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Legnano

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Legnano
comune
Legnano – Stemma Legnano – Bandiera
Piazza e basilica di san Magno
Piazza e basilica di san Magno
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Alberto Centinaio (PD) dal 22/05/2012
Territorio
Coordinate 45°35′48.84″N 8°54′32″E / 45.5969°N 8.908889°E45.5969; 8.908889 (Legnano)Coordinate: 45°35′48.84″N 8°54′32″E / 45.5969°N 8.908889°E45.5969; 8.908889 (Legnano)
Altitudine 199 m s.l.m.
Superficie 17,68 km²
Abitanti 60 452[1] (30-11-2014)
Densità 3 419,23 ab./km²
Frazioni nessuna
Comuni confinanti Busto Arsizio (VA), Canegrate, Castellanza (VA), Cerro Maggiore, Dairago, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona, Villa Cortese
Altre informazioni
Cod. postale 20025
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015118
Cod. catastale E514
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti legnanesi
Patrono san Magno
Giorno festivo 5 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Legnano
Legnano
Posizione del comune di Legnano all'interno della città metropolitana di Milano
Posizione del comune di Legnano all'interno della città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Legnano (IPA: [leɲˈɲano][2], Legnàn o Lignàn in dialetto legnanese[3][4]) è un comune italiano di 60 313 abitanti[1] della città metropolitana di Milano in Lombardia, a circa 20 chilometri a nord-ovest dal capoluogo lombardo[5]. Situata nell'Alto Milanese e attraversata dal fiume Olona, è la tredicesima città più popolosa della Lombardia[6].

Le origini dell'abitato sono rintracciabili nel III millennio a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del comune. Già in epoche remote, infatti, le colline che costeggiano l'Olona si dimostravano luoghi abitabili[7].

Grazie a una storica battaglia, Legnano è l'unica città, oltre a Roma, a essere citata nell'inno nazionale italiano ("[...] Dall'Alpi a Sicilia dovunque è Legnano [...]")[8]. Ogni anno i legnanesi ricordano questa battaglia con il Palio delle contrade.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Legnanese (territorio).

Legnano è situata lungo il corso della valle Olona, a sud delle Prealpi Varesine. Il suolo, che è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla[9], era un tempo coperto da un sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte groana[10].

Il territorio ha una superficie di 17,72 km² ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 192 m e i 227 m s.l.m.[11]. Secondo la classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003[12].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Olona a Legnano

Legnano è attraversata dal fiume Olona, che taglia in due parti quasi uguali il territorio comunale. Per la stragrande maggioranza del tratto cittadino, il corso d'acqua è incanalato in argini in cemento o pietra, che sono stati costruiti per minimizzare le esondazioni[13]. L'Olona, prima della costruzione di argini e canali scolmatori, è stato infatti un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa[14]. Grazie alla costruzione degli argini, gli allagamenti sono diventati eventi rari: l'ultima esondazione che ha fatto danni ingenti alla città si è verificata il 13 settembre 1995[15], mentre l'ultima in ordine cronologico è avvenuta nel luglio 2014[16].

Fino alla fine del XX secolo, una cospicua parte dell'alveo era sormonta da strutture in cemento (per la maggior parte in corrispondenza delle aree degli ex cotonifici Cantoni e Dell'Acqua), che coprivano il fiume[17].

Nel passato esistevano deviazioni del corso del fiume: naturali, come l'Olonella, e artificiali, come i canali e le rogge scavate dai contadini. Questi ultimi erano necessari per raggiungere, a scopi irrigui, i terreni più lontani dall'Olona. L'estrazione delle acque dal fiume, e più in genere le attività connesse allo sfruttamento dell'Olona, furono regolate, durante i secoli, da contratti e regolamenti[18].

Nonostante l'Olona sia stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia, la qualità delle acque sta gradualmente migliorando[19]. Il minor inquinamento delle acque ha permesso la rimozione delle coperture in cemento che un tempo chiudevano superiormente l'alveo[20].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Milano Malpensa.

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G[21]. Situata nell'alta pianura padana, Legnano ha un clima di tipo continentale con inverni freddi e con molte giornate di gelo[22]; il fenomeno della nebbia sta diventando via via sempre meno frequente[23]. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose[22], e le temperature, in questa stagione, possono superare i 30 °C, con l'umidità che può raggiungere l'80%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa"[22]. L'umidità è sempre molto elevata per tutto l'anno[22]. Le perturbazione di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche[22]. Legnano, come del resto gran parte della pianura padana, soffre di scarsa ventilazione[24].

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm e presentano un picco primaverile e autunnale, con un minimo relativo invernale[25][26][27].

MILANO MALPENSA
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) -4,4 -2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 -3,6 -3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
T. max. assolutaC) 21,0
(1982)
24,4
(1990)
25,4
(1990)
28,0
(1975)
30,7
(1979)
34,3
(1965)
37,0
(1983)
35,8
(1974)
33,9
(1988)
28,1
(1986)
22,8
(1964)
21,1
(1967)
24,4 30,7 37,0 33,9 37,0
T. min. assolutaC) -18,0
(1985)
-15,6
(1987)
-12,2
(1971)
-6,1
(1970)
-5,2
(1979)
0,6
(1974)
4,7
(1974)
4,7
(1979)
0,5
(1976)
-5,3
(1974)
-13,6
(1988)
-15,2
(1973)
-18,0 -12,2 0,6 -13,6 -18,0
Nuvolosità (okta al giorno) 4,8 4,6 4,4 4,7 4,9 4,4 3,6 3,9 3,8 4,1 4,9 4,6 4,7 4,7 4,0 4,3 4,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338,0 257,6 286,9 1 081,7
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Pressione a 0 metri s.l.m. (hPa) 1 019 1 017 1 016 1 014 1 015 1 016 1 016 1 015 1 018 1 020 1 016 1 017 1 017,7 1 015 1 015,7 1 018 1 016,6
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Legnano.
Origini del nome

Il toponimo "Legnano" ha origini almeno medioevali[28]. Il nome della città è un aggettivo prediale e quindi è formato da una prima parte che deriva dal nome del proprietario dei terreni della zona e da un suffisso che definisce questa appartenenza[28]. Nel caso di Legnano, il nome del possidente terriero era Laenius, a cui venne aggiunto il suffisso –anum[29]. Questo suffisso sta a significare che la romanizzazione del territorio era completamente avvenuta[28]. In altri casi, dove l'influenza celtica era presente in maniera maggiore, il suffisso aggiunto corrispondeva invece ad –acum[28].

La proprietà terriera di Laenius era più estesa dell'attuale Legnano e doveva avere le caratteristiche di un latifondo[29]. I nomi dei comuni limitrofi hanno infatti un'origine più recente, e quindi l'antica Laenianum si estendeva ragionevolmente su un territorio piuttosto vasto.

Non si conosce però il periodo di fondazione di questa primigenia comunità: secondo alcune ipotesi le origini dell'antica Laenianum potrebbero risalire a prima della nascita di Cristo[30].

Preistoria ed epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Fin dai tempi più antichi gli abitanti di Legnano vissero sui margini della valle scavata dall'Olona. Questi terreni, più alti rispetto al corso del fiume, non erano infatti allagati dalle regolari piene del corso d'acqua[31]. Di conseguenza, i più rilevanti ritrovamenti archeologici, dalla preistoria fino alla dominazione romana, sono stati scoperti lungo i margini della valle dell'Olona; questi reperti si riferiscono principalmente a inumazioni[32][33].

I più antichi suppellettili trovati a Legnano sono dei frammenti di un vaso riconducibili alla cultura di Remedello. Venuti alla luce tra il 1926 e il 1928 nei pressi del confine tra Castellanza e Legnano, risalgono a un periodo compreso tra il 3400 a.C. e il 2200 a. C.[34]. Da un sito archeologico vicino alla strada statale del Sempione sono stati ritrovati dei bronzi risalenti alla dominazione celtica, databili tra il IV e il I secolo a.C. (la cosiddetta cultura di La Tène)[7].

I più importanti ritrovamenti di epoca romana furono invece scoperti nel 1925 in una necropoli nella zona est della città. Si trattava di monete, piatti, coppe, bicchieri, balsamari, specchi, utensili in ferro. Altre tombe risalenti allo stesso periodo sono state trovate nel 1985 vicino al centro storico e nel 1991 durante i restauri della chiesa di Sant'Ambrogio. In un altro scavo archeologico sono stati portati alla luce oggetti di tarda età romana. Il corredo era formato da ciottoli, coltelli, rasoi e fibbie[7].

Tutti questi oggetti sono esposti nel museo civico Sutermeister di Legnano[7][35].

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo Legnano[31] era divisa in due parti, l'abitato principale, che era ubicato sulla riva destra dell'Olona e che corrisponde al centro della città (la cosiddetta Contrada Granda, in dialetto legnanese) e un borgo più piccolo, Legnanello, sulla riva sinistra del fiume (da cui è derivato il nome della contrada di Legnarello). L'abitato principale si sviluppò con una pianta con forma allungata lungo un'importante strada, che ne costituiva l'asse principale attraversandolo da nord a sud. Proveniente dalla valle dell'Olona, questa via di comunicazione attraversava Castellanza, Legnano, l'odierno quartiere Costa di San Giorgio e proseguiva verso Milano. Nei punti in cui questa strada entrava e usciva da Legnano si trovavano due porte, di cui una, detta «porta di sotto», è stata demolita nel 1818. Era situata in corso Magenta, poco più avanti dell'ingresso di palazzo Leone da Perego[36][37]. Verosimilmente sul lato contrapposto, a nord, si trovava un'equivalente «porta di sopra» di cui, però, non ci sono giunte testimonianze neppure sui documenti, dato che fu probabilmente abbattuta in tempi più remoti.

