Frigidaire (rivista)

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Frigidaire
fumetto
Lingua orig.lingua italiana
PaeseItalia
EditorePrimo Carnera Editore
1ª edizionenovembre 1980 – dicembre 2008
Periodicitàmensile/bimestrale/variabile
Albi213 (completa)
Genereumoristico, satira, drammatico
Preceduto daCannibale

Frigidaire è stata una rivista culturale italiana di fumetti, rubriche, inchieste giornalistiche, musica e altro, pubblicata dal 1980 al 2008 dalla Primo Carnera Editore[1][2] dai contenuti estremamente innovativi[2] di autori italiani e stranieri[1] come Andrea Pazienza, Tanino Liberatore e Massimo Mattioli[2] sulla quale hanno esordito famosi personaggi dei fumetti come Zanardi o Ranxerox[1] che la resero un fenomeno di culto[2].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto e le origini di Frigidaire[modifica | modifica wikitesto]

La redazione di Frigidaire al completo, febbraio 1982. Da sinistra in alto: Tanino Liberatore, Vincenzo Sparagna, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli; in basso: Stefano Tamburini e Andrea Pazienza.

Nel 1977 Stefano Tamburini aveva fondato la rivista Cannibale, distribuita da Il Male per 6 numeri in due anni, fino a quando le perdite economiche non divennero eccessive e Cannibale chiuse nel 1979. In seguito a questa esperienza, Vincenzo Sparagna, che faceva parte della direzione de Il Male, assieme a Tamburini e Filippo Scòzzari, decisero di fondare una nuova rivista che ne prendesse le eredità [3].

1980: La nascita di Frigidaire e gli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Frigidaire esordì a novembre 1980 dopo oltre un anno di cooperazione tra Sparagna, Tamburini e Filippo Scozzari, ponendosi fin dall'inizio come rivista che travalicasse le logiche dell'informazione settoriale, accostando fumetto e giornalismo d'assalto, in un progetto comunicativo che trattasse anche di arte, satira, musica, politica, letteratura e filosofia. Il tentativo dichiarato era quello di "un racconto fenomenologico del mondo, per uscire dall'universo delle ideologie che negli anni Settanta avevano avvelenato anche l'analisi"[3]. Nel gruppo che partecipò alla fondazione della rivista vi furono poi Franz Ecke, Aldo Di Domenico, Silvio Cadelo, José Muñoz e il francese Marc Carò.

La rivista fu presentata al festival Lucca Comics nel 1980 in una conferenza che subito destò polemiche per la performance di Pazienza che, citando una propria vignetta presente nel primo numero, esibì una siringa e mimò un'iniezione di eroina. Il gesto fu poi paragonato da Sparagna, nel suo "Frigidaire. L'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo" al gesto di sfida in cui Sid Vicious spara sui propri fans[4]. Il primo numero uscì in edicola il 28 ottobre 1980, era composto da 84 pagine in formato magazine e la copertina era dedicata ai Devo. Nella redazione - diretta da Sparagna - vi erano poi Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Stefano Tamburini e, tra i collaboratori, comparivano anche Mario Schifano e Oreste del Buono[5]. Nei primi anni '80 la rivista Frigidaire, con la collaborazione del giornalista lituano Savik Schuster, realizzò e diffuse in Afghanistan e nell’est europeo una falsa Stella Rossa (il quotidiano dell'Armata Rossa), con la copertina di Gaetano Liberatore che raffigurava un soldato russo che spezza un kalashnikov sotto il titolo “Basta con la guerra! Tutti a casa!”. Copie del falso furono affisse nottetempo, con l’aiuto dei mujaheddin di Abdul Haq, anche per le vie di Kabul, allora occupata dai sovietici.

Vennero editi in totale 146 numeri divisi in due serie, con sospensioni provvisorie negli anni 1996, 1997, 1999, 2000, 2004 e 2005. La prima serie venne edita fino a ottobre 1995 per 132 numeri anche se, dato che a volte la numerazione era doppia, sull'ultimo compare il n. 177/178; la seconda riprese nell'aprile 1998, proseguendo la numerazione della prima, e venne edita per 14 numeri fino a dicembre 2008, arrivando al n. 213.[1] Di questi, ben 5 erano dedicati alla presentazione del nuovo progetto di Vincenzo Sparagna, che nel 2005 si era trasferito in Umbria ed aveva fondato la micronazione chiamata Repubblica di Frigolandia nel comune di Giano dell'Umbria.

2009: Il nuovo Frigidaire[modifica | modifica wikitesto]

Da aprile 2009 ad aprile 2010 venne edita una nuova edizione della rivista definita "popolare d'élite" e pubblicata una volta al mese all'interno del quotodiano Liberazione pur mantenendo un'autonomia editoriale, politica, artistica. Da giugno 2010 "Frigidaire - mensile popolare d'élite" venne edito nuovamente autonomamente in formato tabloid a colori; la redazione ha sede nella cosiddetta Repubblica di Frigolandia[6] a Giano dell'Umbria, ed è diretta da Sparagna.[7][8]

Autori pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei moltissimi autori (non solo) di fumetti che pubblicarono, e spesso esordirono su Frigidaire furono Filippo Scòzzari, Silvio Cadelo, Marcello Jori, Giorgio Carpinteri, Aldo Di Domenico, Ugo Delucchi, Aldo Ricci (scrittore), Pablo Echaurren, Francesca Ghermandi, Claudio Cicarè, Paola Ghirotti (fotografa), Massimo Giacon, Antonio Carmelo Erotico (fotografo), Nicola Corona, Roberto Grassilli, Lorenzo Mattotti, Rupert Menotti, Giuseppe Palumbo, Marcello Albano, Massimo Semerano, Alberto Rapisarda, Stefano Ricci, Giorgio Turino, Andrea Renzini, Mauro Nobilini, Carlo Pasquini (scrittore), Mario Pischedda (fotografo), Igort, Sebastiano Vilella, Massimo Iosa Ghini, Antonio Contiero, Maurizio Ercole, Massimo Perissinotto, Silvano Brugnerotto, Frago Comics, Fabrizio Fabbri, Giorgio Franzaroli, Maila Navarra, Giuseppe Teobaldelli, Otto Gabos, Ivan Manuppelli (Hurricane), Marino Ramingo Giusti (scrittore), Corrado Costa (poeta, scrittore) Saverio Montella, Mirko Andreoli, Joe Trozky, Gianfranco "Collirio" Vanni, Stickyboy e molti altri.

Una breve ed intensa storia sperimentale, Socrate's Countdown, fu firmata da Magnus, mentre collaborarono più o meno regolarmente in coppia i celebri José Muñoz e Carlos Sampayo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Guida Fumetto Italiano, Frigidaire, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2017).
  2. ^ a b c d FFF - FRIGIDAIRE, su www.lfb.it. URL consultato il 17 maggio 2018.
  3. ^ a b Leon Benz, Quello che resta di Frigidaire, su vice.com, 20 novembre 2015.
  4. ^ Vincenzo Sparagna. Frigidaire. L'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo, Rizzoli, 2008.
  5. ^ Frigidaire su Stampa musicale
  6. ^ * Repubblica di Frigolandia. FRIGIDAIRE e IL NUOVO MALE *, su www.frigolandia.eu. URL consultato il 17 maggio 2018.
  7. ^ Frigidaire torna in edicola, su www.slumberland.it. URL consultato il 17 maggio 2018.
  8. ^ Presentato a Roma il nuovo "Frigidaire": il ritorno del mensile popolare d'èlite, su www.recensito.net. URL consultato il 17 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]