Il Male

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Il Male
Stato Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere satira
Fondatore Pino Zac, Vincino, Vauro Senesi
Fondazione settembre 1977
Chiusura 1982
Sede Roma
Editore Rizzoli Editore
Direttore Pino Zac (primi tre numeri), Vincino
 

Il Male è stata una delle più importanti riviste satiriche italiane. Fu fondata da Pino Zac (nome d'arte di Giuseppe Zaccaria), e da lui diretta per i primi tre numeri. Dal terzo numero fino alla chiusura il direttore fu Vincino. Nato sulle ceneri de Il Quaderno del Sale, ebbe come fonte d'ispirazione il giornale satirico parigino Le Canard enchaîné, dal quale Pino Zac proveniva. Il settimanale cessò le pubblicazioni nel 1982.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Male nacque nel settembre 1977 a Roma. Tra i partecipanti della prima ora si annoverano i disegnatori Pino Zac (direttore per i primi tre numeri), Vincino (direttore dal terzo numero in poi, fondatore, oltre che de Il Male, anche dell'Avventurista), Angese, Enzo Sferra, Jacopo Fo, Cinzia Leone, il grafico Francesco Cascioli e lo scrittore Angelo Pasquini, Sergio Saviane, Alain Denis (disegnatore) e Roberto Perini, Riccardo Mannelli, Vauro Senesi; questi ultimi due andarono via dopo il terzo numero[1]. Direttori responsabili (usati per fare da civetta contro le denunce ma senza poteri decisionali) furono Ubaldo Nicola, cui seguirono Calogero "Lillo" Venezia e Vincenzo Sparagna.

Non riscosse subito grande successo e la sua satira corrosiva gli procurò ritorsioni e censure. Fra le beffe più famose, e che fecero alzare le vendite, notissima quella in cui si diede notizia in prima pagina dell'arresto di Ugo Tognazzi: l'attore, complice della presa in giro, fu presentato come capo delle Brigate Rosse[2][3]: su falsi di diversi quotidiani (Paese Sera, Il Giorno e La Stampa) uscirono le immagini dell'attore ammanettato e scortato dai carabinieri, tra i quali si riconoscevano tre redattori (Saviane, Pasquini e Lo Sardo), e il direttore Vincino. I testi dei falsi erano di Vincenzo Sparagna, Angelo Pasquini, Jiga Melik, Piero Lo Sardo, Mario Canale.

« Rivendico il diritto alla cazzata! »
(Ugo Tognazzi, spiegando la sua partecipazione alla beffa[4])

Va ricordata anche l'inaugurazione, con cerimonia "ufficiale" a Villa Borghese (Roma), di un busto in marmo di Giulio Andreotti, subito sequestrato dalla polizia.[5][6]. Era presente anche l'attore Roberto Benigni che fu denunciato insieme a Vincenzo Sparagna e a Vincino per aver deriso il cognome di un funzionario di Pubblica Sicurezza, tale Pompò, giunto sul posto per effettuare la rimozione.[senza fonte]

Calogero Venezia è stato nel dopoguerra il secondo giornalista finito in carcere (pochi giorni a Regina Coeli) dopo Giovannino Guareschi. L'accusa contro di lui era vilipendio della religione e di un capo di Stato estero (il Papa).[7]

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Nelle pagine de Il Male i lettori trovavano vignette e articoli. Una delle più brillanti invenzioni fu l'imitazione delle prime pagine dei quotidiani, con titoli assolutamente demenziali ma verosimili; molti caddero nell'inganno, e il giornale passò alla storia dell'informazione e del costume.

Assieme a racconti, poesie farneticanti e interviste - vere e fasulle - il settimanale si contraddistinse per la ferocia dei suoi fumetti e delle sue vignette, alcune delle quali pubblicate sotto pseudonimo per evitare denunce. Ebbe moltissimi sequestri e più di cento processi per "offese a capo di Stato estero" (il papa Giovanni Paolo II definito Giampaolo II), "vilipendio", "diffusione di materiale osceno" e altro.

Le false prime pagine dei quotidiani[modifica | modifica wikitesto]

Il Male si distinse più volte per la pubblicazione di false prime pagine di quotidiani italiani. I falsi erano resi credibili per l'ottima somiglianza della impaginazione e la grafica con gli originali. Superato lo stupore iniziale, il lettore si dilettava nella lettura di intere colonne di articoli satirici, presentati insieme alle versioni rivedute e corrette di noti inserti pubblicitari.

Il primo numero "falso", su idea del grafico Marcello Borsetti, fu una copia della Repubblica di Eugenio Scalfari che, nei giorni del funerale di Aldo Moro, titolava: "Lo Stato si è estinto".

Sollevò clamore anche il finto numero del Corriere dello Sport - Stadio, col quale si annunciava l'annullamento del Mondiali del '78, in seguito alla segnalazione per doping di alcuni calciatori olandesi, una voce realmente circolata dopo la sconfitta azzurra contro la nazionale olandese, giunta poi alla finale. L'evento causò l'ira di Giorgio Tosatti, all'epoca direttore del Corriere dello Sport - Stadio, il quale affermò che lo sport e il calcio non andavano infangati.

