L'Occhio

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L'Occhio
Stato Italia
Lingua Italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato tabloid
Fondazione 10 ottobre 1979
Chiusura 15 dicembre 1981
Sede Milano
Editore Rizzoli
Direttore Maurizio Costanzo
 

L'Occhio è stato un giornale quotidiano in formato tabloid pubblicato dalla Rizzoli (all'epoca editrice del Corriere della Sera) per iniziativa di Angelone Rizzoli e Bruno Tassan Din.

L'intento era di introdurre in Italia un "quotidiano popolare" sul modello inglese (grafica e testi avevano come modello il Daily Mirror). L'Occhio si presentava come un prodotto di genere innovativo: uso del colore rosso per il logo, fotografie-choc (o comunque di carattere emozionale), testi e grafiche d'impatto.

La direzione del quotidiano fu affidata al noto giornalista televisivo Maurizio Costanzo, coadiuvato dai vicedirettori Pier Augusto Macchi ed Alberto Tagliati. Caporedattrice era Isabella Bossi Fedrigotti; responsabile delle pagine sportive era Marino Bartoletti. La testata era rappresentata da un logo in linea disegnato dal pittore Enrico Baj.

La Rizzoli costituì un'apposita società editrice per pubblicare il quotidiano, la Nuove Edizioni Popolari (NEP). Dopo un periodo di "rodaggio" nell'area di Pavia (18 settembre-9 ottobre 1979), il quotidiano venne lanciato in grande stile su tutto il territorio nazionale il 10 ottobre del 1979, tirando 600.000 copie al prezzo di 200 lire (100 in meno degli altri quotidiani), che vennero quasi tutte vendute.

Forte degli appoggi della Rizzoli, L'Occhio subentrò a Il Giornale come fornitore dei testi per il notiziario di Radio Monte Carlo[1]. Stampato in tre edizioni ("Nazionale", "Roma e Lazio" e "Milano e Lombardia"), con una foliazione di 32 pagine in formato tabloid, il quotidiano compì anche importanti scoop, come l'intervista dell'inviato Renzo Magosso alla madre di Ali Agca, l'attentatore di papa Giovanni Paolo II. La madre dell'attentatore consegnò all'inviato del quotidiano una lettera nella quale chiedeva perdono al papa. Magosso la consegnò al segretario di Stato Agostino Casaroli[2].

L'ambizioso progetto editoriale perse però presto il favore del pubblico una volta esauritasi la novità. Già dopo tre mesi (dicembre 1979) la diffusione del nuovo quotidiano si stabilizzò a 200.000 copie. Durante il 1980 le cose non andarono meglio ed a dicembre 1980 la vendita media toccava le 107.000 copie[3]. Non servì a risollevare le vendite la campagna a favore dell'introduzione della pena di morte in Italia in seguito al sequestro del magistrato Giovanni D'Urso (dicembre 1980-gennaio 1981). Nel 1981 l'emorragia di copie continuò fino a toccare un nuovo minimo: 75.000 copie. Resosi conto che il progetto era naufragato, Maurizio Costanzo lasciò il quotidiano. Il 31 marzo del 1981 rassegnò le dimissioni; fu sostituito dal vice Pier Augusto Macchi.

Le sorti del giornale tuttavia non migliorarono, ed il 15 dicembre del 1981 L'Occhio cessò le pubblicazioni, anche in seguito alle vicissitudini giudiziarie di Angelone Rizzoli, legate allo scandalo della loggia massonica P2, alla quale risultò iscritto anche il primo direttore Maurizio Costanzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gabriele Mastellarini, Assalto alla stampa: controllare i media per governare l'opinione pubblica, edizioni Dedalo, 2004, p. 120.
  2. ^ Gian Maria Comolli Agostino Casaroli. Per la fede e la giustizia Berti Editrice, 2004 (pag. 325).
  3. ^ Gabriele Mastellarini, op. cit., p. 121.

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