Pino Tovaglia

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Pino Tovaglia [1] (Milano, 3 dicembre 1923Milano, 30 novembre 1977) è stato un designer e grafico italiano. È stato uno dei principali esponenti della Scuola svizzera in Italia.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio della Regione Lombardia (Rosa camuna), progettato nel 1975 assieme a Bruno Munari, Bob Noorda e Roberto Sambonet.

Attivo fin da giovanissimo nell'ambito della grafica pubblicitaria, a partire dal 1946 Tovaglia è insegnante di progettazione grafica presso la Scuola superiore d'Arte applicata all'Industria del Castello Sforzesco di Milano. In seguito insegnerà anche presso l'Umanitaria e presso la Scuola politecnica di design, sempre nella città di Milano [2]. Collabora inoltre con numerose aziende sia italiane sia internazionali. Tra le opere più celebri è possibile citare i marchi per Alfa Romeo, Ottagono e Nebiolo [2][3].

Nel 1954 vince il Premio nazionale della pubblicità grazie ad una serie di annunci realizzati per Finmeccanica. Nel 1956 fonda lo studio CNPT assieme a Giulio Confalonieri, Ilio Negri e Michele Provinciali. Nel 1958 vince la Palma d'oro per la pubblicità [2][4].

Nel 1967 Pino Tovaglia realizza per la Rai il simbolo della trasmissione Radiotelefortuna. E sempre in questo periodo realizza alcuni dei suoi manifesti più noti: Italia da salvare (1967), Cinturato Pirelli (1967) e Brandy Stock (1970) [2] [5].

Nel 1972 realizza il restyling del logo dell'Alfa Romeo, mentre nel 1975 disegna il simbolo della Regione Lombardia in collaborazione con Bruno Munari, Bob Noorda e Roberto Sambonet [2][6].

Pino Tovaglia è stato tra i fondatori dell'AIAP (Associazione internazionale di arti plastiche[7]), 1955, e membro dell'AGI Alliance Graphique Internationale.

Pino Tovaglia muore prematuramente nel 1977[8]. Nel 1998 gli viene assegnato il Compasso d'Oro alla memoria[9].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1954 : Premio Nazionale della Pubblicità[10].
  • 1958 : Palma de Oro per la pubblicità[11].
  • 1998 : Compasso d'Oro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV, Pino Tovaglia. La regola che corregge l'emozione, a cura di Massimo Pitis, Mantova, Corraini edizioni,2005
  2. ^ a b c d e f Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. Pagina 468. ISBN 88-08-14116-0.
  3. ^ Francesco Ruta, Museo del Marchio Italiano, su Museo del Marchio Italiano. URL consultato l'08 febbraio 2018.
  4. ^ (IT) Pino Tovaglia Archives - AIS/Design, su AIS/Design. URL consultato l'08 febbraio 2018.
  5. ^ Epoca 1945-1999. Manifesti tra vecchio secolo e nuovo millennio, a cura di Aldo Colonetti e Andrea Rauch, Siena, Protagon, 1999, pp. 92-93
  6. ^ AIAP | Archivio Aiap | Biblioteca | Pino Tovaglia, su www.aiap.it. URL consultato l'08 febbraio 2018.
  7. ^ cita web, su aiapi.it.
  8. ^ tovaglia | sitographics, su www.sitographics.it. URL consultato l'08 febbraio 2018.
  9. ^ note (PDF), su adi-design.org.
  10. ^ Pino Tovaglia - Designer per NavaDesign - NAVA, su www.navadesign.com. URL consultato l'08 febbraio 2018.
  11. ^ (IT) Pino Tovaglia, Campagna Lanerossi, 1957-1958 | CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, in CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, 12 gennaio 2017. URL consultato l'08 febbraio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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