Marcello Nizzoli

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2 x Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1954
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1957

Marcello Nizzoli (Boretto, 2 gennaio 1887Camogli, 31 luglio 1969) è stato un designer, architetto, pittore e pubblicitario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Macchina per cucire Mirella disegnata da Marcello Nizzoli per V. Necchi Spa, Premio Compasso d'oro 1957. Foto di Paolo Monti, 1960.

Marcello Nizzoli nasce a San Rocco di Boretto, è il primogenito di Massimino, pittore di paesaggi[1] e Rosa Malvina Savi.

Dopo i primi studi in seminario, nel triennio 1910-1913 frequenta l'Istituto d'Arte Paolo Toschi di Parma[2], dove studia decorazione e ornato. Qui è allievo di Latino Barilli, Gian Giuseppe Mancini e Paolo Baratta[3].

Nel 1914 e' a Milano, partecipa alla mostra Nuove Tendenze[4]. Nel 1915 inizia la collaborazione con le Acciaierie Ansaldo di Cornigliano, che proseguirà fino al 1943[5].

Dagli anni Venti si dedica all'arte applicata, disegnando decorazioni per edifici, mosaici, arazzi, stoffe. Esegue anche bozzetti per scenografie e intraprende un'attività nei campi dell'architettura, del disegno industriale, dei manifesti e cartelloni pubblicitari.

Dal 1921 si trasferisce a Milano.

Nel 1923 partecipa alla Mostra Internazionale di Monza, da qui si moltiplicano le collaborazioni con grandi industrie: lavora per la seteria Piatti di Como, lo Studio Magagnoli, la Campari, la Fiat, la Montecatini.

Con gli architetti Baldessari, Figini e Pollini e' tra i protagonisti della nuova architettura italiana[6].

Nel 1931, in occasione della I Quadriennale Romana, presenta un dipinto; realizza con Persico una pubblicità per Olivetti e inizia così il suo legame con la ditta di Ivrea. Nel 1932 impagina il progetto di un edificio dell'architetto Terragni e ne disegna la decorazione esterna. Alla Triennale di Milano del 1933 ordina con Sironi le decorazioni interne del Padiglione della Stampa progettato da Baldessari. Nel 1934 realizza il manifesto per la XIX Biennale di Venezia.

Durante la guerra si intensifica l'attività pittorica: bombardamenti, edifici distrutti, figure in fuga, crocefissioni, sono pagine intense della sua narrazione figurativa che accusa il crollo di un'epoca. Nel 1955 partecipa alla XIX Biennale di Milano, organizzata dall'Accademia di Brera e dalla Permanente. Con Mario Olivieri progetta il Primo Palazzo Uffici dell'ENI a Metanopoli, terminato nel 1957.[7]

Negli anni trenta ha insegnato all'ISIA di Monza[8].

Fino al 1930 svolge attività di scenografo, decoratore e cartellonista[9].

Ha preso parte all'allestimento di varie mostre, tra cui la Mostra della Rivoluzione Fascista (1932).

Ha collaborato come architetto nell'ambito del razionalismo con Edoardo Persico, realizzando la Sala delle Medaglie d'oro alla mostra dell'Aeronautica del 1934 a Milano[10].

Nel 1935 con il gruppo Carminati, Lingeri, Saliva, Terragni, Vietti, progetta il Palazzo Littorio di Roma curando con Sironi le decorazion parietali.

il Salone della Vittoria alla VI Triennale di Milano del 1936.

Nel 1936 è fra gli esecutori del Salone d'onore alla V Triennale di Milano, con Persico, Palanti e Fontana[11]. Nel 1940 sottoscrive il Manifesto dei Valori Primordiali[12].

Ha realizzato le sei mappe delle città d'Italia (Assisi, Napoli, Padova, Pisa, Bologna, Trieste) affrescate sulle pareti della sala d'aspetto di terza classe della stazione centrale di Milano, poi trasformata in Libreria Feltrinelli[13].

Dopo la morte di Persico, viene chiamato da Leonardo Sinisgalli a collaborare con l'Ufficio tecnico di pubblicità della Olivetti di Ivrea, prima come grafico e poi, dal 1940, come designer.[14] E' proprio l'incontro con Adriano Olivetti nel 1940 dà inizio alla sua attività di disegnatore industriale[15]: progetta macchine da scrivere e calcolatrici come la Lexicon 80, la Diaspron 82 e la Lettera 22, macchina per scrivere meccanica portatile, tra i prodotti di maggior successo dell'Olivetti, negli anni cinquanta, ricevette premi sia in Italia (Compasso d'Oro nel 1954) che all'estero (miglior prodotto di design del secolo secondo l'Illinois Institute of Technology nel 1959). Inoltre è esposta nella collezione permanente di design al Museum of Modern Art di New York.[16] Per la Olivetti progetta il quartiere a Canton Vesco (1950-1953), Le case per impiegati a Ivrea (1955), Il palazzo per uffici in via Clerici a Milano (1954) e Il palazzo per uffici a Ivrea (1964), Il quartiere residenziale a Pozzuoli (1963) . Nel 1965 lo studio diventa Nizzoli Associati con la collaborazione di Mario Oliveri, Paolo Viola, Antonio Susini e Alessandro Mendini.

Nel 1966 riceve dal Politecnico di Milano la laurea ad honorem in architettura[17].

