Centro studi e archivio della comunicazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Centro studi e archivio della comunicazione
CSAC - corte d'ingresso, abbazia di Paradigna.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Parma
Indirizzo Strada viazza di Paradigna 1
Caratteristiche
Tipo arte contemporanea, design, architettura, fotografia, moda, media
Sito web

Coordinate: 44°51′24.38″N 10°20′49.79″E / 44.856771°N 10.347165°E44.856771; 10.347165

Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (noto anche con l'acronimo CSAC) è un centro di ricerca dell'Università degli studi di Parma fondato dal professor Arturo Carlo Quintavalle nel 1968. Fin dai suoi primi anni l'attività è volta alla costituzione di una raccolta di archivi di arte, fotografia, architettura, design, moda e grafica, all'organizzazione di esposizioni e alla pubblicazione dei cataloghi.[1]

Attualmente il suo compito istituzionale è la raccolta, conservazione, catalogazione e promozione del patrimonio culturale. Svolge anche un'attività di consulenza scientifica, di supporto alla didattica, di ricerca e progetta e organizza mostre: al suo attivo ha oltre 100 esposizioni e altrettante pubblicazioni[2].

Dal 2007 ha sede presso l'Abbazia di Valserena, conosciuta anche come "Certosa di Paradigna", a pochi chilometri da Parma. È strutturato in cinque sezioni - Arte, Fotografia, Media, Progetto (che comprende gli Archivi della Moda), Spettacolo – all'interno delle quali sono conservati circa 12 milioni di pezzi[3].

Dal 23 maggio 2015, grazie al Progetto Paradigna, il centro è stato trasformato in un nuovo spazio multifunzionale che mantiene le funzioni di Archivio e Centro di Ricerca, affiancandogli un Museo aperto al pubblico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Abbazia di Valserena, sede del CSAC dal 2007

Fondato nel 1968, la sua prima sede è presso il Palazzo della Pilotta nel centro storico di Parma[4]. Il progetto, proposto da Arturo Carlo Quintavalle sul modello delle raccolte statunitensi, era quello non solo di indagare il contemporaneo attraverso le più recenti metodologie critiche, ma soprattutto di creare una raccolta pubblica di arte strettamente connessa alla didattica e alla ricerca, quindi al mondo universitario[5].

Nel 1982, visto l'accrescersi delle collezioni, ottiene la cessione della sede attuale, l'Abbazia di Valserena ("Certosa di Paradigna"), mentre temporaneamente viene riadattato il Padiglione Nervi, spazio ex industriale nella zona nord della città di Parma, oggi dismesso. Il trasloco di tutti i materiali nell'Abbazia di Valserena è avvenuto nel 2006-2007[6].

Il Centro Studi ed Archivio della Comunicazione vede il proprio riconoscimento ufficiale nel 1986 con il D.P.R. 1025/'86. Nel 1986 la crescita delle diverse sezioni dello CSAC, frutto delle numerose donazioni, ha reso necessaria una nuova sede identificata nel Padiglione Nervi di via Palermo, Parma. Alla direzione di Quintavalle durata fino al 1989 segue quella di Gloria Bianchino fino al 2014[7]. Per un breve periodo, dal maggio 2014 al giugno 2015, lo CSAC è stato presieduto dal Professor Luigi Allegri[8]. Attualmente la governance è affidata a un consiglio presieduto da Francesca Zanella[9].

Nell'ottobre 2014 è stato presentato il Progetto Paradiogna, che ha previsto un intervento architettonico articolato e volto alla valorizzazione sia del complesso storico dell'abbazia cistercense sia dello CSAC[10]. Oltre alla riorganizzazione degli archivi, è stata prevista la realizzazione di una nuova ala di deposito, di spazi per laboratori, didattica, restauro, atelier e workshop, oltre all'allestimento museale della chiesa e delle sale colonnate, la valorizzazione della corte delle sculture[11].

