Cotonificio Bernocchi

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Cotonificio Bernocchi
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Cotonificio Bernocchi.jpg
Lo stabilimento di Legnano del Cotonificio Bernocchi
StatoItalia Italia
Fondazione1868 a Legnano
Fondata daRodolfo Bernocchi
Chiusura1971
Sede principaleLegnano
Persone chiaveAntonio Bernocchi
SettoreTessile
ProdottiTessuti in varie fibre
Dipendenti1.400[1][2] (1971)
Sito webhttps://:www.bernocchimilano.it

Il Cotonificio Bernocchi è stata un'azienda tessile italiana attiva fra il 1868 ed il 1971.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ex cotonificio Bernocchi in corso Garibaldi a Legnano
Poster pubblicitario del marchio della moda italiana Bernocchi, disegnato da Marcello Nizzoli, 1923

Il primo nucleo del Cotonificio Bernocchi nacque nel 1868[3] a Legnano, in località Gabinella, ad opera di Rodolfo Bernocchi. Questa primigenia attività, che fu aperta con pochi mezzi finanziari, era in origine un esercizio artigianale di candeggio.

I figli del fondatore, Antonio, Michele e Andrea, trasformarono, circa un decennio dopo la fondazione, la primigenia attività artigianale in una delle più grandi industrie tessili e tintoriche italiane[1][2]. Nella seconda metà del XIX secolo, anche in Italia iniziò la rivoluzione industriale, grazie alla quale moltissime attività artigianali si trasformarono in vere e proprie fabbriche. Tra i fratelli Bernocchi, già all'epoca, si distingueva Antonio, che ebbe in seguito anche un'importante carriera politica, diventando, tra l'altro, Senatore; fu anche uno dei più generosi mecenati[4] di Milano.

Nel 1898 la famiglia Bernocchi fondò a Legnano i moderni stabilimenti che ancora nel XXI si trovano in corso Garibaldi. Le grandi imprese tessili consumavano ingenti quantità di energia, e quindi i Bernocchi iniziarono ad occuparsi di produzione di energia sperimentando tecnologie innovative fin dal 1920, con l'acquisizione della Centrale di Cogozzo (frazione di Villa Carcina)[5]. In seguito la famiglia Bernocchi fondò o, in alcuni casi, acquisì altri stabilimenti. In totale, il numero totale di siti produttivi arrivò a sei: Legnano, Nerviano, Cerro Maggiore, Angera, Besnate e Cogozzo. Particolarmente significativo fu l'acquisto del Cotonificio Mylius, avvenuto nell'aprile del 1920, che diede vita alla nuova società Mylius-Bernocchi. Il cotonificio cambiò nome dopo il 1930, anno in cui morì Antonio Bernocchi e divenne Filatura di Cogozzo[6].

Nel 1971, anno della sua chiusura, l'azienda impiegava complessivamente, nei sei stabilimenti produttivi, 1.400 dipendenti[1][2]. La società chiuse formalmente i battenti il 2 dicembre 1971, quando fu messa in liquidazione[2]. La crisi che portò alla chiusura del Cotonificio Bernocchi iniziò poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, a causa dei forti mutamenti del mercato mondiale del tessile e della tintoria[2]. L'ultima occasione per salvare l'azienda si presentò nel 1970, quando Andrea e Tommaso Bernocchi, figli di Antonio, cercarono invano di ottenere un finanziamento statale[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Quando suonava la sirena - Vita, lavoro e sindacato nelle fabbriche del Legnanese 1950-1985 (PDF), spicgillombardia.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  2. ^ a b c d e f Ferrarini, 2001, p. 169.
  3. ^ Ferrarini, 2001, p. 11.
  4. ^ La lezione del passato. L'industriale Bernocchi: esempio puro di mecenatismo, corriere.it. URL consultato il 6 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  5. ^ Il cotonificio Mylius Bernocchi a Cogozzo (PDF), sfogliami.it. URL consultato il 6 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. ^ Cotonificio Mylius (PDF), in sfogliami.it, pp. 71-79 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriella Ferrarini, Marco Stadiotti, Legnano una città, la sua storia, la sua anima, Telesio editore, 2001, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]