Armando Testa

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Armando Testa in un'intervista

Armando Testa (Torino, 23 marzo 1917Torino, 20 marzo 1992) è stato un pubblicitario, disegnatore, animatore e pittore italiano.

Carmencita e Caballero

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Armando Testa è stato un noto disegnatore, cartoonist e autore grafico e di testi per il settore della pubblicità. Ha fatto del minimalismo nel segno grafico e dell'immediatezza delle tag line le sue armi vincenti. L'agenzia pubblicitaria da lui creata è ancor oggi fra le prime, per fatturato e attività, operanti in Italia: il Gruppo Armando Testa[1].

Testa è stato avviato alla carriera artistica dal pittore astrattista Ezio D'Errico, conosciuto mentre frequentava la Scuola tipografica Vigliardi-Paravia[2]. In particolare, fu lo stesso D'Errico che lo ha fatto avvicinare all'arte contemporanea.

Nel 1937 vince il primo concorso per manifesti con il cartellone per la ICI pubblicato su «Graphicus»; la sua attività professionale inizia tuttavia solo nel 1946, quando fonda a Torino il primo studio grafico, trasformato nel 1956 in agenzia pubblicitaria con Francesco e Lidia De Barberis[3].

Negli anni cinquanta, parallelamente all'attività grafica, si occupa della realizzazione di spot pubblicitari per la televisione[4].

Nel 1960 vince il concorso per il manifesto delle Olimpiadi; nel 1968 riceve da Giulio Carlo Argan la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione per il suo contributo alle arti visive; nel 1970 vince la Biennale del manifesto di Varsavia e nel 1989 viene nominato “Honor laureate” dall’Università di Fort Collins in Colorado[5].

La sua a volte frenetica attività non trascura neppure l'aspetto sociale, portato avanti con campagne pubblicitarie di Amnesty International e della Croce Rossa Internazionale[6].

Fra le molteplici figure da lui ideate nel corso di una lunghissima carriera, degni di particolare menzione sono i famosi Caballero misterioso[7], pistolero messicano, e Carmencita[8], sua innamorata, protagonisti di un famoso Carosello televisivo[9] per una marca di caffè della torinese Lavazza, in voga negli anni settanta[10].

Altre pubblicità alle quali Testa ha legato il suo nome - spesso di aziende della sua città, Torino - sono state quelle per il digestivo Antonetto, la birra Peroni, i televisori Philco, i cappelli Borsalino, l'abbigliamento Facis, l'olio Sasso, il Punt e Mes, la Pirelli, la carne in scatola Simmenthal, Saiwa, Citterio, Sanbitter, Esso, Galbani, i liquori della Martini & Rossi[11][12].

Torino, città natale di Testa, ha dedicato all'artista nel 2001, al castello di Rivoli, una mostra commemorativa dal titolo Less is more, in onore al suo minimalismo[13].

Alla 66esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, nel settembre 2009, viene presentato fuori concorso un documentario biografico di 50 minuti dal titolo "Armando Testa - povero ma moderno" per la regia di Pappi Corsicato[14].

Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma conserva un fondo[15] dedicato ad Armando Testa, contenente schizzi, bozzetti, stampe tipografiche e litografiche, fotografie, stampati, locandine, depliant, manifesti, serigrafie. Il materiale è stato donato dallo stesso Testa nel 1985 ed è oggi suddiviso in progetti relativi a campagne pubblicitarie e realizzazioni editoriali.

Nel 2015 il Gruppo ha donato a Torino l'opera "Punt e Mes". La città, in segno di omaggio al pubblicitario torinese, ha quindi collocato la scultura al centro di Piazza XVIII Dicembre.[16][17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gruppo Armando Testa, su armandotesta. URL consultato il 06 dicembre 2016.
  2. ^ http://www.armandotesta.it/it/la-scuola-di-armando/
  3. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 06 dicembre 2016.
  4. ^ Francesco Ruta, Museo del Marchio Italiano, su Museo del Marchio Italiano. URL consultato il 06 dicembre 2016.
  5. ^ Bitmama, AT / La scuola di Armando - L'artista, su www.armandotesta.it. URL consultato l'11 gennaio 2017.
  6. ^ http://digilander.libero.it/sitographics/imagini_testa.html
  7. ^ http://carosellolamostra.blogspot.it/2013/02/carosello-caballero-e-carmencita.html
  8. ^ http://www.armandotesta.it/it/works/LAVAZZA_CABALLERO_CARMENCITA
  9. ^ https://www.youtube.com/watch?v=cVAJC4RNhlk
  10. ^ http://samha207.unipr.it/samirafe/loadcard.do?id_card=18069&force=1
  11. ^ http://www.armandotesta.it/it/la-scuola-di-armando/
  12. ^ Bitmama, AT / La scuola di Armando - Caroselli, su www.armandotesta.it. URL consultato il 06 dicembre 2016.
  13. ^ http://www.castellodirivoli.org/mostra/armando-testa/
  14. ^ http://www.aiap.it/notizie/11902/20
  15. ^ http://samha207.unipr.it/samirafe/loadcard.do?id_card=18069&force=1
  16. ^ Torino, a Porta Susa arriva il Punt e Mes di Armando Testa
  17. ^ A Torino il «Punt e mes» firmato Testa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Dorfles, A. C. Quintavalle, D. Mutarelli (a cura di), Armando Testa: Padiglione d'arte contemporanea, Milano, 6 dicembre 1984-7 gennaio 1985, Mazzotta, Milano, 1984
  • O. Calabrese, G. Dorfles, A. C. Quintavalle (a cura di), Armando Testa: il segno e la pubblicità, Mazzotta, Milano, 1985
  • A. Testa, A come Armando (Testa), Centro di documentazione Sipra, 1992
  • S. e E. Dorna (a cura di), Armando testa, dalla parte di chi guarda, U. Allemandi & c., Torino, 1992
  • G. Celant, G. Dorfles (a cura di), Armando Testa: una retrospettiva, Catalogo della mostra di Firenze del 1993, Electa, Milano, 1993
  • A. Testa, Catalogo della mostra a Rivoli, Charta, Milano, 2001
  • Armando Testa: 40 years of italian creative design, Catalogo della mostra tenuta a New York e Los Angeles nel 1987-1988, U. Allemandi & c., Torino, 2001
  • G. De Angelis Testa, G. Verzotti (a cura di), Armando Testa: il design delle idee, Catalogo della Mostra di Milano del 2010, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2010

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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