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Giorgio Armani

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Giorgio Armani nel 2009

Giorgio Armani (Piacenza, 11 luglio 1934Milano, 4 settembre 2025[1][2]) è stato uno stilista e imprenditore italiano, fondatore dell'azienda omonima, uno dei marchi più importanti al mondo nel campo della moda.

Ha rivoluzionato il menswear con l’introduzione della giacca destrutturata — più morbida, fluida e moderna — inaugurando un nuovo linguaggio di eleganza minimalista che ha ridefinito il guardaroba maschile e femminile a partire dagli anni Settanta. Le sue creazioni iconiche, come i completi indossati da Richard Gere in American Gigolò (1980), hanno imposto il suo stile al grande pubblico, rendendolo un riferimento del red carpet e dell’abbigliamento professionale internazionale.[3][4][5]

Armani nacque da Ugo Armani e Maria Raimondi. Primo di tre fratelli: gli altri due sono Sergio e Rosanna. Nel 1949 si trasferì con la sua famiglia a Milano, dove frequentò il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, diplomandosi nel 1953. Secondo il racconto di un compagno di classe, da ragazzo era spesso assorto nei suoi disegni, mentre gli insegnanti tenevano le lezioni.[6]

Dopo le scuole superiori, si iscrisse alla Facoltà di Medicina presso l'Università degli Studi di Milano, ma interruppe gli studi dopo pochi anni. Seguì poi il servizio militare, una tappa che lo portò a una riflessione personale: decise di non tornare all’università, consapevole di voler dare una svolta al suo percorso.[7]

Anni 1950 e 1960: inizi

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Nel 1957, iniziò la sua carriera nel mondo della moda come vetrinista e commesso presso La Rinascente di Milano, dove apprese i primi rudimenti di visual merchandising e mestiere sartoriale. Il passo successivo fu l’approdo professionale alla casa di moda Nino Cerruti: nel 1965 fu assunto per contribuire alla linea maschile “Hitman”, segnando il suo ingresso concreto nel design moda. Durante quegli anni, maturarono anche le alleanze personali e creative che avrebbero inciso sul suo futuro: fu in questo periodo che conobbe Sergio Galeotti, l’amico architetto che sarebbe diventato suo socio e compagno di vita, nonché figura determinante nel supportarlo verso l’indipendenza professionale — un passo che avrebbe preso forma negli anni successivi.[7]

Anni 1970: origini della Giorgio Armani S.p.A. e primi riconoscimenti

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Il 24 luglio 1975, Armani e Galeotti fondarono ufficialmente la Giorgio Armani S.p.A. a Milano, in corso Venezia. La prima collezione venne presentata nella primavera/estate 1976, segnando un momento di svolta per la moda italiana e contribuendo a consolidare Milano come centro nevralgico del prêt-à-porter nazionale.[8]

Nel 1978 vestì Diane Keaton, vincitrice del premio Oscar come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione di Annie Hall in Io e Annie.[9]

Anni 1980: ascesa internazionale e nuove linee

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Nel 1980, la collaborazione con la produzione del film American Gigolò, per cui creò il guardaroba, segnò l'inizio di una serie di partnership con il cinema, consolidando l'immagine di Armani come simbolo di eleganza maschile.[10]

Nel 1981 lanciò le linee Emporio Armani e Armani Jeans, che rappresentavano due facce dello stile del brand: la prima, giovane e contemporanea, propone eleganza moderna per un pubblico urbano e dinamico; la seconda, casual e denim-oriented, offriva capi sportivi e informali, pensati per la vita di tutti i giorni. Nello stesso anno lanciò anche il primo profumo donna, Armani, e la linea Armani Junior.[9]

Il 5 aprile 1982 apparve sulla copertina della rivista Time, un riconoscimento significativo che ha consolidato la sua posizione di primo piano nel panorama della moda internazionale. La fotografia, realizzata dal celebre Bob Krieger, ritrae il designer italiano insieme a una modella, catturando l'essenza del suo stile distintivo: linee pulite, eleganza sobria e un'aria di sofisticata discrezione. Questa copertura è stata una delle prime per un designer di moda italiano su una rivista di così ampia diffusione, segnando un momento di svolta nella sua carriera.[11]

Nel 1983 aprì la prima boutique Giorgio Armani a Milano.[9] Nello stesso anno, avviò la collaborazione con il FAI - Fondo per l'Ambiente italiano, contribuendo al restauro dell'Abbazia di San Fruttuoso a Camogli, in Liguria. Questo intervento segnò l'inizio del suo impegno a favore della tutela del patrimonio culturale italiano. Nel corso degli anni continuò a supportare il FAI, partecipando a progetti significativi come il restauro di Villa Necchi Campiglio a Milano, contribuendo alla valorizzazione di un capolavoro del razionalismo italiano.[12][13][14]

Il 1985 segnò la prematura scomparsa di Galeotti, che aveva svolto un ruolo determinante nella gestione finanziaria e organizzativa dell’azienda, contribuendo in modo decisivo al suo successo.[15]

Nel gennaio 1986, Armani presentò la collezione autunno/inverno 1986, caratterizzata da un'interpretazione italiana dei tradizionali look maschili americani, con tessuti e motivi rivisitati in chiave sofisticata.[16] A fine novembre fu insignito del titolo di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per i suoi meriti artistici, culturali e sociali. Questa onorificenza fu conferita dal presidente della Repubblica italiana, Francesco Cossiga.

La collezione primavera/estate 1987 fu apprezzata per l'interpretazione raffinata dei tradizionali look maschili americani, con tessuti e motivi rivisitati in chiave sofisticata.[17]

Nel 1988, Giorgio e la sorella Rosanna lanciarono l'Emporio Armani Magazine, un'iniziativa pionieristica nel panorama della moda. Questo progetto ha trasformato il tradizionale catalogo delle collezioni in una rivista concettuale, con l'obiettivo di presentare lo stile di vita associato al marchio Emporio Armani attraverso contenuti editoriali di alta qualità. Il numero zero della rivista era in realtà il numero 12 della rivista Westuff, una pubblicazione bimestrale fiorentina che trattava vari aspetti della cultura occidentale, dalla moda all'arte, dalla musica al design. La rivista fu concepita come un "concept magazine", mirato a contestualizzare le collezioni Emporio Armani negli ambienti che le ispiravano. Ha esplorato vari temi culturali e sociali, utilizzando fotografie e articoli per raccontare storie che riflettevano l'universo del brand. Questo approccio ha anticipato le moderne strategie di comunicazione nel settore della moda, dove il contenuto editoriale e la pubblicità si intrecciano per creare un'immagine coerente e coinvolgente del marchio.[18] La pubblicazione durò fino al 1997, con un totale di 18 numeri numerati, e ha rappresentato un esempio di innovazione nel modo in cui i brand di moda comunicano il loro stile e la loro filosofia. Dopo una pausa di 20 anni, l'Emporio Armani Magazine è stato rilanciato nel 2017, continuando a esplorare e a raccontare l'evoluzione del marchio e del suo stile di vita.[19] Nello stesso anno lanciò la sua linea di occhiali, segnando l'ingresso del brand nel settore dell'eyewear. Inizialmente, la produzione è stata affidata a Safilo Group, azienda italiana specializzata. Successivamente, nel 2002, Armani ha siglato un accordo con Luxottica, leader mondiale nella produzione e distribuzione di occhiali.[20] La linea si distingueva per il design raffinato e minimalista, in linea con lo stile del brand. Modelli iconici come gli occhiali "Icon", caratterizzati da montature sottili in titanio, sono diventati simbolo di eleganza senza tempo.[21]