I primi nuclei della raccolta, sono stati costituiti da dipinti, in particolare di Pop art ed Arte informale, e da archivi fotografici, nello specifico quello storico dello Studio fotografico Vasari[12] proveniente da Roma[13], di Villani proveniente da Bologna e quello dello studio Stefani proveniente da Milano.

L'attività espositiva nei primi anni vede mostre monografiche dedicate a Concetto Pozzati (1968), Mario Ceroli (1969), Lucio del Pezzo (1970), Virginio Ferrari (1971), Mario Schifano (1974), Emilio Tadini (1975), allo spagnolo Rafael Canogar e al pittore scultore e incisore inglese Joe Tilson. Nel 1977 la sezione “Arte” conta già oltre 200 opere di 107 artisti, per la maggior parte donate dagli autori stessi e in parte arrivate tramite il rapporto instauratosi con alcuni dei maggiori galleristi italiani. Tra gli artisti troviamo anche Arnaldo Pomodoro, Alighiero Boetti, Fausto Melotti, Renato Birolli, Renata Boero[14], Enrico Castellani, Giulio Paolini, Fabio Mauri, Franco Vaccari, Carlo Mattioli, Mario Sironi, Lucio Fontana per citarne solo alcuni. Il procedere ininterrotto delle acquisizioni ha portato la Sezione “Arte” ad avere oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni e una consistente bibliografia e documentazione legata a molti fondi, strumenti fondamentali per lo studio, la didattica e la ricerca[15].

La sezione denominata "Progetto[16]" è inaugurata nel 1980 nell'ambito di un convegno al quale partecipano alcuni dei principali progettisti e critici italiani. Costituita prevalentemente da schizzi, disegni, maquette e oggetti di design, tra il 1980 ed il 2000 si acquisiscono per questa sezione importanti fondi, ed il disegno di architettura raggiunge oggi il milione di pezzi con grandi raccolte, appartenenti agli archivi di Gio Ponti, Ignazio Gardella, Giuseppe Samonà, Giuseppe De Finetti, Luigi Figini e Gino Pollini, Pier Luigi Nervi. Nel corso di questi trent'anni è stata inoltre effettuata la catalogazione degli archivi donati dai progettisti quali Alpago Novello e Roberto Menghi, e da designer come Mario Bellini, Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Bruno Munari, Marcello Nizzoli, Alberto Rosselli, Roberto Sambonet, Afra e Tobia Scarpa, Ettore Sottsass jr.. I materiali documentano le diverse fasi dell'iter progettuale, dagli schizzi ai lucidi esecutivi, per un totale di 1.500.000 disegni di architettura e design, 800 maquettes, 2.000 oggetti.

La sezione “Fotografia[17]” nasce all'inizio degli anni settanta parallelamente ad alcune esposizioni realizzate in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York (Lee Friedlander, 1970, New Photography USA, 1971) e con la Library of Congress di Washington (Dorothea Lange, 1972), a cui seguirà un'estesa rassegna sulla fotografia del New Deal rooseveltiano, (Farm Security Administration, 1975).

Le stampe acquisite presso la Library Of Congress di Washington costituiscono il primo importante nucleo archivistico inerente alla fotografia (oltre 200.000 stampe di immagini di Walker Evans, Ben Shahn, Arthur Rothstein, Jack Delano e altri), ad esse si aggiungono presto, salvati dalla dispersione, interi archivi di importanti autori italiani: Bruno Stefani, oltre 4000 rulli di negativi Leica, oltre 3000 stampe autografe, gli Orlandini di Modena, il bolognese Studio Villani, a cui si aggiunge presto l'archivio della Ditta Vasari di Roma (oltre 350.000 lastre). Questi archivi fotografici, a vocazione industriale e commerciale, contengono immagini databili tra il 1920 e il 1975 di diverse committenze: grandi opere pubbliche, urbanistica, studi di architettura (i Villani e i Vasari, per esempio, furono i principali fotografi per Nervi, Ponti, Moretti e altri importanti progettisti), opere d'arte spesso di collezioni private e quindi non visibili se non in quelle riproduzioni, grandi gruppi industriali come ILVA, Italsider, Dalmine. Dagli anni ottanta la raccolta di archivi fotografici prosegue con l'acquisizione di archivi fotogiornalistici come Publifoto (parte dell'archivio della sede milanese e tutto l'archivio di Publifoto Roma) e autori collegati (Pratelli, Fioroni, Argenta) e altri importanti autori come Chiara Samugheo, Antonio Sansone, Carlo Cisventi. Parallelamente, crescono le acquisizioni di opere di fotografi contemporanei che donano all'Università un'importante documentazione della loro opera, trovando nell'Istituzione l'occasione di un confronto critico e di una precisa collocazione culturale del loro lavoro. Importanti nuclei documentano poi la storia della Fotografia nelle Avanguardie tra cui vanno citati 135 negativi originali di Man Ray (probabilmente il maggior fondo di suoi negativi al di fuori del Man Ray Trust) e 175 stampe di Florence Henri, donati rispettivamente dalla Galleria Marconi di Milano e da Martini e Ronchetti di Genova.