Il primo documento pervenuto sulla storia di Legnano riguarda il quartiere di Legnanello. Questo atto, che si riferisce a una permuta di terreni situati nella piccola frazione, è datato 23 ottobre 789[28][31]. All'interno di questa testimonianza scritta si può leggere: "[...] curtem proprietatis nostre in Leunianello [...]"[28][31]. Sembra che il rione esistesse già nel 687, quando ebbe inizio la celebrazione religiosa della benedizione delle candele (la "Candelora"), introdotta da Papa Sergio I, che si officiava ogni 2 febbraio[38].

La battaglia di Legnano. Particolare da un quadro di Amos Cassioli (1832-1891)

Nel Medioevo Legnano fu teatro dell'omonima battaglia[39]: in diverse campagne militari, prima del celebre scontro, l'imperatore tedesco Federico I (detto "il Barbarossa") ambiva ad affermare il suo dominio sui Comuni dell'Italia settentrionale. Questi ultimi superarono le rivalità interne unendosi nella Lega Lombarda, presieduta da Papa Alessandro III. Il 29 maggio 1176 l'esercito dell'imperatore Federico Barbarossa fu sconfitto nella famosa battaglia, combattuta nei dintorni di Legnano, a opera delle truppe della Lega Lombarda. Per questo evento storico l'esercito italiano ha dedicato alla città sei unità militari, la 58ª divisione, il 67º e il 68º reggimenti fanteria, il 27º e il 58º reggimento artiglieria e il Reggimento Artiglieria a Cavallo. In seguito il nome della città è stato associato al 1º battaglione del 232º Reggimento Trasmissioni. Giuseppe Verdi ha lavorato all'opera La battaglia di Legnano nel 1849. L'ultima domenica del mese di maggio, a Legnano, avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costume dell'epoca per le vie della città, cui segue una gara ippica in cui si sfidano le otto contrade cittadine. Tale manifestazione è conosciuta come Palio di Legnano.

Fino al 1288 nella città visse Bonvesin de la Riva, il maggiore poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, esponente più in vista del movimento poetico didattico del nord Italia. Il letterato descrisse Legnano con questi versi: «[...] Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l'aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il sole tra i corpi celesti, per la fertilità del suolo e la disponibilità dei beni occorrenti agli uomini [...]»[7].

A Legnano soggiornò anche Leone da Perego, vescovo di Milano dal 1241 al 1257. Visse nel palazzo omonimo, dove morì il 14 ottobre 1257. In un primo momento fu sepolto nella chiesa di Sant'Ambrogio, poi la salma scomparve[40].

Dal Quattrocento al Seicento[modifica | modifica wikitesto]

La quattrocentesca Torre Colombera

Già nel Medioevo Legnano non era considerato un villaggio, bensì un borgo, denominazione riservata ai paesi dotati di un mercato e di una fortificazione[41]. Queste infrastrutture in genere sorgevano nei centri più popolosi e servivano anche i centri limitrofi.

Durante il Rinascimento Legnano fu dominata da alcune famiglie nobiliari. Le principali furono i Lampugnani, i Vismara, i Visconti, i Crivelli, i Maino e i Caimi[42]. Nel corso del XV secolo Legnano si arricchì di molte abitazioni nobiliari, che si aggiunsero al castello di San Giorgio e a Palazzo Leone da Perego.

Una di queste dimore rinascimentali si trovava a Legnarello tra la strada statale del Sempione (anticamente conosciuta come "strada magna"[43]) e l'Olona, all'altezza di largo Franco Tosi: si trattava di una casa ampia e circondata da giardino, con un ingresso sulla strada che scendeva al fiume. L'edificio originale, che apparteneva a Oldrado Lampugnani, è stato demolito nel 1927 per poter permette l'allargamento del Cotonificio Cantoni. Il comune utilizzò parte dei materiali della dimora per edificare il museo civico della città[35]. L'unica costruzione giunta sino a noi della Legnano quattrocentesca è la Torre Colombera[44], che si trova inglobata in una corte lombarda situata tra corso Garibaldi e via Del Gigante, nei pressi della chiesa di San Domenico[45].

Nel 1549 la popolazione, decimata dalle epidemie di peste del 1529 e del 1540, era di 576 abitanti, distribuiti in 184 famiglie[46]. Già in questi secoli l'agricoltura legnanese era molto variegata. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite e il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta. Oltre alla coltura di cereali, l'economia legnanese si basava anche sull'allevamento del bestiame e sull'artigianato[47].

La costruzione dei conventi e della maggior parte delle chiese legnanesi risale invece alla Controriforma: le famiglie nobiliari dell'epoca facevano infatti a gara per accattivarsi il favore degli arcivescovi milanesi, oppure per legare il proprio nome a opere di beneficenza[48].

Il Settecento e l'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Una mappa di Legnano del 1850: si vedono ancora i due abitati di Legnano e Legnarello (all'epoca ancora distinti) divisi dall'Olona e dall'Olonella

L'elemento caratterizzante dei secoli XVIII e XIX fu la costruzione di molti mulini ad acqua lungo l'Olona. Nel periodo di massima espansione dell'attività molinatoria, si potevano contare, a Legnano, diciassette mulini che sfruttavano la forza motrice del fiume. Gli ultimi sette sono stati demoliti tra il XIX e il XX secolo dalle grandi industrie cotoniere legnanesi per essere sostituiti da impianti più moderni, che sfruttavano la forza motrice del fiume con maggior efficienza[49].

I bassi redditi che venivano forniti dall'economia agricola e d'allevamento di questi secoli stimolavano i contadini a integrare l'impiego nei campi con altri lavori, ai quali partecipavano, durante la giornata, anche le donne. Alla sera i contadini legnanesi diventavano filatori e tessitori di seta, di lana e di cotone, oltre che tintori[50].

Corso Sempione in un'immagine del 1927. Fu potenziato da Napoleone Bonaparte. Sulla sinistra si vede l'entrata del vecchio ospedale civile

Durante l'epoca napoleonica fu potenziata un'opera che risulterà decisiva, insieme alle attività artigianali sopraccennate, per la nascita delle industrie. Il governo migliorò infatti la strada del Sempione, già esistente, che collegava Milano con Parigi sul tragitto Rho - Legnano - Gallarate - Arona - Domodossola - Briga, attraversando le Alpi al passo del Sempione. Questa importante via di comunicazione contribuì notevolmente anche ad accrescere l'importanza strategica di Legnano, seconda stazione di posta da Milano[51].

Nel XIX secolo l'Amministrazione comunale di Legnano era governata da grandi proprietari terrieri e da esponenti della borghesia più abbiente. Era spesso costretta ad intervenire per dettare norme in materia di agricoltura, pascoli e tutela dei terreni, e per risolvere le accese dispute tra gli agricoltori e i mugnai, specialmente nei periodi di magra dell'Olona[52].

Il 16 giugno 1862, da un balcone di un edificio non più esistente (nel luogo venne in seguito edificata la sede centrale della Banca di Legnano), Giuseppe Garibaldi esortò i legnanesi[53] alla costruzione di un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176. Il comune di Legnano, stimolato dal discorso dell'Eroe dei due Mondi, fece erigere una statua in onore alla battaglia, inizialmente realizzata dallo scultore Egidio Pozzi e poi sostituita nel 1900 dal monumento al Guerriero di Legnano, che è opera di Enrico Butti[54] e che è spesso erroneamente associata al leggendario condottiero lombardo Alberto da Giussano[55].

Nel 1882 la città fu invasa da una disastrosa esondazione dell'Olona: per le coraggiose e filantropiche azioni dei suoi abitanti, come si può leggere nella motivazione dell'onorificenza, a Legnano fu conferita la Medaglia d'oro al valor civile[56].

L'industrializzazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento legnanese del Cotonificio Cantoni. Al centro si può vedere il fiume Olona canalizzato prima della copertura. Il corso d'acqua è stato poi scoperto all'inizio del XXI secolo
Il Cotonificio Dell'Acqua, che è sorto a Legnano lungo il fiume Olona

Le prime attività manifatturiere documentate risalgono al XII secolo, e sono collegate alla lavorazione della lana nei conventi[57], mentre le prime attività protoindustriali, nel senso moderno del termine, sono sorte intorno al 1830, con l'apertura del nucleo originario del Cotonificio Cantoni[58]. Il processo di industrializzazione di Legnano è invece durato dal 1820 al 1880. Le tradizioni di artigianato e di manifattura domestica, praticata per integrare il lavoro nei campi, ebbero un peso determinante per la nascita dell'industria legnanese.

Nella seconda metà del XIX secolo si ebbe la seconda fase della rivoluzione industriale di Legnano, che portò alla nascita delle moderne fabbriche tessili e, successivamente, di quelle meccaniche. Le macchine utilizzate nell'industria tessile, sempre più efficienti e quindi sempre più complesse, comportavano la necessità di possedere l'attrezzatura per la manutenzione e una certa velocità nelle riparazioni. Di conseguenza, negli ultimi decenni del XIX secolo, nacquero le prime industrie meccaniche di Legnano, che costruivano e riparavano macchinari tessili. Successivamente si raggiunse una produzione più ampia nel settore meccanico: nel 1876 Eugenio Cantoni assunse l'ingegnere Franco Tosi, appena rientrato da un periodo di tirocinio in Germania, quale direttore della sua azienda. Franco Tosi fondò poi, nel 1882, l'omonima industria meccanica, che è l'unica grande industria legnanese ancora in attività[59].

Le filature nate nei primi decenni del XIX secolo si trasformarono poi in vere e proprie industrie. Alcune di esse crebbero costantemente fino a diventare tra i principali cotonifici lombardi[59]. Il territorio legnanese era l'ideale per aprire industrie tessili grazie alla presenza di importanti vie di comunicazione e a quella del fiume Olona, che forniva l'energia necessaria per muovere le ruote idrauliche prima dell'installazione dei motori a vapore. Dalla seconda metà del XIX secolo le aziende legnanesi raggiunsero una produzione più ampia, anche grazie al miglioramento tecnologico che portò alcune industrie ad avere un'importanza che travalicava i confini nazionali[60].