Anni 1990: espansione globale e diversificazione del brand

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Nel settembre 1991, Armani inaugurò la prima boutique A|X Armani Exchange nel quartiere di SoHo, a Manhattan, nel distretto di New York, segnando lo sbarco del marchio nella fascia del pubblico giovane e urbano e sancendone l’espansione nel segmento più accessibile del mercato della moda internazionale.[22]

Nel marzo 1992 l'attrice Jodie Foster ricevette il premio Oscar come miglior attrice protagonista per il film Il silenzio degli innocenti, indossando un luminoso completo Giorgio Armani, che divenne da subito uno degli abiti più iconici nella storia delle premiazioni cinematografiche.[23] Nello stesso anno, fu tra i principali sostenitori della prima edizione di Convivio, la mostra-mercato benefica ideata da Gianni Versace e promossa con Gianfranco Ferré e Valentino Garavani, finalizzata alla raccolta fondi per ANLAIDS presso il Castello Sforzesco di Milano.[24]

Giorgio Armani nel 1997

In occasione del debutto del Piacenza Calcio in Serie A nel 1993, disegnò le divise ufficiali della squadra della sua città natale. Questa collaborazione segnò l’inizio del legame tra lo stilista e il mondo dello sport, che poi si estese a numerose altre iniziative con club calcistici e squadre nazionali.[25]

Nel 1996, la denominazione “Emporio Armani”, accompagnata dall’iconico logo con l’aquila, fu installata su uno degli hangar dell’aeroporto di Milano-Linate e da allora è diventata un simbolo riconoscibile sia per i viaggiatori che per i milanesi.[26] Inoltre, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, venne presentato nel Salone delle Innovazioni un modello di jeans Armani realizzato in denim riciclato, a testimonianza dell’interesse crescente verso la sostenibilità applicata all’industria tessile.[9]

Nel 1997, Giorgio Armani espanse ulteriormente l'universo "Emporio Armani" con il lancio ufficiale della linea di orologi, realizzata in collaborazione con il gruppo Fossil. Questa iniziativa segnò l'ingresso del brand nel settore dell'orologeria, offrendo al pubblico accessori dal design distintivo e dalla qualità riconosciuta. La collezione iniziale si caratterizzava per linee pulite, materiali di alta qualità e l'iconico logo dell'aquila, elementi che riflettevano l'estetica minimalista e sofisticata tipica di Armani.[27]

Nel 1998, effettuò una donazione di 170 000 dollari statunitensi per il restauro delle vetrate dell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés di Parigi. Questa iniziativa ebbe avuto luogo in concomitanza con l'apertura del suo negozio Emporio Armani al 149 di Boulevard Saint-Germain, evento che suscitò discussioni in Francia per la sua ubicazione in un'area storica. Per rispondere alle preoccupazioni della comunità locale, Armani incluse nel suo negozio un chiosco, una selezione di CD rari e un ristorante da 50 posti, dimostrando un impegno verso la cultura e la tradizione del quartiere.[28] Nello stesso anno, inaugurò il primo Emporio Armani Caffè a Parigi. Questo locale ha rappresentato l'ingresso del marchio nel settore della ristorazione, con l'obiettivo di offrire ai clienti un'esperienza gastronomica che rispecchiasse l'eleganza e la filosofia del brand. Il successo di questo primo caffè ha portato all'espansione del concetto in altre città del mondo, consolidando la presenza di Armani nel panorama internazionale della ristorazione di lusso.[29]

Anni 2000: crescita globale, innovazione e impegno culturale

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Nel 2000, Giorgio Armani inaugurò il primo negozio Armani/Manzoni 31, un innovativo concept store situato al civico 31 di via Manzoni, a Milano. Questo spazio multifunzionale di 8 000 metri quadrati su tre livelli fu progettato per offrire un'esperienza di shopping integrata, combinando moda, design e lifestyle in un unico luogo. All'interno del negozio erano presenti diverse linee del gruppo, tra cui Emporio Armani, Armani Jeans, Armani/Casa e Armani/Libri, oltre a servizi, come Armani/Fiori e Armani/Sweets.[30] Il progetto fu concepito da Giorgio come un "territorio di scambio" tra la città di Milano e i suoi abitanti, con l'obiettivo di creare uno spazio che fosse più di un semplice punto vendita, ma un luogo di incontro e interazione culturale.[31] Inoltre, sempre nel capoluogo lombardo, aprì il ristorante Armani/Nobu, situato all'interno del concept store Armani/Manzoni 31. Questo locale rappresenta una collaborazione tra lo stilista italiano e lo chef giapponese Nobu Matsuhisa, noto per la sua cucina che fonde tradizioni giapponesi e peruviane. Il ristorante offre un'esperienza gastronomica di alta classe, con piatti iconici, in un ambiente che riflette l'eleganza e lo stile distintivo di Armani. Giorgio Armani dichiarò di aver incontrato Nobu molti anni fa a New York e, in occasione della progettazione del concept store milanese, gli propose di aprire un ristorante insieme, riconoscendo in lui un autentico fenomeno dell'arte culinaria giapponese. Questa sinergia diede vita a un locale che unisce moda e gastronomia, offrendo ai clienti un'esperienza unica nel cuore della città.[32]

Inoltre, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York gli dedicò una retrospettiva per celebrare i suoi 25 anni di carriera nel mondo della moda. La mostra, progettata dal regista teatrale Robert Wilson e curata da Germano Celant e Harold Koda, offrì un'esplorazione tematica dell'evoluzione e dell'impatto culturale di Armani, presentando oltre 400 oggetti tra abiti, schizzi originali, tracce audio e video.[33] Successivamente, la retrospettiva divenne itinerante, facendo tappa in diverse città internazionali. Si concluse nel 2007 alla Triennale di Milano, dove fu presentata in una versione ampliata e arricchita.[34]

Nel 2001 si inaugurò il nuovo Armani/Teatro in via Bergognone a Milano, realizzato in collaborazione con l'architetto giapponese Tadao Andō, e a Hong Kong si aprì il concept store Armani/Chater House.[9]

Nel 2002, fu nominato Goodwill Ambassador dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, riconoscendo il suo significativo contributo durante l’emergenza dei rifugiati afghani. La nomina avvenne a Modena, durante il concerto annuale Pavarotti & Friends. L'UNHCR apprezzò la rapidità ed efficacia con cui Armani mobilitò le risorse della sua azienda, sottolineando il suo ruolo attivo nella raccolta fondi e nella sensibilizzazione pubblica riguardo alla crisi.[35] Nello stesso anno, lanciò la linea Armani/Dolci e presentò la collezione di gioielli Emporio Armani.[9]

