramento tecnologico che portò le molte industrie legnanesi ad avere una valenza nazionale ed internazionale. Il territorio legnanese era l'ideale per aprire industrie tessili grazie alla presenza di importanti vie di comunicazione e a quella del fiume Olona, che forniva l'energia necessaria per muovere le ruote idrauliche prima dell'installazione dei motori a vapore. Le prime industrie meccaniche nacquero come ancillari a quelle tessili, dato che si occupavano della costruzione e della manutenzione dei telai. Dalla seconda metà del XIX secolo raggiunsero una produzione più ampia[144].

I protagonisti dello sviluppo industriale furono, tra gli altri, la Franco Tosi Meccanica[43], il cotonificio Cantoni, la Fabbrica Italiana Automobili Legnano, la De Angeli-Frua[145], la Cantoni-Krumm, la Manifattura di Legnano, il cotonificio Bernocchi e l'azienda ciclistica Legnano[146].

L'età dell'oro dell'industria legnanese cominciò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento. Tra gli anni ottanta e gli anni novanta si ebbe un vero e proprio fenomeno di deindustrializzazione del territorio, che non fu accompagnato dalla nascita di nuove attività. Si tentò quindi di puntare al settore terziario[60]. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali, a causa di condizionamenti ambientali e di congestione urbana che hanno limitato l'espansione. Iniziò una fase in cui aumentò considerevolmente il numero delle piccole aziende[61]. Tali processi continuano tuttora.

Tra le fabbriche in attività, oltre la Franco Tosi Meccanica, a Legnano ha sede anche lo stabilimento produttivo della casa di moda Dolce & Gabbana[147].

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune ha sede la Banca di Legnano, istituto di credito di importanza regionale. Fondata l'11 giugno 1887, oggi fa parte del gruppo Banca Popolare di Milano. Ha 846 dipendenti impiegati in 119 filiali per la maggior parte dislocate in Lombardia[148].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti a Legnano.
La stazione ferroviaria di Legnano

Legnano ha un'uscita lungo l'Autostrada dei Laghi, è attraversata dalla ferrovia Domodossola-Milano e da diverse strade statali, più precisamente dalla Strada statale 33 del Sempione e dalla Strada statale 527 Bustese e infine dalla Strada Provinciale Legnano-Inveruno.

Per quanto riguarda gli autobus, Legnano è collegata con Milano e con i Comuni limitrofi da diverse linee interurbane gestite dalle società di trasporto pubblico MOVIBUS (nata nel luglio 2008 dall'unione tra STIE, ATINOM e ATM) e FNM Autoservizi.

Legnano è dotata di una stazione ferroviaria di superficie con 3 binari, di cui 2 serviti da banchine.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 1998 29 maggio 2002 Maurizio Angelo Cozzi Casa delle Libertà (senza Lega Nord) Sindaco
29 maggio 2002 29 maggio 2007 Maurizio Angelo Cozzi Casa delle Libertà Sindaco
29 maggio 2007 21 maggio 2012 Lorenzo Vitali Il Popolo della Libertà Sindaco
21 maggio 2012 in carica Alberto Centinaio Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

In campo sportivo, la città vanta varie squadre professionistiche di alto livello:

Importante è anche la gara ciclistica che si svolge annualmente sul territorio cittadino: la Coppa Bernocchi.

Baseball e softball[modifica | modifica sorgente]

Nata nel 1950 come società di baseball, il Baseball Softball Club Legnano è stata una tra le prime società sorte in Italia affiliate a questo sport. Nel 1964 viene attivata la sezione di softball. La società è affiliata alla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball) per entrambe le sezioni. La squadra di baseball milita in serie C1, quella di softball in A1. Quest'ultima ha vinto uno Scudetto (2007), tre Coppa Italia (2006, 2007 e 2008), una Coppa delle Coppe (2007) e una Coppa dei Campioni (2008)[150].

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Legnano.
La formazione dell'A.C. Legnano nel 1953.

L'Associazione Calcio Legnano[151][152] fondata nel 1913, nell'estate 2010 travolta dai debiti è stata radiata da tutti i campionati ed è quindi inattiva.

La divisa ufficiale era di color lilla e giocava le partite casalinghe nello stadio Giovanni Mari.

Nel suo palmares compaiono 3 partecipazioni in Serie A (1930/31, 1951/52, 1953/54), campionati peraltro tutti terminati all'ultimo posto in classifica. Ha inoltre partecipato a 16 campionati di Serie B.

I suoi giocatori più famosi sono stati Gigi Riva[153], che con la maglia lilla disputò il campionato 1962/1963 di Serie C, e Paolo Pulici[154] (1966/67). Da ricordare inoltre la forte rivalità contro la Pro Patria, squadra di Busto Arsizio[155].

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa Bernocchi e Legnano (ciclismo).

A Legnano si disputa la Coppa Bernocchi, una nota corsa professionistica di ciclismo che fa parte del "Trittico Lombardo", insieme alla Tre Valli Varesine e alla Coppa Ugo Agostoni. Nella città ha sede una delle maggiori case produttrici di bici in Italia, nota anche per aver avuto per lungo tempo una delle migliori squadre ciclistiche. Il marchio "Legnano" è stato rilevato dalla Bianchi, che oggi continua a produrre una linea di biciclette da corsa "Legnano" nel segmento di medio valore.

Il 30 maggio 2008 è inoltre partita da Legnano la 19ª tappa del 91º Giro d'Italia, con destinazione Presolana - Monte Pora[156].