Reparto della Franco Tosi

Tra le industrie legnanesi, la principale, per organizzazione e tecnologia, era il Cotonificio Cantoni, come risulta da un documento del 1876 conservato presso l'archivio del comune di Legnano[59]. Tra le più grandi aziende operanti a Legnano tra il XIX e il XX secolo ci furono, oltre a quelle già citate, i cotonifici Bernocchi, Dell'Acqua, De Angeli-Frua[61], la Manifattura di Legnano, le aziende meccaniche Mario Pensotti e Andrea Pensotti, la FIAL dei fratelli Ghioldi, che produceva principalmente automobili[62], e l'azienda ciclistica Legnano[63]. Alcuni di questi industriali elargirono anche contributi per la costruzione dell'ospedale e degli istituti scolastici superiori legnanesi.

Tra il 1885 ed il 1915 l'originaria economia agricola legnanese si trasformò definitivamente in un sistema industriale[64]. Lo sviluppo industriale portò però a una crisi agricola della zona, in quanto molti contadini abbandonarono l'attività nei campi per lavorare nelle fabbriche legnanesi. A cavallo dei due secoli ci fu pertanto un forte sviluppo industriale e commerciale. Per questa espansione furono molto importanti le infrastrutture per il trasporto di persone e di merci. Accanto alla stazione ferroviaria della linea ferroviaria Domodossola-Milano e alla strada statale del Sempione fu costruita, lungo quest'ultima, la tranvia Milano-Gallarate, che collegava Legnano a Milano. Fu poi soppressa nella seconda metà del XX secolo[65].

Durante l'industrializzazione di Legnano ci fu un largo impiego della manodopera infantile. Nei primi anni ottanta del XIX secolo vennero organizzati, nelle industrie legnanesi, i primi scioperi e nacquero nel contempo le prime società operaie[66].

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Piazza e basilica di San Magno nel 1901

Dall'inizio del secolo alla prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1915, alla vigilia dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, Legnano contava 28.757 abitanti[67]. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, ci fu infatti un forte incremento demografico dovuto all'immigrazione, determinata dallo sviluppo dell'industria, che costituì un richiamo di operai e di impiegati del terziario.

Durante il conflitto anche le industrie di Legnano convertirono i loro impianti per la produzione di forniture belliche. La Franco Tosi, in particolare, contribuì ad attrezzare i reparti di artiglieria dell'Esercito.

Due calamità naturali, nel 1917, peggiorarono ulteriormente la situazione causata dalla guerra: l'epidemia di influenza spagnola, che falcidiò la popolazione, e una devastante esondazione dell'Olona, che ruppe gli argini e invase il centro abitato[68].

Tra le due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Visita di gerarchi fascisti alla Franco Tosi

Al termine della prima guerra mondiale, nel 1918, anche Legnano fu coinvolta da profonde tensioni sociali che sfociarono, a livello nazionale, nel biennio rosso prima e nel fascismo poi. I primi gruppi legnanesi che si ispiravano al movimento politico fondato da Benito Mussolini si formarono a partire dal 1920[69].

Già nei primi anni del primo dopoguerra l'industria legnanese riprese la forte crescita[70] che l'aveva caratterizzata fino a prima dello scoppio del conflitto; questo sviluppo avvenne nonostante la trasformazione dell'economia italiana da liberale a corporativa. Accanto alla crescita delle industrie tessili e meccaniche, nel 1927 la società Emilio Bozzi rilevò l'attività di costruzione di biciclette dalla Franco Tosi, rilanciando la marca Legnano.

Secondo un censimento del 1927, la popolazione era di circa 30 000 abitanti, con 677 esercizi industriali e artigianali. La forza lavorativa era composta da 9.926 addetti negli stabilimenti tessili, da 4.056 lavoratori nelle fabbriche meccaniche, da 1.762 impiegati nel commercio, credito, assicurazioni e altri servizi e da 287 lavoratori nei trasporti e nelle comunicazioni[71].

Questa costante crescita economica e il forte incremento demografico (Legnano passò, dal 1881 al 1924, da 8.098 a 29.117 abitanti) portarono l'elevazione del comune a città, che fu conferita tramite Regio Decreto il 15 agosto 1924 da Vittorio Emanuele III di Savoia[71].

Durante il fascismo furono ideate, progettate ed eseguite molte opere pubbliche. La più importante che toccò Legnano fu il primo tratto dell'autostrada Milano-Laghi (fino a Gallarate). Venne inaugurata il 20 settembre 1923 alla presenza di Vittorio Emanuele III. Fu la seconda autostrada costruita nel mondo, e venne ideata dall'ingegnere varesino Piero Puricelli[71].

Corso Garibaldi verso piazza San Magno in una foto di inizio Novecento. Sulla sinistra, si vede il balcone da cui Giuseppe Garibaldi parlò ai legnanesi nel 1862

Il rapporto tra Legnano e Benito Mussolini fu forte. Il primo contatto ci fu il 29 luglio 1901, quando il giovane maestro di Predappio spedì all'allora sindaco Antonio Bernocchi una domanda di assunzione. Questa richiesta fu respinta perché il posto era appena stato destinato a un altro maestro. La prima visita di Benito Mussolini nella città, che è invece datata 1921, venne fatta in veste di esponente del Partito Nazionale Fascista. Mussolini tornò a Legnano il 5 ottobre 1924 per la consegna del decreto di conferimento del titolo di "città" e per l'inaugurazione delle scuole superiori "Antonio Bernocchi"[70]. Visitò anche il cotonificio Bernocchi e il cotonificio Dell'Acqua, in un periodo in cui le industrie tessili e meccaniche locali si stavano imponendo in campo nazionale. Benito Mussolini tornò nuovamente a Legnano il 4 ottobre 1934, quando parlò da un palco in piazza San Magno che era collocato su una turbina della Franco Tosi. Tenne un discorso ufficiale davanti ad una folla di alcune migliaia di persone[70]. La salma del Duce, infine, attraversò la periferia di Legnano nel 1945[72] per giungere a un convento di frati cappuccini a Cerro Maggiore, ai quali fu affidata momentaneamente in custodia per essere poi restituito alla moglie, Rachele Guidi.

Nel maggio 1935 venne organizzato il primo Palio di Legnano per ricordare la vittoria dei comuni della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa nella celebre battaglia del 29 maggio 1176[71].

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940 l'Italia entrò nel secondo conflitto mondiale a fianco della Germania nazista, e le vicende della guerra si ripercossero, di conseguenza, anche su Legnano. Molti soldati legnanesi morivano sul campo di guerra e gli effetti delle privazioni si acutizzarono con il passare dei mesi e degli anni. Le industrie di Legnano furono convertite per la produzione bellica. La notte tra il 13 e il 14 agosto 1943 alcuni aerei sganciarono bombe sull'abitato, causando una decina di morti[73].

La svolta decisiva della guerra fu l'armistizio dell'8 settembre 1943 tra l'Italia e gli alleati. Però, già il giorno successivo, cominciarono a girare per Legnano le autoblindo tedesche. Le industrie legnanesi, ora controllate dai nazisti, iniziarono a fornire al Terzo Reich, fino alla liberazione, i manufatti necessari per proseguire la guerra[74].

Nell'ottobre del 1943 si costituirono a Legnano, e nei paesi vicini, le prime squadre armate composte da operai, studenti e soldati sbandati dopo l'8 settembre. Si formarono le brigate partigiane "Carroccio", d'ispirazione cattolica, "Garibaldi", di estrazione social-comunista, e alcune compagini autonome, tra le quali la "Sicilia". Le "Carroccio" e "Garibaldi" operarono insieme alle compagini partigiane dell'Alta Italia in base alle disposizioni del Comitato di Liberazione Nazionale[74].

In questo contesto avvenne uno dei più dolorosi avvenimenti della resistenza legnanese. Il 5 gennaio 1944 le SS operarono una rappresaglia alla Franco Tosi. Furono prelevati 63 operai. Dopo dei lunghi interrogatori, i tedeschi rimisero in libertà gli operai, eccetto sette, che furono trasferiti nei lager nazisti. Simili azioni furono eseguite negli stabilimenti della Metalmeccanica, della Manifattura di Legnano e della Società Industrie Elettriche. Durante la guerra nei lager nazisti morirono 11 lavoratori legnanesi[75].

Nell'inverno del 1944 fu catturato dai fascisti uno degli istitutori delle brigate "Garibaldi", il legnanese Mauro Venegoni. I fascisti chiesero a Venegoni di confessare i nomi dei partigiani della sua compagnia e, alla sua opposizione, fu torturato, accecato e ucciso a Cassano Magnago. Per questo episodio a Mauro Venegoni fu conferita la medaglia d'oro al valore militare e gli fu dedicata una via di Legnano[75]. Dopo il 27 aprile 1945, giorno in cui Legnano fu definitivamente liberata dai nazi-fascisti, ci furono episodi di vendetta contro gli esponenti del regime appena crollato[76].

Legnano è tra le città decorate dopo la guerra, essendo stata insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante il secondo conflitto mondiale[77].

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Largo Franco Tosi nel 1950. Sulla sinistra palazzo Malinverni, sede del municipio

Dopo la guerra Legnano fu colpita, come il resto dell'Italia, dalla forte recessione economica conseguente al conflitto. Erano insufficienti gli alimenti fondamentali, il trasporto pubblico era limitato e le strade erano dissestate. Il 2 maggio 1945 si riunì, per la prima volta dopo la dittatura fascista, la Giunta comunale. I tempi per il ritorno alla democrazia e per la ricostruzione, dopo le distruzioni della guerra, furono lunghi e faticosi[76].