Nel 2003 ricevette, durante la sua prima edizione, il Rodeo Drive Walk of Style Award a Beverly Hills, in riconoscimento del suo contributo al mondo della moda e del cinema. La cerimonia si svolse il 9 settembre e fu caratterizzata da un evento glamour, con una sfilata di moda e una performance musicale degli OutKast. Tra gli ospiti presenti c'erano celebrità, come Sophia Loren, Jodie Foster, Michelle Pfeiffer, Steve Martin, Debra Messing e Mira Sorvino. Il premio consisteva in una targa bronzea con la citazione personale di Armani: “Fashion and cinema together for life”.[36] Inoltre, aprì il primo club Armani/Privé a Milano, portando l’eleganza del suo brand nella vita notturna della città, e ricevette il premio CA-RI-FE per la reintroduzione della canapa tessile nella collezione Armani Jeans, sottolineando il suo impegno verso la sostenibilità e l’innovazione nel settore della moda.[37][38]

Nel 2004, aprì il concept store Armani/Three on the Bund a Shanghai, un progetto ambizioso realizzato in collaborazione con la House of Three. Situato in un edificio storico restaurato sul celebre viale Bund di Shanghai, il negozio comprendeva una boutique Giorgio Armani di 560 m² e una Emporio Armani di 420 m², oltre a spazi dedicati a Armani Fiori e Armani Dolci;[39] inoltre, lanciò la linea active wear per lo sport EA7 Emporio Armani, un marchio sportivo che unisce alta tecnologia e design raffinato. EA7 fu concepito per offrire abbigliamento tecnico per diverse discipline sportive, mantenendo l'eleganza distintiva del brand.[40]

Nel 2005, debuttò a Parigi con la collezione di alta moda Giorgio Armani Privé, presentando trentuno creazioni silhouette eleganti e raffinate che sancirono il suo ingresso ufficiale nell’élite dell’haute couture francese.[41]

Nel 2006, presentò a Londra l’evento “One Night Only”, una serata evento all’insegna della moda, della musica e della beneficenza, durante la quale lanciò la collezione Emporio Armani (PRODUCT) RED per sostenere il Global Fund nella lotta contro l’AIDS in Africa. L’evento fu memorabile: si svolse durante la London Fashion Week e vide la partecipazione di star, come Anna Wintour, Leonardo DiCaprio, Alicia Keys, Beyoncé – che si esibì, presentata da James Franco – e Andrea Bocelli, che regalò una performance indimenticabile.[42]

Facciata del negozio Giorgio Armani a Ginza (Tokyo), simbolo dell’espansione internazionale del 2007

Nel 2007, aprì a Tokyo il quarto concept store, l'Armani/Ginza Tower, un’imponente struttura di 12 piani con una superficie di oltre 6 000 m², caratterizzata da una facciata retroilluminata a forma di rami di bamboo e da spazi dedicati a diverse linee Armani (moda, casa, ospitalità, benessere), progettata insieme agli architetti Doriana e Massimiliano Fuksas che si erge nel cuore del quartiere di Ginza, diventando un punto di riferimento architettonico; per celebrare l’occasione, presentò l’evento “One Night Only Tokyo” nella celebre arena Nippon Budōkan, una serata glamour esclusiva all’insegna di moda, musica e spettacolo con la partecipazione, tra gli altri, di Il Divo, Fergie, i Yoshida Brothers e il DJ Tei Towa, con madrina dell’evento Cate Blanchett.[43][44]

Il 3 luglio 2008 fu insignito della Légion d’honneur, massima onorificenza – conferitagli dal presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy in una cerimonia al Palazzo dell’Eliseo, in chiusura delle sfilate di alta moda parigine del medesimo giorno.[45] Acquisì la squadra di Pallacanestro Olimpia Milano, imprimendo un nuovo corso gestionale e sportivo alla storica società.[37]

Giorgio Armani, patron dell'Armani Jeans Milano di pallacanestro, insieme ad alcuni giocatori (2009)

Nel 2009, inaugurò il concept store Armani/Fifth Avenue a New York, un elegante spazio di 4 000 metri quadrati progettato dagli architetti Doriana e Massimiliano Fuksas.[46] La cerimonia di apertura, svoltasi il 17 febbraio, fu un evento di grande rilievo, con la partecipazione di numerose celebrità internazionali, tra cui Leonardo DiCaprio, Victoria Beckham, Alicia Keys, John Mayer e Caroline Kennedy.[47] In occasione dell'inaugurazione, Giorgio Armani fece una donazione di un milione di dollari statunitensi per sostenere i programmi educativi artistici nelle scuole pubbliche di New York, un gesto definito da Caroline Kennedy come uno dei più generosi mai ricevuti dal settore retail.[48]

Anni 2010: sostenibilità e riconoscimenti internazionali

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Nel 2010, Giorgio Armani, in collaborazione con Green Cross International e UNICEF, lanciò l’iniziativa benefica "Acqua for Life", finalizzata a promuovere l’accesso a fonti di acqua potabile nelle aree più bisognose del mondo.[38][49] Nello stesso anno, inaugurò a Dubai il primo Armani Hotel, situato all’interno del Burj Khalifa.[50] L’hotel occupa esclusivamente gli 11 piani inferiori e i livelli 38 e 39 del grattacielo, offrendo 160 camere e suite, otto ristoranti, boutique esclusive e una spa, il tutto progettato personalmente dallo stilista.[51] Inoltre, celebrò il 35º anniversario della sua carriera con una serie di eventi e mostre, consolidando ulteriormente la sua posizione nel panorama della moda globale. In particolare, presentò la collezione pre-fall 2010, che fu ampiamente apprezzata per la sua eleganza e innovazione.[52]

Nel 2011, inaugurò a Milano il secondo Armani Hotel, situato all’interno del palazzo di via Manzoni 31, progettato dall’architetto Enrico Agostino Griffini, nel 1937, in stile razionalista.[53] L’hotel, che aprì ufficialmente il 10 novembre, rappresentò il secondo capitolo del progetto Armani Hotels & Resorts, nato dalla collaborazione con Emaar Properties PJSC, dopo l’apertura dell'Armani Hotel Dubai nel 2010.[54] Creò anche i costumi per il tour mondiale Música + Alma + Sexo di Ricky Martin, includendo giacche di pelle nera, abiti ispirati agli anni ’20, capi a righe per la fase mediterranea e outfit bianchi per il finale afro-brasiliano, dichiarando: «Ricky personifies today's modern man and is an extraordinary talent.»[55]

