Museo d'arte contemporanea del castello di Rivoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Museo d'Arte Contemporanea del castello di Rivoli
Castellorivoli5.jpg
Particolare della struttura che ospita il museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRivoli
IndirizzoPiazza Mafalda di Savoia
Caratteristiche
TipoArte contemporanea
Sito web

Il Museo d'Arte Contemporanea del castello di Rivoli è un museo italiano dedicato all'arte contemporanea. Ha sede nella residenza sabauda del castello di Rivoli, a Rivoli, in provincia di Torino.

L'attività del museo è stata inaugurata il 18 dicembre 1984 con la mostra Ouverture, curata dall'allora direttore Rudi Fuchs. La mostra comprendeva opere realizzate da artisti esponenti dell'arte concettuale, del minimalismo, della Land Art, dell'arte povera e della transavanguardia, ed era pensata come modello ideale per una collezione permanente da costituirsi tuttavia solo successivamente, a partire dagli anni novanta.

Da settembre 2009 il presidente del Museo è Giovanni Minoli[1].

Contributo della Regione Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo della collezione del Museo ha visto la luce grazie alle numerose donazioni fatte da artisti e sostenitori pubblici e privati. Il primo artista a donare un'opera al museo è stato l'artista Sol LeWitt che nel 1991, scelta una sala del castello, vi ha realizzato una grande installazione tuttora visibile al primo piano.

È grazie ai contributi erogati dalla Regione Piemonte, soggetto fondatore e promotore del museo, che si è resa possibile la creazione di un fondo per acquisizioni.

La Cassa di Risparmio di Torino è poi entrata a far parte della compagine sociale del sito museale nel 1988 come Banca CRT.

Il Progetto Arte Moderna e Contemporanea - CRT[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 è stata quindi costituita la Fondazione CRT che nel 2001 ha dato vita al Progetto Arte Moderna e Contemporanea - CRT, grazie al quale vengono stanziati importanti fondi per l'acquisizione di opere destinate a incrementare le collezioni permanenti della GAM-Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino e del Museo d'Arte Contemporanea del castello di Rivoli. Il Castello di Rivoli, già dimora di delizia dei Savoia, da un trentennio è il Museo d'Arte Contemporanea più importante d'Italia. La collaborazione tra direzione artistica e i massimi artisti dell'oggi fa sì che le opere esposte siano pensate proprio per le vari sale del Museo. Entrano così a far parte della collezione del museo due importanti nuclei di lavori storici di Arte povera e Transavanguardia italiana.

Dal 2001 la Galleria civica e il museo collaborano tra loro in un'ottica di complementarità. Mentre la GAM concentra la propria collezione su opere che coprono i due decenni degli anni cinquanta e anni sessanta, il museo possiede una collezione di opere che vanno dalla fine degli anni sessanta agli anni duemila.

Collezione permanente[modifica | modifica wikitesto]

La collezione permanente comprende, ad esempio, due opere del 1997 di Maurizio Cattelan: la discussa e provocatoria Novecento, che evoca la tensione frustrata rispetto alle potenzialità (anche in riferimento all'insensatezza delle guerre del XIX secolo, che debilitano l'uomo allontanandolo dalla propria evoluzione), emblematicamente rappresentata da un cavallo, simbolo di forza, imbalsamato ed appeso, e l'inquietante Charlie don't surf. Il tema delle emozioni suscitate dalla guerra ricorre nelle collezioni, come anche nell'opera di Rebecca Horn "Cutting Through the Past", ed altre.

Le opere dei numerosi artisti nazionali e internazionali presenti (come Emilio Vedova, Giulio Paolini, Thomas Hirschhorn, Dennis Oppenheim, Helmut Newton, Sadie Benning, Stan Vanderbeek, Fluxus, James Lee Byars, Pia Stadtbäumer, Massimo Bartolini, Nam June Paik, Yvonne Rainer, Wolfgang Tillmans, e moltissimi altri), sono inserite nelle sale in una sorta di dialogo con le architetture degli ambienti storici del Castello.

Esposizioni temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rocco Moliterni, Minoli a Rivoli per l’arte un volto tv, La Stampa, 24 settembre 2009. URL consultato il 10-12-2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ida Gianelli (a cura di), Castello di Rivoli 20 anni d'arte contemporanea, Skira, Milano 2005.
  • Ida Gianelli e Marcella Beccaria (a cura di), La collezione video, Skira, Milano 2005.
  • Ida Gianelli (a cura di), La residenza sabauda. La collezione, Skira, Milano 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]