Nel 1968 la Triennale allestisce una mostra personale[18] e al XVII Convegno Artisti Critici e Studiosi d'Arte di Rimini gli e' conferita una medaglia d'oro.[19]

Il Centro studi e archivio della comunicazione di Parma conserva un fondo dedicato a Nizzoli, composto da 8172 opere. La prima donazione consta di 43 album di disegni, 101 lucidi, 262 copie, 56 copie con intervento, 4777 disegni e schizzi, 307 stampe fotografiche, 8 disegni incorniciati, 2 quadri, due stampe incorniciate insieme, 11 disegni su carta, 1 cuscino ricamato, 7 tessuti di seta, 1 panno lenci con figura geometrica a cinque colori sovrapposta, 3 spolveri. La seconda donazione consta di 1 scultura totemica in metallo, 151 schizzi, 1133 fotografie, 359 pellicole, 85 lastre, 19 tempere, 3 collage con fotografie, 21 manifesti, 1 ricamo per cuscino. La terza donazione 133 schizzi, disegni e bozzetti; 154 stampe fotografiche; 20 oggetti e maquette, oltre alla documentazione ed agli stampati relativi alla attività dagli anni Trenta sino agli anni Sessanta. Questo fondo è pubblico e liberamente consultabile.[20]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Olivetti MC-24 (versione 1956)
  • 1927 - MotoSacoche - Manifesto pubblicitario
  • 1928 - Lubrificanti Fiat - Manifesto pubblicitario
  • 1930 - Campari Aperitivo - Manifesto pubblicitario
  • 1930 - Bitter Le Coq - Manifesto pubblicitario
  • 1932 - Cordial Campari - Manifesto pubblicitario
  • 1932 - Sale F & G della Mostra della Rivoluzione Fascista, Roma
  • 1933 - Manifesto Lido di Venezia (con Marcello Dudovich)
  • 1934 - Sala delle Medaglie d'oro alla Mostra dell'Aeronautica, Milano
  • 1934 - Manifesto per la XIX Biennale di Venezia
  • 1936 - Negozi Parker, Milano
  • 1936 - Salone d'Onore della VI Triennale, Milano
  • 1938 - Sala piriti, Mostra autarchica del Minerale italiano, Roma
  • 1940 - Calcolatrice Summa
  • 1947 - Aurora 88, penna stilografica
    La macchina per scrivere Olivetti Lexicon 80
  • 1948 - Divisumma 14, macchina da calcolo
  • 1948 - Lexikon 80 macchina per scrivere
  • 1950 - Lettera 22, macchina per scrivere
  • 1952-1953 - Abitazioni per dipendenti Olivetti a Ivrea
  • 1954 - Macchina per cucire Supernova BU - Necchi
  • 1956 - Divisumma 24, macchina da calcolo
  • 1957 - Macchina per cucire Mirella - Necchi
  • 1958 - Palazzo per uffici ENI a San Donato Milanese
  • 1959 - Macchina per scrivere Diaspron
  • 1961-1963 - Quartiere residenziale A.N.I.C. Macchitella, Gela
  • 1964 - Palazzo Uffici, Ivrea (con Bernasconi e Fiocchi)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A.C. Quintavalle, Marcello Nizzoli, Milano, Electa, 1989.
  2. ^ musei.re.it, http://www.musei.re.it/appuntamenti/il-te-delle-muse-57/ .
  3. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  4. ^ web.tiscali.it, http://web.tiscali.it/stcentrale/nizzoli1.htm .
  5. ^ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/marcello-nizzoli_(Dizionario-Biografico)/ .
  6. ^ Carlo Arturo Quintavalle, Marcello Nizzoli, Milano, Electa, 1989.
  7. ^ MARCELLO NIZZOLI, su web.tiscali.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  8. ^ reggio-emilia.coldiretti.it, http://www.reggio-emilia.coldiretti.it/prosegue-la-mostra-che-racconta-la-bonifica.aspx?KeyPub=GP_CD_REGGIOEMILIA_PROV%7CPAGINA_CD_REGGIOEMILIA_ANP&Cod_Oggetto=30679843&subskintype=Detail .
  9. ^ treccani.it, http://www.treccani.it/enciclopedia/marcello-nizzoli/ .
  10. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  11. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  12. ^ MARCELLO NIZZOLI, su web.tiscali.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  13. ^ startemilia.it, http://www.startemilia.it/item/marcello-nizzoli/ .
  14. ^ Marcello Nizzoli, su arengario.net. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  15. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  16. ^ Marcello Nizzoli, su Turismo Reggiano. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  17. ^ Marcello Nizzoli, su arengario.net. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  18. ^ introduzione di A.C. Quintavalle, Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Universita' di Parma, Marcello Nizzoli, Milano, Electa, 1989.
  19. ^ MARCELLO NIZZOLI, su web.tiscali.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  20. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduzione di A.C.Quintavalle, Marcello Nizzoli, catalogo della mostra Sala esposizioni dell'antico foro Boario, 4 novembre-31 dicembre 1989, Reggio Emilia, Milano 1989
  • M.P. Branchi, Schede, in A. C. Quintavalle, L’auto dipinta, catalogo a cura di P. Barbaro e G. Bianchino, catalogo della mostra, Mantova, 1992
  • Galliano Cagnolati, Marcello Nizzoli, Cromotipografica, Correggio Emilia, 1982
  • Ivan Cantoni, Marcello Nizzoli : inediti dalla sua terra d'origine, Battei, Parma, 2009
  • Fabio Mangone, Marcello Nizzoli : disegni d'architettura : 1917-1918, Electa, Napoli, 1992
  • Marcello Nizzoli : opera prima: la Sala consiliare di Boretto 1911-1913, Tecnograf, Reggio Emilia, 1991

Pagine correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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