Nel 2012, presentò a Pechino l’evento esclusivo "One Night Only Beijing", un’imponente sfilata che celebrò oltre un decennio di presenza del brand in Cina.[56] Nello stesso anno, Livia Firth indossò sul red carpet dei Golden Globe Awards un abito Giorgio Armani Privé realizzato in PET riciclato, sottolineando l’impegno dello stilista verso la moda sostenibile.[57] In occasione del Festival di Cannes, Armani avviò una collaborazione con l’associazione J/P Haitian Relief Organization (HRO), fondata dall’attore Sean Penn per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto di Haiti del 2010.[58] Sempre nel 2012, EA7 Emporio Armani divenne Official Outfitter del Team Italia per i XXX Giochi olimpici e Paraolimpici di Londra, fornendo abbigliamento tecnico e sportivo agli atleti italiani.[37] Produsse l'album musicale Giorgio Armani presenta: Ennio Morricone – Musica per il Cinema, una compilation di brani tratti dalle colonne sonore più celebri del compositore italiano: l'album fu realizzato in collaborazione con la Filarmonica della Scala e il Coro Filarmonico della Scala, ed è stato distribuito su supporto CD e in formato digitale su piattaforme come Spotify e TIDAL.[59][60]

Nel 2013, presentò gli eventi "One Night Only Roma" (con la partecipazione di Ennio Morricone e della sua orchestra[61]) e "One Night Only New York", serate esclusive che celebravano la sua visione della moda e consolidavano la sua presenza internazionale. Nello stesso anno, il Gruppo Armani istituì il dipartimento di Corporate Social Responsibility e pubblicò i capitolati RSL (Restricted Substances List), impegnandosi ulteriormente nella sostenibilità e nella trasparenza della filiera produttiva. In occasione di Milano Moda Uomo, Armani/Teatro aprì per la prima volta le sue porte, ospitando per numerose stagioni le collezioni di stilisti emergenti e contribuendo alla crescita della moda giovane.[9] Nel mese di giugno aprì la nuova boutique in via dei Condotti a Roma con una festa inaugurale a cui parteciparono, tra gli altri, Milla Jovovich, Tina Turner, Clive Owen, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore, Laura Biagiotti, e Sophia Loren.[62] Infine sostenne i designer emergenti e prestò il suo teatro come location per le loro sfilate.[63][64]

Nel 2014, presentò a Parigi l’evento esclusivo "One Night Only Paris", una serata che celebrò la collezione Haute Couture primavera/estate 2014 presso il Palais de Tokyo.[65] Nello stesso anno, lanciò il progetto Films of City Frames, in collaborazione con scuole di cinema internazionali, finalizzato a promuovere giovani talenti nel settore cinematografico.[66] Sempre nel 2014, nelle sedi di via Bergognone a Milano furono installati impianti fotovoltaici, mentre il Gruppo Armani pubblicò i codici di condotta sociali e ambientali per la gestione dei rapporti con la propria catena di fornitura, rafforzando l’impegno verso sostenibilità e responsabilità sociale.[67]

Nel 2015, fu nominato Special Ambassador for Fashion di Expo Milano 2015, un riconoscimento che celebrava il suo contributo alla moda italiana e internazionale.[68] Il 30 aprile dello stesso anno festeggiò i 40 anni della sua carriera con una grande sfilata e inaugurò lo spazio espositivo Armani/Silos, un ex-silo di grano trasformato in un museo che ospita oltre 600 capi e 200 accessori rappresentativi della sua evoluzione stilistica.[69] Sempre nel 2015, il Gruppo Armani aderì al progetto del Ministero dell’ambiente e realizzò i primi studi LCA (Life Cycle Assessment) su alcuni dei propri prodotti best seller, segnando un passo importante verso la sostenibilità ambientale.[70] Nello stesso anno, sostenne nuovamente il FAI per altri restauri di Villa Necchi Campiglio a Milano, contribuendo alla realizzazione di un nuovo padiglione vetrato che coprì l’originario campo da tennis della villa.[14] Nel 2015 invitò Vivetta Ponti a presentare la propria collezione durante la Milano Fashion Week.[71] Infine, lanciò la campagna "#FramesOfLife", invitando i fan del marchio a condividere le immagini più significative della loro vita, celebrando così l'importanza degli occhiali come "cornice" delle esperienze personali.[72] Emporio Armani ha lanciato un'app chiamata Emporio Armani Sounds, pensata per fondere mondo della moda e musica tramite la piattaforma Spotify: l’app offriva una selezione musicale curata dal marchio, playlist di artisti di rilievo e la possibilità di creare playlist personalizzate, offrendo così un'esperienza multisensoriale e rafforzando la connessione tra brand e universo musicale.[73]

Nel 2016 istituì la Fondazione Giorgio Armani con l’obiettivo di realizzare progetti di utilità pubblica e sociale, promuovendo iniziative culturali, educative e di beneficenza.[74] Nello stesso anno, annunciò la totale eliminazione delle pellicce animali dalle proprie collezioni, in accordo con la Fur Free Alliance, e ricevette un riconoscimento durante i PETA Fashion Awards 2016 per il suo impegno verso la moda etica.[75] Sempre nel 2016, il Gruppo Armani partecipò alla stesura delle Linee Guida sui requisiti eco-tossicologici della Camera nazionale della moda italiana (CNMI), contribuendo a definire standard più sostenibili per l’industria tessile.[76]

Nel 2017, presentò il progetto Armani/Laboratorio, un workshop di formazione cinematografica dedicato ai giovani talenti.[77] Nello stesso anno, il Gruppo Armani fu premiato con il CNMI Recognition of Sustainability in occasione della prima edizione dei Green Carpet Fashion Awards, organizzati dalla Camera nazionale della moda italiana.[78] Sempre nel 2017, il Gruppo Armani partecipò alla stesura delle Linee Guida per le miscele chimiche e delle Linee Guida per la sostenibilità del retail della CNMI, contribuendo a definire standard più responsabili per l’intera industria tessile.[79] Inoltre, il Gruppo Armani riorganizzò il portafoglio marchi, concentrandosi su tre brand principali: Giorgio Armani, Emporio Armani e A|X Armani Exchange.[80]

Nel 2018, in occasione della Giornata della Terra, la Pallacanestro Olimpia Milano indossò una divisa realizzata in PET riciclato, promuovendo l’uso di materiali sostenibili nello sport; nello stesso anno nacque il logo Armani Sustainability Project, applicato a tutti i prodotti del Gruppo che rispettavano specifici requisiti di sostenibilità, e il Gruppo Armani avviò la rendicontazione pubblica con la pubblicazione del Report di sostenibilità 2018, rafforzando la trasparenza delle proprie pratiche ambientali e sociali.[9]

Nel 2019, ricevette l'Outstanding Achievement Award durante i Fashion Awards di Londra per il suo contributo creativo all’industria della moda;[81] nello stesso anno aprì il primo Armani Green Outlet, realizzato con materiali riciclati e riciclabili,[82] e nacque l'Armani Development Program, per la formazione e crescita dei dipendenti del Gruppo;[82] il Gruppo Armani aderì al Fashion Pact, per affrontare in modo concreto le sfide legate al clima e all’ambiente,[82] partecipò al tavolo HR & Education della Camera nazionale della moda italiana che portò alla stesura del manifesto Including Diversity,[83] e infine lanciò la linea di gioielli Giorgio Armani.[84]