In molte occasioni le esposizioni e i volumi pubblicati sono capitoli fondamentali della vicenda degli autori: ebbero la loro prima esposizione/pubblicazione antologica in assoluto autori come Ugo Mulas, Nino Migliori, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli.

La sezione conserva inoltre 150 apparecchi fotografici antichi.

Nella Sezione “Media[18]”, tra gli altri, si conservano 7.000 bozzetti di manifesti e 2.000 manifesti cinematografici di autori come Anselmo Ballester, Manfredo Acerbo, Angelo Cesselon, Averardo Ciriello, Dante Manno, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione di autori come Tullio Pericoli e Alfredo Chiappori, quelli del gruppo de "Il Male" (Angese, Giuliano, Perini, Vincino), quelli del gruppo di "La Repubblica" (Bevilacqua, Bucchi, Alain Denis, Eletti, Jezek, Micheli), e poi ancora Gabriele Galantara e Carlo Bisi. Da ricordare inoltre gli importantissimi archivi (circa 100.000 pezzi) di grafici quali Erberto Carboni, Giancarlo Iliprandi, Michele Provinciali, Sepo, Pino Tovaglia ed Ettore Vitale.

Per quanto riguarda la sezione “Moda[19]” I primi contatti dello CSAC con i protagonisti della moda italiana, dalle storiche sartorie dell'Alta Moda romana, agli stilisti del prêt-à-porter milanese, risalgono alla fine degli anni settanta. Le raccolte di questi materiali progettuali, sono aggregate inizialmente al Dipartimento Media, ma il loro costante incremento porta gli stessi all'assunzione di una loro precisa identità, ed in quella sede, nasce l'Archivio della Moda. Il lavoro di acquisizione dei fondi è proseguito nel corso di tutti gli anni ottanta ed anche nel decennio successivo portando a mettere insieme circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti, riviste. A partire dalla fine degli anni settanta, nel volgere di cinque, sei anni approdano a Parma gli interi fondi dei grandi protagonisti dell'Alta Moda: Sorelle Fontana, Emilio Schuberth, Maria Antonelli, Renato Balestra, Clara Centinaro, Antonio Pascali, e del prêt-à-porter: Walter Albini, Irene Galitzine, Albertina, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Krizia, Franco Moschino, Carlo Palazzi, Cinzia Ruggeri, Gianni Versace. Ad essi si aggiungono Rocco Barocco, Nino Caprioglio, Guido Cozzolino (presente con un poderoso corpus di riviste di moda che supera i 4000 pezzi), Valentino e Brunetta Mateldi. Nel 1981, proprio con la mostra monografica di quest'ultima, lo CSAC dà l'avvio alla presentazione delle collezioni dell'Archivio della Moda. Nel novembre del 1984 si apre l'altra grande rassegna che presenta al pubblico i disegni originali delle Sorelle Fontana; attorno alla mostra si sviluppano altre manifestazioni promosse dallo CSAC: un convegno che verte sull'analisi dei temi generali della moda con la partecipazione, tra gli altri, di Rossana Bossaglia, Giovanni Anceschi, Omar Calabrese, Gillo Dorfles, Bonizza Giordani Aragno, nonché di Gloria Bianchino ed Arturo Carlo Quintavalle, promotori del convegno stesso. A quest'ultimo fa seguito una tavola rotonda intitolata “L'archivio di Parma e il progetto di moda” cui prendono parte anche Krizia, Missoni, Moschino e altri; nel 1988 viene inaugurata una grande rassegna storica dedicata a Walter Albini, il grande progettista, nonché precursore del prêt-à-porter, e nello stesso anno viene proposta, presso il salone delle Scuderie in Pilotta, la mostra che nel 1987 era stata presentata, con grande successo, al Pacific Design Center di Los Angeles dal titolo “Italian Fashion Designing 1945-1980” che raccoglie oltre 200 disegni dei vari archivi della moda conservati allo CSAC.