Nel settembre 1978, a condimento di un congresso del PCI, apparve un falso de l'Unità nel quale il segretario Enrico Berlinguer annunciava la rottura con la Democrazia Cristiana e quindi la fine del compromesso storico. Seguì nell'inverno dello stesso anno una falsa edizione straordinaria del Corriere della Sera che annunciava l'incontro di una delegazione ONU con degli extraterrestri ("Arrivano da un'altra galassia") e sei mesi dopo, in concomitanza delle elezioni politiche anticipate del 1979, con la notizia "La Democrazia Cristiana abbandona". Una copia giunse persino in Parlamento, ma deliziò i lettori del settimanale.

Nel frattempo, durante la guerra tra Cina e Vietnam, a seguito della liberazione della Cambogia dal regime di Pol Pot, un'edizione straordinaria de La Repubblica con tanto di foto di fungo atomico, annunciava lo scoppio di un terzo conflitto mondiale.

Nel giugno 1979, sviluppando l'idea dei falsi giornali in una originale guerriglia satirica contro i regimi socialisti dell'est, Vincenzo Sparagna preparò per Il Male (con la collaborazione di Vladimir Goldkorn per le traduzioni) una falsa Trybuna Ludu in polacco, che annunciava lo scioglimento del regime comunista di Edward Gierek. Il giornale fu diffuso clandestinamente da Vincenzo Sparagna stesso e dal fotografo Sandro Giustibelli in Polonia durante la prima visita di Giovanni Paolo II nel suo paese.

Il settimanale satirico non risparmiò il neonato quotidiano L'Occhio, diretto da Maurizio Costanzo, riportando la notizia di un'improvvisa chiusura con tanto di immagine ad effetto, sullo stile dell'autentico quotidiano: un fotomontaggio raffigurante lo stesso Costanzo suicida per impiccagione. Seguivano: una parodia di un articolo di cronaca mondana, illustrato da Silver (collaboratore de L'Occhio), ed una delle strisce a fumetti sulla vita di Karol Wojtyła, nel quale profeticamente il Pontefice si ritrova vecchio e malato, impossibilitato a praticare le usuali attività sportive.

Da ricordare anche il numero con "Dieci grammi di droga gratis" (contenente una bustina di pepe).

L'operazione più celebre resta il numero uscito nel 1979, che falsificava tre giornali nazionali (Paese Sera, La Stampa e Il Giorno) e dava la notizia dell'arresto del comico Ugo Tognazzi con l'accusa di essere il capo delle Brigate Rosse.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Male cabaret

Il comico Daniele Luttazzi, parlando del periodo dal 1978 ai primi anni ottanta, ha dichiarato: «Oggi è quasi impossibile pensare che all'epoca esistesse un settimanale satirico come Il Male, veramente all'avanguardia, avanti di 50 anni, insomma divertentissimo.»[8].

Il successo de Il Male aprì una stagione in cui molti editori, di varie tendenze politiche, tentarono la via della satira, pubblicando molte imitazioni, tutte a vita piuttosto breve: Il Peccato, La Peste, Lira di Dio, Perestrojka, Cane Caldo, La pecora nera, Senza quore. Anche il settimanale Cuore, inserto de l'Unità può essere considerato un epigono de Il Male.

Durante una delle reiterate successive incarnazioni della rivista, fu prodotta una trasmissione televisiva su Rai 4 che si ricollegava a Il Male, chiamata Il Male cabaret. Il programma consisteva in uno spot di tre minuti: vignette satiriche di Vauro e da Vincino.

Epigoni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 Vincino riunì i vecchi redattori del Male per un unico numero contro la discesa in campo di Berlusconi, che ebbe un enorme successo e vendette 90.000 copie. Un mese dopo un altro falso: la Costituzione come l'avrebbe fatta Berlusconi, e anche per quest'operazione Vincino richiamò i suoi vecchi redattori/complici.

Martedì 25 maggio 2010, Vauro, Vincino e Massimo Caviglia trascorsero alcune ore fuori da Palazzo Montecitorio truccati da "morti viventi" per coinvolgere alcuni politici nell'iniziativa di promozione de Il Male di Vauro e Vincino[9]. Il 26 luglio 2010 l'intenzione di uscire in edicola fu confermata dalla nascita del sito ilmaleagain.it[10] con una pagina dedicata anche sul sito del giornale Il Fatto Quotidiano[11] di cui due azionisti Francesco Aliberti e Cinzia Monteverdi finanziarono l'operazione.

Il 27 giugno 2011 Vauro annunciò che Il Male di Vauro e Vincino sarebbe uscito in edicola la prima settimana di ottobre 2011[12].

Il 30 settembre 2011 Vincenzo Sparagna dalle pagine del sito ufficiale di Frigidaire annunciò l'uscita de Il Nuovo Male, offeso per non essere stato chiamato a partecipare alla nuova avventura.

Sulle pagine de Il Fatto Quotidiano Vauro replicò: «Vincenzo Sparagna si lamenta perché non lo abbiamo coinvolto? Non capisco. Della vecchia redazione mancano in tanti. Non ci sono, per esempio, quelli che sono morti. Non ci sono i morti. E non c'è Vincenzo Sparagna».[13]

Sabato 1º ottobre 2011 Vincenzo Sparagna andò in edicola con Il Nuovo Male, mensile indipendente.[14]

Il 7 ottobre 2011 Il Male di Vauro e Vincino uscì come settimanale[15].

"Il Male di Vauro e Vincino" decise di investire i ricavi delle vendite per pagare i collaboratori e i disegnatori, come faceva il primo Male. Diversamente "Il Nuovo Male" che vive di prestazioni volontarie e gratuite.

Autori[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni degli autori che pubblicarono su Il Male furono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]