Regolarizzatasi la vita politica nazionale, l'economia di Legnano tornò a crescere, riprendendo la forza del periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Durante la forte crescita economica dell'Italia nel periodo del boom economico, Legnano conseguì, tra il 1951 e il 1961, il primato italiano del più alto indice di occupati nell'industria rispetto alla popolazione totale (65,2%), seconda dopo Sesto San Giovanni[78][79].

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento, come ad esempio la Franco Tosi. Quest'ultima è l'unica grande industria legnanese ancora attiva.

Si tentò quindi di puntare al settore terziario[80]. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire la chiusura delle attività industriali. Iniziò allora una fase caratterizzata dalla nascita di piccole aziende[81]. Tali processi continuano tuttora, facendo del Legnanese un'area notevolmente sviluppata e industrializzata.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma civico
Gonfalone civico

Lo stemma del comune di Legnano è descritto così[82]:

« Troncato: sopra, di rosso al leone d'argento; sotto, d'argento all'albero disseccato di rosso sopra una radura brulla »

L'origine di questo stemma è nettamente riconducibile a uno stemma riprodotto a pagina 193 dello Stemmario Trivulziano. In questo antico volume si può leggere infatti che lo stemma di Legnano è molto somigliante a quello di Cremosano[82].

Il soggetto e i colori presenti nello stemma sono collegati a una leggenda. In un periodo storico imprecisato, nell'odierna piazza San Magno, si ergeva un grosso cerro. Nel giorno del santo patrono, il 5 novembre, un agricoltore si mise a contemplare l'albero ammirandone la capacità di sopportare il gelo e la neve. Il contadino espresse così il desiderio di poter resistere nella stessa maniera alle difficoltà della vita. In quel momento comparì san Magno, che si offrì di soddisfare il desiderio dell'uomo donandogli il vigore, la temerarietà e la potenza di un leone. Il santo ordinò all'agricoltore di uccidere un coniglio e avanzare sul terreno, ammantato di neve, dove era stato versato il sangue dell'animale. Il contadino eseguì gli ordini e quindi San Magno esaudì il suo sogno trasformandolo in leone. Compiuto il prodigio, il santo sparì improvvisamente senza accontentare l'agricoltore che chiedeva di ritornare uomo, castigando così la sua superbia. L'albero e il leone, insieme al bianco della neve e al rosso del sangue del coniglio, diventarono i simboli di Legnano, e furono inclusi nello stemma e nel gonfalone[83].

Come già accennato, il 15 agosto 1924, al comune è stato concesso il titolo di città[71][84].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Per le coraggiose e filantropiche azioni, con evidente pericolo della vita, durante le inondazioni straordinarie dell'anno 1882[56]»
— Legnano, 1883
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Fedele alle secolari e nobili tradizioni del suo popolo, durante diciannove mesi di occupazione nazifascista sosteneva coraggiosamente le forze partigiane, subendo la tracotanza nemica senza mai piegarsi e offrendo un notevole contributo nella lotta per la liberazione della Patria[77].»
— Legnano, 1978

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 29 maggio 1176: fu combattuta, nei pressi di Legnano, l'omonima battaglia[85];
  • 15 agosto 1924: conferimento del titolo di "città"[71];
  • 27 aprile 1945: Legnano fu liberata dai nazi-fascisti[76].

L'inno della città[modifica | modifica wikitesto]

L'inno della città, scritto in dialetto legnanese, è Me car Legnan (it. "Mia cara Legnano"). Il testo e la musica sono di Ernesto Parini (1909-1993)[86].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Legnano.
Uno degli affreschi che decorano gli interni della basilica di San Magno
Chiesa di Sant'Ambrogio

Legnano possiede numerose chiese, dislocate su tutto il territorio. La chiesa principale della città è la basilica di San Magno: venne realizzata nei primi decenni del XVI secolo probabilmente da Giovanni Antonio Amadeo o da suoi seguaci grazie al patrocinio delle famiglie Lampugnani e Vismara[87]. Vi è poi la chiesa di Sant'Ambrogio, la più antica della città: la prima citazione di una chiesa dedicata a sant'Ambrogio a Legnano è infatti contenuta in un documento del 1389, scritto da Goffredo da Bussero[88].

La seconda parrocchia sorta nella città, dopo quella di San Magno, è stata quella del Santissimo Redentore. Questa comunità religiosa si ritrova nell'omonima chiesa, che è stata inaugurata nel 1902 a Legnarello, quartiere della città. Prima che fosse costruito questo edificio religioso, la comunità religiosa del rione faceva riferimento alla piccola chiesa di Santa Maria della Purificazione[89]. Di rilievo storico sono anche il Santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa di San Bernardino[90], la chiesa di Sant'Erasmo, la chiesa di San Martino, la chiesa della Madonnina dei Ronchi e la chiesa dei Santi Magi.

Conventi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Trento e Trieste in una foto del 1903. Sullo sfondo, l'ex convento di Sant'Angelo

Il convento di Sant'Angelo fu costruito[91] tra il 1468 ed il 1471 e ospitava 27 frati francescani. Il nome originario del convento era "Santa Maria degli Angioli", in seguito modificato in convento di Sant'Angelo. Fu soppresso all'inizio del XIX secolo da Napoleone Bonaparte. Ad esso era connessa una chiesa, che venne costruita tra il 1668 e il 1689 in stile medioevale. Il tempio fu poi arricchito con opere in stile barocco. La chiesa fu abbattuta alla fine del XIX secolo. Successivamente il monastero fu arricchito da una scuola di filosofia, da una grande biblioteca e da un refettorio. Nel 1896 l'edificio religioso fu convertito in scuola elementare. Il plesso scolastico fu poi demolito e ricostruito nel 1967.

La prima citazione documentata[92] del convento degli Umiliati risale al 1398. Nel complesso fu edificato anche un piccolo ospedale che serviva come infermeria per i meno abbienti. Era conosciuto come Ospedale di Santa Maria ed è citato nel Liber Seminarii Mediolanensi, che è un documento che descrive la situazione religiosa della diocesi di Milano alla fine XV secolo . Ospitava da cinque a otto religiosi della confraternita degli Umiliati. Annessa al monastero era stata costruita la chiesa di Santa Maria del Priorato. Il convento e gli edifici annessi furono demoliti nel 1953 per poter permettere la costruzione della Galleria di piazza San Magno.

Cimiteri[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce più antiche di sepolture trovate a Legnano sono delle necropoli di epoca preistorica. I resti di un primo vero e proprio cimitero, inteso nel senso moderno del termine, sono però di epoca romana, e si tratta di inumazioni rinvenute nella periferia ovest della città[33].

L'ingresso del cimitero monumentale di Legnano

Con la costruzione dei primi edifici cristiani, si iniziò a seppellire i morti nei pressi dei templi. Più precisamente i nobili erano inumati all'interno del perimetro delle chiese, mentre defunti del popolo erano sepolti in fosse comuni al di fuori degli edifici religiosi. Nel Medioevo i templi legnanesi che erano maggiormente interessati al fenomeno erano la chiesa di San Martino, la chiesa di Sant'Ambrogio e soprattutto la chiesa di San Salvatore, cioè l'edificio religioso che si trovava dove ora sorge la basilica di San Magno e a cui la comunità legnanese faceva riferimento prima della costruzione del tempio dedicato al santo patrono di Legnano[33]. Questo cimitero, che era conosciuto come "il foppone", era ubicato nell'odierna piazza San Magno, e continuò ad essere adoperato anche dopo la costruzione della basilica. Successivamente fu realizzata una grande stanza sotterranea dove venivano inumati i defunti. Venne utilizzato fino al 1808.

Infatti, dopo una disposizione dell'imperatore Giuseppe II emanata nel 1786 che vietava l'uso delle fosse comuni, la comunità legnanesi fu obbligata a dotarsi di un nuovo cimitero fuori dal centro abitato. Questo camposanto aveva una superficie iniziale di 3.000 m², successivamente aumentati a 5.500 m², e si trovava nell'area ora occupata dalle scuole Bonvesin della Riva, vicino al Santuario della Madonna delle Grazie. Tra il 1808 e il 1898 accolse le spoglie di 21.896 legnanesi[93].

A causa dell'incremento di popolazione di fine XIX secolo, l'Amministrazione comunale di Legnano decise di costruire un nuovo cimitero, poiché quello vecchio non poteva più essere ingrandito per via delle strade e delle abitazioni che sorgevano intorno. L'odierno cimitero monumentale fu inaugurato il 24 luglio 1898, e aveva una superficie di 18.942 m². Fu ampliato nel 1907 fino a una superficie di 50.000 m²[94]. In esso riposano, tra le altre, le spoglie di Mauro Venegoni[95], e Gianfranco Ferré, uno dei più famosi stilisti italiani[96].

Legnano è anche dotata di un cimitero parco, di epoca più recente, che si trova alle porte della città. La sua costruzione fu decisa negli anni sessanta poiché il cimitero monumentale era divenuto insufficiente per le esigenze della comunità. È stato inaugurato il 15 luglio 1979 e ha una superficie di 60.000 m²[97].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Visconteo
L'ex Casa del Fascio, oggi Palazzo Italia
Il grattacielo di Legnano
Palazzo Leone da Perego
Palazzo Malinverni, sede del municipio

Il castello Visconteo (o "castello di San Giorgio")[98] è conosciuto come Castrum Sancti Georgi (Castello di San Giorgio) fin dal XIII secolo, e sorge su un'isola del fiume Olona. La fortificazione è sorta su un convento di Regolari Agostiniani e comprende una chiesetta dedicata a San Giorgio, la cui presenza è documentata fin dal 1231. Tra il 1261 e il 1273 i Torriani costruirono le due ali a destra e a sinistra della torre originaria, che furono inglobate successivamente nella fortificazione. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà dei Visconti fino al 1437, quando l'ultimo signore della dinastia che dominava Milano, Filippo Maria, lo assegnò in dono al fedele Oldrado Lampugnani. Nel 1445 Oldrado ottenne il permesso per la fortificazione dell'edificio con torri, mura, un fossato e un ponte levatoio. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà di varie famiglie nobiliari fino al 1973, quando è stato acquistato dal comune di Legnano. Dopo decenni di degrado e incuria, è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2005.