La sezione "Spettacolo[20]" infine contiene 100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi. I 200 manifesti cinematografici in vario formato (manifesti, locandine, fotobuste) che originariamente facevano parte di questa Sezione sono stati spostati alla Sezione Media.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

1968

  • POZZATI

1958-68

  • DOBRZANSKI

1969

  • CEROLI

1970

  • LA TIGRE DI CARTA
  • LUCIO DEL PEZZO
  • REMO GAIBAZZI

1971

  • NERO A STRISCE
  • VIRGINIO FERRARI
  • GEORGE GROZ
  • RAFAEL CANOGAR
  • NEW PHOTOGRAPHY USA
  • PAROLA/IMMAGINE

1972

  • TULLIO PERICOLI
  • LA BELLA ADDORMENTATA
  • DOROTHEA LANGE
  • KLEE FINO AL BAUHAUS

1973

  • UGO MULAS
  • VASCO BENDINI
  • LA TANA DEL LUPO

1974

  • MARIO SCHIFANO
  • DELLA FALSITÀ
  • JOE TILSON

1975

  • CAMILIAN DEMETRESCU
  • EMILIO TADINI
  • FARM SECURITY ADMINISTRATION
  • LEE FRIEDLANDER
  • LUIGI VERONESI

1976

  • EMILIO ISGRO’
  • FRANCO FONTANA
  • STUDIO ORLANDINI
  • GIULIO PAOLINI
  • BRUNO STEFANI
  • ENRICO CASTELLANI
  • FAUSTO MELOTTI
  • RENATO BIROLLI

1977

  • TOTI SCIALOJA
  • ANTONIO MIGLIORI
  • LUCA PATELLA
  • MAX BILL

1978

  • ALFREDO CHIAPPORI
  • PERICOLI – PIRELLA
  • SCHIFANO FOTOGRAFO
  • FLORENCE HENRI

1979

  • SEPO
  • LUIGI GHIRRI
  • BRUNO MUNARI

1980

  • MARIO GIACOMELLI
  • OFF CAMERA
  • STUDIO VILLANI

1981

  • SATIRA ADDIO: VINCINO
  • STILE INDUSTRIA: ALBERTO ROSSELLI
  • ANDRE’ MASSON MAN RAY: FOTOGRAFIA ANNI ’30
  • ANSELMO BALLESTER. LE ORIGINI DEL MANIFESTO CINEMATOGRAFICO
  • BRUNETTA. MODA, CRITICA, STORIA