2020-2025: COVID-19 e altri traguardi

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Nel 2020, Giorgio Armani fu designato Ambasciatore Speciale per il Turismo Responsabile dall’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO);[85] in occasione della Milano Fashion Week, Emporio Armani presentò abiti e accessori realizzati con materiali riciclati[86] e lanciò l'Emporio Armani Green Project, dedicato alla riforestazione e all’ampliamento del verde nelle aree di propria operatività;[87] nello stesso anno, Armani firmò un modello one-off della Fiat 500 Elettra BEV[88] e il Gruppo sostenne numerose iniziative a sostegno della lotta alla pandemia di COVID-19.[89]

Nel 2021, il Gruppo Armani annunciò obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra approvati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), impegnandosi a ridurre del 50% le emissioni dirette e indirette entro il 2030 e del 42% quelle derivanti dai fornitori e dalla logistica entro il 2029.[90] Giorgio Armani dichiarò l’abolizione dell’angora da tutte le collezioni, ricevendo il riconoscimento ai PETA Fashion Awards 2021 per il miglior momento di lusso.[91] Nel mese di luglio, celebrò il 50º anniversario della sua carriera con una serie di eventi e collaborazioni, consolidando il suo status di icona della moda internazionale.[92] Nello stesso anno, divenne socio fondatore e sostenitore della "Fondazione Teatro alla Scala" di Milano, contribuendo alla ripartenza del settore culturale dopo la pandemia.[93] Presentò l’evento "One Night Only Dubai", progettato secondo le linee guida ISO 20121 per minimizzare l’impatto ambientale, con l’utilizzo di materiali riciclati, illuminazione LED e trasporti elettrici.[94] Il 26 novembre 2021, fu insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.[95] Il Gruppo Armani aderì all’iniziativa Sustainable Markets Initiative (SMI) promossa dal Principe Carlo d’Inghilterra, impegnandosi a sviluppare una Digital ID per migliorare la tracciabilità e la sostenibilità dei prodotti.[96] Infine, si classificò al secondo posto tra le aziende più inclusive in Europa secondo i Diversity Leaders Award 2022 del Financial Times.[97]

Nel 2022, Giorgio Armani aprì a Milano il primo store A|X Armani Exchange in Italia, situato in corso Vittorio Emanuele II, progettato da lui stesso e dal suo team di architetti.[98] Durante la Milano Fashion Week, decise di presentare la collezione Giorgio Armani autunno/inverno 2022 senza musica, come segno di rispetto per le persone coinvolte nel conflitto in Ucraina.[99] Il Gruppo Armani aderì all'iniziativa di raccolta fondi promossa dall'UNHCR e dal comune di Milano, e annunciò una donazione di capi di prima necessità destinati ai profughi ucraini, distribuiti attraverso la Comunità di Sant'Egidio.[100] In occasione dei Sustainable Fashion Awards 2022, Giorgio Armani ricevette il Visionary Award per il suo impegno nella sostenibilità e l'etica professionale.[101] Nel mese di novembre, fu lanciata la linea di alta orologeria "Giorgio Armani 11", sviluppata in collaborazione con la maison svizzera Parmigiani Fleurier, caratterizzata da un design sobrio ed elegante.[102]

Nel 2023, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, il Gruppo Armani annunciò l'Apulia Regenerative Cotton Project, un’iniziativa sviluppata in collaborazione con la Sustainable Markets Initiative (SMI) Fashion Task Force e la Circular Bioeconomy Alliance, fondate da Carlo III del Regno Unito. Il progetto mirava a promuovere la produzione di cotone rigenerativo agroforestale in Puglia, con l’obiettivo di migliorare la biodiversità, la qualità del suolo e dell'acqua, e ridurre l’impronta di carbonio nel settore tessile.[103][104] Nello stesso anno, la Zecca dello Stato celebrò Giorgio Armani come icona dello stile italiano nel mondo, dedicandogli quattro monete in edizione limitata: una da 50 euro in oro, emessa l’11 luglio in concomitanza con il compleanno dello stilista, e un trittico di monete da 5 euro in argento, emesso il 24 luglio, anniversario della fondazione dell’azienda.[105] In occasione della 80ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Giorgio Armani celebrò la città con una nuova tappa delle One Night Only e ricevette dal sindaco Luigi Brugnaro il Leone d’oro in vetro di Murano come riconoscimento alla figura e al marchio con rilevanza internazionale.[106]

Boutique Giorgio Armani su Madison Avenue a New York – icona del lusso metropolitano

Nel luglio 2024, Armani celebrò il suo 90º compleanno con eventi speciali, tra cui una sfilata a New York, città che ha sempre apprezzato la sua visione. Nel corso dell'anno acquistò anche La Capannina di Forte dei Marmi, luogo simbolico dove incontrò per la prima volta Sergio Galeotti, suo compagno di vita e di lavoro. Inoltre continuò a supervisionare personalmente le sue collezioni, come quella per i 50 anni del brand, confermando il suo impegno nella qualità e nell’eleganza senza tempo.[107] Il 17 ottobre lo stilista inaugurò il nuovo edificio di 12 piani su Madison Avenue a New York, un complesso che ospita boutique (tra cui Giorgio Armani e Armani/Casa), un ristorante e residenze di lusso. L’apertura è stata celebrata con una sfilata della collezione primavera-estate 2025, seguita da uno spettacolo e un gala esclusivo, confermando il legame storico dello stilista con la città che contribuì a consacrarlo a livello internazionale.[108]

Nel 2025, ha presentato la sua ultima collezione di alta moda a Parigi, celebrando 20 anni di Giorgio Armani Privé con una collezione ispirata all’eleganza hollywoodiana. Inoltre sfilò a New York, dove ha inaugurato nuove boutique e un ristorante, consolidando il suo legame con la città. Nonostante la sua età, Armani ha continuato a lavorare attivamente, dichiarando nel 2024 che “il lavoro è la migliore medicina”.[109]

Morte e memoria

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Giorgio Armani è morto il 4 settembre 2025, all’età di 91 anni, nella sua casa di Milano, in via Borgonuovo, dove si trovava in convalescenza da mesi dopo un ricovero ospedaliero tenuto segreto.[110][111] La camera ardente è stata allestita, dopo due giorni, presso l'Armani/Teatro, in via Bergognone, a Milano;[112] il funerale, per volontà dello stilista, si è svolto, in forma privata, nella chiesa di San Martino a Rivalta di Gazzola, in provincia di Piacenza.[113][114] Dopo la cremazione, le ceneri sono custodite nel locale cimitero, nella cappella di famiglia, accanto ai genitori e al fratello.[115][116][117][118]

Ha lasciato un impero da 2,3 miliardi di euro, mantenendo il controllo quasi totale della sua azienda.[119] La successione è stata affidata a Pantaleo Dell'Orco e Silvana Armani, suoi collaboratori di lunga data.[120]