La presenza di un castello a Legnano è collegata alla funzione strategica che ebbe la città del Carroccio dal Medioevo al XVI secolo. Legnano si trovava infatti lungo un'importante via di comunicazione che proveniva dalla valle Olona e che collegava Milano al nord ovest della Lombardia[99]. La difesa di Legnano era importante perché una sua eventuale conquista poteva consentire ai nemici di Milano di accedere al contado milanese nord-occidentale e di puntare sul capoluogo meneghino[100]. Fino al XIII secolo il bastione militare a difesa del contado era il castello dei Cotta, che sorgeva nella stessa area dove ora sono situati palazzo Leone da Perego e la Galleria INA[101].

Il museo civico "Guido Sutermeister"[102] è in corso Garibaldi, 225. Conserva, in particolare, materiale archeologico frutto del lavoro eseguito dall'ing. Guido Sutermeister tra il 1925 e il 1964. Le collezioni si sono poi arricchite con materiale giunto al Museo da scavi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e da donazioni di privati. I reperti provano la presenza di una civiltà nella lungo le sponde dell'Olona fin dall'età del bronzo. Come già accennato, l'edificio che ospita il museo, costruito nel 1928, si rifà a una villa del XV secolo appartenuta a una delle famiglie nobili di Legnano, i Lampugnani. Il palazzo originale, che si trovava tra la statale del Sempione e l'Olona, più o meno presso Largo Tosi, è stato demolito nel 1927.

Fino al 1926 in corso Sempione era presente l'ospizio Sant'Erasmo. Realizzato tra il XIII e il XIV secolo, venne sostituito da un edificio moderno avente la medesima funzione e lo stesso nome[103]. Nel Medioevo i pellegrini che percorrevano la via Francigena diretti a Milano avevano tra le soste anche l'ospizio Sant'Erasmo[103][104]. Legnano era infatti la quarta stazione dal passo del Sempione e l'ultima prima di Milano. Da Milano i pellegrini si dirigevano poi a Roma oppure a Venezia, dove potevano imbarcarsi per la Terra Santa. L'ospizio Sant'Erasmo aveva quindi funzione di luogo di ricovero, di preghiera e di cura per gli malati, oltre che di ospedale e orfanotrofio per gli abitanti locali[103]. L'ospizio medioevale venne demolito nel 1925 per ampliare la strada statale del Sempione.

Palazzo Leone da Perego[105][106] è a pochi passi dalla basilica dedicata a san Magno e possiede due entrate, una in via Magenta e l'altra in via Girardelli. È sorto sui resti di un precedente e omonimo edificio medioevale. All'inizio del XIII secolo l'antico palazzo Leone da Perego diventò nobile residenza estiva e conobbe un periodo di splendore che si è protratta sino alla fine del XV secolo. Riedificato nel 1897, nel 1973 la parte conosciuta come palazzo Visconti fu trasformata prima in sala conferenze e successivamente in cinema. La restante porzione, dopo essere stata adibita a scuola materna, è dal 2001 area espositiva e rappresenta uno dei cuori pulsanti della cultura legnanese.

Di grande interesse storico è anche la già citata Torre Colombera, che è l'unica costruzione giunta sino a noi della Legnano quattrocentesca[107].

Rilevante da un punto di vista storico e artistico è anche palazzo Malinverni, che è la sede del municipio. Costruito tra il 1908 e il 1909, coniuga allo stile medioevale a elementi liberty e neorinascimentali[108][109]. Di notevole interesse storico è anche Palazzo Italia, che originariamente era destinato a Casa del Littorio e che venne costruito nel 1929 su progetto di Cesare Giulini[110].

In via Giovanni Giolitti[111] è presente un palazzo conosciuto come "grattacielo di Legnano", che venne disegnato nei primi anni sessanta dall'architetto Luigi Caccia Dominioni[112].

Archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

Sulla sinistra, in primo piano, i padiglioni dell'ex-cotonificio Cantoni che sono stati ristrutturati all'inizio del XXI secolo
L'ex cotonificio Bernocchi in corso Garibaldi

Il Cotonificio Cantoni[113][114] è stato uno stabilimento appartenente all'omonima azienda tessile italiana attiva fra il 1830 e il 2004. Fu il primo cotonificio italiano ad avere la ragione sociale di S.p.A. (1872).

Il primo nucleo della futura azienda è stata una filatura aperta il 2 ottobre 1830 da Camillo Borgomanero. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. L'opificio legnanese chiuse l'attività nel 1985.

I padiglioni sono stati demoliti all'inizio del XXI secolo per la realizzazione di un parco pubblico, di un centro commerciale e di abitazioni. Le uniche parti conservate sono le facciate dei padiglioni per la lavorazione dei velluti, inaugurati nel 1931, che si affacciano su corso Sempione.

Importanti dal punto di vista storico e architettonico sono anche l'ex Cotonificio Bernocchi, la Manifattura di Legnano e la palazzina adibita un tempo a uffici della De Angeli-Frua. Di interesse è anche in nucleo originario delle Officine Meccaniche Franco Tosi, che è stato realizzato a inizio Novecento.

Monumenti e sculture[modifica | modifica wikitesto]

Monumento Ai Caduti sul lavoro di Gianluigi Bennati
Il monumento al Guerriero di Legnano

In piazza Monumento (vicino alla stazione ferroviaria) è situata la statua dedicata al Guerriero di Legnano, che è stata inaugurata nel 1900[115]. L'iconografia del monumento è stata in seguito utilizzata come logo dalle biciclette Legnano, dalla squadra di calcio della città, dal Corpo Bandistico Legnanese e dal partito politico Lega Nord. Come già accennato, è spesso erroneamente associata al leggendario condottiero lombardo Alberto da Giussano[55]

Il monumento Ai Caduti sul lavoro realizzato da Gianluigi Bennati per l'Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro venne posizionato nel 1984 in Corso Italia a Legnano[116].

Il monumento a Felice Musazzi, uno dei fondatori della storica compagnia teatrale I Legnanesi si trova invece in via Gilardelli e ritrae il volto della Teresa, il personaggio da lui interpretato, e riporta sul basamento alcune citazioni celebri dei suoi spettacoli.

Nel 2009 sono state collocate in diversi punti della città alcune opere dell'artista Aligi Sassu. Le quattro statue, in ordine alfabetico, sono: Cavalli innamorati (in bronzo), Cavallo imbizzarrito (in bronzo), Grande cavallo impennato (in vetroresina) e Nuredduna (in vetroresina)[117].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio della parte legnanese del parco Alto Milanese

In origine il Legnanese era caratterizzato dalla crescita spontanea soltanto di cespugli, data la bassa fertilità del terreno (in Lombardia questo tipo di habitat è conosciuto come groana). Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione a opera dei contadini e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il terreno[118]. Un tempo, infatti, vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, querce, pioppi, olmi, aceri e ontani.

Per l'allevamento dei bachi da seta fu in seguito introdotto il gelso anche se oggi, a causa di malattie che falcidiarono la pianta, la specie risulta praticamente scomparsa. Tra il XIX e il XX secolo fu introdotta la robinia per consolidare le massicciate stradali e ferroviarie[119]. Grazie alla sua rapida velocità di crescita, la pianta risolse anche il problema, soprattutto durante le guerre, della legna da ardere. Questa pianta, la cui diffusione diventò, nel XX secolo, infestante, caratterizza ancora la natura legnanese.

Il più grande parco legnanese è il Parco dei mulini, che occupa una superficie di 500 ettari distribuiti nei comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago e Nerviano. Lungo il fiume sorgono ancora oggi sei mulini. Si tratta dei mulini Meraviglia (già Melzi Salazar), Cozzi, Cornaggia (lungo l'Olona, adiacente al Parco comunale del castello di Legnano), De Toffol, Montoli di San Vittore Olona, Galletto di Canegrate e un altro a valle di Nerviano. L'unico ancora funzionante è il mulino Meraviglia a San Vittore Olona, che è anche il più antico tra quelli che sono giunti sino a noi, dato che sarebbe stato costruito nel XIV secolo[120].

Il laghetto del parco Castello

Parte integrante del Parco dei mulini è il Parco locale del bosco di Legnano o Parco Castello: nato[121] negli anni settanta, è situato accanto al Castello di San Giorgio, al confine con i comuni di Canegrate e San Vittore Olona. Nel periodo della sua costituzione, i rimboschimenti non erano effettuati basandosi su criteri specifici di salvaguardia del paesaggio locale e dunque l'area protetta annovera perlopiù piante non autoctone; per questa ragione, il parco è ricco di conifere. Dal 1981 è stato creato, all'interno del parco, un sistema di laghetti e paludi di circa mezzo ettaro di superficie, che sono alimentati da acque di falda con lo scopo di fornire un ambiente favorevole alla vita di pesci e uccelli acquatici. Tra i pesci sono presenti lucci e carpe, oltre ad altre specie.

Il Parco Alto Milanese[122] è situato a nord del comune al confine con Castellanza e Busto Arsizio. È sorto per la salvaguardia degli aspetti naturali (flora e fauna) e lavorativi (agricoltura e allevamento) tipici della zona.