1982

  • L’OPERA DIPINTA
  • ENZO MARI

1983

  • CARLO MATTIOLI

1984

  • GIOSETTA FIORONI
  • GIANFRANCO PARDI
  • EMILIO TADINI
  • ETTORE FAGIUOLI
  • SORELLE FONTANA

1985

  • ROBERTO PERINI
  • VALERIO ELETTI
  • RENATO CALLIGARO

1986

  • STANISLAO FARRI

1988

  • WALTER ALBINI

1989

  • GOLIARDO PADOVA
  • LE STRADE: DIECI PITTORI A MILANO
  • FRANCO GENTILINI
  • AGENORE FABBRI

1990

  • ARNALDO POMODORO

1993

  • ATANASIO SOLDATI NELLE COLLEZIONI DEL CSAC

1994

  • IL GESSO E LA CRETA
  • FRANCO GUERZONI. OPERE 1974-1994

1995

  • FRANCESCO RADINO
  • CUCHI WHITE

1996

  • PIERO FARANI: IL COSTUME DEL FILM
  • PAOLO ROSSELLI
  • REMO GAIBAZZI: QUELLO SGUARDO SULLA CITTÀ

1997

  • DALLA SICILIA A MALTA
  • MURI DI CARTA.FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO DOPO LE AVANGUARDIE.
  • FLORENCE HENRI 1927-1940

1998

  • ERBERTO CARBONI

1999

  • ADRIANO BRAGLIA
  • IL ROSSO E IL NERO

2001

  • ALDO BORGONZONI

2002

  • CONCETTO POZZATI

2003

  • BRUNO ZONI

2004

  • GIOSETTA FIORONI
  • GASTONE BIGGI

2005

  • ALBERTO SUGHI

2006

  • GOLIARDO PADOVA

2007

  • CARLA CERATI
  • PIATTI DI CARTA

2008

  • MARIO SCHIFANO, AMERICA ANEMICA.
  • BRUNO MUNARI. IL DISEGNO, IL DESIGN.

2009

  • HSIAO CHIN

2010

  • NOVE100
  • WILLIAM XERRA. GRANDE TAVOLA MILANO POESIA 90

2011

  • ATTILIO FORGIOLI

2012

  • MILLE SCATTI PER UNA STORIA D’ITALIA
  • LAMBERTO PIGNOTTI. POESIA VISIVA TRA FIGURA E SCRITTURA
  • MEDHAT SHAFIK LUISO STURLA

2013

  • ANIELLO BARONE

2014

  • GIANNI LEONE

2015

  • FUOCO NERO, MATERIA E STRUTTURA ATTORNO E DOPO BURRI

2016

  • ESPLORAZIONI DELL'ARCHIVIO. FOTOGRAFIE DELLA VIA EMILIA

2017

  • OBJETS TROUVES. ARCHIVI PER UN GRANDE MAGAZZINO

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. Pagina 146. ISBN 88-08-14116-0
  2. ^ Chi siamo | CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, in CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, 9 gennaio 2015. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  3. ^ Storia | Sistema Museale di Ateneo | Università degli Studi di Parma, su www.musei.unipr.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  4. ^ CSAC Parma - Chi siamo, csacparma.it.
  5. ^ Il primo nucleo | Sistema Museale di Ateneo | Università degli Studi di Parma, su www.musei.unipr.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  6. ^ Musei di Parma - CSAC Storia, musei.unipr.it.
  7. ^ CSAC: insediato il nuovo Consiglio | Università degli Studi di Parma, su www.unipr.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  8. ^ CSAC: insediato il nuovo Consiglio | Università degli Studi di Parma, su www.unipr.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  9. ^ CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione | Sistema Museale di Ateneo | Università degli Studi di Parma, su www.musei.unipr.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  10. ^ CSAC: uno sguardo al futuro | Università degli Studi di Parma, su www.unipr.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  11. ^ Progetto Paradigna | CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, in CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, 2 febbraio 2015. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  12. ^ La documentazione fotografica dell'arte in italia dagli albori all'epoca moderna, di Francesca Recine
  13. ^ I Vasari al CSAC
  14. ^ Le mille tracce (moderne) di Burri, corriere.it.
  15. ^ Le mostre dello CSAC 1968-2014 | CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, in CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, 16 gennaio 2015. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  16. ^ CSAC - Sezione Progetto, musei.unipr.it.
  17. ^ CSAC - Sezione Fotografia, musei.unipr.it.
  18. ^ CSAC - Sezione Media, musei.unipr.it.
  19. ^ CSAC - Archivio della Moda, musei.unipr.it.
  20. ^ CSAC - Sezione Spettacolo, musei.unipr.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • CSAC : l'archivio da svelare, Parma: Università degli studi di Parma - CSAC, 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]