Minuto di silenzio riservato a Giorgio Armani nella partita di Euroleague Basketball tra Fenerbahçe e Paris il 1º ottobre 2025

La sua morte ha suscitato un’ondata di interesse per i suoi capi vintage, con un aumento delle ricerche online e delle vendite su piattaforme di abbigliamento di seconda mano.[121]

Pochi giorni prima della sua scomparsa, ha rilasciato un’intervista al Financial Times in cui riflette sui cinquant’anni della sua carriera e sui principi che hanno guidato la sua maison.[122] All’età di 91 anni, Armani era ancora direttore creativo, amministratore delegato e unico azionista dell’azienda e descrive il suo approccio al lavoro come caratterizzato da un controllo meticoloso di tutti gli aspetti delle creazioni, dalle sfilate al trucco, anche durante un periodo di malattia, seguendo le prove da remoto tramite collegamenti video.[123] Nella conversazione ribadisce la propria visione estetica, definendola una “sofisticazione naturale” e sottolineando come prediligesse lo stile alle mode effimere, rifiutando l’etichetta di “anti-fashion”. Armani ha inoltre confessato il suo unico rimpianto personale: aver dedicato troppo tempo al lavoro a discapito dei momenti trascorsi con amici e familiari.[124] Riguardo alla continuità della maison, ha delineato un piano di successione graduale, affidato a collaboratori di lungo corso, tra cui Leo Dell’Orco, ai membri della sua famiglia e al team interno, con l’obiettivo di garantire un passaggio organico delle responsabilità e assicurare stabilità all’azienda.[125] L’intervista, pubblicata pochi giorni prima della sua morte, rappresenta l’ultima testimonianza diretta del pensiero dello stilista sui temi del lavoro, dello stile e della gestione del suo marchio.

«Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia.»

In occasione del 65º anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale, 8 e 9 settembre 2025, presso l’aeroporto militare di Rivolto (Udine), le Frecce Tricolori dedicano la manovra acrobatica "Scintilla" allo stilista scomparso. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che il gesto esprime il riconoscimento della Difesa nei confronti di Armani, evidenziandone il contributo all’immagine internazionale dell’Italia attraverso creatività ed eleganza. La figura Scintilla, una delle più note del programma della pattuglia, consiste in una manovra a ventaglio che nasce dall’esplosione sincronizzata dei velivoli attorno a un punto centrale, con scie di fumo colorato che compongono un disegno nel cielo. Il legame tra Armani e le forze armate italiane risale al 1998, quando lo stilista realizzò una reinterpretazione dell’uniforme dell’Arma dei Carabinieri; l’omaggio delle Frecce Tricolori richiama tale collaborazione e, più in generale, il rapporto tra moda, cultura e identità nazionale.[127] Il 26 settembre 2025 la commissione consiliare preposta per individuare i nomi dei cittadini illustri defunti da iscrivere al famedio, del cimitero monumentale di Milano, comunica che tra questi c'è anche quello di Armani.[128][129] La cerimonia il 2 novembre seguente.[130]

Giorgio Armani è stato uno dei più influenti stilisti del XX e XXI secolo, noto per aver rivoluzionato la moda con un approccio che enfatizzava l'eleganza discreta, la funzionalità e la fluidità dei tessuti. La sua estetica ha ridefinito il concetto di "lusso silenzioso" (o "quiet luxury"), combinando raffinatezza e comfort in un equilibrio innovativo. Questo stile si distingue per l'uso di tonalità neutre, linee pulite e materiali pregiati, evitando loghi appariscenti e decorazioni eccessive. Armani stesso ha dichiarato di aspirare alla perfezione, enfatizzando la discrezione e rifiutando l'esibizionismo. Ha sottolineato l'importanza di creare un mondo di aspirazioni in cui il "ricco" non è associato a ostentazione, ma piuttosto a un'eleganza intima e sospesa. Questa filosofia ha avuto un impatto significativo sulla moda, influenzando sia l'alta moda che il prêt-à-porter.[131]

Filosofia del design

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Armani ha sempre sostenuto che la sua missione fosse quella di "non sovrastare la persona, ma al contrario, esaltarla". Questo principio si riflette nella sua predilezione per tagli morbidi, linee pulite e l'uso di tessuti leggeri e confortevoli. La sua formazione iniziale in medicina gli ha permesso di comprendere profondamente la relazione tra il corpo umano e l'abbigliamento, portandolo a creare capi che favorivano il movimento e il benessere di chi li indossava.[132]

In contrasto con le tendenze dominanti degli anni ottanta, caratterizzate da spalle rigide e silhouette strutturate, Armani ha introdotto ha introdotto una sartoria (tailloring) più rilassata, con giacche dai tagli morbidi e spalle leggere, che seguono la forma del corpo senza rigidità, ispirato alla tradizione sartoriale napoletana, che prediligeva linee morbide e spalle leggere.[133]

L'evoluzione del guardaroba maschile e femminile

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Negli anni ottanta, Armani ha rivoluzionato l'abbigliamento maschile introducendo giacche destrutturate e pantaloni fluidi, creando un look urbano e sofisticato. Questa innovazione ha avuto un impatto significativo anche sull'abbigliamento femminile, con l'introduzione di tailleur androgini che combinavano forza e femminilità, adattandosi alle nuove esigenze professionali delle donne. Il suo stile è stato ulteriormente consolidato attraverso la sua presenza nel cinema, in particolare con il film American Gigolo, del 1980, dove i costumi indossati da Richard Gere hanno contribuito a definire l'immagine di eleganza maschile moderna.[134]

Colori e materiali

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Armani ha scelto una palette cromatica sobria e sofisticata, prediligendo tonalità neutre come grigio, beige, blu e nero, che conferivano ai suoi capi un'eleganza senza tempo. L'uso di tessuti naturali e di alta qualità, come lana, seta e lino, ha ulteriormente elevato la percezione di lusso discreto associata al suo marchio.[135]