Da segnalare anche il parco Bosco dei Ronchi, che si estende interamente all'interno dei confini cittadini per circa 26 ettari, al cui interno si trova anche il Parco ex-ILA[123]. Istituito nel 1992, è situato nel quartiere Canazza, a est della città. Degno di nota è anche il Bosco 1993, che si trova all'angolo tra via Sabotino e via Massimo D'Azeglio. Tale area verde, che è stata creata 18 dicembre 1994 in conformità alla legge 113/92, ha la particolarità di avere un albero per ognuno dei 469 bambini nati nell'anno 1993[124].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[125]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti a Legnano con regolare permesso di soggiorno assommavano a 7140[126], cioè a circa il 11,8% della popolazione[126]. Con il passare degli anni, si è registrata una crescita costante della presenza di stranieri; ad esempio, nel 2005, gli stranieri con permesso di soggiorno residenti a Legnano ammontavano a 3451, pari al 6,1% della popolazione[127]. Le dieci nazionalità più rappresentate al 31 dicembre 2013 erano (dati ISTAT[126]):

  1. Albania, 1465
  2. Marocco, 637
  3. Ecuador, 553
  4. Romania, 540
  5. Perù, 504
  6. Cina, 433
  7. Pakistan, 337
  8. Ucraina, 255
  9. Senegal, 250
  10. Bangladesh, 236

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto legnanese.
Monumento a Felice Musazzi, fondatore della compagnia teatrale dialettale "I Legnanesi"

Nel comune è relativamente diffuso il dialetto legnanese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il legnanese è una lingua romanza derivata dal latino[128]. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure, anche se i dati sull'effettiva influenza di questo sostrato linguistico sono pochi e di varia interpretazione[129]. L'influenza linguistica che ebbero i Celti sulle parlate locali dell'Altomilanese fu cospicua, tanto che ancora oggi il dialetto legnanese è classificato come "gallo-italico"[130]. Fu però la dominazione romana, che soppiantò quella celtica, a plasmare l'idioma locale parlato nel Legnanese, tanto che il lessico e la grammatica di questo dialetto è di derivazione romanza[128].

Un esempio di ciò, è l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da -a), cadute in milanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui quelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto a un "sostrato ligure"[131]. Il fatto che nel dialetto bustocco essa sia più avanzata che in legnanese deriverebbe invece da una maggiore influenza del vernacolo di Milano su quello di Legnano[132].

Il dialetto legnanese è utilizzato negli spettacoli della compagnia teatrale dialettale I Legnanesi, che è stata fondata da Felice Musazzi e Tony Barlocco.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Milano.

Il santo patrono di Legnano è San Magno, arcivescovo di Milano dal 518 al 530, la cui ricorrenza è festeggiata il 5 novembre. La maggioranza della popolazione è cristiana cattolica; l'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di consistenti minoranze musulmane e cristiane ortodosse. Vi è in città anche una piccola comunità cristiana protestante pentecostale[133].

Nel comune sono presenti nove parrocchie cattoliche[134] che appartengono all'arcidiocesi di Milano. Quelle che posseggono le più antiche chiese parrocchiali sono San Magno e Sant'Ambrogio. Quest'ultima è una delle poche chiese dell'arcidiocesi di Milano dove si celebrano messe in rito ambrosiano antico, ovvero in latino[135].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sono presenti le seguenti istituzioni pubbliche:

Strutture sanitarie[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 febbraio 2010 è stato inaugurato il nuovo ospedale, situato nella zona di via Novara, che ha sostituito il precedente nosocomio di corso Sempione[136].

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Villa Jucker, sede dell'associazione Famiglia Legnanese

Nel comune ha sede l'associazione culturale senza fini di lucro Famiglia Legnanese[137]. Uno dei primi e più importanti scopi raggiunti dall'associazione fu quello di ripristinare, a partire dal mese di maggio del 1952, il Palio di Legnano[138]. Infatti, questa manifestazione, creata nel 1935, era stata interrotta dopo l'edizione del 1939 a causa degli eventi bellici.

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Grazie all'efficienza della raccolta differenziata dei rifiuti, la città di Legnano è stata premiata dall'ANCI come "comune riciclone più grande non capoluogo 2011"[139].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La più antica scuola pubblica a Legnano venne fondata presso la chiesa di Sant'Ambrogio nel 1570 per volere di Carlo Borromeo[140]. Fino alla prima metà del XVIII secolo l'istruzione fu praticata da privati, principalmente religiosi, che la esercitavano su un'esigua minoranza di legnanesi senza dipendere dall'autorità comunale. Era comunque un'istruzione che forniva solamente i rudimenti del sapere: infatti, chi avesse voluto approfondire le proprie conoscenze, era obbligato a rivolgersi a centri di studio più grandi di quelli che si trovavano a Legnano.

La situazione iniziò a mutare nella seconda metà del XVIII secolo con un editto imperiale emanato durante la dominazione austriaca e datato 31 ottobre 1787, che imponeva l'apertura di scuole gratuite in Lombardia. Però, a Legnano, esisteva già, prima di questo editto, una scuola gratuita sorta grazie a un lascito testamentario del canonico Paolo Gerolamo Monti, datato 15 settembre 1749. Fu organizzata presso la Collegiata di San Magno, ma poteva accogliere solo poche decine di scolari legnanesi[141].

L'edificio storico che ospita l'istituto "Barbara Melzi"

Il primo intervento dell'Amministrazione comunale legnanese[142] riguardo alla pubblica istruzione è dell'inizio del XIX secolo, quando il governo cittadino affidò a due maestri la gestione di due classi di scolari, una maschile e una femminile. È però datato 1832 il primo allestimento di locali a uso esclusivo della scuola; precedentemente le lezioni si tenevano in ambienti di fortuna. In un documento del 1848 è riportato che il numero di studenti che frequentavano questa scuola, la cui ubicazione era nell'attuale via Verdi: 470 per la classe maschile e 475 per quella femminile. Nel 1852 suddetta scuola fu trasferita nell'odierno corso Magenta.

Di questi anni è la fondazione dell'istituto privato Barbara Melzi (1854), con l'allestimento della scuola materna e della scuola elementare. Di rilevanza storica è l'edificio che ospita questo istituto privato, appartenuto all'omonima famiglia nobiliare. Un forte impulso alla pubblica istruzione si ebbe con la promulgazione della legge Casati (1859), in seguito alla quale il comune di Legnano affittò dal marchese Cornaggia uno stabile da adibire a sede scolastica permanente. Nel 1896 l'Amministrazione comunale di Legnano acquistò, come già accennato, il convento di Sant'Angelo convertendolo in scuole elementari, le odierne Mazzini, riedificate poi nel 1967.

Lo sviluppo più importante della pubblica istruzione a Legnano si ebbe però nel XX secolo, con la fondazione della stragrande maggioranza dei plessi scolastici che sono giunti sino a noi, cioè le scuole elementari, le scuole medie e gli istituti superiori. Del 1904 è la Scuola Tecnica comunale, diventata nel 1963 "Scuola media Franco Tosi".

Della prima parte di questo secolo fu la fondazione degli istituti tecnici e professionali indirizzati alle future maestranze delle aziende locali. In questa epoca a Legnano era infatti presente la necessità di formare da un punto di vista professionale i futuri impiegati - tecnici e commerciali - e gli operai specializzati. Furono quindi fondati l'Istituto tecnico commerciale "Carlo Dell'Acqua" (1917-1918) e l'Istituto professionale "Antonio Bernocchi" (1917). A quest'ultimo si aggiunse, nel 1959, l'Istituto tecnico industriale, sempre intitolato a Bernocchi. Nel 1943 fu fondato il Liceo scientifico, seguito nel 1960 da quello classico con ginnasio[143].

A Legnano sono presenti[144] nel complesso 20 plessi scolastici statali. Più precisamente 4 istituti superiori, 5 medie inferiori, 8 elementari e 3 materne. Gli istituti privati invece sono in totale 16 così suddivisi: 9 materne, 2 elementari, 2 medie e 3 superiori.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Civico "Guido Sutermeister"

La città gode anche di un centro museale, il museo civico Sutermeister, e di due spazi espositivi temporanei, il castello di San Giorgio e Palazzo Leone da Perego, che sono organizzati nel progetto S.A.Le. Quest'ultimo acronimo identifica gli spazi espositivi della città[145].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Radio del legnanese e emittente radiofonica ufficiale del Legnano Basket Knights è Radio Punto, che trasmette notizie e informazioni di cronaca locale di Legnano e dell'hinterland. Ha sede a San Vittore Olona[146].

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune hanno una redazione locale il quotidiano nazionale Il Giorno[147] e La Prealpina[148].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune aveva sede la rete televisiva Antenna 3, una delle prime emittenti private locali sorte in Italia. È stata fondata il 3 novembre 1977 da Renzo Villa con la collaborazione dell'amico Enzo Tortora. Dopo anni di crisi, il canale sta vivendo una "seconda giovinezza" riproponendo programmi di un tempo e vecchie registrazioni. Dal 2004 fa capo all'emittente televisiva Telelombardia; nei suoi vecchi studi la nuova dirigenza ha fatto confluire la propria redazione sportiva[149].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Sullo sfondo e al centro, dietro le piantumazioni, la Galleria di Legnano

Per quanto riguarda le infrastrutture teatrali, il Teatro Galleria è situato nella Galleria di Legnano, ovvero in un passaggio coperto inserito all'interno di un edificio che collega piazza San Magno con via XXV aprile. Edificata dall'INA, è stata costruita nel 1954 e ristrutturata nel 1991; come accennato, sorge dove un tempo c'era un monastero, il convento degli Umiliati.

