Margherita Buy

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« Margherita Buy farà di certo molta strada. »
(Gian Luigi Rondi nella recensione de La settimana della Sfinge (1991)[1])
Margherita Buy nel 2008

Margherita Buy (Roma, 15 gennaio 1962) è un'attrice italiana. Vincitrice di sette David di Donatello, sette Nastri d'Argento, cinque Globi d'oro e tredici Ciak d'oro.[2]

Annoverata tra le migliori attrici italiane[3][4], ha recitato nei film Maledetto il giorno che t'ho incontrato, Le fate ignoranti, Caterina va in città, I giorni dell'abbandono, Viaggio sola e Mia madre, nella serie televisiva Amiche mie e in varie produzioni teatrali, tra cui La stazione e Due partite.

Nel corso della sua carriera di attrice di cinema ha ottenuto numerosi premi: detiene il record di vittorie sia ai David di Donatello che ai Nastri d'Argento. Ha vinto inoltre un Premio Pasinetti alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, una Concha de Plata alla migliore attrice a Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián e un Premio alla migliore attrice a Moscow International Film Festival, un premio Flaiano e un premio De Sica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Margherita Buy è nata a Roma il 15 gennaio 1962. Cresciuta al quartiere Coppedè, prima di tre sorelle, è figlia di un dirigente dell'Unità sanitaria locale e di una casalinga.

I suoi antenati paterni sono francesi: il suo trisavolo paterno, di origine francese, era un ufficiale medico dell'esercito napoleonico che si trasferì prima in Toscana e poi in Veneto, mentre la famiglia materna dell'attrice è invece di origine toscana.[5] Il nonno paterno, Tito Buy, preside del liceo Lioy di Vicenza agli inizi del secolo scorso, è il fondatore del Vicenza calcio.

Durante gli anni del liceo entra in contatto con Andrea Camilleri, docente all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, la cui moglie le dava ripetizioni di latino. Dopo la maturità, conseguita al liceo scientifico Azzarita di Roma, non volendo proseguire gli studi universitari, decide di intraprendere la carriera di attrice provando ad entrare all'Accademia, ma non viene ammessa. L'anno successivo, dopo aver frequentato una scuola privata, riesce a entrare in Accademia.[6]

Diplomatasi all'accademia, Margherita convive con il fidanzato, il collega Sergio Rubini, con il quale si sposerà nel 1991 e dal quale si separerà nel 1993, per poi divorziare definitivamente nell'estate 2012.[6] Ciò non ha compromesso tuttavia la loro simbiosi artistica.

Dal 1996 al 2012 è stata legata al chirurgo Renato de Angelis da cui, nel 2001, ha avuto una figlia, Caterina.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Maturata una lunga esperienza teatrale, debutta al cinema nel 1986 con La seconda notte di Nino Bizzarri e subito vince il Globo d'oro alla miglior attrice rivelazione, assegnatole dalla Stampa Estera. Nel 1988 viene diretta da Daniele Luchetti in Domani accadrà.

Anni 90[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 torna a lavorare con Daniele Luchetti nel film La settimana della Sfinge: il film è accolto tiepidamente dalla critica, ma viene elogiata la prestazione dell'attrice che vince la Concha de Plata alla migliore attrice al Festival di San Sebastian e per il quale viene candidata al David di Donatello come migliore attrice.

Sempre nello stesso anno, interpreta la giovane protagonista del film La stazione, tratto dalla piece teatrale di Umberto Marino che l'attrice aveva interpretato a teatro al fianco di Sergio Rubini e Ennio Fantastichini. L'opera, diretta per il cinema dal protagonista maschile Rubini, allora marito dell'attrice, vale alla Buy il David di Donatello, il Nastro d'argento e il Ciak d'oro come migliore attrice protagonista. Nel 1991 inizia la sua collaborazione con Giuseppe Piccioni, che la dirige in Chiedi la luna al fianco di Giulio Scarpati.

Dopo il successo de La stazione viene notata da Carlo Verdone che la chiama come coprotagonista in Maledetto il giorno che t'ho incontrato. La commedia risulta essere un film campioni d'incassi e le dà popolarità presso il grande pubblico. Per la sua interpretazione di una giovane attrice nevrotica vince il Globo d'oro alla miglior attrice, il Ciak d'oro e il premio Flaiano come migliore attrice protagonista e viene candidata al David di Donatello nella stessa categoria.