Il colore blu ha rappresentato una costante nelle creazioni di Giorgio Armani fin dagli esordi della sua carriera. Lo stilista, tra i più noti a livello internazionale, ha fatto ampio uso di tonalità sfumate e poco definite, evitando colori particolarmente vivaci e privilegiando campagne fotografiche in bianco e nero o in seppia. All’interno di questa gamma cromatica sobria, il blu si è imposto come elemento distintivo: meno freddo del grigio, frequentemente presente nelle sue collezioni, e meno rigido del nero, utilizzato soprattutto per l’abbigliamento da sera. Armani ha più volte dichiarato di avere un legame personale con tale colore, che indossava abitualmente già negli anni del servizio militare e che associava al mare di Pantelleria, luogo di vacanza abituale. In tonalità molto scure, vicine al nero, il blu costituiva inoltre la scelta ricorrente per i completi con cui appariva in pubblico al termine delle sfilate. Secondo lo stilista, tale colore era in grado di trasmettere affidabilità, serenità e, al tempo stesso, forza ed eleganza. Nel 2010 Armani dedicò un’intera collezione al blu, presentando capi in numerose sfumature della stessa tonalità. La sfilata fu considerata un momento significativo nella sua carriera, in quanto esempio di ricerca stilistica e di coerenza estetica. La critica Suzy Menkes, sul New York Times, descrisse la collezione come particolarmente rappresentativa dello “spirito di Armani”, sottolineando la capacità dello stilista di esplorare effetti diversi attraverso un unico colore. Il blu Armani è stato impiegato anche in altri contesti. Nel campo sportivo, lo stilista disegnò le divise olimpiche italiane per le edizioni di Londra 2012, Rio de Janeiro 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024, associando il blu notte al bianco e al tricolore nazionale. In qualità di appassionato di sport, curò inoltre gli abiti di rappresentanza di diverse nazionali, quasi sempre in tonalità blu. Lo stesso colore è stato spesso protagonista sui red carpet internazionali. In occasione della cerimonia degli Oscar del 1990, numerose celebrità indossarono abiti firmati Armani, al punto che l’evento fu soprannominato “Armani Awards”. Prima del contributo dello stilista, i red carpet erano dominati da abiti sfarzosi e costruiti, spesso realizzati dai costumisti dei film; Armani introdusse invece uno stile più contemporaneo, mirato a valorizzare la personalità dell’attore piuttosto che il personaggio interpretato. Il blu Armani ha avuto inoltre una lunga presenza al Festival di Sanremo, dove lo stilista ha frequentemente vestito conduttori e conduttrici. Tra gli esempi più recenti vi è quello della modella Bianca Balti, che ha indossato un abito blu firmato Armani durante l’ultima edizione del festival. Infine, Armani ha vestito con abiti blu anche figure istituzionali italiane, tra cui la presidente del presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, che ha scelto completi dello stilista in occasione di passaggi istituzionali rilevanti, come le consultazioni al Quirinale, l’accettazione dell’incarico, il giuramento e l’insediamento ufficiale.[136]

Impatto culturale e legato al cinema

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La collaborazione di Armani con il cinema ha avuto un ruolo cruciale nel consolidamento della sua fama internazionale. Oltre a American Gigolò, i suoi costumi sono stati indossati da numerosi attori e attrici di Hollywood, contribuendo a definire l'immagine di eleganza cinematografica. Armani stesso ha dichiarato che "la vita è un film" e che i suoi abiti erano i "costumi" per questo film, sottolineando l'importanza del suo lavoro nel plasmare l'immagine pubblica delle celebrità.[137]

Giorgio Armani nel 1997
Collaborazioni cinematografiche e abiti per celebrità
AnnoOpera / EventoAttori / Persone coinvolteNote / Fonti
1980American GigolòRichard GereCostumi di scena realizzati da Giorgio Armani.[138]
1985PhenomenaCostumi curati da Armani.[138]
1987Gli intoccabiliCostumi curati da Armani.[138]
1990Il tè nel desertoRegia di Bernardo BertolucciCostumi curati da Armani.[138]
1990Cadillac ManCostumi curati da Armani.[138]
1996Ransom - Il riscattoCostumi curati da Armani.[138]
1999Il mio viaggio in ItaliaMartin ScorseseArmani produce il documentario sul cinema italiano.
2008Il cavaliere oscuroChristian Bale (Bruce Wayne)Armani realizza gli abiti di scena.[139]
2012Il cavaliere oscuro - Il ritornoChristian Bale (Bruce Wayne)Armani realizza nuovamente gli abiti di scena.[139]
2013The Counselor - Il procuratoreMichael Fassbender, Penélope CruzArmani cura i costumi.[140][141]
2013The Wolf of Wall StreetLeonardo DiCaprioArmani cura i costumi.[142]
20151981: Indagine a New YorkJessica ChastainArmani cura i costumi.[143]
Matrimoni celebriNicole Kidman, Katie Holmes, Penélope CruzArmani scelto per gli abiti da sposa.[144]

Muse e principali collaborazioni

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Di seguito sono elencate alcune delle principali modelle e icone legate a Giorgio Armani, con riferimento al loro ruolo e periodo di collaborazione con la maison.

Principali modelle/i e icone legate a Giorgio Armani
NomeRuolo/Tipo di collaborazionePeriodoFonte
Fabio Mancini (modello)Modello/icona in passerellaAnni 2006-2024Il Messaggero
Agnese ZoglaModella in passerellaPrimavera/Estate 2014Vogue
Bianca BaltiCo-conduttrice Festival di Sanremo 202512 febbraio 2025d la Repubblica
Cate BlanchettOspite e sostenitrice del brand2025 (50º anniversario)Vogue
Elisabeth ErmModella in passerellaPrimavera/Estate 2014Vogue
Ewa WladymirukModella in passerellaPrimavera/Estate 2014Vogue
Freja Beha ErichsenModella in passerellaPrimavera/Estate 2020Vogue
Grace JonesMusa/icona, indossa ArmaniAnni '80The Guardian
Kendall JennerModella in passerellaPrimavera/Estate 2020Vogue
Manon LeloupModella in passerellaPrimavera/Estate 2014Vogue
Maria BorgesModella in passerellaPrimavera/Estate 2014Vogue
Naomi CampbellModella in passerellaAnni '90Vogue
Rashida JonesOspite e sostenitrice del brand2025 (50º anniversario)Vogue
Rosie Huntington-WhiteleyOspite e sostenitrice del brand2025 (50º anniversario)Vogue
Snejana OnopkaModella in passerellaAnni 2000–2010Vogue
Tessa BennenbroekModella in passerellaPrimavera/Estate 2014Vogue
Yasmin Le BonModella in passerellaAnni '90Vogue

Nel 2015, durante i Brit Awards a Londra, Madonna indossò un mantello disegnato da Armani per la sua performance di Living for Love. Tuttavia, il mantello si rivelò problematico: Madonna dichiarò che fu legato troppo stretto, impedendole di rimuoverlo facilmente, e durante la performance cadde dalle scale. Armani commentò l'incidente attribuendo la colpa alla scelta di Madonna di sostituire il gancio originale con un fiocco, rendendo difficile l'apertura del mantello.[145]

Giorgio Armani e Lady Gaga instaurarrono una collaborazione significativa nel campo della moda, caratterizzata da creazioni sartoriali personalizzate per eventi di alto profilo. La partnership tra i due iniziò nel 2010, quando Lady Gaga indossò un abito Armani Privé durante la cerimonia dei Grammy Awards. Questo evento segnò l'inizio di una serie di collaborazioni, tra cui la creazione di costumi su misura per il "Born This Way Ball Tour" nel 2012. I costumi, realizzati con materiali futuristici come PVC, metallo e latex, erano caratterizzati da forme estreme e accessori teatrali, rispecchiando l'estetica audace della cantante.[146] Questa partnership rappresentò un incontro tra la sartorialità italiana di alta classe e l'estetica audace e teatrale di Lady Gaga, contribuendo a consolidare l'immagine della cantante come icona di stile nel panorama musicale internazionale.