Per quanto riguarda le compagnie teatrali, come già accennato, la città annovera "I Legnanesi", compagine fondata da Felice Musazzi e Tony Barlocco, che recita commedie in dialetto lombardo occidentale nella variante legnanese. È l'esempio più celebre di teatro en travesti in Italia[150]. Fondata a Legnano nel 1949, è tra le compagnie più note del panorama teatrale dialettale europeo[150].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Palio[modifica | modifica wikitesto]

Il Carroccio e la riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano durante il Palio 2007
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palio di Legnano.

L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia di Legnano con una sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città, a cui segue una gara ippica a cui partecipano le otto contrade[151]. L'avvenimento, nato nel 1935[152], come già accennato, è conosciuto come Palio di Legnano.

La contrada vincitrice del Palio ha diritto a conservare nella propria chiesa, fino all'anno successivo, la Croce di Ariberto da Intimiano, che è una scultura in gesso del 1935 opera dello scultore legnanese Gersam Turri e che riproduce fedelmente la croce originale[153].

Il centro delle attività e della vita associativa della contrada è il maniero. Qui sono conservati i costumi e gli ornamenti utilizzati per la sfilata del palio. Nella sfilata storica[154], più di un migliaio di figuranti in costume d'epoca passano per le vie della città fino a raggiungere il campo sportivo, sede della corsa ippica. Il corteo si chiude con il passaggio del Carroccio, dov'è posizionata la già citata riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano.

Il Palio si inserisce nel contesto del "Maggio Legnanese": una serie di eventi organizzati in città nel periodo del Palio. Tra essi, trova un posto di assoluto rilievo la manifestazione corale La Fabbrica del Canto, iniziativa nata nel 1992 dall'Associazione Musicale Jubilate. È ritenuta una delle maggiori manifestazioni non competitive[155] d'Europa dedicate alla musica polifonica.

Persone legate a Legnano[modifica | modifica wikitesto]

Personalità storiche[modifica | modifica wikitesto]

Personalità contemporanee[modifica | modifica wikitesto]

Visite di personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Un panorama di Legnano del 1908 dal campanile della basilica di san Magno. Al centro si possono riconoscere gli stabilimenti della Franco Tosi, a destra la De Angeli-Frua, oggi non più esistente

Il tessuto urbanistico di Legnano si è sviluppato intorno al centro storico. La sua crescita però è stato influenzata da tre barriere: il fiume Olona, l'antica strada del Sempione e la ferrovia Domodossola-Milano[158].

La città è stata protagonista di una progressiva urbanizzazione che ha portato a una notevole espansione del centro abitato[159]. All'origine di questo fenomeno c'e la nascita di molte industrie che hanno richiamato lavoratori da diverse zone d'Italia. Come si può notare dall'evoluzione demografica, nel periodo compreso tra il 1871 e il 1921 la popolazione di Legnano è quadruplicata. Data la necessità di acqua, le industrie cotoniere nate nel XIX secolo sono sorte lungo le rive dell'Olona[158]. I nuovi quartieri residenziali hanno occupato di conseguenza le aree libere oltre la valle del fiume.

In seguito all'ulteriore crescita dell'abitato legnanese, le aziende hanno costruito le loro sedi sempre più in periferia. Poi, le varie crisi economiche che si sono succedute nei decenni del XX secolo hanno portato alla nascita di molte aree dismesse che sono in fase di recupero[160]. L'intervento urbanistico più importante, che è stato realizzato all'inizio del XXI secolo, è stato il recupero dall'ex Cotonificio Cantoni, un'area di 110.000 m² che è stata destinata, come già accennato, a zona residenziale e terziario[161].

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Nell'abitato vi è una suddivisione storica in quartieri e contrade: i quartieri storici sono Mazzafame, Ponzella, Frati, Olmina, Canazza, Gabinella, Legnarello, Colli di Sant'Erasmo e Costa San Giorgio. La parte dell'abitato a ovest della ferrovia è chiamato Oltrestazione, mentre la parte a est del Sempione è denominata Oltresempione. Le otto contrade che si sfidano al Palio sono invece San Bernardino, La Flora, Legnarello, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Area agricola nei pressi del quartiere legnanese di Mazzafame

L'agricoltura legnanese è stata la base dello sviluppo economico del territorio. Per prima è stata investita dal processo di meccanizzazione e ristrutturazione. La meccanizzazione, grazie all'utilizzo di macchinari sempre più complessi, ha portato a un incremento della produzione agricola. Nel XXI secolo non rappresenta più un'attività importante per l'economia legnanese. Le poche aree libere da costruzioni e infrastrutture sono coltivate a cereali, principalmente grano e mais.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'età dell'oro dell'industria legnanese cominciò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento.

Tra gli anni ottanta e gli anni novanta si ebbe un vero e proprio fenomeno di deindustrializzazione del territorio, che non fu accompagnato dalla nascita di nuove attività. Si tentò quindi di puntare al settore terziario[80]. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire la chiusura delle attività industriali. Iniziò una fase in cui il numero delle piccole aziende crebbe considerevolmente[81]. Tali processi continuano tuttora.

A Legnano è stata fondata anche la casa di moda Dolce & Gabbana[162]. Nella città del Carroccio la celebre casa di moda ha anche uno stabilimento produttivo[163].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune aveva sede la Banca di Legnano, istituto di credito di importanza regionale. Fondata l'11 giugno 1887, il 14 settembre 2013 è andata incontro a fusione con la Banca Popolare di Milano. Aveva 846 dipendenti impiegati in 119 filiali per la maggior parte dislocate in Lombardia[164].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti a Legnano.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Legnano

Legnano ha un'uscita lungo l'Autostrada dei Laghi, è attraversata da due strade statali (la strada statale 33 del Sempione e la strada statale 527 Bustese) e è percorsa dalla strada provinciale SP12 Legnano-Inveruno.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Legnano è dotata di una stazione ferroviaria di superficie a 3 binari, di cui 2 serviti da banchine, che si trova lungo la ferrovia Domodossola-Milano.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, Legnano è collegata con Milano e con i Comuni limitrofi da diverse linee interurbane di autobus gestite dalle società di trasporto pubblico MOVIBUS (nata nel luglio 2008 dall'unione tra STIE, ATINOM e ATM) e FNM Autoservizi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante sono elencati i sindaci di Legnano[165]. L'elenco parte dal 1860, anno in cui avvenne l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna, che preannunciò l'Unità d'Italia.

Dal 1927 al 1945, durante il fascismo, gli organi democratici dei comuni furono soppressi e tutte le funzioni in precedenza svolte dal sindaco, dalla giunta e dal consiglio furono trasferite al podestà, di nomina governativa. Il podestà era assistito da una consulta municipale, nominata dal prefetto[166]. Con la Liberazione, il capo dell'amministrazione comunale tornò a essere il sindaco.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1860 Giuseppe Calini Sindaco
1861 1861 Andrea Bossi Sindaco
1862 1862 Emanuele Gallarati Sindaco
1863 1864 Ottavio Prandoni Sindaco
1865 1865 Anselmo Morganti Sindaco
1866 1867 Andrea Bossi Sindaco
1868 1870 Giuseppe Motta Sindaco
1871 1874 Anselmo Morganti Sindaco
1875 1877 Berardo Bossi Sindaco
1878 1884 Flaminio Dell’Acqua Sindaco
1887 1896 Pietro Salmoiraghi Sindaco
1896 1900 Fedele Borghi Sindaco
1901 1902 Antonio Bernocchi Sindaco
27 dicembre 1902 13 aprile 1903 - Commissario prefettizio
14 aprile 1903 15 dicembre 1904 Fedele Borghi Assessore anziano f.f.
gennaio 1905 1910 Giovanni Ferrario Sindaco
1911 1911 Roberto Ratti Prosindaco
1912 agosto 1919 Attilio Agosti Sindaco
agosto 1919 ottobre 1920 - Commissario prefettizio
ottobre 1920 6 agosto 1922 Ermenegildo Vignati Sindaco
7 agosto 1922 28 febbraio 1928 - Commissario prefettizio
1º marzo 1923 31 marzo 1927 Fabio Vignati Sindaco
1º aprile 1927 1º aprile 1932 Fabio Vignati Podestà
2 aprile 1932 30 aprile 1932 - Commissario prefettizio
1º maggio 1932 31 ottobre 1933 Carlo Balestri Podestà
1º novembre 1933 15 ottobre 1937 - Commissario prefettizio
16 ottobre 1937 2 maggio 1944 Alfredo Carusi Podestà
3 maggio 1944 24 aprile 1945 - Commissario prefettizio
25 aprile 1945 2 maggio 1946 Anacleto Tenconi Sindaco CNL
3 maggio 1946 17 ottobre 1949 Pietro Rasini Sindaco
18 ottobre 1949 31 marzo 1950 Ezio Gasparini Assessore anziano f.f.
1º aprile 1950 13 luglio 1951 - Commissario prefettizio
14 luglio 1951 23 gennaio 1961 Anacleto Tenconi Sindaco
24 gennaio 1961 31 agosto 1975 Luigi Accorsi Sindaco
1º settembre 1975 19 settembre 1976 Cesare Croci Candiani Sindaco
20 settembre 1976 5 giugno 1977 Giuseppe Poggi Sindaco
6 giugno 1977 25 settembre 1985 Franco Crespi Sindaco
26 settembre 1985 31 luglio 1990 Pietro Cattaneo Sindaco
1º agosto 1990 27 aprile 1993 Mario Potestio Partito Socialista Italiano Sindaco
28 aprile 1993 5 dicembre 1993 - - Commissario prefettizio
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Marco Turri Lega Nord Sindaco
2 dicembre 1997 31 maggio 2007 Maurizio Angelo Cozzi Casa delle Libertà Sindaco
1º giugno 2007 21 maggio 2012 Lorenzo Vitali Il Popolo della Libertà Sindaco
22 maggio 2012 in carica Alberto Centinaio Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gino Bartali e Fausto Coppi con la maglia della squadra ciclistica Legnano durante il Giro d'Italia 1940

In campo sportivo, la città vanta varie squadre professionistiche di alto livello. La squadra di football americano[168], i Frogs Legnano, è stata fondata a Gallarate nel 1977. Trasferitasi a Busto Arsizio nel 1984, dal 1986 ha sede a Legnano, eccezion fatta per un paio di stagioni nei primi anni 2000, quando ha avuto sede prima a Milano e poi di nuovo a Gallarate. I Frogs Legnano sono stati campioni d'Europa nel 1989 (con due partecipazioni all'Eurobowl) e hanno conquistato 6 campionati italiani (1984, 1987, 1988, 1989, 1994, 1995, con 11 partecipazioni al Superbowl italiano), una Coppa Italia (1992) e una partecipazione al Ninebowl (2007, sconfitti dagli Angels Pesaro). La squadra giovanile ha vinto 2 youngbowl (1991 e 1992).