L'anno seguente è protagonista di varie commedie accolte tiepidamente dalla critica e dal pubblico: torna a lavorare con Piccioni in Condannato a nozze, con Luchetti in Arriva la bufera, e con l'ex marito in Prestazione straordinaria, in cui interpreta il ruolo di una direttrice di una casa editrice che molesta sessualmente un suo dipendente. Nel 1993 viene nuovamente candidata al David come migliore attrice per l'opera prima Cominciò tutto per caso, per la quale vince il terzo Ciak d'oro.

Nel 1996 esce al cinema Va' dove ti porta il cuore di Cristina Comencini, in cui la Buy interpreta il ruolo in età giovanile del personaggio protagonista interpretato da Virna Lisi. Lo stesso anno esce Facciamo paradiso, commedia generazionale di Mario Monicelli che però viene stroncato dalla critica.

Torna a lavorare con Giuseppe Piccioni nella commedia Cuori al verde (sempre al fianco di Giulio Scarpati e Gene Gnocchi) e per la prima volta con Pasquale Pozzessere nel film drammatico Testimone a rischio, in cui interpreta la moglie di Pietro Nava, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, per cui l'attrice viene nuovamente candidata al David di Donatello come migliore attrice 1997.

Nel 1999 il complesso ruolo della suora costretta a confrontarsi con la maternità in Fuori dal mondo di Giuseppe Piccioni le fa vincere il secondo David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 esce al cinema Tutto l'amore che c'è di Rubini e Controvento di Peter Del Monte, ma è Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek del 2001 che risulterà essere una delle sue migliori interpretazioni drammatiche. Il ruolo della vedova che scopre l'omosessualità del marito defunto viene premiato con il Nastro d'argento, il Globo d'oro alla miglior attrice e una candidatura al David di Donatello e agli European Film Award come miglior attrice scelta dal pubblico. La stessa Buy ha dichiarato che questo ruolo le ha aperto la strada verso una seconda carriera cinematografica.[7]

Nel 2002 prende parte al film tv Incompreso, remake dell'omonimo film di Comencini, al fianco di Luca Zingaretti. Lo stesso anno torna a lavorare con Cristina Comencini in Il più bel giorno della mia vita, nuovamente al fianco di Virna Lisi, che interpreta sua madre e con Sandra Ceccarelli e Luigi Lo Cascio, suoi fratelli. Il film ha un buon successo di pubblico e di critica, tanto che Margherita Buy vince il Ciak d'oro alla migliore attrice e un Nastro d'Argento alla migliore attrice non protagonista (quest'ultimo condiviso con la Lisi e la Ceccarelli).

Nel 2003 esce nelle sale cinematografiche Caterina va in città di Paolo Virzì, in cui l'attrice interpreta il ruolo di una madre "di provincia": questa interpretazione viene acclamata dalla critica e le vale sia il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista che e il Nastro d'argento nella medesima categoria. Lo stesso anno partecipa alla commedia corale Ma che colpa abbiamo noi di Carlo Verdone e l'anno seguente a L'amore ritorna, commedia semi autobiografica di Sergio Rubini, in cui l'attrice interpreta il ruolo dell'ex moglie del protagonista.

Nel 2005 recita in un'altra commedia corale che ha un'ottima accoglienza da parte del pubblico: Manuale d'amore di Giovanni Veronesi. Il suo ruolo nell'episodio della crisi di coppia interpretato accanto all'ex marito Sergio Rubini le fa vincere il secondo David di Donatello per la migliore attrice non protagonista. Lo stesso anno partecipa alla Mostra del cinema di Venezia con il film I giorni dell'abbandono di Roberto Faenza, tratto dall'omonimo libro di Elena Ferrante. Il film ha un buon successo di pubblico, è accolto tiepidamente dalla critica, ma fa vincere all'attrice un Globo d'oro speciale della stampa estera, e viene candidata sia al Globo d'oro come migliore attrice che al Nastro d'argento.

Nella primavera 2006 esce la pellicola Il caimano di Nanni Moretti, presentato in seguito al festival di Cannes, in cui interpreta il ruolo di un'ex attrice di B-Movie italiani ex moglie del regista interpretato da Silvio Orlando, per il ruolo viene candidata al David di Donatello 2006 come migliore attrice. L'anno successivo, sotto la regia di Ozpetek è Angelica moglie in crisi coniugale con il personaggio di Stefano Accorsi, nel corale Saturno contro. Per questo ruolo vince il Globo d'oro e il Nastro d'argento alla migliore attrice (quest'ultimo anche per la sua interpretazione ne Il caimano).