Giorgio Armani, nel 2009, insieme con alcuni giocatori della Pallacanestro Olimpia Milano

Nel 2008 Armani divenne patron della squadra di Pallacanestro Olimpia Milano, rilevandone la proprietà. Inizialmente la squadra è conosciuta come Pallacanestro Olimpia EA7 –Emporio Armani Milano e dalla stagione 2011-2012 la sponsorizzazione "Armani Jeans" è sostituita con il marchio "EA7 - Emporio Armani".

Forniture di abbigliamento

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Giorgio Armani ha avuto un ruolo significativo nell'ambito dell'abbigliamento sportivo, curando sia le divise ufficiali di squadre e nazionali, sia l'abbigliamento formale degli atleti. La sua collaborazione con il mondo sportivo include la fornitura di abiti formali e di rappresentanza per la Nazionale italiana di calcio, comprese le squadre Under-21 e femminile. Dal 2012 Armani ha curato l'immagine degli atleti italiani alle Olimpiadi e Paralimpiadi, realizzando tute, maglie e polo per le cerimonie ufficiali. Le divise sono state create in occasione di diverse edizioni dei Giochi, tra cui Londra 2012, Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024, con design caratterizzati da elementi tricolori e riferimenti simbolici alla bandiera italiana. Per i Giochi olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Emporio Armani ha presentato divise bianche con la scritta "Italia" in rilievo tridimensionale. Nel calcio professionistico, Armani ha collaborato con la squadra del Napoli a partire dal 2021, fornendo abbigliamento formale e divise ufficiali, e in precedenza aveva realizzato le divise del Piacenza. Nel 2006 ha curato l'abbigliamento formale della nazionale inglese di calcio durante i Mondiali, oltre a collaborare con i club Chelsea e Newcastle United. Nel basket, Armani veste la squadra EA7 Emporio Armani Olimpia Milano dal 2008, occupandosi dell'abbigliamento sia formale sia sportivo degli atleti.[147]

Contributi di Giorgio Armani nel mondo dello sport
AnnoSportTipo di contributoContributoFonteNote aggiuntive
1993CalcioDivisa ufficialeDisegno delle divise per il Piacenza Calcio, squadra della sua città natale.Gazzetta.itCollaborazione ufficiale con la società
2006CalcioDivisa ufficialeCreazione delle divise per la Nazionale Inglese ai Mondiali.Sky SportIn occasione dei Mondiali 2006
2012CalcioAbbigliamento formaleFornitura delle divise formali per la Nazionale Italiana di Calcio.Sky SportPer incontri ufficiali e cerimonie
2012OlimpiadiDivisa ufficialeDesign delle divise per gli atleti italiani alle Olimpiadi di Londra.Gazzetta.itCollaborazione con il Comitato Olimpico Italiano
2014Olimpiadi InvernaliDivisa ufficialeCreazione delle divise per gli atleti italiani alle Olimpiadi di Sochi.Gazzetta.itVestiti ufficiali per cerimonie e gare
2016OlimpiadiDivisa ufficialeDesign delle divise per gli atleti italiani alle Olimpiadi di Rio.Gazzetta.itCollaborazione ufficiale con la delegazione italiana
2018Olimpiadi InvernaliDivisa ufficialeCreazione delle divise per gli atleti italiani alle Olimpiadi di Pyeongchang.Gazzetta.itPer cerimonie e sfilate olimpiche
2020BasketTributo specialeDesign delle divise speciali per l'Olimpia Milano in onore di Kobe Bryant.Olimpia MilanoEdizione limitata, tributo speciale
2021CalcioAbbigliamento formaleFornitura delle divise formali per la Juventus.Yahoo SportsPer eventi ufficiali e premiazioni
2021Formula 1Abbigliamento formaleFornitura di abbigliamento ufficiale per il team Ferrari.ReutersVestiti per il team durante le gare e cerimonie
2022CalcioAbbigliamento formaleDesign delle divise formali per la Nazionale Femminile Italiana agli Europei.Sky SportPer sfilate e cerimonie ufficiali
2025BasketDivisa ufficialeDesign delle divise per l'Olimpia Milano.Euroleague BasketballPer le competizioni di Euroleague
2025RugbyTributo specialeCreazione di una maglia da rugby con logo Armani.The AustralianMaglia celebrativa con logo Armani

Giorgio Armani ha spesso mantenuto riserbo sulla sua vita personale.[148] È noto che amava andare in barca e possedeva uno yacht di oltre 61 metri sul quale passava molto del proprio tempo libero.[149][150]

Orientamento sessuale

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Nel corso degli anni, Armani rivelò alcuni aspetti del suo orientamento sessuale. Nel 2000, in un'intervista a Vanity Fair, dichiarò: «Ho avuto donne nella mia vita. E a volte uomini».[151] Tuttavia, è nel 2024, all'età di 90 anni, che parlò più apertamente. In un'intervista al Corriere della Sera, raccontò di un'esperienza adolescenziale che lo ha segnato: «Ero in un gruppo di ragazzi, c'era un supervisore, un giovane, che mi attirava subito. Non lo capivo bene all'epoca, ma da quel momento la mia vita ha preso una piega diversa».[152] Ebbe una lunga relazione con Sergio Galeotti, suo partner d'affari, che morì nel 1985.[153] Successivamente, ebbe una relazione con Pantaleo Dell'Orco, un architetto con cui fu legato per circa venti anni. Nel 2021, Armani lo volle accanto a sé durante una sfilata, simbolizzando il suo ruolo di erede ideale del marchio, insieme alla nipote Silvana Armani.[154] Pur avendo parlato apertamente della propria sessualità, Armani ha talvolta espresso opinioni controverse sull’espressione pubblica dell’omosessualità. Nel 2015, in un'intervista al Sunday Times, affermò: «Un uomo omosessuale è uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale».[155]

Giorgio Armani è stato uno degli stilisti più ricchi al mondo. Secondo Forbes, nel 2025 la sua ricchezza netta era stimata in 12,1 miliardi di dollari, posizionandolo al 235º posto nella classifica globale dei miliardari.[156] In Italia, Armani era al quarto posto tra i più ricchi, preceduto da Giovanni Ferrero, Andrea Pignataro e Giancarlo Devasini.[157]

La sua fortuna derivava principalmente dalla maison Giorgio Armani S.p.A., fondata nel 1975, che nel 2023 ha registrato un fatturato di 2,35 miliardi di euro e impiegava oltre 9.000 persone.[158]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella»
 14 luglio 2021[159]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga»
 10 ottobre 1986[160]
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Dalla Presidenza della Repubblica Italiana»
 27 dicembre 1985[161]
Collare d'oro al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Presidente del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) Giovanni Malagò e il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli
 Roma, 15 dicembre 2015[162]
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy»
 Parigi, 3 luglio 2008[45]
Accademico onorario - nastrino per uniforme ordinaria
Accademico onorario
Laurea honoris causa in Disegno industriale - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea honoris causa in Disegno industriale
 Politecnico di Milano, Milano, 26 marzo 2007[165]
Laurea honoris causa in Global Business Management - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea honoris causa in Global Business Management
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