Nata nel 1950 come società di baseball, il Baseball Softball Club Legnano è stata una tra le prime società sorte in Italia affiliate a questo sport. Nel 1964 viene attivata la sezione di softball. La società è affiliata alla FIBS per entrambe le sezioni. La squadra di baseball milita in serie C1, mentre quella di softball in A1. Quest'ultima ha vinto un campionato italiano (2007), tre Coppe Italia (2006, 2007 e 2008), una Coppa delle Coppe (2007) e una Coppa dei Campioni (2008)[169].

La formazione dell'Associazione Calcio Legnano nella stagione 1952-1953, l'ultima a conquistare l'approdo in Serie A

L'Associazione Calcio Legnano[170][171], fondata nel 1913 e travolta dai debiti nell'estate 2010 dopo il campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2009-2010, venne radiata da tutti i campionati rimanendo inattiva fino al 2015, quando una nuova società (l'A.S.D. Legnano 1913 Calcio, fondata nel 2011 e militante in Eccellenza) ne riacquisì la denominazione e la tradizione sportiva. La divisa ufficiale è di color lilla, e il campo casalingo è lo stadio Giovanni Mari. Nel suo palmarès compaiono 3 partecipazioni in Serie A (1930-1931, 1951-1952, 1953-1954), campionati tutti terminati all'ultimo posto in classifica, e 8 campionati di Prima Divisione. Ha inoltre partecipato a 16 campionati di Serie B, di cui l'ultimo nel 1956-1957. I suoi giocatori più famosi sono stati Gigi Riva[172], che con la maglia lilla disputò il campionato 1962-1963 di Serie C, Paolo Pulici[173] (1966-1967), Luigi Allemandi (dal 1921 al 1925) e Atilio Demaría (1945-1946), campioni del mondo nel 1934 con la Nazionale italiana. Da ricordare inoltre la forte rivalità con la Pro Patria, squadra calcistica della confinante Busto Arsizio[174].

Costituita nel 1966 come Pallacanestro Legnano, nel 2006 ha assunto la denominazione "Legnano Basket" in seguito alla fusione con la "Olimpia Legnano". Nel 2007 è stata rinominata "Legnano Basket Knights"[175]. Dalla stagione 2014-2015 milita nella Serie A2 del campionato di pallacanestro italiano e disputa le proprie gare a Castellanza al PalaBorsani perché il locale Knights Palace non soddisfa i requisiti necessari all'omologazione per la Serie A2[175].

A Legnano si disputa la Coppa Bernocchi, una nota corsa professionistica di ciclismo che fa parte del "Trittico Lombardo" insieme alla Tre Valli Varesine e alla Coppa Ugo Agostoni. Nella città ha sede una delle maggiori case produttrici di bici in Italia, nota anche per aver avuto per lungo tempo una delle migliori squadre ciclistiche, la Legnano. Attiva dal 1906 al 1913 e dal 1919 al 1966, la squadra ciclistica Legnano è stata una delle compagini sportive più vincenti della storia del ciclismo[176]. Il 30 maggio 2008 è inoltre partita da Legnano la 19ª tappa del 91º Giro d'Italia, con destinazione Presolana - Monte Pora[177].

Dal 15 al 20 giugno 2012 si è svolta a Legnano la 25ª edizione del Campionato europeo di scherma. L'assegnazione è stata decisa il 4 luglio 2008 a Kiev, nel corso del congresso continentale della Confederazione europea di scherma[178]. Le gare si sono svolte al PalaBorsani di Castellanza e al castello di San Giorgio.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La città ha un impianto sportivo che ospita le partite casalinghe dell'A.C. Legnano, nonché la corsa ippica del Palio, lo stadio Giovanni Mari. Inaugurato nel 1921, ha una capienza di 5.000 posti a sedere[179]. È dedicato a Giovanni Mari, presidente dell'A.C. Legnano dal 1952 al 1954 e dal 1979 al 1987.

Personalità sportive legate a Legnano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 30 luglio 2014.
  2. ^ Dizionario di pronuncia italiana online, dipionline.it. URL consultato l'8 maggio 2014.
  3. ^ Legnàn ha origini più colte, mentre Lignàn è la versione più popolare: questa distinzione però è andata scomparendo durante il XX secolo, ed ora la sola dizione utilizzata è la prima. Cfr. A.A.V.V., Profilo storico della città di Legnano, 1984, p. 19.
  4. ^ D'Ilario, 1984, p. 19.
  5. ^ Legnano, promocomune.it. URL consultato l'8 maggio 2014.
  6. ^ Lista principali città della Regione Lombardia, comuni-italiani.it. URL consultato l'8 maggio 2014.
  7. ^ a b c d e Profilo storico, legnano.org. URL consultato l'8 maggio 2014.
  8. ^ Fratelli d'Italia, quirinale.it. URL consultato il 7 agosto 2014.
  9. ^ Cenni di botanica nel percorso dei fontanili, parcodelrugareto.it. URL consultato l'8 maggio 2014.
  10. ^ Agnoletto, 1992, p. 99.
  11. ^ Legnano: clima e fati geografici, comuni-italiani.it. URL consultato l'8 maggio 2014.
  12. ^ Gli effetti dell'introduzione di una nuova mappa di pericolosità sulla valutazione del rischio sismico in Italia (PDF), earth-prints.org. URL consultato l'8 maggio 2014.
  13. ^ Macchione, 1998, p. 49.
  14. ^ D'Ilario, 1984, p. 193.
  15. ^ Centro geofisico prealpino - Varese - Bilancio della stagione autunnale 2000 (PDF), astrogeo.va.it. URL consultato il 9 maggio 2014.
  16. ^ Maltempo, Varese sott'acqua - Esonda l'Olona, milano.corriere.it. URL consultato il 30 luglio 2014.
  17. ^ Macchione, 1998, p. 26.
  18. ^ D'Ilario, 1984, pp. 188-195.
  19. ^ L'Olona, fiume dell'EXPO, adesso può tornare a vivere, consorziofiumeolona.org. URL consultato il 9 maggio 2014.
  20. ^ Piano di governo del territorio 2010, legnano.mi.it. URL consultato il 9 maggio 2014.
  21. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia, confedilizia.it. URL consultato il 9 maggio 2014.
  22. ^ a b c d e Il clima della Lombardia, centrometeoitaliano.it. URL consultato il 20 novembre 2014.
  23. ^ Clima Italia, climieviaggi.it. URL consultato il 20 novembre 2014.
  24. ^ Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Fisica, Atlante Eolico dell'Italia (PDF) in Ricerca di sistema per il settore elettrico - Progetto ENERIN, novembre 2002. URL consultato il 9 maggio 2014.
  25. ^ Medie climatiche 1961-1990, wunderground.com. URL consultato il 9 maggio 2014.
  26. ^ Dati climatologici medi, eurometeo.com. URL consultato il 9 maggio 2014.
  27. ^ Tabelle e grafici climatici, meteoam.it. URL consultato il 9 maggio 2014.
  28. ^ a b c d e f D'Ilario, 1984, p. 17.
  29. ^ a b D'Ilario, 1984, pp. 17-18.
  30. ^ D'Ilario, 1984, p. 20.
  31. ^ a b c d Agnoletto, 1992, p. 31.
  32. ^ D'Ilario, 1984, p. 9.
  33. ^ a b c D'Ilario, 1984, p. 278.
  34. ^ Di Maio, 1998, p. 83.
  35. ^ a b Museo civico di Legnano Guido Sutermeister, legnano.org. URL consultato l'8 maggio 2014.
  36. ^ Agnoletto, 1992, p. 32.
  37. ^ D'Ilario, 1984, pag. 213.
  38. ^ Giorgio D'Ilario, La chiesa della Purificazione (oggi S. Rita) per tre secoli utilizzata come Parrocchia in La Martinella, nº 8. URL consultato il 9 maggio 2014.
  39. ^ D'Ilario, 1984, pp. 23-31.
  40. ^ Chiesa di San'Ambrogio, milanoggi.it. URL consultato il 9 maggio 2014.
  41. ^ D'Ilario, 1984, p. 41.
  42. ^ D'Ilario, 1984, p. 54.
  43. ^ Città di Legnano - Madonnina dei Ronchi, legnanobasket.it. URL consultato il 9 aprile 2014.
  44. ^ D'Ilario, 1984, p. 228
  45. ^ Legnano sul Portale dell'Altomilanese della Provincia di Milano, provincia.milano.it. URL consultato il 6 settembre 2013.
  46. ^ D'Ilario, 1984, p. 55.
  47. ^ D'Ilario, 1984, pp. 55-56.
  48. ^ D'Ilario, 1984, p. 50.
  49. ^ D'Ilario, 1984, pp. 197-200.
  50. ^ D'Ilario, 1984, p. 84.
  51. ^ a b D'Ilario, 1984, p. 83.
  52. ^ D'Ilario, 1984, p. 87.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984, ISBN non esistente.
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