Nell'autunno 2007, esce nelle sale cinematografiche Giorni e nuvole, con la regia di Silvio Soldini, in cui la Buy recita al fianco di Antonio Albanese e interpreta il ruolo di una madre di una famiglia borghese che affronta al fianco del marito la crisi economica e la povertà. La sua interpretazione riscuote consensi dalla critica[8][9] e le fa vincere il suo quinto David di Donatello, il Nastro d'argento, il Ciak d'oro e il premio per la migliore interpretazione femminile al Moscow International Film Festival. Nel 2008 è stata una delle quattro protagoniste della fiction Amiche mie, andata in onda su Canale 5, assieme a Elena Sofia Ricci, Luisa Ranieri e Cecilia Dazzi.

Nel 2009 esce il film Due partite di Enzo Monteleone, basato sull'omonima piece teatrale scritta da Cristina Comencini e rappresentata a teatro dalla stessa Buy, Valeria Milillo, Marina Massironi e Isabella Ferrari. Il film e la piece parlano della vita di otto donne: quattro madri negli anni 60 e delle rispettive figlie nell'Italia contemporanea. A teatro le stesse attrici interpretavano sia il ruolo della madre che della rispettiva figlia, mentre nel film si aggiungono al cast Paola Cortellesi (che sostituisce Valeria Milillo nel ruolo di madre nella prima parte ambientata nel passato), Carolina Crescentini, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher. L'intero cast viene candidato ai Nastri d'Argento 2009 come migliore attrice non protagonista.

Lo stesso anno partecipa con Lo spazio bianco di Francesca Comencini alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in cui interpreta il ruolo di una madre che attende di conoscere il destino della figlia nata prematura. L'attrice vince il Premio Pasinetti, il premio Anna Magnani al BIF&ST e viene candidata al David di Donatello 2010 come migliore attrice.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Margherita Buy e il cast di Mia madre al Festival di Cannes 2015

Lavora anche in commedie corali come Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso di Giovanni Veronesi e Happy Family di Gabriele Salvatores. Nel 2011 l'attrice riceve il premio per la carriera al Festival de Cine Italiano de Madrid[10].

Lo stesso anno esce al cinema Habemus Papam di Nanni Moretti, in cui la Buy è una psicologa che prende in cura il pontefice depresso senza sapere la verità. Il ruolo le fa guadagnare un'altra candidatura come migliore attrice non protagonista ai David di Donatello 2012.

Nella primavera 2012 esce la pellicola Magnifica presenza di Ferzan Özpetek, in cui Margherita interpreta il ruolo del fantasma di un'attrice di una compagnia teatrale. Torna a lavorare nuovamente con Giuseppe Piccioni interpretando una preside di liceo nel film Il rosso e il blu, assieme a Roberto Herlitzka e Riccardo Scamarcio. Nel gennaio successivo esce al cinema La scoperta dell'alba, seconda opera di Susanna Nicchiarelli, tratta dall'omonimo romanzo di Walter Veltroni che le fa ottenere una candidatura al Globo d'oro.

Nell'aprile 2013 esce Viaggio sola, di Maria Sole Tognazzi, in cui l'attrice interpreta il ruolo di un'ispettrice alberghiera e per il quale vince il suo quarto David di Donatello come migliore attrice protagonista, l'ottavo Ciak d'oro e viene candidata ai Nastri d'argento. In seguito recita in ruoli secondari nelle commedie Mi rifaccio vivo di e con Sergio Rubini (2013) e La gente che sta bene a fianco di Claudio Bisio e Diego Abatantuono (2014).

Nel 2015 ritorna al cinema con un ruolo di spicco in Mia madre di Nanni Moretti, in cui interpreta il ruolo di una regista (alter ego dello stesso Moretti) impegnata nella realizzazione di un film sull'occupazione di una fabbrica, mentre la madre sta morendo in ospedale. La pellicola è stata presentata al 68º Festival di Cannes.[11] Per tale interpretazione vince il quinto David di Donatello, il sesto Nastro d'argento e il nono Ciak d'oro come miglior attrice protagonista e viene candidata ai Globi d'oro 2015 come miglior attrice, ricevendo inoltre diversi apprezzamenti anche dalla critica internazionale.[12][13] Nel novembre 2015, sempre per questo ruolo riceve la candidatura all'European Film Award alla miglior attrice.

