Gianni Colombo (artista)

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Giovanni Maria Colombo, noto come Gianni Colombo (Milano, 1º gennaio 1937Melzo, 3 febbraio 1993), è stato un artista italiano.

Biografia e attività[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una famiglia di imprenditori, fratello minore di Joe Colombo[1], è stato protagonista di fama internazionale dell'arte cinetica o programmata, esponente del Gruppo T (Anceschi, Boriani, Colombo, Devecchi, Varisco).

Dopo un periodo di coma dovuto a un malore, durato alcuni giorni, muore all'ospedale di Melzo[1].

La sperimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La volontà di superare la concezione tradizionale di opera d'arte, di trasformare gli spettatori in tecnici, porta Gianni Colombo a sperimentare nuove strutture percettive attraverso giochi di luce, realizzando opere mediante plexiglas (Cromostruttura), proiezioni di luce su specchi posti in vibrazione (Sismostrutture), forme e movimenti virtuali apparenti, con strutture a movimento rapido (Strutturazione acentrica, Roto-optic), immagini prodotte da flash ritmici (After Structures, Zoom Squares), opere in movimento per intervento dello spettatore (In- Out, Spazio Elastico, Rilievi Intermutabili, Rotoplastik) o con animazione elettromeccanica (Strutturazione Pulsante, Strutturazione Fluida), ambienti che coinvolgono il comportamento dello spettatore ed i suoi riflessi di postura (Campo Praticabile, Architettura Cacogoniometrica, Baristesia, Topoestesia, Spazio Diagoniometrico, Spazio Curvo).

L'artista sperimenta nuovi equilibri per modificare le sensazioni dello spettatore, stupendolo attraverso la creazione di luoghi sinestetici, campi d'interazione tra i vari organi sensoriali. La volontà è quella di turbare la passività percettiva dei luoghi, dalla galleria al museo, dalla casa al palazzo, mostrando l'inerzia del loro utilizzo.

Gli ambienti realizzati[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli ambienti permanenti, realizzati dall'artista ed attualmente visitabili si segnalano:

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Vincitore della XXXVI Biennale di Venezia nel 1968 con la sua opera più famosa, l'ambiente Spazio Elastico, che rappresenta l'esito più alto della sua opera. È un ambiente che palpita, coinvolgendo lo spettatore con tracciati immaginativi che vengono percepiti diversamente da persona a persona.

L'archivio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Gianni Colombo le persone a lui più vicine hanno fondato l'Archivio Gianni Colombo con l'intento di portarne avanti l'eredità artistica, proponendosi come punto di riferimento per il suo pubblico, incoraggiando iniziative culturali e promuovendo mostre personali e collettive in tutto il mondo.[3]

Gianni Colombo nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Paola Montonati, Gianni Colombo tra classico e sperimentale, su www.milanofree.it. URL consultato il 03 maggio 2017.
  2. ^ Gianni Colombo, Gianfranco Pardi e Emilio Tadini, Borgotondo, Mirandola, Biblioteca comunale di Mirandola, 1979.
  3. ^ Gianni Colombo, Rai Cultura. URL consultato il 24 luglio 2017.
  4. ^ Museo Cantonale d'Arte, Lugano: Gianni Colombo: tre opere

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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