Football americano[modifica | modifica sorgente]

La città possiede anche una squadra di football americano[157], i Frogs Legnano. Fondati a Gallarate nel 1977 e trasferitisi a Busto Arsizio tra il 1984 e il 1986, sono da quell'anno stabilmente insediati a Legnano, eccezion fatta per un paio di stagioni nei primi anni 2000 in cui si trasferirono prima a Milano e poi di nuovo a Gallarate; sono stati campioni d'Europa nel 1989 (con due partecipazioni al Campionato europeo) ed hanno conquistato 6 scudetti (1984, 1987, 1988, 1989, 1994, 1995, con 11 partecipazioni al Superbowl italiano), una Coppa Italia (1992) e una partecipazione al Ninebowl (2007, sconfitti dagli Angels Pesaro). La squadra giovanile ha vinto 2 youngbowl (1991 e 1992).

Attualmente militano in LENAF, il campionato di serie A2 della FIDAF.

Scherma[modifica | modifica sorgente]

Dal 15 al 20 giugno 2012 si è svolta a Legnano la 25ª edizione del Campionato europeo di scherma. L'assegnazione è stata decisa il 4 luglio 2008 a Kiev, nel corso del congresso continentale della Confederazione europea di scherma[158]. Il 19 luglio 2011, al termine del 24º campionato europeo di Sheffield, è avvenuto il passaggio di consegne fra gli organizzatori dell'edizione inglese e quelli italiani, che hanno ricevuto la bandiera degli Europei[159]. Le gare si sono svolte al PalaBorsani di Castellanza e al castello di Legnano.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Giovanni Mari.

La città ha uno stadio che ospita le partite casalinghe dell'A.C. Legnano e la corsa ippica del Palio. Inaugurato nel 1921, ha una capienza di 5.000 posti a sedere[160]. È dedicato a Giovanni Mari, presidente dell'A.C. Legnano dal 1952 al 1954 e dal 1979 al 1987.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2013.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 17 giugno 2013.
  3. ^ La prima dizione ha origini più colte, mentre la seconda è la versione più popolare: questa distinzione però è andata scomparendo durante il XX secolo, ed ora la dizione utilizzata è la prima. Cfr. A.A.V.V., Profilo storico della città di Legnano, 1984, pag. 19
  4. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 19
  5. ^ Promo Comune - Legnano - Il territorio. URL consultato il 17 luglio 2011.
  6. ^ Principali della Lombardia - "comuni-italiani.it". URL consultato il 17 luglio 2011.
  7. ^ a b c d e f Profilo storico su sito web istituzionale. URL consultato il 13 luglio 2011.
  8. ^ Dal sito del Parco del Rugareto - sezione "cenni di botanica nel percorso dei fontanili. URL consultato il 10 dicembre 2008.
  9. ^ (IT) Melchiorre Gioia, Filosofia della statistica, 1837.
  10. ^ Da sito web "Comuni italiani". URL consultato il 13 luglio 2011.
  11. ^ Zone sismiche in Italia, dati Earth-prints. URL consultato il 21-5-2008.
  12. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia. URL consultato il 21-5-2008.
  13. ^ Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Fisica, Atlante Eolico dell'Italia (PDF) in Ricerca di sistema per il settore elettrico - Progetto ENERIN, 11/2002. URL consultato il 15/05/2008.
  14. ^ Medie climatiche 1961-1990. URL consultato il 13 luglio 2011.
  15. ^ Dati climatologici medi. URL consultato il 13 luglio 2011.
  16. ^ Tabelle e grafici climatici. URL consultato il 13 luglio 2011.
  17. ^ Centro geofisico prealpino - Varese - Bilancio della stagione autunnale 2000. URL consultato il 13 luglio 2011.
  18. ^ Centro geofisico prealpino - Varese - Piena ed alluvione del novembre 2002. URL consultato il 13 luglio 2011.
  19. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 188-195
  20. ^ Biblioteca liceo Tosi di Busto Arsizio. URL consultato il 13 luglio 2011.
  21. ^ Comune di Legnano - Piano di governo del territorio 2010. URL consultato il 7 luglio 2011.
  22. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 31
  23. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 9
  24. ^ a b c D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 278
  25. ^ a b Museo civico Sutermeister. URL consultato il 7 luglio 2011.
  26. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 32
  27. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 213
  28. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 17
  29. ^ Agnoletto, 1992, op. cit., pag. 31
  30. ^ Giorgio D'Ilario, La chiesa della Purificazione (oggi S. Rita) per tre secoli utilizzata come Parrocchia in La Martinella, n. 8. URL consultato il 12 luglio 2011.
  31. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 23-31
  32. ^ Milanooggi - Chiesa di San'Ambrogio. URL consultato il 7 luglio 2011.
  33. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 55
  34. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 55-56
  35. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 54
  36. ^ Legnano ospita Rodin. URL consultato il 7 luglio 2011.
  37. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 50
  38. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 197-200
  39. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 84
  40. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 83
  41. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 87
  42. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 96
  43. ^ a b c d D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 101
  44. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 102-106
  45. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 102
  46. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pagg. 289-292
  47. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 103
  48. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 108
  49. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 113
  50. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 115
  51. ^ a b c D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 116
  52. ^ a b c d e D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 118
  53. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 117
  54. ^ Legnano 1943 - Da "altomilaneseinrete.it". URL consultato il 17 luglio 2011.
  55. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 122
  56. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 123
  57. ^ a b c D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 126
  58. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 127
  59. ^ D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 140
  60. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 135
  61. ^ a b D'Ilario, 1984, op. cit., pag. 131
  62. ^ a b Descrizione dello stemma di Legnano sul sito "Comuni italiani". URL consultato il 13 luglio 2011.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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