Dopo un piccolo ruolo in Pecore in erba, nell'ottobre 2015 esce nelle sale cinematografiche Io e lei di Maria Sole Tognazzi, di cui è protagonista assieme a Sabrina Ferilli, in cui le due attrici interpretano la parte di una coppia omosessuale.[14]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Audiolibri[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Premi e riconoscimenti di Margherita Buy.

Margherita Buy detiene il record per il maggior numero di vittorie e di nomination ai David di Donatello in ambito recitativo; infatti, è stata nominata 16 volte: in totale ne ha 13 come migliore attrice protagonista e 3 come migliore attrice non protagonista. Di queste sedici candidature, 7 si sono trasformate in vittorie: 5 come attrice protagonista (1991, 1999, 2008, 2013, 2015) e 2 come attrice non protagonista (2004 e 2005).

Inoltre è l'interprete più premiata ai Nastri d'Argento, il premio del Sindacato dei giornalisti cinematografici italiani; 15 sono infatti le nomination e 7 le sue vittorie.

Nel 2011 ha ricevuto il premio alla carriera al Festival de Cine Italiano de Madrid.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione di Gian Luigi Rondi per Il Tempo
  2. ^ di cui due Super Ciak d'oro e un "Ciak d'oro Grandi Protagonisti".
  3. ^ Lino Miccichè, Cinema italiano: gli anni '60 e oltre, Marsilio, 1° gennaio 1995, p. 405, ISBN 9788831760942. URL consultato l'08 settembre 2016.
  4. ^ Nicoletta Ballati, Buy, Margherita, su http://www.treccani.it/, Enciclopedia del Cinema, Treccani, 2003.
  5. ^ Margherita Buy a Io Donna: "L'amore mi fa diventare pazza"., blogo informazione indipendente.. URL consultato l'8 settembre 2012.
  6. ^ a b Cinquantamila giorni - Margherita Buy, Corriere della sera.. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  7. ^ Massimo Causo, Margherita Buy. Immagine di donna, Besa editore, p. 47.
  8. ^ Laura, Luisa e Morando Morandini, Il Morandini. Dizionario dei film 2015, Zanichelli, 2015, p. 631.
  9. ^ Paolo Mereghetti, Il Mereghetti. Dizionario dei film 2015, Dalai Editore, 2015, p. 1614.
  10. ^ a b Premio per la carriera, Festival de Cine Italiano de Madrid. URL consultato il 1º giugno 2012.
  11. ^ Cannes 2015: Nanni Moretti e Margherita Buy presentano Mia Madre, kikapress.com. URL consultato il 16 maggio 2015.
  12. ^ La grande dolcezza: Cannes falls for Italian tales of love and loss, france24.com.
  13. ^ Cannes Review: Palme D'Or Winner Nanni Moretti Returns To Form With 'Mia Madre' Starring John Turturro, blogs.indiewire.com.
  14. ^ "Io e lei", Ferilli e Buy coppia "omosentimentale". Sabrina: "Se non ci pensa il governo, ci pensino i cittadini", repubblica.it, 29 settembre 2015. URL consultato il 3 ottobre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore David di Donatello per la migliore attrice protagonista Successore
Elena Sofia Ricci
per Ne parliamo lunedì
1991
per La stazione
Giuliana De Sio
per Cattiva
I
Valeria Bruni Tedeschi
per La parola amore esiste
1999
per Fuori dal mondo
Licia Maglietta
per Pane e tulipani
II
Ksenia Rappoport
per La sconosciuta
2008
per Giorni e nuvole
Alba Rohrwacher
per Il papà di Giovanna
III
Zhao Tao
per Io sono Li
2013
per Viaggio sola
Valeria Bruni Tedeschi
per Il capitale umano
IV
Valeria Bruni Tedeschi
per Il capitale umano
2015
per Mia madre
Ilenia Pastorelli
per Lo chiamavano Jeeg Robot
V
Predecessore David di Donatello per la migliore attrice non protagonista Successore
Piera Degli Esposti
per L'ora di religione
2004
per Caterina va in città
Margherita Buy
per Manuale d'amore
I
Margherita Buy
per Caterina va in città
2005
per Manuale d'amore
Angela Finocchiaro
per La bestia nel cuore
II
Controllo di autorità VIAF: (EN80619012 · LCCN: (ENno2003082184 · SBN: IT\ICCU\RAVV\092960 · ISNI: (EN0000 0001 1449 6092 · GND: (DE136239218 · BNF: (FRcb14160617h (data)